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| Dario Rinco | |
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| Sergio Mazzanti | |
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Sposto qui alcuni dei post inseriti nella discussione Programma partecipato del meetup che dovrebbe contenere solo le proposte elaborate o in via di elaborazione.
Ricordo che è questo invece il posto giusto per la discussione. Roberto Barberini (robarber) Postato il 2-giu-2009 9.53 Il candidato PBC alle elezioni: Comunali, Provinciali, Regionali, Nazionali, dovrà essere scelto con proposte di nominativi provenienti dal BASSO, saranno i cittadini ad indicare il nome della persona gradita, rispondendo ad un "questionario popolare", quindi si indiranno delle PRIMARIE per eleggere il CANDIDATO da presentare alle elezioni. Edited by Sergio Mazzanti on Jun 9, 2009 2:52 PM |
| Sergio Mazzanti | |
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Paulus (user 8343550) Postato il 6-giu-2009 9.46 Modificato da Paulus il 6-giu-2009 9.55 Democrazia, ... partecipata, responsabile, rappresentativa, ecc.. La parola è sulla bocca di ogni aspirante politico. Eppure la democrazia era nata con un solo scopo: doveva essere governo del popolo dal popolo per il popolo, sosteneva Lincoln. Democrazia, dunque è sinonimo di "governo popolare". Stop. Non possono essere aggiunte altre definizioni. E allora perché alla parola si sono aggiunti tanti aggettivi che ne indeboliscono il significato o, peggio, ne distruggono il valore fondamentale? Nessuno politico ne parla. Vediamo di capire di cosa si tratta. " La frattura secolare del legame fra ruolo dell'individuo e ruolo dello stato, inteso come associazione di persone unite nel rispetto della legge e per comunanza di interessi, è stata una della cause del dissolvimento della spontaneità dell'ordine sociale a favore dell'ordine politico prefigurato, inventato a tavolino, o del governo instaurato, a qualunque titolo, con la forza delle armi. Sulle orme delle esperienze dei secoli passati, durante i quali i “re”, i “principi” e gli “imperatori” avevano dominato la scena dell'organizzazione politica della società, tra il XV e il XVII secolo si consolidò in Europa l'idea dello “stato moderno”. Per stato moderno oggi si intende una forma di stato e di governo le cui fondamentali caratteristiche sono: - l'accentramento territoriale del potere, associato all'esercizio esclusivo della sovranità e dell'autorità da parte degli organi di governo; - la creazione di un forte apparato burocratico e amministrativo; - il mantenimento di un esercito permanente; - l'organizzazione e la gestione statale dell'apparato fiscale. Caratteristiche dello stato moderno sono: la capacità di imporre una volontà unica sull'intero territorio (sovranità dello stato); il rispetto forzoso della legge nei confronti di tutti i cittadini dei territori sui quali lo stato ha sovranità; l'istituto della direzione centralizzata dell'azione di governo; la prevalenza assoluta dell'autorità dello stato rispetto alla libertà degli associati, la mancanza di adeguati strumenti giuridici che permettono ai cittadini un efficace controllo dell'attività di governo; l'impossibilità, per i cittadini, di modificare il sistema fiscale imposto a livello centrale e locale; il costante tentativo di nascondere alla gente importantissimi aspetti del potere di governo attraverso il segreto di stato. Tutto ciò si riassume nell'impossibilità, da parte dello stato moderno, di garantire ai titolari dello stato, che sia in democrazia sia in repubblica sono unicamente i cittadini, la possibilità di modificare direttamente il RUOLO che esso deve avere nei confronti di ogni individuo che forma la società. Fin dalle sue origini, infatti, con lo stato moderno i burocrati (i funzionari statali) ed i politici (i rappresentanti del popolo), non eseguono più la volontà del re in quanto persona, ma del re in quanto espressione della sovranità dello stato. Affiancato o sostituito il re con il parlamento i cui membri sono eletti dal popolo e adottato il procedimento della democrazia all'interno di sistemi accentrati, la sovranità dello stato diventa lo strumento giuridico di cui si avvalgono gli organi elettivi, sorretti e giustificati dall'apparato del potere burocratico, finanziario e dai grandi industriali, per deliberare le leggi che riguardano tutti gli individui e le comunità di cui è formato lo stato, senza la loro diretta partecipazione. Così concepita la sovranità popolare, la democrazia e la repubblica diventano artifici giuridici, finzioni che consentono al potere centrale di espropriare i cittadini del diritto naturale alla inalienabilità, alla spontaneità ed all'inviolabilità personale della titolarità della sovranità del potere dello stato. Per questa strada, come ha dimostrato l'esperienza storica, sarebbe stato inevitabile indebolire e distorcere il significato di democrazia e di repubblica, oltre che impedire la spontaneità che è in grado di garantire la stabilità e la sicurezza del sistema. Nasce, da questo meccanismo distorsivo, antidemocratico, arbitrario ed illegittimo, il mito dello “stato sovrano” che per sua natura tende a garantire al potere costituito la conservazione dello statu quo. Dal concetto di stato moderno sono nati per forza di cose sia la "rappresentanza integrale" della sovranità dello stato che tende a confinare il potere di fare le leggi esclusivamente negli organi elettivi, sia lo statalismo, un tipo di governo della società che finisce col ridurre le persone a strumenti inconsapevoli di piani immaginari e di strategie di potere di ben definite élite ideologizzate, di clan nobiliari, di burocrazie elefantiache, di lobbies mercantili e finanziarie, alle cui mani è affidato incautamente ed irrazionalmente il destino dell'intero popolo. Gli ultimi secoli della storia dell'occidente sono stati la palestra della grande finzione della democrazia rappresentativa integrale inserita nella concezione illiberale e statalista dello “stato moderno” basato sulla finzione rousseauiana di “volontà generale”. Al ventunesimo secolo spetta rimediare, stabilendo i concetti di democrazia e repubblica, come sinonimi di governo popolare, di spontaneità della legge e dell'ordine sociale e di stato minimo sempre controllato dagli aventi diritto al voto e coerente con i loro interessi, la loro sicurezza e le loro aspettative di vita." Ho tratto questo spunto da un libro che ho appena finito di scrivere e che probabilmente verrà pubblicato entro l'anno. Ed ecco la risposta al perché il concetto di democrazia è sulla bocca di tutti gli aspiranti politici: perché ne può essere alterato il significato originario che è sinonimo di Sovranità popolare per il quale i cittadini responsabili si governano da soli, piegandolo alle proprie ambizioni personali. Ma se il concetto di "democrazia" può essere oggetto di diverse e contraddittorie interpretazioni, quello del suo sinonimo, la Sovranità popolare, non lo è affatto. Tuttavia a questa osservazione hanno fatto eccezione i padri costituenti che, volendo limitare i danni di un possibile ritorno al fascismo, decretarono che: sì, "La sovranità appartiene al popolo, (ma) ... la esercita nei LIMITI della Costituzione (art. 1° comma 3 Cost. italiana). Ebbene: quei LIMITI hanno permesso ai politici di ogni risma di interpretare la democrazia secondo un'ottica che non gli è propria, confinando il potere di fare le leggi (ovvero il potere di governo) nei soli "rappresentanti". Si devono dunque eliminare i rappresentanti per avere la democrazia? chiederà qualcuno. Sarebbe impossibile. Tuttavia si può concordare che sarebbe vantaggioso per tutti stabilire che la quantità di SOVRANITA' che ognuno cede ai propri rappresentanti deve essere inferiore a quella che ogni avente diritto al voto riserva per sé. Questo permetterebbe di EQUILIBRARE la democrazia DIRETTA (quella delle origini) con quella RAPPRESENTATIVA, lasciando al Popolo l'ultima parola se rendere legittime o delegittimare le leggi fatte dai rappresentanti eletti. Questo concetto innovativo della forma di stato e di governo è il federalismo, che la Lega Nord ha tradito e mistificato con la complicità dei media e dei politicanti. Per questa ragione dovremmo essere tutti uniti per riprenderci la SOVRANITA' POPOLARE il cui significato non ammette INTERPRETAZIONI che ne s |
| Sergio Mazzanti | |
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Sergio Mazzanti (user user 7071468) Postato il 6-giu-2009 15.38 @Barbara: Credo sia opportuno. Mi raccomando un titolo per le proposte e magai ragioniamo in che sezione del programma inserirle (ovviamente se saranno approvate) @Gimmy: hai inserito idee e un po' di materiale per più di una proposta. Il metodo che ci siamo dati è il seguente: inserire qui solo le proposte, non la discussione. Le proposte devono essere concepite x essere inserite nel programma nazionale pbc (es. pensare a quale sezione sia la + vicina). Le proposte devono avere un titolo che riassume in 1-3 righe la proposta; un testo che spieghi i particolari della proposta (da mettere in un file a parte) altri link e documenti utile (opzionale) @Paulus: le tue riflessioni sono senz'altro interessanti, ma questa discussione non è il posto giusto. Puoi spostare il to post in ques'altra discussione? @tutti: abbiamo deciso che questa discussione deve restare "pulita": solo proposte già elaborate (anche se modificabili di volta in volta). Le discussioni sulla forma delle proposte, sulla metodologia e, volendo, sulla democrazia in generale vanno spostate nell'altra discussione, quella che ho indicato ora a Paulus. Infatti anche questo messaggio sarà spostato tra breve nell'altra discussione. Cerchiamo di autoregolarci. http://movement.meetu... rosa ridolfi (user 6910697) Postato il 9-giu-2009 1.27 Queste tue aree di nuova ideologia, permettimi la parola, sono delle ipostatizzazioni che trovo valide in un seminario di sociologia, Peppe, e che possono essere spero sostenute dalla maggioranza di noi che ci riconosciamo in questa area...anche se toglierei alla decrescita l'aggettivo "felice" un poco manipolatorio, solo decrescita. La sintesi della storia antropocentrica e' molto rapida e mi pare che, come va oggi nei discorsi, si corra tanto a sintesi appunto che sarebbero ben piu' complesse. Discuto quindi sulla prima parte della tua proposta, in cui sento fretta di analisi e assenza del "politico"e di una analisi culturale e di relazione tra essa cultura e le rappresentanze in produzione, istruzione, divisione di classi sociali, omogeneizzazione delle persone.. Non sono convinta che il signoraggio sia la causa della deriva. E' venuto dopo. Ed e' certo da avversare. Ma e' debole e semplicistico fare della sociologia all'acqua di rose, pericoloso. Mi pare che tu abbia lanciato un vademecum su come generare una base teorica a pbc, oltre che proposte interessanti per l'area dela energia e sulla RAI l'idea in astratto e' ottima,ma realizzarla in modo valido probabilmente richiederebbe una rivoluzione copernicana , lunga, nel ns Paaese... sentiamo le opinioni degli altri, altre.. |
| Remo Ronchitelli | |
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E allora sentiamo le opinioni degli altri. Ecco la mia: La sociologia secondo me non va evocata come uno spauracchio ma è la scienza focale da usare per la trasformazione. Sono pienamente d'accordo sulla base teorica proposta da Peppe. Soprattutto sono d'accordo sulla necessità vitale di una tale base teorica e del fatto che è su di essa sostanzialmente che ci dovremmo confrontare. Non serve fare un elecnco di punti separati tra loro che abbiano come tu dici una valenza politica . Stiamo vivendo un momento molto particolare. Non possiamo più trastullarci con dibattiti politici. Dobbiamo mirare da subito a cose concrete:cibo,energia, informazione, comunicazione. Dobbiamo fare progetto, costruire utopie, scendere alle basi profonde della nostra cultura e della nostra società. La crisi che sta arrivando ce lo impone. Le informazioni che hanno le banche e che noi non abbiamo sono terribili. L'orto biologico aperto da Michelle Obama alla casa bianca potrebbe voler dire che in uno scenario futuro il Presidente degli Stati Uniti ha cibo fresco a portata di mano. |
| Remo Ronchitelli | |
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La risposta è sempre la stessa: deve essere trovata una forma di stato e di governo che renda possibile tradurre le scelte dei cittadini sui FATTI, in leggi dello stato. Senza questa logica nessun cambiamento è possibile. Lo capirete, come è accaduto a me, quando avrete sbattuto più volte la testa contro il muro del potere partitocratico.Credo di capire perfettamente il messaggio che vuoi trasmettere e lo condivido. Condivido soprattutto la frase : Lo capirete, come è accaduto a me, quando avrete sbattuto più volte la testa contro il muro del potere partitocratico Questo è fondamentale perchè il potere partitocratico si ricrea spontaneamente, e subito, anche in associazioni apparentemente vergini ed indenni, come le Liste Civiche Grillo (ho appena vissuto una esperienza tremenda a Padova). Alcuni sociologi hanno studiato il fatto. E d'altra parte i partiti sono i mezzi con cui si cerca di rimediare al male di uno stato che è esattamente come quello che tu descrivi molto bene. Come uscirne? Sostituendo, secondo me, allo stato la società. Quindi puntando a riformare la società, come chiedo io, e non lo stato, come chiedi tu. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 10, 2009 2:43 PM |
| Remo Ronchitelli | |
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Non ho mai saputo se sia nato prima l'uovo o la gallina. So però che fino al momento in cui il popolo non riacquisterà la sovranità delle scelte (deliberazione o legittimazione delle leggi) che riguardano tutti, ed in questo per me sta il segreto della crescita della coscienza che rende possibile la tua analisi, niente è destinato a cambiare.Per sapere se sia nato prima l'uovo o la gallina basta studiare la storia, a ritroso nel tempo, 500 anni, mille anni fa, 2000 anni fa, 5000 anni, e ancora più indietro. Mi piacerebbe comunicarti le grandi scoperte fatte dall'archeologia italiana: La Nascita dello Stato nel Vicino Oriente. Ti spiega come funzionava lo stato, ti spiega cioè che era praticamente così come è adesso, e ti spiega anche come è nato l'uovo-gallina CHE PRIMA NON C'ERA. E ti spiega anche come era la SOCIETA' prima dello stato, cioè delle galline e delle loro uova. Sono pienamente d'accordo su quanto sostieni: fino al momento in cui il popolo non riacquisterà la sovranità delle scelte, niente è destinato a cambiare. Ma, secondo me, è possibile esercitare DELLE SCELTE da subito come consumatori, come produttori, come cittadini, modificando LA SOCIETA'. Senza aspettare modifiche istituzionali che cambino tutto di colpo. E' un modo di affrontare lo stesso problema che tu individui con intelligenza e passione, ma in modo diverso. Tu parli di cambiare lo stato con la riforma della società. Benissimo. Ma la "società" non può essere un quasiasi aggregato di persone; può essere solo una associazione volontaria di persone unite da interessi ed aspettative condivise (Cicerone). Allora si torna alla scelta della forma di stato e di governo in cui è il popolo che decide direttamente il RUOLO che deve avere lo stato nei confronti della vita di ognuno ed io penso che questo sia il vero nodo da sciogliere della politica per permettere la partecipazione quale campo di allenamento della coscienza che genera una maggiore moralità e civiltà.Esistevano società, vedi quello che dico al punto precedente, che avevano una forma di autogoverno a democrazia diretta come quella che tu auspichi. Questo era possibile PERCHE' ESISTEVA L'UGUAGLIANZA tra tutti i membri della società. Non liquidare queste affermazioni come pii desideri: sono affermazioni documentate e documentabili. La mia "ricetta" per la trasformazione verso la democrazia diretta è una revisione profonda dei nostri rapporti sociali che li ri-porti ad una situazione di UGUAGLIANZA SOSTANZIALE. La disuguaglianza è letale e si apre come una forbice. Oggi il dislivello di vita tra i più ricchi del pianeta e quelli meno ricchi è abissale, non solo, ma si va allargando sempre più. La mia ricetta prevede di proporre solo quello che si vive e che si è sperimentato DI PERSONA. Dobbiamo cambiare relazioni sociali nel lavoro (Marx et altri), nei rapporti tra i popoli (fine reale dell'imperialismo), nei rapporti di coppia (femminismo), nella educazione di figli (scienze della formazione avanzate), nei confronti degli animali (animalismo e anti-specismo), nei confronti dell'ambiente. Ma cambiare di FATTO. Vedi che il tuo problema della riforma dello stato si stempera da un diverso sistema di legiferare ad UN DIVERSO MODO DI VIVERE. Ovviamente nessuno presta attenzione a queste osservazioni che comportano sforzo per comprendere, studio e passione civile autentica e non mi meraviglierei se qualcuno, ritenendo inappropriato questo 3ad mi pregasse di nuovo di postarlo in una diversa discussione.Vorrei tu avessi più fiducia nella apertura mentale di chi ti legge. Ho subito notato ed apprezzato i tuoi 3ad. Quanto dici è perfettamente documentato dalla nostra universale esperienza quotidiana. Io stesso ti ho detto che ho vissuto (ieri) sulla mia pelle quanto dici della partitocrazia. Di conseguenza prima di discutere se sia nato l'uovo o la gallina, oppure di argomenti che non possiamo affrontare se non limitandoci ad esprimere pii desideri, non credi sia meglio stabile quale sia la miglior forma di stato e di governo che ci permette di realizzare nella pratica della società ciò che è oggetto delle nostre innocenti quanto inutili analisi dettate da buona volontà e da desideri ed aspettative che ci accomunano?Direi che è già stabilito. Sono d'accordo con te che la migliore (se non l'unica) forma di autogoverno sia molto simile a quanto auspichi, una forma avanzata di democrazia diretta. Credo che moltissimi in questo meetup siano d'accordo con te. Il problema è come arrivarci. O come cambiare il ciclo dello uovo-gallina con il suo stato, la sua burocrazia, i suoi partiti. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 10, 2009 5:33 PM |
| Remo Ronchitelli | |
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Spero che presto possa essere pubblicato Dalla società delle api alle città stato del futuro, un lavoro che mi ha impegnato per quattro anni. In esso ho cercato la coerenza biologica del comportamento sociale degli insetti sociali superiori, con quella dell'uomo.Molto interessante. Sono pienamente d'accordo con te che bisogna prendere spunto dalla NATURA. Le conoscenze che abbiamo sono enormi e vanno utilizzate esattamente come fai tu per costruire in modo consapevole, cosciente, e ragionevolmente prevedibile nel positivo, un modello avanzato di società umana. Ben venga questo libro. Io oltre agli insetti sociali, terrei conto di tutto quanto si sa sui comportamneti animali, soprattutto dei primati, ma non solo. Comunque la linea di studio (serio) e di ricerca è quella che tu hai seguito, IMHO. Sui risultati ci sarà certamente da discutere democraticamente e direttamente :=). I nostri concetti di stato si riferiscono alla storia umana che è eccessivamente breve, incerta e limitata. Ho cercato di trasporli sul piano della natura che crea incessantemente società da quasi tre miliardi di anni e mi sono reso conto che i meccanismi di aggregazione sociale sono gli stessi.Tu parti dalle basi biologiche dei meccanismi di aggregazione sociale. Diciamo parti dal passato più remoto (tu dici: tre miliardi di anni fa...) e da lì ti muovi in avanti verso il presente. Io invece sono partito a ritroso nel tempo, dalla storia umana recente fino alla pre-storia e sto scendendo nella etologia. In qualche punto ci incontreremo, ma stiamo sicuramente avvicinandoci... Forse le nostre sensibilità divergono, ma sono complementari e interdipendenti. Io darei molto peso alla storia ed a quello che maldestramente si chiama preistoria. Come ti dicevo i meccanismi pre-storici e storici della nascita dello stato sono secondo me molto importanti da conoscere. Poi nella pre-storia ci sono culture umane (Antica Europa, Cucuteni-Trypillia, etc) che andrebbero assolutamente conosciute, in quanto rivelano dati eccezionali. In più, oltre alla pre-storia e storia, darei molta importanza alla immaginazione sociologica ( una sociologia scientifica ma creativa e fattuale), ed allo studio delle varie culture umane (antropologia diciamo). Ritengo che solo in questo ambito sia possibile trovare qualche traccia di verità utile a noi stessi ed alle generazioni future.D'accordo, con le mie precisazioni. Stiamo costruendo un progetto comune e come vedi le nostre idee cominciano ad intrecciarsi. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 11, 2009 11:19 AM |
| Peppe Carpentieri | |
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@Paulus e Remo, dibattito politico culturale molto bello ed interessante. Ho poco tempo per leggere tutto, mannaggia.
Altro che Porta a Porta... solo un aspetto: disordine mondiale, causa, proprietà, ricchezza ... forse non ho letto bene, ma manca il riferimento ai sistemi di controllo, di ogni tipo, mentale (media, insegnamento, educazione e paure indotte), politico (framassoneria, "potere invisibile" in genere e banche), militare (le armi, ovviamente) qualsiasi cambiamento etico si intende porre nella società si scontrerà con lo status quo, tutte le strade sono buone (escludendo la violenza ovviamente) e tutte sono sbagliate (ci manca la sfera di cristallo per leggere il futuro) per raggiungere l'obiettivo (giustizia sociale, ed equilibrio con la natura) ritengo che il risveglio delle coscienze, sia la strada più efficace per avere un cambiamento serio, concreto e duraturo; ma forse è quello che richiede più tempo ed impegno politico. Forse la nostra coscienza si smuove meglio se ognuno di noi percepisce il reale stato di bisogno (cibo, e vita serena). La maggioranza degli italiani mette anche il piatto a tavola, compreso me. La mia breve esperienza, mi lascia intendere che la maggioranza delle persone politicamente più attive sono: disperate, culturalmente preparate ma anche molto ignoranti, disoccupate, socialmente svantaggiate, un pò povere economicamente, emotivamente sensibili e, a volte frustrate, ambiziose politicamente, a volte ipocrite... ... insomma cariche di virtù e difetti e, raramente ho percepito il concetto di unità e solidarietà spirituale, raramente ho percepito consapevolezza sul fatto che siamo tutti fatti della stessa energia dell'Universo e, che questa società volutamente manipolata e progettata male nel corso degli ultimi 150 anni è essenzialmente il frutto di una nostra ignoranza collettiva perché non riconosciamo la saggezza interiore delle coscienze umane, che non siamo stati concepiti per uccidere, rubare la Terra ed altro ancora. Questa manipolazione mentale può essere "guarita" anche con la conoscenza: chi siamo? Scusate l'intrusione, sono rimasto nel tema? |
| rosa ridolfi | |
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Lo stato di bisogno e' qualcosa che molti di noi, me compresa, non conosciamo ancora (purtroppo temo arrivera') perche' tu scrivi della precarieta', che e' ben altra cosa...e comunque Peppe scusami ma la tua analisi mi sembra a volte trascolori nella new-age piu' semplicistica e aggiungo che fra i bisogni ci metterei anche la socialita', la condivisione, non siamo cosi' riducibili a questioni semplici...se apriamo i Veda o ci avviciniamo al buddismo, troviamo le risposte ai tuoi interrogativi, e li' c'e' anche la cosiddetta sfera di cristallo. Perche' c'e. Kaly.Yuga ecc.
Ma chi ti da' l'autorita' di specificare per che cosa saremmo nati e che apparterremmo alla coscienza universale? Molte delle cose che metti in atto sono encomiabili, ma poi arrivano queste pontificate che non posso fare a meno di dirti che a me irritano tanto, sono piene di presunzione, e tra l'altro anche di conoscenze superficiali del politico, della antropologia e dei fatti storici ecc ecc!! E tu sei giovane certo, ma a trenta anni di esperienza e cultura, se poi si studia fuori sede, se ne e' gia' masticata tanta, come saprai bene, quindi ancora di piu' mi stupisce il candore edulcorato di certe affermazioni che sembrano poggiare solo sulle tesi di zeitgaist o Bandler e e company. Se rileggi la storia solo dagli ultimi centocinquanta anni siamo fuori segno, dovresti conoscere che dalla cosidddetta alba dell'umanita' o per dirla con Rousseu, da quando si niziarono a costruire dei progetti, si eressero anche le palizzate e nacque la proprieta'e il diritto ecc. Ec che la cosiddetta storia e' un bluff teorico, che ci sono state altre culture molto piu' antiche edifferenti, ecc ecc. Se facciamo plitica, di questo si tratta, non di filosofie edulcorate. Finisco dicendo che Salvatore o Rita Borsellino non sono ignoranti, presuntuose, ecc, come non lo e' Vattimo, come non lo e' de Magistris, come non lo sono stati Parri, Pertini, Iotti, Falcone Borsellino, tanti e tante nei tempi della ns Repubblica...tu hai avuto il privilegio dello studio, anche io, ma non e' detto che sapere poi indichi che un a graduatoria di eccellenza. Le cose sono molto piu' complesse, ma anche piu' semplici forse. Perche' non sto zitta? Perche' non sono appunto ipocrita, non ho dei fini personali, mi disturba la faciloneria. Bon. Concludo dicendo che il titolo del 3d sulla ..."vera democrazia "e' un non senso! La Costituzione italiana e' democratica. Mi scuso dei refusi, ma son di corsa... Edited by rosa ridolfi on Jun 11, 2009 8:26 PM |