| Carlo Reggiani | |
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Ancora Elia sugli scudi!
Allucinante: spendiamo 2 milioni per fare il centro sportivo al Chievo! Intervento fuori programma elettorale e fuori programmazione, con tutto il resto degli interventi (per non parlare di un teatro e di un cinema, cosi' giusto per gradire) spazzato via! Davvero mitico Supermario :(
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| Carlo Reggiani | |
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Ecco il pezzo sul centro sportivo:
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| Elìa Di GIOVINE | |
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Dal conto della "spesa" manca l'importo per l'esproprio dei terreni (50.000 mq.) che il comune darà in diritto di superficie al Chievo.
Un conto semplice, ammesso che bastino 50 euro/mq. mancherebbero 2.500.000 euro di finanziamento, credo che il valore resterà nel conto patrimoniale per decenni, però intanto qualcuno dovrà finanziare l'acquisto (...saranno in arrivo dei nuovi titoli derivati?), cmq vada sarà un aggravio del debito per l'Amministrazione... Ma perbacco, almeno salviamo il Parco! e spostiamo il centro sportivo Chievo nell'area più a nord, lungo la bretellina del quartiere Madonna del popolo. Agevolando con ciò la viabilità d'accesso! Allora dobbiamo chiederci, perché non si è scelto di proporre a Campedelli quel sito?.... La realtà è che manca sensibilità e volontà politica per un città migliore. Restiamo sempre ai margini della vivibilità urbana. Escludendo l'area il Polo emergency/118 e il campo di Baseball (ora abbandonato!) la superficie disponibile è di 70.000, - se verrà mantenuta a Parco pubblico- potrebbe salire a 120.000 mq. (in passato l'Amministrazione comunale sosteneva che non c'erano i soldi!.... Ecco invece come hanno già operato comuni più piccoli del nostro: questi i parchi di S. Giovanni 260.000 mq, S. Bonifacio 200.000 mq, Erbè 70.000 mq. Bovolone 400.000 mq. ... ecc. Ciao |
| Bernabe' Simone | |
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Eccoci qua.... con la modifica statuto per l'acqua pubblica!
un'altro passo un'altra cosa fatta! ma la strada è lunga! complimenti a tutti. L'Arena Giovedì 07 Gennaio 2010 Nuova interrogazione del Gruppo Grillo di Villafranca al Comune. Stavolta la richiesta riguarda la modifica dello statuto municipale. I grillini chiedono al presidente del Consiglio comunale Maurizio Facincani di inserire nella carta comunale il riconoscimento del diritto umano all’acqua, «ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico». Inoltre chiedono che sia confermato «il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà». Infine, i grillini chiedono che «la gestione del servizio idrico integrato sia riconociuta come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti». |
| Bernabe' Simone | |
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L'Arena
Giovedì 07 Gennaio 2010 PROVINCIA Pagina 28 VILLAFRANCA. I residenti della frazione chiedono controlli e sanzioni. Il Comune pronto a dare multe fino a 500 euro Rifiuti abbandonati in strada A Quaderni piovono proteste Gli abitanti accusano i pendolari del sacchetto: «Vengono qui da Valeggio e da Mozzecane e lasciano la loro spazzatura» Quaderni sta diventando la pattumiera per chi abita fuori dalla città. In alcune zone della frazione, ma anche fuori dellabitato lungo la provinciale, ci sono sacchetti di rifiuti abbandonati. In particolare nella centralissima piazza Verdi intorno al monumento ai caduti e nel prà della Bassa allestremità est di via Mazzini, dove sono posti i cassonetti predisposti dal Comune per la raccolta differenziata dei residenti. Lì i sacchetti rimangono per giorni fin quando non vengono tolti e caricati sugli automezzi dellAmia che effettua il sevizio di smaltimento. Attacca Vittorio Franchini, colonna del corpo bandistico e impegnato nel volontariato: «Si tratta di gente di Valeggio e di Mozzecane, dovè in atto la raccolta porta a porta; scaricano i sacchetti nei cassonetti o li depositano allesterno e scappano. È una vera indecenza in una società civile e uno spettacolo poco gradito che devono essere eliminati per il decoro del nostro centro dalleconomia agricolo-commerciale». «Sono proprio persone di Mozzecane e Valeggio», rincara il presidente della Polisportiva Cesare Scattolini, «che al loro passaggio sganciano 8; il sacchetto pieno di immondizie lasciando un segno visibile sul terreno pubblico alla vista di tutti e anche vicino gli impianti sportivi. Ma pure lungo la strada dove coltivo i terreni trovo molto spesso ricordini di questo genere». Impero Ciresola, tra i più attivi del Gruppo di volontariato e attento alle problematiche ambientali, tiene anche lui a segnalare la situazione. «È proprio gente da fuori Comune», assicura, «che di giorno, ma spesso nottetempo, scarica i sacchetti dentro e fuori dei contenitori». Poi pone il problema allattenzione delle autorità. «Occ! orre intraprendere unazione di vigilanza da parte della polizia municipale con sanzioni severe. In questi giorni poi il tratto di terreno attiguo al cimitero, sul lato est, è diventato discarica pubblica dove vengono depositati mobiletti, poltrone vecchie e altro materiale nonostante che ad un chilometro, sulla strada della Levà, è attiva e funziona lisola ecologia comunale». «Lasciare il pattume sul suolo pubblico e per di più in centro abitato», commenta Battista Turrina, altro personaggio quadernese «è una vergogna. Quei signori che vengono da fuori arrivano a volte con un furgone e scaricano grossi sacchetti neri di plastica». E lAmministrazione comunale cosa ne pensa? «Abbiamo già percepito il problema», spiega Alessio Adami vice sindaco con delega allecologia. «Il sindaco ha emesso unordinanza per sanzionare con 500 euro chi viene colto in fragrante e disposto attraverso il comando della polizia locale attiva vigilanza con pattuglie mobili. Saremo inflessibili». |
| Bernabe' Simone | |
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L'Arpav nel deposito di ferro
Colfer messa sotto sequestro VILLAFRANCA. Provvedimento della procura sulla ditta di località Coronini. Non ravvisati eccessi su rumore e polveri 09/01/2010e-mailprint A L’ingresso della Colfer in località Coronini FOTO PECORA Villafranca. Stop alla Colfer, l'azienda che ricicla rottami ferrosi a Coronini. La procura, dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici dell'Arpav, ha posto sotto sequestro preventivo l'area dove l'azienda raccoglie e recupera il materiale destinato alle fonderie. L'agenzia ambientale è intervenuta dopo alcune segnalazioni dei residenti, su rumori e polveri che provenivano dall'impianto. I vigili urbani di Villafranca sono stati incaricati di verificare il rispetto dell'ordinanza, evitando violazioni del divieto di accesso all'area. La ditta, dopo il provvedimento della magistratura, si è dimostrata disponibile a collaborare. Lo stesso aveva fatto in passato quando, di fronte alle lamentele dei vicini, aveva proposto soluzioni alternative e il trasferimento delle lavorazioni nel nuovo capannone in via Sommacampagna. Durante il sopralluogo, gli esperti dell'Arpav non hanno riscontrato il superamento dei limiti imposti per il rumore o le polveri. Hanno però rilevato nel cortile dell'azienda una serie di irregolarità. Alcune di tipo normativo, altre di carattere tecnico. Così, hanno contestato la classificazione assegnata a parte del materiale stoccato in cumuli. Gli ispettori hanno considerato i rottami come rifiuti, soggetti quindi a tutte le leggi e restrizioni del settore. Secondo la Colfer, invece, si tratta di materie prime secondarie, ovvero metalli, come l'acciaio, già ripuliti e pronti per essere spediti in fonderia. Tra gli aspetti tecnici, è stata constatata l'infiltrazione di acqua attraverso una griglia, nella zona dove operano i mezzi cingolati. In questo caso, però, il problema sicurezza riguarderebbe i dipendenti e non si ripercuoterebbe all'esterno, poiché la ditta è dotata di un depuratore. Poi, gli ispettori dell'Arpav hanno contestato la presenza di scheggiature e buche in più punti della pavimentazione esterna. Per i container collocati fuori dal perimetro di lavoro, come per il materiale accumulato nel cortile, la Colfer classifica le lamiere e gli altri oggetti al loro interno come prodotti già recuperati, l'Arpav invece come scarti. Roberto Cobelli, titolare dell'impresa di riciclaggio, ha incaricato un proprio tecnico affinché trovi soluzioni in grado di soddisfare le richieste dell'agenzia regionale. Occorrerà una decina di giorni per risolvere la questione. Gli interventi proposti dovranno essere approvati dall'Arpav che potrà chiedere il dissequestro una volta che saranno stati effettuati tutti i ripristini necessari. Non è la prima volta che la Colfer ha problemi. Lo scorso 27 luglio la Provincia chiese all'Arpav di effettuare un sopralluogo, dopo aver ricevuto un esposto da parte di alcuni abitanti delle case vicine. Non era andata meglio per il capannone che l'azienda sta terminando di costruire, in via Sommacampagna, proprio per trasferirvi l'impianto di Coronini che verrà chiuso. La procura, nell'ottobre del 2008, mise i sigilli al cantiere per alcune difformità riscontrate nelle altezze del fabbricato, rispetto ai piani depositati in Comune. I lavori furono sbloccati solo dopo un anno. Se non ci saranno intoppi la Colfer si trasferirà nella nuova sede entro l'estate. Fabio Tomelleri |
| Bernabe' Simone | |
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L'Arena
La Lega: «Ca' del Bue riparta solo nel 2014» RIFIUTI. Emendamento «pesante» del Carroccio al Piano provinciale 14/01/2010 Fabio Venturi La trentina di emendamenti presentati dalla Lega Nord al Piano provinciale dei rifiuti, da noi citati ieri, si riferiva alla Provincia di Treviso. In realtà, la sezione veronese del Carroccio si è limitata a sole due richieste di cambiamento. Una è puramente tecnica, ma l'emendamento più pesante presentato da Fabio Venturi chiede, come del resto il Partito democratico, lo spostamento dal 2013 al 2014 dell'avvio dell'attività di termovalorizzazione. «Ciò permetterebbe una migliore valutazione della tecnologia adottata dalle quattro aziende in gara, che garantisca ai cittadini la massima qualità dell'aria. È chiaro che noi della Lega siamo legati in modo particolare al nostro territorio e non ne metteremmo incoscientemente a repentaglio l'integrità», sottolinea appunto il capogruppo in Provincia, Fabio Venturi. «Il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati che arriveranno a Ca' del Bue, tanto caldeggiato dai comitati del "no" comporta comunque un residuo secco del 15-20 per cento da smaltire», chiarisce l'assessore all'Ecologia e vicepresidente, Luca Coletto, che spiega:«"Un impianto meccanico-biologico come quello di Vedelago nel Trevigiano, o di ultima ultima generazione come quello che ho visitato in Israele a Tel Aviv, arriva al massimo a trattare 100 tonnellate al giorno. Gli insediamenti operativi hanno la possibilità di essere moltiplicati modularmente, ma immaginiamoci la superficie che servirebbe per accogliere a Verona almeno cinque Vedelago. Il continuo progresso ci consente di dotare la nostra provincia di impianti consoni a svolgere un lavoro socialmente utile, senza danneggiare il territorio». Ed ecco l'idea dell'assessore: «Una filiera integrata, composta da vari pezzi complementari a interagire con la raccolta differenziata. Io ne auspicherei il 100 per cento, che risolverebbe ogni problema, ma purtroppo non è umanamente possibile». E Coletto chiude rivelando che «nel Piano approvato in luglio 2008 erano state accettate le osservazioni sugli impianti a freddo complementari» e che «siamo gli unici nel Veneto cui è stata richiesta la Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr)». Gian Paolo Sardos Albertini, presidente di Agsm, garantisce che «la convenzione con l'Istituto superiore della sanità, che è il massimo istituto in Italia, per il controllo dell'aria, che si aggiunge a quelli di Arpav e Sicea, farà di Ca' del Bue l'impianto più controllato del mondo». E si compiace del fatto che «la Provincia di Trento ha copiato il nostro bando, quindi significa che è fatto bene e con parametri assai più rigorosi di quelli richiesti dall'Ue». Bocche ancora cucite in casa del Pdl. Roberto Ceruti |
| Bernabe' Simone | |
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L'Arena 14/01/2010
Tante strade da riasfaltare subito per neve e maltempo VILLAFRANCA. Il Comune apre i cantieri per fronteggiare l’emergenza sulle arterie dopo le piogge dei giorni scorsi Disposti interventi straordinari nelle vie principali piene di buche Villafranca. Strade ridotte a gruviera dalla neve e dalla pioggia. Il Comune corre a ripararle e prepara la lista delle asfaltature per i prossimi mesi. L'ondata di maltempo delle scorse settimane ha lasciato decisamente il segno su diverse arterie cittadine. In via Quadrato alcune buche si sono aperte nell'asfalto per l'azione combinata delle abbondanti nevicate, a cui sono seguite altrettanto copiose piogge. La pavimentazione stradale si è sgretolata in diversi punti, creando rischi per il passaggio di automobili, moto e biciclette. Il lato destro della carreggiata, in direzione di Verona, è sprofondato verso il marciapiede. Altri disagi hanno interessato via Postumia. Gli automobilisti sono stati costretti a compiere manovre spericolate, per evitare di finire con le ruote in due buche che si sono aperte proprio all'ingresso del capoluogo. Lunedì mattina il Comune ha inviato per le strade i propri operai a chiudere le fessure con il catrame, ripristinando così le condizioni di sicurezza per il traffico. «Due addetti alla manutenzione hanno riparato il manto di via Quadrato e via Postumia», spiega Francesco Arduini, assessore ai lavori pubblici, «poi hanno compiuto un sopralluogo nei quartieri e nelle frazioni. Sono intervenuti dove erano state segnalate le anomalie. Ieri è stata incaricata anche una ditta esterna per le riparazioni». «Gli interventi», sottolinea, «saranno coperti con il fondo accantonato dall'amministrazione per le manutenzioni ordinarie». Nei prossimi giorni la giunta approverà inoltre il piano delle asfaltature straordinarie, inserito nel bilancio di previsione del 2009. Non sarà facile la compilazione della lista degli interventi soprattutto dopo gli ultimi episodi di maltempo, poiché sono parecchie le strade in condizioni precarie, sia a Villafranca sia nei centri minori che le stanno attorno. Nei casi più urgenti il Comune è già intervenuto prima di Natale. Come ad Alpo, dove l'asfalto è stato ripristinato in alcune strade. «Siamo ancora in fase di valutazione dei punti dove aprire i cantieri, finanziati con i fondi del 2009», prosegue l'assessore Arduini, «e nei prossimi giorni approveremo in giunta l'atto di indirizzo per dare il via ai lavori». Il sindaco Mario Faccioli a sua volta osserva: «Ci troviamo a dover recuperare una situazione viabilistica trascurata dall'amministrazione precedente. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo effettuato gli asfalti previsti nel triennio 2006-2008. La legge non permette più di finanziare queste operazioni con i mutui. Il patto di stabilità, inoltre, vincola sia le entrate sia le uscite del bilancio municipale. Abbiamo pensato di sostenere le manutenzioni con il ricavato delle vendite dei terreni individuati con il piano delle alienazioni dei beni comunali». Sulle strade che hanno bisogno di riparazioni Faccioli puntualizza: «La pavimentazione di alcune è in condizioni critiche. In altre il passaggio dei veicoli è compromesso. Non sarà facile intervenire dappertutto. Manterremo lo stanziamento sui 5-600 mila euro. Per recuperare il tempo perduto occorrerebbero cifre ben più alte, da un milione e mezzo a cinque milioni di euro. Fino ad oggi abbiamo privilegiato le arterie più trafficate. Non trascureremo i bisogni delle frazioni, in particolare Dossobuono, Rosegaferro, Rizza e Quaderni». |
| Bernabe' Simone | |
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Il Piano rifiuti si incaglia
dubbi anche da Lega e Pdl PROVINCIA. Delibera in aula, centrosinistra contrario ma è la stessa maggioranza a frenare. E in piazza dei Signori parte la contestazione contro Ca’ del Bue 13/01/2010 La protesta contro Ca’ del Bue in piazza dei Signori durante il Consiglio provinciale FOTO MARCHIORI Si sente puzza di bruciato, mentre in Loggia di Fra' Giocondo si sta discutendo il Piano provinciale dei rifiuti, malgrado l'inceneritore di Ca' del Bue non sia ancora operativo. Chiare e inequivocabili le contrarietà del centinaio di manifestanti guidati da Daniele Nottegar, Mirko Simonaio e Sergio Mantovani all'esterno della Provincia, che urlano il loro mal di pancia, citando padre Alex Zanotelli a megafono spiegato: «Dio ricicla, il diavolo brucia». Ma i dolori addominali striscianti in Consiglio provinciale sono più devastanti, pur se sussurrati. Sinistra e libertà, Idv, Pd e Udc ritengono il Piano datato e non lo voteranno con varie motivazioni. E incomincia a farsi strada anche negli alleati di centrodestra l'idea che i forni a griglia, per cui Agsm ha già fatto partire il bando di gara, non rappresentino la soluzione più gradita agli elettori veronesi. La Lega Nord ha presentato una trentina di emendamenti e sembra imboccare la strada intrapresa dalla Provincia di Treviso, in cui il Carroccio ha assunto posizioni forti contro gli inceneritori. E anche nello stesso Pdl qualcuno suggerisce che nel Piano regionale dei rifiuti non si parlava di tecnologie specifiche, ma semplicemente di rendere operativo l'impianto di San Michele. Si prevede quindi che non basteranno due sedute del Consiglio per licenziare in quattro e quattr'otto la strategia dei prossimi anni sullo smaltimento dei rifiuti. «Il Ppr è datato 2007», si ribella il Pd, «non si è verificata nessuna delle ipotesi previste, ma ci si comporta come se tutto fosse come allora». «Un vero fallimento, dato che Ca' del Bue doveva partire con i nuovi forni entro il 2010 con una nuova discarica all'interno dell'area dell'inceneritore e un nuovo sistema viario per l'accesso all'impianto dalla tangenziale. Si prevedevano poi, l'obbligo per l'Amia di verificare se altri termovalorizzatori fuori provincia fossero disponibili a bruciare i nostri rifiuti e che dopo il 2008, limite dichiarato per l'autosufficienza, si sarebbe cercato un nuovo sito di smaltimento. Il risultato è che i veronesi pagano una tra le tariffe più alte d'Italia. Occorre non fare finta di nulla, rivisitando criticamente il Piano del 2007», dice Vincenzo D'Arienzo, la cui linea di principio, pur se con differenti visioni è sposata anche da Sonia Milan (Idv) e Giuseppe Campagnari (Sinistra e libertà). Infine, è stato presentato il nuovo segretario generale della Provincia, Giuseppe Giuliano. Roberto Ceruti |
| Flavio Veronesi | |
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Ca' del Bue:
l'opposizione riaccende il dibattito in aula SAN GIOVANNI LUPATOTO. Domani si svolgerà il Consiglio comunale chiesto dalle minoranze per affrontare l'argomento. Marcolongo: «Cosa intende fare il sindaco per impedire l'inceneritore? E che fine hanno fatto le seimila firme raccolte?» 17/02/2010 San Giovanni Lupatoto. I riflettori del consiglio comunale si riaccendono sull'inceneritore di Ca' del Bue. Le forze politiche di opposizione hanno infatti chiesto una nuova convocazione sull'argomento per domani alle 20.30. La richiesta è firmata dai consiglieri del Partito democratico Amabile Dal Sasso e Aldo Marcolongo, dai civici Remo Taioli, Stefano Filippi e Luigi Biondaro (quest'ultimo ha voluto specificare che la sua è soltanto una firma tecnica per consentire la discussione) . Spiega Marcolongo: «È una iniziativa del Pd che ha trovato l'appoggio dei consiglieri civici, appoggio indispensabile per mettere in discussione l'argomento in consiglio in modo da riportare la questione dell'inceneritore al centro del dibattito. È infatti un tema troppo importante per la salute della cittadinanza lupatotina per lasciarlo cadere nel dimenticatoio. Ci preoccupano molto i fumi e le polveri che usciranno dai camini dei forni a griglia che, secondo le previsioni, inizieranno a funzionare nel 2014 e anche quelli del vecchio inceneritore con i forni a letto fluido, che pure dovrebbe essere rimesso in funzione». E aggiunge: «Abbiamo rilevato infatti una caduta di tensione sul problema e uno sfilacciamento di iniziative assai pericolosi. Ci sembra, in sostanza, che la questione non sia più tra le priorità dell'amministrazione e che sia considerato solo una inevitabile scocciatura. Non voglio tornare a mettere in evidenza i problemi di salute che si manifestano nelle popolazioni residenti nei pressi degli inceneritori e ricordo che San Giovanni Lupatoto è esattamente sottovento all'impianto». Prosegue ancora Marcolongo: «Vorremmo sapere quali iniziative ha in programma il sindaco per contrastare l'inceneritore e soprattutto vorremmo capire perché vengano applicati, a livello regionale, due pesi e due misure. Mi riferisco al fatto che la Regione approva a Venezia un documento proposto dalla Lega Nord che blocca la costruzione di due inceneritori posti fra Treviso e Venezia, ma non blocca Ca' del Bue, di cui si continua a prevedere il rifacimento». E conclude: «Chiediamo al sindaco Zerman anche di spiegarci che fine anno fatto le quasi 6mila firme di cittadini lupatotini che a metà 2009 hanno reso esplicita, sottoscrivendo una petizione, la loro opposizione all'inceneritore di Ca' del Bue. Ci domandiamo che uso ne è stato fatto, se giacciano impolverate in qualche cassetto o se invece siano state consegnate a qualcuno e con quali esiti». Alla riunione del consiglio comunale sono state invitate anche le associazioni e i gruppi (circa una decina prevalentemente a matrice ambientalista e culturale) che avversano l'inceneritore. Per loro non è prevista però la possibilità di intervento nel dibattito, salvo che non venga convocato un consiglio aperto. I gruppi avevano inviato a fine dicembre una diffida ai vestitici degli enti e delle società committenti dell'inceneritore. I responsabili venivano diffidati dall'avviare i lavori dei nuovi forni a griglia in quanto risultavano carenti le valutazioni degli effetti sul territorio circostante. commenti - 19 ... http://www.larena.it/... |