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Prospezione petrolifera a Carpignano Sesia e sviluppi

termi
user 11022439
Novara, NO
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A former member
Post #: 13
Circa le potenzialità del pozzo, siamo al balletto delle cifre,
a cui contribuiscono in parte i giornalisti, in parte la stessa
ENI, giocando da una parte sulla produzione giornaliera,
dall' altra parte sul numero di anni di attività di sfruttamento.

HO SENTITO CON LE MIE ORECCHIE IL TECNICO DELL' ENI
IN AUDIZIONE UFFICIALE IN PROVINCIA GIOVEDI' 26 APRILE
U.S. RIPETERE TRE- QUATTRO VOLTE LA CIFRA DI 3.000 BARILI
DI GREGGIO AL GIORNO( ovviamente nel caso che il petrolio
ci sia effettivamente, il che non è certo).

Questo stesso balletto delle cifre la dice lunga sull' operazione
in corso.
Una domanda è d' obbligo: visto che devono fare il buco per
sapere se il petrolio c' è e quanto ce n'è, che cosa è successo
da giovedì 26 aprile ad oggi, che ha convinto i tecnici dell' ENI
che la potenzialità globale è passata da 20 milioni di barili
in venti anni a 200 milioni o addirittura a 300 milioni di barili ??

Lele
Novara
Novara, NO
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La forbice non può essere così larga... si passa da un'ipotesi di 20 milioni di barili a una da 200 milioni di barili!
Siamo in Pianura Padana o in Arabia Saudita?
Poi io non me ne intendo molto... ma non mi sembra normale che ENI dichiari cifre così diverse tra loro.
Davide
user 4383342
Novara, NO
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Io ho qualche perplessità.
Il petrolio è una fonte fossile ed esauribile e qui potrebbe iniziare il ballo delle cifre si ma tra quanti anni, ma forse non è quello che ci interessa ora.
Sono conscio che se Eni ha deciso di cercare petrolio dalle nostre parti è legato al fatto che la loro pianificazione economica li spinge a ricercare risorse per le loro future vendite e pertanto a mio avviso anche qualora ritrovino il greggio non è detto che economicamente sia conveniente estrarlo ma piuttosto rappresenta per loro un possibile serbatoio.
Se tu vuoi cambiare lo sfruttamento delle risorse fossili, bisogna in primis ridurne il fabbisogno.
Riducendo il fabbisogno di conseguenze diminuisce la domanda e di conseguenza la necessità di ricercarlo.
La riduzione del consumo di combustibili fossili deve essere progressiva e pianifcata, altrimenti a mio avviso rimane un sogno mai realizzabile.
Al di là del fatto che sia necessario far avanzare contemporaneamente la ricerca al fine di trovare un idea geniale per la stabilizzazione delle energie alternative nelle 24h.
La scelta radicale non la puoi fare perchè altrimenti rimani al buio. L'esempio del Giappone è lampante. Il Giappone ha deciso di smetterla col nucleare, ha spento le centrali, lancia contributo ottimi per le rinnovabili, ma nel mentre come viene generata l'energia??? Considerando che il Giappone non ha le candele e considerando che la politica fotovoltaica è appena iniziata temo che la risposta sia combustili fossili.
Davide
user 4383342
Novara, NO
Post #: 691
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X domande di Lucio
"1) l'eventuale danno ecologico esiste nel caso il petrolio venga trovato o anche con la semplice ricerca?"
Il possibile inquinamento delle falde acquifere mediante i fanghi di perforazione potrebbe avvenire in fase di perforazione del pozzo. Il danno ecologico successivo potrebbe essere situazione simil Trecate.
Per quanto concerne il rumore si tratta di un attività molto rumorosa ma secondo quanto scritto in relazione sono stati presi delle precauzioni (barriere acustiche) da posizionare nei pressi della torre di estrazione.
Non mi sembra corretta l'idea di utilizzare generatori di corrente a gasolio (con conseguenti emissioni) e non chiedere un allaccio enel, in una zona abbastanza elettrificata (magari mi sbaglio)

"2) Nel caso il petrolio venga trovato si può decidere di chiudere il pozzo ed impedirne l'estrazione?"
Il petrolio verrà estratto quando economicamente sarà opportuno estrarlo per l'azienda. Potrebbe essere ritrovato del greggio e rimanere in profondità per qualche anno.
"3) L'estrazione del petrolio produce la liberazione nell'atmosfera di idrocarburi incombusti?"
Non ho conoscenza di quale sia la normativa di settore, ma ci possono essere idorcarburi incombusti, ma in ridotte quantità. Ho un vago ricordo che forse ci sia un obbligo di captarli.
avida
user 7126593
Novara, NO
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Lucio
user 37494522
Novara, NO
Post #: 8
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Ovviamente ho votato no.
I no raggiungono sono, per il momento, al 34%.
Risultato stratosferico per un giornale che ha un pubblico leghista.
Comunque su 40 voti totali non è possibile imbastire un ragionamento scientifico.
Aspettiamo che i voti arrivno a 500.
Lele
Novara
Novara, NO
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Da La Stampa:

CARPIGNANO SESIA. SONDAGGI PER IL PETROLIO
Pozzo Eni, per i tecnici è corsa contro il tempo


Il petrolio nel sottosuolo di Carpignano Sesia può concorrere al raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha dichiarato che per rilanciare la produzione «made in Italy» è necessario «l’adeguamento agli standard internazionali della nostra normativa di autorizzazione e concessione. Oggi prevede passaggi lunghissimi e che è, per molti aspetti, più restrittiva di quanto previsto dalle norme europee». Sono in attesa con impazienza che si verifichi quanto detto dal ministro nella recente audizione alla commissione Industria del Senato, i dirigenti Eni che nel marzo scorso hanno presentato il progetto di di un pozzo di petrolio esplorativo nell’Est Sesia. Auspicano che i tempi delle autorizzazioni siano più elastici: è una corsa contro il tempo. Il permesso di ricerca «Carisio» che copre 728 chilometri quadrati tra Novara, Biella, Vercelli è infatti in scadenza. Il primo periodo di vigenza si concludeva venerdì 18. Il ministero dello Sviluppo economico ha però accolto la richiesta di Eni di sospensione dei termini fino al 14 ottobre, considerato che è stato presentato il progetto di perforazione sottoposto a Via, valutazione di impatto ambientale, da parte della Regione. La conferenza dei servizi dovrebbe pronunciarsi entro il 9 agosto. Ammesso che la Via ottenga esito positivo, la rincorsa di Eni non sarebbe finita: per impiantare il cantiere di perforazione, dovrebbe ottenere la variante urbanistica al piano regolatore che ha normalmente tempi di rilascio superiori ad un anno.

Ecco che l’intervento normativo rapido evocato dal Governo potrebbe arrivare nel momento più indicato per «raddoppiare la produzione nazionale di petrolio e gas, mobilitare investimenti per 15 miliardi di euro, creare 25 mila posti di lavoro e regalare al Pil uno 0,5 per cento in più».

Lorenzo Rolla
user 9601128
Novara, NO
Post #: 474
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Dalla stampa.it


NOVARA. LA PROTESTA A CARPIGNANO PER I SONDAGGI
“Al paese il petrolio rende solo spiccioli” di R.L.
La manifestazione del 3 maggio: ci saranno altre proteste e cortei


Sarebbero 80 milioni i barili di greggio estraibili con il permesso di ricerca Carisio (728 chilometri quadrati suddivisi tre le province di Novara, Vercelli e Biella). L’Eni vorrebbe trivellare un pozzo esplorativo a Carpignano Sesia, Comune tra le risaie della Bassa Sesia Novarese ai confini con Ghislarengo, in provincia di Vercelli.

In passato la trivellazione era prevista a Rovasenda, poi i tecnici della società hanno ritenuto che gli esiti dei sondaggi sarebbero stati più proficui se le trivelle avessero scavato sulla sponda Novarese del Sesia. Il 12 marzo l’Eni ha presentato il progetto di perforazione di un pozzo per raggiungere la profondità di 4000 metri, che è oggetto di valutazione di impatto ambientale. I residenti e i titolari di aziende non solo della zona di Carpignano Sesia ma anche di Gattinara, Briona, Cavaglio d’Agogna, Boca hanno presentato alla Regione Piemonte una lunga serie di osservazioni che si oppongono all’ipotesi di installare una torre di perforazione a pochie centinaia di metri dall’alveo del fiume Sesia e in un’area nella quale pescano le falde acquifere dedicate ad alimentare gli acquedotti di grandi agglomerati urbani come quello di Novara.

Contestate sono pure le «royalties» cioè i compensi che verrebbero versati ai Comuni a fronte dell’estrazione.

Alberto Benedetti è il componente della commissione tecnica del neocostituito comitato Dnt (Difesa del nostro territorio) di Carpignano Sesia: «Secondo i dati ministeriali la produzione nazionale di greggio nel 2010 è stata di 37.082.556 barili. Da ognuno dei 233 pozzi attivi si estraggono quotidianamente 436,03 barili. Villafortuna-Trecate (terzo in Italia) ha una media di 539,02 barili al giorno. Come si può pensare che «Carpignano Sesia 1» possa produrre, secondo le dichiarazioni di Eni, tremila barili al giorno? Sono una bufala anche le “compensazioni” milionarie che qualcuno evoca per rendere appetibile la perforazione. Sono esenti da royalties le prime 20000 tonnellate di petrolio prodotte annualmente. Togliendo questa franchigia, solo 36,08 barili al giorno produrrebbero reddito per gli enti locali. tradotto in euro: alla Regione andrebbero 50.708,16 euro all’anno, allo stato 27.660 euro e al Comune 13.829 euro. Vale la pena compromettere il nostro territorio per queste somme per nulla da sceicchi?».
Massimiliano
novaresecAttivo
Novara, NO
Post #: 256
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Visto che si parla di royalties (poi potremmo anche parlare della correlazione tra trivellazioni e terremoti) metto qui qualche elemento in più:

Cito il blog del comitato No-trivellazioni: (vedi il blog)

Uno dei motivi della guerra alla Libia, cosa su cui ho pochi dubbi, sono le royalties principesche che pretende lo Stato libico dalle compagnie straniere: L'85% [...]. Ma anche Russia e Norvegia non scherzano, con l'80%, e il Canada con il 50. Ma si sa, "da noi è diverso", noi siamo destinati a stare ginocchioni col cappello in mano davanti a chiunque.
A pagina 7 del rapporto annuale della Cygam (società petrolifera con interessi nell'Adriatico) si parla del nostro paese come il "migliore per l'estrazione di petrolio off-shore", sottolineando la totale "assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti".


Lo sapete quanto sono da noi? Sulla terra del 10 (dieci) percento e in mare solo del quattro!!!
Tranquilli, venite pure a fare quel diavolo che vi pare!!!







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