Per il Bene Comune Message Board › Archivio POLITICA INTERNA › Fase 1. diritto di proposta, dal 25 maggio al 6 luglio.

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| Peppe Carpentieri | |
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dal 25 maggio al 6 luglio: Proporre - date incluse
Il forum - meetup - di PBC (Per il Bene Comune) organizza il “programma partecipato” Obiettivo: aggiornare il programma politico di PBC attraverso strumenti di democrazia partecipativa e proporlo all’assemblea del movimento politico PBC. Non c’è bisogno di essere iscritti a PBC per partecipare, tutti i membri del forum hanno diritto di proposta. Si tratta di un metodo sperimentale per iniziare a praticare la vera democrazia, è un processo educativo a metodi democratici. Il processo decisionale si articola in tre momenti: 1. diritto di proposta. 2. discussione. 3. voto * Un membro del forum – cittadino – può proporre e deve farlo elaborando la proposta con i mezzi di internet. Si chiede di scrivere la proposta a mezzo “carta” file di scrittura formato doc con al massimo 7000 battute (caratteri, spazio) con carattere times new roman altezza 12. La proposta può essere spiegata anche a mezzo video di tre minuti e condividerlo su youtube. La proposta può essere spiegata anche con un presentazione con al max 20 schede. Il proponente può usare tutti e tre i mezzi o uno solo di questi. La proposta va "linkata" nell'apposita discussione che gli arbitri del processo apriranno. I file possono essere caricati anche nella sezione file di questo forum. dal sito ufficiale di PBC Edited by User 6,931,045 on Jul 23, 2009 1:50 AM |
| A former member | |
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Proposta cancellata
Edited by User 7,150,644 on Jun 2, 2009 1:35 PM |
| A former member | |
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Sarebbe illusorio teorizzare una situazione totalmente diversa da quella che viviamo ora. Sarebbe invece preferibile proporre un piano di transizione tra la attuale situazione ed una situazione futura con caratteristiche positive di democrazia, autogoverno, soddisfazione dei bisogni primari di cibo, salute, cultura ed energia. Quelle che seguono dunque sono solo le proposte, intrecciate tra di loro, di un processo di transizione, lungo, difficile, dall'esito incerto. I processi qui disegnati sono comunque processi reali già presenti nelle società attuali, come il tentativo di riconquistarsi la terra, l'esigenza di un rapporto intimo con la natura, la riaggregazione famigliare e sociale, la riappropriazione del proprio corpo e della salute, un nuovo modo di produzione di beni e servizi. I punti che ritengo più innovativi sono due: il diritto alla terra ed un nuovo modo di intendere la produzione di beni e servizi che risolve il falso problema della scelta tra globalizazzione e localizzazione.
Il progetto che si trova nel file Progetto Ripami descrive in modo sommario i vari punti perchè ciascuno di essi fa parte di in un progetto organico: Il punto 1 Diritto alla terra propongo sia inserito in: Ambiente, energia e infrastrutture fuso con il paragrafo: Creazione di un piano nazionale che fissi le linee guida per i Piani Regolatori, sottraendoli all’attuale arbitrio degli speculatori immobiliari, rimettendo al centro una gestione pubblica del territorio, basata sul rispetto dell’ambiente e sulla tutela della salute. I files relativi al punto 1 Diritto alla Terra sono Punto Primo: Diritto alla Terra UnaTesi di Laurea sugli Orti Urbani Una proposta di recupero urbanistico del verde a Roma Semplice esempio di regolamento comunale di Orti Urbani (Cadoneghe PD) Hortycultural Therapy Il file che tratta il punto 5 Economia da inserire nell'item Economia del programma PBC è questo: Economia Open Source EconomiaOpenSourceDue La Fine Imminente del Capitalismo Procedo ora ad elaborare il punto 2 Riaggregazione famigliare e sociale che inserirò nello stesso item del punto 1. Edited by User 9,026,931 on Aug 18, 2009 9:52 PM |
| Tullio | |
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ABOLIZIONE DELLA CACCIA
La caccia è un’attività ancestrale dell’uomo, nata con la costruzione delle prime armi e finalizzata al procacciamento di cibo ad alto valore proteico, altrimenti di difficile reperimento nelle civiltà pre-agricole. Nelle civiltà agricole e feudali la caccia ha avuto storicamente due diverse funzioni in base a chi ne erano i praticanti. Le classi dominanti (nobiltà prima e borghesia poi) la praticavano per puro diletto ed esibizionismo, spesso associata alla tassidermia per immortalare le prede abbattute. Le classi povere praticavano la caccia, spesso di frodo, esclusivamente come occasionale integrazione della loro dieta carente di proteine, quindi per pura necessità.........TESTO COMPLETO La proposta, dopo l'opportuna discussione e le conseguenti modifiche, potrebbe entrare nell'area tematica "Ambiente" del programma di PBC. Spero che vi piaccia, ho anche pensato a cosa farne delle armi e dei cacciatori dopo che saranno rimasti disoccupati... Tullio |
| A former member | |
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Proposta partecipativa PBC.
Il nostro sistema sociale/economico si articola principalmente sui servizi al cittadino.Sono due i bisogni di maggior attrazione economica:l'abitazione e i mezzi di comunicazione(spostamento). É intuitivo presupporre una razionalizzazione di questi due bisogni.L'urbanizzazione di un territorio è suddivisa in varii modi,principalmente si delimitano le aree destinate all'utilizzo residenziale, quello agricolo e quello industriale/artigianale.Questo pone un limite alla versatilità di utilizzo del territorio,poichè per ogni area si sottointende una più o meno salubre situazione ambientale(con tanto di certificazione di indagine ambientale).Mi risulta palese che in questa economia globalizzata,la flessibilità e la versatilità siano dei presupposti minimi.Perchè non rendere flessibile il territorio?Mi spiego meglio;sia un'area di utilizzo agricolo o destinata alla preservazione ambientale un vincolo insuperabile,si ponga ora il caso di convertire un'area exindustriale a residenziale e viceversa.Il flusso migratorio e la variazione della situazione economica da sempre hanno influenzato l'utilizzo in una o in un'altra maniera.Il limite più alto sta nei costi economici esosi,già ora convertire un'area industriale(creata con una vecchia normativa) a un'altra è dispendioso.La mia idea presuppone un modo diverso di intendere l'industria e l'abitazione.Non dico che l'una si debba sovrapporre all'altra, bensì trattare l'industria come un organismo che deve vivere per il benessere comune,una volta spenta la sua funzione non deve lasciare traccia.In questo modo i bisogni abitativi e lavorativi possono intercambiarsi assecondando le dinamiche di mercato(credo fortemente ,che a conti fatti, la proposta possa ,a lungo termine,far riparmiare un sacco di soldi e dunque rendere il sistema paese più forte e competitivo). Immagino già che il mezzo più economico e veloce per raggiungere il fine sia di alzare i limiti di legge normativi del settore ambientale residenziale,questo non è il mezzo più consono,difatto l'aumento dei limiti porta maggiori rischi sulla salute e dunque maggiori costi sulla società.La normativa và cambiata in senso restrittivo,sicuramente i costi di aggiornamento saranno alti,ma mai quanto lo possono essere i costi che si dovranno sostenere a lungo termine,che già oggi stanno diventando un vero e proprio salasso. L'utilizzo massiccio di energie da fonti rinnovabili,si concretizza con la produzione in proprio di energia,a un costo di energia pari quasi a zero, in questa prospettiva l'utilizzo di macchine esclusivamente elettriche per spostamenti di 20-30 Km può essere realizzabile.Per viaggi più lunghi,in genere per lavoro,si possono utilizzare le auto ibride. Ne approfitto per aggiungere una nota per la scuola.Siamo tutti d'accordo che la scuola sia un bene pubblico e che a tutti sia concesso di parteciparvi.Ora non tutti sono d'accordo sulle scuole private,difatto mentre si sta a bisticciare se sia più o meno giusto dare buoni alle scuole private,esse sono una reltà in continua crescita.Spesso si concretizzano con corsi professionali più o meno lunghi.Manca o è incompleta, una normativa a tema che imponga a tutte le scuole(siano esse private o pubbliche) una trasparenza sull'effettiva resa della scuola.Per resa intendo il rapposto materia proposta e obbiettivi/apprendimento alunni.Sono sicuro che questo tema è difficile da trattare ma da qualche parte bisogna cominciare.La situazione attuale è folle e a volte fraudolenta,di fatto solo lo studente può obbiettare se una scuola sia positiva o negativa,però a rischio di mensilità e tempo.Esistono già dei mezzi giudiziari per bloccare il fenomeno?Sì,ma una volta superati e arginati questi mezzi,attraverso cavilli burocratici,si è di nuovo all'inizio. Grazie Uderzo Gimmy |
| A former member | |
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propongo di fare nostre le proposte della LAV in tema di regolamenti comunali e provinciali, nonché la parte riguardante gli allevamenti.
Sito www.infolav.org Se ritenete opportuno posso copiare tali proposte su un foglio di word e metterlo qui. |
| A former member | |
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Proposta sulla area pedagico formativa:
scuola pubblica ed universita': contro la legge 133 e la Gelmini. Ripristino delle compresenze alle elementari, tempo pieno, in elementari e medie, sostegno ai diversamente abili in base a certificazione (come era stato fin alla legge Gelmini) del neuropsichiatra infantile e non mediante la commissione invalidi civili che di fatto azzera il dato e inibisce le famiglie. Monte ore da dedicare alla alfabetizzazione:oggi le ore a disposizione sono annullate e spalmate a ricoprire le piu' diverse funzioni, nell'ottica di annullare la finalita' educativa e culturale e affaticare e spogliare di identificabilita' culturale i docenti. Ore due a disposizione dei docenti per alfabetizzazione, recupero, approfondimento, consolidamento attuando anche laboratori ad hoc. Supplenti chiamati a sostuire l'assente dopo i primi cinque gg di malattia (come era prima di Morattie non dopo diciotto!) Biblioteca scolastica fornita di testi aggiuntivi ogni anno, e personale ad esso adibito. Sezione intercultura. Presenza, soprattutto nell'obbligo, dei mediatori culturali e linguistici: (Tutto questo vi era nella scuola, anche se centellinato faticosamente sui budget, fino a cinque anni addietro, non e' fantascienza!) Numero degli alunni per classe non superiore, in fascia d'obbligo, ai 18 se in presenza di certificati, 22 altrimenti (come era di fatto prima di Moratti): Insegnanti di lingua straniera con possibilita' (come era sempre stato fin ad un anno fa) di avere lettori di madre lingua, laboratori teatrali, musicali, quindi interdisciplinarieta', con esperti che li sostengano, eliminati lentamente dopo la legge Moratti che ha ulteriormente prosciugato i finanziamenti. Abolizione dei finanziamenti alle scuole private e confessionali, le rette delle famiglie evntualmente devono sostenerle, come donazioni e/o fondazioni. Non paghiamo le tasse per finaziare il privato...http://comitatoscuola... Questo e' un sito prettamente universitario, che ha ricercato e confrontato le differenti politiche sulla istruzione anche in altri Paesi. Abolizione dello scalone sul salario e sul pensionamento e relativa corresponsione, di fatto una ineguaglianza rispetto ai piu' giovani, a chi entra in ruolo in eta', come succede di fatto, a chi ha periodi di non lavoro. Aumento della retribuzione della categoria, di almeno un trenta per cento netto, per tutti, di fatto e' la meno pagata in Europa. Corsi di aggiornamento selezionati dagli insegnanti stessi, da tenersi nel mese di settembre, prima meta', finanziati dagli uffici provinciali e non dall'Istrtuto. Abolizione dei licei" marmellata", e ripristino delle scuole ad indirizzo professionale e tecnico. Il Ministero della Pubblica Istruzione e quello sulla Universita' dovrebbero essere due, distinti e separati. Edited by User 6,910,697 on Jun 9, 2009 5:34 PM |
| Peppe Carpentieri | |
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Il problema: in sostanza il sistema (banche, corporations, partiti, norme e leggi irrazionali) hanno schiavizzato i popoli attraverso strumenti di controllo di massa come media, università e scuole manipolando il pensiero collettivo globale ed incatenarlo ad un concetto di sviluppo e di crescita utile ai pochi, all’élite. I banchieri hanno imposto una dittatura delle Banche Centrali che prestano una moneta agli Stati (ai popoli) e misurano la ricchezza con lo stupido indicatore economico del Prodotto Interno Lordo. Il ricatto del lavoro è stato l’alibi ingegnoso per costringere i popoli a procurarsi un pezzo di carta caricato di interessi illegittimi. I popoli credono di vivere in una democrazia rappresentativa, ma lo sporadico episodio del voto, vero contratto in bianco, è il teatro messo in piedi dal potere. Il percorso: individuare strategie e metodi per raggiungere l’obiettivo, come per esempio l’introduzione di metodi e dinamiche sociali diverse, più semplici ed accedere a tutti i livelli di conoscenza per consentire a tutti di poter consultare e dialogare con un “vocabolario comune”. Uscire dalla visione politico-filosofica dell’antropocentrismo e comprendere che l’uomo è solo parte dell’Universo. Riconoscere le nostre potenzialità legate all’amore incondizionato, alla passione, alla spiritualità ed alla creatività e, liberarsi dalle gabbie mentali, vere prigioni, indotte dal “potere invisibile” (società segrete) e dal potere visibile delle Banche per mezzo della moneta.
o Introdurre la revoca del mandato negli Statuti degli Enti Territoriali o Impugnare l’art. 105 del Trattato di Maastricht che viola la Costituzione italiana ed introdurre una “Banca del popolo” e la relativa proprietà (del portatore – “pagabili a vista”) popolare della moneta (sovranità monetaria) per azzerare il debito pubblico derivante dagli interessi e dal prestito.
o Creare un bagaglio culturale comune e condiviso attraverso l’approccio olistico e pragmatico che trasmetta i valori della “vera democrazia” e del concetto politico della decrescita felice alternativo al modello capitalistico, socialista e comunista. o Creare ed applicare stili di vita sobri attraverso l’impiego di tecnologie “nuove” (fotovoltaico, eolico, geotermia…) e socialità razionali come i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) ed i relativi Distretti di Economia Solidale (DES).
Edited by Peppe Carpentieri on Jun 16, 2009 3:56 PM |
| Tullio | |
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Siccome amo la filosofia politica e le grandi enunciazioni di principi generali ma sono geneticamente incapace di proporne di mio, ecco un esempio di programma molto pratico per le amministrazioni locali che rispecchia al 99% il mio pensiero in materia.
Lo ha scritto il mio amico Luca Mercalli in collaborazione con altri, lo trovate QUI Buona lettura |
| Pier Paolo Cecchi | |
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Aggiungo su richiesta una proposta in 10 punti sui referendum, per renderli effettivi strumenti di democrazia diretta:
1)Numero di firme necessarie. Si deve porre che a livello nazionale siano un milione, e poi fare il rapporto con la popolazione del Comune. 2)Ammissibilità del referendum. Non può essere compiuta dal consiglio comunale o da esperti da esso nominati! Si deve fare una commissione indipendente composta da: 2 consiglieri comunali(uno di maggioranza, l'altro di opposizione), il segretario generale, il difensore civico e tre persone estratte a sorte da una lista di magistrati, professori di materie giuridiche ed avvocati in servizio da almeno 10 anni, incensurati e residenti entro 30 km dal Comune in questione. 3)Prevedere almeno due "referendum day" in ogni legislatura, con 4-5 quesiti da votare e da svolgere in concomitanza con altre elezioni (politiche o regionali o europee), in seggi posti vicinissimi a quelli della tornata elettorale "ufficiale"(così da ottenere una più vasta partecipazione). Se possibile, fare lo stesso per altre tornate referendarie che si svolgono lo stesso anno di altri referendum od elezioni compatibili. 4)Abolire il quorum. Obbligo di recepire ed adottare integralmente l'esito della consultazione entro 60 giorni dallo svolgimento della stessa. Il consiglio comunale ha la possibilità di intervenire con modifiche solo ed esclusivamente se viene verificata l'infattibilità giuridica o la mancata copertura finanziaria del quesito approvato. 5)Per evitare che in certi comuni venga presentata una marea di referendum che disorienterebbero solo gli elettori, per i primi anni porre il limite massimo di due quesiti all'anno(quando non c'è il referendum day), mentre negli anni solari in cui è previsto il referendum day si fa svolgere solo quello. Se i quesiti presentati dovessero eccedere tale numero massimo, selezionare quelli che hanno raccolto più firme. 6)Prevedere referendum propositivi ove è prevista la scelta fra più opzioni (massimo 4) e dove il consiglio comunale ha facoltà di inserirne una propria all'interno di queste. 7)La raccolta firme per i normali referendum avviene in 4 mesi, ma per i referendum day può partire due anni prima. Se le elezioni concomitanti al referendum day vengono spostate, esso può essere spostato con esse solo se almeno 3 quesiti hanno raccolto il numero minimo di firme necessarie di cui al punto 1. 8)Uno dei 4-5 quesiti del referendum day deve essere riservato ad eventuali quesiti la cui raccolta firme e procedura di ammissione si è svolta secondo la stessa tempistica dei referendum ordinari (questo per evitare che le questioni più recenti ed urgenti non trovino spazio, dato che le altre hanno avuto due anni per raccogliere firme). 9)Il referendum viene indetto 60 giorni prima del suo svolgimento. Se la materia sottoposta a referendum subisce modificazioni prima dell'indizione, la commissione si riunirà nuovamente per valutare l'ammissibilità totale o parziale del quesito. Quando il referendum sia stato indetto, il consiglio comunale e la giunta sospendono l'attività deliberativa sul medesimo oggetto, salvo che il consiglio non debba esprimersi per obbligo o entro termine di legge, oppure salvo che con delibera, adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati e col parere favorevole dei due terzi dei componenti della commissione di garanzia per il referendum, non decida altrimenti per ragioni di particolare necessità e urgenza. 10)Non possono essere sottoposti a referendum abrogativo: a) il bilancio preventivo, il bilancio consuntivo, il piano poliennale di investimento, il piano regolatore generale(varianti escluse); b) i provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche e decadenze; c) i provvedimenti concernenti il personale comunale; d) i regolamenti interni per il funzionamento del Consiglio Comunale; e) i provvedimenti inerenti assunzioni di mutui, emissione di prestiti e applicazione di tributi; f) qualunque atto dovuto dell'amministrazione in forza di disposizioni emanate da altri enti; g) la istituzione e determinazione di tariffe. Per i referendum consultivi e propositivi valgono le medesime limitazioni di cui sopra, esclusi i punti “g” ed “e”. Le varianti al piano regolatore possono essere sottoposte solo a referendum abrogativi. |
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