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Prospezione petrolifera a Carpignano Sesia e sviluppi

Vincenzo
VincenzoMazzotta
Romentino, NO
Post #: 42
Credo che, come abbiamo deciso nella riunione di ieri, dobbiamo coinvolgere tecnici competenti x informare la cittadinanza renderla cosciente e in base a cosa vorrà fare aiutarla se necessario.
Se ENI spostasse il buco del pozzo in superficie di 1km per rispettare le fasce di sicurezza e le zone ad alto rischio idrogeologico e il territorio protetto, allora si potrebbe ragionare.
Lele
Novara
Novara, NO
Post #: 1,929
Attenzione Vincenzo. Leggendo i documenti che abbiamo linkato all'inizio della discussione, ti accorgerai che Eni ha già stabilito diverse ipotesi per la localizzazione del pozzo. Vedrai che il tuo ragionamento è già stato seguito.
Paolo C.
user 16123051
Novara, NO
Post #: 62
Straquoto Davide e ripeto il mantra della discussione che ho aperto qui: http://www.meetup.com...­ il cui incipit si riferiva proprio a questo argomento.
Siamo per delle politiche energetiche rispettose dell'ambiente? Va bene, ma se abbiamo a cuore il nostro Paese non possiamo limitarci a fare una battaglia identitaria senza proporre un'alternativa costruttiva.
Se la strategia è quella di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, non è però possibile pensare di eliminarle tutte all'improvviso, pena il ritorno all'età della pietra, un'ipotesi affascinante ma francamente utopica.
In sintesi, come ho già detto in altre occasioni, il movimento No Tav non è sorto perchè non ama le gallerie per i treni, ma combatte QUELLA galleria per una serie innumerevole di ragioni. Da qui poi è partito un discorso più generale sull'inutilità delle grandi opere ma anche qui la discussione deve essere aperta e non chiusa.
Il Movimento No F 35, che parte da una matrice ideologica più forte (antimilitarismo in primis), ha trovato apprezzamento in molti di noi non solo per una base etica, ma soprattutto perchè QUELL'AEREO è stato ritenuto inutile, nonchè limitato ad operazioni di attacco (anticostituzionale) invece che difensive.
Pregherei quindi di non affrontare anche questo tema sotto una chiave dogmatica: il pozzo di Carpignano non va bene per una serie di ragioni? Ok, ma non va bene QUEL pozzo oppure per una politica energetica nazionale è accettabile che alcuni pozzi siano scavati come dalle analisi di Davide (che condivido) traspare?
L'identitarismo è una bella cosa, ma è connotazione tipica di un'associazione (ambientalista, pacifista, anarchica ecc. ecc.), non di un Movimento politico che è chiamato a assumere delle scelte politiche di tipo pragmatico e costruttivo, sicuramente meno affascinanti, ne convengo, ma più responsabili.
Se volete dare una risposta ai temi generali che ho posto (e non a questo specifico), vi direi di andare all'altra discussione di cui vi ho fornito il link qui sopra.
termi
user 11022439
Novara, NO
Post #: 227
Secondo me, prima di addentrarsi in questioni tecniche, bisogna fare un passo indietro, tirare una linea e stabilire dove ci si paizzi, se di qua o di là; stare con un piede di qua e di là, questa volta e secondo me, NON è possibile.

Come sempre bisogna prendere una posizione che sia

1) logica
2) lungimirante

La mia, con queste premesse è che il petrolio sotto la pianura padana, STA BENE DOVE STA

il motivo è semplice, insistere con la strategia dell'uso di combustibili fossili, petrolio in particolare, è un fallimento, dato che trattasi di risorsa di breve vita.

Continuare a cercare petrolio è solo prolungare lo stato di vita ormai vegetativo di un sistema costruito sui presupposti sbagliati, che sono l'uso di fonti energetiche che si esauriscono su scala di qualche generazione.

L'obiezione più comune è

"va bene, ma intanto che dobbiamo usare il petrolio e sviluppiamo le rinnovabili, usiamo il nostro che almeno non compriamo quello estero"

la parola sbagliata è INTANTO CHE (veramente sono due parole)

è una trappola, fino a che si fa una cosa sbagliata, si fanno due errori, il primo, perché si sbaglia, il secondo, perché non si sta facendo la cosa giusta

il petrolio sotto la val padana può continuare a restare dove si trova, se prorpio saremop stati così stupidi da insistere ad usarlo, potremo sempre prenderlo quando sia terminato quello dgeli altri, no?

Allora io penso che dovremmo fare subito una scelta radicale, come il Giappone che ha deciso di smetterla con l'energia nucleare.

A me non risulta che il Giappone sia esploso o la gente stia usando candele...

sulle questioni tecniche? grande confusione e molti interessi. Aggiungo che le voci di stampa in base alle quali l'enio sta valutando siti di trivellazione alternativi, ma vicini, non ha senso

nel momento in cui si chede la valutazione di impatto ambientale, si deve indicare con precisione assoluta il luogo di trivellazione (mappali del catasto alla mano) e non si può poi dire "eh, vado un 300 metri più in là tanto fa lo stesso"
Lele
Novara
Novara, NO
Post #: 1,931
La posizione che hai preso Termi ti fa onore. Più che altro perché tu, almeno per quanto riguarda i trasporti, hai fatto una scelta di vita che è molto coraggiosa... rinunciare all'utilizzo di mezzi che si spostano grazie alla benzina.

Riguardo alle questioni tecniche. Ragazzi, è molto semplice. Ci si documenta. Io sinceramente ho iniziato a leggermi una parte dei documenti a disposizione.

Visto che l'argomento sembra attirare l'attenzione di molti "energetici" (almeno qui sul MeetUp la discussione è a galla e già ricca di post)... io proporrei un bel gruppetto di lavoro. Magari invitando persone di Carpignano Sesia, se hanno voglia di darci una mano per approfondire la questione. Servirebbe un portavoce ed io già mi auto-elimino perché non sono un tecnico, ma mi piace semplicemente curiosare e imparare cose nuove sul tema.
A former member
Post #: 10
Sono d' accordo con Carlo.
Prima di addentrarci in questioni tecniche, dove possono
aiutarci gli specialisti, credo che dobbiamo considerare
due questioni fondamentali:

1)REFERENDUM DEI CITTADINI DI CARPIGNANO:
700 di loro hanno firmato per fare un referendum, in base
al quale stabilire se a maggioranza i cittadini di Carpignano
vogliono o non vogliono che A CASA LORO si facciano ricerche
petrolifere finalizzate alla produzione di petrolio.
Si tratta di una questione fondamentale di democrazia dal basso
su una questione che investe direttamente e pesantemente
la loro vita

2INVESTIMENTO DI 30 MILIONI € PER RICERCHE PETROLIFERE:
L' ENI, ente IN BUONA PARTE PUBBLICO, ha a disposizione 30 Mln €
per ricerche in campo energetico: è meglio che li investa in risparmio
energetico, efficienza energetica ed energie rinnovabili, oppure li
investa per cercare, nel migliore dei casi, un po' di petrolio ?

Quindi:
1)sulla prima questione dobbiamo solo decidere se appoggiare o meno
l' istanza dei cittadini di Carpignano. Secondo me, sì, senza se e senza
ma
2)sulla seconda questione, si tratta di una scelta di strategia: se indirizzare
la ricerca di un ente pubblico verso il futuro, oppure alla gestione giorno
per giorno. Secondo me, la prima.

Per quanto riguarda la ricerca di esperti, le operazioni proseguono. Per
ora ne sono emersi un paio.

A scopo documentazione riporto la bozza per una interrogazione in Regione,
ricevuta dagli amici di Carpignano:


Premesso che

In Italia non è ancora stata definita una strategia energetica nazionale, in assenza della quale risulta improvvido procedere in attività estrattive di combustibili fossili.
Ciononostante si assiste, in maniera sempre più insistente, alla richiesta di autorizzazioni per i tentativi di sfruttamento degli idrocarburi sul territorio nazionale. Segnatamente negli ultimi anni diverse società richiedono di fare ricerche petrolifere nel territorio piemontese e particolarmente nelle provincie di Novara, Vercelli e Biella.
L'attività di indagine proposta contrasta, a giudizio degli interroganti , con gli indirizzi per il sistema della difesa del suolo, con la tutela dell’ambiente e la limitazione delle emissioni inquinanti in atmosfera, risultando fortemente invasiva per l'ambiente stesso, per l'agricoltura e il turismo nonché la salute dei cittadini, il mantenimento della flora e della fauna tipici della nostra Regione.
Considerata la configurazione del territorio, la ricchezza di acque, la vicinanza ai centri abitati in cui spesso si esercitano tali prospezioni, le tipicità socio-economiche delle zone interessate, caratterizzate da attività agricole, agroalimentari, manufatturiere con prevalenza di aziende di dimensione medio-piccola che rischiano di essere soffocate dall'impianto di pozzi estrattivi,

i sottoscritti Consiglieri Regionali...

interrogano la S.V. per sapere se esiste un piano regionale volto a regolare lo sfruttamento degli idrocarburi nel nostro sottosuolo e se esiste un piano di sviluppo delle provincie di Novara, Vercelli e Biella basato sulla ricerca di petrolio e gas naturali nel sottosuolo e sul loro sfruttamento.


Lucio
user 37494522
Novara, NO
Post #: 5
Sono completamente d'accordo con Fabio.
Vorrei che mi chiariste alcuni dubbi 'operativi'.
1) l'eventuale danno ecologico esiste nel caso il petrolio vanga trovato o anche con la semplice ricerca?
2) Nel caso il petrolio venga trovato si può decidere di chiudere il pozzo ed impedirne l'estrazione?
3) L'estrazione del petrolio produce la liberazione nell'atmosfera di idrocarburi incombusti?
4) quanto petrolio si stima ci sia in questa zona?
termi
user 11022439
Novara, NO
Post #: 230
Sono completamente d'accordo con Fabio.
Vorrei che mi chiariste alcuni dubbi 'operativi'.
1) l'eventuale danno ecologico esiste nel caso il petrolio vanga trovato o anche con la semplice ricerca?

dipendi da che cosa intendi per danno ecologico. Nella mia accezione sì, nel senso che fai una notevole modifica del terreno, fai degli sbancamenti, crei rumore e quindi influisci sulle specie volatili, fai fumi di scarico dai generatori, crei inquinamento luminoso...

vi è da dire che, una volta finita la prospezione, si mette un tappo con valvolone e, volendo, si può rinaturalizzare una parte della zona, se trattasi di terreno agricolo, magari ti rimane un'area cintata di 20 metri per 20 ed attorno ci potresti di nuovo coltivare (ripristinando il soprassuolo fertile)


2) Nel caso il petrolio venga trovato si può decidere di chiudere il pozzo ed impedirne l'estrazione?

vedi in parte sopra. Impedirne si può ottenere solo per via legislativa, temo che, con le attuali norme, non ci si riesca, neppure se i proprietari dei terreni rifiutassero la vendita all'ENI (se lo sviluppo di risorse energetiche nazionali è legislativamente una ciosa "di interesse nazionale" saremmo fregati)



3) L'estrazione del petrolio produce la liberazione nell'atmosfera di idrocarburi incombusti?

di solito, dove c'è petrolio, c'è metano; se lo bruci, produci inquinamento, se non lo bruci, sono idrocarburi liberi in atmosfera

4) quanto petrolio si stima ci sia in questa zona?

la stima superiore è 300 milioni di barili circa
A former member
Post #: 11
Rispondo, come posso, alle questioni sollevate da Lucio, salvo successiva conferma da parte degli specialisti:

1) l'eventuale danno ecologico esiste nel caso il petrolio vanga trovato o anche con la semplice ricerca?
Risposta:
mi risulta che esistano i seguenti problemi nella fase di ricerca: il rumore dei battipali per affondate i
pali stessi; il rumore dei gruppi diesel per la produzione dell' energia necessaria all' impianto; le emis-
sioni di questi gruppi diesel in atmosfera; lo smaltimento del materiale di risulta dello scavo ( acqua +
olio lubrificante + frammenti di roccia). Non escludo che esistano altri problemi.

2) Nel caso il petrolio venga trovato si può decidere di chiudere il pozzo ed impedirne l'estrazione?
Risposta:
senza volerti offendere, la tua domanda mi sembra un po' ingenua. Tu pensi che ENI, dopo avere speso
30 milioni € per cercare petrolio e, dopo averlo trovato, rinunci ad estrarlo ? E ancora, tu pensi che sia
facile per i cittadini, ancorché danneggiati, riuscire ad impedire l' estrazione del petrolio, una volta che
lo si sia trovato ? Quindi la questione è di non iniziare neppure questa folle avventura.

3) L'estrazione del petrolio produce la liberazione nell'atmosfera di idrocarburi incombusti?
Risposta:
per avere elementi certi, basta chiederlo agli abitanti di Trecate, che da oltre vent' anni convivono col
petrolio

4) quanto petrolio si stima ci sia in questa zona?
Dalla relazione di due ore piene del tecnico ENI in Provincia del 26.04 u.s., l' ENI si aspetta, in caso
di risultato positivo della ricerca, di potere estrarre 3.000 barili al giorno, che fa circa 1 MILIONE DI
BARILI L' ANNO. Sul numero di anni dello sfruttamento ( 20 anni ? 30 anni ?) non ci sono previsioni
certe. Per avere un elemento di valutazione, considera che l' Italia consuma circa 1.800.000 barili
AL GIORNO, e che quindi tutto questo casino serve NEL MIGLIORE DEI CASI a coprire lo 0,2 %
( ripeto lo zero virgola 2 per cento) del fabbisogno nazionale. Se vuoi invece riferirti alla produzione
nazionale, che è di circa 130.000 barili al giorno, il nuovo pozzo rappresenta circa il 2,3 % della
produzione nazionale di petrolio. VEDI TU SE NE VALE LA PENA !
Lele
Novara
Novara, NO
Post #: 1,934
Ci sono due dati che non coincidono.

Carlo scrive che si stimano 300 milioni di barili.
Fabio scrive che dovrebbero essere 1 milione di barili all'anno per circa 20/30 anni. Ovvero 20/30 milioni di barili.
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