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Fase 1. diritto di proposta, dal 25 maggio al 6 luglio.

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Peppe Carpentieri
Posted May 13, 2009 3:52 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 8,668
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dal 25 maggio al 6 luglio: Proporre - date incluse

Il forum - meetup - di PBC (Per il Bene Comune) organizza il “programma partecipato”


Obiettivo: aggiornare il programma politico di PBC attraverso strumenti di democrazia partecipativa e proporlo all’assemblea del movimento politico PBC. Non c’è bisogno di essere iscritti a PBC per partecipare, tutti i membri del forum hanno diritto di proposta.

Si tratta di un metodo sperimentale per iniziare a praticare la vera democrazia, è un processo educativo a metodi democratici. Il processo decisionale si articola in tre momenti: 1. diritto di proposta. 2. discussione. 3. voto

* Un membro del forum – cittadino – può proporre e deve farlo elaborando la proposta con i mezzi di internet. Si chiede di scrivere la proposta a mezzo “carta” file di scrittura formato doc con al massimo 7000 battute (caratteri, spazio) con carattere times new roman altezza 12. La proposta può essere spiegata anche a mezzo video di tre minuti e condividerlo su youtube. La proposta può essere spiegata anche con un presentazione con al max 20 schede. Il proponente può usare tutti e tre i mezzi o uno solo di questi. La proposta va "linkata" nell'apposita discussione che gli arbitri del processo apriranno. I file possono essere caricati anche nella sezione file di questo forum.




dal sito ufficiale di PBC

A former member
Posted May 25, 2009 11:52 AM
Post #: 1,722
Proposta cancellata
A former member
Posted Jun 1, 2009 10:07 AM
Post #: 4
Sarebbe illusorio teorizzare una situazione totalmente diversa da quella che viviamo ora. Sarebbe invece preferibile proporre un piano di transizione tra la attuale situazione ed una situazione futura con caratteristiche positive di democrazia, autogoverno, soddisfazione dei bisogni primari di cibo, salute, cultura ed energia. Quelle che seguono dunque sono solo le proposte, intrecciate tra di loro, di un processo di transizione, lungo, difficile, dall'esito incerto. I processi qui disegnati sono comunque processi reali già presenti nelle società attuali, come il tentativo di riconquistarsi la terra, l'esigenza di un rapporto intimo con la natura, la riaggregazione famigliare e sociale, la riappropriazione del proprio corpo e della salute, un nuovo modo di produzione di beni e servizi. I punti che ritengo più innovativi sono due: il diritto alla terra ed un nuovo modo di intendere la produzione di beni e servizi che risolve il falso problema della scelta tra globalizazzione e localizzazione.
Il progetto che si trova nel file
Progetto Ripami
descrive in modo sommario i vari punti perchè ciascuno di essi fa parte di in un progetto organico:
Il punto 1 Diritto alla terra propongo sia inserito in:
Ambiente, energia e infrastrutture fuso con il paragrafo:
Creazione di un piano nazionale che fissi le linee guida per i Piani Regolatori, sottraendoli all’attuale arbitrio degli speculatori immobiliari, rimettendo al centro una gestione pubblica del territorio, basata sul rispetto dell’ambiente e sulla tutela della salute.
I files relativi al punto 1 Diritto alla Terra sono
Punto Primo: Diritto alla Terra
UnaTesi di Laurea sugli Orti Urbani
Una proposta di recupero urbanistico del verde a Roma
Semplice esempio di regolamento comunale di Orti Urbani (Cadoneghe PD)
Hortycultural Therapy
Il file che tratta il punto 5 Economia da inserire nell'item Economia del programma PBC è questo:
Economia Open Source
EconomiaOpenSourceDue
La Fine Imminente del Capitalismo
Procedo ora ad elaborare il punto 2 Riaggregazione famigliare e sociale che inserirò nello stesso item del punto 1.

Tullio
Posted Jun 2, 2009 5:37 PM
user 7358446
Torre Pellice, TO
Post #: 119
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ABOLIZIONE DELLA CACCIA

La caccia è un’attività ancestrale dell’uomo, nata con la costruzione delle prime armi e finalizzata al procacciamento di cibo ad alto valore proteico, altrimenti di difficile reperimento nelle civiltà pre-agricole. Nelle civiltà agricole e feudali la caccia ha avuto storicamente due diverse funzioni in base a chi ne erano i praticanti. Le classi dominanti (nobiltà prima e borghesia poi) la praticavano per puro diletto ed esibizionismo, spesso associata alla tassidermia per immortalare le prede abbattute. Le classi povere praticavano la caccia, spesso di frodo, esclusivamente come occasionale integrazione della loro dieta carente di proteine, quindi per pura necessità.........TESTO COMPLETO

La proposta, dopo l'opportuna discussione e le conseguenti modifiche, potrebbe entrare nell'area tematica "Ambiente" del programma di PBC.

Spero che vi piaccia, ho anche pensato a cosa farne delle armi e dei cacciatori dopo che saranno rimasti disoccupati...

Tullio
A former member
Posted Jun 5, 2009 11:57 AM
Post #: 1
Proposta partecipativa PBC.

Il nostro sistema sociale/economico si articola principalmente sui servizi al cittadino.Sono due i bisogni di maggior attrazione economica:l'abitazione e i mezzi di comunicazione(spostamento).
É intuitivo presupporre una razionalizzazione di questi due bisogni.L'urbanizzazione di un territorio è suddivisa in varii modi,principalmente si delimitano le aree destinate all'utilizzo residenziale, quello agricolo e quello industriale/artigianale.Questo pone un limite alla versatilità di utilizzo del territorio,poichè per ogni area si sottointende una più o meno salubre situazione ambientale(con tanto di certificazione di indagine ambientale).Mi risulta palese che in questa economia globalizzata,la flessibilità e la versatilità siano dei presupposti minimi.Perchè non rendere flessibile il territorio?Mi spiego meglio;sia un'area di utilizzo agricolo o destinata alla preservazione ambientale un vincolo insuperabile,si ponga ora il caso di convertire un'area exindustriale a residenziale e viceversa.Il flusso migratorio e la variazione della situazione economica da sempre hanno influenzato l'utilizzo in una o in un'altra maniera.Il limite più alto sta nei costi economici esosi,già ora convertire un'area industriale(creata con una vecchia normativa) a un'altra è dispendioso.La mia idea presuppone un modo diverso di intendere l'industria e l'abitazione.Non dico che l'una si debba sovrapporre all'altra, bensì trattare l'industria come un organismo che deve vivere per il benessere comune,una volta spenta la sua funzione non deve lasciare traccia.In questo modo i bisogni abitativi e lavorativi possono intercambiarsi assecondando le dinamiche di mercato(credo fortemente ,che a conti fatti, la proposta possa ,a lungo termine,far riparmiare un sacco di soldi e dunque rendere il sistema paese più forte e competitivo).
Immagino già che il mezzo più economico e veloce per raggiungere il fine sia di alzare i limiti di legge normativi del settore ambientale residenziale,questo non è il mezzo più consono,difatto l'aumento dei limiti porta maggiori rischi sulla salute e dunque maggiori costi sulla società.La normativa và cambiata in senso restrittivo,sicuramente i costi di aggiornamento saranno alti,ma mai quanto lo possono essere i costi che si dovranno sostenere a lungo termine,che già oggi stanno diventando un vero e proprio salasso.
L'utilizzo massiccio di energie da fonti rinnovabili,si concretizza con la produzione in proprio di energia,a un costo di energia pari quasi a zero, in questa prospettiva l'utilizzo di macchine esclusivamente elettriche per spostamenti di 20-30 Km può essere realizzabile.Per viaggi più lunghi,in genere per lavoro,si possono utilizzare le auto ibride.
Ne approfitto per aggiungere una nota per la scuola.Siamo tutti d'accordo che la scuola sia un bene pubblico e che a tutti sia concesso di parteciparvi.Ora non tutti sono d'accordo sulle scuole private,difatto mentre si sta a bisticciare se sia più o meno giusto dare buoni alle scuole private,esse sono una reltà in continua crescita.Spesso si concretizzano con corsi professionali più o meno lunghi.Manca o è incompleta, una normativa a tema che imponga a tutte le scuole(siano esse private o pubbliche) una trasparenza sull'effettiva resa della scuola.Per resa intendo il rapposto materia proposta e obbiettivi/apprendimento alunni.Sono sicuro che questo tema è difficile da trattare ma da qualche parte bisogna cominciare.La situazione attuale è folle e a volte fraudolenta,di fatto solo lo studente può obbiettare se una scuola sia positiva o negativa,però a rischio di mensilità e tempo.Esistono già dei mezzi giudiziari per bloccare il fenomeno?Sì,ma una volta superati e arginati questi mezzi,attraverso cavilli burocratici,si è di nuovo all'inizio.
Grazie Uderzo Gimmy
A former member
Posted Jun 6, 2009 11:59 AM
Post #: 758
propongo di fare nostre le proposte della LAV in tema di regolamenti comunali e provinciali, nonché la parte riguardante gli allevamenti.
Sito www.infolav.org
Se ritenete opportuno posso copiare tali proposte su un foglio di word e metterlo qui.
A former member
Posted Jun 7, 2009 4:00 PM
Post #: 1,623
Proposta sulla area pedagico formativa:
scuola pubblica ed universita': contro la legge 133 e la Gelmini.
Ripristino delle compresenze alle elementari, tempo pieno, in elementari e medie, sostegno ai diversamente abili in base a certificazione (come era stato fin alla legge Gelmini) del neuropsichiatra infantile e non mediante la commissione invalidi civili che di fatto azzera il dato e inibisce le famiglie.
Monte ore da dedicare alla alfabetizzazione:oggi le ore a disposizione sono annullate e spalmate a ricoprire le piu' diverse funzioni, nell'ottica di annullare la finalita' educativa e culturale e affaticare e spogliare di identificabilita' culturale i docenti.
Ore due a disposizione dei docenti per alfabetizzazione, recupero, approfondimento, consolidamento attuando anche laboratori ad hoc.
Supplenti chiamati a sostuire l'assente dopo i primi cinque gg di malattia (come era prima di Morattie non dopo diciotto!)
Biblioteca scolastica fornita di testi aggiuntivi ogni anno, e personale ad esso adibito.
Sezione intercultura.
Presenza, soprattutto nell'obbligo, dei mediatori culturali e linguistici:
(Tutto questo vi era nella scuola, anche se centellinato faticosamente sui budget, fino a cinque anni addietro, non e' fantascienza!)
Numero degli alunni per classe non superiore, in fascia d'obbligo, ai 18 se in presenza di certificati, 22 altrimenti (come era di fatto prima di Moratti):
Insegnanti di lingua straniera con possibilita' (come era sempre stato fin ad un anno fa) di avere lettori di madre lingua, laboratori teatrali, musicali, quindi interdisciplinarieta', con esperti che li sostengano, eliminati lentamente dopo la legge Moratti che ha ulteriormente prosciugato i finanziamenti.
Abolizione dei finanziamenti alle scuole private e confessionali, le rette delle famiglie evntualmente devono sostenerle, come donazioni e/o fondazioni.
Non paghiamo le tasse per finaziare il privato...http://comitatoscuola...
Questo e' un sito prettamente universitario, che ha ricercato e confrontato le differenti politiche sulla istruzione anche in altri Paesi.
Abolizione dello scalone sul salario e sul pensionamento e relativa corresponsione, di fatto una ineguaglianza rispetto ai piu' giovani, a chi entra in ruolo in eta', come succede di fatto, a chi ha periodi di non lavoro.
Aumento della retribuzione della categoria, di almeno un trenta per cento netto, per tutti, di fatto e' la meno pagata in Europa.
Corsi di aggiornamento selezionati dagli insegnanti stessi, da tenersi nel mese di settembre, prima meta', finanziati
dagli uffici provinciali e non dall'Istrtuto.
Abolizione dei licei" marmellata", e ripristino delle scuole ad indirizzo professionale e tecnico.
Il Ministero della Pubblica Istruzione e quello sulla Universita' dovrebbero essere due, distinti e separati.

Peppe Carpentieri
Posted Jun 8, 2009 4:08 PM
matierno
Parma, PR
Post #: 8,783
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Obiettivo: progettare e costruire una società diversa, migliore e più umana.

Il problema: in sostanza il sistema (banche, corporations, partiti, norme e leggi irrazionali) hanno schiavizzato i popoli attraverso strumenti di controllo di massa come media, università e scuole manipolando il pensiero collettivo globale ed incatenarlo ad un concetto di sviluppo e di crescita utile ai pochi, all’élite. I banchieri hanno imposto una dittatura delle Banche Centrali che prestano una moneta agli Stati (ai popoli) e misurano la ricchezza con lo stupido indicatore economico del Prodotto Interno Lordo. Il ricatto del lavoro è stato l’alibi ingegnoso per costringere i popoli a procurarsi un pezzo di carta caricato di interessi illegittimi. I popoli credono di vivere in una democrazia rappresentativa, ma lo sporadico episodio del voto, vero contratto in bianco, è il teatro messo in piedi dal potere.

Il percorso: individuare strategie e metodi per raggiungere l’obiettivo, come per esempio l’introduzione di metodi e dinamiche sociali diverse, più semplici ed accedere a tutti i livelli di conoscenza per consentire a tutti di poter consultare e dialogare con un “vocabolario comune”.

Uscire dalla visione politico-filosofica dell’antropocentrismo e comprendere che l’uomo è solo parte dell’Universo. Riconoscere le nostre potenzialità legate all’amore incondizionato, alla passione, alla spiritualità ed alla creatività e, liberarsi dalle gabbie mentali, vere prigioni, indotte dal “potere invisibile” (società segrete) e dal potere visibile delle Banche per mezzo della moneta.

    • Applicare il principio di sovranità popolare:
      o Introdurre tutti gli strumenti democrazia diretta e partecipativa negli Statuti degli Enti Territoriali (Regione, Provincia e Comune) e migliorare l’iniziativa popolare ed il referendum abrogativo previsti dalla Costituzione copiando l’esperienza Svizzera.
      o Introdurre la revoca del mandato negli Statuti degli Enti Territoriali
      o Impugnare l’art. 105 del Trattato di Maastricht che viola la Costituzione italiana ed introdurre una “Banca del popolo” e la relativa proprietà (del portatore – “pagabili a vista”) popolare della moneta (sovranità monetaria) per azzerare il debito pubblico derivante dagli interessi e dal prestito.
        - Introdurre una “moneta completare” di deliberazione degli Enti Territoriali per sostenere la filiera agroalimentare prodotta nelle Provincie.


    • Introdurre la vera Class Action:
      o In una società dove la ricchezza si misura col danaro, il potere ha paura di perderlo. E’ necessario introdurre in Italia ed in Europa il modello class action all’americana poiché è lo strumento giuridico più forte che i cittadini possano avere in mano. Il modello introdotto in Italia (finanziaria 2008) non è una class action efficace e pertanto non verrà mai usata. Sosteniamo la proposta del Coordinamento Nazionale Reset Class Action.


    • Introdurre per PBC una scuola politica di educazione civica:
      o Capire come funzione la pubblica amministrazione ed il sistema del “potere invisibile” per renderlo realmente democratico e consegnare il potere al legittimo proprietario: il popolo sovrano.
      o Creare un bagaglio culturale comune e condiviso attraverso l’approccio olistico e pragmatico che trasmetta i valori della “vera democrazia” e del concetto politico della decrescita felice alternativo al modello capitalistico, socialista e comunista.
      o Creare ed applicare stili di vita sobri attraverso l’impiego di tecnologie “nuove” (fotovoltaico, eolico, geotermia…) e socialità razionali come i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) ed i relativi Distretti di Economia Solidale (DES).


    • Applicare l’interesse pubblico con l’introduzione del modello dell’azionariato diffuso (public company)
      o Nell’ambito degli Enti Territoriali i beni ed i servizi pubblici sono stati usurpati per mezzo dell’accentramento di poteri ai Sindaci ed ai Presidenti eletti e, per l’introduzione del diritto privato in ambito pubblico con la conseguenza della riduzione dei principi democratici. E’ necessario introdurre un nuovo modello di gestione dove i cittadini sono proprietari e gestori delle società che gestiscono l’acqua, l’energia, i trasporti ed i rifiuti, tutto ciò per garantire realmente e concretamente l’interesse pubblico contemplato dalla Costituzione. I cittadini eleggono il consiglio d’amministrazione a base meritocratica per costituire una società che auto produce energia da fonti rinnovabili ed introduce il modello ESCO (Enery Service COmpany) che adotta l’uso razionale dell’energia e guadagna dal risparmio energico, cioè il contrario di quello che accade oggi dove le SpA locali monopoliste guadagna dai consumi e dagli sprechi.


    • Trasformare la RAI in una public company
      o Per avere un editore puro nazionale e, per introdurre il modello del prosumer, cioè produttore e consumatore di informazione, si rende necessario far eleggere il consiglio di amministrazione della RAI direttamente da chi è già sostanzialmente proprietario e cioè da chi paga la tassa-canone RAI.


    • Introduzione delle elezioni primarie VERE per legge
      o Le primarie che si assistono negli USA ed in Italia sono una pessima rappresentazione della democrazia rappresentativa in quanto i cittadini non possono eleggere rappresentanti meritevoli sia perché negli USA i partiti sono SpA (garantendo l'interesse di pochi), infatti i candidati scelti dalle lobby industriali che li finanziano e sia perché in Italia i soci dei partiti eleggono candidati calati dall'alto senza criterio di merito. In una vera elezione primaria vige il diritto di autocandidatura e la possibilità economica di pubblicizzare le proprie idee e questo dipende dalle regole del partito, se esse siano democratiche o meno. E' sufficiente una campagna elettorale sobria, garantendo pari condizioni di mezzi e pubblicità a tutti. Solo se tutti potranno, realmente, concorrere al vita politica del Paese potremmo iniziare a parlare di democrazia rappresentativa. Tale diritto costituzionale non è concretamente rispettato poiché il potere è nelle mani di pochi partiti oligarchici che hanno legiferato regole per conservare lo status quo.
Tullio
Posted Jun 13, 2009 11:27 AM
user 7358446
Torre Pellice, TO
Post #: 121
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Siccome amo la filosofia politica e le grandi enunciazioni di principi generali ma sono geneticamente incapace di proporne di mio, ecco un esempio di programma molto pratico per le amministrazioni locali che rispecchia al 99% il mio pensiero in materia.
Lo ha scritto il mio amico Luca Mercalli in collaborazione con altri, lo trovate QUI

Buona lettura
Pier Paolo Cecchi
Posted Jun 28, 2009 5:26 PM
user 9542284
Cervia, RA
Post #: 132
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Aggiungo su richiesta una proposta in 10 punti sui referendum, per renderli effettivi strumenti di democrazia diretta:

1)Numero di firme necessarie.
Si deve porre che a livello nazionale siano un milione, e poi fare il rapporto con la popolazione del Comune.

2)Ammissibilità del referendum.
Non può essere compiuta dal consiglio comunale o da esperti da esso nominati!
Si deve fare una commissione indipendente composta da: 2 consiglieri comunali(uno di maggioranza, l'altro di opposizione), il segretario generale, il difensore civico e tre persone estratte a sorte da una lista di magistrati, professori di materie giuridiche ed avvocati in servizio da almeno 10 anni, incensurati e residenti entro 30 km dal Comune in questione.

3)Prevedere almeno due "referendum day" in ogni legislatura, con 4-5 quesiti da votare e da svolgere in concomitanza con altre elezioni (politiche o regionali o europee), in seggi posti vicinissimi a quelli della tornata elettorale "ufficiale"(così da ottenere una più vasta partecipazione).
Se possibile, fare lo stesso per altre tornate referendarie che si svolgono lo stesso anno di altri referendum od elezioni compatibili.

4)Abolire il quorum.
Obbligo di recepire ed adottare integralmente l'esito della consultazione entro 60 giorni dallo svolgimento della stessa.
Il consiglio comunale ha la possibilità di intervenire con modifiche solo ed esclusivamente se viene verificata l'infattibilità giuridica o la mancata copertura finanziaria del quesito approvato.

5)Per evitare che in certi comuni venga presentata una marea di referendum che disorienterebbero solo gli elettori, per i primi anni porre il limite massimo di due quesiti all'anno(quando non c'è il referendum day), mentre negli anni solari in cui è previsto il referendum day si fa svolgere solo quello.
Se i quesiti presentati dovessero eccedere tale numero massimo, selezionare quelli che hanno raccolto più firme.

6)Prevedere referendum propositivi ove è prevista la scelta fra più opzioni (massimo 4) e dove il consiglio comunale ha facoltà di inserirne una propria all'interno di queste.

7)La raccolta firme per i normali referendum avviene in 4 mesi, ma per i referendum day può partire due anni prima.
Se le elezioni concomitanti al referendum day vengono spostate, esso può essere spostato con esse solo se almeno 3 quesiti hanno raccolto il numero minimo di firme necessarie di cui al punto 1.

8)Uno dei 4-5 quesiti del referendum day deve essere riservato ad eventuali quesiti la cui raccolta firme e procedura di ammissione si è svolta secondo la stessa tempistica dei referendum ordinari (questo per evitare che le questioni più recenti ed urgenti non trovino spazio, dato che le altre hanno avuto due anni per raccogliere firme).

9)Il referendum viene indetto 60 giorni prima del suo svolgimento.
Se la materia sottoposta a referendum subisce modificazioni prima dell'indizione, la commissione si riunirà nuovamente per valutare l'ammissibilità totale o parziale del quesito.
Quando il referendum sia stato indetto, il consiglio comunale e la giunta sospendono l'attività deliberativa sul medesimo oggetto, salvo che il consiglio non debba esprimersi per obbligo o entro termine di legge, oppure salvo che con delibera, adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati e col parere favorevole dei due terzi dei componenti della commissione di garanzia per il referendum, non decida altrimenti per ragioni di particolare necessità e urgenza.

10)Non possono essere sottoposti a referendum abrogativo:
a) il bilancio preventivo, il bilancio consuntivo, il piano poliennale di investimento, il piano regolatore generale(varianti escluse);
b) i provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche e decadenze;
c) i provvedimenti concernenti il personale comunale;
d) i regolamenti interni per il funzionamento del Consiglio Comunale;
e) i provvedimenti inerenti assunzioni di mutui, emissione di prestiti e applicazione di tributi;
f) qualunque atto dovuto dell'amministrazione in forza di disposizioni emanate da altri enti;
g) la istituzione e determinazione di tariffe.
Per i referendum consultivi e propositivi valgono le medesime limitazioni di cui sopra, esclusi i punti “g” ed “e”.
Le varianti al piano regolatore possono essere sottoposte solo a referendum abrogativi.
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