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Per il Bene Comune Message Board Forum di discussione Per il Bene Comune › 38.000 firmeNo al Nucleare[/colo

38.000 firme

No al Nucleare
Petizione ONLINE

lucilla
Posted Nov 28, 2008 11:21 AM
user 6964203
Paullo, MI
Post #: 122
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Hai ragione...infatti anche io mi sono chiesta come mai sembrava che non fossero a conoscenza della nostra iniziativa.....comunque secondo me sarebbe giusto inoltrare un messaggio tipo...." essendo venuti a conoscenza del vostro appello, che si riaggancia all' iniziativa da tempo, da noi, promulgata, auspichiamo una fattiva collaborazione al fine di portare avanti in maniera costruttiva una proposta pratica che metta al primo posto veramente il bene comune..." e credo che dalla loro reazione potremo capire anche noi se fanno sul serio o se é l'ennesima finta opposizione.
.....tentare non nuoce....wink
Sergio Mazzanti
Posted Nov 28, 2008 4:04 PM
user 7071468
Roma, RM
Post #: 673
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Per me si può fare. Però queste cose è meglio che siano fatte attraverso il coordinamento nazionale.
Magari aspettiamo un paio di altri pareri in merito e poi puoi mandare questa proposta direttamente a Monia.
enza raso
Posted Dec 1, 2008 8:47 AM
user 7174715
Roma, RM
Post #: 245
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sarebbe bello riuscire a fare percorsi in comune con chiunque abbia i nostri stessi obiettivi e siccome sono per il beneficio del dubbio, nonostante i comportamenti pregressi, sono dell'idea di tentare una aggregazione. sono daccordo con lucilla che solo sentendo una loro risposta potremo giudicare la loro compatibilità con noi e sono daccordo con sergio che comunque sarebbe meglio che si passi attraverso il coordinamento nazionale. comunque, visto che si sono presi la briga di mandarti un messaggio, cara lucilla, potresti sempre rispondere a livello personale informandoli che a tale iniziativa c'eri già arrivata qualche mese fa attraverso il pbc e magari chiedendo loro candidamente cosa ne pensano di essere arrivati secondi biggrin
isabella
Posted Dec 9, 2008 7:29 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,265
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Il nucleare italiano ai blocchi di partenza
Agenzia indipendente entro fine anno




di Barbara Corrao
ROMA (8 dicembre) - Nucleare al primo giro di boa. Lo snodo è l’approvazione definitiva della legge sul rilancio dell’atomo: dopo il sì della Camera, dovrà dare la sua approvazione il Senato, probabilmente prima di Natale. Ma siccome le «Disposizioni sullo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese nonché in materia di energia» potrebbero registrare qualche modifica con successivo ritorno alla Camera, non è da escludere uno slittamento ai primi di gennaio che non influirà più di tanto sulla tempistica. Il traguardo si avvicina e si comincia a ragionare sul concreto: assetti industriali, siti, autorità di controllo. Vediamoli.

Arriva l’Agenzia. E’ la sola autorità nazionale responsabile della sicurezza nucleare e ha piena competenza su tutta la catena: dalla costruzione degli impianti, all’individuazione dei siti, al controllo sui progetti, alle ispezioni sul funzionamento delle centrali e sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Dopo un’iniziale bisticco tra i ministri Scajola e Prestigiacomo sui poteri di nomina, si è raggiunto un equilibrio bipartisan con l’opposizione: il presidente viene nominato dal presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. Due membri sono designati dal ministero dello Sviluppo, altri due da quello per l’Ambiente. Dura in carica 7 anni come le altre Authority indipendenti. Qui arriveranno 50 ingegneri nucleari dell’Enea e 50 dalla istituenda Ispra (Ambiente). I fondi: 500 mila euro per il 2009 e 3 milioni per il 2010 e 2011.

Addio alla Sogin. La società (100% Tesoro) che gestisce lo smantellamento (decommissioning) delle vecchie centrali dismesse sarà commissariata. I suoi asset saranno conferiti ad altre società «partecipate dallo Stato in misura non inferiore al 20%, operanti nel settore energetico». Quali società? Saranno Scajola (Sviluppo) e Tremonti (Economia) a firmare l’atto di indirizzo del riassetto industriale. Potrebbe essere Ansaldo Energia (Finmeccanica) ad acquisire le attività di decommissioning, un settore nel quale lo Stato deve comunque investire da 1,5 a 2 miliardi nei prossimi dieci anni. Ben più ricco il business del decommissioning all’estero dove, secondo alcune stime, si spenderanno da 200 a 300 miliardi entro il 2030 perché molte centrali esistenti andranno in pensione. E i siti? Sogin è proprietaria dei siti di Trino, Caorso, Latina e Garigliano. Questi potrebbero interessare all’Enel (o all’Eni) se da qui si ripartirà per la costruzione delle nuove centrali. L’ipotesi Ansaldo, a quanto si dice, piace al ministro Scajola che amerebbe fare di Genova la “capitale” del nucleare e stabilire lì la sede dell’Agenzia. Per ora si tratta di indiscrezioni, sarà l’atto di indirizzo a chiarire il quadro. Nel commissariamento della Sogin, introdotto alla Camera su emendamento della Lega, c’è chi ha visto un episodio di spoils system: la società infatti è in utile, ha fatto grossi passi avanti negli ultimi due anni, il riassetto industriale poteva avvenire comunque.

I siti. Dove nasceranno le nuove centrali? E’ ancora presto per dirlo ma tutte le società interessate al nucleare, a cominciare da Enel, Edison ed E.On, hanno iniziato a fare le loro valutazioni e i loro conti. Naturalmente si riparla dei vecchi siti come base da cui ripartire anche se in vent’anni molte cose sono cambiate: per esempio, oggi gli impianti sono ben più grandi. Si va dai 1.000 Megawatt dell’Ap1000 a tecnologia Westinghouse ai 1.600 Megawatt dell’Epr di Areva-Siemens, ai 1.250 dell’Swr franco-tedesco. E per raffreddare i reattori serve molta acqua. Per questo perdono quota Trino e Caorso visto che il Po è già molto sfruttato così come Sessa Aurunca sul Garigliano. Più quotate sarebbero Latina e Montalto di Castro. Quest’ultima è di proprietà dell’Enel. Oggi c’è un impianto termoelettrico di 3.600 Mw ma è sul mare e il guscio della vecchia centrale nucleare (mai completata) è ancora lì. I governatori di Veneto e Sicilia hanno poi espresso disponibilità per nuovi insediamenti nucleari. Entro giugno 2009 il governo emanerà le direttiva sui requisiti dei siti. Solo allora si capirà meglio chi potrà candidarsi.

I consorzi. Chi costruirà le centrali? Enel, Edison e E.On hanno già dichiarato pubblicamente il loro interesse. Una soluzione concreta sul tappeto è quella dei consorzi: tra operatori elettrici o allargati (sul modello finlandese) anche alle aziende “energivore” e alle municipalizzate, per coinvolgere anche le comunità locali. Le quote sarebbero distribuite in modo proporzionale tra i soci. Ma chi li guiderà? Il comitato di gestione verrà riservato agli operatori elettrici e l’Enel sembra puntare ad assicurarsene la guida, preferendo l’ipotesi di un unico consorzio nazionale piuttosto che l’altra, pure sul tappeto, di più consorzi (per esempio, per ogni sito). Dovrà vedersela con i concorrenti, intenzionati a giocare un ruolo. Tutti d’accordo invece su due aspetti: l’Italia dovrà scegliere una sola tecnologia. Quale? La questione è ancora aperta anche per evidenti ragioni commerciali. Ma soprattutto, tutti concordano sulla necessità di una piena condivisione del piano nucleare e sul necessario sostegno delle popolazioni locali.
isabella
Posted Dec 9, 2008 7:35 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,266
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Boiardi: "Un coordinamento per spendere meglio il tesoretto nucleare"confused

Il presidente della Provincia Gianluigi Boiardi si è recato oggi (martedì 9 dicembre) a Roma prima all’Upi (Unione delle Province Italiane) e in seguito all’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) nel merito della questione relativa alle compensazioni ai territori sede di centrali nucleari. All’incontro erano presenti i Sindaci dei Comuni di Caorso (Fabio Callori), Latina, Rotondella, Ispra, Sessa Aurunca e Saluggia – che con Roma, Bosco Marengo e Trino Vercellese costituiscono la Consulta ANCI Comuni Sede di Servitù Nucleari – e insieme ai rappresentanti delle Province di Alessandria, Caserta, Matera, Roma, Varese e Vercelli. Al termine dell’incontro si è decisa l’attivazione di un tavolo permanente di confronto sulla riqualificazione dei territori oggetto di servitù nucleari per una corretta applicazione dell’articolo 4 della legge 368 del 2003. La legge in questione prevede Misure di compensazione territoriale, fino al definitivo smantellamento degli impianti, a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare.

I rappresentanti dei Comuni e delle Province hanno deciso all’unanimità di:
1.promuovere un protocollo d’intesa utile alla migliore condivisione e destinazione delle rispettive risorse loro destinate dalla legge 368 del 2003, per meglio rispondere ai problemi dei cittadini e del territorio.
2. promuovere una forte azione nei confronti del Parlamento e del Governo per ripristinare l’originario ammontare delle risorse previste dalla legge ; circa 113 milioni di euro mancano all’appello sul totale dei 184 previsti da una specifica voce tariffaria in bolletta elettrica (anche alla luce della recente segnalazione sull’anomalia di tale intervento dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas).

3. sollecitare al Ministero dell’Ambiente il Decreto per l’erogazione del residuo delle somme per il 2007 (circa 8 milioni di euro) senza che siano posti vincoli per il relativo impiego.

Anci ed Upi, nell’ambito del tavolo di lavoro comune, si faranno promotori delle istanze condivise di Comuni e Province e seguiranno l’attuazione programmi locali per un utilizzo mirato dei fondi sui territori.

Il presidente Boiardi ha sottolineato come l’Amministrazione provinciale “abbia investito i fondi giunti dal tesoretto nel rispetto della legge di compensazione, come fonte di riequilibrio del territorio, indirizzandoli sui temi della sicurezza, dell’ambiente e della informazione. Noi i fondi li spendiamo tutti e in fretta. Non penso si possa dire altrettanto del Comune di Caorso che, credo, sia in obiettiva difficoltà ad impegnare e giustificare in tempi brevi una cifra così sostanziosa per un piccolo Comune. E’ evidente – ha concluso Boiardi – che la legge è anacronistica e necessita di aggiustamenti, forse perché ragionata ancora in termini di confini amministrativi e non in una logica di aree coerenti. Detto questo, credo che il tavolo di coordinamento sia una buona occasione per superare questa contraddizione”.
isabella
Posted Dec 9, 2008 7:37 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,267
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VIAREGGIO - 22 anni dopo Cernobyl, Greenpeace ricorda il piu' grande incidente nucleare della storia con una mostra fotografica che, dopo aver fatto tappa in numerose citta' d'talia, e' approdata anche al Palazzo delle Muse.

Il fotoreporter Robert Knoth e la giornalista Antoniette de Jong, hanno realizzato uno scioccante reportage fotografico, in varie zone della ex Unione Sovietica, colpite da episodi di contaminazione nucleare. Per ricordare, proprio nel bel mezzo del dibattito sulla realizzazione di centrali anche in Italia, come le conseguenze degli incidenti nuclearui siano devastanti, sull'ambiente e sugli esseri umani. Vediamo quindi le immagini della zona residenziale di Viale Carlo Marx, a Muslyomovo, in Russia, abbandonata a causa dell'alto livello di radiottivita'. Una partita di calcio giocata in zone contaminate. Il fiume Tom, sempre in Russia, dove pesca e balneazione sono proibite e che porta l'inquinamento nucleare fino al mare Artico.Poi le immagini dei bambini vittime delle radiazioni. Come Ilis, bambina russa di 13 anni, la cui crescita e' stata bloccata dalle radiazioni. O i piccoli deceduti alla nascita per le malformazioni, nell'istitituto di ricerca sulle radiazioni in Kazakhistan. Ma anche l'immagine di Valentina Sarova 71 anni, testimone di molte esplosioni al centro ricerche sugli armamenti nucleari di Kurchatov.

La mostra, ad ingresso gratuito, rimarra' aperta fino al 20 dicembre.

isabella
Posted Dec 17, 2008 7:39 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,283
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oggi due belle notizie questa è la seconda

NUCLEARE: E. ROMAGNA, RISOLUZIONE DICE NO A CENTRALI

E' stata approvata dall'aula del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna una risoluzione (presentata da sd, primo firmatario Ugo Mazza, pd, verdi e pdci) che dichiara il totale disaccordo e l'indisponibilita' della regione all'installazione e all'attivazione di centrali nucleari sul suo territorio e alla riattivazione della centrale nucleare di Caorso. Il documento impegna la giunta ad attivarsi in tal senso in sede di Conferenza Stato-Regioni, e in ogni altra sede opportuna, e a sollecitare l'adozione di un piano energetico nazionale che sia basato, prima di tutto, su una discussione democratica assicurando il coinvolgimento delle Regioni per la definizione del reale fabbisogno energetico e della reale possibilita' di risparmio energetico da svilupparsi utilizzando fonti rinnovabili e naturali e, in particolare, di quella solare su cui l'Italia potrebbe candidarsi ad essere il primo paese produttore e consumatore. Il documento, infine, impegna la Giunta a proseguire il lavoro positivo fin qui svolto per monitorare la completa fase di smantellamento della centrale di Caorso.

fonte

come si fa a fare la stessa cosa sul piemonte o su altre regioni chi mi può aiutare???
Alberto Conti
Posted Dec 21, 2008 10:14 AM
user 7017595
Casatenovo, LC
Post #: 410
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Alcuni spunti propositivi da ANTEPORRE al NO!:

E' indispensabile il ritorno al nucleare? - Ing. Lino Rossi

Lettera inviata a Vittorio Feltri a seguito di un pezzo del suo giornale sulla AEM.

egregio Direttore,
mi riferisco all'articolo di sabato 25 giugno relativo alla AEM.
Da parecchio tempo c'è molto movimento a proposito del riavvio di un piano "nucleare" nel nostro Paese.
Era una scelta "sicuramente giusta" nel 1964 quando Felice Ippolito subì quello che subì.
Forse lo era anche nel 1987, quando la lobby petrolifera, invece, vinse la battaglia referendaria.
Oggi lo è ancora?

1) E' INDISPENSABILE IL RICORSO ALLA FISSIONE NUCLEARE?
Dall'allegato "fasce orarie.xls" appare evidente il fatto che la potenza elettrica del sistema italiano è messa in crisi soprattutto dal condizionamento estivo.
Incentivando la produzione distribuita di energia elettrica a ridosso degli utilizzatori (da pochi kW in su), oltre alle grandissime opportunità di recupero del calore, avremmo la possibilità di produrre la potenza frigorifera necessaria mediante banalissimi ed affidabilissimi gruppi ad assorbimento al bromuro di litio, che farebbero diminuire notevolmente, nel contempo, il fabbisogno di potenza elettrica. (per i non addetti ai lavori, i gruppi ad assorbimento producono acqua fredda, utile per il condizionamento, a partire da acqua calda a circa 80- 90°C , senza usare quindi i compressori elettrici, che mettono in crisi la rete elettrica italiana - la fiera di Rimini, ad esempio, sta facendo il freddo con gruppi ad assorbimento e non con compressori).
A questo punto non sarebbe certamente necessario un aumento della potenza elettrica generata. Addirittura, in funzione del successo dell'operazione, si potrebbe ridurre drasticamente il flusso dell'energia elettrica trasportata, ottenendo un'altro risparmio.

Verrebbero sfruttate al massimo le biomasse secondo il modello svizzero, anche con turbine a fluido organico, per sfruttare meglio i fluidi a basso contenuto entalpico.
I micro produttori dovrebbero essere obbligati a mettere sul web in tempo reale i parametri delle emissioni.
In pochissimi mesi i produttori italiani di gruppi frigoriferi dovrebbero convertire la loro produzione per costruire i gruppi frigoriferi ad assorbimento, oggi sostanzialmente far est. Con la crisi che c'è nel settore credo proprio che ce la potrebbero fare. Domande: perchè gli orientali fanno piccoli gruppi ad assorbimento e noi no? si fa peccato a pensare che l'ENEL ed EDF si sono impegnate per non farli partire?
Perchè la Toyota , che ha pronto da anni un piccolissimo, banalissimo e silenziosissimo gruppo a gas che produce energia elettrica (3kW) ed acqua calda, non riesce ad entrare in Europa?
Perchè i nostri Industriali non sono capaci a farli, oppure perchè ENEL ed EDF fanno con convinzione ed efficacia i loro interessi?

Tempi stimati per vedere i primi effetti della produzione distribuita dell'energia elettrica: DUE ANNI, perchè sono tecnologie semplici e già disponibili sul mercato.
Tempi stimati per vedere i primi effetti dopo la decisione di ripartire con il nucleare? Bastano 10 anni?
Disponibilità di Uranio del nostro paese? non ne conosco.
Disponibilità di biomassa del nostro paese? TANTA.
Questa scelta ha come unica pecca quella di far ridurre i profitti alle aziende che operano nel mercato dell'energia elettrica. Però si aprirebbero tante altre chances.

CONCLUSIONE
E' INDISPENSABILE IL RICORSO ALLA FISSIONE NUCLEARE?
PER IL PAESE ASSOLUTAMENTE NO!
PER L'ENEL E COMPAGNI SICURAMENTE SI; PER LORO E' UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE!

2) FUSIONE NUCLEARE FREDDA
Allego un estratto de Il sole 24 ore dove si parla disinvoltamente di TRASMUTAZIONI per "risolvere" il problema delle scorie radioattive. Ne parla Roberto Germano nel libro sotto riportato. Il più efficace autore di documenti relativi alle trasmutazioni è stato il Prof. Louis Kervran, insignito nel 1993, parecchi anni dopo la sua morte, del prestigioso premio denominato IGNOBEL (a proposito di onestà intellettuale). Le trasmutazioni di tipo biologico si manifestano in numerosissimi processi; il più noto è quello relativo alla formazione del guscio delle uova degli uccelli. Quelle "tecnologiche" si fanno, fra altri metodi, con le celle elettrolitiche, con le quali si possono fare fusioni e fissioni nucleari di vario genere.
Poche settimane fa La Nazione ha fatto un bell'articolo sulla fusione nucleare calda (quella che avviene nel sole - l'unica che gli "addetti ai lavori" ritengono realizzabile), con tanto di previsione sulla possibile applicazione industriale per la produzione di energia elettrica. Un banalissimo copia incolla degli articoli che si scrivevano 30 anni fa. Con la differenza che 30 anni fa si diceva che si liberavano raggi gamma; ora si sono dimenticati. Con la fusione fredda, invece, i raggi gamma non si liberano, perchè a bassa temperatura non hanno nessuna "convenienza energetica" a farlo. E' per questo motivo che Fleischmann e Pons non si sono "contaminati". Queste "banalità" le potreste leggere nel testo di Giuliano Preparata sotto riportato.
La fusione fredda non è più un problema di fisica teorica; è solo un problema tecnologico che, con 6 milioni di euro complessivi in 3 anni, lo Stato italiano potrebbe mettere a disposizione delle aziende italiane e dei cittadini tutti.
Quanti miliardi di euro invece lo Stato italiano verrà chiamato a sborsare per riavviare il piano nucleare a fissione, OBSOLETO?
Mi sia consentita una battuta: Kyoto sta alla fissione come i prodotti biologici stanno agli OGM.

Cordiali saluti
Lino Rossi

bibliografia:
1) Roberto Germano, Fusione fredda - Moderna storia d'inquisizione e d'alchimia, seconda edizione. Postfazione di E. Del Giudice pp. 224, 2003 - Ed. Bibliopolis;
2) Giuliano Preparata, Dai quark ai cristalli - Ed. Boringhieri;
3) Antony C. Sutton, Cold Fusion: Secret Energy Revolution - Ed. FTIR Publications, P.O. Box 2903 , Sacramento CA 95812 .
http://www.progettome....

Germano è un fisico dell'INFN;
Preparata era un fisico professore di fisica teorica dell'università di Milano, purtroppo scomparso nel 2000;
Sutton è uno storico con il vizietto di documentare quello che asserisce, purtroppo scomparso nel 2002.

note: nella fascia F1 l'energia elettrica è molto costosa; nelle fasce F2, F3 ed F4 il costo cala progressivamente.

altri spunti di riflessione:
1) quando è stata creata l'Enel, quanti anni mancavano allo scadere delle concessioni per lo sfruttamento delle centrali idroelettriche poste su siti demaniali? Come sono state pagate dallo Stato le società private "nazionalizzate" in vicinanza dello scadere delle concessioni?
2) la privatissima Società Idroelettrica Piemontese (SIP) con tutti i soldi che ha percepito dall'operazione ENEL ha comprato tutte le società telefoniche d'Italia realizzando uno dei più grandi monopoli privati di tutti i tempi. Visto che uno scatto telefonico costava come un kWh di energia elettrica, ma con costi infimi rispetto a quelli dell'energia elettrica stessa, dove sono andate a finire le montagne di soldi che noi italiani gli abbiamo regalato? quante tasse ha pagato la SIP in quegli anni? quanti condoni tombali ha fatto la SIP ?
3) come mai queste infami operazioni non sono partite quando c'era in giro il Sig. Enrico Mattei? I topi per ballare aspettavano che il gatto andasse via?
isabella
Posted Dec 21, 2008 5:02 PM
user 4368222
Torino, TO
Post #: 2,285
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ecco una novità in campo eolico



Si chiama MagLev Wind Turbine, e promette di rivoluzionare il settore dell'energia eolica.

Una megaturbina che per funzionare sfrutta la levitazione magnetica, proprio come i treni superveloci giapponesi, ed è in grado di produrre fino ad 1 gigawatt di potenza: per fare lo stesso con i dispositivi tradizionali ci vorrebbero oltre 60 eliche. Una rivoluzione.

Ma i vantaggi dell'eolico magnetico non si esauriscono qui: la turbina è in grado di funzionare già con brezze leggere di soli 1,5 metri al secondo, ed è in grado di resistere anche a regimi più sostenuti da 40 metri al secondo (oltre 140 chilometri all'ora). Inoltre, l'assenza di parti meccaniche in movimento elimina l'attrito: solo l'1 per cento della forza del vento viene dispersa per muovere le pale, mentre il restante 99 per cento può essere convertito in energia pulita.

Le pale magnetiche sono anche economiche: costruirne una può costare fino al 75% in meno rispetto all'equivalente tradizionale, senza contare che mancando i complessi meccanismi che consentono al rotore di allinearsi con la direzione del vento viene anche considerevolmente ridotta la difficoltà di progettarle e realizzarle. E la manutenzione, che ha un costo, è di gran lunga inferiore: un apparato eolico-magnetico secondo i suoi progettisti potrebbe funzionare per 500 anni con un minimo di controlli periodici.

La nuova turbina è ancora un concept, è stata presentata all'inizio dell'estate in Cina al Wind Power Asia 2007, ma è destinata a diventare presto realtà: costruttori cinesi e statunitensi sono al lavoro per realizzare quanto prima esemplari funzionanti, con potenze comprese tra 400 e 5.000 watt cadauna, tanto per cominciare. A regime, produrre un kilowatt di elettricità potrebbe costare appena 0,7 centesimi di euro.

Luca Annunziata

www.punto-informatico.it

Aggiungerei ma perchè l'italia non può essere tra i costruttori e i promotori di nuove tecnologie, l'altra sera il direttore di TRM a torino diceva: "non dobbiamo necessariamente essere i primi della classe", una rabbia mi è venuta che non immaginate. In italia pare che si debba solo copiare, e magari anche essere pigri e debosciati, i primi della classe, quelli che studiano e si impegnano insomma, vengono ridicolizzati e presi in giro da sempre, quasi fosse un vanto essere deficienti... questa è una cosa che non ho mai capito confused
isabella
Posted Dec 21, 2008 5:07 PM
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Torino, TO
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ma ragazzi questo proprio non molla!!! angryangry

Il Messaggero - 6 ore fa

ROMA - Torna a parlare di centrali nucleari Silvio Berlusconi. Nella conferenza stampa di fine anno a Villa Madama il premier rilancia un tema a lui caro come quello della costruzione delle centrali nucleari. Per risolvere il problema energetico nel futuro, insiste il presidente del Consiglio, «occorrerà ricominciare col nucleare» e decidere programmi per delle «centrali in territorio italiano».
Per questo «abbiamo avviato intensi rapporti con la Francia e la Gran Bretagna, che sono disposti a spartire con noi il loro know how», sostiene spiegando che ci sono «disponibilità a investimenti» all'estero, a «nuovi progetti nei Paesi vicini». (...)

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