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GDL VOLONTARIATO

Brunella B.
user 49071082
Rho, MI
Post #: 30
POSTATO DA ANTONIETTA
prendendo spunto dai due esempi sotto riportati, sarebbe molto bello e utile portare avanti le due iniziative anche a Rho.....secondo me sarebbero due progetti molto utili!

1. evitare gli sprechi alimentari attraverso il recupero dei pasti delle mense scolastiche da destinare ai cani del canile municipale, grazie alla sinergia e collaborazione di volontari.
pensiamoci!

2. diffondere la cultura del consumo consapevole e sostenibile attraverso la realizzazione di un sistema basato sul recupero dei beni invenduti a favore delle persone e delle famiglie bisognose.


A gennaio il CentroMusica ha presentato al sindaco di Orvieto Antonio Concina e all’Assessore dell’Ufficio Ambiente Claudio Margottini una iniziativa che prevede di evitare gli sprechi alimentari attraverso il recupero dei pasti delle mense scolastiche da destinare ai cani del canile municipale, grazie alla sinergia e collaborazione di volontari.

L’iniziativa si riferisce al Progetto di Educazione Ambientale di Rete delle Scuole del Territorio Orvietano “Viaggio nella Natura” http://orvietocentrom...­.
e ciò è possibile anche grazie alle previsioni di un Regolamento comunitario che prevede esplicitamente questa possibilità.

I volontari orvietani la realizzerebbero a costo zero e con un consumo effettuato dai cani entro le 24 ore in maniera da evitare l’altrimenti obbligatoria dotazione di un costoso apparecchio per il trattamento termico degli alimenti non consumati nelle scuole.

A distanza di mesi, non avendo ricevuto nessuna risposta dopo una serie di incontri e solleciti, il CentroMusica, curatrice del progetto e a nome dei partecipanti, lamenta il mancato sostegno delle Istituzioni per una iniziativa che intende portare avanti senza nessun costo per il Comune una vera e propria opera di sensibilizzazione,
volta a promuovere la messa in atto di comportamenti ecocompatibili, e vuole puntare su strategie in grado di garantire la riduzione della produzione dei rifiuti e di valorizzare gli avanzi alimentari, non visti più come sprechi, ma come risorse da utilizzare.

Riciclare gli avanzi del pranzo per evitare sprechi alimentari è in sostanza una sfida in vista di una migliore gestione dei consumi. E in effetti non sono solo le scuole a dover essere coinvolte in progetti di questo genere, visto che anche nell’ambito dei consumi domestici si potrebbero evitare gli sprechi e si potrebbe risparmiare.

Nel nostro specifico caso, il recupero delle spese relative all’acquisto del mangime per il canile potrebbe consentire a realizzare tutto ciò che si rende necessario per la comunità senza gravare ulteriormente sulle casse comunali.

Sulla base di quanto sopra esposto, AUSPICHIAMO CHE l’Amministrazione Comunale dia tempestivamente una risposta tramite lettera ufficiale, facendo così chiarezza sulle proprie intenzioni. Come è noto già al Comune, anche un’associazione nazionale come la LAV è intervenuta ufficialmente sulla vicenda e anch’essa attende una risposta.



PRESENTATO A PERUGIA “ZERO WASTE”. PRODOTTI INVENDUTI ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE

La sostenibilità e la solidarietà sono i "pilastri" alla base del progetto "Zero Waste", finalizzato a diffondere in Umbria la cultura del consumo consapevole e sostenibile attraverso la realizzazione di un sistema basato sul recupero dei beni invenduti a favore delle persone e delle famiglie bisognose.
Una rete di aziende e associazioni che si alleano per donare - a chi non ha i soldi - prodotti che altrimenti finirebbero nel cassonetto.
Il progetto “Zero Waste” si configura come intervento pilota che sperimenta su due territori della Regione Umbria, il comprensorio di Perugia e la Zona sociale n.1 Città di Castello, un sistema di gestione per la raccolta e distribuzione di beni invenduti, oltre a cercare di diffondere un nuovo spirito di sostenibilità nel consumo e ricerca di abbassare gli sprechi e aprire ad un servizio di recupero alimentare.

(agenzia umbria notizie) - perugia, 4 lug. 013 - La sostenibilità e la solidarietà sono i "pilastri" alla base del progetto "Zero Waste", finalizzato a diffondere in Umbria la cultura del consumo consapevole e sostenibile attraverso la realizzazione di un sistema basato sul recupero dei beni invenduti a favore delle persone e delle famiglie bisognose. Il progetto è stato presentato stamani a Perugia alla presenza della vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare, Carla Casciari, e dei rappresentanti degli enti e delle istituzioni coinvolte, tra cui il Comune di Perugia, con l'assessore Andrea Cernicchi, il Cesvol, il Comune di Castello con l'assessore ai Servizi sociali, Andreina Ciubini.
La coordinatrice del progetto per il Cesvol, Alessandra Stocchi, ha spiegato che "Zero Waste" rientra nell'ambito del Programma di contribuzioni 2012 di Philip Morris Italia attraverso il Fondo VGE-PMI ed è promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia, il Comune di Città di Castello (Zona Sociale 1) e il Cesvol Perugia. Tra i partner operativi rientrano il Banco Alimentare dell'Umbria, l'associazione "Il Samaritano" e la Caritas diocesana di Città di Castello.
Con l'iniziativa - è stato spiegato - si vuole dar vita ad una rete di solidarietà dinamica e stabile tra il mondo del profit e del non profit, dove il bene invenduto acquista un valore socio-assistenziale e il suo recupero ha ricadute positive a livello ambientale, economico, sociale e sanitario. La sperimentazione del progetto avverrà su due territori umbri, e cioè il comprensorio di Perugia e la Zona Sociale n. 1 di Città di Castello, dove si darà vita a un sistema di gestione per la raccolta e la distribuzione di beni invenduti che potrà essere riproposto in altre aree della regione con il contributo delle attività produttive e commerciali, delle pubbliche amministrazioni, delle associazioni e degli enti caritativi attivi in tutta l'Umbria.
Tra i risultati attesi dall'avvio del progetto oltre, ovviamente, alla riduzione del problema alimentare che coinvolge molte persone indigenti dell'Umbria, c'è anche quello della riduzione degli sprechi alimentari e della diffusione di una maggiore consapevolezza e sensibilità della comunità sul tema del consumo consapevole, del contrasto alla povertà e allo spreco alimentare.
"Come amministrazione regionale - ha detto la vicepresidente Casciari - ci siamo sentiti molto vicini a quest'iniziativa che abbiamo deciso di sostenere anche dal punto di vista finanziario, per rispondere anche così ai bisogni delle nuove povertà che coinvolgono cittadini e famiglie che non abituate a normalmente a chiedere".
"Il nostro obiettivo è di inserire il progetto nella programmazione comunitaria - ha concluso Casciari - visto che la sua peculiarità di innescare un modello culturale innovativo che va oltre le forme tradizionali di assistenza, attraverso un consumo intelligente e il riuso sempre nel massimo rispetto dell'ambiente. Motivazioni queste per le quali la Regione Umbria ha concesso a Cesvol Perugia per il progetto 'Zero Waste' il marchio di sostenibilità ambientale, Green Heart Quality".
Brunella B.
user 49071082
Rho, MI
Post #: 31
POSTATO DA ANTONIETTA

A CAPANNORI 50 MILA EURO DI CIBO VANNO AI CITTADINI PIU’ DEBOLI INVECE CHE IN DISCARICA

Le porzioni di cibo pronte per essere servite a scuola ma non consumate? A Capannori non diventano un rifiuto ma vengono consegnate in quattro mense del territorio che servono oltre 150 persone appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. Questo è possibile grazie alla sinergia tra Comune, Caritas e Gvai (Gruppo volontari accoglienza immigrati) in collaborazione con Eudania – Società italiana di ristorazione che hanno dato vita al progetto “Moltiplicare pani e pesci va a scuola”.
L’iniziativa, già attiva da circa 5 anni, consente alle realtà che gestiscono le mense per i cittadini più poveri di risparmiare ingenti cifre. Si pensi che nel 2012 è stato recuperato cibo per un valore di 50 mila euro. I soggetti coinvolti sono aumentati nel numero; proprio da questa settimana vi hanno aderito anche le scuole primarie di Camigliano, Gragnano e Massa Macinaia, che si sono aggiunte alle scuole dell’infanzia di Capannori, Lunata e Lammari e alle primarie di Lunata, Capannori, Lammari e Marlia per un totale di circa 1600 alunni coinvolti.
Ai cani senza dimora gli avanzi dei pasti degli scolari. Un bell’esempio viene dal Comune di San Giusto che, con una delibera votata all’unanimità dalla giunta Boggio, ha deciso di destinare tutte le rimanenze alimentari prodotte nella mensa scolastica agli animali ospiti del canile di Caluso. Sarà una volontaria della struttura di accoglienza che vive in paese, e ne aveva fatta specifica richiesta al sindaco, a gestire il flusso del cibo avanzato verso il canile calusiese di strada provinciale per Foglizzo: nessuna spesa aggiuntiva, quindi, sarà a carico del Comune.


Pasti caldi a cani e gatti dalle mense scolastiche
--------------------------------------­--------------------------- INIZIATIVA DELL'USL DI LODI Pasti caldi a cani e gatti dalle mense scolastiche LODI - Nel Lodigiano, Fido mangia in mensa. Risotti, ragu' e verdure preparati per i bambini delle scuole materne ed elementari della provincia, serviranno a nutrire anche gli ospiti a quattro zampe di gattili e canili del territorio. L'iniziativa, mirata a combattere gli sprechi, per questo adatta alle finalita' scolastiche, e' stata promossa dall'Usl di Lodi. Il servizio di igiene alimentare e il settore veterinario si sono accordati e nei giorni scorsi hanno spedito lettere a sindaci, direzioni didattiche e presidenze che sovrintendono a 180 refettori per sollecitare la loro adesione. A ispirare l'iniziativa sono state le abitudini di casa, dove gatti e cani, ben pasciuti dalle scatolette, spesso gustano anche i manicaretti avanzati dai loro padroni e hanno un pelo lucido e l'aspetto florido. Visti gli ottimi risultati, perche' non ripetere con grandi numeri questa abitudine antica, si e' chiesta Maria Grazia Silvestri, responsabile del servizio di igiene alimentare che ha una passione per i cuccioli. Dalla riflessione alla realta' il passo e' stato breve e il piano di recupero degli alimenti ha preso corpo. Nella ciotola di Fido non finiranno pero' gli scarti di lavorazione delle cucine o cio' che i bambini abbandonano nel piatto. Per questi residui, considerati rifiuti, ci saranno i cassonetti. A cani e gatti verranno proposti solo i cibi preparati per i bambini e rimasti intatti sui vassoi perche' eccedenti rispetto al numero dei pasti da distribuire. I titolari di canili e gattili dovranno accordarsi con amministrazioni comunali e mense scolastiche per le modalita' di raccolta degli avanzi, che dovranno essere trasportati in contenitori sterili e caldi.
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