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Amici di Beppe Grillo di Roma Message Board › Sfatiamo alcuni miti sul nucleare... 23.01.2010 - assemblea antinucleare di

Sfatiamo alcuni miti sul nucleare...
23.01.2010 - assemblea antinucleare di Roma

A former member
Post #: 175
Vi posto qui l'articolo (in versione integrale) che ho scritto per il Grillo News in attesa della pubblicazione.

______________________________________­_______________________


La scena politica italiana ha riportato in auge la questione nucleare. Purtroppo stampa e televisione non hanno dato tregua all’argomento, evitando con cura di invitare in studio anche solo un esperto di energia.
E' il caso, quindi, di fare chiarezza sull'argomento.

* Il nucleare è conveniente economicamente. I veri costi del nucleare sono nascosti, se non addirittura sconosciuti. Lo dimostra il rapporto decennale (1991-2001) congiunto UE-USA, chiamato ExternE, sui costi esterni della generazione energetica, che nel volume 7 a pag. 795 esplicita il criterio di calcolo con cui vengono calcolati i costi delle varie fonti e sostiene che è non sia possibile - allo stato attuale - prevedere i costi della gestione millenaria delle scorie, né dei possibili costi di incidenti di dimensioni geografiche, come quello di Chernobyl. Tali lacune fanno apparire conveniente una fonte che in realtà cela enormi aggravi nel momento in cui si dismettono gli impianti o nel caso di incidenti. Il costo del kWh prodotto, tra l'altro, sarà - persino nelle previsioni del DOE (Department of Energy) americano - superiore a quello di molte altre fonti e la capacità globale nucleare resterà invariata al 2015, ben prima della messa in operatività della prima centrale. A parità di costi capitali, l'energia eolica, secondo un recente rapporto di Greenpeace, già oggi produce 2.3 volte piu' energia, 5 volte piu' posti di lavoro, non aumenta il rischio di incidenti, non produce scorie e permette l'utilizzo del terreno in contemporanea alla generazione. Nonche' il decommissioning (smantellamento) di un impianto eolico puo' essere effettuato con un ripristino totale della zona.


* L'esempio della Francia dimostra la convenienza del nucleare. In Francia, l'errore compiuto negli anni '70 circa la valutazione dell'andamento della domanda energetica, ha portato ad avere oggi 8 centrali su 58 in sovraproduzione energetica. Visti gli elevati costi di una possibile inattività delle centrali, la Francia vende sottoprezzo l'energia a tutti i paesi confinanti, principalmente di notte. In tal modo noi possiamo spegnere le nostre più costose centrali a gas e olio combustibile e far finta che il nucleare sia conveniente ovunque. Ad allungare un po' più lo sguardo, si scopre il fallimento della linea nucleare della British Energy per gli elevati costi di smantellamento delle centrali, oppure i reattori in dismissione in Germania e in Spagna, rimpiazzati da fotovoltaico ed eolico. Il motivo per cui le centrali francesi appaiono non soffrire economicamente è perché EdF, azienda elettrica francese, è totalmente a capitale pubblico: fu voluta da De Gaulle negli anni ’50 per legare strettamente la produzione nucleare civile all’industria militare. E' cosa nota, infatti, che lo sfruttamento delle scorie nucleari civili per la produzione di Plutonio adatto alle testate nucleari tattiche, sia la ragione per cui in primis il settore fece la sua comparsa nel dopoguerra. Se l'Italia ripudiasse veramente la guerra, non contribuirebbe ad alimentare un mercato così nettamente influente sulla sicurezza dell'intero pianeta.


* Il nucleare in Italia sarà unicamente a capitale privato. Seppure si riesca a trovare dei privati disposti ad investire negli impianti (non esiste impianto al mondo in cui non siano stati usati capitali pubblici), la gestione delle scorie resta di competenza statale, attraverso la Sogin, oltre ad eventuali sussidi e coperture assicurative a carico del contribuente, così come ricadrebbero i costi sociali ed ambientali di eventuali incidenti.
Se è vero che non esiste gruppo assicurativo pronto a coprire un impianto, pochi sanno che i soldi dei contribuenti finiscono anche in SACE e SIMEST, agenzie statali di credito all'esportazione, le quali assicurano gli impianti nucleari in costruzione all'estero da aziende nostrane come ENEL o Ansaldo. Tale sistema, ristabilito dal ministro Marzano nel 2003 (Governo Berlusconi) in barba del risultato schiacciante del referendum del 1987, permette alle aziende nostrane di investire in centrali senza essere costretti a curarsi molto degli aspetti relativi alla sicurezza, come dimostra lo stato dei lavori di tre impianti in cui è coinvolta ENEL.

continua...
A former member
Post #: 176
....prosegue

* Il nucleare di terza generazione è sicuro, quello di seconda un po' meno... Andatelo a dire ad Enel che in Slovacchia sta costruendo un impianto di seconda generazione privo di guscio di contenimento, potenziale bersaglio terroristico che causerebbe danni anche peggiori di Chernobyl, vista la maggiore vicinanza. Resta il fatto che la terza generazione mantiene pressoché intatto l'impianto generativo della seconda, ma assicura solo una maggiore ridondanza dei sistemi di sicurezza. Peccato che i maggiori rischi dell'intero ciclo industriale si riscontrano nei trasporti nucleari - momento di massima esposizione del materiale fissile ai rischi di terrorismo ed incidenti - e nello stoccaggio. I primi, da compiere - nell'ipotesi del governo - decine di volte all'anno, il secondo senza ancora una soluzione. Gli unici due reattori di terza generazione al mondo sono attualmente in costruzione (alla faccia della "tecnologia matura") in Finlandia e in Francia per pressione di EdF. I cantieri di entrambi i reattori procedono a velocità dimezzata rispetto alle previsioni. In Finlandia, il basamento di cemento è stato mal posato da un'azienda subappaltante indiana impregnandosi d'acqua, mentre in Francia le saldature del sarcofago sono state subappaltate ad un'azienda polacca che produce scafi per pescherecci, la quale li ha fatti eseguire a mano, con evidenti pecche nella loro tenuta. Entrambi gli impianti sono stati dichiarati non conformi alle norme di sicurezza contro gli impatti di grandi aerei di linea, lo denuncia l'agenzia di sicurezza Stuk finlandese. Enel non ha mostrato particolare preoccupazione, eppure fa parte del consorzio finanziatore. Sarà che è più importante conquistarsi una fetta del mercato neanche tanto meritata, piuttosto che curarsi di costruire centrali sicure per l’ambiente e le persone?

* Esiste una soluzione per la gestione delle scorie. Ancora senza soluzione in NESSUNA PARTE DEL GLOBO, la gestione di tali rifiuti richiede - finché non siano scoperte tecnologie alternative - un monitoraggio ed una manutenzione continui, costosi e pericolosi. Il famoso impianto di stoccaggio geologico di Yukka Mountain in Nevada è ufficialmente un fallimento, con l'ammissione dei tecnici americani delle infiltrazioni di acqua e delle varie perdite registrate, nel periodo di 25 anni in cui si è provato a svilupparlo. In Italia, bastarono pochi mesi agli incaricati dal governo per dichiarare la "soluzione Scanzano" come sicura e definitiva.

* Il nucleare è amico del clima. Produce fino a 85 g di CO2 per kWh e comunque la prima centrale potrebbe iniziare le operazioni solo tra 12-15 anni. I cambiamenti climatici sono un'urgenza di oggi, non rimandabile a 12 anni. Tra l'altro, si calcola che se raddoppiassimo la quota mondiale attuale di nucleare, l'uranio utile a questi impianti terminerebbe entro il 2050. (quasi tutto in terreno iraniano…)

E non parliamo di incidenti: potremmo elencare centinaia di incidenti con cadenza quasi mensile, di cui ben pochi filtrati dai nostri ignobili mezzi di comunicazione (di cui solo alcuni solo ora si risvegliano e pubblicano alcuni dei continui incidenti in Francia). Solo il 13 maggio è stato chiuso il centro di riprocessamento di Sellafield per una fuga radioattiva. In Spagna, la mancata comunicazione di una perdita in una centrale a fine marzo scorso, sta obbligando migliaia di persone (tra cui molti giovani studenti) a sottoporsi a screening per eventuali danni da irradiazione, essendo la centrale rimasta aperta al pubblico per giorni anche dopo l'accaduto. Ogni anno, quintali di Plutonio vengono trasferiti dagli oltre 400 reattori esistenti verso le centrali di riprocessamento…lo sapete che un milligrammo di Plutonio è sufficiente ad uccidere 15.000 persone?


Nessun'altra fonte ha questi costi e questi problemi!


Al prossimo numero del Grillo News con le soluzioni al problema energetico proposte dal movimento dei Grilli Romani.

Ascanio Vitale – Responsabile Energia e Sostenibilità per i Grilli Romani

A former member
Post #: 502
Grazie della tua preziosa collaborazione!
A presto il nuovo numero.
A former member
Post #: 337
interessante, veramente molto, ma quanti siamo a leggere queste cose ?
troppo pochi.
i nostri politici, tutti , spero e mi auguro che approfondiscano la loro conoscenza sul nucleare prima di fare immani " cazzate".
se però queste informazioni si riuscissero a far passare sui media nazionali non sarebbe male.
è un'utopia lo so ma ci spero sempre
saluti
bruno
MarioC
mumon66
Roma, RM
Post #: 180
E' per questo che stampiamo e distribuiamo in proprio queste informazioni.
Speriamo che, col tempo, il nostro Grillo News si conquisti anche fuori da Internet la fama di fonte di informazione indipendente, comprensibile ed argomentata.
A former member
Post #: 178
interessante, veramente molto, ma quanti siamo a leggere queste cose ?
troppo pochi.
i nostri politici, tutti , spero e mi auguro che approfondiscano la loro conoscenza sul nucleare prima di fare immani " cazzate".
se però queste informazioni si riuscissero a far passare sui media nazionali non sarebbe male.
è un'utopia lo so ma ci spero sempre

non è utopia... ovviamente come Grilli Romani non abbiamo ancora quella forza, ma questi concetti li abbiamo fatti passare per anni sui media nazionali... ma alla gente interessava poco, perche' si trattava solo di osteggiare i lavori di Enel e Ansaldo all'estero. Ora che agli italiani comincia a bruciare il ... allora si svegliano tutti e si interessano all'argomento... ma oggi la lobby nucleare è forte e legittimata dall'entourage di politici ignoranti e deviati dagli interessi che vogliono rappresentare.

occorre la stessa forza nel contrastare le loro argomentazioni. Sto cercando di fare networking tra i meetup per capire cosa possiamo fare noi per creare questa lobby anti-nucleare... non sarà facile.

Ah.. se ci avessero dato ascolto prima... crying

@
A former member
Post #: 181
Tra l'altro, si dovrebbe aggiungere il terzo incidente in Francia in reattori al confine con l'Italia in meno di un mese. Una perdita radioattiva che ha contaminato 5 membri del personale. Non si sa molto dell'accaduto, riportato solo oggi (a distanza di giorni) da un quotidiano francese. Si sa solo che stavano lavorando alla manutenzione di un impianto... che a quanto pare la necessitava tempo addietro.

Una commissione sta indagando sul rispetto delle norme di sicurezza in tutti gli impianti francesi...

ovviamente la notizia è passata in secondo piano, quando citata (molti TG l'hanno dimenticata, pur di parlare di veline o gossip estivo... che schifo)

@
A former member
Post #: 59
Credo che la lobby antinucleare esista gia. Sta nel popolo italiano.
Alcune statistiche fatte dai giornali danno un 66% degli intervistati propensi alla produzione di energia elettrica per mezzo del nucleare. Peccato che la domanda posta agli stessi non abbia presentato la domanda aggiuntiva: "siete disponibili ad avere una centrale nucleare (o una discarica nucleare) nel vostro comune (regione/provincia)?"
Andando in giro per l'Italia si puo' notare che sotto l'indicazione del nome del comune e' riportata, molto spesso, la scritta "comune denuclearizzato".
Un modo per imporre la scelta criminale e stupida ci sarebbe: militarizzare l'intera nazione!
Ma con che costi?
Un saluto
A former member
Post #: 182
beh... una lobby non è una moltitudine di persone d'accordo su una soluzione...è ben di più. Richiede meno persone, ma un po' più competenti del primo incontrato per strada per un sondaggio, organizzate, con un obiettivo chiaro, una proposta organica, documentata e implementabile, nonché una serie di contatti con le rappresentanze istituzionali di competenza... smile

Eurispes valutò nel 2003 in 69 italiani su 100 l'approvazione all'eolico... eppure si parla sempre male di questa tecnologia... se si desse ascolto solamente ai sondaggi... avremmo gia' risolto il problema climatico! biggrin

@
Nicola S. - U.
Nicola_S.
Roma, RM
Post #: 449
Ho solo da imparare a riguardo.
Mi limito ad un sincero
'grazie'
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