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Per il Bene Comune Message Board › Forum di discussione Per il Bene Comune › 38.000 firmeNo al Nucleare[/colo
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Per l'Eurispes gli italiani dicono no al nucleare
E’ la fotografia della società italiana che emerge dall’annuale “Rapporto Italia 2009” effettuato dall’Istituto di ricerca Eurispes, presentato oggi a Roma nella sua 21esima edizione “Il sistema Italia non può più attendere oltre e questa consapevolezza è diffusa nell’opinione pubblica, a prescindere dall’orientamento politico degli italiani – spiega alla presentazione del Rapporto il presidente dell’istituto, Gian Maria Fara – Invece si continua ad assistere a una ridda di proposte, slogan, programmi che vengono puntualmente smentiti il giorno dopo”. Il parere di Fara è che, se il governo non ci tiene a bruciare il consenso che ora può vantare, “dovrà rapidamente produrre le risposte attese, affrontando le grandi questioni sul tappeto”. Tra tutti i temi trattati noi ci occupiamo del problema del mix energetico per il futuro. Su questo sia Scajola, come Berlusconi (e perfino la Prestigiacomo) hanno sbandierato il nucleare come una necessità insopprimibile per la politica energetica italiana. Posizione dettata anche dalla convinzione che, passata la paura di Chernobyl e dimenticato il “no” dello specifico referendum, ora gli italiani siano cambiati e sarebbero, a loro dire, favorevoli al nuovo nucleare. Il rapporto dell’Eurispes ci dice che le cose stanno in maniera diversa. Infatti, recita il rapporto, “gli italiani bocciano il ricorso al nucleare come fonte di energia”. Contro sono il 45,7% dei cittadini, (le motivazioni sono differenti) a favore solo il 38,3%. segue |
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GB: CENTRALE NUCLEARE SI UNISCE A SCIOPERI ANTI-ITALIANI
In Inghilterra si allargano proteste e scioperi contro il contratto a termine assegnato a un centinaio di lavoratori italiani per la costruzione di un impianto in una raffineria di Grimsby, nel nord. Alle agitazioni si sono uniti 900 contrattisti della centrale nucleare di Sellafield, nel nord-ovest. I responsabili della centrale hanno assicurato che lo sciopero "non avra conseguenze sulla sicurezza, ne' sulla produzione". Proseguono anche i picchetti davanti alla raffineria Total di Grimsby, dove anche questa mattina si sono radunati 300 lavoratori sfidando freddo e neve. I poliziotti hanno affiancato i manifestanti e hanno distribuito volantini in cui avvertivano che non sara' consentito ai manifestanti di impedire l'ingresso agli altri lavoratori. Questa mattina, da Milano, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si e' detto d'accordo con Gordon Brown, che aveva definito "indifendibili" le proteste. "Mi riferisco alle parole del primo ministro britannico - ha detto il titolare della Farnesina - che e' persona saggia e competente e ha detto che quegli scioperi sono indifendibili. Questa e' l'Europa, l'Europa della libera circolazione anche dei lavoratori, quelli italiani in Gran Bretagna e quelli inglesi in Italia ". |
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Il ministro dello sviluppo su "Il Giornale"
Scajola torna sul nucleare ![]() ![]() ![]() Scajola torna a parlare della scelta nucleare che dovrà far parte integrante del nostro prossimo mix energetico “È un capitolo fondamentale, tanto più dopo la guerra del gas tra Russia e Ucraina, che ha indicato la necessità di ridurre la nostra dipendenza del gas – ha spiegato il ministro del governo Berlusconi responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, Scajola, in un intervento sul quotidiano “Il Giornale” – A livello ministeriale stiamo già lavorando ai decreti delegati previsti dal ddl Sviluppo sulla scelta dei siti, sui benefici economici per le popolazioni – e conclude Claudio Scajola – sull’istituzione dell’Agenzia di sicurezza nucleare”. Il governo vuole centrare il bersaglio. Ha fin troppe volte enunciato questo impegno perchè non sia concretizzato. L’esecutivo Berlusconi ha quindi la necessità, anche per un questione di credibilità, di dare l’avvio entro la fine di questa legislatura alle centrali nucleari, foss’anche solo con la cosiddetta “prima pietra” . Scajola ha precisato sul “Il Giornale” che la scelta del sistema nucleare non graverà sul bilancio pubblico. A suo avviso, infatti esisterebbe un certo interessamento da parte dei privati (soprattutto, come è ovvio, nelle imprese energetiche) ad investire in questo settore. Inoltre il ministro ha ricordato che tra entro qualche mese si inaugurerà la Conferenza energetica nazionale che metterà a confronto le parti sociali le istituzioni, gli addetti ai lavori, gli utenti per fare il punto e il programma del settore Il programma di Scajola, confermato sul quotidiano, sarebbe quello di riuscire a ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio per arrivare almeno ad un 50% (oggi siamo all’85%). Ma Scajola non è “tutto-nucleare”. Infatti mette in conto, tra le altre tipologie di energia, addirittura quelle da fonti rinnovabili che dovrebbero passare dall’attuale 15% fino ad un 25%%. Stessa quota calcolata per il nucleare che, una volta individuati i siti, appena approntato il piano di realizzazione, subito dopo l’accordo con le istituzioni locali, una volta completate la costruzione con conseguente fase sperimentale e messa in funzione di tutte le centrali previste, assicurerà appunto il 25% del fabbisogno energetico”. ![]() Edited by isabella on Feb 3, 2009 4:50 PM |
| barbara | |
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SERVE LA TRAGEDIA????????????????????
E BASTEREBBE????????? INCOSCIENTI CRIMINALI!!!! non chiara la ragione della collisione. danni solo agli scafi Scontro tra due sottomarini nucleari in pieno Atlantico, tragedia sfiorata Tamponamento tra il britannico Vanguard e il francese Le Triomphant entrambi carichi di testate atomiche Il sottomarino britannico HMS Vanguard (dal sito naval-technology.com) LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Tragedia sfiorata nel curore dell'Atlantico. Un incidente tra due sottomarini nucleari (un francese e un britannico), avvenuto all'inizio di febbraio nel mezzo dell'oceano, è l'imbarazzante e inquietante allarme che arriva da oltremanica: perchè la collisione - rivela il quotidiano britannico «Sun»- avrebbe potuto far sprofondare nei fondali o rilasciare radioattività nucleare. LO SCONTRO - I due sottomarini (l'HMS Vanguard e il francese Le Triomphant) - che trasportavano entrambi missili nucleari e avevano, in tutto, circa 250 marinai a bordo - navigavano a fior d'acqua ed erano impegnati in due distinte missioni. In realtà, pur essendo stati entrambi danneggiati, i due sottomarini - ha tenuto a rassicurare il Ministero della Difesa britannico - non hanno riportato avarie all'attrezzatura nucleare. Ma rimane lo sconcerto per l'accaduto: «Le conseguenze potenziali sono impensabili», ha detto una fonte della Royal Navy al tabloid britannico. «L'esplosione nucleare era improbabile, ma una fuga radioattiva era possibile. Non solo: avremmo potuto perdere l'equipaggio e le testate nucleari. Sarebbe stato un disastro nazionale». L'inchiesta è già partita, anche per capire come sia possibile che ci fossero due sottomarini nello stesso specchio d'acqua, considerati i sofisticati dispositivi radar a bordo. E intanto il Vanguard, che è armato con 16 missili balistici, è già stato trainato a Faslane, in Scozia, per riparare i danni. 16 febbraio 2009 |
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| isabella | |
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| rosa ridolfi | |
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Incoscienti, criminali, tafazzari!!
Si attaccano al nucleare perche' vivono in un eterno presente monetizzato, declamano parole d'ordine e probabilmente non sanno un cavolo di come sia una centrale nucleare, e dei suoi tempi di vita...abbiamo la classe politica piu' retriva e mercantile che mai potessimo sognare negli incubi peggiori, e con essi non vale putroppo discutere,non vi e' ascolto, questo e' l'aspetto piu' tragico! |
| isabella | |
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La multiutility lombarda accelera sul pacchetto in mano alla Tassara di Zaleski
Nucleare: Edison, Edf e A2A in manovra Il dossier Epr sul tavolo del vertice italo-francese. La stretta di Enel MILANO — Nucleare italiano, una partita ancora tutta da giocare. Ma se dal vertice italo- francese di martedì prossimo dovesse uscire una soluzione a favore dei due campioni nazionali, cioè Edf e Enel, il match potrebbe anche chiudersi prima che tutte le squadre scendano in campo. Il timore, tra i produttori nazionali e i grandi consumatori di energia elettrica, è reale: una scelta a favore della tecnologia Edf dell'Epr — tema che è tra gli oggetti di discussione del vertice transalpino — significherebbe quasi automaticamente importare in Italia l'accordo che già lega i due ex monopolisti. Ad esclusione degli altri attori. Come sarebbe il caso, ad esempio, di A2A, che con i francesi di Edf controlla congiuntamente Edison e che tramite il suo numero uno Giuliano Zuccoli ha più volte rivendicato un ruolo nel progetto di «nucleare di legislatura» del ministro Scajola. Magari attraverso un «modello consortile» tra produttori e grandi utenti, escogitato per accontentare più imprese nazionali dell'energia e che potrebbe avvalersi di una tecnologia alternativa all'Epr come quella della nippo-americana Toshiba-Westinghouse. «E' indispensabile una competizione tra produttori », ha ribadito di recente Zuccoli, mentre sullo stesso tema Conti aveva sollevato al contrario il rischio di cadere in «una logica di rivalità tra contrade, come al Palio di Siena ». Ma la doppia relazione Enel-Edf e Edf-A2A potrebbe avere anche qualche ricaduta sul futuro di Edison. Le parti in causa, per la verità, sostengono che i due tavoli — quello nucleare e quello del riassetto di Foro Buonaparte — sono separati. Ma anche se i rapporti tra gli azionisti di Edison sono formalmente «normali» (come ha detto ieri lo stesso Zuccoli, che con i direttori Renato Ravanelli e Paolo Rossetti ha illustrato il piano triennale ai dirigenti), nei fatti una certa insoddisfazione del socio italiano su quanto avviene nella società non sarebbe un mistero, mentre si infittiscono le indiscrezioni su una possibile fusione A2A-Edison o sul destino delle quote di Foro Buonaparte potenzialmente «in libertà » (il 19% Edf fuori dal patto con A2A e il 10% della Tassara di Romain Zaleski). Esclusa da Zuccoli la prima eventualità («non ha basi tecniche»), la destinazione dei due pacchetti potrebbe cambiare le carte in tavola. Secondo alcuni, però, i francesi non sarebbero così bisognosi di far cassa da disfarsi di una quota che li renderebbe padroni di Edison, mentre la sponda A2A sarebbe addirittura favorevole all'acquisto congiunto del 10% di Tassara per evitare l'arrivo di soci non graditi. Se così fosse, il flottante di Foro Buonaparte scenderebbe al lumicino, sotto il 10%, consigliando addirittura il «delisting ». E allora l'esito più probabile potrebbe essere non tanto una fusione con la holding comune Transalpina, che di fatto consegnerebbe Foro Buonaparte ai francesi, ma una spartizione delle attività. Scenari futuribili sui quali però si ragiona da tempo. Stefano Agnoli 20 febbraio 2009 fonte |
| isabella | |
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Energie rinnovabili
LAURA KISS Le energie rinnovabili cercano di tirare fuori la voce sul blog, come si legge su http://blog.libero.it... Toni preoccupati anche su http://gualerzi.bloga... Del pericolo del nucleare si legge su http://fiore.iworks.i... fonte sarebbe interesante capire perchè non citano mai la nostra petizione? |
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Incidenti Nucleari più noti
22 febbraio 2009 alle 20:42 — Autore: went Gli incidenti nelle centrali nucleari sono classificati su una scala da 0 (semplice guasto) a 7 (incidente molto grave). Questa scala di misura è detta INES (International Nuclear Event Scale). La classificazione degli incidenti non è facile. Spesso gli incidenti minori sono stati coperti dal segreto militare o non comunicati al grande pubblico. Elenchiamo i principali incidenti di cui si è avuta conferma ufficiale: Kyshtym (Unione Sovietica 1957) - scala Ines 6. // Sellafield (Gran Bretagna 1957) - scala Ines 5. // Three Mile Island (Harrisburgh, Usa 1969) - scala Ines 5. // Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) - scala Ines 7. // Tokaimura (Giappone, 1999) - scala Ines 4 // Come già anticipato la lista non può considerarsi esaustiva. Molti incidenti non sono mai balzati in cronaca perchè coperti dal segreto militare. La lista "nera", quindi, si presume molto più lunga di quella che abbiamo presentato. Sulle conseguenze degli incidenti manca ancora oggi un dato ufficiale che consideri non solo le morti causate negli incidenti ma anche l'impatto sulla salute dei cittadini nel lungo periodo. http://www.ecoage.it/... fonte |
| Gianluca | |
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Un accordo fuorilegge |