addressalign-toparrow-leftarrow-leftarrow-right-10x10arrow-rightbackbellblockcalendarcameraccwcheckchevron-downchevron-leftchevron-rightchevron-small-downchevron-small-leftchevron-small-rightchevron-small-upchevron-upcircle-with-checkcircle-with-crosscircle-with-pluscontroller-playcredit-cardcrossdots-three-verticaleditemptyheartexporteye-with-lineeyefacebookfolderfullheartglobe--smallglobegmailgooglegroupshelp-with-circleimageimagesinstagramFill 1languagelaunch-new-window--smalllight-bulblinklocation-pinlockm-swarmSearchmailmediummessagesminusmobilemoremuplabelShape 3 + Rectangle 1ShapeoutlookpersonJoin Group on CardStartprice-ribbonprintShapeShapeShapeShapeImported LayersImported LayersImported Layersshieldstartickettrashtriangle-downtriangle-uptwitteruserwarningyahooyoutube

Gli amici di Beppe Grillo di Napoli Message Board › L'organizzazione emerge dal caosIl suono della rete

L'organizzazione emerge dal caos
Il suono della rete

Fabio A.
user 3465463
Napoli, NA
Post #: 5,035
Lo vado dicendo da un po', molti di voi se ne ricorderanno, ma come lo dice lui io non sarei stato capace di dirlo.

Un altro stupendo articolo di Byoblu.




Il suono della rete

­


Molti mi chiedono cosa intendo fare. Dicono: è tanto che posti, e non succede niente. Qual'è il tuo piano d'azione? Innanzitutto non definirei niente una frequenza di 30.000 visitatori unici al mese, raggiunta in soli quattro mesi di attività costante. Non definirei niente la citazione in almeno tre quotidiani nazionali (quelli di cui sono venuto a conoscenza, grazie a voi) nel giro di una sola settimana e per argomenti diversi: ­La Stampa, ­L'Unità e ­La Repubblica. E neppure definirei niente le centinaia di migliaia di visualizzazioni dei video, gli oltre milleduecento iscritti al canale YouTube, in costante crescita. Ma al di là di queste considerazioni, alla domanda di alcuni su quale sia il mio piano d'azione, do una risposta che non dovrebbe suonare soprendente: nessuno.

Non voglio fare niente. Cosa dovrei fare? Perchè qualcuno dovrebbe fare al posto vostro? Avete davvero bisogno di un condottiero, di un capopopolo? Dopo duemila anni di storia, volete ancora essere guidati, caricati, spronati, incitati alla battaglia, mandati a morire in nome di qualcuno che invoca gli dei e vi manda in prima linea, magari per i suoi interessi? Non ne avete abbastanza di leader carismatici che vi dicono cosa dovete pensare? E non ne avete avuto a sufficienza di leader religiosi in nome dei quali annichilire le vostre vite? Volete ancora confessarvi e chiedere l'assoluzione? Avete ancora bisogno di un papà che vi dia una pacca sulla spalla e vi gratifichi con la sua approvazione? O forse volete essere ancora sculacciati perchè non avete fatto i compiti prima di uscire con gli amici?

Il mondo sta cambiando profondamente. Molti non se ne sono ancora accorti. Continuano ad aspettare il Messiah. Eppure il Messiah è arrivato. E' già qui, tra noi. Per l'esattezza, il Messiah siamo noi, tutti quanti insieme. Il Messiah è la rete. Non vi chiederò di innalzare i vostri cuori al cielo, ma di elevare il vostro sguardo sugli ultimi anni che abbiamo vissuto. Abbiamo alle spalle poco più di 30 anni di rete, di cui almeno una ventina ad esclusivo uso militare e scientifico. E' solo dall'inizio degli anni novanta che i primi italiani, timidamente, si affacciano alle BBS con modem antidiluviani, a manovella. La vera espansione di internet nelle case sta avvenendo in questi anni.
Fate una prova, guardatevi indietro e pensate a come vivevate solo cinque anni fa. Dove vi informavate, se non attraverso i giornali e la televisione? A chi potevate affidare le vostre speranze, se non ad un politico che vi poteva raccontare qualsiasi cosa? Ora fate un passo ulteriore: restringete ancora il raggio d'azione. Pensatevi solo due anni fa. Quanti di voi usavano YouTube? Quanti caricavano video in rete e guardavano quelli altrui? Cosa sono due anni in confronto a secoli di rigide strutture gerarchiche e piramidali? Ve lo dico io: niente. Sono un soffio, meno di un battito del cuore. Eppure è già cambiato tutto.

Siamo qui, oggi, perchè possiamo scambiarci informazioni in maniera non mediata, diretta, punto a punto. Informazioni di ogni tipo: dalla documentazione scientifica ai filmati di repertorio, alle immagini, ai commenti.. E soprattutto possiamo confrontare i dati. Niente sfugge più alle maglie della rete. Quando non c'erano i videoregistratori, nessuno poteva contestare quanto un politico aveva detto e le sue eventuali contraddizioni. Nessuno, tranne qualche giornalista della cui parola bisognava fidarsi ciecamente. Un mediatore. Perfino con l'avvento dei videoregistratori la situazione non cambiò poi molto. In fondo, chi poteva davvero avere voglia di prodigarsi in macchinose registrazioni su costose e voluminose videocassette, difficoltose da archiviare, complicate nell'accesso e per di più deperibili nel tempo?

Ma oggi.. oggi si trova tutto. Volete sapere cos'ha detto Berlusconi da Vespa? Lo trovate in rete. Volete riguardarvi l'intervista di Biagi prima di morire? La trovate in rete. Qualcuno ce la mette. E qui arriva il bello. Questo qualcuno siete voi. Microcellule operose che metabolizzano il mondo circostante e lo rendono disponibile agli altri organi, e non a qualcuno in particolare, ma a chiunque ne faccia richiesta. La rete è collaborativa. Se avete bisogno di qualcosa, non importa cosa, troverete qualcuno disposto a farla. Questo qualcuno a sua volta si basa sull'operato di qualcun altro, che non l'ha fatto per un motivo specifico o per un obbiettivo particolare. L'ha fatto e basta, e voi lo usate. L'organizzazione emerge dal caos grazie al principio della vita stessa, che riutilizza l'ambiente circostante per modellarlo secondo le sue esigenze. Per usarlo. Noi tutti realizziamo materia prima per costruire nuovi attrezzi, utensili, strumenti messi in condivisione con gli altri.

Volete un esempio? Eccolo.

>>> continua nel messaggio successivo >>>
Fabio A.
user 3465463
Napoli, NA
Post #: 5,036
<<< continua dal messaggio precedente <<<

Un GIP dispone che un sito web svedese venga oscurato per tutti i cittadini italiani. La sentenza è inedita per l'entità delle sue ricadute, tanto più che in maniera del tutto originale e illecita, i dati dei naviganti vengono consegnati ad una ­lobby residente all'estero per una non meglio precisata ancorchè intuibile ragione. Un abuso d'ufficio che non trova fondamento nel codice e contrario a qualsiasi normativa sulla privacy.
Forse nel 1920 qualcuno avrebbe sperato nell'intervento di Batman, o dell'Uomo Ragno. E in fondo è ancora così, solo che oggi non c'è più bisogno di un mantello. Bastano un computer e una connessione a internet. Basta avere un blog e saperlo usare. I navigatori si accorgono di non poter più accedere a quel sito web. Lo scrivono sui loro blog. Un ­esperto di rete riceve l'informazione via rss feed e fa una verifica. Si accorge che la pagina web che recita Sito sotto sequestro è ospitata sui server di Pro-Music.Org, che può in questo modo raccogliere i dati dei navigatori ed eventualmente utilizzarli illecitamente per qualunque scopo, come per esempio intentare azioni legali. Posta l'anomalia sul suo blog. Un avvocato di grido, specializzato nel diritto legato al mondo dei new media, legge a sua volta il post e decide di recuperare ­l'ordinanza del GIP, magari via rete. Da una rapida verifica si accorge dell'utilizzo troppo disinvolto delle normative relativamente all'oscuramento. Posta l'interpretazione sul suo blog e, tra i commenti, negli altri blog. L'esperto di rete contatta via ­Skype un ­noto videoblogger per informarlo, il quale a sua volta, in poche ore, realizza un ­intervento video sul suo blog e su un noto sito di social network per la condivisione audiovideo dove si è guadagnato un alto numero di appassionati sostenitori. In poche ore il video viene visto da oltre trentamila persone! Un utente svedese si offre di sottotitolarlo nella sua lingua per agevolare la divulgazione, e il video arriva ai ­gestori del server oscurato, che fanno rimbalzare la notizia a livello internazionale. Il giorno dopo si ininzia a diffondere nell'intellighenzia europea l'idea che l'Italia sia un paese che si avvia verso una deriva aberrante, che fa della censura preventiva uno dei suoi metodi di governance. Decine di migliaia di persone sanno che è stata compiuta un'operazione sporca. Sia il ­riferimento al blog dell'esperto di rete che quello al video del noto videoblogger finiscono su ­uno dei maggiori quotidiani nazionali, grazie all'articolo di un terzo blogger. Alcuni providers iniziano a fare marcia indietro, e revocano l'inoltro delle sessioni di navigazione ai server della lobby. La cosa potrebbe perfino venire cavalcata a livello politico per guadagnarsi consenso elettorale, esercitando di conseguenza pressioni perchè quei dati, raccolti in maniera illecita, vengano distrutti.

Nessuno ha fatto niente di particolare. Ognuno ha fatto solo ciò che sa fare, ciò che vuole fare. Ogni cellula si è però nutrita della cellula precedente e l'organismo si è evoluto in una direzione inedita, frutto della somma delle singole componenti. E lo ha fatto in tempi record. La rete ha esibito un'intelligenza collettiva che ha guidato le sue azioni, esattamente come accade nella biologia di un organismo animale.

Ecco dunque la risposta alla domanda iniziale: cosa voglio fare?
La cellula.

Il video allegato a questo post è per me illuminante. Tanti musicisti, una sola partitura: l'Aria sulla quarta corda di Bach. Saltate i 50 secondi introduttivi, se preferite, e godetevi il suono della rete. A ognuno il suo strumento.

Non nascondo che, personalmente, mi emoziona.

Fonte: Byoblu.com­.
Fabio A.
user 3465463
Napoli, NA
Post #: 5,039
Riporto un commento al blog di Byoblu:


gnubit il 21/08/2008 alle 4.15 scrive:

Più che un messiah, un conduttore, servono 100.000 amplificatori, per far sentire sempre più forte la protesta.

Ci vorrebbe anche "cooperazione" per non far sembrare l'ondata di protesta una massa insignificante di gruppuscoli.

I latini dicevano "Divide et impera", proprio questa è la "fregatura" della grande rete, da voce a chiunque disperdendo la protesta in un marasma di voci.

Secondo me non serve un "Claudio" che guidi la protesta, servirebbe un sito da 1.000.000 di accessi giornalieri, singoli ed incazzatissimi.

Comunque da qualche parte bisogna pure iniziare no?

La parte in neretto l'ho evidenziata io.

Come ho già scritto in precedenza­, credo che serva proprio questo, un sito internet che dia voce alle singole persone e faccia spontaneamente emergere un'organizzazione che permetta di denunciare e portare avanti iniziative condivise. Senza limiti geografici prestabiliti: la geografia, anche quella, emergerà spontaneamente. Le regioni si ridisegneranno, gli obiettivi saranno i capoluoghi ed i comuni le singole persone che prenderanno parte alle iniziative, magari anche transnazionali.

Per chi se ne intende di matematica, mi viene in mente un paragone azzardato con la trasformata di fourier: si cambia semplicemente dominio, punto di vista, per poter meglio lavorare sui dati che si hanno a disposizione, per poi tornare nel dominio originario, la realtà fisica come la conosciamo, e dare vita alle iniziative costruite.

In qualità di cellula, è quello che sento di fare... però, cazzarola, se ce ne vuole di tempo e pazienza... bello sarebbe trovare qualcuno con cui condividere questo abbozzo di progetto.

Disse 'o pappece alla noce, damme 'o tiempo ca te spertoso...
Maurizio
maurizio74
Napoli, NA
Post #: 589
Fabio ho letto il tuo thread: è interessante, però mi viene di fare alcune obiezioni

Non sono tanto d'accordo con la parte del commento che hai enfatizzato tu (del sito con 1.000.000 di visitatori per intenderci). Perchè? Beh anzitutto secondo me questo sito già esiste ed è la rete nel suo complesso, avere un sito unico principale di sfogo o di iper-attivismo sarebbe una forma di accentramento di un mezzo che per definizione è decentrato

Ma a parte questo... un'altra riflessione è che mi è piaciuto molto il concetto della cellula... però credo (e anzi spero fortemente) che ognuno di noi, ogni cellula, si possa esprimere e fare il suo lavoro con tantissime diverse frequenze e "modalità d'uso"... insomma si può essere anche una cellula a una velocità diversa, o in un territorio diverso dalla rete web.... molte persone secondo me non hanno proprio attitudine all'uso della rete.... e personalmente mi auguro che persone così ci siano sempre sulla terra....

Poi sul discorso dei tempi, sulla tua ultima riflessione, pensavo che forse è proprio questa velocità pazzesca con cui accadono le cose in rete (manovre finanziarie e scambi commerciali inclusi) che ci fa sembrare ogni nostro obiettivo molto lontano, che ci fa sentire di dover avere sempre una pazienza infinita per vedere un risultato concreto... ma invece forse dovremmo rallentare... non accelerare!

Infine... se molte persone in Italia purtroppo non sono attive, non sentono come propri i problemi della propria comunità, non hanno maturato sufficiente consapevolezza dei propri gesti e di quelli altrui, non sarei troppo sicuro che la rete raggiunga + velocemente le loro coscienze, e non mi riferisco solo a quelli che sono proprio fuori dalla rete (che in Italia sono ancora la maggiornaza) ma mi riferisco a tutti indistintamente.... Sì, è vero: in rete hai più facilmente la possibilità di entrare in contatto con persone e con notizie che neanche immaginavi, e questo già accade oramai praticamente per tutti in rete... ma non basta a far scattare quella scintilla o meglio ad attivare quel processo che può trasformare ognuno di noi da una cellula qualsiasi a una cellula "consapevole", non basta e lo sappiamo bene quanta gente resta nell'indifferenza anche dopo aver letto o visto le notizie che la tv non passa, e a volte questo ci fa incazzare, ma sappiamo bene anche che non possiamo costringere nessuno... non so se concordi... e allora con questo che voglio concludere? niente di speciale, solo che secondo me la rete non è tutto e che può essere rischioso puntare tutto su di essa... secondo me ogni tanto dovremmo staccare dalla rete anche per tornare a una velocità più bassa nel fare le cose, nel comunicare, nell'apprendere le notizie e nel confrontarci con il mondo... e insomma tenere sempre presente che alla fine siamo esseri umani, ritrovare quel senso di pulizia e di calore nei rapporti umani che si va perdendo sempre di più, rilassarci anche se abbiamo milioni di motivi per essere incazzati tutto il giorno... altrimenti.... non lo so... rischiamo di ritrovarci comunque a fare di nuovo la parte delle cellule "non-consapevoli" proprio perchè "troppo-consapevoli-ma solo-nella rete" e poi fuori di qui?

Powered by mvnForum

People in this
group are also in:

Sign up

Meetup members, Log in

By clicking "Sign up" or "Sign up using Facebook", you confirm that you accept our Terms of Service & Privacy Policy