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Supplenti della scuola licenziati in tronco!
SUPPLENZE:ETERNE INGIUSTIZIE SULLE SPALLE DEI PRECARI I supplenti non prendono lo stipendio da mesi. I supplenti temporanei vengono pagati per la malattia 30 giorni al 50% e poi licenziati,ma anche quelli ancora “fino all’avente diritto” per colpa dell’Amministrazione sempre in ritardo su tutto! Non importa se l’articolo 40 della legge 449/97,equipara i supplenti fino a nomina dell’avente diritto agli annuali e a quelli in servizio fino al 30 giugno, tanto da prevederne il pagamento direttamente da parte del Tesoro. I supplenti con un contratto fino al 30 giugno oppure entrati in ruolo quest’anno, con in mano un contratto di lavoro legittimo a tempo indeterminato o determinato, vengono licenziati su due piedi, per consegnare il loro posto a chi è stato assunto con provvedimento del giudice del lavoro. A Novara hanno scelto l’ultima nominata fino al 30 giugno e da un giorno all’altro le hanno detto che avrebbe potuto firmare contratti a pezzi …. Senza le tutele contrattuali… Hanno “sparato” sulla più debole e non sono bastati i carabinieri a farle riprendere servizio … Ma come fanno questi Dirigenti ad assumersi una tale responsabilità? In nome di quale giustizia? E’ ovvio che da questi ricorsi nasceranno altri ricorsi e che per altri 10 anni la scuola sarà nel caos più totale! Si rassegni l’Amministrazione: noi li difenderemo tutti! Il contratto di lavoro a tempo determinato si risolve automaticamente, senza preavviso, alla scadenza del termine espressamente prefissato dalle parti senza bisogno di alcuna manifestazione di volontà. Il recesso anticipato di una delle parti rispetto è consentito solo ed esclusivamente, in base a quanto stabilito dall’art. 2119 c.c., per giusta causa e cioè qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto. Non è legittimo il recesso prima del tempo per giustificato motivo (soggettivo e oggettivo), dal momento che tale il recesso è espressamente riferito dal nostro ordinamento al contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (Legge 604/1966). Se il recesso prima del termine del contratto da parte del datore di lavoro che risulti illegittimo per assenza di giusta causa scatterà a favore del lavoratore un risarcimento del danno pari all’ammontare di tutte le retribuzioni che allo stesso sarebbero spettate fino alla regolare scadenza del contratto, dedotto quanto eventualmente percepito dal lavoratore per aver prestato la propria attività lavorativa presso un altro datore di lavoro. Con un contratto a tempo determinato, l’insegnante precario, diversamente da quello immesso in ruolo, non può invocare la reintegrazione nel posto di lavoro prevista dallo Statuto dei lavoratori (articolo 18), poiché tale tutela è prevista solo per chi è assunto a tempo indeterminato. Sappiamo tutti benissimo che , in caso di abbandono di una supplenza, un docente viene pesantemente penalizzato con la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base delle graduatorie ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto, per tutte le graduatorie di insegnamento. Siamo in uno Stato che permette che i suoi Cittadini siano vessati in continuazione “in nome della legge”! Ma quale legge? Prima che qualche politico alzi le sue chiappone da comodi uffici ministeriali si svegli e scriva che non possono essere licenziati né i precari, né gli assunti quanto dovremo attendere? Quante famiglie si troveranno in difficoltà? Quanti dirigenti scolastici avranno le palle di dire: no io questo non lo faccio? Laura Razzano

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Questo meetup nasce per creare un gruppo di lavoro a livello nazionale, per la stesura di un programma condiviso per riportare all'eccellenza la scuola italiana e riparare i danni inferti dagli ultimi governi. Per ridare dignità alla classe docente e offrire un'ottima qualità scolastica ai ragazzi. Creiamo un programma al più presto in modo che, in caso di vittoria, il futuro ministro a 5 stelle sappia già come muoversi. Iniziamo a lavorare qui, poi ci sposteremo nel liquid feedback.

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