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Per il Bene Comune Message Board › Forum di discussione Per il Bene Comune › Verità su Gaza
| riccardo rosso | |
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MAI PIU'
Leggi bene: mai più Abbiamo studiato la storia non vogliamo ripetere: mai più capisci bene: mai più - nè qui nè là nè altrove. Capito? Se leggi il titolo della discussione, 6 facilitato. Edited by riccardo rosso on Feb 12, 2009 2:12 PM |
| Nicola Pierobon | |
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MAI PIU' Io non capisco pero' perche' di questo me ne devo ricordare ogni giorno, vedere centinaia di foto, vedermi centinaia di film quotidianamente, mentre i milioni di Native Americans sterminati, i milioni di indonesiani trucidati, i milioni di africani trattati come animali, le popolazioni del sudamerica devono passare inosservati. Quelle non si devono mai ricordare? |
| riccardo rosso | |
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Questa osservazione è una delle più brillanti
degli ultimi cinque anni. Grazie. |
| isabella | |
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Tra Israele e Palestina è guerra di gas
L’appropriazione ed il controllo dei giacimenti di metano al largo sarebbero il vero obiettivo della recente invasione militare della striscia di Gaza da parte di Israele: questa l’interessante tesi proposta dall’economista canadese Michel Chossudovsky. L’8 gennaio scorso su www.globareseach.ca (sito del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione) è apparso un articolo in cui Chossudovsky, professore di economia all’Università di Ottawa, analizzava le vicende degli ultimi dieci anni che hanno visto protagonisti i giacimenti di gas al largo di Gaza, nonché i governi palestinese e israeliano. Dietro l’offensiva avviata da Israele lo scorso dicembre, nominata Operazione Piombo Fuso, ci sarebbero quindi le mire su ricche riserve di metano scoperte tra il 1999 e il 2000: si tratterebbe di tre miliardi di metri cubi di gas, pari a 150 milioni di barili di petrolio. continua qui http://www.terranauta... |
| Alberto Conti | |
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Non uccidere - 12/02/09
Comitato editoriale di Tlaxcala Questo filmato è sbalorditivo. Prima di tutto, il suo contesto – il forum economico mondiale – non era a priori indirizzato a qualche plateale diatriba pubblica tra gli ospiti del dibattito. Solitamente i politici esperti non dicono quel che pensano davanti alle telecamere, riservano le pugnalate alle spalle ai negoziati segreti e si mostrano al pubblico mentre stringono mani e sorridono. http://www.megachip.i... È vero che l’argomento – Gaza – è stato trattato mentre i cadaveri dei 1300 palestinesi uccisi dagli israeliani erano ancora “caldi”, ma senza l’inaspettato incidente finale che ha visto come protagonista il Premier turco Erdoğan la discussione sarebbe stata presto dimenticata, insieme alle tonnellate di dichiarazioni quotidiane contraddistinte dalla correttezza politica. Ma è successo l’impensabile, e le immagini di Recep Tayyip Erdoğan che insulta Israele e lo accusa di essere uno stato canaglia resteranno nella storia. Questa è forse la prima volta che alla verità viene permesso di essere pronunciata su un palco a così alti livelli di potere e la gente, nel mondo, ha potuto osservarla in contemplazione. Noi speriamo che questa possa essere la falla nella patina della menzogna. Vogliamo credere che le cose non saranno più le stesse dopo questi fatti. In realtà, le cose per Israele erano già cambiate dall’inizio di gennaio 2009, poiché il suo attacco genocida contro Gaza ha messo in moto un diffuso sdegno internazionale e richieste di processi, segnando una svolta che probabilmente condurrà presto a una protesta che si farà sentire e alla punizione dell’assoluto disprezzo di Israele per i diritti umani, per la legge internazionale e per le vite dei non-ebrei. Inoltre, questo video è surreale anche per la performance di Shimon Peres nel dibattito, la sua assurda interpretazione del bugiardo per eccellenza sarebbe degna di Groucho Marx se non fosse per gli aspetti tragici che ci sono in ballo. Nel dibattito, oltre a lui, un pietoso Ban Ki-moon appare ridotto all’unica cosa che è in grado di fare, niente, mentre un vigoroso Amr Moussa mantiene dignitosamente il livello della retorica, a corto come è di armi concrete con cui minacciare l’Israele nucleare. Ma ciò che tutti ricorderanno per sempre sarà la filippica di Erdoğan che lo ha in parte redento, almeno nei cuori dei palestinesi, dai suoi peccati politici. Dopotutto, gli studi fatti dal teorico marxista Mikhail Bachtin su Rabelais ci hanno insegnato che la gente adora assistere all’umiliazione di coloro che umiliano, e Israele ha umiliato per così tanto tempo – e così impunemente – il popolo palestinese che Erdoğan potrà anche venir dimenticato in futuro come il normale uomo politico che è ma sarà certamente ricordato come l’uomo che ha gettato la verità in faccia al vecchio spaccone assassino Shimon Peres. Tuttavia, c’è un altro aspetto che riteniamo degno di nota, e cioè l’apparente matrimonio tra “il mondo politico e diplomatico” e quello della gente normale, artisti, attivisti, cittadini. I pensieri di Erdoğan sono stati elaborati nel contesto del mondo in cui viviamo, dove la gente pensa, discute, analizza e giunge alle conclusioni su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, basandosi su alcuni fatti fondamentali: uccidere è sbagliato, opprimere è ingiusto, e nessun tipo di stregone diplomatico o politico può nascondere i fatti e convincerci che ciò che ci viene detto sia vero, nonostante l’evidenza, quando si tenta di persuaderci a non dare retta ai nostri stessi occhi, ai nostri cuori, alle nostre stesse orecchie. Erdoğan è stato accolto come un eroe al suo ritorno in patria perché ha espresso un grado nazionale, e diremmo pure internazionale, di intolleranza per la bugia, la violenza e la supremazia razziale. Non è demagogia, è la voce della gente, la voce della lotta e la voce delle masse. Le masse non hanno sempre ragione, come sappiamo, ma è anche vero che i leader hanno ragione molto raramente. Comitato editoriale di Tlaxcala URL: http://tlaxcala.es/ge... |
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| Alberto Conti | |
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.......... La “pretesa” di Erdogan al Nobel per la pace è appesa al filo sottile delle 56 parole pronunciate durante lo show televisivo di Davos, quando ha rimproverato duramente Peres: “Lei è più anziano di me e la sua voce è più imponente. La ragione per cui lei alza la voce è la psicologia della colpa. Io non avrò bisogno di parlare così fragorosamente. Quando si tratta di uccidere, voi sapete benissimo come uccidere. Io so molto bene come avete colpito e ucciso bambini sulle spiagge”.
Dice certamente qualcosa della profonda alienazione in cui è intrappolato oggi il Medio Oriente il fatto che l'eco di una semplice sequenza di 56 parole dominate dall'angoscia per la giustizia, l'onore e il diritto si rifiuti così ostinatamente di smorzarsi. Dall'oggi al domani Erdogan si unisce al libanese Hassan Nasrullah dell'Hezbollah e al Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejadnel nel superare con invidiabile slancio le storiche divisioni settarie del mondo musulmano. Di certo il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama avrà di che meditare. Al suo rientro a Istanbul Erdogan è stato accolto come un eroe. I sondaggi d'opinione mostrano che più dell'80% dei turchi approva la sua dura replica e il suo “abbandono” del dibattito televisivo. La popolarità dell'AKP supera il 50%, tanto che i partiti d'opposizione, che nelle elezioni comunali di fine marzo contavano di trarre vantaggio dai problemi economici del paese, sono in preda all'abbattimento. Nella stessa Gaza Erdogan è diventato da un giorno all'altro una figura iconica, tanto che i governanti arabi pro-occidentali ora sono in imbarazzo – come lo è del resto “Abu Mazen” (il Presidente palestinese Mahmoud Abbas), disinvoltamente a capo dell'Autorità Palestinese. Naturalmente l'Arabia Saudita o l'Egitto non hanno nessuna intenzione di cedere la leadership alla Turchia. Ma d'ora in poi dovranno tener conto seriamente del fatto che l'ombra della Turchia si sta addensando sul panorama musulmano sunnita del Medio Oriente..... .... Ma Israele ha preso con molta calma le critiche turche. Ha dichiarato che Erdogan si stava comportando in modo “emotivo”. Erdogan ha ribattuto: “Non sono emotivo. Parlo quale discendente dell'Impero Ottomano, che accolse i vostri antenati quando erano in esilio... La Storia li accuserà [Olmert e Livni] di aver macchiato l'umanità... È imperdonabile che un popolo che durante propria storia ha sofferto così profondamente abbia potuto fare una cosa del genere”. In compenso, Israele ha più da perdere della Turchia nel deteriorarsi della fiducia reciproca. La Turchia ha molti amici nella regione, mentre Israele non ne ha praticamente nessuno. La Turchia è per Israele un alleato insostituibile non solo nel Medio Oriente ma nell'intero mondo musulmano. Con l'atteso confronto Stati Uniti-Iran e il conseguente riallineamento nella regione, Israele (e gli stati arabi pro-occidentali) hanno bisogno ora più che mai della Turchia come “elemento di equilibrio”. Come dimostra il caloroso plauso iraniano a Erdogan, anche Teheran è profondamente consapevole dei nuovi imperativi. Oltre a tutto ciò, una questione eterna che dovrebbe allarmare Israele è che per la prima volta nell'heartland anatolico è visibile un'ondata di antisemitismo. Se i leggendari precedenti dell'era ottomana nel dare asilo agli ebrei erranti stanno davvero diventando una reliquia del passato, non chiedetevi di chi sia la colpa. Sono i leader israeliani che devono assumersene la responsabilità. M.K. Bhadrakumar - da Asia Times |
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| isabella | |
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per chi conosce l'inglese...
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| Enrico Nannetti | |
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| Enrico Nannetti | |
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| Enrico Nannetti | |
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