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Ma il movimento per la decrescita felice?

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Valdisusa
Postato il 1-mag-2008 14.24
BeatriceS
Torino, TO
Post n.: 9
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Giorgio ha scritto:

Ancora ancora... ci vogliono altri esempi, altri spunti.

Mi viene subito in mente l'intervento di Boschini al V2Day di Torino (lo trovate su:
http://it.youtube.com... dopo Balasso, dal minuto 7 in poi)

Stuzzicante...

e vi rimando al sito dei comuni virtuosi, precisamente ai progetti in corso dove mi si aggroviglia lo stomaco quando leggo, pensando ALLORA SI PUO', SI PUO'...

http://www.comunivirt...

Beatrice
Peppe Carpentieri
Postato il 5-set-2008 17.40
matierno
Parma, PR
Post n.: 6.903
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Dario Tamburrano
Postato il 6-set-2008 2.19
cincinnato
Roma, RM
Post n.: 2.049
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Ricordo che, parlando di Pallante, qualcuno mi disse che era vicino a Di Pietro ma non scommetterei su questa affermazione

Ti posso confermare con certezza anche io che non è cosi'.
barbara
Postato il 1-dic-2008 13.40
user 7831088
Torino, TO
Post n.: 294
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metto qui alcune considerazioni sulla decrescita come modello di società:

La decrescita in effetti è un ampissimo argomento che non "disciplina" una singola materia ma va sia dalla formazione/cultura sia all'economia, all'agricoltura, sia alla gestione del demanio con criteri opposti a quelli della crescita.

Ad esempio, incentivazione di pannolini ecologici e divieto di produzione di quelli di plastica.
Pone problemi di diverso ordine, sia politico che sociale.
I lavoratori ad oggi impiegati per la produzione dei pampers che ne sò, potrebbero produrre quelli biologici, in tessuto naturale per intendersi, c'è da vedere quanti ne sarebbero occupati attualmente di lavoratori e se ne rimarrebbero fuori alcuni..
I comuni possono occuparsi di incentivare o scontarli o regalare dei kit iniziali, quindi c'è da stabilire i fondi come trovarli e redistribuirli ad esempio etc etc etc. o
Non so se ho reso l'idea...

Forse per rendere meglio l'idea potrebbe aiutare il libro programma politico per la decrescita felice (una parte è scaricabile dal sito decrescitafelice.it) che spiega mooolto più approfonditamente il senso che molto malamente sto cercando di dare.

Provo con un'altro esempio, i trasporti e produzione energia.
Con l'ottica della decrescita la merce deve viaggiare meno possibile e quanto si può autoprodurre va incoraggiato, per esempio con corsi di formazione per la permacultura piuttosto che per la produzione di saponi fai da te etc.
tutto al fine di ridurre spreco e consumi energetici.
Significa che la decrescita secondo me deve stare a monte della scelta che ogni ministero sarà chiamato ad effettuare, altrimenti si rischia che mentre un "ministero" fa del suo meglio per ridurre i consumi per la produzione di pannolini per bambini l'altro incentivi la produzione di sacchetti di plastica che sarebbe un controsenso..

Per ridurre i consumi energetici e sprechi si deve produrre merce utile, non milioni di cellulari diversi peraltro tutt'altro che biodegradabili, la merce quella utile va prodotta dove sarà consumata, non farla viaggiare su treni ad alta velocità (che per le merci si chiama TAC) o su tir per kilometri e kilometri.
Questa è l'ottica della decrescita, un modello completamente alternativo al capitalismo ma abbraccia ogni "gruppo tematico" o ministero.
Producevamo stoffe in gran quantità, ora le si fanno venire da ogni dove sfruttando manodopera a basso costo, utilizzando troppa chimica.
Il ripristino di produrre tessuti ecologici, tinti con tinte naturali, sul luogo dove saranno confezionati richiede un recupero di conoscenze e di lavoro non indifferente (scelta politica, formazione, scuole specializzate), si potrebbe dare lavoro (problema sociale) senza inquinare (problema ambientale)
rosa ridolfi
Postato il 2-dic-2008 19.07
user 6910697
Cento, FE
Post n.: 1.034
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Mi pare di ricordare che anche a Modena quando ci si trovo' in estate, si sia toccato il modello di decrescita come quello naturalmente connaturato a pbc, l'arcipelago decrescita e' molto grande, ma proprio per questo possibile, e in molti c'e' gia' la mentalita' pronta a metterlo in atto: i gruppi di acquisto,la condivisione di mezzi di trasporto per recarsi al lavoro, il riciclo delle cose, le aziende agricole eco che vendono in diretta sono l'inizio di un percorso, che pero' ha senso e si realizzera' se diventera', mediante la crescita dal basso, un modello di equilibrio produttivo, mi sembra che Barbara abbia spiegato molto bene sopra come il lavoro poi debba essere portato anche a livello di progetto ministeriale coordinato fra vari settori, e in anni di crisi come quelli che si profilano, e' una speranza di contenimento della crisi, questa sarebbe una vera rivoluzione che cambierebbe anche le relazioni tra di noi persone, credo,solo in positivo.
isabella
Postato il 31-mag-2009 18.27
user 4368222
Torino, TO
Post n.: 2.601
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la decrescita è la scelta verso una semplicità volontaria
trovo che un aspetto olistico non guasti mai
il maestro Jiddu Krishnamurti



Sergio Mazzanti
Postato il 7-ago-2009 23.27
user 7071468
Roma, RM
Post n.: 1.039
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In Per il Bene Comune abbiamo un nuovo acquisto medico omeopata ed esperto in medicina olistica.
Già pensiamo (con Monia più che d'accordo) di integrare il programma nazionale con questo aspetto.
Che ha anche un aspetto politico importante, contrastare le lobbie delle industrie farmaceutiche che non hanno alcuna intenzione di curare
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