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L'Incompiuta di Portosole

"L'Incompiuta" di Portosole



FOTO


Giugno 2009
cliccando qui troverete il dossier di Legambiente:

L’ecomostro di Portosole a Sanremo (IM)
(pag.43)



Un blocco di cemento che sbuca su un tratto della caratteristica passeggiata a mare Trento-Trieste di Sanremo, uno dei pezzi più suggestivi della riviera ligure.
Un grande albergo a tre piani che è stato costruito sulla base di un’errata rilevazione del dislivello, ormai acclarata tecnicamente, tra le aree di sedime dove sono state impiantate le fondamenta e il livello della passeggiata. La differenza riscontrata è di circa due metri.
A seguito degli esposti di Legambiente, nel dicembre del 2002 il cantiere è stato sequestrato dalla Procura di Sanremo e i vertici della società Cnis Portosole sono stati rinviati a giudizio per le irregolarità edilizie ed ambientali. Il processo si è concluso nel marzo del 2006
con l’assoluzione della proprietà, sia pur con la formula dubitativa, perché non è stato riscontrato il dolo nelle irregolarità del progetto. Il condono edilizio ha poi dato un’ulteriore mano a salvare l'ecomostro, sebbene l’altezza fuori regola non sia sanabile in nessun modo. Ora l’impresa vorrebbe fare ripartire i cantieri, ma si
ritrova in mano autorizzazioni ormai scadute.
E’ in corso un faticoso confronto con l’amministrazione comunale per ottenere almeno il risultato di una forte mitigazione dell’impatto ambientale dell’immobile.


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6 luglio 2007
RELAZIONE SULL' HOTEL PORTOSOLE A CURA DEL GEOM. CLAUDIO VANIGLIA RESPONSABILE DELLA SEZIONE DI SANREMO DI LEGAMBIENTE.

( 6 luglio 2007 alle ore 21 c/o il C.S. Vigna in Via Parodi 16 A Sanremo
Il geom. VANIGLIA è la persona che ha seguito 'lo sviluppo delle opere a terra dal lontano 1991 anno di approvazione del piano particolareggiato della zona portuale")


La vicenda di Portosole nasce nel lontano 1991 con l´approvazione del Piano Particolareggiato per le opere a terra.
Precedentemente c´era stato un altro Piano Particolareggiato molto più impattante. Diciamo che dopo una serie di trattative (forse una parola sbagliata), dopo una serie di problematiche si era arrivati a definire che le opere a terra di Portosole dovessero essere sotto la quota della passeggiata mare Salvo d´Acquisto.
Questa norma è ben chiara nel piano particolareggiato del 1991 approvato prima dal Comune e poi dalla Regione: tutte le opere a terra compreso l´albergo (il cosiddetto "Mostro") dovevano essere sotto la quota della passeggiata.
La questione è rimasta inattiva per svariati anni. Il Piano Particolareggiato non ha avuto nessuna efficacia perché per le opere a terra, per motivi relativi alla proprietà, non sono state attivate. Lo sono state a partire dal 1995-1996: per i piccoli edifici posizionati sotto la passeggiata (bar, magazzini e .....) si era evidenziato per la prima volta che queste costruzioni "emergevano" dalla passeggiata Salvo d´Acquisto di circa 1 metro. C´è stato tutto uno scambio di corrispondenza con la Sovrintendenza beni architettonici della Liguria la quale, sostanzialmente, chiedeva al Comune di verificare perché questi manufatti fossero sopra il profilo della passeggiata.
A queste sollecitazioni della Soprintendenza l´ Amministrazione di allora non rispose mai.
A partire dal giugno del 1996 fino al maggio 1998 le richieste della Soprintendenza vengono inevase, il Comune non risponde e non fa verificare le quote.
Fino ad allora la Soprintendenza chiedeva di far verificare non le quote della passeggiata ma quelle dei manufatti.
In effetti ad una verifica che c´era stata, i manufatti erano perfettamente in regola con le licenze rilasciate che derivavano dal Piano Particolareggiato.
Non mi ricordo esattamente le quote ma poniamo che fossero 8 metri e gli edifici erano alti 8 metri.
Quindi apparentemente non c´era alcun tipo di violazione.
A questo punto si è pensato che ci fosse un errore nella quota della passeggiata a mare e che quindi fosse sovrastimata in altezza. Ad una verifica banale che allora aveva fatto eseguire LegAmbiente da un geometra effettivamente si riscontrava che la passeggiata non era quotata correttamente. Sul Piano Particolareggiato era sovrastimata di circa un metro cinquanta (nel senso che risultava sulla carta più alta rispetto a quello che era in realtà). Questo comportava che sul progetto quei manufatti erano sotto la passeggiata, che era quotata 7,40 m. ma indicata sul piano particolareggiato come 8.60 m.; quindi il manufatto che era di circa 8 metri di altezza risultava al di sotto della passeggiata.
Ma in effetti è al di sopra di 90 cm.
Fino ad allora non si parlava ancora dell´hotel, nel frattempo le autorizzazioni edilizie derivanti dal Piano Particolareggiato scadono. La Proprietà chiede il rinnovo dell´autorizzazione e lo fa `diciamo´ nel 2000 e la Soprintendenza sospende le autorizzazioni in attesa di verificare le quote dei manufatti.
C´è da dire che la sospensione retroattiva della Soprintendenza non è corretta, la Soprintendenza può sospendere un´ autorizzazione entro i 60 giorni dal rilascio della concessione, trascorsi i quali è inefficace.
Se era inefficace per i manufatti già realizzati diventava però efficace per le autorizzazioni di lavori che non erano ancora iniziati e per lo più scaduti. (trascorsi i 3 anni l´ autorizzazione decade e per procedere alla costruzione bisogna chiedere il rinnovo).
L´ufficio tecnico nella persona dell´ing. Locatelli chiede all´amministrazione di Portosole il rinnovo anche dell´autorizzazione ambientale dicendo che è decaduta anche quella.
Portosole risponde dicendo che non è necessaria perché il progetto, non essendoci varianti , è `tale e quale´ Al Comune nel frattempo viene concessa la delega per le questioni ambientali, per qui la commissione edilizia integrata può rilasciare le autorizzazioni che prima erano compito della Commissione regionale. La Giunta comunale dell'epoca chiede un parere ad un avvocato amministrativista circa la necessità del rinnovo dell´autorizzazione ambientale.
L´ avvocato dice che tale rinnovo non è necessario, quindi il Comune in base a questo parere, rilascia il rinnovo dell'autorizzazione ad edificare l´albergo che inizia ad essere costruito (vado a memoria) nel febbraio del 2001.
Nel giugno dello stesso anno la quota dell´albergo supera in modo evidente la quota della passeggiata.
Allora Legambiente redige un esposto alla Procura della Repubblica denunciando che c´è una violazione.
"Noi di Legambiente queste cose le abbiamo sapute solo dopo, infatti sapevamo semplicemente che le costruzioni dovessero stare al di sotto della passeggiata, non sapevamo che ci fossero degli errori."
Quindi, Legambiente fà prima una raccolta di firme, poi l´ esposto alla Procura. La stessa fa un´indagine che dura vari mesi e alla fine di questa sequestra il cantiere. Di conseguenza vengono bloccati i lavori e comincia la procedura per arrivare al processo. Legambiente si costituisce parte civile al processo nel quale viene ricostruita tutta la vicenda a partire dal 1991.
Nel frattempo interviene il condono edilizio che però non sana tutti gli abusi poiché quello delle quote non è previsto dal condono stesso in quanto violazione urbanistica e non edilizia.
La Proprietà usufruisce del condono per cui il processo si ferma in attesa di verificare quali capi di imputazione vengano annullati, se tutti o in parte.
La legge sul condono stabilisce che sia sufficiente fare la domanda per condonare un´opera abusiva per fermare il procedimento penale ma non tutti gli altri.
Il procedimento penale quindi decade con la presentazione del condono.
Paradossalmente se il condono poi non viene accettato ormai il penale viene archiviato.
Oltre a questa questione delle altezze (e quindi dell´errore in termini di superamento della quota della passeggiata) c´era anche un problema di traslazione degli immobili (rispetto al progetto infatti l´albergo è posizionato in maniera diversa di circa 23 gradi quindi l´edificio si avvicina alla passeggiata più di quanto avrebbe dovuto).
Inoltre, erano state costruite delle logge e dei terrazzi fuori volumetria e fuori superficie edificabile ... e c´ erano ulteriori `vizi´ come trasformazioni di finestre in portefinestre.
Praticamente tutte queste cose vengono eliminate dal processo che continua semplicemente in base alla violazione ambientale e quindi per quanto riguarda le quote.
Alla fine Portosole, i progettisti e i costruttori vengono assolti con quella che una volta era la formula dell´insufficienza di prove perché in sostanza non è stato possibile determinare che questo errore di quota ormai accertato, sia stato fatto con dolo.
Sostanzialmente il Piano Particolareggiato è stato fatto dall´arch. Muratorio e la licenza edilizia è stata fatta dallo stesso arch.; lo stesso tecnico ha fatto il progetto di Portosole e il Piano Particolareggiato.
Il Piano Particolareggiato era d´iniziativa pubblica quindi l´incarico era stato dato dal Comune all´arch. Muratorio, mentre il progetto edilizio che deriva dal Piano è stato dato dall´arch. sotto incarico di Portosole.
I due incarichi quindi sono dissonanti.
Il tecnico, essendo lo stesso che aveva fatto progetto dell´edificio e Piano Particolareggiato, doveva sapere che quel manufatto avrebbe dovuto essere sotto la passeggiata poiché la norma di Piano lo dice in maniera esplicita.
L´errore, peraltro in maniera un po´ furbesca, non è nel Piano Particolareggiato: la passeggiata a mare è fuori da tale Piano per cui in sé il Piano è perfetto. Le quote della passeggiata sono in un luogo che il Piano non va a normare.
Quindi, la difesa di Portosole ha sostenuto il fatto che era irrilevante che ci fosse un errore fuori dal Piano Particolareggiato: errori non ce n´è se non questa dimenticanza che la passeggiata a mare doveva stare sopra le costruzioni.
Sono stati interrogati i geometri, quello che ha fatto il rilievo e la dattilografa che ha scritto le norme di Piano Particolareggiato perché nel momento in cui la dattilografa copia le norme di Piano Particolareggiato nella licenza edilizia si dimentica di scrivere le 2 righe dove c´era scritto:
"le costruzioni devono essere al di sotto della quota della passeggiata Salvo d´Acquisto".
Alla dattilografa che fisicamente ha scritto questa cosa le è stato domandato il perché di questa omissione e lei ha risposto di aver fatto questa relazione perché lavorava dall´arch. Muratorio e l´ha ricopiata dalle norme di Piano Particolareggiato: "ora il perché non le ho scritte non mi ricordo."
Al geometra che ha fatto il rilievo per il Piano Particolareggiato nel 1989, quando gli è stato chiesto: "ma lei non si è reso conto di aver sbagliato a fare la quota?(anche perché è evidente che la passeggiata è sostanzialmente in piano). Se uno guarda il rilievo è in salita ma la quota della passeggiata non è del tutto sbagliata poiché dal Sud Est al Morgana la passeggiata è indicata 7 metri (qui è giusta) mentre è errata nei pressi del Morgana dove è indicata 8 e 60m. Quindi, ci sono un m.1.60 di differenza nello spazio di 500 metri: se così fosse praticamente la passeggiata dovrebbe essere in pendenza.
Quindi al geom. che ha fatto il rilievo gli è stato chiesto se non si fosse reso conto di aver fatto un rilievo con una pendenza anziché una pianura. La cosa sospetta è che `guarda caso´ dove serviva che la passeggiata fosse più alta lo era.
Quando hanno presentato il progetto la Soprintendenza non ha fatto alcuna nota perché gli è arrivato il progetto dove l´albergo era alto 8 metri e la passeggiata di fronte era alta 8.60m., come potevano Soprintendenza e Comune dire che non andasse bene? Infatti quando si presenta un progetto non sempre si vanno a verificare le misure perché sono già verificate.
L´accortezza dell´arch. Muratorio è stata quella di non quotare la passeggiata poiché era fuori dal Piano Particolareggiato.
La Soprintendenza quindi è andata a prendere il Piano Particolareggiato dove le quote della passeggiata sono riportate, ha preso il progetto li ha confrontati e in base a questo ha concesso l´autorizzazione ambientale.
Nel 1993-94, la Soprintendenza ha cominciato a preoccuparsi quando è divenuto evidente che le altre costruzioni fossero più alte della passeggiata pur essendo anche quelle regolari sulla carta.
Da lì iniziano tutte le sollecitazioni da parte della Soprintendenza per ottenere risposte a domande a cui il Comune non ha mai dato seguito.
I funzionari regionali interrogati su vicende del 1991 hanno allargato le braccia dicendo che non lo ricordavano poiché erano vicende di 15 anni fa.
Il Comune su sollecitazione della Procura in seguito ha fatto il rilievo della passeggiata e dell´albergo da parte di un suo tecnico ed è risultato che le quote dell´hotel erano giuste rispetto allo zero. Peraltro anche la vicenda dello `zero´ è abbastanza anomala poiché esso è stato posto sull´acqua .....sarebbe stato più semplice metterlo sulla banchina poiché anche se non abbiamo maree, porre la quota di riferimento sull`acqua può dare adito a delle imprecisioni di diversi cm.
Nonostante le incertezze il Comune ha accertato che l´hotel era quotato correttamente (8 m.) e la passeggiata era di 7,40m. invece degli 8.60 indicati le quote indicate sono puramente indicative).
Ora la proprietà di Portosole dice che rilasciato il condono riprenderà i lavori.
La sig.ra Parodi dice che appena ottenuto il rilascio del condono riprenderà i lavori poiché il processo l´ha assolta.
Il processo l´ha assolta ma ha rilevato che le violazioni ci sono, ma non hanno rilevanza penale poichè non sufficientemente provate. Quindi, che la passeggiata sia più bassa nella realtà è ormai accertato, questo comporta che quell´ edificio contrasti con le norme di Piano Particolareggiato.
La cosa simpatica è che nel progetto la passerella di collegamento fra la passeggiata e il tetto dell´albergo è in piano ma se la Proprietà costruisse realmente la passerella in piano avremmo un dislivello della passeggiata all´hotel di 1,60 m da riguadagnare in soli 10 m.: quindi UNA VERA E PROPRIA RAMPA con pendenza del 16%! Non è neanche una rampetta ....
A questo punto la sig.ra Parodi deve chiedere il rinnovo dell´autorizzazione, la proroga infatti è scaduta.
Quando la ripresenterà il Comune non potrà far finta che la sentenza non esista perché la suddetta li assolve ma ha ribadito che ci sono irregolarità urbanistiche e dal punto amministrativo ha un peso.
(relazione sull' Hotel Portosole a cura del geom. Claudio Vaniglia - terza parte)

Il Comune dal momento in cui rinnova la concessione deve porsi il problema che quella costruzione è irregolare rispetto alle norme di Piano particolareggiato, quindi l´unica soluzione sarebbe quella di modificare le norme del suddetto Piano.
Questo per quanto concerne il costruito per il non costruito (secondo me) non si può rilasciare il rinnovo. Il Comune (sempre secondo la mia idea) si deve fermare un attimo .... Perché se venisse rilasciata un´autorizzazione che è in violazione delle norme, Legambiente ricomincia daccapo.
Adesso la situazione è sostanzialmente di stallo: da una parte la Proprietà dice pubblicamente che tra pochi mesi riprenderà i lavori dall´altra c´è, non vi dico una trattativa, un discorso aperto con il Comune.
Secondo me bisogna agire sul `non costruito´ e modificare l´impatto reale che ha questa costruzione sulla passeggiata.
Quando è stato presentato il progetto del fronte mare di Sanremo l´arch. Fera a cui era stato posto questo problema ha detto: "Facciamo salire la passeggiata anche perché sul tetto dell´hotel Portosole è prevista una piazza pubblica. Ovvero partendo da metà della passeggiata, copriamo le costruzioni e ci raccordiamo all´hotel salendo leggermente".
Tutto è possibile, però dobbiamo capire chi farà queste cose, chi le pagherà....
Si potrebbe ipotizzare che questi 40 metri da costruire siano fatti sotto la passeggiata così per recuperare questo metro e 40 di dislivello. Per cui la passerella salirebbe lentamente.
Ovviamente questa soluzione non è meravigliosa ma certamente meglio che avere un muro fra la passeggiata e l´hotel.
Bisognerebbe lavorare cercando di mettere in accordo le esigenze di Portosole che peraltro sta dicendo che l´albergo è troppo piccolo perché avrebbe solo 50 camere e loro avrebbero avuto un contatto con la catena alberghiera Hilton che gli ha detto che ci vorrebbero almeno 80 camere.
E quando si andrebbe a revisionare il progetto per fare 30 camere in più a discapito dei parcheggi consentirebbe di eliminare un´altra porcata di questa cosa: il lato verso il Morgana che attualmente è un muro pieno: se su questo lato si creassero camere forse questo lato diventerebbe un po´ più bello.
Ragioniamo tutti quanti (il Comune, la Proprietà e Legambiente) intorno ad un tavolo sulle possibilità di trovare una soluzione, partendo ognuno dalla propria posizione.
La sig.ra Parodi dice: "Io comincio a costruire domani mattina".
Io (Legambiente) ti dico che non puoi farlo perché il Piano Particolareggiato non te lo consente.
Dalle due posizioni estreme c´è di mezzo un ragionamento: rivediamo il progetto dell´albergo, la parte non costruita la portiamo a norma, i volumi che voi chiedete in più per le camere vediamo di costruirle sotto la passeggiata allargata, ragioniamo anche sui parcheggi (adesso 250 posti auto dovrebbero andare al Comune), la parte nuova la costruiamo più bassa in modo tale da raccordarla al meglio alla passeggiata.
Le soluzioni secondo me si possono ricercare, si tratta di trovare la volontà di mettersi intorno ad un tavolo `a ragionare´.
Bisogna essere realisti e `fare muro contro muro´ non conviene: si rischia di lasciare tutto così per altri 15 anni.
Secondo me vale la pena fare questo tavolo di concertazione dove gli interessi della Proprietà e quelli pubblici trovino un equilibrio.
Partendo dal presupposto che non si può ottenere il 100 per cento per tutti.
L´attuale Amministrazione diversa da quella precedente può fare un po´ di resistenza.
Prima di modificare il Piano Particolareggiato, secondo me conviene aver trovato un accordo con la sig.ra Parodi. Se noi troviamo un punto di equilibrio esso si traduce nel Piano Particolareggiato, poi verrà rilasciata la licenza.
Questa è la posizione mia e di Legambiente il Comune potrebbe avere una posizione diversa.
Claudio Vaniglia


Dopo questa relazione si era deciso (in riunione) di inviare una lettera aperta al Sindaco dr. Borea,
per chiedere delucidazioni al Comune inerenti alle dichiarazioni della Proprietà sull' ipotesi di riapertura immediata del cantiere che contrastano con quelle di Legambiente.



Qui di seguito vi riporto integralmente il testo:
(30 luglio 2007)

The SANREMO Beppe Grillo Meetup Group
beppegrillo.meetup.com/338

Lettera aperta




Al Sindaco di Sanremo
Dott. Borea






Egregio signor Sindaco,
Siamo a richiederLe quale sarà la sorte di quello "scheletro" in cemento tappezzato di tabelloni che si erge tristemente a Portosole. Ci impedisce di vedere oltre, ci offende profondamente.
La signora Cozzi afferma a mezzo stampa che riprenderà i lavori, il Responsabile della Sezione di Sanremo di Legambiente risponde: "ti dico che non puoi farlo perché il Piano Particolareggiato non te lo consente."
L' Amministrazione Comunale che posizione intende assumere?
Siamo stanchi di sentire parole vuote, senza significato e contenuto. Parole vane.
Vogliamo una risposta da Lei che rappresenta la città: cosa dobbiamo aspettarci?
Le solite soluzioni di comodo?
Sarà modificato il piano particolareggiato, perché così si saneranno gli errori dei tecnici il cui prodotto intellettuale è sotto gli occhi di tutti?
Si adotteranno varianti con l'investimento di soldi pubblici (cioè i nostri) per andare incontro ad esigenze private?
Vogliamo serietà, magari un pubblico incontro nel quale i soggetti coinvolti (Cozzi Parodi, Legambiente e Lei) facciano chiarezza, numeri, date, riscontri normativi.
Se verranno assunti impegni precisi, e resi pubblici, sapremo a chi chiedere i danni per non averli rispettati.
Ci creda, Sindaco Borea, lo "scheletro" di Portosole crea danni anche solo a guardarlo. Ha un valore risarcitorio l'indignazione?

Cordiali saluti



L'abbiamo inviata anche ai giornali locali e nessuno l'ha pubblicata! Sanremonews l'ha messa
a nome mio e non a nome del Meetup e sotto 'lettere al direttore'.


Il giorno 26 settembre 2007:

IL SINDACO BOREA HA RISPOSTO ALLA NOSTRA LETTERA

In riferimento alla Vostra lettera aperta inviatami concernente lo "scheletro" in cemento di Portosole,
sono a comunicarVi che l'ufficio competente ha predisposto una dettagliata relazione che
prossimamente verrà discussa in Giunta.

Sarà mia cura comunicarne gli esiti appena possibile.

Con l'occasione porgo i più cordiali saluti

Il Sindaco
Claudio Borea




Incominciamo ad attivarci per sapere se è possibile visionare la dettagliata relazione...
ovviamente no se prima non è stato discussa in Giunta.biggrin
Continuiamo a chiedere per sapere tutti gli sviluppi e...

sul sito del Comune:

Seduta del 13 dicembre, delibera n° 546




In data 21 maggio 2008 riceviamo dal Comune
firmata dal dirigente Settore Territorio:Ing. Alberto Locatelli

e il 27 maggio dall'assessore Gorlero la seguente


COMUNICAZIONE ALLA GIUNTA COMUNALE

riguardo alle domande di sanatoria (c.d. condono edilizio) dell'albergo-autorimessa di Portosole.
Oggetto: settore Territorio - Servizio Urbanistica - Istanze presentate dalla Società CNIS Portosole per la definizione degli illeciti edilizi riguardanti il Lotto 3P del Piano Particolareggiato della zona L1-Portosole - Opere eseguite in difformità delle previsioni della convenzione attuativa. Comunicazione


Nostra lettera del 15 luglio e relativa risposta dal Comune il 28 luglio


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