Gruppo Beppe Grillo di Villafranca Message Board › OGM Anche in Europa
OGM Anche in Europa| Bernabe' Simone | |
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Ci siamo dentro fino al collo, gli interessi sono troppo forti.
Ci stiamo distruggendo? Stiamo sconvolgendo la natura creata da migliardi di anni? Non sappiamo ancora rispondere questa resta la gravità di una scelta inconsapevole e non regolata. Europa, l'Efsa approva 3 mais OGM pubblicato da Marina in: Italia Europa Agricoltura Biotecnologie Politica Alimentazione Mangeremo mais OGM? L’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha detto si a 3 mais OGM, il Mon810 (Monsanto), il Bt11 (Syngenta) e il 1507 (Pioneer-Dow). Ciò vuol dire che un primo passo verso l’autorizzazione alla coltivazione in Europa è stato fatto. Il parere, in 27 pagine, dice che sostanzialmente fino ad oggi non sono state prodotte prove sufficienti a dimostrare che i 3 mais OGM siano dannosi per la salute animale e umana. Nei 3 OGM è presente il gene Bt che serve a tenere lontane le larve di piralide, mentre nel 1507, c’è in più un gene che rende la pianta resistente a un erbicida totale. La Commissione europea che si dovrà pronunciare, potrebbe chiedere, ad esempio, alla Francia di ritirare il divieto di coltivazione del Mon810, anche se la maggioranza qualificata può sempre rifiutarsi di accogliere l’indicazione della Commissione e far si che in Francia continui a sussistere il divieto per gli OGM. Rispetto agli OGM Bt11 e 1507 lo stop era stato imposto dal Commissario all’ambiente Stavros Dimas, che perciò aveva presentato all’Efsa 11 nuovi studi che ponevano in lucce gli effetti negativi di questi due mais sull’ ecosistema. Ma appunto secondo l’Efsa gli studi proposti non riportano novità tali da giustificare un parere negativo. Vi lascio anche questi link: Ogm, pomodori viola e i grandi disinformatori di professione: http://www.ariannaedi... La minaccia OGM [2-11-2008] Giuseppe Nacci - Giuseppe Altieri (fonte: Arianna Editrice) http://www.ariannaedi... Il piano segreto dell'Europa per incrementare le colture OGM [2-11-2008] Geoffrey Lean (fonte: comedonchisciotte) http://www.ariannaedi... Edited by Bernabe' Simone on Apr 2, 2009 2:37 PM |
| Bernabe' Simone | |
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Troppi pesticidi nell'ortofrutta
pubblicato: venerdì 28 novembre 2008 da Simone Muscas in: Italia Europa Agricoltura Lavoro Politica Frutta e verduraLa qualità del cibo è uno degli aspetti più importanti a cui bisogna dedicare maggiore attenzione per ridurre le possibilità di avere problemi di salute ed allungare di conseguenza la durata della vita. Questo è ciò che ci viene insegnato sin da piccoli, ma è anche una premessa doverosa per parlare di un’indagine portata avanti dalle organizzazioni che fanno capo al “Pesticide Action Network, Greenpeace Germania e Legambiente. L’indagine è stata fatta nel particolare sull’uva ed ha permesso di confrontare i dati raccolti in Italia, Francia, Olanda, Germania e Ungheria. Su un totale di 124 campioni, dei quali 24 prelevati nel nostro paese, è emerso che solo uno di questi sarebbe privo di residui chimici da pesticidi. Non particolarmente positiva la situazione per quel che riguarda i restanti campioni. Sarebbero infatti due quelli contaminati da un pesticida e addirittura 121 quelli che avevano residui di due o più principi chimici (tra questi un’uva francese con ben 16 principi attivi). Fra tutti i campioni, 3 di questi sono risultati fuorilegge secondo la normativa attuale. Se la stessa indagine fosse avvenuta nel 2005 sarebbero stati invece 37 i campioni fuori dalle regole. Tra le catene dei supermercati coinvolti, quelle olandesi ottengono i risultati migliori, le tedesche quelli peggiori e l’Italia si attesta più o meno a metà classifica. Particolare il caso della catena Lidl, unico supermercato presente nei cinque Stati in cui è stata portata avanti l’indagine. L’azienda infatti sarebbe stata attenta ai pesticidi in alcuni paesi quali la Germania e Olanda, mentre lo sarebbe stata meno in Italia. Nel nostro Paese, delle 24 uve analizzate, tutte risultano contaminate da pesticidi. Fra queste, 7 campioni sono stati etichettati come “non raccomandabili”, 17 hanno ricevuto l’etichetta di “attenzione”, mentre neppure una ha ricevuto l’etichetta di “raccomandabile”. Oltre a questi dati, la questione mi ha incuriosito anche per quel che riguarda l’aspetto economico della vicenda e, nel particolare, mi sembra molto interessante riportare una parte di un articolo de La Stampa che denuncia come la vicenda sull’eliminazione di alcuni pesticidi sia stata strumentalizzata da parte di alcune associazioni di categoria. Fra i pesticidi trovati il fatto che solo in un campione di uva prelevato in Italia sia stato rilevato un pesticida (il carbendazim) compreso tra quelli in via di eliminazione secondo il nuovo regolamento europeo in discussione in queste settimane a Bruxelles, dimostra l’ipocrisia della tesi sostenuta da Agropharma e Copa/Cogeca (che raggruppa le associazioni di agricoltori) secondo la quale la messa al bando dei pesticidi più pericolosi influirebbe significativamente sull’aumento del caro-vita con crescita praticamente insostenibile dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli. E voi cosa pensate della vicenda legata all’eliminazione dei pesticidi da parte della Comunità Europea? Credete che quest’indagine rispecchi davvero il reale andamento delle cose? |
| Bernabe' Simone | |
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Io veramente a volte mi chiedo se andiamo avanti o se stiamo tornando indietro!!!!!!
A sentire certe cose mi viene la pelle d'oca. brrrrrrrrrrrrrr Cena con polenta OGM: l'hanno mangiata i giovani agricoltori di Cremona pubblicato: giovedì 27 novembre 2008 da Marina in: Italia Agricoltura Biotecnologie Alimentazione Polenta OGMI giovani agricoltori di Confagricoltura e Anga (Associazione nazionale giovani agricoltori) hanno gustato una cena a base di OGM: polenta, formaggi, salumi e strudel. La cena è stata offerta da SAgRi (Salute, AGRicoltura, Ricerca) alla fine del convegno Ogm: i perché di una scelta, che si è tenuto a Cremona. Già avevamo parlato nei mesi scorsi del sondaggio che indicava la volontà degli agricoltori padani: il 68% è favorevole a convertire le proprie coltivazioni in OGM. La polenta, proveniva da farina di mais Bt, transgenico coltivato anche in Spagna, Francia, Germania. Spiega Roberto Defez, ricercatore dell’Istituto di genetica e biofisica (Igb) “A. Buzzati-Traverso” del Cnr di Napoli e coordinatore generale di SAgRi e relatore al convegno: In questo caso l’intervento di ingegneria genetica non modifica il sapore ma rende il prodotto più sicuro per i consumatori e per l’ambiente. Grazie al gene Bt, la pianta si difende da sola dalla piralide, insetto che ne frena la crescita, senza bisogno di ricorrere a pesticidi. Il mais Bt, inoltre, presenta un contenuto più basso di fumonisine, metaboliti tossici, perché meno aggredito alle muffe che le producono. Erano Ogm anche il parmigiano, la ricotta e la mozzarella di bufala provenienti da animali nutriti con soia OGM. Dice Defez: La zootecnica italiana ha un fabbisogno di oltre 3 milioni di tonnellate di soia, che è in gran parte importata e geneticamente modificata. L’opzione “Ogm-free” non è più ipotizzabile neppure per i prodotti Dop e Igp, la cui filiera dipende da soia Ogm per il 64% del suo fabbisogno. Il dolce, lo strudel di mele non era con OGM, ma ancora per poco. Ha detto Defez: Le mele erano della varietà valdostana, la cui sopravvivenza è minacciata dalle larve di un maggiolino che si ciba delle radici della pianta. Per non rischiare la loro estinzione, è stato sviluppato un portainnesto Ogm che proteggerebbe i meli dagli attacchi di questi insetti senza modificare la parte aerea che produce il frutto. Una tecnica attualmente non utilizzabile perché non consentita dalla legge. |
| Bernabe' Simone | |
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Qualcosa come diceva l'ultima puntata di Report si stà muovendo ma gli interessi economici sono molto grandi:
Il TAR del Lazio dà ragione alle api e vieta l'uso degli antiparassitari nicotinoidi di Basf, Bayer e Syngenta pubblicato: venerdì 28 novembre 2008 da Marina in: Animali Inquinamento Italia Il Tar dell Lazio il 19 novembre scorso ha respinto il ricorso di Basf, Bayer e Syngenta contro il Ministero della Salute che intende vietare in via cautelativa l’uso degli antiparassitari nicotinoidi, individuati come la causa della morìa delle api, una sindrome che ha causato e sta causando la morte di questi piccoli insetti in quasi tutti i Paesi europei. Ma se vediamo che tutti questi antiparassitari sono pericolosi per la nostra salute perchè lo stato non si prende cura della salute dei cittadini? Ho trovato una risposta di Piero Riccardi all'ultima puntata di Report: Ricordo a Tutti che i Programmi Europei prevedono dal 1992 e dal 2000 sotto forma obbligatoria, i Pagamenti Agroambientali a copertura delle minori produzioni e maggiori costi più un 20% di "transazione" per tutti gli agricoltori biologici, in quanto "acquisti di Servizio per la collettività". Sono stati stanziati oltre 50.000 milioni di € dal 2007 al 2013, che aumenteranno ancora con il travaso di fondi dal sostegno al reddito degli agricoltori (PAC) all'Agroambiente (acquisto di servizi benfici per la collettività), nei prossimi anni; e spesi oltre 15.000 milioni di € dal 2000 al 2006. Le Regioni, purtroppo, invece di dare adeguati Pagamenti agli agricoltori Biologici, concedono loro delle "elemosine", ovvero appena 200 €/ha, ad esempio per i cereali, o meno, rispetto ai massimali previsti dall'UE di 600 €/ha per le coltivazioni erbacee e 900€/ha per quelle arboree; Tali Pagamenti consentirebbero a tutti gli agricoltori di produrre in modo Biologico, e alla collettività di risparmiare le cifre spaventose spese per curarsi dai danni dei pesticidi e diserbanti, notoriamente cancerogeni... la spesa sanitaria, pardon per la Malattia, delle Regioni ha ormai superato l'80% dei Bilanci Regionali... Gli Agricoltori Biologici oggi hanno attuato ricorsi sui cosiddetti Piani regionali di Sviluppo Rurale delle Regioni Umbria, Marche, Campania e Toscana, al fine di ottenere i giusti pagamenti agroambientali, che consentirebbero una riconversione globale dell'agricoltura intensiva, ovvero quella che impega pesticidi in quantità... (riconversione individuata come obiettivo prioritario della Politica Agricola Europea per ridurre i pesticidi) e non solo di quella marginale (in montagna non si usano certo pesticidi in quantità) o di chi è convinto per proprie motivazioni a produrre biologico, che in ogni caso va sostenuto. Gli agricoltori convenzionali oggi sono schiavi dei Venditori di Pesticidi, che spesso coincidono col mercato, in quanto ritirano anche il grano (cereali pagati un prezzo da fame... prendere o lasciar marcire) e ti minacciano se non usi pesticidi, che loro vendono, ...di non ritirare il raccolto (lo stesso avviene per l'uva fornita alle cantine sociali produttrici di vini avvelenati, o da chi ritira ortaggi e frutta che devono essere puliti esteticamente, al limite della pornografia... e belle inzuppate di pesticidi chimici, come abbiamo visto. Mentre lo zolfo e il rame vengono abbandonati, nonostante siano innocui ed efficaci nella cura delle malattie, come dimostrano migliaia di agricoltori Biologici che rappresentano il 10% dell'Agricoltura Italiana Nonostante un Intervento della Corte dei Conti UE, le Regioni sperperano ancora i fondi agroambientali per finte riduzioni dei Pesticidi, chiamate Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr) , laddove nei disciplinari sono consentiti Pesticidi Chimci assolutamente inutili, Mancoze e altre porcherie cancerogene, compresi anche i "concianti e geodisinfestanti" che ammazzano le api... Ammazziamo le Api con il contributo Comunitario... |
| Bernabe' Simone | |
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Oltre alla crisi non so se ci sarà cosi tanto da festeggiare quest'anno....
Anche il biologico con il nuovo anno verrà snaturato. Potremmo allora ancora parlare di biologico? forse si ma solo nelle nostre realtà locali. La Commissione ha clamorosamente ignorato il voto del Parlamento, insieme a tutte le richieste del mondo del biologico e ha deciso che la soglia di contaminazione tollerata diventava quella dello 0,9. Quindi: dal 1° gennaio 2009 l' equazione biologico = non transgenico non sarà più vera Vi riporto il link dell'articolo: http://ricerca.repubb... |
| Carlo Reggiani | |
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Accidenti che notiziona Simone!
Aspetta che giro alla Valentina del PoveglianoATuttoGAS!!! k |
| Valentina Zuccher | |
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Eh sì, sembra che sia pronta per i prossimi mesi una massiccia campagna per convincere la gente che gli ogm non sono dannosi. Le grandi multinazionali delle sementi hanno molto potere.... Ma noi, se costruiamo un sistema locale produttori/consumatori basato sulla fiducia reciproca possiamo essere tutelati (rete di economia solidale), collegandosi con le reti locali di tutto il mondo. Sono molto importanti i progetti che si stanno facendo sulle antiche varietà di sementi (es. filiera del grano, meli e peri), anche qui a Verona. Se la politica non tutela la salute delle persone e dell'ambiente, dobbiamo arrangiarci, dal basso!
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| Bernabe' Simone | |
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Il pericolo OGM si fa sempre più vicino anche le nostre realtà locali corrono il pericolo se le coltivazioni
vicine sono OGM. http://www.ariannaedi... Belli addormentati e il ritorno degli Ogm di Luca Fazio - 03/01/2009 L'offensiva dei potentati transgenici sta imponendo l'idea che il cibo del futuro non può che essere geneticamente modificato. Mentre vengono occultati i lavori scientifici che contraddicono il «dogma» e si lavora in gran segreto per «convincere» i politici. In Italia non c'è più traccia della Coalizione anti-biotech proprio ora che si sperimentano i campi Ogm Mentre l'Europa dà il via libera alle multinazionali biotech il fronte del no tace e rischia di perdere una battaglia vinta Qualcuno sa che fine ha fatto la Coalizione che un anno fa raccolse 3 milioni di firme contro gli Organismi geneticamente modificati (Ogm)? Neanche noi. Un vero peccato, perché mai come in questo momento, con il governo che ci ritroviamo, ce ne sarebbe un gran bisogno: il pensiero unico diffuso dai potentati transnazionali ormai sta dilagando al punto che in Italia l'unico brusìo che arriva alle orecchie dei consumatori dice né più né meno che gli Ogm sono buoni e basta. In totale assenza di contraddittorio (e dire che sono ben 32 le associazioni della Coalizione che non riescono più ad articolare un'idea o un'azione comune capace di mobilitare), siamo arrivati al punto che gli amichetti delle multinazionali dell'agrobusiness, oltre a dilagare incontrastati su giornali e televisioni, si permettono di reclamizzare cenette goliardiche a base di Ogm. Si sentono più forti e provocano, benché i cittadini italiani ed europei abbiano ribadito a più riprese di non volere il cibo geneticamente modificato (il 58%). Sembrava una battaglia vinta, invece bisogna ricominciare tutto daccapo. La resa degli «ambientalisti» (altra categoria di dispersi della politica italiana) ha dell'incredibile e provoca due effetti immediati: viene sottaciuta l'allarmante agenda quotidiana della Ue che di fatto sta consegnando il sistema agricolo europeo nella mani di Monsanto & Co., e contemporaneamente vengono occultati gli studi scientifici che smentiscono le magnifiche sorti e progressive degli Ogm. L'Unione europea, per esempio, sarebbe disposta a dare il via libera alla coltivazione di due tipi di mais transgenici, il Bt 11 della svizzera Syngenta e il 1507 di Pioneer Hi-Bred Mycogen Seeds. Sono indiscrezioni, ma sembra che Stavros Dimas, il Commissario europeo all'ambiente sostenitore di un approccio sempre prudente, questa volta abbia preparato un documento favorevole ai due Ogm che proprio lui stesso aveva respinto nel 2007 a causa dei potenziali effetti negativi sugli insetti e sul suolo. I ministri europei saranno chiamati a pronunciarsi a gennaio, e se diranno sì sarebbe la prima autorizzazione alla coltivazione a 10 anni dalla moratoria europea decretata nel 1998: una disfatta su tutto il campo. Di più. Da ieri in Europa è entrato in vigore il regolamento 834/2007 che permette l'introduzione di Ogm senza etichettatura al di sotto della soglia dello 0,9%, nei prodotti convenzionali e in quelli biologici. Un cavillo che di fatto autorizza la prima invasione di Ogm. Mobilitazioni? Nessuna, o quasi. Clamoroso è anche il silenzio calato su uno studio pubblicato a novembre dal governo austriaco, una delle rarissime analisi a lungo termine mai condotte sul tema. Alcuni topi di laboratorio alimentati con mais geneticamente modificato (NK603 x MON810, lo stesso che era stato definito sicuro dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, Efsa) si sono visti compromettere la capacità riproduttiva. Lo studio è stato presentato da Jurgen Zentek, professore di medicina veterinaria presso l'Università di Vienna; sono stati nutriti due gruppi di cavie, il primo con mais Ogm proveniente dal Canada, il secondo con mais Ogm-free coltivato in Austria. Dall'analisi comparativa è risultato che il mais Gm nel tempo ha avuto ripercussioni negative sul metabolismo e la capacità riproduttiva, specialmente nella terza e nella quarta generazione, dando vita a una prole ridotta nel numero, e nel peso, rispetto alle generazioni precedenti. «Il cibo Ogm in questo caso ha agito come agente di controllo della nascite - commenta Federica Ferrario di Greenpeace - e se questa non è una ragione sufficiente per chiudere completamente con l'industria agroalimentare biotech, davvero non so quale altro genere di disastro stiamo aspettando». Il mais in questione è di proprietà della Monsanto ed è già stato approvato per la coltivazione e come alimento negli Stati Uniti, in Argentina, in Giappone, nella Filippine e in Sudafrica (in Europa e in Messico per ora lo mangiano solo gli animali). Ha vita sempre più difficile la letteratura scientifica che mette in crisi il dogma pro Ogm (un caso esemplare è quello del ricercatore messicano Chapela che nel 2001 perse la cattedra a Berkeley a causa di uno studio che è stato rivalutato poche settimane fa: ne scriviamo qui sotto). Solo con le ultime «notizie» passate sotto silenzio si potrebbero riempire pagine e pagine. Lo studio realizzato in Spagna condotto da Rosa Binimelis e pubblicato sulla rivista Journal of Agricultural and Environmental Ethics, per esempio: dove si dimostra che nella regione dell'Aragona è impossibile la coesistenza tra mais Ogm e mais biologico (la cui coltivazione si è ridotta del 75% dal 2004 al 2007). E ancora. Le api, che in questo periodo sono molto popolari sulla stampa mainstream per via della morìa provocata dai pesticidi, possono trasportare materiale genetico da piante Gm alle parentali selvatiche anche a molti chilometri di distanza (lo conferma uno studio svolto dal Centro di ricerca di Nairobi, in collaborazione con l'Istituto francese di ricerca per lo sviluppo). Nell'ombra rimangono anche le grandi manovre in corso per far digerire gli Ogm ai governi europei e all'opinione pubblica. Una, particolarmente rivelatrice, è stata smascherata dal quotidiano The Indipendent lo scorso ottobre: il primo ministro britannico, Gordon Brown, si sarebbe incontrato segretamente con altri leader europei, tra cui il presidente della Commissione europea Barroso, per preparare una massiccia campagna pro Ogm. Tra gli scopi: spingere i primi ministri a non tener conto del parere dei rispettivi ministri dell'agricoltura, e preparare campagne per vincere la diffidenza dei cittadini. Detto, fatto. E dalle nostre parti, ci sta forse sfuggendo qualcosa? Per esempio che lo scorso novembre, come se fosse routine, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato la sperimentazione in campo aperto di alcuni Ogm: kiwi, agrumi, ciliegio dolce, fragola, mais, melanzana, olivo, pomodoro e vite. In Gran Bretagna, le sperimentazioni in campo aperto saranno effettuate solo in località segrete per depistare gli ambientalisti più agguerriti, in Italia, invece, nessuno ne parla. Il dibattito, o bisticcio, per ora rimane confinato tra gli addetti ai lavori. C'è chi è convinto che bisogna comunque opporsi al rilascio di Ogm nell'ambiente perché non sono segregabili e controllabili, e chi invece pensa che a questo punto si debba accettare la sfida per dimostrare di aver ragione. Parliamone. Sempre che ci sia qualcuno nella Coalizione che fu che se la sente di adoperarsi per smentire la storiella secondo cui «a sinistra», nella migliore delle ipotesi, va sempre tutto...in frantumi. |
| Bernabe' Simone | |
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Tanto per capire cosa vuol dire mangiare OGM oltre al fatto che non sono cose naturali ma geneticamente modificate come dice il nome stesso leggete un po' qui, vogliamo imparare a magiare sano o crediamo sempre ai soliti che
ci dicono che i prodotti biologici non esistono perchè se si avvelena nel campo vicino e bla bla bla bla: Non vogliamo gli OGM punto in natura abbiamo gia tutto non ci manca niente e piu' buono di cosi com'e' e con meno veleni possibile e' la cosa migliore che possiamo avere. I pesticidi Roundup per gli Ogm sono pericolosi per l´uomo LIVORNO. Secondo un nuovo rapporto del Comité de recherche et information indépendantes sur la génie GENétique (Criigen), diversi erbicidi Roundup causano la morte delle cellule di embrioni, cordone ombelicale, placenta e sono mal valutati nelle ricerche fino ad oggi eseguite. A questo studio indipendente, sostenuto dal Conseil régional de Basse-Normandie, dalla Fondations pour une Terre Humaine e Denis Guichard, hanno lavorato Nora Benachour e Gilles-Eric Séralini all´università di Caen, in Francia, ed è stato pubblicato dalla nota rivista scientifica Usa Chemical Research in Toxicology. Lo studio svela per la prima volta i meccanismi della tossicità di 4 erbicidi Roundup sulle cellule umane. Roundup è il nome commerciale, di proprietà Monsanto, di diserbanti a base di glifosato, il principio erbicida attivo largo spettro più venduto al mondo. Anche se il brevetto sul glifosato è scaduto nel 1994 in Europa e nel 2000 negli Usa, ma la Monsanto ha ancora la leadership delle vendite. Roundup è diventato anche il nome di diverse colture Ogm dette "Roundup Ready" (RR) che resistono al glifosato, la prima delle quali è stata la soia RR Monsanto (l´Ogm più importato in Europa) alla quale si sono aggiunti cotone, mais e colza RR. Questi tipi di erbicidi sono così diventati tra i più comuni del mondo ed i loro residui tra i più inquinanti e, secondo Criigen, vengono autorizzati in dosi che contaminano gli alimenti Ogm. I ricercatori hanno diluito gli erbicidi Roundup in dosi infinitesimali (fino a 100 mila volte ed oltre), ma anche così hanno potuto verificare danni alle membrane, al Dna ed impedimenti alla respirazione cellulare. Però è dimostrato che la miscela di diverse sostanze coadiuvanti gli erbicidi Roundup amplifica gli effetti del glifosato, rendendolo ancora più tossico. «Questo è grandemente sottostimato dell´attuale regolamentazione – dicono i ricercatori del Criigen – che non tiene conto di questo fenomeno e fissa soglie troppo arbitrarie di contaminazione negli alimenti, e questo vale per il glifosato quale che sia la sua formulazione di vendita. In più, le autorizzazioni per l´utilizzo di questi diserbanti sono chiaramente da rivedere per gli effetti tossici dipendenti e sono moltiplicati da altri composti tossici venduti in miscela, dei quali il e glifosato, il più conosciuto, non è che un rappresentante. Le analisi dal sangue dettagliate di ogni mammifero che ha ricevuto dell´erbicida durante dei test regolamentari aventi autorizzazioni commerciali, devono immediatamente essere resi pubblici, perché potrebbero nascondere degli effetti indesiderabili». |
| Bernabe' Simone | |
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Udite Udite cosa sento sull'Arena di oggi:
«Gli ogm? Quelli attuali sono più sicuri dei prodotti biologici» I relatori del convegno al Policlinico FOTO MARCHIORI Gli organismi geneticamente modificati non fanno più paura. Al contrario, sono tra gli alimenti più controllati. A detta degli esperti, più sicuri addirittura dei prodotti delle coltivazioni biologiche. Lo spiega Patrizia Restani del dipartimento di Scienze farmacologiche dell’università di Milano. «Gli ogm permessi in Italia sono pochi, conosciuti ormai da molti anni ed estremamente sicuri. Proprio perché il tema è stato ed è tuttora delicato, l’attenzione è alta e le garanzie di qualità sono totali. In alcuni casi gli ogm sono addirittura più sicuri di alimenti provenienti da coltivazioni normali». E aggiunge: «Il mais geneticamente modificato, ad esempio, non sviluppa alcune microtossine cancerogene. Inoltre, anche alcuni alimenti che derivano da colture biologiche, per cui i controlli sono decisamente meno specifici, possono risultare potenzialmente più pericolosi degli ogm». Il nostro Paese si colloca piuttosto bene anche sulla sicurezza di tutti i prodotti alimentari. Facendo rifornimenti per la dispensa nei vari punti vendita, infatti, non si incappa in grossi rischi per la salute. «Anche se dipende da come e da dove viene fatta, la spesa», puntualizza Restani. «Più grandi sono le aziende produttrici, più si ha garanzia di sicurezza. Spesso si tende ad identificare la qualità e un prezzo più alto con la pubblicità del marchio. Questo è vero ma solo in parte. Spesso, ad incidere sul costo e sul marchio sono infatti anche i controlli che l’azienda deve sostenere. Inutile specificare, comunque, che la giusta via sta sempre nel mezzo», aggiunge Restani. «La produzione industriale gode, in generale, di ottima salute. La produzione artigianale è meno controllata e in questo caso è importante la serietà con cui lavora ogni singola azienda.I.N. |