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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Cosa vuol dire pari opportunità?

Cosa vuol dire pari opportunità?

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Post #: 906
"Orientarsi per orientare": a Bologna un corso di formazione gratuito su immigrazione e diritti di cittadinanza


Amici dei Popoli propone il corso di formazione gratuito "Orientarsi per Orientare", rivolto ai volontari dello "Sportello dei Popoli" organizzato dalla stessa Ong, agli operatori del settore e alla cittadinanza per fornire competenze e informazioni specifice sulla permanenza e l'integrazione dei cittadini stranieri a Bologna.

Il corso si propone inoltre di potenziare le relazioni con le diverse comunità straniere e la conoscenza del territorio, attraverso incontri di apporfondimento che prevedono la partecipazione di enti, istituzioni, associazioni e di tutti quegli attori sociali operanti nel campo dell'immigrazione.

Sono due gli appuntamenti già fissati per il mese di dicembre:

Giovedì 1 dicembre - ore 17
Dal permesso di soggiorno alla cittadinanza.
Relatore: Avv. Maria Letizia Mongiello
Lunedì 12 dicembre - ore 17.30
Il diritto alla casa: case popolari, agevolazioni sull'affitto, canoni agevolati. Chi, come, quando.
Relatore: Avv. Elia De Caro

Gli incontri sono ad accesso gratuito, previa conferma di partecipazione.
Tutti gli incontri si terranno presso le aule della Scuola di Pace, in via Lombardia 36 a Bologna.
http://www.bandieragi...­
A former member
Post #: 210
Peccato, oggi non riesco andarci perché ho il consiglio ...
Forse si parla anche dell'iniziativa ius soli, dare la cittadinanza italiana a tutti i giovani nati sul solo italiano.
A former member
Post #: 956
"Qui è peggio che stare in galera"
così si vive nel Cie di Bologna
Viaggio nel centro di identificazione ed espulsione di via Mattei. Dove i detenuti sono privati della libertà anche se non hanno commesso reati, e non sanno quando potranno uscire

DI LORENZA PLEUTERI

Gloria ha gli occhi pieni di lacrime trattenute, la voce che si spezza. E la paura, nello sguardo. "Ho il terrore che mi rimandino in Nigeria. Non potrei curarmi. Mi lascerebbero morire, in fretta. Ma anche in questo posto non resisto: ho l'Aids e un fibroma, sono obesa e anemica, la tiroide non funziona bene". Fadila, invece, non riesce a tenersi. Piange, senza freni. Rischiava che la rispedissero nella terra dove non ha più nulla e più nessuno, in quella che era l'ex Jugoslavia. Tornerà nell'accampamento di Roma dove vivono i genitori, con la speranza di poter vedere i figli che le sono stati tolti ed essere dichiarata apolide.

"Il giudice - racconta Fadila - ha deciso di non prorogare il mio trattenimento. Ho fatto sei mesi di fila, dentro. Potevo arrivare a un anno e mezzo. Non ho i documenti, non li ho mai avuti né li potrò avere. Ma sono in Italia da quando ho 10 anni".

Lacrime disperate e lacrime di gioia. Sbarre e telecamere. Cancelli chiusi a chiave. Turche d'acciaio. Cellulari con gli obiettivi accecati, "per ragioni di sicurezza". Finestre schermate con fogli di giornale, perché non ci sono tende o persiane, la luce comincerebbe a filtrare all'alba e toglierebbe il sonno e quel poco di intimità che resta. Psicofarmaci che vanno via come il pane. E rabbia compressa
e repressa, dichiarata. "Avremmo voglia di spaccare tutto - sono parole di molti - perché tutto ci hanno tolto. La libertà, la dignità, i sogni. Non abbiamo più nulla da perdere".

Via Mattei 60, periferia non solo geografica della città, Centro di identificazione ed espulsione. E' l'ex caserma dell'aeronautica in cui vengono rinchiusi gli stranieri clandestini o irregolari, per un periodo che può arrivare fino a 18 mesi e finire con l'espulsione coatta, la liberazione o eterni ritorni. Ha 85 posti letto, parallelepipedi di cemento con sopra materassi di gommapiuma, lenzuola di carta usa e getta, coperte da mercatone. Conta 50 presenti nei blocchi della sezione maschile e 18 donne al reparto femminile, compresa Fadila, in partenza coi suoi quattro stracci.

Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha tolto il veto messo dal suo predecessore, il leghista Roberto Maroni. I giornalisti, dopo una lunga trafila burocratica e con permessi zeppi di limitazioni, possono entrare, domandare, fotografare. Passa una delegazione di visitatori, capitanata dalla parlamentare Pd Sandra Zampa e da Roberto Morgantini, volontario ed ex responsabile dell'ufficio stranieri Cgil. Ciascuno ha un problema da denunciare, un aiuto da chiedere, storie che graffiano il cuore. "Io sono favorevolissima all'ingresso di osservatori - ripete Anna Lombardo, direttrice della struttura, gestita dalla Misericordia - perché non ho nulla da nascondere o da censurare. Anzi. Mi piacerebbe che, prima di criticare e contestare, si vedesse come lavoriamo. Altro che kapò. I giudizi negativi cambierebbero".

Gli "ospiti", come vengono definiti, a dispetto di gabbie e chiavistelli, sono una babele di vissuti, lingue, esigenze. Hanno percorsi e bisogni diversi. Finiscono nelle stesse camerate, zero privacy, la convivenza forzata che può stremare. "L'inferno dei disperati", riassume Zampa, preoccupata per i tagli di budget che incideranno anche sui Cie.

Le giovani nigeriane vittime della tratta accanto a una parrucchiera, una corona del rosario attorcigliata attorno al polso, e a una badante, Mary, presa a Brescia, otto mesi di "trattenimento". Tossici in cura con il metadone a scalare e balordi cui da fuori, non è un segreto, gli amici lanciano dosi di droga. Spacciatori a fianco di ragazzi colpevoli di niente e profughi richiedenti asilo. Persone arrivate dal carcere ed altre rastrellate per strada. Per ogni "ospite" la Misericordia incassa 69,50 euro al giorno, per l'alloggio, il vitto portato dall'esterno e bocciato dai presenti, assistenza medica e infermieristica, sostegno psicologico e sociale, mediazione culturale, un kit di primo ingresso. Dalla cifra resta fuori la quota-parte di utenze e manutenzione, a carico della Prefettura. E non entrano nel computo gli stipendi dei poliziotti di guardia e dei militari in mimetica e camionetta, manco fosse Guantanamo.

"Chi è libero non può capire che cosa significhi essere tenuti prigionieri e senza aver commesso reati - si sfoga Acnandi, 21 anni, tunisino -. Non la chiamano galera. Ma via Mattei è peggio della Dozza (il carcere di Bologna, ndr), lo dico io che ci ho fatto dieci mesi. Butti via la vita. Mangi, stai in branda, guardi la tv, dormi. C'è la scuola di italiano, una volta la settimana. Ci sono la biblioteca e un campo da calcetto. Null'altro". Lo sportello legale è stato chiuso, i laboratorio di pittura finanziati dal Comune non esistono più. "In carcere conosci la data di uscita. Al Cie non sai per quanto tempo resterai né dove ti manderanno dopo, in un'attesa che distrugge, logora, fa diventare cattivi. Rischi di impazzire".
(28 febbraio 2012)
http://bologna.repubb...­
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Post #: 293
"Coppia di sposi rom aggredita. Lui massacrato, lei incinta, stuprata dal branco .

EveryOneGroup presenta esposto alla Procura


BOLOGNA - Alle una di notte di mercoledì 13 giugno, una giovane coppia senza fissa dimora di origine Rom, Ljubo Halilovic e la moglie Brenda Salcanovic, è stata assalita da sei cittadini stranieri mentre dormiva all'aperto a Bologna, in un giardino pubblico in via Torino, all’angolo con via Firenze.
I sei uomini si sono avvicinati alla coppia chiedendo conferma circa la loro etnia Rom, dopo di ché hanno iniziato a picchiare brutalmente l'uomo, mentre due componenti del branco prendevano a calci e pugni la ragazza, incinta, e subito dopo la stupravano a turno. Ljubo, quando il branco è fuggito, è riuscito, grazie a un cittadino bolognese la cui casa si affaccia sul parco pubblico, a dare l'allarme alla polizia, che è intervenuta e ha fatto trasportare i giovani dal 118 all'ospedale di Sant'Orsola. Dalle prime indagini diagnostiche fatte dal reparto di ginecologia la gravidanza non sarebbe a rischio.
Passata la notte in pronto soccorso, intorno alle 7 di ieri mattina, Ljubo, giovane cittadino Rom di vent'anni nato in Italia, è stato prelevato dalla Polizia dall’ospedale e portato con sua moglie in Questura. Dopo averli identificati e aver rinchiuso il giovane in una cella di sicurezza per diverse ore, gli agenti di polizia hanno notificato all'uomo un ordine di espulsione dall'Italia e hanno riaccompagnato la coppia in ospedale. Ljubo e Brenda sono tutt'ora ricoverati al Sant'Orsola.

“Quanto è avvenuto” commentano i co-presidenti dell'organizzazione umanitaria EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, “è assolutamente spaventoso. Il comportamento delle forze dell'ordine bolognesi, che avrebbero dovuto sin da subito indagare senza esitazioni e assicurare alla giustizia i malviventi che hanno seviziato i due giovani, appare in violazione dei più elementari diritti della giovane coppia: prelevati dall'ospedale nonostante la necessità di cure mediche e di assistenza psicologica, le due vittime della barbara violenza hanno cercato di raccontare agli inquirenti quanto era loro accaduto. Tuttavia, secondo quanto riferito da Ljubo, gli agenti avrebbero dimostrato indifferenza, cercando di sminuire l'episodio e ricondurlo a una semplice aggressione, senza menzionare nella denuncia lo stupro subito dalla moglie”. Il giovane, che pur essendo nato e cresciuto in Italia non sa leggere né scrivere bene, si è limitato a raccontare l'episodio ai poliziotti e a controfirmare la denuncia, di cui non gli è stata rilasciata copia. “Notificare nelle mani del giovane, ancora provato fisicamente e psicologicamente dalla violenza, un provvedimento di espulsione per la mancanza del permesso di soggiorno è la dimostrazione che le forze dell'ordine considerano un problema di sicurezza maggiore la permanenza in Italia di un rom innocente e per altro vittima di violenza ma irregolare sul piano burocratico perché apolide anziché un gruppo di malviventi colpevoli di rapina, lesioni gravi e stupro, tutti ancora a piede libero”.

EveryOne, che ha presentato un esposto in Procura sulla vicenda per sollecitare l'apertura di un'inchiesta, chiede al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, assieme all'associazione Nazione Rom - che per prima ha denunciato il caso -, di disporre quanto prima l'avvio di un'indagine interna presso la Questura di Bologna per accertare il comportamento delle forze dell'ordine e individuare eventuali responsabilità. “Chiediamo inoltre a deputati e senatori di predisporre urgenti interrogazioni parlamentari affinché sia fatta luce sulla vicenda e venga predisposta una maggiore tutela per la giovane coppia, costretta da anni a vivere in strada per l'indifferenza e l'inerzia dell'amministrazione comunale di Bologna”.
La coppia è ora assistita da un legale di fiducia, l'avvocato Immaccolata Tropiano del Foro di Bologna."

http://www.dazebaonews.it/italia/societa/everyone-group-diritti-umani/item/11223-coppia-di-sposi-rom-aggredita-lui-massacrato-lei-incinta-stuprata-dal-branco­

Piccolo particolare non irrilevante: Brenda ha 15 anni ed è nel quarto mese.
Oggi ci ha contattato un educatore che diceva che Brenda non è stata visitata dalla squadra "violenza sulle donne", spaventata dalle forze dell'ordine. Le prove sarebbero già andate perse. Abbiamo allertato la squadra del Pronto Soccorso del Maggiore, sperando che vada meglio.
Con il rilascio del certificato di gravidanza Brenda non dovrà più temere la polizia, sarà presa in carico e seguita come lo prevede la legge italiana che difende la madre e il bambino sul territorio italiano.

So che non legge questa pagina, ma voglio scrivere a una persona speciale: Grazia, sei un angelo per tutte le donne che sanno di poter contare su di te!
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Post #: 1,774
Bentornata, Antonia, ma soppa che notizie... crying
A former member
Post #: 1,158
Campagna di comunicazione sulle violenze maschili contro le donne, rivolta soprattutto agli uomini. Un network di uomini che si prendono la responsabilità di dire "No" alla violenza, chiaramente e in pubblico:
http://www.noino.org/...­

Noi siamo uomini e siamo contro tutte le violenze sulle donne. Perché per sentirci uomini non abbiamo bisogno di essere violenti. Ma per fermare la violenza abbiamo bisogno di te. Entra a far parte di noino.org. Aderisci alla campagna, condividila su Facebook, mandaci parole, video e immagini. Chi minaccia e umilia le donne conta sul silenzio, noi contiamo sulla tua partecipazione. I violenti sembrano uomini come noi? Noi non siamo uomini come loro. Gli strumenti per dimostrarlo sono sul web e in città. Usiamoli per dire NO alla cultura del possesso e del controllo, alla disinformazione, alle giustificazioni. La fine delle violenze maschili contro le donne inizia da noi. NoiNo.org è una campagna promossa da Fondazione del Monte in collaborazione con l'associazione Orlando.


visto che c'è anche l'adesione collettiva, potrebbe aderire anche il movimento: http://www.noino.org/...­
A former member
Post #: 93
D' accordo con Pasquale.
Davide Z.
Znndvd69
Bologna, BO
Post #: 59
Quoto pasquale e gli altri ragazzi smile
Federica S.
6993930
Bologna, BO
Post #: 2,026
approfondiremo il tema in commissione
ricordo che le commissioni sono aperte al pubblico uditore

Le commissioni consiliari
Delle Elette
Istruzione Cultura Giovani Comunicazione
Sanità Politiche Sociali Sport Politiche Abitative

sono convocate per il giorno
MERCOLEDI' 17 OTTOBRE 2012
alle ore 14,30
presso Sala Imbeni


Con il seguente ordine del giorno:

1. Approvazione verbali sedute precedenti
2. Udienza conoscitiva sulla campagna di Comunicazione NoiNo.Org: uomini contro la violenza sulle donne
3. Udienza conoscitiva sullo Sportello d'ascolto per le donne colpite da stalking.

Varie ed eventuali.


Cordiali saluti

F.to la Presidente
Commissione Delle Elette
Mariaraffella Ferri


F.to Il Presidente
Commissione Consiliare
Istruzione, Cultura, Giovani, Comunicazione
Mirco Pieralisi

F.to Il Presidente
Commissione Consiliare
'Sanità. Politiche Sociali, Sport, Politiche Abitative'
Roberta M.
user 14140846
Bologna, BO
Post #: 81
Ho dato la mia adesione personale. Ora propongo l'adesione del Movimento di Bologna agli altri consiglieri.
idem
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