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A former member
Post #: 12
sono di Forlì, solo ora trovo (finalmente) qualcuno che parla di scuola all'interno del movimento..
all'interno del mio gruppo nessuno conosce l'argomento, però ritegno che sia molto importante e, visto anche le elezioni alle porte, ritengo sia indispensabile affrontare a tutto tondo le problematiche legate alla scuola.

E' un discorso che sicuramente va fatto a livello nazionale, me ne rendo conto, però al mometno non ho ancora trovato il modo per sensibilizzare il movimento ttar al problema..
Io ho iniziat a buttar un documento che ha l'obiettivo di rivedere la scuola dai nidi alle superiori, a breve ne discuterò all'interno del mio gruppo, però poi mi piacerebbe tantitissimo condividerlo anche con gente competente in materia..

posso inviarlo a qualcuno per quale può risultare di qualche interesse?

nel giorno 11 novembre (domenica) alle ore 10 a Bologna ci sarà una incontro regionale del movimento, potrebbe essere un occasione interessante per confrontarsi sul tema della scuola e parlare a quattr'occhi delle problematiche varie..
A former member
Post #: 1,186
ciao daniele, credo che in periodo di spending review potrebbe anche all'interno del tuo gruppo far presa il discorso del referendum per l'abolizione del finanziamento alle scuole private.
qui c'è la discussione con l'iniziativa che viene portata avanti a bologna dal comitato art.33:
http://www.meetup.com...­
A former member
Post #: 1,187
Il problema delle palestre è molto grave su diversi quartieri, dopo la neve e poi il terremoto, molte non hanno riaperto.
Bisognerebbe tentare di capire quante sono le palestre non agibili su Bologna, perchè la "scusa" del terromoto sembra stia facendo slittare parecchie aperture.
Esempio al Navile ci sono palestre che sono state inagibili fino alla scorsa settimana "da maggio" e magicamente senza nessun intervento sono ritornate agibili

ciao alessandro, il problema delle palestre è che per poter verificare che non fossero danneggiate e potessero essere quindi fruibili, i tecnici del comune dovevano utilizzare delle speciali attrezzature, per poter valutare in particolare il soffitto, trovandosi spesso ad altezze eccezionali. a quanto mi hanno detto, avendo a disposizione in tutto solo 5 speciali attrezzature, la verifica delle palestre si è prolungata, lasciandole inutilizzate per diverso tempo, perchè la priorità è stata data alle aule. spesso poi sono state riaperte anche senza aver fatto alcun intervento, proprio perchè l'unico ostacolo era dovuto al tempo necessario alle verifiche.
A former member
Post #: 14
ciao daniele, credo che in periodo di spending review potrebbe anche all'interno del tuo gruppo far presa il discorso del referendum per l'abolizione del finanziamento alle scuole private.
qui c'è la discussione con l'iniziativa che viene portata avanti a bologna dal comitato art.33:
http://www.meetup.com...­

ho visto ora il discorso legato al referendum, sono d'accordo sulla necessità i fare quel taglio però ho delle perplessità sulla possibilità di mettere su un referendum ora a ridosso delle elezioni.. una legge lo vieta (come ho scritto nell'altra discussione)

quindi in questa discussione si parla soltanto dei problemi legati alle suole private, scuole materne e nidi?
Non può interessare provare a rivedere la situazione della scuola a livello nazionale?

lo chiedo non per fare polemica, ma per capire se qui posso trovare degli interlocutori per il progetto che vorrei portare avanti..

chiedo scusa, sin d'ora, se sono andato fuori tema
A former member
Post #: 1,209

quindi in questa discussione si parla soltanto dei problemi legati alle suole private, scuole materne e nidi?
Non può interessare provare a rivedere la situazione della scuola a livello nazionale?

lo chiedo non per fare polemica, ma per capire se qui posso trovare degli interlocutori per il progetto che vorrei portare avanti..

chiedo scusa, sin d'ora, se sono andato fuori tema

in questa discussione non si parla solo dei problemi legati alle scuole private, ma di tutto ciò che riguarda la scuola, in generale.

la legge di stabilità per il 2013 ad esempio, prevede l'innalzamento delle ore di insegnamento da 18 a 24....

Orario, prof italiani in linea con la Ue
ma i docenti europei guadagnano di più

L'aumento da 18 a 24 ore delle ore di insegnamento contenuto nella legge di stabilità per il 2013, in discussione alla Camera, sta spaccando a metà l'opinione pubblica italiana. Il confronto con quanto succede negli altri paesi d'Europa
di SALVO INTRAVAIA

ROMA - Gli insegnanti italiani lavorano troppo poco o l'orario di insegnamento è in linea con quello dei colleghi europei? L'aumento da 18 a 24 ore dell'orario di insegnamento contenuto nella legge di stabilità per il 2013, in discussione alla Camera, sta spaccando a metà l'opinione pubblica italiana. Una parte ritiene legittimo l'aumento di sei ore settimanali a carico dei docenti di scuola media e superiore. Che questo aumento sia poi a costo zero - non è previsto neppure un euro in più sullo stipendio - è un altro discorso. L'altra metà dell'opinione pubblica è contro l'aumento forzoso dell'orario di insegnamento previsto per i prof italiani.

Ma per quante ore a settimana stanno in classe in Europa i docenti, più o meno delle 18 ore settimanali svolte in Italia? E quanto lavorano, comprese tutte le attività funzionali all'insegnamento: correzione degli elaborati, preparazione delle lezioni, aggiornamento, partecipazione alle riunioni pomeridiane, incontri con i genitori e incontri informali per affrontare le problematiche che si presentano a scuola. E quanto guadagnano?

Da alcuni anni a questa parte, considerando l'istruzione dei cittadini un fattore strategico per lo sviluppo economico, Unione europea e Ocse studiano a fondo i sistemi scolastici degli stati aderenti. In Europa, secondo la banca dati Eurydice della Commissione europea, i docenti di scuola media e superiore lavorano da un massimo di 23 ore a settimana della Scozia a un minimo di 14 ore di Polonia e Turchia. In media, 18,1 ore settimanali per i docenti di scuola media e 17,6 per i colleghi delle superiori. Le 24 ore settimanali di insegnamento inserite nel disegno di legge di Stabilità non sono contemplate in nessuno dei 34 paesi europei presi in considerazione da Eurydice e collocherebbero l'Italia al primo posto in assoluto.

Le 18 ore settimanali attuali svolte da prof italiani sono perfettamente in linea con la media europea e, per la scuola superiore, sono anche al di sopra della media. Quello che contestano al governo i docenti è che le 18 ore a settimana rappresentano soltanto una parte dell'impegno complessivo. In alcuni paesi europei, questo impegno, lo hanno quantificato. E si scopre che l'orario di insegnamento è solo una parte dell'impegno complessivo. In Germania, l'orario di insegnamento alla media e al superiore uguale a quello degli insegnanti italiani: 18 ore. Cui corrispondono 30 ore di presenza a scuola settimanali e 40 ore di impegno settimanale complessivo, lezioni e presenza a scuola compresi.

Stesso discorso in Danimarca - 20 ore di lezione a settimana alla media e 19 al superiore - per un impegno complessivo di 37 ore settimanali. E analogo discorso in Spagna - 38 ore complessive a settimana - e in Scozia: 23 di lezione, 28 di presenza a scuola e 35 ore complessive di impegno settimanale. Ma nella maggior parte de casi - Italia compresa - l'unico orario prestabilito è quello delle lezioni da svolgere in classe. Le 18 ore settimanali italiane corrispondono, in base a questi dati, ad un impegno complessivo variabile fra le 35 ore della Scozia e le 40 ore della Germania.

Ma in tutte le nazioni che hanno computato il lavoro totale degli insegnanti presentano uno spread con l'Italia i termini di retribuzioni di gran lunga superiore a quello tra i bond tedeschi e i titoli di stato italiani. In Germania, un'insegnante di scuola superiore con 15 anni di servizio percepisce, secondo l'Ocse, la stratosferica cifra di 66.895 dollari Usa equivalenti, l'83 per cento in più di un collega italiano nelle stesse condizioni. Il divario di stipendio con la Danimarca scende al 59 per cento e con la Spagna al 33 per cento. Lo spread con i prof lussemburghesi, anche questi impegnati per 18 ore a settimana in classe con gli alunni e ai quali viene richiesta la presenza a scuola per 20 ore - comprese le 18 ore di lezione settimanali - è addirittura imbarazzante: 101.775 dollari Usa all'anno, quasi il triplo dei 36.582 percepiti da un professore italiano.
http://www.repubblica...­


A former member
Post #: 17
sì quello che riporti è uno studio che è stato fatto sugli altri paesi europei..
io sono dell'idea che buona parte del problema (non economico) legato al fatto che gli insegnanti lavorano solo 18 ore obbligandoli a stare all'interno dell'istituto per quelle 36 ore proprie di tuttii dipendenti statali!
Mi spiego meglio: gli insegnanti stanno in classe per 18 ore e per le restanti devono rimanere dentro le mura dell'Istituto!
A fare che?
Sostiuzioni per malattie brevi (attualmente spesso gli insegnanti vengono obbligati senza essere pagati, alle volte non si sa bene con quale criterio vengono invece pagati), lavori di programmazione delle lezioni, correzioni di compiti, riunioni interne, collegi docenti etc...
un esempio potrebbe essere: 18 ore di lezione in classe, 4 ore settimanali per riunioni pomeridiane varie, 14 ore di presenza al'interno dell'Istituto durante l'orario mattutino.

Ovviamente di pari passo con queste modifiche ci dovrebbe essere un innalzamento dello stipendio corrispondente..

Il problema principale per attuare queste modifiche viene dal fatto che al'interno degli Istituti scolastici mancano gli spazi.. quindi per me questa sarebbe la strada giusta, ma i cambiamenti vanno studiati a tavolino e a tappe.. individuando una road map ch possa nel giro di 5-6 anni portare all'obiettivo sopra riportato..

ripeto: sarebbe bello potersi confrontare dal vivo su questo ed altri problemi all'incontro regionale che ci sarà a Bologna fra una settimana..
VENITE?
A former member
Post #: 1,211

ripeto: sarebbe bello potersi confrontare dal vivo su questo ed altri problemi all'incontro regionale che ci sarà a Bologna fra una settimana..
VENITE?

daniele, il tuo invito dovresti rivolgerlo al referente del gruppo scuola, lorenzo lucerni, come indicato in questo thread:
http://www.meetup.com...­

4) Scuola e Politiche giovanili (Referente Lorenzo Lucerni lorenzolucerni@libero.it)
A former member
Post #: 1,233
Il lavoro invisibile dei prof va in cattedra

5 ott. – Dal liceo Galvani alle medie Guercino questa settimana molti docenti portano in aula il lavoro “sommerso”, quello che si fa prima e dopo le lezioni frontali. La settimana di mobilitazione nelle scuole bolognesi contro l’aumento da 18 a 24 delle ore di insegnamento è confermata, nonostante il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria avesse escluso anche l’ipotesi di portarle a 21. La settimana prossima, infatti, la legge di stabilità dovrebbe passare e il governo è intenzionato a trovare i 183 milioni di euro altrove, senza toccare le spese per il personale.

Da oggi a sabato si susseguono dentro e fuori dagli edifici scolastici incontri fra gli insegnanti e le famiglie, assemblee sindacali e, sabato, una manifestazione di piazza.

Al liceo Righi, come in molte altre scuole, da oggi sono sospese le attività che non riguardano strettamente l’insegnamento delle materie, come quelle dei coordinatori e le commissioni per i viaggi di istruzione. “Martedì e mercoledì gli insegnanti presidiano la scuola anche di pomeriggio, per fare le attività che di solito svolgono a casa e anche per ricevere i genitori”, spiega il preside Domenico Altamura, che questa mattina descrive una “situazione tranquilla.
http://radio.rcdc.it/...­
A former member
Post #: 1,234
dall'Assemblea delle Scuole di Bologna:

VENERDI 9 NOVEMBRE - ORE 20,30
Sala dell’Angelo, Via S.Mamolo 24


“PER UNA NUOVA PRIMAVERA DELLA SCUOLA PUBBLICA”

Dopo lo smantellamento del tempo pieno e del modulo alle elementari
Dopo il taglio di ore alle medie e alle superiori con classi sovraffollate ed insicure
Dopo la riduzione delle risorse per il sostegno
Dopo 8 miliardi di tagli e 140.000 licenziamenti

Sulla scuola pubblica si abbattono nuove, insopportabili “offese”:

La proposta di passare da 18 a 24 ore settimanali, quando la media europea è di 16,3 ore comporterà un ulteriore impoverimento della didattica e dell’offerta formativa e a soffrirne saranno i nostri ragazzi.

La Legge 953, già approvata dalla Camera e in attesa di essere confermata al Senato limiterà fortemente la cooperazione fra insegnanti genitori studenti dirigenti, cancellando di fatto il ruolo e le funzioni degli Organi collegiali e aprendo per giunta le porte ai privati.

Allo stesso tempo 223 milioni di risorse pubbliche vengono stanziati a favore delle scuole private a conferma del processo di privatizzazione dell’istruzione pubblica in atto da anni ma giunto oggi al suo punto di svolta.

È venuto il tempo di reagire con forza, insieme, genitori, insegnanti, dirigenti, personale amministrativo e tecnico, perchè la scuola pubblica non è cosa di qualcuno ma è un’istituzione
preziosissima per tutti.

Da 18 a 24 ore
Legge 953, ex Aprea
Referendum sui finanziamenti alle scuole private

Ne dibatteremo insieme a:

ANTONELLA ANDRACCHIO (docente)
MAURO BOARELLI (genitore)
STEFANIA GHEDINI (Comitato nuovo art.33)

A former member
Post #: 1,270
Legambiente presenta Ecosistema Scuola, XIII edizione Il rapporto annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica

Il 50% degli edifici non possiede la certificazione di agibilità e di prevenzione incendi. Bene invece i passi avanti nella sostenibilità. Trento, Piacenza e Verbania in testa alla graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica.Torino prima tra le grandi città e Napoli prima tra quelle del sud. “Chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale sull’edilizia scolastica e un piano straordinario per le scuole del Sud”.


Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.
Dati che confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.

Il dossier di Legambiente sottolinea, inoltre, come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici.

Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici. Nel 2011 sono stati, infatti, 92,31% i comuni che hanno effettuato i controlli in questione e sono in crescita le azioni di bonifica al 3,10% contro il 2,58% del 2010.

Resta, invece, bassa l’attenzione per il radon, che viene monitorato solo dal 32,5% delle amministrazioni. Stesso discorso per le fonti d’inquinamento ambientale esterne come elettrodotti, emittenti radio televisive, antenne dei cellulari. Sono solo 5,19% i comuni che monitorano le scuole vicino ad elettrodotti (12%) e le amministrazioni (14,29%) che controllano gli istituti in prossimità di antenne cellulari(16,36%). L’11,36% degli edifici si trova, invece, a meno di un km da fonti di inquinamento acustico, mentre sono solo il 2,32% quelli che si trovano vicino a emittenti radio televisive.

Novità di quest’anno è il trend positivo delle buone pratiche, relative all’innovazione strutturale e la sostenibilità gestionale degli edifici. Interessanti i dati della raccolta differenziata, che dopo un periodo di stallo, registra forti segnali di crescita. La raccolta delle pile ha raggiunto ad esempio il 49,30%, con oltre 15 punti percentuali sopra il valore della passata edizione (33,90%). Bene anche la raccolta differenziata di carta (83,84%), plastica (71,51%), vetro (63,42%), organico (54,37%), toner (53,90%) e alluminio (51,77%). Segnali positivi arrivano anche nell’utilizzo dei pasti interamente biologici nelle mense (5,95%) e sale la percentuale media di prodotti biologici nei pasti, che si attesta al 56,29% contro il 52,38% dello scorso anno. Aumentano anche le cucine interne alle scuole (29,29%) rispetto al 21,53% del 2010. Dati negativi si registrano nell’utilizzo dell'acqua di rubinetto nelle mense scolastiche al 62,93%, con otto punti percentuali sotto il dato degli ultimi due anni.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, restano buoni i dati sull’utilizzo delle fonti d’illuminazione a basso consumo, anche se registrano un lieve calo (60,58%) rispetto allo scorso anno (65,98%). Crescono invece di poco quelli relativi all’utilizzo di fonti rinnovabili (12,40%) contro l’11,56% del 2010. Tra le regioni che spiccano per l’utilizzo delle fonti rinnovabili ci sono Abruzzo (18,31%), Sardegna (23,38%), Toscana (18,03%), Veneto (28,05%). Fanalino di coda Basilicata e Molise, i cui comuni capoluogo dichiarano di non avere edifici scolastici che utilizzano fonti di energia pulita.

Sul fronte della mobilità urbana e della sicurezza, aumentano le transenne parapedonali (13,52%) e la presenza di “nonni vigili” (21%). Sono invece ancora troppo pochi gli istituti all’interno di isole pedonali, meno dell’1%; mentre le scuole in zone a traffico limitato sono il 4,42% e quelle dove è previsto, in prossimità della scuola, l’obbligo dei 30 km/h sono appena il 7,08%. In crescita le piste ciclabili vicino agli istituti (10,48%). Dato negativo riguarda la presenza di giardini o aree verdi nelle zone antistanti le scuole (62,89%), in continuo calo, con quasi 12 punti percentuali in meno rispetto a due anni fa (74,27%). Resta inoltre il problema di carenza delle strutture dedicate allo sport, di cui sono provviste solo il 52,60% degli istituti.

In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2°), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3°), Prato (4°), Parma (5°), Reggio Emilia (6°), Pordenone (7°), Asti (8°), Terni (10°) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9°). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi città Torino (11º) seguita da Firenze (17º). Anche quest’anno Napoli (29º) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (23º) e Benevento (26º) sono le prime città del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47º) è la prima tra quelle delle isole.
Salgono in graduatoria Milano (42º), Bologna (54º), Bari (67º), scende Palermo (87º); mentre è fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti.
Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la metà degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.

Il dossier su http://www.legambient...­
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