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Amici di Beppe Grillo di Roma Message Board › TTIP eventi romani per ICE (petizione europea entro ottobre 2015)

TTIP eventi romani per ICE (petizione europea entro ottobre 2015)

A former member
Post #: 29
Carissimi attivisti romani
vi invito ad aderire alla campagna Europea contro la Transatlantic Trade and Investiment Partnership, il trattato di libero scambio tra UE e USA.
Firma ONLINE stop TTIP e stop CETA
https://stop-ttip.org...­

info e aggiornamenti in tempo reale su https://ariccia5stell...­

L’ICE dispone di un anno di tempo per raccogliere le firme. #STOPTTIP ha iniziato il 7 ottobre 2014 per continuare fino al 6 ottobre 2015. L’obietto italiano è raggiungere 54.000 firme entro aprile 2015.

Europa5stelle
http://www.beppegrill...­

Blog
http://www.beppegrill...­
A former member
Post #: 32
TTIP Cittadini informati sul Trattato USA-UE

domenica 12 aprile ore 17.30 casa delle Associazioni

Si sta parlando dei trattati internazionali che l’Unione Europea sta negoziando con USA e Canada per liberalizzare gli scambi commerciali, in deroga alla sovranità nazionale in ambito di

#OGM E AGRICOLTURA

#SANITA’ PUBBLICA

#CONCORRENZA E LIBERALIZZAZIONI

#TRACCIABILITA’ DI BENI, PRODOTTI E ALIMENTI DOC

#TUTELA DEL LAVORO E PMI

#TUTELA AMBIENTALE

#BENI COMUNI E SERVIZI PUBBLICI

#MULTINAZIONALI, MERCATO, CONTROVERSIE COMMERCIALI

interverranno
FABIO MASSIMO CASTALDO
Parlamentare europeo portavoce al Gruppo EFDD MoVimento 5 Stelle
FULVIO GRIMALDI
scrittore – blogger – giornalista
ELENA FATTORI
Senatrice portavoce in Parlamento MoVimento 5 Stelle
VALENTINA CORRADO
Consigliere Portavoce alla Regionale del Lazio MoVimento 5 Stelle


Iolanda
user 101759052
Nettuno, RM
Post #: 1
ciao a tutt*
il10 giugno il parlamento europeo vota a Strasburgo la Risoluzione sul TTIP , facciamoci sentire: www.stopttip.org www.stop-ttip-italia.net
Save the Date: Join us in Strasbourg on June 9&10! We will be at the European Parliament to show colour and attitude against ‪#‎TTIP‬ when MEPs will vote on the TTIP resolution. Bring your banners and friends and if you can, contact your MEP for a meeting. Simply register below. Please share widely.

Joignez-nous a Strasbourg le 9 Juin & 10! Nous serons au Parlement européen pour protester, avec couleur et attitude, contre #TTIP. Apportez vos banderoles, des amis et si vous le pouvez, contactez votre député européen pour une réunion. A partager librement! ‪#‎StopTTIP‬



Salva la data: Unisciti a noi in Strasburgo 9 giugno & 10! Saremo presenti al Parlamento europeo per mostrare il colore e l'atteggiamento contro ‪#‎TTIP‬ quando i deputati voteranno sulla risoluzione TTIP. Portare il vostro banner e gli amici e se è possibile, contattare il vostro deputato europeo per una riunione. Basta registrarsi qui sotto. Si prega di condividere ampiamente.

Unisciti a noi un Strasburgo 9 giugno & 10! Siamo al Parlamento europeo per protestare, con colore e atteggiamento, contro ‪#‎TTIP‬. Portare il vostro banner, gli amici e se è possibile, contattare il membro del Parlamento europeo per una riunione. A condividere liberamente! ‪#‎StopTTIP
A former member
Post #: 2,272
Dal sito: https://stop-ttip.org...­

Qual è il problema?

L’UE è in procinto di firmare due trattati di libero scambio molto complessi: uno con il Canada (CETA = Comprehensive Economic and Trade Agreement) e uno con gli Stati Uniti d’America (TTIP = Transatlantic Trade and Investment Partnership). Ufficalmente per creare posti di lavoro e per incrementare la crescita economica. In realtà, questi trattati non favoriranno il bene delle cittadine/dei cittadini ma ne approfitteranno massicciamente solo le grandi multinazionali:

Con l’introduzione di una giustizia parallela, lo stato di diritto sarà svuotato: Le imprese canadesi e statunitensi avranno il diritto di esigere il risarcimento dei danni se riterranno di essere danneggiati in seguito a leggi o altre misure dell’Unione Europea o di singoli stati membri dell’UE, anche in riferimento a leggi emanate nell’esplicito interesse del bene comune, p.es. riguardanti la tutela dell’ambiente o dei consumatori. Al posto della giustizia ordinaria, sulle richieste di risarcimento giudicheranno collegi arbitrali privati, nella maggior parte dei casi in seduta segreta. I risarcimenti saranno pagati dalla mano pubblica, cioè con i soldi dei cittadini. Disposizioni simili presenti in altri trattati hanno permesso in più casi ad imprese di incassare risarcimenti di molti milioni, talvolta di diversi miliardi di euro o di dollari. [L’impresa energetica svedese Vattenfall, attualmente ha in corso un contenzioso con la Repubblica Federale Tedesca per l’importo di 3,7 miliardi di euro di risarcimento per il distacco dalla rete elettrica di due vetuste centrali nucleari, in seguito alla decisione del Governo di abbandonare il nucleare]. Simili cause, con l’entrata in vigore di CETA e TTIP sarebbero destinate a moltiplicarsi. Solo le imprese straniere („investitori“) potrebbero beneficiare di questi diritti di protezione; questo strumento sarà invece precluso alle imprese di casa nostra. Questi collegi arbitrali decidono in via definitiva, senza possibilità di appello; regolamento non compatibile con i principi di uno stato di diritto.

È previsto che le multinazionali siano interpellate già nella fase preliminare dell’elaborazione di norme e leggi se si presume che possano essere toccati i loro interessi economici. Ciò, nel testo viene definito come “cooperazione regolatoria”. In pratica, i rappresentanti delle multinazionali dovrebbero essere invitati dai governi a collaborare nelle commissioni di esperti per modellare le nuove proposte di legge ancora prima che queste vengano dibattute in sede parlamentare, svuotando così la democrazia: la sovranità è del popolo e non dalle multinazionali.

Le multinazionali hanno avuto ed hanno tuttora un peso eccessivo nelle trattative segrete per CETA e TTIP. Nella sola fase preparatoria per le trattative su TTIP, secondo indicazioni ufficiali, hanno avuto luogo 590 incontri della commissione UE con i rappresentanti delle lobby di cui il 92% con rappresentanti degli imprenditori e solo in pochissimi casi la commissione ha parlato con rappresentanti dei consumatori e dei sindacati dei lavoratori. L’influenza dei rappresentanti delle multinazionali è forte anche durante la fase delle trattative: alcuni passaggi nelle bozze degli accordi che sono trapelate, sono copie esatte di quanto si legge nella documentazione delle lobby delle imprese.

Le trattative sono rigorosamente segrete, neanche i nostri deputati/le nostre deputate ne sono a conoscenza. Solo a trattative concluse i risultati delle trattative vengono presentati ai parlamentari sotto forma di voluminosi trattati (il trattato CETA per esempio consiste in un volume di 1.500 pagine), e i parlamenti possono solo accettare o rifiutare, modifiche non sono più previste. La pressione per votare a favore è molto elevata. La commissione UE sostiene che un eventuale rigetto del trattato avrebbe come conseguenza una minore crescita economica e un calo dell’occupazione, e che sarebbero stati inutili cinque anni di trattative, e inoltre si irriterebbero i partners commerciali. Vogliamo impedire che TTIP e CETA vengano approvati dai parlamenti, senza una discussione seria in sede parlamentare. Per riuscirci dobbiamo creare massicce pressioni da parte dell’opinione pubblica. Vogliamo far emergere quante persone nell’UE sono contrarie a questi trattati.

I diritti dei lavoratori sono sotto massiccia pressione, e i posti di lavoro in numerose aziende sono in pericolo. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto solo pochi dei diritti fondamentali dei lavoratori (solo due degli otto accordi centrali dell’ILO). A causa della massiccia concorrenza d’oltremare si prevedono notevoli riduzioni dei posti di lavoro nell’agricoltura e nell’industria elettrica in primo luogo.

È previsto che la liberalizzazione e la privatizzazione diventino a senso unico. Le aziende municipalizzate, gli ospedali o lo smaltimento dei rifiuti, una volta privatizzati, non potrebbero, se non ad enormi costi, essere riprese in mano pubblica.

L’UE e i suoi stati membri saranno esposti a massicce pressioni affinché vengano ammesse le tecnologie a rischio quali il fracking o organismi geneticamente modificati. [Es. fracking: grandi quantità di acqua mescolata a sabbia e sostanze chimiche vengono immesse ad altissima pressione nello scisto per creare fratture nella roccia in modo da poter estrarre il metano incluso. Tale procedimento è altamente a rischio per l’ambiente e per il clima. Avendo già eseguito delle trivellazioni di prova in Polonia, l’impresa americana Chevron potrebbe già aver creato le basi per un “investimento”. Il governo polacco attualmente sta elaborando un provvedimento che prevede conreti vincoli per il fracking. Un tale provvedimento limiterebbe naturalmente le aspettative di guadagno di Chevron. Non stupisce pertanto che Chevron si sia massicciamente adoperata affinché vengano inserite nel trattato TTIP, le clausole che permettano i contenziosi tra investori e stati. Già la semplice minaccia di una richiesta di risarcimento sarebbe un potente mezzo di pressione sul legislatore polacco e potrebbe bastare per impedire norme restrittive. Anche sugli altri stati membri UE incombe la minaccia di numerose cause. In Germania, attualmente esiste di fatto una moratoria nei confronti del fracking. La multinazionale statunitense Lone Pine, in seguito a una moratoria di questo tipo ha chiesto alla provincia canadese del Québec un risarcimento di 250 milioni di dollari. (Approfondimenti su fracking & CETA: http://corporateeurop...­] Gli standards alimentari e la tutela dei consumatori in riferimento a cosmetici e medicinali rischiano di essere adeguati agli standards statunitensi notoriamente più permissivi rispetto ai nostri. Ma non abbiamo bisogno di standards protettivi più blandi bensì di standards più severi, sia quando si tratta dell’impiego di anticrittogamici, sia negli allevamenti di massa o quando si tratta di fonti energetiche pulite. Con la cosiddetta “cooperazione regolatoria” sarebbe più difficile se non impossibile introdurre standards più severi.

CETA e TTIP rafforzano il potere delle grandi multinazionali. La democrazia e il bene comune ne saranno le vittime. A ciò dobbiamo opporci con forza. Firmate la nostra Iniziativa Europea dei Cittadini! Insieme ce la faremo a fermare TTIP e CETA!
Iolanda
user 101759052
Nettuno, RM
Post #: 2
la lotta vince!!!!
TTIP: parlamento europeo diviso su ISDS, voto su relazione Lange rimandato!

Roma, 9 giugno 2015 - Il voto previsto domani 10 giugno a Strasburgo sulla Relazione Lange slitta a data da destinarsi. Lo ha deciso il presidente Schulz applicando l'articolo 175 del regolamento del Parlamento Europeo dopo essersi consultato con il presidente della Commissione Commercio Internazionale (INTA). Il motivo? I 200 emendamenti presentati e la richiesta di voti separati e con chiamata nominale. Toccherà probabilmente di nuovo a INTA decidere sugli emendamenti e le proposte presentate in plenaria.‎


Sembra evidente che nel gruppo dei Socialisti & Democratici la questione dell’ISDS stia diventando esplosiva e che gli accordi con i Popolari non siano poi così solidi.

La mobilitazione di questi giorni di cittadini e reti di movimento, grazie ai due milioni di firme raccolte e alla pressione diretta della società civile sui Parlamentari Europei, ha certamente giocato un ruolo fondamentale nel rafforzare queste spaccature. Dunque, le criticità sollevate durante questo periodo dalla Campagna Stop TTIP non erano vaneggiamenti privi di basi, bensì riguardavano pericoli concreti di mutamenti irreversibili dell'ordinamento democratico europeo e nazionale. La richiesta resta perciò immutata: nessun accordo è meglio di un pessimo accordo.

Adesso è necessario aumentare il controllo democratico della societa' civile sulla prossima riunione della Commissione Commercio Internazionale, per evitare che ancora una volta si assista all'ennesimo furto della democrazia a vantaggio dei forti interessi commerciali.





Contatti stampa:
Alberto Zoratti - 349 6766540

Per interviste:
Monica Di Sisto - 335 8426752
Elena Mazzoni - 328 1312595


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