Mobilità, gestione del territorio e urbanistica

Premessa

L’ambiente urbano è un bene comune utilizzato da tutti i cittadini. Tutti i cittadini hanno la possibilità di trarre dall’ambiente le risorse di cui necessitano, siano esse mobilità, spazio abitativo, spazio per la vita relazionale. Sfruttare e godere delle risorse comuni significa partecipare alla gestione ed al mantenimento nel tempo di tali risorse, affinché queste possano essere equamente sfruttate da tutti i membri della comunità e dalle generazioni future.

Attraverso la partecipazione alla vita civica, svolta all’interno delle comunità, i cittadini hanno la possibilità di individuare le politiche e le regole per lo sfruttamento e la tutela delle risorse comuni. Il ruolo della comunità è inoltre fondamentale per l’applicazione ed il rispetto delle regole da parte di tutti i cittadini.

Grazie allo sviluppo di strumenti per la partecipazione popolare è possibile elaborare nuovi indicatori per la valutazione del benessere cittadino. L’assenza di barriere alla mobilità, la qualità dell’aria, la ricchezza delle relazioni, l’esistenza di reti di solidarietà, la qualità del tempo libero, l’esistenza di momenti celebrativi della comunità, sono solo alcuni dei possibili nuovi indicatori del benessere cittadino, per far si che il valore che diamo allo spazio comune non sia solo un valore economico.


Urbanistica e gestione del territorio

Per consentire la partecipazione dei cittadini nella gestione dello spazio urbano è necessario che il territorio assuma una struttura modulare, nella quale emergano i “luoghi” fisici e sociali destinati alla vita all’interno delle comunità (quartieri, parrocchie, contrade). Il Movimento 5 Stelle nel suo programma auspica “la suddivisione delle città in settori mediante infrastrutture che facilitino la formazione di piccole e medie comunità”.

Aumentare la modularità, favorire le relazioni di vicinato, consentire la rinascita del commercio di quartiere, combattere l’isolamento delle famiglie nucleari (padre madre e bambino) che in assenza della famiglia patriarcale/matriarcale allargata e senza il supporto di una comunità rischiano un processo di implosione interna.

Il centro storico, in questo contesto, è il riferimento archetipico dell’insediamento territoriale, ma non è il solo centro dell’area urbana: per risonanza, ci sono altri centri, altri luoghi, che esprimono analogicamente la centralità, sempre riferita ad una storia o ad una “struttura” in grado di facilitare l’aggregazione degli abitanti e il loro senso di appartenenza ad una comunità.

Una politica dei centri, più che una politica del centro e della periferia, nella quale lo spazio del centro storico prende vita come aggregatore (hub) delle esperienze vissute dalle comunità cittadine. In questa visione le fiere (San Faustino) e le manifestazioni del centro storico riacquistano valore non come semplici esposizioni commerciali, ma come esposizioni di prodotti fisici e culturali espressione delle comunità cittadine, delle valli, delle colline della provincia bresciana.

In questo piano l’ambiente naturale, costituito dal sistema dei canali, dei boschi, dei prati e dei campi è uno strumento orientativo e organizzativo del territorio, che si dispone quale monumento del paesaggio per riqualificare la stessa progettazione edilizia.

Proposte

U.1. Coinvolgimento della popolazione nel censimento delle zone urbanistiche di interesse comune (sia zone verdi che immobili in disuso) per promuovere strumenti di tutela e di vincolo paesaggistico, nonché politiche di recupero delle aree dismesse.

U.2. Stop al consumo di suolo libero ed esaurimento delle volumetrie del PRG vigente prioritariamente rispetto alla previsione di nuove volumetrie.

U.3. Valorizzazione del suolo libero attraverso lo sviluppo degli orti urbani collettivi, all’interno di aree verdi urbane attualmente non utilizzate, come strumento di aggregazione sociale, sperimentazione di pratiche di resilienza e di compostaggio dei rifiuti. Per aumentare la consapevolezza nella possibilità di riutilizzare e rigenerare parte dei materiali oggi considerati scarto.

U.4. Rifiutare la logica della perequazione per cui un’area verde ha valore e può essere mantenuta perché scambiata con diritti di edificabilità su un’altra area. i terreni non edificati non devono essere una terra desolata che ha valore solo come potenziale area edificabile, le aree verdi hanno un valore sociale e pubblico e tuttavia possono acquistare valore e produrre profitto in quanto tali, diventare redditizie e trasformate in zone agricole e orti urbani con centri distribuzione e vendita a chilometro zero.

U.5. Ottimizzazione della piantumazione e gestione del verde pubblico e coinvolgimento delle comunità nella gestione del verde pubblico.

U.6. Revisione dell’attuale piano di edificabilità alla luce dello stato di invenduto delle unità abitative e commerciali già presenti. 56.000 unità abitative ma che tende ad un aumento calcolato recentemente dall’Assessorato al territorio della regione Lombardia e che prevede che nel 2018 saranno verosimilmente 107.000 (necessaria verifica dati e fonti!)

U.7. Azzeramento della destinazione di aree a discariche, sia di rifiuti speciali che di rifiuti urbani.

U.8. Monitoraggio delle concessioni edilizie, i permessi dovranno essere erogati a fronte di garanzie di costruzioni eco-compatibili, energeticamente passive o addirittura attive, antisismiche e con materiali non inquinanti, dovrà essere incentivato il recupero, la ristrutturazione e la riconversione dell’esistente agevolando le procedure per coloro che riducono le volumetrie in favore di un più efficiente recupero edilizio.

U.9. Miglioramento efficienza energetica: anche con l’ausilio di associazioni locali, tutte le iniziative che sono volte al miglioramento di efficienza energetica degli edifici, valutando quote di anticipazione del contributo statale e fornendo linee di accesso al credito alternative, attraverso la divulgazione di informazioni relative ad iniziative di credito solidale ed etico, già presenti sul territorio.

U.9. Diritto all’abitazione: valutare azioni per evitare abusi e per favorire l’intervento a favore di coloro che sono vittime di sfratto in particolar modo nelle situazioni che coinvolgono categorie deboli (minori, disabili, anziani) valutando la destinazione di aree comunali dimesse a progetti di cohousing.

U.10. Cohousing e condomini e solidali. Questi nuovi modelli di residenza condivisa si stanno affermando come strategia di sostenibilità. La struttura di auto aiuto e di comunità dei cohousing permette agli individui anziani anche single di vivere più a lungo nella propria abitazione, riducendo i costi dell’assistenza a carico delle amministrazione pubbliche, permette ai giovani di accedere a soluzioni abitative che sarebbero altrimenti inaccessibile. Contribuisce alla prevenzione del malessere sociale e personale, stabilisce forme di welfare interno come l’assistenza reciproca dei bambini.

U.11. Mantenere la vocazione sociale degli edifici dismessi che avevano tale funzione, ex ospedali, caserme, aree industriale dismesse, vincolandole a una destinazione pubblica sociale, condomini solidali, cohousing, e non destinarli a progetti speculativi che aumenterebbero il patrimonio dell’invenduto. La caserma Gnutti (che era prima di diventare caserma un convento) di via Moretto, l’Ottaviani di via Tartaglia, vecchi ospedali come il Fatebenefratelli di via Vittorio Emanuele, il San Rocchino. Valutare il contributo dei potenziali assegnatari i quali saranno incentivati a partecipare attivamente al recupero finalizzato all’assegnazione di un alloggio, sulla scorta di esperienze già consolidate di auto-costruzione solidale.

U.12. A Brescia ci sono 50.000 appartamenti invenduti e 3000 famiglie in lista di attesa per una casa popolare (dati e fonti da verificare), occorre convertire il patrimonio edilizio esistente con criteri di risparmio energetico e aumentare l’offerta di appartamenti ad affitto convenzionato.

U.13. Azioni di controllo igienico sanitarie e monitoraggio dei suoli compromessi.

U.14. Per quanto riguarda lo Stadio vanno pianificate le ipotesi di intervento, sia in direzione di recupero dell’immobile esistente che di delocalizzazione con recupero a verde dell’area attualmente occupata, in ogni caso le ipotesi devono essere discusse con i cittadini e la decisione deve emergere dal basso. Comunque l'investimento dovrà essere a carico dei privati, dal momento che i fondi comunali per gli impianti sportivi vanno destinati a servizi fruibili da tutti i cittadini e a sostegno dello sport dilettantistico che svolge un'importante funzione sociale a livello educativo e formativo delle nuove generazioni.


Mobilità

La mobilità non coincide con la quantità di strade, rotatorie, svincoli, con la semplice realizzazione di infrastrutture per lo sfruttamento dello spazio da parte dei mezzi di trasporto tradizionali. Mobilità significa assenza di barriere fisiche e sociali, per consentire la vita all’interno delle comunità e la comunicazione tra i diversi luoghi della città che si aggregano attorno al centro cittadino.

Lavorare per favorire la mobilità significa rilocalizzare, ridurre l’esigenza degli spostamenti, ridurre le percorrenze, favorire il cambiamento degli stili di vita incentivando la mobilità pedonale e ciclabile in un’ottica di riduzione delle emissioni inquinanti e del traffico.

Nel rispetto dell’approccio partecipativo promosso dal Movimento 5 Stelle verrà stimolato il dibattito all’interno delle comunità per raccogliere le esigenze ed individuare soluzioni relative alle necessità di mobilità. Questo consentirà di rimodulare le direttrici ed i flussi di spostamento all’interno del territorio comunale, individuando soluzioni appropriate per le diverse esigenze, siano esse di lavoro, familiari, di approvvigionamento, di convivialità.

Proposte

M.1. Introduzione di strumenti partecipativi per la valutazione delle esigenze di mobilità delle diverse comunità cittadine.

M.2. Rete di percorrenza ciclabile sicura e fruibile, ampliamento della rete su tutta la città evitando le interruzioni. Installare rastrelliere per bici e coinvolgere le associazioni di amici della bici.

M.3. Pedonalizzazione del centro e potenziamento dei servizi di trasporto, sia come quantità e qualità del servizio, sia per gli orari, comprendendo i notturni. Miglioramento del servizio garantendo un prezzo del biglietto accessibile.

M.4. Pubblicizzare e potenziare le iniziative già in essere, come Bicimia, carpooling e metropolitana.

M.5. Blocco dell’opera di realizzazione del parcheggio sotto il castello, in quanto spesa inutile rispetto alle priorità previste dal programma.

M.6. Promozione della figura del mobility manager nelle aziende e maggiore interazione tra il mobility manager cittadino ed i mobility manager aziendali per individuare soluzioni di riduzione delle esigenze di spostamento e del numero di veicoli circolanti.

M.7. Integrazione massima della metropolitana con il trasporto di superficie, incentivandone l’utilizzo attraverso lo studio di una tariffa integrata (metro + bus + trasporto bici e/o bicimia + carsharing) agevolando gli utenti che si spostano per motivi di studio o lavoro, nell’ottica di renderne il più assiduo possibile l’utilizzo e andando a contenere i costi di esercizio che si prevedono altissimi e che pertanto costituiranno per le casse del Comune un esborso molto cospicuo.

M.8. Unificare i titoli di viaggio e di noleggio in un'unica tessera molto facile da utilizzare e che dia diritto a qualche benefit correlato (sconti per mostre o eventi culturali, o per accessi a servizi o altro).

M.9. Stategie di contenimento delle tariffe per il trasporto urbano.

M.10. Convertire la propulsione dei mezzi pubblici da quella attuale a quella ibrida, partendo da alcune esperienze già messe in atto in altre città e cominciando con i mezzi in dismissione, in modo da recuperare quanto più possibile l’esistente per limitarne la rottamazione e conseguente smaltimento.

M.11. Regolamentazione del trasporto su merci in ambito urbano. Valutazione e ampliamento del progetto city logistics volto a ridurre sensibilmente il trasporto su gomma nell’area urbana, utilizzando mezzi a basso impatto ambientale per il trasporto delle merci.

M.12. Incentivazione all’utilizzo delle auto elettriche attraverso l’installazione di colonnine per il rifornimento.

M.13. Incentivazione alla riduzione del numero di automobili per abitante, attraverso agevolazioni per i nuclei famigliari con una sola auto.

M.14. Incentivazione dei servizi di car-sharing.

M.15. Incentivazione dei servizi di car-pooling tra privati attraverso l’adozione di strumenti che facilitino la ricerca delle auto disponibili e la valutazione dell’affidabilità dei conducenti e dei passeggeri.

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