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scippato il microscopio a stefano montanari

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enza raso
Posted Jul 3, 2009 4:43 PM
user 7174715
Roma, RM
Post #: 523
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dal blog di stefano montanari

A volte mi stupisco io stesso di quanto mi venga facile prevedere il futuro, e questo senza possedere alcuna facoltà divinatoria.
Chi mi legge d’abitudine ricorderà certamente che io scrissi a più riprese come, ad elezioni celebrate, la Onlus Carlo Bortolani ci avrebbe tolto il microscopio elettronico. Puntuale come la morte e le tasse, ecco l’altro ieri la raccomandata in data 29 giugno che conferma la previsione.
I lettori del libro Il Girone delle Polveri Sottili conoscono l’antefatto, ma per chi non ne fosse al corrente sia detto che il primo microscopio elettronico con cui ricercavamo sul tema delle nanopatologie (una scoperta di mia moglie, la dott.ssa Antonietta Gatti) ci fu sottratto. Accadde allora che Beppe Grillo diede pubblicità alla cosa, s’iniziò una raccolta fondi e, nel giro di un anno, si raccolse la cifra necessaria (378.000 Euro) per acquistare un nuovo microscopio.
Per non dare adito a pettegolezzi o ad illazioni varie (che poi ci furono lo stesso per la nota fecondità di certe mamme), io feci intestare l’apparecchio alla Onlus Carlo Bortolani di Reggio Emilia alla quale facevo arrivare tutte le donazioni ed alla quale portavo tutto il denaro che ricavavo dalle mie conferenze. Nell’anno della raccolta ne tenni all’incirca 220, viaggiando a mie spese e girando ogni Euro ricavato alla Onlus.
Come è sempre stato chiaro, soprattutto per le dichiarazioni di Beppe Grillo nel corso dei suoi spettacoli, a molti dei quali io partecipavo, e per tutto quanto compariva sul suo blog (“La Ricerca Imbavagliata”), il microscopio era destinato personalmente ai dottori Antonietta Gatti e Stefano Montanari al fine esclusivo di consentire le ricerche sulle nanopatologie e non altro.
Coscienti della destinazione e convinti della sua bontà, migliaia di sottoscrittori contribuirono all’acquisto.
E’ evidente che nessuno ha mai pensato che la onlus Bortolani potesse ritenere moralmente di essere proprietaria del microscopio.
Ora, senza che noi venissimo in alcun modo interpellati, la Onlus Carlo Bortolani decide di “donare” (il verbo fa un certo effetto) all’Università di Urbino il microscopio

che legalmente, ma non certo moralmente, possiede grazie all’ingenuità mia e di mia moglie.
È fin troppo ovvio che nessuno dei sottoscrittori è mai stato informato di questa destinazione né, tanto meno, lo fu al momento della raccolta fondi. Si tratta, perciò, di un’operazione a dir poco opinabile dal punto di vista della correttezza: si chiede denaro per uno scopo, si ottiene il denaro e poi, dopo un po’ di tempo, con quel denaro si decide di fare altro.
Si potrebbe ipotizzare (e capire) anche che la onlus Bortolani abbia pensato di liberarsi di una responsabilità (sotto il profilo strettamente giuridico) che non voleva più avere: ma, proprio per questo, io e mia moglie avevamo provato numerosissime volte, e per molti mesi, a fissare un incontro ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Avremmo potuto, nell’occasione, concordare insieme una soluzione comune.
La scorrettezza continua andandosi a leggere ciò che la Onlus Carlo Bortolani pubblica sul suo sito e che riporto in calce: noi potremo usare il microscopio un giorno la settimana recandoci ad Urbino!
Su questo punto sarebbe anche meglio non commentare, visto che, con ogni evidenza, non si tengono in considerazione le esigenze della ricerca.
Superando per un attimo il fatto che si dispone del nostro tempo e si fa un accordo che ci coinvolge direttamente nemmeno consultarci, sia chiaro che la ricerca sulle nanopatologie richiede un tempo pieno e non certo un giorno la settimana (in un luogo ubicato ad oltre 200 chilometri di distanza). Inoltre quell’Università non ha nel suo organigramma nessuno che abbia competenza sulla materia specifica né le attrezzature ancillari indispensabili né personale tecnico che abbia ricevuto la formazione necessaria. Resta, poi, da vedere se nel locale riservato al microscopio esisteranno le condizioni ambientali e di legge per poter continuare la ricerca, cosa di cui mi permetto fortemente di dubitare, se non altro stante il fatto che nessuno ci ha chiesto istruzioni sull’eventuale allestimento.
Se proprio la Onlus Bortolani desiderava sottrarre il microscopio alla disponibilità del nostro centro, resta tutto da spiegare il perché non lo abbia “donato” al Laboratorio di Biomateriali dell’Università di Modena di cui mia moglie è responsabile. Deve essere chiaro: al di là della bizzarria dell’operazione, noi non abbiamo alcuna obiezione al trasferimento ad Urbino, ma questo a patto che siano rispettate certe condizioni di base, e, prima di tutto, sia onorata la volontà dei tanti donatori (tra cui ci sono io che ho raccolto con le mie conferenze all’incirca i tre quarti della somma) la cui buona fede risulta tradita. Naturalmente è improponibile che quel microscopio lavori per qualcosa che non siano le nanopatologie e, per questo, è del tutto indispensabile che mia moglie ed io, davanti ad un fatto compiuto, siamo strutturati immediatamente presso l’Università di Urbino e possiamo lavorare con tutta l’attrezzatura del caso per tutto il tempo necessario, il che significa almeno otto ore al giorno per cinque giorni la settimana.
Riprendendo un’immagine che tanto divertiva il pubblico di Beppe Grillo, il microscopio non dovrà servire per osservare le emorroidi dei cammelli australiani.
Nel frattempo mi auguro che Beppe, il cui contributo a suo tempo è stato fondamentale, in coerenza con quanto sostiene pubblicamente (anche di recente, in occasione della presentazione della lista civica di Bologna, alla quale ha partecipato personalmente mia moglie), s’impegni ad impedire un’azione che chiuderebbe di fatto le ricerche. Che è proprio ciò che chi ha operato come detto sopra desidera.
Questa non è una ricerca di aiuto: si tratta semplicemente di una segnalazione rivolta a coloro che, avendo creduto ed investito in un progetto, meritano di essere informati sui suoi sviluppi di certo non dichiarati a suo tempo.




gennaro
Posted Jul 4, 2009 6:05 PM
user 9573035
Napoli, NA
Post #: 46
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dal blog di stefano montanari

A volte mi stupisco io stesso di quanto mi venga facile prevedere il futuro, e questo senza possedere alcuna facoltà divinatoria.
Chi mi legge d’abitudine ricorderà certamente che io scrissi a più riprese come, ad elezioni celebrate, la Onlus Carlo Bortolani ci avrebbe tolto il microscopio elettronico. Puntuale come la morte e le tasse, ecco l’altro ieri la raccomandata in data 29 giugno che conferma la previsione.
I lettori del libro Il Girone delle Polveri Sottili conoscono l’antefatto, ma per chi non ne fosse al corrente sia detto che il primo microscopio elettronico con cui ricercavamo sul tema delle nanopatologie (una scoperta di mia moglie, la dott.ssa Antonietta Gatti) ci fu sottratto. Accadde allora che Beppe Grillo diede pubblicità alla cosa, s’iniziò una raccolta fondi e, nel giro di un anno, si raccolse la cifra necessaria (378.000 Euro) per acquistare un nuovo microscopio.
Per non dare adito a pettegolezzi o ad illazioni varie (che poi ci furono lo stesso per la nota fecondità di certe mamme), io feci intestare l’apparecchio alla Onlus Carlo Bortolani di Reggio Emilia alla quale facevo arrivare tutte le donazioni ed alla quale portavo tutto il denaro che ricavavo dalle mie conferenze. Nell’anno della raccolta ne tenni all’incirca 220, viaggiando a mie spese e girando ogni Euro ricavato alla Onlus.
Come è sempre stato chiaro, soprattutto per le dichiarazioni di Beppe Grillo nel corso dei suoi spettacoli, a molti dei quali io partecipavo, e per tutto quanto compariva sul suo blog (“La Ricerca Imbavagliata”), il microscopio era destinato personalmente ai dottori Antonietta Gatti e Stefano Montanari al fine esclusivo di consentire le ricerche sulle nanopatologie e non altro.
Coscienti della destinazione e convinti della sua bontà, migliaia di sottoscrittori contribuirono all’acquisto.
E’ evidente che nessuno ha mai pensato che la onlus Bortolani potesse ritenere moralmente di essere proprietaria del microscopio.
Ora, senza che noi venissimo in alcun modo interpellati, la Onlus Carlo Bortolani decide di “donare” (il verbo fa un certo effetto) all’Università di Urbino il microscopio

che legalmente, ma non certo moralmente, possiede grazie all’ingenuità mia e di mia moglie.
È fin troppo ovvio che nessuno dei sottoscrittori è mai stato informato di questa destinazione né, tanto meno, lo fu al momento della raccolta fondi. Si tratta, perciò, di un’operazione a dir poco opinabile dal punto di vista della correttezza: si chiede denaro per uno scopo, si ottiene il denaro e poi, dopo un po’ di tempo, con quel denaro si decide di fare altro.
Si potrebbe ipotizzare (e capire) anche che la onlus Bortolani abbia pensato di liberarsi di una responsabilità (sotto il profilo strettamente giuridico) che non voleva più avere: ma, proprio per questo, io e mia moglie avevamo provato numerosissime volte, e per molti mesi, a fissare un incontro ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. Avremmo potuto, nell’occasione, concordare insieme una soluzione comune.
La scorrettezza continua andandosi a leggere ciò che la Onlus Carlo Bortolani pubblica sul suo sito e che riporto in calce: noi potremo usare il microscopio un giorno la settimana recandoci ad Urbino!
Su questo punto sarebbe anche meglio non commentare, visto che, con ogni evidenza, non si tengono in considerazione le esigenze della ricerca.
Superando per un attimo il fatto che si dispone del nostro tempo e si fa un accordo che ci coinvolge direttamente nemmeno consultarci, sia chiaro che la ricerca sulle nanopatologie richiede un tempo pieno e non certo un giorno la settimana (in un luogo ubicato ad oltre 200 chilometri di distanza). Inoltre quell’Università non ha nel suo organigramma nessuno che abbia competenza sulla materia specifica né le attrezzature ancillari indispensabili né personale tecnico che abbia ricevuto la formazione necessaria. Resta, poi, da vedere se nel locale riservato al microscopio esisteranno le condizioni ambientali e di legge per poter continuare la ricerca, cosa di cui mi permetto fortemente di dubitare, se non altro stante il fatto che nessuno ci ha chiesto istruzioni sull’eventuale allestimento.
Se proprio la Onlus Bortolani desiderava sottrarre il microscopio alla disponibilità del nostro centro, resta tutto da spiegare il perché non lo abbia “donato” al Laboratorio di Biomateriali dell’Università di Modena di cui mia moglie è responsabile. Deve essere chiaro: al di là della bizzarria dell’operazione, noi non abbiamo alcuna obiezione al trasferimento ad Urbino, ma questo a patto che siano rispettate certe condizioni di base, e, prima di tutto, sia onorata la volontà dei tanti donatori (tra cui ci sono io che ho raccolto con le mie conferenze all’incirca i tre quarti della somma) la cui buona fede risulta tradita. Naturalmente è improponibile che quel microscopio lavori per qualcosa che non siano le nanopatologie e, per questo, è del tutto indispensabile che mia moglie ed io, davanti ad un fatto compiuto, siamo strutturati immediatamente presso l’Università di Urbino e possiamo lavorare con tutta l’attrezzatura del caso per tutto il tempo necessario, il che significa almeno otto ore al giorno per cinque giorni la settimana.
Riprendendo un’immagine che tanto divertiva il pubblico di Beppe Grillo, il microscopio non dovrà servire per osservare le emorroidi dei cammelli australiani.
Nel frattempo mi auguro che Beppe, il cui contributo a suo tempo è stato fondamentale, in coerenza con quanto sostiene pubblicamente (anche di recente, in occasione della presentazione della lista civica di Bologna, alla quale ha partecipato personalmente mia moglie), s’impegni ad impedire un’azione che chiuderebbe di fatto le ricerche. Che è proprio ciò che chi ha operato come detto sopra desidera.
Questa non è una ricerca di aiuto: si tratta semplicemente di una segnalazione rivolta a coloro che, avendo creduto ed investito in un progetto, meritano di essere informati sui suoi sviluppi di certo non dichiarati a suo tempo.


Costa molto, ci saremmo tolti una bella soddisfazione. Cosa possiamo fare, qualcuno è in grado di dare qualche suggerimento.


Giorgio Draghetti
Posted Jul 9, 2009 3:06 AM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,498
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NON POSSIAMO PERMETTERCI che la ricerca sulle nanopatologie si interrompa o anche solo venga rallentata

Invito le persone che già si attivarono per la raccolta fondi e anche tutti coloro che nel frattempo hanno compreso la gravità e pericolosità delle nanopatologie, a incontrarsi localmente per ragionare e prepararsi al meglio a fornire appena necessario, adeguato supporto alle necessità della ricerca sulle nanopatologie.

3 le mie considerazioni su cui invito a riflettere per eventuali azioni:
- Onlus: chi ha versato denaro o svolto lavoro potrebbe sentirsi truffato dall'eventuale scippo del microscopio dalle mani di coloro per i quali era stata fatta la donazione
- Beppe Grillo 1: potrebbe sentirsi preso in giro dalla Onlus
- Beppe Grillo 2: senza una posizione chiara rischia una forte perdita di immagine
- Università di Urbino: potrebbe aver accettato la donazione non perfettamente conscia della situazione e provenienza del bene e quindi di tutte le implicazioni sociali, psicologiche e perché no legali ed economiche della vicenda

Nella bacheca nazionale dei grillini è stato aperto un thread su cui prevedo verranno postate ulteriori considerazioni dei vari gruppi per le azioni http://beppegrillo.me...

Nel frattempo credo che anche e soprattutto qui bisognerebbe ragionare su come e quali azioni sia possibile e il caso di intraprendere per fare pressioni nel senso più utile alla continuazione della ricerca che credo stia a cuore a tutti.

Presto comunque ci saranno ulteriori informazioni.

Edito: Con l'edit il post è stato reso + "specifico". Inizialmente era un copia/incolla...
enza raso
Posted Jul 13, 2009 11:48 AM
user 7174715
Roma, RM
Post #: 533
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è partita una petizione per chiedere che il microscopio resti a disposizione di montanari e gatti.
è comunque un modo per far sentire la nostra voce e chissà .......
enza raso
Posted Sep 3, 2009 1:04 PM
user 7174715
Roma, RM
Post #: 611
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riccardo rosso
Posted Sep 3, 2009 2:03 PM
user 4172360
Torino, TO
Post #: 2,034
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Perchè a seconda del meetup la storia cambia?
Gli attori sono gli stessi, ma la musica cambia assai
Sarebbe opportuno fare chiarezza, per evitare

che come sempre, ci siano opinioni diverse su
fatti poco noti e in modo disomogeneo. Paese
che vai usanza che trovi. Vorrei evitare l'altro

detto, sugli italiani, ormai così comune nel mondo
Gianluca
Posted Sep 5, 2009 12:35 AM
Godot_74
Roma, RM
Post #: 624
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Stefano Montanari racconta come e perchè il microscopio elettronico che fu acquistato nel 2007 con i fondi di una raccolta popolare iniziata l'anno prima gli sarà tolto.
La motivazione della raccolta appoggiata da Beppe Grillo fu quella di dotare gli scienziati Antonietta Gatti e Stefano Montanari di un microscopio elettronico in sostituzione di quello la cui disponibilità era stata loro tolta. Ora, a distaza di qualche anno, la ragione della raccolta risulta stravolta.

IL VIDEO
riccardo rosso
Posted Sep 5, 2009 6:09 PM
user 4172360
Torino, TO
Post #: 2,045
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vorrei capire e nn schierarmi, quindi link

se volete leggere
una altra campana


http://beppegrillo.me...

http://www.bortolanio...

http://95.211.14.139/...

Valeria Rossi scrive:

Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove (richieste più volte) del fatto che il primo microscopio elettronico fosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori.
Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopio elettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione di Montanari) sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo DIPNA http://www.dipna.net/....
Sì, il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è con quello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondo microscopio, quello acquistato con la raccolta fondi.

Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: “Il microscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato, rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.

Dunque, il primo microscopio non venne mai realmente “sottratto” alle ricerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dalla Nanodiagnostics di Modena all’Università di Modena.
L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.
Giorgio Draghetti
Posted Sep 7, 2009 7:02 PM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 1,553
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Francamente, l'articolo di Valeria Rossi è deprimente. Se quello è il giornalismo di inchiesta italiano è l'ennesima conferma che siamo davvero alla frutta.
Su ByoBlu ho fornito una mia valutazione dell'articolo e non sto a ripeterla qui.
http://www.byoblu.com...

Ripeto qui però le mie
10 domande a Beppe Grillo sulla vicenda microscopio/Bortolani/Montanari:

  • Aveva mai sentito parlare di inceneritori, termovalorizzatori, nanoparticelle, nanopatologie, prima di sentir parlare di Stefano Montanari?
  • Cosa la convinse a contattare Montanari e a usare la storia del microscopio scippato all'interno dello spettacolo?
  • Ritiene che la storia del microscopio scippato abbia incrementato la visibilità del suo blog e/o la vendita dei suoi spettacoli e prodotti? In sostanza, al netto dello spettacolo donato al microscopio, ritiene di avere beneficiato economicamente della storia o di averci rimesso soldi e popolarità?
  • Prima di presentare la storia delle merendine al suo spettacolo era al corrente che Montanari non aveva direttamente informato le aziende produttrici?
  • Ritiene che prima del suo spettacolo le aziende produttrici fossero a conoscenza dei risultati delle indagini sulle merendine o comunque, ha provato lei o uno dei suoi collaboratori a contattare anche solo uno dei produttori citati nella documentazione Montanari prima di raccontarne la storia nel suo spettacolo?
  • Come avvenne la scelta della Bortolani Onlus quale destinatario delle donazioni?
  • Dal momento della donazione ha mai verificato o chiesto informazioni sul lavoro di Gatti/Montanari?
  • Quale è stata la sua parte nella decisione della Bortolani di donare il microscopio alla Università di Urbino?
  • Ritiene che sia casuale la contemporaneità della decisione di rendere difficili e lente le ricerche Gatti/Montanari e la progettata costruzione di svariati nuovi termovalorizzatori in varie regioni italiane?
  • Ritiene che lo spostamento del microscopio a Urbino faciliti le ricerche sulle nanopatologie, che le renda più efficaci, che in questo modo le persone che fino ad ora si sono rivolte alla Nanopatology abbiano una possibilità in più di ottenere analisi gratuite, di capire i loro problemi, di essere aiutate a trovare la causa dei problemi, di trovare una soluzione?

Alberto Conti
Posted Sep 7, 2009 8:16 PM
user 7017595
Casatenovo, LC
Post #: 659
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Anche Antonella Randazzo si sta occupando della cosa. Penso che sia un'altra sponda importante, più per la qualità che per i numeri: http://lanuovaenergia...

(in fondo noi siamo un po' troppo coinvolti per essere giudicati imparziali e quindi attendibili).
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