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L'obiezione del voto "inutile" e dei "partitini inutili".

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Giorgio Draghetti
Posted Mar 10, 2008 12:44 AM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 642
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Ascolto nella vita reale e leggo qui e altrove una serie di obiezioni alla possibilità di votare una lista come "Per il Bene Comune", avanzate da chi, preliminarmente, si dichiara d'accordo, a volte anche entusiasticamente, sul programma proposto.
La più frequente è relativa all'asserita "inutilità" del voto.
Da un punto di vista strettamente logico è assolutamente infondata.
Logicamente, infatti, un cittadino dovrebbe valutare l'offerta programmatica di ogni partito, le persone che lo rappresentano e la loro credibilità e coerenza, quindi dare il suo voto a chi sia più vicino alle sue idee e alle persone nei confronti delle quali ripone fiducia per le promesse o intenzioni che rivelano in campagna elettorale.
Quindi il voto dato a chi la pensa come te ed è persona seria è di per sé utile, perchè è la tua proiezione in ambito politico rappresentativo.
Più complesso l'esame dell'obiezione dal punto di vista pratico e strettamente politico.
E' vero, infatti, che l'assoluta disparità di condizione fra chi è già partito e chi lo diventa oggi, e parlo di denaro e visibilità mediatica in via principale, non di idee, pone questi ultimi in un gravissimo stato di svantaggio.
E' più difficile, quasi impossibile, far conoscere le proprie idee e la propria proposta.
Quindi, si obietta, se voto uno sconosciuto, il voto lo butto via perchè nessuno mi seguirà.
Sul piano politico, il voto "utile" è comunemente sentito come quello che possa "contrastare" chi viene additato come "pericolo" per la democrazia, soggetto che può a piacere assumere le vesti del "comunismo", piuttosto che del "fascismo" o, categoria nuova di cui si sarebbe volentieri fatto a meno, del "berlusconismo".
Per affrontare queste obiezioni bisogna cercare di chiarire il concetto di coerenza, civica e politica.
E' coerente chi fa quel che dice, chi predica e razzola nello stesso modo.
Anzitutto, chi considera l'attuale classe politica una casta chiusa, e pare siano milioni gli italiani che la pensano così, non è coerente se poi ne vota i rappresentanti temendo di non essere seguito nell'iniziativa di non votarla.
Più nello specifico, chi si identifica nel programma, non è coerente se vota programmi diversi e contrastanti con le proprie idee.
Chi invece sul piano politico abbraccia le idee di un partito o di una coalizione ed ha piena fiducia nei suoi rappresentati, non è affatto incoerente se li vota, sia chiaro.
Lo è se lo fa perché sceglie il "meno peggio" fra quelli che possono contrastare la parte che avversa.
In realtà la costruzione del nemico politico, quando è fatta in mera funzione propagandistica ed elettorale, e non sostanziale, è il più grande inganno che possa essere perpetrato nei confronti del cittadino ed è probabilmente la più grande distorsione della democrazia che ci troviamo ad affrontare.
E' chiaro che la lista "Per il Bene Comune" non si rivolge a chi è contento dell'attuale sistema elettorale e partitico, nonché dei suoi rappresentanti.
Non si rivolge a chi pensa che sia il migliore sistema possibile e che rappresenti il modo corretto per affrontare i problemi del Paese.
Se anche queste persone esistono veramente, non devono sentirsi in alcun modo coinvolte in questa iniziativa, che non le riguarda affatto.
Questa iniziativa riguarda chi non è contento di come vanno le cose, chi pensa che la politica sia un circolo chiuso dove si entra ad invito, chi crede che la politica si occupi prima degli interessi economici di pochi e solo poi del vero interesse collettivo.
Chi la pensa così è incoerente se, venuto a sapere che qualcuno si presenta alle elezioni con le sue stesse idee, vota qualcun altro in cui non ripone alcuna fiducia e che non stima affatto.
Ovviamente, è proprio chi vuole ottenere il voto, sapendo di non essere affatto stimato e di proporre programmi non condivisibili (o irrealmente fantasiosi che è uguale) che spinge il cittadino a ragionare in termini di presunta utilità.
E questa considerazione dovrebbe definitivamente chiarire a chi sia veramente "utile" il voto "utile".

Dal blog di Stefano montanari
Scritto da Giampaolo - venerdì 07 marzo 2008
giampaolo PR
Posted Mar 11, 2008 11:44 AM
giampaoloPR
Parma, PR
Post #: 1
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ciao, sono giampaolo e ho scritto io il post che hai pubblicato.
mi sono iscritto oggi anche qui e mi metto a disposizione per la zona di Parma.
Giorgio Draghetti
Posted Mar 11, 2008 1:12 PM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 656
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Ciao Giampaolo, ti sto cecando da quando ho letto il tuo post.
Contattami a.s.a.p.
B.T.W.: se sei a Parma, cambia il tuo profilo perché indica che sei di Ferrara!!!
E' importante avere indicazioni corrette sugli iscritti perché future indicazioni potrebbero essere indirizzate basandosi sulle città di residenza.
A former member
Posted Mar 11, 2008 1:58 PM
Post #: 954
Quella del "voto utile / voto disperso" è una tecnica comunicativa tendenziosa, che viene usata per dirottare il voto dei cittadini verso le maggiori coalizioni per come vengono propinategli dalle statistiche. Ma chi fa queste statistiche? Come possiamo verificare se sono veritiere? Non possiamo.

Ritengo molto sbagliato divulgare statistiche elettorali PRIMA del voto, perché vengono strumentalizzate per influenzare le persone.

Credo che ognuno debba andare a votare a prescindere dalle statistiche, ed esprimere sempre la propria opinione. Considero la scheda nulla un?opinione, che significa ?non mi sento rappresentato da nessuno di loro?. Se decidete di non fare scheda nulla, non votate mai CONTRO qualcuno che volete osteggiare (es: votare Veltroni per osteggiare Berlusconi), ma sempre PER qualcuno che vi rappresenta.

Così facendo ognuno esprime se stesso indipendentemente dalle mode, e DOPO le elezioni si vedrà chi ha preso più voti.
ilBuonPeppe
Posted Mar 12, 2008 9:18 AM
user 5030627
Macerata, MC
Post #: 96
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tratto da pleonastico.it

Voto utile: ossimoro. Con questa definizione ho chiuso l'Electionary, e da qui vorrei ripartire; per fare questa volta un discorso un po' meno leggero. Le elezioni sono una cosa seria e al di là delle battute, che sono sempre le benvenute per sdrammatizzare, è ora di andare in profondità per capire cosa ci aspetta.
E cosa possiamo fare noi. Perché noi possiamo fare qualcosa; noi, la ggente, la massa informe, il popolo bue, i cittadini che diventano importanti solo in quanto portatori sani di voto. Noi possiamo incidere sul nostro futuro; e se possiamo farlo, allora dobbiamo farlo. Perché se rinunciamo a questa possibilità, allora avremo perso: chi combatte può vincere oppure può perdere, ma chi rinuncia a combattere sceglie la sua sconfitta in anticipo.

In questa campagna elettorale ci sono alcune bugie strategiche. La prima è che non possiamo scegliere. Non possiamo scegliere come vorremmo, non possiamo scrivere un nome sulla scheda elettorale, non possiamo decidere come sarà composto il governo; grazie ad una legge elettorale vergognosa sono le segreterie dei partiti a comporre le liste, a stabilire l'ordine, e quindi a decidere chi andrà in Parlamento. Questo perché, consci delle percentuali che, con oscillazioni di minima entità, vengono raccolte in ogni collegio, ogni partito sa perfettamente quanti parlamentari riesce a far eleggere zona per zona. E' stato calcolato che oltre il 90% dei candidati sa con certezza matematica se sarà eletto o meno; la lotta è solo per un 10% scarso che si trova in quella zona di confine che separa la vittoria dalla sconfitta.
Tutto questo è senz'altro vero, eppure non sento nessuno che si fermi a riflettere sull'enormità di quel 90% di eletti "sicuri", che è e rimane il vero scandalo di questa faccenda.
Domanda: "Perché il 90% degli eletti è già sicuro in partenza?"
Risposta: "Perché gli italiani votano sempre allo stesso modo"
Che ci piaccia o no, le cose stanno così: le variazioni tra una votazione e l'altra sono minime, e questo fornisce ai partiti un enorme potere di controllo. Potere che noi prima gli consegniamo poi ci lamentiamo di averlo fatto; fino alla volta successiva, quando ripetiamo da capo lo stesso errore. Siamo furbi...

Noi possiamo scegliere in un modo semplicissimo: cambiando il nostro voto. Se riuscissimo a liberarci dai condizionamenti, dalle false ideologie, dai concetti anacronistici e velleitari di destra e sinistra, dall'idolatria che ci lega (chissà perché?) ad un leader, ci accorgeremmo che il nostro accanimento nel difendere certe posizioni e certe persone è in massima parte campato per aria. Cambiando il nostro voto noi possiamo generare un terremoto politico, perché faremmo saltare tutti gli equilibri, togliendo ogni certezza ai partiti; e, cosa ancora più importante, costringeremmo i partiti a confrontarsi con noi, cosa che non fanno più da molti anni.

Un'altra bugia molto utilizzata in questa campagna elettorale è l'appello al voto utile. Appello che è anche offensivo, perché significa che se io voto per un partito piccolo (questo è il senso) il mio voto diventa inutile. Allora cosa ci vado a fare a votare? In questo modo i due partiti più grandi cercano di spingerci a votare per loro, oppure a non votare affatto.
Ma il valore del voto prescinde da ciò che esprime, il voto non è mai inutile; inutile è non votare perché permette ad altri di decidere per noi, ci toglie quel poco di diritto che abbiamo, ci precipita nel disfattismo nel quale troppo spesso ci crogioliamo beati. Se invece crediamo che la democrazia e la libertà siano principi fondamentali, allora il voto è sempre utile, quale che sia.
Il motivo per cui c'è questa spinta a concentrare i voti è semplice: tanto meno peso avranno i piccoli partiti, tanto più sarà facile per i grandi controllare e gestire il potere a loro uso e consumo. E potranno finalmente rifare la legge elettorale, peggiorandola ulteriormente (sì, è possibile peggiorarla) per rendere ancora più complicata la vita dei piccoli partiti e la nascita di nuove proposte politiche. L'obiettivo è la cristallizzazione della politica: se oggi ci lamentiamo perché le facce sono sempre le stesse, domani potrebbe essere anche peggio.

continua...
ilBuonPeppe
Posted Mar 12, 2008 9:18 AM
user 5030627
Macerata, MC
Post #: 97
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...continua

Ricordo un manifesto, visto parecchi anni fa, che recitava: "Quello che tu puoi fare è una goccia nell'oceano, ma è ciò che dà significato alla tua vita". Diamo un significato al nostro voto, dimostriamo che è comunque utile. E non ci dimentichiamo che l'oceano è composto di gocce, e solo mettendo insieme tante gocce si può creare un'onda capace di spazzare via tutto.
Se davvero questa classe politica non ci piace, allora dovremmo cominciare a fare l'esatto contrario di quello che ci chiede.
Invitano a concentrare i voti? E noi li sparpagliamo.
Sostengono che altrimenti è meglio non votare? E noi ci presentiamo in massa alle urne.
Dicono che è utile solo il voto dato ai grandi partiti? E noi lo diamo ai piccoli.

Già, i piccoli partiti, le liste improbabili. La maggior parte delle persone sostiene che "non hanno nessuna possibilità, quindi non ha senso dargli il voto". E non si accorgono di ribaltare il rapporto causa / effetto. La verità è che se non gli si dà il voto non avranno mai nessuna possibilità.
E se continuiamo a dare delle possibilità sempre e solo ai soliti noti, allora non ci possiamo certo lamentare di come vanno le cose.
Domanda: "E chi ci garantisce che poi anche quelli non diventeranno come gli altri?"
Risposta: "Nessuno".
Votare significa dare fiducia, poi a posteriori si valuta se quella fiducia fosse ben riposta oppure no; quindi non si possono pretendere garanzie di alcun tipo da parte di chi non ha ancora avuto occasione di far vedere quello che vale. La garanzia invece ce l'abbiamo da quelli che hanno già dato prova di sé: abbiamo già visto Berlusconi e compagni al governo, così come sappiamo anche come si comportano gli uomini del PD, che sono più nuovi dei loro avversari, ma solo di un soffio. Da tutti loro sappiamo esattamente cosa aspettarci, e non mi sembra una bella prospettiva: chi vuole affidargli il suo futuro faccia pure, ma poi che non si venga a lamentare.

Un ultimo cenno sulla posizione di Beppe Grillo, posizione che a chiacchiere trova sempre più sostenitori (poi li voglio vedere il 13 aprile...). Grillo invita, con una insistenza e una banalizzazione ormai stucchevole, a disertare le urne; astenersi perché non c'è possibilità di scelta, perché la legge sarebbe anticostituzionale, perché tanto "sono tutti uguali", e via cianciando.
Non entro nel merito della questione di costituzionalità; osservo solo che due anni fa nessuno disse niente del genere, e che Grillo non è un costituzionalista. Inoltre la legge è questa e, anche se fosse davvero incostituzionale, con questa si andrà comunque a votare. Che piaccia oppure no.
Quanto alla impossibilità di scelta ho già spiegato che è fasulla e che dipende solo da noi. Che poi siano tutti uguali e altre amenità simili, non credo che meritino alcuna considerazione; sono poco meno che chiacchiere da bar.
Perché allora parlare ancora di Grillo? Perché lui è, e non da oggi, un protagonista della vita politica italiana; che a lui piaccia oppure no, è un politico di riferimento, anche se non ha un partito né una poltrona da occupare. E quando uno fa politica, dovrebbe fare un po' più attenzione a quello che dice, perché le sue affermazioni hanno poi delle conseguenze.

A Grillo va riconosciuto l'enorme merito di aver portato all'attenzione degli italiani questioni di cui si ignorava completamente l'esistenza; così come gli va dato atto che ha fortemente contribuito ad un massiccio risveglio delle coscienze. Questo risveglio però va sostenuto con una critica mirata e responsabile, non con la demagogia di chi spara nel mucchio perché deve essere sempre "contro" per poter rimanere a galla.
Grillo sta rischiando di distruggere quello che ha costruito. L'astensionismo che lui invoca, fa il gioco dei due partiti più grandi; non a caso dai vertici di PD e PdL partono quotidianamente attacchi contro i partiti più piccoli, ma (guarda caso!) nessuno di loro ha criticato la posizione di Grillo.
O ci rendiamo conto che per ogni scelta c'è un motivo, e ci chiediamo il perché, oppure ci accontentiamo di pensare che siano tutti stupidi; io, a questo livello, non credo alla stupidità.
Finché andremo avanti riempiendoci la testa con idee prese a prestito, non avremo un futuro degno di questo nome, né per noi né per i nostri figli.

tratto da pleonastico.it
A former member
Posted Mar 14, 2008 4:54 PM
Post #: 1
Ciao BuonPeppe.
Complimenti per le considerazioni, e per la critica al tuo omonimo (Grillo).
Utilizzero queste "parole" per rispondere a tutte le mail che mi sono arrivate invitandomi a non votare.

Ciao a tutti.
Roberto
Giorgio Draghetti
Posted Mar 14, 2008 10:43 PM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 667
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Io concordo praticamente in tutto (altrimenti non sarei qui), vorrei solo invitarvi a leggere il problema dal punto di vista di Beppe Grillo.
Se dice di andare a votare, ovviamente non può dire per chi votare e non sarebbe nemmeno giusto lo facesse.
Se dice che ognuno deve trovarsi il partito giusto in mezzo alla marea di offerte ... dice una cosa ovvia e dopo avere distrutto tutto ... può essere un bel problema dire che no, invece qualcuno c'è perché significa prendersi una responsabilità precisa che, se io fossi in lui, non mi prenderei.
L'unica possibilità che ha trovato e che è soprattutto figlia del tentativo di far dichiarare incostituzionale la legge, è quello che ha fatto ovvero chiedere di astenersi.
Dal suo punto di vista non poteva fare altro.
Chiederei per cortesia però di evitare di tirarlo in ballo.
Dobbiamo farcela da soli e dimostrare a tutti che la cosa andava fatta, che è stato giusto farla e che siamo abbastanza bravi per farcela e io sono certo che possiano farcela.
Le mie personalissime statistiche mi dicono che, tra le persone normali (quindi NON quelle dei meetup), il gradimento di una lista civica è superiore al 60% delle persone contattate. Le persone sono VERAMENTE STANCHE di votare i partiti di sempre, le facce di sempre, i programmi di sempre.
Basta far loro sapere che ci siamo.
Forza allora, lavorare scansafatiche!!!
biggrin
A former member
Posted Mar 31, 2008 9:13 PM
Post #: 106
Salve a tutti, scelgo di scrivere qui per presentarmi, perchè ciò che ho da dire è in tema con questo topic.
Facevo parte della schiera di italiani decisi a non votare, o meglio ad anullare la scheda.
A 46 anni, schifatissimo di tutte le forze sullo scenario, di anno in anno più vergognoso, benchè mi senta ancora capace di distinguere i criminali dai suoi complici, e di fare i dovuti distinguo.
Poi ho "trovato" un meetup di Grillo nella mia città, pochissimo tempo fa.
Ora siamo impegnati nella campagna elettorale in SIcilia, per le regionali, a sostegno di Sonia Alfano, lista civica e candidature espresse dai meetup dell'Isola.
Non avevo mai vissuto la democrazia così in diretta.
Cerco di sintetizzzare.
Ieri sera da Ragusa ci siamo spostati a Catania a vedere il comizio-spettacolo di Beppe Grillo a sostegno di Sonia, e nel corso della serata Beppe ha fatto il nome di Montanari, ha raccontato la storia delle nanoparticelle e degli inceneritori e della minaccia di togliere gli strumenti del mestiere a chi li stava usando in maniera poco gradita al sistema.
Alla fine, ha segnalato che Montanari era candidato alle politiche.
Non so come mai lui inviti a non votare, e non sostenga la vostra lista alle politiche, comunque è grazie a Grillo che adesso sono qui, contento di esserci, e sono sicuro che con me arriveranno altri "grilli" perchè, come dice il Buon Peppe, sostenere Per Il Bene Comune non so se serva a qualcosa operativamente, ma a me serve di sicuro per sentirmi meglio con me stesso.
Giorgio Draghetti
Posted Apr 1, 2008 1:23 AM
dragogio
Bologna, BO
Post #: 818
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Hai centrato in pieno il motivo per cui noi tutti siamo qua: per sentirci meglio e per cercare di dare una oportunità a tutti quelli che vogliono sentirsi meglio.
Capisco benissimo quando dici "Non avevo mai vissuto la democrazia così in diretta" sapessi noi!
Come ha detto Beppe: non è importante dove arriveremo questa volta, è importante avere iniziato a coagulare gli interessi sinceri e reali del paese intorno a progetti politici di democrazia partecipata.
E' ora che ci riprendiamo il controllo dei nostri territori e delle scelte che vengono fatte per noi.
FORZA RAGAZZI!
Per voi la strada è ancora più dura ma potete stare certi che siamo tutti con voi.
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