Laboratorio Ambiente e Salute

ACQUA
- Rispetto, difesa e applicazione della volontà popolare emersa in occasione della consultazione referendaria in materia ripubblicizzazione dei sistemi di approvvigionamento idrico.
- Adozione di un efficace sistema di trattamento delle acque industriali e civili, al fine di raggiungere il livello di classe 2 ('buono') nella qualità dei corpi idrici superficiali (obiettivo che il D. Lgs 152/06, art.77, comma 3, impone di raggiungere entro il 2015), ed in particolare del fiume Mella.
- Intensificazione delle analisi e dei controlli sulla falda acquifera superficiale, soggetta ad inquinamento da cromo esavalente e tetracloruro di carbonio ad opera di Caffaro e da possibile contaminazione da Cesio 137, a causa della dispersione di discariche non messe in sicurezza contenenti rifiuti radioattivi (ex-Cava Piccinelli).
- Diffusione capillare sul territorio e incremento di 'Punti Acqua', attraverso i quali distribuire alla cittadinanza acqua pubblica per mezzo del sistema del 'vuoto a rendere'.
- Promozione e sensibilizzazione sul territorio (scuole, università, uffici pubblici, aziende, esercizi commerciali, ecc.) di un cultura in grado di valorizzare l'oro blu, nell'ottica di una riduzione degli sprechi, di una ottimizzazione dei servizi distributivi e di un miglioramento della qualità dell'acqua.

N.B. Per quanto riguarda le acque superficiali gravissima è la situazione del fiume Mella, che ormai si può considerare uno dei più inquinati d'Europa. Nel tratto del comune di Brescia, secondo dati Arpa del 2007, le sue acque hanno una qualità pessima, classificate in una scala da 1 a 5 come grado di inquinamento crescente al livello 5, il peggiore. Le acque risultano essere contaminate soprattutto da metalli pesanti, residui di lavorazioni industriali, e da microrganismi come i coliformi fecali.
Il D. Lgs 152/06, artt. 77 comma 3, prevedeva che entro il 2008 la qualità dei corpi idrici superficiali raggiungesse almeno il livello di classe 3 (sufficiente) e prevede per il 2015 il livello di classe 2 (buono). Quindi siamo già fuorilegge per il 2008 e rischiamo di esserlo anche per il 2015.




QUALITÀ DELL'ARIA
- Assunzione di un ruolo forte e responsabile da parte del Comune di Brescia nel coadiuvare e sostenere l'azione di controllo da parte degli istituti preposti al monitoraggio della qualità dell'aria in città.
- Revisione della rete di rilevazione dei dati sulla qualità dell'aria di Brescia, sia in merito alla distribuzione delle centraline (necessità di collocarle nelle zone critiche della città o in prossimità di fonti d'inquinamento) sia in merito ai composti da rilevare (necessità di aumentare i controlli sulle PM2.5); posizionamento di strumenti di monitoraggio - in grado di misurare le concentrazioni di PM10 e PM2.5 - nell'area sud-est della città, attualmente sprovvista; ripristino della centralina da traffico/industriale a Buffalora e posizionamento di un'altra centralina in via Ziziola.
- Aumento dei controlli per la rilevazione di diossine e metalli pesanti nell'aria, più in generale sulle emissioni di industrie, centrali, ecc. così da valutare l'eventuale adozione di sistemi di abbattimento dei fumi e di filtraggio più efficaci e conformi alle normative attuali.
- Progressivo ridimensionamento dell'inceneritore attraverso l'applicazione della strategia Rifiuti Zero.
- Ridimensionamento e/o riconversione del teleriscaldamento.
- Riqualificazione energetica della città, con progressivo abbandono della produzione energetica da fonti fossili (e rifiuti) e decisivo orientamento al risparmio energetico (coibentazione spinta, caldaie a condenzazione, ecc.), alle energie rinnovabili (geotermia, solare termico e fotovoltaico, mini-eolico, ecc.), a meccanismi di produzione energetica che prediligano la prossimità alla distanza, e dunque agli sprechi e alle dispersioni.
- Condivisione e sostegno delle azioni promosse dall'Agenzia Regionale per l'Ambiente (ARPA); ricerca dei fondi necessari a implementare l'organico dell'istituto e a dotarlo dei mezzi utili all'espletamento delle sue funzioni di controllo.
- Promozione di una nuova e più sostenibile cultura della mobilità, tramite iniziative orientate alla riduzione del traffico veicolare e dell'uso di automezzi privati; fra queste, lo sviluppo di pratiche di trasporto 'condiviso', quali car sharing e bike sharing, il potenziamento delle aree pedonali, delle piste ciclabili, del servizio 'BiciMia' e delle strutture pubbliche di trasporto (aumento dei passaggi degli autobus, estensione delle fasce orarie di percorso, integrazione efficace con i flussi di traffico generati dalla metropolitana).
- Ripresa e potenziamento del progetto 'Spinotta', per favorire il trasporto mediante mezzi elettrici.
- Nuova e diversa destinazione dei fondi attualmente previsti per la costruzione di altri parcheggi, utilizzabili ad esempio per incentivare l'acquisto e/o conversione di impianti di scarico a metano e gpl, o per incrementare il numero di corse di mezzi pubblici nell'arco della giornata.
- Attuazione di un piano definitivo e lungimirante di ZTL.
- Incentivazione della filiera corta, a "km zero", al fine di diminuire il traffico commerciale in arrivo nella provincia bresciana.
- Coinvolgimento di tutte le associazioni locali operanti nel ramo della mobilità, al fine di considerare le problematiche più diffuse e porvi assieme rimedio.

N.B. In città non c'è una centralina da traffico/industriale (c'era a Buffalora), pertanto è necessario ripristinare le centraline almeno in Via Ziziola e nei pressi di Buffalora, vale a dire nella zona sud-est di Brescia, in grado di misurare le concentrazioni di PM10 e PM2,5. La Direttiva 2008/50/CE del 21 Maggio 2008 prevede infatti che i punti di campionamento «[...] devono essere situati in modo da fornire dati sulle aree all'intenro di zone ed agglomerati dove si verificano le concentrazioni più elevate alle quali la popolazione può essere esposta [...]».




RIFIUTI ZERO
Adozione della strategia 'RIFIUTI ZERO ENTRO IL 2020' a Brescia (10 passi):

1. Emanazione di una Delibera Comunale che dichiari l’obiettivo Rifiuti Zero entro il 2020 per la città di Brescia, da raggiungere per mezzo di iniziative orientate alla riduzione a monte dei rifiuti prodotti e al loro recupero a valle tramite riciclo, compostaggio, riuso, riparazione, scambio, dono ed altro ancora.

2. Promozione di uno studio di fattibilità che preveda la rimozione dei cassonetti stradali e la conversione dell’attuale sistema di raccolta dei rifiuti urbani ad un modello domiciliare spinto, o c.d. 'porta a porta', da estendersi gradualmente, di circoscrizione in circoscrizione, all’intero territorio cittadino nell’arco di un periodo di tempo non superiore ai prossimi cinque anni (evitare progetti "pilota" in quartieri o singole circoscrizioni che possano comprometterne i risultati). Affidamento del progetto esecutivo ad una società qualificata ed indipendente. Eventuale coinvolgimento di cooperative sociali nella realizzazione del servizio. Da valutare l'organizzazione del 'pap' in termini di: - convenzioni stipulate dal Comune con ASM-A2A, che potrebbero impedirne la realizzabilità; - modalità di raccolta (frazioni merceologiche e passaggi settimanali); - indotto e posti di lavoro creati; - tempi di applicazione della tariffazione puntuale (nel principio 'più differenzi, meno paghi'); - impatto economico sui singoli cittadini al momento dell'adozione del servizio, della sua messa a regime e tempi di rientro.

3. Cultura, formazione e informazione. Promozione di incontri aperti alla cittadinanza, diffusione di materiale informativo presso uffici pubblici, scuole, università, aziende, esercizi commerciali, ecc. al fine di sensibilizzare la popolazione sul tema della raccolta differenziata e della separazione alla fonte dei rifiuti, del recupero e della riduzione a monte della produzione di materiali post consumo.

4. Passaggio dall’attuale tariffa rifiuti per utenze domestiche (la quale ricava gli importi in base al numero di componenti del nucleo familiare ed ai metri quadrati dei locali abitativi, variabili che di fatto non influiscono sulla produzione del rifiuto) ad una tariffa puntuale applicata sul rifiuto destinato a smaltimento, con misurazione volumetrica mediante badge e distributori di sacchi, nel principio di chi più differenzia meno paga.

5. Incentivazione del compostaggio domestico e condominiale, con riduzione della tariffa rifiuti e sconti sull’acquisto di compostiere domestiche o da giardino. Promozione di uno studio di fattibilità per la costruzione di un impianto di compostaggio che possa ricevere i rifiuti organici raccolti in maniera differenziata dal comune, ed eventualmente anche quelli provenienti dai comuni limitrofi.

6. Sviluppo e incentivazione di centri per il recupero, il riuso e la riparazione degli oggetti; eventuale coinvolgimento di associazioni di volontariato, orientate al reinserimento di soggetti emarginati nel mondo del lavoro e dedite alla loro formazione; diffusione e patrocinio di iniziative sul territorio che abbiano come fine lo scambio e il dono degli oggetti.

7. Sviluppo e sostegno ad attività di riduzione dei rifiuti; divieto di impiego di stoviglie usa e getta e incentivazione ad adottare nelle attività di ristorazione e nelle mense scolastiche - estendendo il servizio ad università, pubblici uffici, enti ed aziende dotate di mensa interna - di stoviglie lavabili, bio-degradabili e riciclabili, quali piatti e posate in mater-bi (plastica biodegradabile derivante da materie prime vegetali non inquinanti) o semplice ceramica lavabile, bicchieri di vetro ed altro materiale che possa essere interamente recuperato; incentivi a supermercati e centri di distribuzione che rivendono prodotti alla spina, sfusi, senza imballaggio o con il sistema del vuoto a rendere; stesura di una mappa della città che consenta di raggiungere agevolmente i luoghi nei quali è praticata questa tipologia di commercio al dettaglio; incentivi alle famiglie che intendono acquistare pannolini lavabili; diffusione capillare di punti acqua con sistema di vuoto a rendere.

8. Promozione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un centro di separazione del residuo, ove recuperare materiali non differenziati ma pur sempre riciclabili; incentivazione e sviluppo di un Centro di Ricerca Rifiuti Zero, di concerto con l’Università, al fine di studiare nuovi materiali non impattanti e nuove e più lungimiranti metodologie di progettazione industriale, in grado di rendere recuperabili i beni di consumo nella loro interezza alla fine del ciclo vita.

9. Identificazione di una discarica temporanea (già esistente) ove stoccare la frazione residua non altrimenti riciclabile/recuperabile.

10. Istituzione di un 'Osservatorio Rifiuti Zero', all'interno del quale affiancare esponenti dell'amministrazione pubblica, delle attività produttive e commerciali e della società civile nel controllo e indirizzo delle attività connesse all'attuazione della Strategia Rifiuti Zero in città.

N.B.
L'osservazione di modelli di successo fuori Brescia (Capannori, Ponte nelle Alpi, Salerno, San Francisco, ecc.) assume in tale contesto una fondamentale importanza: è inutile inventare soluzioni alternative quando sarebbe sufficiente riconoscere il pregio di quelle promosse da altri.




INCENERITORE
- Richiesta, tramite un ruolo attivo da parte del Comune di Brescia, principale azionista di A2A, dell'installazione di centraline di monitoraggio in continuo e della pubblicazione constante dei dati relativi alle emissioni.
- Potenziamento dei monitoraggi circa le emissioni, sia in atmosfera che come ricadute al suolo.
- Verifica del rispetto dei parametri di controllo ambientale stabiliti nel documento di autorizzazione dell'impianto.
- Blocco dell'importazione di rifiuti speciali ed urbani da fuori provincia.
- Blocco di qualsiasi potenziamento o aumento della quantità di rifiuti bruciati, ed anzi ridimensionamento dell'impianto ad una sola linea.
- Graduale spegnimento dell'impianto in seguito alla corretta applicazione della strategia Rifiuti Zero: grazie alla riduzione a monte dei rifiuti prodotti ed al recupero (non energetico) a valle di quelli avanzati, la discarica temporanea sarà più che sufficiente a smaltire la frazione residua (indifferenziato).




CAFFARO
- Iscrizione del sito d'interesse nazionale 'Brescia-Caffaro' fra le prime e più importanti priorità da portare a soluzione, da parte del Comune di Brescia.
- Azione costante e decisa del Comune di Brescia nell'ottenere i fondi necessari per la bonifica del sito.
- Promozione di un tavolo tecnico con invito a partecipare diretto a professionisti competenti del settore sanitario-ambientale, e coinvolgimento di tutti gli organi istituzionali aventi voce in merito, dal Comune alla Regione Lombardia, al Ministero per l'Ambiente, cui affiancare cittadini e rappresentanti della società civile al fine di valutare le effettive condizioni e prospettive di recupero e sviluppo del sito.
- Istituzione di un 'Concorso d'idee' per l'area Caffaro, per consentire alla cittadinanza di partecipare alla riqualificazione del territorio e alla condivisione di idee e proposte circa il suo futuro.
- Diffusione costante di informazioni al riguardo delle reali condizioni del sito Caffaro, nel fine ultimo di rendere consapevole la cittadinanza.

N.B. L'area interessata dall'inquinamento da PCB provocato dall'azienda Caffaro è vastissima, per la bonifica del territorio occorrono centinaia di miloni di euro.




VERDE E SUOLO
- Blocco totale della cementificazione; divieto di costruzione di nuovi edifici e centri commerciali all'interno del territorio comunale.
- Ristrutturazione degli edifici vuoti già esistenti; rinaturalizzazione delle ex zone industriali dismesse e inutilizzate.
- Annullamento delle aree già programmate e non ancora edificate nell'attuale PGT.
- Blocco dell'apertura di nuove discariche, con particolare riferimento al quartiere San Polo - Buffalora; messa in sicurezza e bonifica delle vecchie discariche.

N.B. Il suolo naturalizzato nel comune di Brescia si è ridotto al 45%.




Q.RE SAN POLO
- Istituzione formale del 'Parco delle Cave'; resa esecutiva del progetto presentato dai cittadini e dalle associazioni di San Polo - Buffalora inerente alla riqualifica del territorio.
- Avviamento di una fase di recupero ambientale, sia interrompendo l'apertura di nuove discariche sia programmando in tempi certi la bonifica di quelle esistenti.




ASL BRESCIA
- Valorizzazione e ricorso da parte del Sindaco all'impiego di un importante strumento qual è la 'Conferenza dei Sindaci', prevista all'interno dell'ASL e determinante nel controllo dell'azienda e nella definizione di un suo indirizzo programmatico.

N.B. La ASL Brescia prevede al proprio interno la "Conferenza dei Sindaci", l'assemblea dei sindaci di tutta la provincia di Brescia. Tra i compiti e funzioni troviamo: «partecipazione all'attività di programmazione, esame del bilancio di esercizio, esame e parere su iniziative ecc..», strumenti decisivi nel controllo dell'ASL.

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