Paolo
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Chiavari, GE
Post #: 36
Meetup AMICI DI BEPPE GRILLO CHIAVARI e MOVIMENTO 5 STELLE
[comunicato del 22 Marzo 2013 - M5S]

Il Movimento 5 Stelle del Tigullio, in merito al progetto Lames, intende porre i seguenti quesiti su alcune problematiche non ancora del tutto chiarite nei vari incontri:

1. Quali interventi siano in previsione da parte del Comune di Chiavari in merito alla
messa in sicurezza del Torrente Rupinaro, in tutto il suo sviluppo, dalla sorgente alla foce, ad interesse e tutela di tutto il quartiere di Sampierdicanne, data la problematica sempre più attuale dei repentini cambiamenti climatici, con le ormai tristi e note “bombe d’acqua” ed il fatto che qualsiasi intervento di simili proporzioni, se ammissibile, è chiaramente peggiorativo delle condizioni di pericolosità circa le aree limitrofe.

2. Su quale piano industriale la Regione intenda finanziare con fondi anche pubblici il trasferimento dell’azienda, con quali garanzie per i lavoratori e quanti precisamente sono i posti di lavoro che saranno salvaguardati.

3. A quanto ammontano i costi di bonifica dell’amianto e dell'area a carico di chi sono.

4. Quali soluzioni il comune di Chiavari intenda proporre per migliorare una viabilità per molti aspetti già critica, per le condotte fognarie desuete e già sottodimensionate e per servizi al quartiere come ad esempio asilo e scuola primaria.

5. Quale opinione esprime la Soprintendenza sul progetto, quali siano i vincoli presenti sull’area e come si esprime la stessa sulla congruità dell’opera rispetto ai parametri paesaggistici mancando in Chiavari edilizia con fronti di costruzione di tale altezza e tipologie edilizie di riferimento.

Per non fare solo della demagogia, solo dopo aver ricevuto questi dati reali e i chiarimenti necessari, utili anche e soprattutto al quartiere e a tutta la cittadinanza, il Movimento 5 stelle potrà avanzare le sue proposte alternative e potrà meglio valutare le soluzioni proposte ed esprimersi su di esse nella sua interezza, poichè la valutazione non può limitarsi al singolo intervento, ma avere una visione d'insieme, globale e sistematica dell'esistente.

Comunicato del 22 MArzo 2013
Paolo
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Chiavari, GE
Post #: 39
Meetup AMICI DI BEPPE GRILLO CHIAVARI e MOVIMENTO 5 STELLE
[comunicato del 30/04/2013 - M5S]

In relazione alla trasformazione dell'area denominata “Lames” con rammarico si ravvisa che la richiesta di maggior informazioni da Noi protocollata presso il Comune di Chiavari è rimasta disattesa. Ad oggi l'unica nota di rilievo è riferire quanto emerso nel corso dell'ultimo consiglio comunale durante il quale l'assessore Piombo ha promesso che per luglio verrà presentato uno studio di viabilità alternativa rispetto all’esistente e una proposta su eventuali opere idrauliche e quanto invece riferito durante una riunione di quartiere dall'assessore Garibaldi cioè che il Comune di Chiavari ha richiesto alla fabbrica il piano industriale. Alla buon’ora. Nessuna altra novità è emersa.
Ad oggi, pur nell'assenza delle necessarie informative, ma nell'immediatezza dell'approvazione del progetto, intendiamo rendere nota la posizione del Movimento Cinque Stelle di Chiavari circa quanto si è in procinto d’approvare denunciando già in via preliminare che la popolazione cittadina è completamente all'oscuro di quali siano gli accordi in programma e i pesi da bilanciare.
Proceduralmente in prima analisi è utile verificare la conformità urbanistica della struttura Lames non per gli spazi “storici” che legittimamente essa occupa, ma relativamente a quanto emerge dai piani di Bacino, perché pur a conoscenza che l'area d'intervento presenta parte in piena sicurezza e una parte in zona classificata come gialla, allo stesso tempo si è ottenuto questo risultato con l’intervento sull'argine in epoche precedenti. L’opera d’argine ha migliorato inevitabilmente la situazione della fabbrica, ma ha contribuito a peggiorare sensibilmente la situazione per la sponda opposta e tutto quanto esiste a valle dove è invece presente una zona integralmente rossa cioè a rischio inondabilità. Oltre a queste opere figurano realizzati due ponti, che hanno sicuramente creato ostacolo relativamente invece all’idraulica del torrente. Tali opere devono chiaramente essere state concessionate non solo dal Comune di Chiavari, ma anche dall’ente legittimato ai permessi lungo i rivi demaniali come da R.D. 25 luglio 1904, n. 523. Questo non vuole essere mero esercizio scolastico, ma la verifica della regolarità è premessa necessaria per verificare se le opere di messa in sicurezza da prevedere non siano state originate anche da tale operazione e che le nuove opere non costituiscano nuovo e maggior problema.
Al proposito circa la situazione del Rupinaro ricordiamo come un macigno le parole che nel 2004 il vice presidente della provincia ing. Paolo Tizzoni rilasciò dopo il sopralluogo a seguito della tragica inondazione, che causò anche una vittima lungo il torrente. Il tecnico responsabile dichiarò che su 40 casi di palazzi costruiti dagli anni 50 ad oggi la Provincia ha verificato che il 70% sono nati in difformità dalle autorizzazioni rilasciate. Questi abusi uniti alle tante carenze idrogeologiche del torrente fanno del Rupinaro uno dei corsi d’acqua più pericolosi dell’intera provincia”. Aggiunse che dalla località Rostio (Leivi) in giù gran parte del percorso non è in grado di contenere una piena che statisticamente si verifica ogni 30-50 anni. Indicava in seimilioni di euro la spesa per modificare arginature, ponti e alveo del torrente (nel 2004).
Tale verifica non è stata possibile perché l'intero fascicolo è stato portato negli uffici della Regione. Ci auspichiamo che stante le parole dell'ing. Tizzoni, vengano effettuate tutte queste indagini e le perizie idrauliche siano meticolose perché anche la parte di costruzione che insiste nella fascia gialla costituisce una modifica rilevante consentita praticamente solo per opere d'interesse pubblico.
Ferma l'importanza di tutto quanto premesso e nella necessità che con il progetto siano attuate tutte le opere di urbanizzazione idonee e minime (viabilità e fognature in primis) veniamo a quanto pare proporre l’intervento. ......... [continua].
Paolo
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Chiavari, GE
Post #: 40
.......[segue]. Certezze sono che Chiavari perde la Lames, ma perde definitivamente un’area strategica ai fini industriali e che tale complesso verrà sostituito da due costruzioni di forte impatto ambientale, anche se con la presenza di marginale area verde. L’edilizia offre al momento un quadro disarmante ed una forbice di mercato di recessione che dovrebbe porre una serie di problematiche circa l’operazione in essere. Non interessa ai cittadini sapere se avrà una buona riuscita economica, ma è tema prossimo se queste abitazioni dovessero rimanere vuote. L'esempio da non ripetere è ciò che è avvenuto nell'ex area fit di Sestri Levante.
Il punto di forza di tutta l'operazione è invece riconducibile al fatto di garantire e salvaguardare la forza lavoro. Motivo validissimo e di prima importanza. Non sappiamo però molto sul tema, non ci sono stati forniti elementi di nessun genere e neppure il piano industriale. Ci auguriamo che, se i contratti dei lavoratori fossero rispettati, successivamente non vengano modificati e che l'impegno sia attivo per una certa durata. Notizie frammentarie ci permettono però di sapere che saranno salvaguardati un numero minore di posti di lavoro rispetto all’attuale.
In definitiva Regione e Provincia pare si stiano facendo in quattro per permettere questa operazione , perché la Lames all’interno dei suoi spazi non riesce ad operare. Le notizie acquisite in modo contradditorio indicano invece che la fabbrica al momento occupa 16.000 mq. e andrà a occupare circa 9000 mq. a Quartaie di Cicagna.
Quindi sorgono lecite tutta una sera di domande: perché perdere a Chiavari l’area industriale strategica nata prima del quartiere stesso; perché fondi e impegni pubblici devono essere coinvolti nell'operazione che non tratta la proprietà come qualsiasi privato; perché creare un precedente che potrebbe permettere ad ogni altro proprietario di stabilimenti attigui (anche se con meno indotto) di tentare analoghe strategie con la speranza che le sue aspettative possano essere, con un senso di giustizia, supportate; perché Lames non progetta quello che nella realtà è un ridimensionamento sia di volumi che di addetti, nella sua area gestendo il cantiere per non sospendere la linea produttiva.
E’ compreso nel nostro programma la riconversione e il costruire sul costruito, ma chiaramente l’intervento proposto e fuori scala e invia quest’area verso un processo urbanistico senza ritorno che non tutela minimamente il paesaggio. E’ altrettanto nostro interesse garantire e creare nuovi posti di lavoro e dato che il processo è già avviato, visto lo stadio avanzato, si potrebbe anche completare il trasferimento, lasciando in Via S. Rufino una grande area industriale e produttiva da occupare da diverse micro imprese che potrebbero aggiungere valore all’economia e occupazione e allo stesso tempo la vendita di questi capannoni potrebbe salvaguardare anche l'investimento per trasferirsi.
Questo per un motivo molto semplice che deve essere perseguito con fermezza: bisogna togliere ogni dubbio circa il fatto che si stia cercando soprattutto di lucrare su questa operazione che deve fondamentalmente basarsi su un solo postulato: guadagno zero , visto che esistono di fatto ricadute negative sui cittadini di Chiavari.
Non dimenticando che l’eventuale vendita dei due grattacieli porterebbe un non trascurabile ricavo finale alla proprieta di circa 50 milioni di euro , Comune, Provincia e Regione non possono a nome e nel nome dei cittadini sponsorizzare speculazioni edilizie nelle quali i profitti sono privati e i costi pubblici a carico della collettivita’ .

Comunicato del 30 Aprile 2013
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