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| A former member | |
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Mi sento a casa!
Al di la degli amici, che non potrei farne piu' a meno, trovo la cosa più importante della mia vita: LA SOVRANITA' POPOLARE, IL CITTADINO VERO PADRONE,IL CONCETTO DI LIBERTA',LA VERA DEMOCRAZIA! Devo dire di essere a casa mia! Grazie a tutti voi e sono sicuro che questa speranza si trasformerà in una meravigliosa realtà! Diamoci dentro, tutti, con energia e sicurezza,e nulla ci potrà fermare! Rino. |
| Tullio | |
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Marx/Engels?
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| Remo Ronchitelli | |
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Consideriamo che da più di ottomila anni - le nostre conoscenze storiche non vanno oltre - tutte le varietà di governo, tutte le combinazioni politiche e sociali, sono state successivamente sperimentate, abbandonate, riprese, modificate, trasformate, sfruttate e che l'insuccesso ha costantemente ricompensato lo zelo dei riformatori e deluso la speranza dei popoli.Premetto che concordo con il Federalismo Integrale proposto da Proudhon. La rivalutazione di Proudhon cui Paulus ci invita la condivido. Marx/Engels? Secondo me sono stati molto sopravvalutati. Comunque, tra gli altri meriti Proudhon conosceva la storia di 8000 anni. Condivido anche la ricostruzione difficile che tenta di fare di questi ultimi millenni di frustrazione. E vengo al dunque scoprendo finalmente le mie carte. Al di là del linguaggio, credo di essere pragmatico. Uso la storia come dato sperimentale che mi indichi il modo migliore per risolvere i problemi personali e collettivi che il presente ci pone.
Ecco i dati desunti dal catalogo della mostra, stilato dagli istituri scientifici romeni, moldavi e ucraini. Ho messo io il grassetto presente nel testo citato. Pag.40: Non vi erano differenze tra le varie tipologie abitative. Dunque non è possibile stabilire quali case appartenessero a persone ricche e quali a persone povere. Le variazioni nelle dimensioni delle abitazioni potrebbero essere attribuite al numero dei membri della famiglia che vi risiedeva, o dipendere dalle tecniche di costruzione delle case. Pertanto non è possibile parlare di ineguaglianza sociale (come nelle società in cui vigeva la schiavitù), ma solo l'esistenza di una naturale gerarchia all'interno di ciascuna comunità. Come non si può sostenere che esistesse una categoria di guerrieri, in quanto la maggior parte degli abitanti era dedito all'agricoltura. Gradualmente iniziarono ad emergere gli artigiani (ceramisti, addetti alla lavorazione dei metalli, intagliatori del legno e della pietra, costruttori), così come dei personaggi con un ruolo specifico nel campo della religione. L'abbondanza di statuine antropomorfe femminili e la parallela scarsità di sculture a soggetto maschile sembra suggerire l'importanza del ruolo delle donne all'interno di queste comunità. Pag.70 (conclusione finale) La tradizione di Aratta (il possibile nome della civiltà di Trypillia) è viva ancor oggi. La presente mostra e catalogo espongono diverse collezioni tematiche provenienti dalla Romania, Repubblica di Moldova e Ucraina. Questa è la prima mostra internazionale che presenta, in maniera unitaria, alcuni dei materiali più rappresentativi di questa civiltà, raccolta dai territori dei tre stati che attualmente occupano lo spazio che è stato della comunità Cucuteni-Trypillia. Il suo scopo è di informare il pubblico su questa importante primavera della civiltà umana. La civiltà Cucuteni-Trypillia non era una società schiavista come Sumer e l'Egitto, ma il risultato di relazioni comunitarie. Era compatibile con i moderni ideali di democrazia e autogoverno. Ho preso atto di questo drammatico fatto che ci ha chiuso nella prigione mentale di credere che la storia non possa essere diversa da quella che abbiamo vissuto negli ultimi 5500 anni. Questi ultimi 5500 anni noi riteniamo che siano la sola ed unica possibile storia, con tutte le sue assurdità. Assurdità inspiegabili se la viviamo come un dato assoluto, mentre invece questa storia è solo un dato relativo. Ho tentato di trovare una spiegazione circa le cause che abbiano potuto aver dato origine ad un fatto del genere. Una spiegazione che regge, secondo me, è questa: Con le civiltà di Sumer e di Egitto è stata spezzata la NATURALE UGUAGLIANZA DEGLI ESSERI UMANI, sono emerse le gerarchie e le differenze sociali. La caratteristica della DIS-UGUAGLIANZA è quella di aprirsi sempre di più, di aumentare sempre di più. In 5500 anni la forbice della disuguaglianza si è aperta in modo intollerabile. Inoltre con Sumer e l'Egitto è emersa la casta dei sacerdoti. In realtà gli antichi sacerdoti di Sumer e dell'Egitto assomigliavano MOLTISSIMO ai nostri attuali POLITICI: manipolatori della mente e del linguaggio. DUNQUE: DOBBIAMO TENTARE DI RICOSTRUIRE PAZIENTEMENTE LA NATURALE UGUAGLIANZA DEGLI ESSERI UMANI. Chiudendo una buona volta questo caotico e pericoloso intermezzo di 5500 anni. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 16, 2009 11:53 PM |
| Remo Ronchitelli | |
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Ok. Il discorso qui è molto affascinante. Complesso ma importante anche da un punto di vista politico-sociale. Permettimi di sostenere la mia opinione, con tutta la tranquillità che mi deriva dalla convinzione che io e te stiamo lavorando sugli stesi identici obbiettivi. Ecco la mia breve obiezione al discorso sulla natura. Quella che noi intendiamo come natura è una serie di concezioni che sono il frutto delle attività sociali umane, quali la caccia, la pesca, l'agricoltura, la scienza attuale. Quindi la nostra idea di natura è solo un dato storico ed è un dato relativo e non assoluto. Le leggi che scopriamo oltre ad essere relative sono anche probabilistiche. Ci muoviamo su un terreno sconosciuto come gli antenati cacciatori-raccoglitori. Non possiamo affermare che esistono leggi naturali di validità generale assoluta. La fisica moderna lo dimostra in modo eclatante. La biologia con "La nuova sintesi" darwinista idem. Nè Proudhon nè J.J.Rousseau conoscevano la fisica quantistica o la nuova sintesi. Di più sicuro ci resta la nostra storia umana con tutte i bivi e gli snodi che finora abbiamo disegnato. Altra conseguenza importante della mia posizione: SE CAMBIANO LE NOSTRE RELAZIONI SOCIALI UMANE CAMBIERA' MOLTO ANCHE LA NOSTRA ATTUALE IDEA DI NATURA. Comunque le mie sono opinioni personali e ti ringrazio di avermi dato la possibilità di approfondire temi così importanti. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 17, 2009 10:17 AM |
| Remo Ronchitelli | |
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Le Api...
effettuano alcune scelte con il procedimento della democrazia e regolano i loro rapporti prevalentemente su basi contrattuali, altruistiche e cooperative, invece che gerarchiche, egoistiche e conflittuali come avviene per la specie umanaSono allineato in modo bulgaro ai concetti del post di Paulus qui sopra. Temo che questo possa generare un certo disinteresse...del tipo... se sono tutti d'accordo... Allora faccio un post A DIFESA DI TULLIO (PRO TULLIO, per chi conosce il latino). dice Tullio nell'altra discussione, quella che riguarda il programma Tullio propone un documento come programma generale che io ritengo molto valido. Lo trovate QUI Dunque, questa è la mia arringa a favore del progetto proposto da Tullio.
E avanti. Direi che, come Mary Poppins, siamo praticamente perfetti! Edited by Remo Ronchitelli on Jun 17, 2009 3:57 PM |
| Tullio | |
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Sono imbarazzato da tante lodi che non merito perchè mi sono limitato a caricare un file scritto da altri ma che ho trovato un buon punto di partenza per sviluppare un programma. Ha ragione Paulus, il testo non è esente da difetti, io l'avrei scritto diverso, e forse un giorno lo farò.
La mia citazione delle "vaste masse di maoiana memoria" era evidentemente ironica e non mi passava per la testa di riesumare tali concetti ormai spazzati via dalla storia, ma volevo sottolineare la necessità di rivolgersi ad un pubblico molto ampio ed eterogeneo e dagli interessi molto variegati. Il cambio di civiltà è necessario, siamo tutti d'accordo, ma 5500 anni hanno prodotto alcuni effetti non da poco che non sarà facile superare. Il primo è l'avidità, che da fatto individuale è diventato fatto politico. L'avidità individuale si è riprodotta a livello sociale/nazionale e aspettiamoci un peggioramento della situazione in pari con la diminuzione delle risorse naturali già in corso. L'avidità sociale ha prodotto l'imperialismo, il colonialismo e in ultimo la globalizzazione, che è la sintesi moderna e presentabile dei due fenomeni precedenti. Questo rende necessario, secondo me, un programma politico che possa smontare i meccanismi dell'avidità individuale e poi sociale. Si potrebbe, estremizzando il concetto, dividere le "masse" in due categorie di persone: gli avidi e i rassegnati. Gli avidi sono quelli che stabilmente occupano il potere da millenni e si capisce perchè: sono spinti da una fortissima morivazione che fa sì che calpestino qualsiasi bene comune pur di ottenere il loro scopo, che è quello di avere più degli altri (ricchezza o potere o tutt'e due, com'è di moda). Ottengono potere e ricchezza perchè esistono gli altri, i rassegnati, a cui hanno spiegato che questo fatto è naturale ed è scritto nella natura umana. I rassegnati quindi accettano di dedicare la loro esistenza allo scopo di potenziare gli avidi ricavandone in cambio (se va bene) qualche benevola briciolina. Noi possiamo avere qualche influenza solo sui rassegnati, non sugli avidi, per quelli è tempo perso e posso garantirlo perchè ne frequento molti per lavoro. Dobbiamo togliere agli avidi il terreno di cui si nutrono: la condiscendenza, l'ignoranza e la complicità dei rassegnati. Per questo mi sembra improbabile il discorso fatto da Paulus in altra sede secondo cui noi dobbiamo fare discorsi che accontentino tutti e creino unione e faceva l'esempio delle centrali nucleari. E' un discorso che può dividere quindi va evitato. Ma come! E' un discorso che va spiegato, non evitato! E' uno dei classici argomenti che usano gli avidi per ottenere la sottomissione (e il lavoro gratuito o quasi) dei rassegnati: lasciami fare le mie belle centrali così ti darò tutta l'energia che vuoi per continuare la tua assurda e inutile vita di sprechi che è l'unica possibile e non ci sono vere alternative. Se avrò tempo e se interesserà qualcuno svilupperò ancora il discorso. Tullio |
| Remo Ronchitelli | |
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Quanto dici è davvero ottimo. Sia gli "avidi" che quelli che tu chiami i "rassegnati", si configurano in due precise tendenze della natura che sono in ognuno dei nostri geni ...: la tendenza all'egoismo e la tendenza all'altruismo . La fine della nostra specie: questa è la posta in gioco. Potrebbe essere una fine fisica o spirituale o entrambe. |
| A former member | |
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Quanto dici è davvero ottimo. Sia gli "avidi" che quelli che tu chiami i "rassegnati", si configurano in due precise tendenze della natura che sono in ognuno dei nostri geni ...: la tendenza all'egoismo e la tendenza all'altruismo . Mi dispiace deluderti caro Remo, chi è già spirituale in Cristo, non vedrà mai la morte e mai la fine! La "specie umana", in questo sistema, comunque si estinguerà, ma chi andrà in una direzione e chi nell'altra! Ci saranno due nuovi inizi senza fine per entrambi: 1) chi andrà a vita eterna; 2) chia andra a morte eterna! In questo momento comunque dobbiamo darci da fare per migliorare il nostro stato, in tutti i sensi! Dobbiamo lottare per vedere annullati privilegi e angherie a danno dei cittadini,mandare via gli usurpatori della Sovranità e riappropriarcene quanto prima! Con affetto,un saluto a tutti! Rino. |
| Remo Ronchitelli | |
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La fine della nostra specie: questa è la posta in giocoCaro Rino, non sono per niente deluso, la tua è una posizione che conosco bene. Non ci sono problemi. Ci troviamo d'accordo sulla direzione pratica da prendere. Questa è la cosa importante. Permettimi di autocitarmi, cosa orribile, ma la mia frase coglie il senso dell'annuncio ufficiale del governo americano sui cambiamenti climatici e sui loro effetti negli Stati Uniti (non si preoccupano di quello che può accadere, diciamo, in Africa oppure in Iraq?) . Riporto la mia traduzione dal sito governativo. Guardate la serie di logo in fondo pagina, ci sono quasi tutti i dipartimenti del governo americano, tra cui la NASA. Secondo me, per quanto drammatica, con una grande solidarietà umana, a livello di specie umana alla Paulus, e con quel poco di tecnologia che si può usare, questa è una situazione dalla quale potremmo venir fuori. Naturalmente con un tipo di società e di cultura profondamente diversi. Anzi potrebbe essere l'occasione che ci costringe a modificare i nostri schemi mentali e l'equlibrio attuale tra avidi e pavidi (rassegnati). La traduzione è mia. http://www.globalchan... Alcuni punti chiave includono: * I cambiamenti climatici sono in corso negli SU e si stima siano in crescita. Cambiamenti relativi al clima si notano già negli Stati Uniti e nelle sue acque costiere. Essi comprendono un aumento delle piogge con pesanti rovesci d'acqua, aumento della temperatura e del livello del mare, ghiacciai in rapida ritirata, disgelo del permafrost, allungamento delle stagioni di crescita (delle colture), allungamento delle stagioni libere da ghiaccio nell'oceano nei laghi nei fiumi, fusione anticipata delle nevi, e alterazione nel flusso dei fiumi. Questi cambiamenti si prevedono in aumento. * La produzione di raccolti e di bestiame sarà sempre più compromessa. La agricoltura viene considerata uno dei settori più adattabili nel caso di cambiamenti di clima. Comunque, aumento del caldo e degli infestanti, penuria di acqua, malattie, e condizioni meteorologiche estreme creeranno grossi problemi alle produzione colturale ed alla produzione di bestiame da allevamento. * Aumenteranno le minacce per la salute umana. Le minacce alla salute derivano da stress dovuto al caldo, malattie veicolate dall'acqua, bassa qualità dell'aria, eventi meteorologici estremi, e malattie trasmesse da insetti e roditori. Robuste infrastrutture dedicate alla salute pubblica possono ridurre il potenziale di impatto negativo. Edited by Remo Ronchitelli on Jun 18, 2009 10:34 PM |
| Pier Paolo Cecchi | |
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Salve a tutti,
sono un militante che si occupa molto di democrazia diretta, e sono rimasto un po' stupito da alcuni accostamenti che si fanno tra essa ed il "federalismo". Per carità, non ho nulla contro questo termine, però alcune considerazioni che si facevano a tale proposito mi sono sembrate molto fuorvianti. Ad esempio, si sostiene la superiorità del "federalismo" citando il fatto che i piccoli(o meglio, piccolissimi) Stati si trovano in condizioni di benessere molto superiori rispetto agli altri. Questo è vero, e il motivo principale sono le dimensioni limitate e, soprattutto, il fatto di essere più o meno dei paradisi fiscali. Ma questi si possono permettere di essere paradisi fiscali semplicemente perchè per molte cose si appoggiano ai servizi degli Stati confinanti! Autostrade, ferrovie, ospedali, università, difesa, porti, ecc... sono tutte spese che i piccoli stati possono evitare, servendosi delle infrastrutture e dei servizi degli stati vicini molto più grandi di loro. Il problema è che non possono fare tutti così! Dopo dovresti avere qualcuno che si fa carico di sostenere questi costi giganteschi... e allora addio paradiso fiscale! Allo stesso modo, non puoi contare troppo sulle ridotte dimensioni territoriali e di popolazione: In un mondo globalizzato come il nostro avere un ruolo internazionale è fondamentale, e i piccoli staterelli non ce l'hanno. Quindi per forza di cose devi avere una grande entità territoriale di riferimento, con tutti gli inconvenienti che ciò comporta. Insomma, queste non possono essere di certo motivazioni a favore di un non meglio precisato "federalismo"! La proposta che faccio è che noi cittadini che ci battiamo per la democrazia diretta dobbiamo prima di tutto elaborare un progetto concreto e preciso sulla democrazia diretta da portare avanti insieme, a cui può far seguito anche uno sul federalismo. |