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Verità su Gaza

gustavo stradella
Posted Jun 8, 2009 7:53 PM
user 7010644
Padova, PD
Post #: 151
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infatti fanno partecipare a raid e persecuzioni... roba da nazi...dove lo hai trovato....io so perfettamente l'inglese
Gianluca
Posted Jun 9, 2009 10:53 AM
Godot_74
Roma, RM
Post #: 591
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Sulla home page del portale http://www.perilbenec... ho messo il link ad un'intervista realizzata da InfoPal a Monia Benini di ritorno da Gaza. Consiglio a tutti di leggerla...
Nei prossimi tempi seguirà sul portale moltissimo materiale su questo viaggio che ci ha molto aperto gli occhi sulla realtà dell'occupazione palestinese e la distruzione a cui questo popolo è disumanamente sottoposto.
Sergio Mazzanti
Posted Jun 13, 2009 11:14 PM
user 7071468
Roma, RM
Post #: 967
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Metto qui il link alla discussione Diario del viaggio di Per il Bene Comune a Gaza
isabella
Posted Jun 20, 2009 6:25 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,643
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Enrico Nannetti
Posted Jul 4, 2009 11:36 PM
user 3628583
Bologna, BO
Post #: 588
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LASCIAMO CHE VEDANO GAZA di Milena Spigaglia, Fonte: Effedieffe

«C’è stata un’esplosione, una ventina di metri più avanti. Poi subito un’altra, e ho capito che ero stata colpito» racconta Saleh Ahmad al-Medani, e scosta la maglietta per mostrare le ferite causate dalle flechettes (1).

Malgrado il suono lezioso, la parola indica delle freccette di metallo appuntite, lunghe dai quattro ai dieci centimetri, dotate di una coda che ne rende stabile e preciso il volo e che, una volta conficcate nel bersaglio, si frantumano e procurano ferite multiple, rendendone spesso impossibile la rimozione chirurgica. La maggior parte delle volte i medici rinunciano ad intervenire e lasciano le frecce nel corpo della vittima, per evitare di infliggere loro ulteriore dolore.

E’ quanto accaduto a Saleh, costretto a convivere con ferite che non si cicatrizzano al collo, alle spalle e alle gambe.

Saleh stava tornando a casa con un suo amico, intorno alla mezzanotte dello scorso 3 giugno, quando è stato ferito dai proiettili dell’esercito israeliano, avvezzo ad imbottire le munizioni sparate dai tank con migliaia di queste freccette appuntite che, nell’esplosione, riescono a coprire un’area conica di 300 metri di larghezza e 100 di lunghezza.

continua
isabella
Posted Jul 15, 2009 12:49 PM
user 4368222
Torino, TO
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SOLDATI, A GAZA L'ORDINE ERA DI NON RISPARMIARE CIVILI

AGI) - Gerusalemme, 15 lug.- Gli ordini erano chiari: sparare per primi e non esitare a usare i palestinesi come scudi umani. E' un soldato israeliano della Brigata Golan a rivelare le disposizioni date dal comando durante dell'operazione 'Piombo fuso' nella Striscia di Gaza. Il quotidiano Haaretz pubblica alcuni stralci del rapporto messo a punto dall'organizzazione 'Rompere il silenzio' che ha raccolto le testimonianze dei soldati impegnati nell'offensiva del gennaio 2008. Il soldato, tuttavia, sottolinea di non aver mai visto palestinesi usati come scudi umani, anche se i comandanti gli riferirono che era una pratica in vigore. E' l'ennesimo colpo alla Israeli defense force dopo le accuse di violazioni avanzate da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch e che l'esercito si e' subito affrettato a negare. Secondo il racconto ripetuto da un sergente israeliano al reporter di Haaretz, i palestinesi venivano spesso mandati dentro le abitazioni per verificare se ci fosse qualcuno prima dell'irruzione dei militari. Una pratica - chiamata 'procedura Johnny' - gia' impiegata durante la seconda Intifada e bocciata come inumana dalla Corte suprema israeliana nel 2005. In un episodio riferito dal sergente, gli israeliani avevano localizzato tre miliziani palestinesi asserragliati in un casa. Era stato chiesto l'intervento degli elicotteri che avevano bombardato l'abitazione. Per verificare che i miliziani fossero morti, un civile era stato costretto a entrare nell'edificio pericolante. Ne era uscito dicendo che i tre erano ancora vivi e cosi' l'esercito aveva ordinato un nuovo raid aereo. Ancora il palestinese era stato costretto a entrare e ne era uscito dicendo che due erano morti ma il terzo era ancora vivo. Era stato allora chiesto l'intervento di un bulldozer che aveva iniziato a demolire la casa. Solo allora il miliziano si era deciso ad arrendersi e a consegnarsi ai soldati. L'organizzazione 'Rompere il silenzio' cita le testimonianze di una trentina di soldati secondo cui l'ordine del Comando era di minimizzare a ogni costo le perdite tra i militari per non perdere il sostegno dell'opinione pubblica. "Meglio colpire un civile che esitare a sparare su un nemico" era la direttiva, "nell'incertezza, uccidete. Nella guerriglia urbana chiunque e' tuo nemico e non ci sono innocenti". Laconico il commento dell'esercito, secondo cui "dalle testimonianze pubblicate e dalle indagini condotte dall'Idf, appare chiaro che i soldati hanno operato nel rispetto del diritto internazionale". Secondo fonti palestinesi, tra le 1.417 vittime dell'operazione 'Piombo fuso' ci furono 926 civili; secondo l'esercito israeliano il bilancio fu di 1.166 morti tra cui 295 civili.
fonte
isabella
Posted Jul 15, 2009 1:15 PM
user 4368222
Torino, TO
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15/07/2009 11:42
ISRAELE - PALESTINA
Soldati israeliani: A Gaza, abbiamo usato palestinesi come scudo umano

Testimonianze raccolte dall’organizzazione “Breaking the silence”. Esse sono in linea con le accuse dell’Onu, della Lega araba, di organismi umanitari.

Gerusalemme (AsiaNews) – Durante l’operazione “Piombo fuso” del dicembre-gennaio scorso, i soldati israeliani hanno usato civili palestinesi come scudi umani, spingendoli a entrare per primi in edifici dove si sospettava ci fossero bombe, o tunnel con persone armate. Questa è una delle tante testimonianze raccontate da soldati e riservisti israeliani che hanno partecipato alla guerra di Gaza e hanno pubblicato le loro rivelazioni in un libretto ad opera dell’organizzazione “Breaking the silence (rompere il silenzio, www.breakingthesilence.org.il )” .

Tutte le 54 testimonianze raccolte sono anonime. Esse mettono in luce la facilità con cui si sono distrutte case e moschee, anche se non erano obbiettivi militari; l’uso di bombe al fosforo in zone popolate da civili; l’uccisione di vittime innocenti; la distruzione di proprietà private; regole vaghe su cosa fare di fronte ai palestinesi, che ha permesso un uso spropositato delle armi da fuoco per uccidere. Mikhael Mankin di “Breaking the silence” afferma che “le testimonianze provano che il modo immorale in cui la guerra è stata condotta è dipeso dal sistema in atto, più che dagli individui”.

Avital Leibovich, la portavoce dell’esercito israeliano si difende dicendo che il rapporto “contiene testimonianze generalizzate, anonime, senza verificare in dettaglio la loro credibilità”.

Le accuse all’esercito israeliano sono state fatte già da organizzazioni umanitarie e per i diritti umani.

Già alla fine della guerra di Gaza, messa in atto per fermare i missili lanciati da Hamas sulle cittadine israeliane del sud, vi sono state accuse per una risposta eccessiva, documentata dal numero enorme di civili morti.

Secondo il Centro palestinese per i diritti umani, il numero totale di morti è oltre 1400, di cui più di 900 fra i civili, dei quali quasi 300 bambini.

L’Onu ha stilato un elenco delle distruzioni avvenute durante l’operazione “Piombo fuso”: più di 50 mila case distrutte; 800 proprietà industriali; 200 scuole; 39 fra moschee e chiese.

Molte proprietà dell’Onu sono state colpite, producendo vittime fra i civili che avevano trovato rifugio nelle strutture.

Un’inchiesta interna dell’esercito israeliano ha concluso che le truppe di Tsahal hanno combattuto rispettando la legge, sebbene vi siano stati “errori”.

Nelle scorse settimane una commissione Onu è stata a Gaza per verificare possibili crimini di guerra compiuti dall’esercito israeliano. Il governo israeliano non ha voluto collaborare perché ritiene la commissione troppo piena di pregiudizi. Anche una commissione d’inchiesta della Lega araba ha concluso che vi sono innumerevoli prove per accusare l’esercito israeliano di crimini di guerra. La commissione accusa anche i militanti palestinesi dello stesso reato, per il lancio indiscriminato di razzi contro la popolazione civile israeliana.

fonte

pregiudizi???
io mi chiedo e credo che siamo in tanti a chiedercelo
ma veramente questi israeliani (non tutti sono così) si possono ancora nascondere dietro l'antisemitismo
che è lo specchio dello stesso atteggiamento israeliano verso i palestinesi,
palestinesi che vivono in un lager chiamato striscia di gaza,
palestinesi che soffrono al sete e la fame esattamente come in un campo di concenramento
perchè spero che la gente se ne renda conto
gaza è un campo di concentramento,
un vero concentramento di ingiustizie, di prevaricazioni, di prepotenza di violenza verso i bambini e le donne e gli anziani,

ma insomma

"Amerai il tuo amico come te stesso" (Levitico 19, 18)

mica ce lo siamo inventati noi... e allora???
Sergio Mazzanti
Posted Jul 20, 2009 11:58 PM
user 7071468
Roma, RM
Post #: 1,005
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Mi date del venduto al Mossad se chiedo di depinnare questa discussione?
Ho ritenuto opportuno mettere in altro la discussione sul coordinamento nazionale e siamo tornati a troppe discussioni in alto...
Che ne dite?
enza raso
Posted Aug 12, 2009 3:17 PM
user 7174715
Roma, RM
Post #: 575
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Notizie ignorate, manipolate, nascoste!

Informare, per indignarsi e reagire

fonte www.infopal.org
http://www.infopal.it...

Gaza, i bambini e le menzogne dell'informazione.

Di Vittorio Arrigoni, Ism.

Gaza City.
Da settimana scorsa i cuccioli d'uomo di Gaza city sono primatisti nel Guinness dei Primati, e quindi assurti agli onori dell'attenzione mediatica,
non perché durante 3 giorni di bombardamenti 430 di loro sono stati uccisi e 1.855 sono rimasti feriti. Non per la più alta densità di bambini intrappolati in una minuscola Striscia di terra. Non per gli elevatissimi tassi di malnutrizione (a Gaza, un bambino su 10 è affetto da deperimento) di anemia, (uno su 2 è affetto da anemia,1 su 3 da ritardi della crescita e il 75% dei bambini sotto i 5 anni soffre di carenze di vitamina A). Primatisti a Gaza non perché la maggioranza dei bambini muore nel primo mese di vita poiché nato prematuramente o con peso insufficiente alla nascita, a causa della mancanza di medicinali, attrezzature e assistenza appropriata (TUTTI DATI UNICEF), risultato del criminale assedio israeliano. Ma primatisti per essere riusciti a far volare contemporaneamente tremila aquiloni oltre il filo spinato e le torri dei cecchini al confine. Un palliativo alla libertà negata. Angeli in gabbia,
come imparare a volare via dall'assedio di Gaza.video:http://www.youtube.co... Sempre sulla carne innocente dei bambini palestinesi,
c'è che si diletta a marchiare la menzogna della propaganda sionista. Cosa vedete in questa foto? http://img248.imagesh... altre foto:
http://almoltaqa.ps/e... A due occhi lucidi e coerenti,
appaiono dei giovani sposi accompagnati per mano da delle damigelle sulla via dell'altare. Spacciando per notizia quella che è in realtà è un'invenzione, una bufala,
alcuni siti e forum hanno denunciato quelle foto come la dimostrazione di atti di pedofilia legalizzata in Palestina.
Che quelle damigelle non sono in realtà damigelle ma le incoscienti spose date in pasto a centinaia di pedofili. Io che stavo a 200 metri da dove si è celebrato il matrimonio collettivo,
sorseggiando un milkshake, confermo l'autenticità della scena da me sopradescritta: non sono le spose quelle bambine, sono solo le damigelle.
Capito miei piccoli tg4 ambulanti??? Invito chi a cuore verità e giustizia a a mobilitarsi ed andare a esprimere un opinione di diniego e disgusto su questi siti spacciatori di immondizia come fossero notizia : http://liberaliperisr... http://hurricane_53.i... http://www.nntp.it/cu... http://forum.gamesvil... Attorno a questa clamorosa bufala addirittura si riunisco sdegnati gruppi su facebook: http://apps.facebook.... Quelle più fastidiose, fra tutte queste pagine online, sono quelle che si elevano a difesa dei diritti delle donne, esclusivamente quando le donne sono discriminate da islamisti,
non un fiato di denuncia contro gli stupri dei nostri concittadini da Palermo a Milano a danno di extracomunitarie: http://milleeunadonna... Nelle stile razzista e ipocrita di milleeunadonna,
come le trattano gli ebrei le donne nei paesi musulmani?
Leggiamo da un passato rapporto di Amnesty: "Le restrizioni imposte dalle autorità israeliane hanno determinato tassi record di povertà, disoccupazione e problemi sanitari per l’intera popolazione dei Territori Occupati. Le limitazioni di movimento, il rifiuto o il divieto di passaggio ai checkpoint, i blocchi e i coprifuoco causano complicazioni a catena alle donne che hanno bisogno di cure mediche, con esiti in diversi casi mortali. Decine di donne sono state costrette a partorire ai posti di blocco o in strada, perdendo in diversi casi i loro neonati a causa del divieto di passaggio imposto dai militari israeliani. La paura di non essere in grado di raggiungere un ospedale in tempo per partorire è diventata una delle principali ragioni di ansia per le donne palestinesi.
Come potenza occupante, ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, Israele ha l’obbligo di garantire adeguate cure mediche alla popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania, specialmente alle donne in gravidanza. Tuttavia, Israele ignora sistematicamente quest’obbligo e spesso l’esercito impedisce l’accesso ai servizi sanitari alle donne, ai bambini e agli uomini".
E come le trattano i cristiani le donne musulmane?
Estrapolo da un gran pezzo giornalistico di Fulvio Grimaldi:
"Oggi l’Iraq è un paese con due milioni di vedove di guerra, 5 milioni di orfani, 2 milioni di sfollati e 4 milioni di rifugiati all’estero che sopravvivono nell’indigenza più assoluta, in minima parte tenuti dall’UNHCR con la bocca sopra la linea di galleggiamento. Un altro milione e mezzo è stato spazzato via da 13 anni di sanzioni. In totale tra morti ammazzati e espulsi dal circuito della cittadinanza, dal futuro, quasi vent’anni di guerra imperialista all’Iraq hanno sottratto dieci milioni di persone su 25: il 40% di una nazione. Forse soltanto Re Leopoldo del Belgio, con i suoi 20 milioni di congolesi trucidati, era riuscito a far meglio. L’80% degli iracheni, secondo la riduttiva statistica ONU, ha subito ferimenti, sequestri, morte. Non c’è famiglia irachena che non abbia vissuto la scomparsa, l’incarceramento, o la soppressione dopo tortura di uno dei suoi membri. Jewad, il cui pallone finì in un fosso su un cadavere, quando aveva nove anni, non riesce più a guardare un pallone. L’incombenza dei rastrellamenti e degli arresti arbitrari da parte di milizie o guardie, dopo quelli dei 60mila incarcerati senza processo e senza avvocati dagli Usa, è costante per qualsiasi cittadino che si muova oltre le muraglie “israeliane” erette dai pulitori confessionali attorno al suo quartiere o villaggio. Tra i profughi all’estero, tenuti al margine di società, lavoro, scuola, sanità, si è inevitabilmente sviluppato la “prostituzione di sopravvivenza”. Le irachene vengono chiamate tout court “profughe puttane”. Il loro mestiere è agevolato dal fatto che nel loro paese “liberato”, in carcere o per strada, avevano già subito stupri. C’è qualche ginocrate del femminismo anti-velo che si inalberi? " Successe così ai tempi del nazismo.
In sordina, gli ebrei venivano dipinti come dei mostri,
tanto valeva metterli nei forni. Succede oggi in tempi di islamofobia,
se i palestinesi sono tutti pedofili vale la pena tiragli addosso una bomba atomica,
oltre il fosforo bianco che ancora respiriamo da gennaio. Restiamo Umani Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani blog: http://guerrillaradio... approfondimenti:http://blogs.news.sky...
La foto ritrae delle spose: sono delle ragazze. Le bambine fanno da damigella. Chiediamo ai colleghi italiani di essere più attenti e di verificare fonti e notizie prima di pubblicarle. Altrimenti si rendono ridicoli.
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