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Per il Bene Comune Message Board › Forum di discussione Per il Bene Comune › 38.000 firmeNo al Nucleare[/colo
| enza raso | |
| A former member | |
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la nostra candidata sindaco a bari adele dentice sul nucleare in puglia Questa è la cosa che più mi fa attorcigliare le budella nei confronti dei politici INETTI che abbiamo in Italia! La volontà dei CITTADINI con l'abrogazione del nucleare tanti anni fa è stata calpestata insieme a tante altre cose dai parassiti che ci governano! Trentamila adesioni on-line,ok,ma un referendum per abrogare questa legge è fattibile o no? Lo rifacciamo,visto che al momento ci restano solo due strade: 1) una rivoluzione armata (ma è da escludere in quanto daremo a sti parassiti l'alibi di eliminarci e passerebbero anche da vittime); 2) un referendum abrogativo,come sancito dalla Costituzione Italiana (sic)! Provarci no? Capisc' a mme! |
| Sergio Mazzanti | |
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Credo che sia tecnicamente impossibile.
Non esiste una legge che ripristina il nucleare, ma si reintroduce piano piano. Quindi nessuna legge da abrogare. Così ho capito io. Tra l'altro di per sè il referendum sarebbe ancora in vigore... D'accordissimo sull'escludere la rivoluzione armata proprio x quel motivo. L'ultima opzione (temo l'unica) è operare piano piano per una rivoluzione civile |
| enza raso | |
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c'è anche sul calendario ma ho pensato potesse essere utile postarlo anche qua
24 giugno: PBC incontra...Luigi Sertorio In diretta su www.mogulus.com/perilbenecomune, Monia Benini intervista il Prof. Luigi Sertorio. LUIGI SERTORIO , nato nel 1933 a Torino, professore associato di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell'Università di Torino, è autore di circa novanta pubblicazioni di Fisica teorica- E' stato per quindici anni visitatore consultant della Divisione Teorica del Los Alamos National Laboratory, e per tre anni membro della Divisione V della NATO, Affari scientifici. Saranno approfondite le esperienze del professore con Amaldi, il lavoro a Los alamos, gli studi sul reattore Superphoenix, i 3 anni alla Nato e...ovviamente si parlerà di nucleare. |
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| enza raso | |
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credo sia importante saperlo anche per discuterne:
da DECRESCITA FELICE Clamoroso: Beppe Grillo salva la vertenza anti-nucleare di Giorgio Cattaneo Clamoroso: Beppe Grillo salva la vertenza anti-nucleare «Una notizia fantastica». Così Lino Balza di “Medicina democratica”, animatore della vertenza contro la prima “discarica nucleare abusiva” d’Italia a Bosco Marengo, alle porte di Alessandria, commenta la svolta delle ultime ore nel drammatico braccio di ferro con il governo: il 16 giugno gli ecologisti potranno sostenere il ricorso al Consiglio di Stato, grazie al clamoroso intervento personale di Beppe Grillo, che garantisce la copertura dei 20.000 euro necessari alle spese legali. Scoglio che fino a ieri pareva insormontabile, vista la scadenza ravvicinata e i tempi necessari per una nuova sottoscrizione popolare a sostegno del ricorso. Svanita quindi la grande preoccupazione degli oppositori, così come il loro isolamento. Ai volontari delle associazioni ambientaliste, a lungo rimasti completamente soli nella battaglia contro quello che ritengono un cavallo di Troia (abusivo) per il ritorno del nucleare in Italia, erano occorse settimane per raccogliere faticosamente i 4.000 euro necessari a presentare il primo ricorso, al Tar del Piemonte, che ha accolto le osservazioni avanzate: creare un deposito di scorie radioattive a Bosco Marengo sarebbe pericoloso e illegittimo, perché in contrasto con la legge del 2003 che impone lo stoccaggio di materiali radioattivi in un unico sito nazionale protetto, che ancora non è stato individuato. Di fronte al primo (inatteso) successo degli ambientalisti alessandrini, sostenuti da associazioni come Medicina Democratica, Legambiente, Pro Natura e Movimento per la Decrescita Felice, il governo ha ottenuto facilmente il trasferimento del giudizio a Roma: il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta formulata dalla Sogin, ex Fabbricazioni Nucleari (Enea), società che gestisce il sito di Bosco Marengo dove sono stoccati 550 fusti di materiale radioattivo. «Una decisione così repentina ci aveva messo in difficoltà», ammette Lino Balza: «Si trattava di trovare 20.000 euro in pochi giorni, per poter sostenere anche a Roma le nostre ragioni, peraltro già confortate dal giudizio del Tar del Piemonte, a noi favorevole». Così, dopo un appello via Internet per riaprire le sottoscrizioni, è arrivato l’intervento risolutivo di Beppe Grillo, «vero salvatore della patria», dice Balza. «Quando abbiamo lanciato la seconda sottoscrizione popolare, senza soldi, eravamo col culo per terra come chi è stato scippato per strada», spiegano gli ambientalisti di Alessandria. «C’è stata una ribellione generale: non è giusto, è intollerabile la prepotenza del potere». Ma non si è solo gridato, sono riprese anche le sottoscrizioni. «Fra tutte, risolutiva in questo momento, è stata quella che abbiamo cercato e trovato: quella di Beppe Grillo». La partita è quindi riaperta: contro ogni pronostico, il 16 giugno gli ecologisti saranno in grado di affidare le loro ragioni all’avvocato Mattia Crucioli di fronte al Consiglio di Stato, per cercare di bloccare i lavori di smantellamento della Sogin di Bosco Marengo, che il governo (con in consenso del Comune, della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria) vorrebbe trasformare nella prima discarica nucleare d’Italia, anche se l’impianto non ha le caratteristiche previste dalla legge, che impone che le scorie radioattive siano “sepolte” in assoluta sicurezza in un deposito speciale, che in Italia non è ancora stato trovato. «La partita che si gioca a Bosco Marengo, infatti, non è su un campetto di periferia ma condizionerà il rilancio del nucleare in Italia», avverte Balza. «L’hanno capito le popolazioni degli ex impianti nucleari e delle nuove sedi ipotizzate, gli antinuclearisti italiani tutti». Proprio per la pericolosità relativa del materiale custodito dalla Sogin, affermano gli ecologisti, si conta di abilitare Bosco Marengo in modo abbastanza agevole, trasformandolo in discarica nucleare autorizzata, ancorché “temporanea”, in attesa del sito nazionale per lo stoccaggio atomico. «Un escamotage – accusano gli ambientalisti – per rinunciare per sempre al sito nazionale idoneo e, intanto, una volta superata la prova di Bosco Marengo, legalizzare come “discariche temporanee” gli altri siti nucleari italiani: cosa che permetterebbe il ritorno dell’Italia alla produzione di energia nucleare, mediante un cavillo burocratico». Un “cavillo”, per di più, nascosto tra i faldoni di un piccolo dossier, che testimonia una controversia apparentemente minuscola e provinciale, lontana dai media e dall’agenda politica nazionale. Condizioni ideali, denunciano Balza e compagni, per tentare un “golpe legale”, ovvero una sorta di “soffocamento burocratico” del problema: niente soldi, niente ricorso; e senza il secondo ricorso, il governo (attraverso la Sogin) avrebbe avuto più facilmente via libera: Bosco Marengo trasformato in discarica e nucleare e quindi, a ruota, tutti gli altri siti nucleari italiani, nessuno dei quali rispondente ai criteri che la legge, dal 2003, prescrive per le discariche radioattive. Tutto questo, nel silenzio mediadico generale, se si esclude un ampio reportage del “Secolo XIX”, il quotidiano di Genova. Ora, invece, tutto cambia: il guastafeste Beppe Grillo, uno dei più noti blogger del mondo, reduce dall’audizione al Senato nella quale ha accusato i parlamentari di essere condannati dalla storia, proponendo un disegno di legge per la “bonifica” delle Camere dalla presenza di individui nei guai con la giustizia, è sceso in campo personalmente per salvare la vertenza anti-nucleare che, partendo in sordina da Alessandria, in realtà coinvolge l’intera questione del ritorno del nucleare in Italia. Doppio risultato, dunque: la possibilità di continuare a combattere la battaglia legale per l’ambiente, affrontando il “secondo round” del 16 giugno al Consiglio di Stato dopo la prima vittoria al Tar del Piemonte, e la possibilità concreta di ottenere finalmente la giusta visibilità, grazie all’impegno diretto del più importante mattatore mediadico italiano. «Auspichiamo che ora Beppe Grillo, che ha salvato la nostra battaglia, si ponga alla guida di questa vertenza nazionale: col suo riscontro mediatico è una garanzia, anche in prospettiva», dice Lino Balza. «Intanto, continuiamo a contare anche sulle nostre forze, raccogliendo versamenti. Nel frattempo, ci auguriamo che anche i grandi partiti e le associazioni nazionali, che a parole si dicono contro il nucleare, passino dalle parole ai fatti». |
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16 giugno, sentenza decisiva sul deposito radioattivo di Alessandria ![]() Nell’indifferenza della politica e dei media, si gioca al Consiglio di Stato una partita cruciale sul progetto-pilota di Bosco Marengo: se sarà autorizzata (contro le norme del 2008) la prima discarica radioattiva italiana, si aprirà la strada alle nuove centrali atomiche. Una battaglia silenziosa e solitaria che oppone gli ambientalisti al governo di Roma e a quello regionale del Piemonte. Sì alla discarica radioattiva di Bosco Marengo, in provincia di Alessandria: malgrado lo stop imposto dal Tar del Piemonte su richiesta degli ambientalisti, l’esecutivo ha trasferito il problema al Consiglio di Stato, annullando così il vittorioso ricorso ecologista. Il governo Berlusconi, appoggiato dalla Regione Piemonte, teme che la bocciatura del deposito alessandrino possa frenare il ritorno al nucleare: in base alla legge, infatti, l’attività atomica in Italia potrebbe riprendere solo dopo aver individuato un unico deposito nazionale per le scorie, un impianto speciale di massima sicurezza, che oggi ancora non esiste. Si conta quindi di aggirare l’ostacolo, riabilitando vecchi depositi come quello di Alessandria. Legalmente? Lo dirà il Consiglio di Stato il 16 giugno. “E’ uno scippo, un golpe legale”, protesta Lino Balza di “Medicina democratica”, animatore della mobilitazione che ha portato alla vittoria del primo round, nel quale il Tar del Piemonte ha dato ragione agli ambientalisti dichiarando illegittimo il decreto con il quale il governo (col consenso della Regione) intendeva avviare la dismissione dell’impianto, trasformandolo in discarica nucleare e cioè seppellendo nel cemento gli oltre 500 fusti di materiale radioattivo tuttora stoccati. “Per opporci, tramite il Tar del Piemonte – dice Balza – insieme a Legambiente, Pro Natura, Movimento per la Decrescita Felice e altre associazioni ecologiste siamo riusciti a raccogliere 4.000 euro per sostenere le spese legali. Ora, per opporsi al Consiglio di Stato, servono altri 20.000 euro: davvero tanti, purtroppo. Alla faccia del motto in base al quale la legge è uguale per tutti”. (...) tutto l'articolo continua qui http://www.terranauta... |
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Francia: incidente nucleare? E pigliate sta pasticca siente a me!
LIVONO. A partire da oggi ha preso il via in Francia la distribuzione di pastiglie di iodio nelle aree intorno alle centrali nucleari. «La campagne di distribuzione delle compresse di iodio si rivolge a tutte le persone che vivono in un perimetro di 10 chilometri intorno ad una centrale nucleare – si legge sul sito ufficiale della campagna www.distribution-iode.com – Riguarda circa 400.000 abitazioni e 2 000 edifici pubblici ripartiti in circa 500 comuni. Le scatole delle compresse sono da ritirare nelle farmacie situate in queste zone. Si tratta di un’azione di prevenzione, che si inscrive all’interno di un insieme di azioni di protezione quali la messa al riparo della popolazione, l’evacuazione o le restrizioni alimentari. La distribuzione d i iodio è rinnovata regolarmente, la data di produzione delle compresse permettono di controllare la loro validità. Le compresse di ioduro di potassio utilizzate per la campagna 2009 sono dosate a 65 mg, rimpiazzando quelle a 130 mg utilizzate durante la campagna precedente. Questo cambiamento di dosaggio implica una modifica della posologia e facilita l’uso del medicinale per i bambini e le donne che allattano». La nuova campagna di distribuzione di iodio è organizzata dall’Autorité de sûreté nucléaire e dai ministeri degli interni e della sanità, con la partecipazione del gigante nucleare Edf, dell’Ordini e dei sindacati dei farmacisti francesi e dell’association nationale des commissions locales d’information. «Il suo obiettivo – spiegano gli organizzatori – é quello di rendere I cittadini protagonisti della loro protezione in caso di incidente nucleare dando loro dei messaggi chiari: in caso di incidente nucleare, l’ingestione delle compresse di iodio stabile è un modo semplice ed efficace per proteggere la tiroide contro gli effetti dello iodio radioattivo; la protezione dei giovani di meno di 18 anni e le donne anziane è prioritaria, essendo i più sensibili alle fuoriuscite di iodio radioattivo; l’ingestione di iodio stabile deve essere combinata ad altre azioni di protezione». Leggermente inquietante… tanto che per la rete di associazioni "Sortir du nucléaire", «Queste distribuzioni, così come le simulazioni di incidenti nucleari organizzate intorno alle centrali, sono delle vere e proprie prese in giro. Ovviamente, il vero obiettivo delle autorità è quello di fare in modo che le persone accettino la possibilità, altrimenti intollerabile, di una catastrofe nucleare. In caso di incidente nucleare le pastiglie di iodio non salveranno nessuno: una nube del tipo Cernobyl comprende decine di elementi radioattivi e non solo lo iodio. Ora, non esistono delle pastiglie contro gli altri elementi. Con queste distribuzioni ed altri esercizi ridicoli , le autorità ammettono, tuttavia, che il peggio è possibile e che può verificarsi una tragedia equivalente a Cernobyl. Ma le autorità non forniscono le risposte alle domande davvero fondamentali: In caso di dramma nucleare, che fare degli abitanti della regione interessata? Come evacuare centinai di migliaia di persone? Dove evacuarle? Per quanto tempo?; Il perimetro di qualche chilometro riguardante le attività ufficiali e le distribuzioni di pastiglie di iodio è proprio ridicolo: la nube radioattiva di Cernobyl ha colpito tutta l’Europa!; A Cernobyl, 800.000 “liquidatori” si sono sacrificati per fermare la catastrofe. Chi ci andrà se una catastrofe nucleare si produrrà in Francia?». Per gli antinuclearisti francesi le compresse sono in realtà un placebo politico preventivo, visto che a Cernobyl la zona del “cratere” e quella “rossa” saranno inabitabili per secoli e che nonostante questo milioni di persone vivono ancora in aree fortemente contaminate dove (come dimostra l’ultimo caso nostrano del pellet made in Lituania) la situazione continua ad aggravarsi con il cibo contaminato dal cesio e migliaia di bambini malati. «Il nucleare . – dice "Sortir du nucléaire" – è un rischio non paragonabile a tutti gli altri. La sola maniera per proteggersi contro questo rischio è di chiudere al più presto tutti gli impianti nucleari, militari o civili, e non di organizzare delle derisorie esercitazioni e delle distribuzioni di pasticche che non salveranno nessuno in una situazione reale». Edited by isabella on Jun 15, 2009 11:04 PM |
| isabella | |
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FA IL BUCATO E SVENTA INCIDENTE NUCLEARE
LONDRA - Disastro nucleare sventato grazie ad un impiegato che aveva deciso di farsi il bucato: è successo in una centrale nel Suffolk, dove un dipendente che si era recato nella lavanderia automatica a disposizione nell'impianto, si è accorto di una perdita di materiale radioattivo e ha dato l'allarme. Nonostante decine di migliaia di litri di liquido radioattivo fosse già fuoriuscito da un condotto difettoso, nessuno dei sistemi d'allarme aveva captato la perdita e parte del materiale si era già riversato nel mare del Nord. Il primo controllo di sicurezza sarebbe stato fatto soltanto dopo 10 ore e in quell'arco di tempo l'impianto avrebbe potuto surriscaldarsi a causa della fuoriuscita del liquido. Se avesse preso fuoco, sarebbe stato il disastro. L'incidente si è verificato nel gennaio del 2007, ma i giornali ne danno notizia soltanto oggi dopo che John Large, un ex consulente dell'industria nucleare che ora si batte per la chiusura dei reattori nucleari Sizewell sulla costa del Suffolk, é riuscito ad ottenere i documenti relativi all'incidente grazie alle leggi sulla libertà d'informazione. Sizewell A, l'impianto dove si è verificato l'incidente è in fase di smantellamento. A parte uno, tutti gli altri verranno chiusi entro il 2023. |
| isabella | |
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oggi legambiente spunta sul blog di beppe grillo
ed è davvero buffo che salti fuori adesso Godio di Legambiente... (che confermo quale bella persona e acceso attivista l'ho incontrato infatti diverse volte davanti a Trino insieme ad altri quattro gatti, aimè) perchè proprio in piemonte la vanda bonardo presidente di legambiente piemonte nella riunione del 13 maggio 2008 all'hiroshima sosteneva l'esatto contrario e cioè che "del nucleare in italia non c'era assolutamente motivo di preoccuparsi" rassicurando tutti (molti quella sera, era un raduno dei rappresentanti della sinistra cittadina, io ero li come osservatore) su di un argomento che contrariamente trovavo già al tempo decisamente allarmante, e mi aveva stupito non poco quella sua affermazione pubblica così rassicurante Resta comunque certa e risaputa da noi torinesi la posizione ambigua e poco trasparente di LEGAMBIENTE nei confronti di TETRAPAK e del INCENERITORE DEL GERBIDO DI TORINO e vorremmo vedere sul sito di beppe grillo la posizione di legambiente anche su molti altri importanti ma probabilmente per loro imbarazzanti argomenti... stiamo a vedere. |
| isabella | |
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pubblicazione sulla rivista «pnas» di Michael McElroy, della Harvard University
Studio Usa: l'umanità potrebbe vivere utilizzando solo la potenza del vento Basterebbe un sistema di turbine sul suolo americano per coprire il fabbisogno mondiale. E avanzerebbe energia MILANO - L'umanità potrebbe sopravvivere utilizzando solo energia eolica. Ma c'è di più: basterebbe un sistema efficiente sul territorio americano per coprire l'intero fabbisogno mondiale. Lo dice, e non è una provocazione, uno studio pubblicato (leggi il .pdf, in inglese) sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze Pnas da Michael McElroy, docente della School of Engineering and Applied Sciences alla Harvard University di Boston. 40 VOLTE IL CONSUMO GLOBALE - Secondo il calcolo eseguito dagli esperti basterebbe una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza (posizionate in modo da non danneggiare l'ambiente, ovvero nei territori non forestali, dove non ci sono ghiacciai e in aree non urbane), che operino ad appena il 20% della loro capacità, per produrre un quantitativo di energia pari a oltre 40 volte il consumo globale corrente di elettricità, oltre cinque volte il consumo globale di energia in tutte le sue forme. L'energia in eccesso potrebbe anche farne scendere il prezzo, aprendo nuove prospettive ad altre tecnologie ecologiche, come le auto elettriche. Oggi l'eolico è pari al 42% di tutta la nuova capacità elettrica installata in Usa nel 2008 ma continua a costituire una frazione minoritaria della produzione complessiva di energia. IL METODO DI CALCOLO - Lo studio è stato fatto sulla base di simulazioni dei campi di vento utilizzando dati forniti dal sistema Goddard Earth Observing System Data Assimilation System (GEOS-5 DAS). Sezionando il globo in aree di approssimativamente 3.300 chilometri quadri ciascuna, i ricercatori hanno calcolato la velocità dei venti in aree non urbane, non forestali e senza ghiacci. E così hanno individuato la quantità di elettricità potenzialmente prodotta dalle turbine, sulla base della velocità dei venti, della densità dell'aria, della distanza tra le turbine e della dimensione delle eliche. Dunque, conclude l'indagine, una rete di turbine da 2,5 megawatt di potenza che operino ad appena il 20% della loro capacità sarebbe sufficiente per produrre un quantitativo di energia sufficiente a coprire il fabbisogno globale. FONTE http://www.corriere.i... Edited by isabella on Jun 23, 2009 4:26 PM |