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Per il Bene Comune Message Board › Forum di discussione Per il Bene Comune › 36.000 firmeNo al Nucleare[/colo
| Gianluca | |
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A me dei "compagni"simpazzanti dei democratici o del pci han chiesto il perche' non si e' aspettato di fare un percorso assieme anche ad altri, che cosi' si svilisce un tema trasversale... Aspettare, nel nostro caso, vuol dire essere esclusi Rosa... vedi Lodo Alfano ed altre occasioni. Il discorso che fanno i tuoi conoscenti perchè deve essere sempre a senso unico? A nessuno è vietato unirsi e condividere il percorso su questo tema trasversale... è vero che forse a non tutti piace che l'iniziativa sia partita e promossa da PBC e non mi meraviglierei se domani qualche big o meno big promuovesse una mobilitazione identica senza nemmeno stabilire un contatto con noi. A me sinceramente di riorganizzare le "sinistre" non interessa, il problema non è nostro ma di chi ancora crede in ideologie e modalità di organizzare la politica dimostratesi ampiamente fallimentari: non ho voglia di rincorrere la 'vecchia' politica sul suo terreno... Mi piace questa di politica, quella Per il Bene Comune che non ha da riorganizzare nessuna sinistra o destra, semmai qualche coscienza e solo quello. Noi siamo partiti, in mezzo ad enormi sforzi, con una campagna per adesso piccolina... chi condivide ci segua e ci aiuti a darle il peso politico/mediatico che merita: se così non è e non sarà allora non sbaglio quando dico che non è il tema che interessa ai "vecchi politici e politicanti" ma chi lo promuove e lo porta avanti. |
| rosa ridolfi | |
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Si', lo capisco, ma credo che comunque ci escluderanno, per carita' non voglio esser negativa o pessimista, ma oltrepassando il discorso nostro di pbc, e guardando alla realta' di proprorre magari un referendum, la forza la avranno i numeri no? Le unioni trasversali piu' o meno le faranno, noi siamo pochi, se non ci chiameranno,se non ci riconosceranno una primogenitura, anche se potremo dire di aver fatto la petizione per primi, a che servira'?
Voteremo per testa? Purtroppo la politica si fa con i numeri, mentre io, esprimo una opinione laterale adesso, credo che pbc debba ritagliarsi un ruolo di costruzione di tasselli, di crescita lungimirante. Su tutti quei temi che vanno dalla decrescita al signoraggio alla democrazia diretta alle fonti alternative e contro. Certo. Sono d'accordissimo con te che pbc ha da muovere le coscienze. Non penso pero' che altri non facciano nulla. Preparare un percorso diverso del politico e' lo scopo nostro, ma se ci buttiamo con petizioni sacrosante di concetto, ma che ci rimanderanno una misura non poi cosi' ampia, a che servira', sembra mossa di propaganda, anche se in senso buono, mi pare ancora la strategia della politica di prima... Cio' non toglie che io proponga la petizione, quando posso. |
| Gianluca | |
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a che servira', sembra mossa di propaganda, anche se in senso buono, mi pare ancora la strategia della politica di prima...Sarebbe propaganda se avessimo già diffusione e visibilità a grandi numeri... In realtà penso che questo tema sia sentito da noi e dalle persone che si stanno avvicinando a PBC, se non altro perchè ci sono in gioco tantissimi soldi senza ottenere di modificare il quadro energetico del paese (se non in prospettiva molto remota). E' il campo, questo dell'energia e dell'ambiente, in cui siamo in grado di produrci in azioni di ampio respiro in maniera concreta e credibile e l'emergenza è reale, ne convieni anche tu su questo. Se riusciamo ad essere coerenti e fermi nelle nostre visioni e nei nostri ragionamenti circa la gestione della cosa pubblica, i numeri dovranno prima o poi arrivare. PBC ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento in questo smarrimento generale, il problema è forse il "quando" e dipende molto da noi. C'è tutto un percorso da compiere che deve essere altro rispetto ai percorsi già noti, è questo che vorrei trovare nello spirito delle persone che condividono e che potrebbero (dovrebbero) rappresentare me e i cittadini nei prossimi anni. Finchè il mondo dei partiti, a quanto pare tutti, non si libera dalle oligarchie inconcludenti che li dominano non li vedo molto combacianti con PBC. Questa per me non è una chiusura verso le persone che portano avanti i partiti immeritevoli della buona volontà dei singoli -quando quella è realmente-, anzi è loro che PBC dovrebbe raggiungere ed invitare loro ad una chiusura con l'oligarchia di cui sopra, magari mettendo da parte anche le ideologie che in questo momento penso servano a nulla o giù di lì. Preferisco dare il mio contributo a diffondere il nostro messaggio, il nostro appello a "saltare di qua" e lavorare per mettere le cose a posto: le cose di tutti e non solo le nostre. |
| Sergio Mazzanti | |
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Ok! anch'io ho firmato. Fabio ha pienamente ragione. Infatti la raccolta non abbiamo alcuna intenzione di farla SOLO tramite internet. E' solo il primo modo il più veloce. Bisogna cominciare coi banchetti, forse a Roma ci riusciamo già da sabato. Il problema è anche e forse soprattutto smuovere le coscienze, sento persone "insospettabili" a favore del nucleare. Per ora la raccoltà va ancora a ritmo di 100-200 firme al giorno, ma dobbiamo cominciare prima possibile con le raccolte cartacee. Di non informatizzati contro il nucleare ce ne sono tanti! Su quanto scrivono Rosa e Gianluca: ben venga qualsiasi collaborazione, partecipi chiunque vuole, la nostra è una raccolta trasversale. Però che almeno su questo resti il simbolo PBC, beh non ci vedo nulla di male. Se chiunque, di destra, sinistra o centro, è d'accordo con la petizione, firmasse e facesse firmare, a prescindere da chi la propone. |
| Massimo | |
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A me dei "compagni"simpazzanti dei democratici o del pci han chiesto il perche' non si e' aspettato di fare un percorso assieme anche ad altri, che cosi' si svilisce un tema trasversale, che ci son da rioganizzare le sx ecc. Rosa scusa , capisco la tua vena di sx , ma sono stufo di aspettare gli altri tutti questi signori sx , dx , ecc... hanno avuto 20, ed io ne 39 e mi son rotto le palle xchè pensavo che alla mia età avrei dovuto solo che godermi questo mondo e magari seguirlo ed aiutarlo nel suo cammino, invece qui c'è da ricostruire tutto da capo, non ci siamo, nessuno ragiona più. sono stufo di aspettareeeeeeeeeeeeeeeee![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() grazie, ciao. ![]() Massimo (GE) |
| rosa ridolfi | |
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Certo Massimo, hai perfettamente ragione, come non condividere? Siamo tutti noi stanchi di aspettare, speriamo davvero di riuscire a entrare in comunicazione sempre con piu' persone, non ci si deve scoraggiare, lo so, non ci sono alternative.
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| Giuseppe49 | |
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Hai ragione, Massimo, qui c'è tutto da ricostruire da capo, ma la classe politica che detiene il potere non ha nessuna intenzione di "mollare" fino a a quando ci sarà un pò di ciccia attaccata all'osso. ho venti anni più di te, mi sento anche un pò responsabile della situazione attuale, ho militato in quella sinistra che ora è diventata lo specchio della destra.
Per ricominciare cosa dovrà succedere? una cosa è certa, nessuno ci rappresenta. |
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checchè se ne dica: L'eolico ha sorpassato il nucleare
Energia prodotta. Nuove centrali installate. Nel 2007 entrambi i numeri soffiano forte a favore del vento. E tra il 2008 e il 2012 la produzione effettiva sarà di due volte e mezza superiore! Il 2007 è stato l'anno del sorpasso. A livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l'eolico ha battuto il nucleare. L'anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall'atomo. Un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Per la prima volta l'eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell'energia effettivamente prodotta. "Nel 2007 l'eolico ha prodotto più elettricità del nucleare - ha spiegato a Antonio Cianciullo, La Repubblica, Gianni Silvestrini del Kyoto Club - e gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del Protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo". Una tendenza rafforzata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30% di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell'energia prevede che entro il 2030 l'eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell'elettricità creando un'industria che, con l'indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E' un dato in linea con l'andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall'eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento). L'energia nucleare non riparte. Le è nemico il mercato, non i verdi "Resto dell'avviso che in Italia, anche in presenza di un improbabile consenso politico e sociale, la produzione non potrebbe iniziare prima del 2020, come del resto ammette la stessa Edison fissando la data al 2019 - completa il ragionamento Silvestrini in un'altra intervista, sempre a La Repubblica - ma in realtà il principale nemico dell'energia atomica non sono gli ambientalisti ma la liberalizzazione dei mercati elettrici! In una realtà concorrenziale, l'incertezza sui costi, sui tempi di costruzione e sulle dinamiche della domanda penalizzano fortemente questa tecnologia. Secondo un recente studio Usa condiviso dall'industria atomica (il Nuclear Power Joint Fact-Finding) l'elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media. Non a caso la gara per la costruzione di nuove centrali indetta da un nuclearista convinto come Bush è andata deserta fino a quando l'amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al chilowattora, la stessa cifra prevista per l'eolico. Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso, questo lo ammettono anche seri sostenitori dell'atomo. In Europa l'impianto in costruzione in Finlandia è in ritardo di due anni e presenta extracosti per 1,5 miliardi di euro, tanto che la Siemens, fornitrice della tecnologia, nel 2008 ha perso in Borsa un terzo del suo valore. In sostanza, c'è un conflitto insanabile tra l'imperante mercato liberalizzato dell'energia e la rinascita del nucleare". Ma anche nonostante gli incentivi dell'amministrazione Bush negli Stati Uniti l'energia dall'atomo è ferma da trent'anni. L'ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell'aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell'atomo. Senza contare il pericolo terroristico. La quarta generazione di reattori nucleari deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030. Nell'attesa, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall'atomo si ridurrà dall'attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell'energia totale) al 9-12 per cento. Stefano Carnazzi Fonti: La Repubblica, Kyoto Club |
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scusate se mi dilungo, ma l'informazione è la base per capire cosa ci serve.
Eolico off-shore: da Greenpeace l’idea di una maxi rete nel Mare del Nord Un nuovo rapporto dell’organizzazione ambientalista ha per la prima volta rivelato come un approccio regionale integrato allo sviluppo su larga scala dell’eolico marino potrebbe fornire energia pulita affidabile per milioni di case Una gigantesca rete che colleghi fra loro tutte le fattorie eoliche marine nella zona del Mar del Nord per consentire un flusso stabile dell’energia elettrica così prodotta nei sistemi di alimentazione di sette paesi diversi: Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia. E’ questa l’idea alla base del rapporto “North Sea Electricity Grid®evolution” redatto da Greenpeace Europa e sottoposto ora allo studio della Commissione UE. Il vantaggio di una tale operazione consisterebbe nel porre rimedio alle fluttuazioni che solitamente questo tipo di forniture energetiche possono incontrare (es. l’alta frequenza di tempeste marine). “Un calo di produzione in un’area di mare potrebbe essere compensato dai picchi di produzione di un’altra area anche lontana centinaia di chilometri di distanza, fornendo energia elettrica a milioni di famiglie europee”, ha spiegato Frauke Thies responsabile delle campagne di Greenpeace UE. Secondo lo studio, i 118 parchi eolici offshore nel Mare del Nord, in previsione di realizzazione entro il 2030, avranno una potenza complessiva di 68 GW. Lo sviluppo di questa rete gigante avrebbe un costo compreso tra 15 e 20 miliardi di euro, ma l’investimento consentirebbe oltre all’ampia integrazione delle fonti di energia rinnovabile, anche importanti opportunità commerciali legate alla compravendita dell’elettricità tra i Paesi che si affacciano sul Mare del Nord. E non ha tardato ad arrivare il commento da parte di Hans Van Steen, responsabile per le energie rinnovabili alla Commissione europea, che giudica il progetto “ambizioso ma fattibile”, sottolineando come “sarebbe anche una risposta importante a quanti criticano l’eolico per l’oscillazione nelle forniture”. NON C'è VENTO DA PERDERE!!!!!!!!!!!!!! ROMA, 1 SET - Generare energia pulita imbrigliando la forza dei venti che soffiano sugli oceani: per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori della Nasa hanno creato delle mappe basate sui dati raccolti negli ultimi dieci anni dal satellite QuickScat che rivelano quali aree oceaniche potrebbero essere maggiormente sfruttate. Il satellite Quickscat, lanciato nel 1999, e' capace di registrare la velocita', la direzione e la forza dei venti in prossimita' della superficie degli oceani. I dati cosi' raccolti vengono utilizzati anche per prevedere tempeste e per migliorare l'accuratezza delle previsioni meteo. L'energia eolica, spiega Paul Dimotakis del Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, potra' fornire il 10-15% del fabbisogno energetico mondiale. Se le aree oceaniche battute dai venti piu' forti venissero dotate di impianti eolici, ricordano gli esperti Nasa, potrebbero generare 500-800 watt per metro quadrato. Le nuove mappe potrebbero quindi essere usate per pianificare la costruzione di impianti eolici galleggianti. Secondo il ricercatore della Nasa Tim Liu, infatti, le nuove tecnologie rendono gia' possibile la costruzione di impianti in mare aperto, dotati anche di un impatto ambientale inferiore rispetto a quelli costruiti sulla terraferma. (ANSA). I42-GU |
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lo so c'è molto da leggere
abbiate pazienza ma bisogna studiare!!! La convenienza di unire eolico e solare su basi galleggianti Un passo avanti nello sfruttamento intelligente delle risorse rinnovabili e delle potenzialità della tecnologia e delle risorse ambientali arriva con il progetto realizzato dalla giapponese Kyushu University che ha realizzato turbine eoliche da installare su piattaforme galleggianti lontano dalle coste. Questi galleggianti saranno di forma esagonale e all’interno conterranno generatori eolici e fotovoltaici di circa 6 metri quadri; dunque una combinazione di energia solare ed energia eolica che porterebbe ad una capacità di produzione equivalente a quella di una centrale nucleare, ma senza gli svantaggi, i pericoli e i costi di realizzo e di manutenzione che richiede una centrale nucleare. La soluzione degli impianti eolici galleggianti non é una novità visto che di questi progetti se ne parla da tempo; le piattaforme sono ancorate al fondale marino da enormi cavi di acciaio. Dopo quello realizzato nel Mar del Nord é seguito quello svedese di Sway che porrà le proprie ancorandola a fondali di media fra gli 80 e i 300 metri di profondità nel Mar del nord. La scelta di piattaforme galleggianti rispetta anche la volontà di non creare negativi impatti visivi nei pressi delle coste. La novità però di questo progetto della Kyushu University comprende anche altri aspetti: ad esempio l’uso di luci a led che proiettando la loro luce fredda in acqua garantiranno la crescita del fitoplancton e favoriranno la crescita delle alghe che serviranno ad assorbire l’anidride carbonica e attireranno i pesci. L’acqua del mare purificata e aspirata da particolari pompe attivate dalle turbine messe in funzione dall’energia eolica stessa servirà a tenere pulite le celle solari dei fotovoltaici e a mantenere l’efficienza dell’intero sistema. Le unità esagonali infatti saranno realizzate con un metallo leggerissimo ma 10 volte più resistente alla ruggine rispetto allo stesso acciaio |