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Per il Bene Comune Message Board Forum di discussione Per il Bene Comune › 38.000 firmeNo al Nucleare[/colo

38.000 firme

No al Nucleare
Petizione ONLINE

isabella
Posted Jan 30, 2009 6:43 PM
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Per l'Eurispes gli italiani dicono no al nucleare

E’ la fotografia della società italiana che emerge dall’annuale “Rapporto Italia 2009” effettuato dall’Istituto di ricerca Eurispes, presentato oggi a Roma nella sua 21esima edizione

“Il sistema Italia non può più attendere oltre e questa consapevolezza è diffusa nell’opinione pubblica, a prescindere dall’orientamento politico degli italiani – spiega alla presentazione del Rapporto il presidente dell’istituto, Gian Maria Fara – Invece si continua ad assistere a una ridda di proposte, slogan, programmi che vengono puntualmente smentiti il giorno dopo”.
Il parere di Fara è che, se il governo non ci tiene a bruciare il consenso che ora può vantare, “dovrà rapidamente produrre le risposte attese, affrontando le grandi questioni sul tappeto”.
Tra tutti i temi trattati noi ci occupiamo del problema del mix energetico per il futuro. Su questo sia Scajola, come Berlusconi (e perfino la Prestigiacomo) hanno sbandierato il nucleare come una necessità insopprimibile per la politica energetica italiana. Posizione dettata anche dalla convinzione che, passata la paura di Chernobyl e dimenticato il “no” dello specifico referendum, ora gli italiani siano cambiati e sarebbero, a loro dire, favorevoli al nuovo nucleare. Il rapporto dell’Eurispes ci dice che le cose stanno in maniera diversa.
Infatti, recita il rapporto, “gli italiani bocciano il ricorso al nucleare come fonte di energia”. Contro sono il 45,7% dei cittadini, (le motivazioni sono differenti) a favore solo il 38,3%.
segue
isabella
Posted Feb 3, 2009 4:42 PM
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Torino, TO
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GB: CENTRALE NUCLEARE SI UNISCE A SCIOPERI ANTI-ITALIANI

In Inghilterra si allargano proteste e scioperi contro il contratto a termine assegnato a un centinaio di lavoratori italiani per la costruzione di un impianto in una raffineria di Grimsby, nel nord. Alle agitazioni si sono uniti 900 contrattisti della centrale nucleare di Sellafield, nel nord-ovest. I responsabili della centrale hanno assicurato che lo sciopero "non avra conseguenze sulla sicurezza, ne' sulla produzione". Proseguono anche i picchetti davanti alla raffineria Total di Grimsby, dove anche questa mattina si sono radunati 300 lavoratori sfidando freddo e neve. I poliziotti hanno affiancato i manifestanti e hanno distribuito volantini in cui avvertivano che non sara' consentito ai manifestanti di impedire l'ingresso agli altri lavoratori. Questa mattina, da Milano, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si e' detto d'accordo con Gordon Brown, che aveva definito "indifendibili" le proteste. "Mi riferisco alle parole del primo ministro britannico - ha detto il titolare della Farnesina - che e' persona saggia e competente e ha detto che quegli scioperi sono indifendibili. Questa e' l'Europa, l'Europa della libera circolazione anche dei lavoratori, quelli italiani in Gran Bretagna e quelli inglesi in Italia ".
isabella
Posted Feb 3, 2009 4:48 PM
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Il ministro dello sviluppo su "Il Giornale"
Scajola torna sul nucleareangryangryangry

Scajola torna a parlare della scelta nucleare che dovrà far parte integrante del nostro prossimo mix energetico

“È un capitolo fondamentale, tanto più dopo la guerra del gas tra Russia e Ucraina, che ha indicato la necessità di ridurre la nostra dipendenza del gas – ha spiegato il ministro del governo Berlusconi responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, Scajola, in un intervento sul quotidiano “Il Giornale” –
A livello ministeriale stiamo già lavorando ai decreti delegati previsti dal ddl Sviluppo sulla scelta dei siti, sui benefici economici per le popolazioni – e conclude Claudio Scajola – sull’istituzione dell’Agenzia di sicurezza nucleare”.
Il governo vuole centrare il bersaglio. Ha fin troppe volte enunciato questo impegno perchè non sia concretizzato. L’esecutivo Berlusconi ha quindi la necessità, anche per un questione di credibilità, di dare l’avvio entro la fine di questa legislatura alle centrali nucleari, foss’anche solo con la cosiddetta “prima pietra” .
Scajola ha precisato sul “Il Giornale” che la scelta del sistema nucleare non graverà sul bilancio pubblico. A suo avviso, infatti esisterebbe un certo interessamento da parte dei privati (soprattutto, come è ovvio, nelle imprese energetiche) ad investire in questo settore. Inoltre il ministro ha ricordato che tra entro qualche mese si inaugurerà la Conferenza energetica nazionale che metterà a confronto le parti sociali le istituzioni, gli addetti ai lavori, gli utenti per fare il punto e il programma del settore
Il programma di Scajola, confermato sul quotidiano, sarebbe quello di riuscire a ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio per arrivare almeno ad un 50% (oggi siamo all’85%).
Ma Scajola non è “tutto-nucleare”. Infatti mette in conto, tra le altre tipologie di energia, addirittura quelle da fonti rinnovabili che dovrebbero passare dall’attuale 15% fino ad un 25%%. Stessa quota calcolata per il nucleare che, una volta individuati i siti, appena approntato il piano di realizzazione, subito dopo l’accordo con le istituzioni locali, una volta completate la costruzione con conseguente fase sperimentale e messa in funzione di tutte le centrali previste, assicurerà appunto il 25% del fabbisogno energetico”.



barbara
Posted Feb 16, 2009 1:49 PM
user 7831088
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SERVE LA TRAGEDIA????????????????????
E BASTEREBBE?????????

INCOSCIENTI CRIMINALI!!!!

non chiara la ragione della collisione. danni solo agli scafi
Scontro tra due sottomarini nucleari
in pieno Atlantico, tragedia sfiorata
Tamponamento tra il britannico Vanguard e il francese Le Triomphant entrambi carichi di testate atomiche


Il sottomarino britannico HMS Vanguard (dal sito naval-technology.com)
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Tragedia sfiorata nel curore dell'Atlantico. Un incidente tra due sottomarini nucleari (un francese e un britannico), avvenuto all'inizio di febbraio nel mezzo dell'oceano, è l'imbarazzante e inquietante allarme che arriva da oltremanica: perchè la collisione - rivela il quotidiano britannico «Sun»- avrebbe potuto far sprofondare nei fondali o rilasciare radioattività nucleare.
LO SCONTRO - I due sottomarini (l'HMS Vanguard e il francese Le Triomphant) - che trasportavano entrambi missili nucleari e avevano, in tutto, circa 250 marinai a bordo - navigavano a fior d'acqua ed erano impegnati in due distinte missioni. In realtà, pur essendo stati entrambi danneggiati, i due sottomarini - ha tenuto a rassicurare il Ministero della Difesa britannico - non hanno riportato avarie all'attrezzatura nucleare. Ma rimane lo sconcerto per l'accaduto: «Le conseguenze potenziali sono impensabili», ha detto una fonte della Royal Navy al tabloid britannico. «L'esplosione nucleare era improbabile, ma una fuga radioattiva era possibile. Non solo: avremmo potuto perdere l'equipaggio e le testate nucleari. Sarebbe stato un disastro nazionale». L'inchiesta è già partita, anche per capire come sia possibile che ci fossero due sottomarini nello stesso specchio d'acqua, considerati i sofisticati dispositivi radar a bordo. E intanto il Vanguard, che è armato con 16 missili balistici, è già stato trainato a Faslane, in Scozia, per riparare i danni.


16 febbraio 2009
isabella
Posted Feb 22, 2009 1:01 PM
user 4368222
Torino, TO
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ho trovato questo blog interessante su questo argomento

http://isoladeilotofa...
rosa ridolfi
Posted Feb 22, 2009 5:21 PM
user 6910697
Cento, FE
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Incoscienti, criminali, tafazzari!!
Si attaccano al nucleare perche' vivono in un eterno presente monetizzato, declamano parole d'ordine e probabilmente non sanno un cavolo di come sia una centrale nucleare, e dei suoi tempi di vita...abbiamo la classe politica piu' retriva e mercantile che mai potessimo sognare negli incubi peggiori, e con essi non vale putroppo discutere,non vi e' ascolto, questo e' l'aspetto piu' tragico!
isabella
Posted Feb 23, 2009 12:30 PM
user 4368222
Torino, TO
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La multiutility lombarda accelera sul pacchetto in mano alla Tassara di Zaleski
Nucleare: Edison, Edf e A2A in manovra
Il dossier Epr sul tavolo del vertice italo-francese. La stretta di Enel

MILANO — Nucleare italiano, una partita ancora tutta da giocare. Ma se dal vertice italo- francese di martedì prossimo dovesse uscire una soluzione a favore dei due campioni nazionali, cioè Edf e Enel, il match potrebbe anche chiudersi prima che tutte le squadre scendano in campo. Il timore, tra i produttori nazionali e i grandi consumatori di energia elettrica, è reale: una scelta a favore della tecnologia Edf dell'Epr — tema che è tra gli oggetti di discussione del vertice transalpino — significherebbe quasi automaticamente importare in Italia l'accordo che già lega i due ex monopolisti. Ad esclusione degli altri attori. Come sarebbe il caso, ad esempio, di A2A, che con i francesi di Edf controlla congiuntamente Edison e che tramite il suo numero uno Giuliano Zuccoli ha più volte rivendicato un ruolo nel progetto di «nucleare di legislatura» del ministro Scajola.

Magari attraverso un «modello consortile» tra produttori e grandi utenti, escogitato per accontentare più imprese nazionali dell'energia e che potrebbe avvalersi di una tecnologia alternativa all'Epr come quella della nippo-americana Toshiba-Westinghouse. «E' indispensabile una competizione tra produttori », ha ribadito di recente Zuccoli, mentre sullo stesso tema Conti aveva sollevato al contrario il rischio di cadere in «una logica di rivalità tra contrade, come al Palio di Siena ». Ma la doppia relazione Enel-Edf e Edf-A2A potrebbe avere anche qualche ricaduta sul futuro di Edison. Le parti in causa, per la verità, sostengono che i due tavoli — quello nucleare e quello del riassetto di Foro Buonaparte — sono separati. Ma anche se i rapporti tra gli azionisti di Edison sono formalmente «normali» (come ha detto ieri lo stesso Zuccoli, che con i direttori Renato Ravanelli e Paolo Rossetti ha illustrato il piano triennale ai dirigenti), nei fatti una certa insoddisfazione del socio italiano su quanto avviene nella società non sarebbe un mistero, mentre si infittiscono le indiscrezioni su una possibile fusione A2A-Edison o sul destino delle quote di Foro Buonaparte potenzialmente «in libertà » (il 19% Edf fuori dal patto con A2A e il 10% della Tassara di Romain Zaleski).

Esclusa da Zuccoli la prima eventualità («non ha basi tecniche»), la destinazione dei due pacchetti potrebbe cambiare le carte in tavola. Secondo alcuni, però, i francesi non sarebbero così bisognosi di far cassa da disfarsi di una quota che li renderebbe padroni di Edison, mentre la sponda A2A sarebbe addirittura favorevole all'acquisto congiunto del 10% di Tassara per evitare l'arrivo di soci non graditi. Se così fosse, il flottante di Foro Buonaparte scenderebbe al lumicino, sotto il 10%, consigliando addirittura il «delisting ». E allora l'esito più probabile potrebbe essere non tanto una fusione con la holding comune Transalpina, che di fatto consegnerebbe Foro Buonaparte ai francesi, ma una spartizione delle attività. Scenari futuribili sui quali però si ragiona da tempo.

Stefano Agnoli
20 febbraio 2009
fonte
isabella
Posted Feb 23, 2009 12:33 PM
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Torino, TO
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Energie rinnovabili

LAURA KISS

Le energie rinnovabili cercano di tirare fuori la voce sul blog, come si legge su http://blog.libero.it..., dove viene lanciato un appello per contrastare le manovre del governo in merito alle fonti alternative. "E' incredibile, non si capisce con quale logica il governo Berlusconi tenti colpi continui contro l'industria delle energie rinnovabili. Dopo il tentativo, fallito, di affossare le detrazioni per l'efficienza energetica, nascosto nel decreto "mille proroghe", ora viene tolto l'obbligo per i nuovo edifici di avere, almeno in parte, energia prodotta da fonti rinnovabili. Nella finanziaria del 2008 il governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento. Chiediamo a gran voce che l'obbligo venga reintrodotto alla Camera. Qui parte una nuova catena di blog perché le rinnovabili non sono più un’alternativa, sono un obbligo!"
Toni preoccupati anche su http://gualerzi.bloga... /category/eolico, dove si legge: "Enel riconverte i suoi impianti passando al carbone, sostenendo che non si può fare a meno di una risorsa che colossi come la Cina sfruttano al ritmo di una nuova centrale a settimana. Il governo Berlusconi insiste nel dare la priorità al nucleare, affermando che in tutto il mondo (!?!) è in corso un suo possente revival. Le cifre in realtà dicono altro: in Europa nel corso del 2008 la fonte che ha contribuito più di ogni altra ad aumentare la potenza installata è stato l’eolico (43% del totale), mentre il carbone si è fermato al 4%, ben distanziato anche da gas (35%) e petrolio (13%). Il nucleare è addirittura "non pervenuto". I dati sono contenuti nell’ultimo documento dell’Ewea, l’associazione europea dell’industria eolica".
Del pericolo del nucleare si legge su http://fiore.iworks.i... /blog/tag/eolico: "Ormai è sicuro, non ci sono più pericoli, ne abbiamo bisogno (del nucleare) ci dicono da tutte le parti. E le scorie? A parte lo stoccaggio, non si pensa che le scorte di uranio né sono infinite, né sono abbastanza diffuse da non creare gli stessi problemi di approvvigionamento che oggi abbiamo con petrolio e gas? I tempi di costruzione di una centrale poi sono decennali, e non risulta che Fini e Casini abbiano messo a disposizione il loro giardino di casa. Ma quello che è certo è che oggi ci ritroviamo con un sistema energetico vecchio, inefficiente e troppo dipendente dai combustibili fossili. Bisognerebbe invece puntare su riconversioni con recupero di efficienza del sistema (compresa la turbogas nel petrolchimico), energie rinnovabili da vento e sole e magari qualche chiusura, come quella della centrale elettrica di Porto Tolle, in pieno Parco del Delta del Po".

fonte

sarebbe interesante capire
perchè non citano mai la nostra petizione?
isabella
Posted Feb 23, 2009 12:36 PM
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Torino, TO
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Incidenti Nucleari più noti
22 febbraio 2009 alle 20:42 — Autore: went

Gli incidenti nelle centrali nucleari sono classificati su una scala da 0 (semplice guasto) a 7 (incidente molto grave).

Questa scala di misura è detta INES (International Nuclear Event Scale). La classificazione degli incidenti non è facile. Spesso gli incidenti minori sono stati coperti dal segreto militare o non comunicati al grande pubblico. Elenchiamo i principali incidenti di cui si è avuta conferma ufficiale: Kyshtym (Unione Sovietica 1957) - scala Ines 6. // Sellafield (Gran Bretagna 1957) - scala Ines 5. // Three Mile Island (Harrisburgh, Usa 1969) - scala Ines 5. // Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) - scala Ines 7. // Tokaimura (Giappone, 1999) - scala Ines 4 // Come già anticipato la lista non può considerarsi esaustiva.

Molti incidenti non sono mai balzati in cronaca perchè coperti dal segreto militare. La lista "nera", quindi, si presume molto più lunga di quella che abbiamo presentato. Sulle conseguenze degli incidenti manca ancora oggi un dato ufficiale che consideri non solo le morti causate negli incidenti ma anche l'impatto sulla salute dei cittadini nel lungo periodo. http://www.ecoage.it/...
fonte
Gianluca
Posted Feb 24, 2009 8:57 PM
Godot_74
Roma, RM
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Un accordo fuorilegge

L'accordo Italia-Francia alla firma di Berlusconi e Sarkozy è fuori legge: nel 1987 sono stati approvati a larghissima maggioranza dagli italiani tre testi sottoposti a Referendum popolare. Uno dei tre vieta accordi di co-finanziamento di centrali nucleari all'estero: la conseguenza è stata l'uscita dell'Italia dal reattore Superphoenix, localizzato in Francia ma cofinanziato al 33% anche dall'Italia.


Quel testo, approvato nel 1987 è tuttora legge italiana e non può essere violato da un accordo inter-governativo; può eventualmente, essere modificato da un nuovo Referendum.

Per il Bene Comune mette al centro la volontà già espressa dai cittadini italiani: “Sarebbe gravissimo se fosse proprio il Primo Ministro a violare la legge”.

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