BERSANI
E IL CONSENSO INFORMATO
La
recente, durissima presa di posizione del ministro Bersani
nei confronti della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi ed Odontoiatri dell’Emilia Romagna - con cui minaccia
ispezioni e sanzioni disciplinari nei confronti di
Ordini Professionali “rei” di avere chiesto una moratoria sugli
impianti di termovalorizzazione/incenerimento
della regione - ci lascia non solo attoniti ed indignati, ma si presta
ad alcune considerazioni e riflessioni di carattere più generale che
vorremmo qui esporre.
Innanzi tutto alcune premesse:
- Nel
marzo scorso è stato diffuso il Report
Enhance Health,
studio finanziato dalla UE che aveva, fra
gli altri, anche lo scopo di dare una visione globale del possibile
impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso
studi pilota. Per l’Italia lo studio è stato
condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano,
ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri ed uno
per rifiuti solidi urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo
Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti -
stimata con un modello matematico- della popolazione residente per
almeno 5 anni entro un’area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi
statisticamente significativi sono
emersi per quanto attiene il sesso femminile:
in particolare si è registrato un
aumento del rischio di morte per tutte le cause
correlato alla esposizione a metalli pesanti tra il
+7% e il + 17%. La mortalità per tutti tumori aumenta nella
medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione
dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto
il rischio è compreso tra il + 32% e il
+147%, per lo stomaco tra il +75% e
il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il
+116% . Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il
rischio aumenta di oltre il 900%. Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose
altre segnalazioni presenti al riguardo il letteratura.
- A
fronte di questi risultati inquietanti la regione Emilia Romagna non ha
minimamente modificato il programma di costruzione/ampliamento di
nuovi inceneritori e, contemporaneamente, ha deciso di estendere la
sorveglianza epidemiologica a tutto il resto della popolazione per
altri 2.500.000 di Euro, nonostante l’
Associazione Medici per l’Ambiente avesse proposto di riconsiderare -
gratuitamente - i dati dello studio, nella
convinzione che un riesame di questa indagine potesse fornire risultati
ancora più convincenti circa le ricadute per la salute delle
popolazioni esposte.
- L’
incidenza di cancro nella nostra regione è fra le più alte in Italia,
in particolare per il sesso femminile. E’ ovvio
chiedersi che senso ha continuare a fare impianti che rientrano comunque fra le “industrie insalubri di classe
I”, quando il ciclo virtuoso di recupero-riciclo-riuso
dei materiali post-consumo (altro che “ rifiuti”…) garantisce
occupazione, salubrità dell’ ambiente, tutela della salute ed evita
spreco di materia, energia e beni primari quali acqua ed aria.
- Il
Ministro parla di normative europee, ma dovrebbe ben sapere della norma
- del tutto illegittima e già sanzionata dall’UE - per
cui in Italia i rifiuti sono considerati fonte
rinnovabile di energia. Questa norma fa sì che oltre l’80% delle
risorse ( pagate dagli utenti col 7% delle bollette ENEL) da destinare
alle fonti rinnovabili vada a chi costruisce impianti a biomasse ed inceneritori: nel 2006, ad es., tali impianti
hanno assorbito ben 1.135.911,334 sul totale di 1.758.131,281 Euro ( Assoambiente prot.n
p. 59930).
- In Italia addirittura sostanze prima
classificate come tossico-nocive sono state considerate fonti
assimilate, ovvero combustibili, ed usufruiscono dei medesimi
incentivi, per cui, sempre nel 2006, ben
2.179.884.346 Euro sono stati ad esse destinati. ( Assoambiente
prot.n p. 59930).
Bene,
caro Ministro, ora alcune domande:
- Se
questi impianti sono così innocui e sicuri, perché continuare a “
sorvegliare” la popolazione ? Crede lei che
chi si ammala “sotto sorveglianza” sia per
questo più contento? Trattandosi di effetti
che si manifestano per lo più a lungo termine, anche dopo decenni, che
garanzia può fornire un sistema di sorveglianza di questo tipo? La
storia della Medicina è lastricata da disastri annunciati!
- Nei
risultati del Report su Coriano non sono riportati i casi attesi ed
osservati (come è buona regola fare in
questo tipo di indagini), tuttavia, con facile estrapolazione, possiamo
valutare che ogni anno si siano verificati una decina di decessi
in più e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell’area
inquinata! Quanti sono i morti che lei
presume necessari per ritenere valida l’esistenza di un rischio?
Segnaliamo che tali risultati potrebbero essere di ancor maggiore
rilievo, qualora la popolazione di riferimento fosse realmente non
esposta: infatti il livello minimo di
esposizione preso come riferimento corrisponde ad una ricaduta stimata
dei metalli pesanti compresa tra 0,61 e 1.9 ng/m3,
valori certo non trascurabili.
- Come potrebbero, a suo avviso, di fronte a questi
risultati, i Medici dell’Emilia Romagna che si riconoscono nei propri
Ordini Professionali, democraticamente eletti, fare finta di nulla?
- Come si
spiegano, a questo proposito, i messaggi
rassicuranti comparsi sulla stampa dopo la diffusione del Report da parte di personaggi che sono tutto
fuor che medici? Ci riferiamo alle dichiarazioni pubbliche di un
Direttore di ARPA e di un Direttore
Generale di AUSL, laureato in economia, che si sono precipitati ad
affermare che la salute della popolazione di Coriano
non corre rischi. A tutt’oggi non siamo a conoscenza di alcun documento a
firma di medici del Dipartimento di Prevenzione che avvalori tali
affermazioni.
- Perché in questo caso non è
intervenuto il Ministro della Salute a censurare questi signori che,
così facendo, esulavano dalle loro competenze?
- Lei sa che
l’inceneritore di Forlì è stato ampliato pur con un parere negativo del
Dipartimento di Prevenzione dell’ AUSL?
Dato l’alto livello di inquinamento del
territorio, l’ AUSL chiedeva di garantire il mantenimento dello stesso
livello dell’ emissione a camino degli inquinanti. E’ a
conoscenza del fatto che si è eluso questo parere
decidendo di non considerare più le emissioni a camino, ma
le ricadute a terra e di innalzare il camino ed aumentare la pressione di emissione dei fumi? Crede lei che in virtù di
questo stratagemma un cancerogeno più “ diluito” sia per
questo meno nocivo?
Ed ora
alcune riflessioni che sarà bene che come
cittadini, prima ancora che come medici, cominciamo a farci. Tutti
ormai sanno che il Medico è tenuto – giustamente- ad informare il
proprio paziente della situazione clinica, anche grave, che si
presenti, ovvero diagnosi, prognosi,
possibilità terapeutiche ed alternative possibili comprese: il
famoso “consenso informato”…. Prassi che spinge spesso i parenti ad
implorare il medico affinchè risparmi i
lati più crudi dell’ informazione al
proprio caro per non aggiungere stress a stress.
Orbene,
perché quando si tratta di salute individuale nulla o quasi nella informazione deve essere “risparmiato” e
quando si tratta di Salute Pubblica bisogna essere così attenti a non
spaventare, a non allarmare, a non creare stress? In
fondo, in questo caso, ci rivolgiamo a popolazioni sane, che potrebbero
con lucidità accettare o meno determinati
rischi per la loro salute, sempre che l’ informazione
fosse però limpida e cristallina. Qualcuno mi sa spiegare perché in
caso di Salute Pubblica tanto premuroso riguardo
e tanta prudenza? Non sarà che più che lo stress alle
popolazioni si voglia evitare lo stress a chi - imprenditore - comune -
ente pubblico- ha deciso che comunque e a
qualunque costo l’ “opera” deve essere realizzata? Perché non pensare ad un bel “consenso informato”
in campo di Salute Pubblica anche per i cittadini, smettendo di parlare
di “comunicazione del rischio”, espressione che sembra dare per
scontato che il rischio ci sia e che si debba solo “indorare” la
pillola ai cittadini “riottosi” ?
Caro
Ministro, ci dispiace per lei, ma stia pur sicuro che i Medici continueranno a fare il loro lavoro che è quello
innanzi tutto quello di informare e di prevenire: non
abbiamo alcuna intenzione di sottrarci al dovere di
tutelare la Salute, non solo nostra ma di chi verrà dopo di
noi, preservando per loro le risorse e la salubrità dell’ ambiente.
Il
momento è certamente difficile, ma, “contribuirà a salvarci la grossolanità
ingorda di chi vuol dominare il mondo[*]”.
Con
queste sue intimidazioni, caro Ministro, lei ci offre un
grandissimo aiuto: chi ancora non aveva aperto gli occhi ha avuto, con
questo suo atto, un’ ottima opportunità di
svegliarsi, perché è davvero paradossale che su tematiche così delicate
e complesse chi non ha competenze specifiche, ma solo la forza del
proprio potere, cerchi di intimidire chi non altro interesse che preservare
la Salute di tutti.
Grazie
Ministro Bersani!
Patrizia Gentilini,
onco-ematologo
Ruggero Ridolfi,
oncologo
Ernesto Burgio,
pediatra
Francesca Cigala,
psichiatra
Roberto Topino, medico del lavoro
Celestino Panizza,
medico del lavoro
Giancarlo Masconi, medico del lavoro
Mauro Mocci, medico medicina generale
Giovanni Ghirga,
pediatra
Vincenzo Migaleddu,
medico radiologo
Valerio Vicentini, neurologo
Mauro Navarra,
medico medicina generale
Liliana Pittini,
ginecologo
Forlì
7
ottobre 2007