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Post #: 54
A Silvio Berlusconi e alla nazione (discorso di un cittadino)

Caro Presidente,
il 2005 è stato un anno plutonico: dovrei aggiungere di merda, per esprimere l’effimero senza ignorare le esalazioni, che resisteranno fino al 2006; dovrei aggiungere cari concittadini, ma l’elisir dell’uomo qualunque ha fatto evaporare il concittadino nella purissima essenza di un signorsì, e subito dopo in un valletto ammutolito: 60 milioni di palafrenieri per un solo cavaliere.
Va tutto bene, non potrebbe andar meglio. Siamo protagonisti ovunque, e del resto non sono stato io a trasformare la politica in fiction. In realtà il concittadino non si è ancora estinto: si bea nel suo letargo, in attesa della scheda; ama le croci, e tutto si spiega: mi permetta di chiamarla Terribile Croce, signor Presidente.
Se tutto ciò che si legge non è immondizia abbiamo anche un ceto intellettuale, socialmente impegnato, politicamente maturo, e avvizzito da un servilismo secolare: la lunga convivenza con il privilegio, il diffuso mestiere dell’adulatore, hanno creato una forma di ottundimento caratteristica della società italiana, che potremmo chiamare, in breve, comunione dei lacché. A parte un timido brusio di protesta, sembra che il buon senso sia stato sequestrato a colpi di slogan e mottetti, o piuttosto intercettato e abbattuto come una penosa bestia. Ma è tempo di auguri e le dirò, con un avanzo di decenza, che ritengo che tutto il dissenso sia più reale che dissimulato. Cara la mia croce, non vorrei parlare anch’io di quell’universo parallelo che lei descrive in maniera piuttosto esilarante, per aggiungere del comico al ridicolo. Lei dedicherà tutto il mese di gennaio a comunicare agli italiani i risultati del suo lavoro? Ho i miei dubbi. Lei dedicherà i due mesi successivi a raccontare, ancora una volta, l’atroce favola della sinistra vittoriosa e sanguinaria? Questo è credibile, perché c’è un disperato bisogno di eroi in giacca e cravatta: o, al limite, della loro miserabile parodia. Lei arranca - come tutto il Paese - e quando arranca se la prende con l’ideologia o con i folletti, cioè i rampolli dell’ideologia. La cosa non mi sorprende: c’è un evento mitico all’alba del suo regno catodico, Canale 5, e al crepuscolo ci saranno colossali balle (che, a scanso di equivoci, sono sempre in allestimento: prima o poi torneranno utili). In ciò, la filosofia, l’argomentazione, lo logica, diventano nemici mortali. La parola d’ordine è sconfessare, e ci attendono mesi di dichiarazioni, smentite, contraddizioni e vere e proprie antinomie della ragione: e una cornice di barzellette, perché il popolo ama sorridere: siamo un popolo di euforici che deve andare alla ghigliottina di buonumore. Zac.
Tuttavia, non è questo il momento di adirarsi: auguri, auguri per tutti. Auguri come la pioggia. Contro il disgusto, contro l’insofferenza, ci hanno ingozzato di panettoni e di belle speranze: tanto che, se non sbaglio, la Sua terra promessa si può tradurre, con gran precisione, nel paese della cuccagna. Siamo ricchi, oltretutto, è evidente. Se non siamo ricchi siamo benestanti: prosperosi imbecilli che fanno girare l’economia piroettando con le borse della spesa. Per essere felici ci siamo fatti ubriacare di cazzate. Siamo sereni e appagati: va tutto bene.
Va tutto bene ha un significato ben preciso: si deve continuare così. Auguri: ma perché mai dovrei fare gli auguri per un buon 2006, se il 2005, a parte disservizi e disastri di maggiore entità, è stato il primo anno dell’era capolavoro del nuovo millennio? A piccole correzioni, un centimetro al giorno, si dice a chiare lettere che in quattromila anni e qualche paio di Cristi raggiungeremo quell’invidiabile condizione di benessere che, per la verità, non otterremo mai.
La sinistra? La sinistra sarebbe un gravissimo attentato alla banda bassotti: noi, gli Stati Uniti e qualche altro. La nuova alleanza ha un programma accorto e infallibile per scongiurare il pericolo rosso. C’è un presente e c’è un futuro: non vorrete abolire il nostro futuro!
Politica estera della Cina. Sindrome dell’accerchiamento. Il bambino cinese è circondato da milioni di bambini della casata Bush, razza mortifera, allevati per molestare il vicino di continente. Il signore delle mosche su scala planetaria. Bambino cinese piscia liquido cinese. Occidente risponde per le rime e invia diecimila autobombe, patrimonio di una cultura estinta. Si saccheggia anche così. In breve, noi vecchi cacciatori di bufali del Dakota vorremmo vivere in pace: chi non lo vorrebbe? Tuttavia, ci disgusta il miasma dell’uomo giallo; riteniamo intollerabile che negli accampamenti asiatici non si prendano provvedimenti che impediscano il diffondersi di queste esalazioni nell’aria americana, che è sostanzialmente netta come il culo dei nostri fantolini. Un esercito di due miliardi di cinesi incazzati diventa invincibile? Vedremo. Cosa possono, in termini militari, due miliardi di itterici che non sanno nulla dello spirito yankee? Cosa possono le risaie contro il rock'n roll? Se la gente conoscesse la verità…se la gente conoscesse la verità raccomanderebbe ugualmente una politica estera di allargamento a raggiera. Democrazia: popolo consegna mandato, presidente esegue; popolo piange esecuzione e rinnova mandato. Signor Julius Everaldo, cenciaiolo di piazza Twin Holes, lei ha fiducia nella ragione? Certamente, tutti noi abbiamo fiducia nella ragione: per questo motivo, nonostante qualche battibecco di protocollo, votiamo sempre il migliore pensatore su questa castigata Terra. Vede, col plebiscito sono tutti soddisfatti. Tutti votano quello che risulterà eletto. Chi si potrà mai lamentare? La chiamo pastorizzazione delle masse: li riscaldi con vent’anni di fantasmi inesistenti e distruggi la flora batterica. La flora batterica? L’opposizione interna. Non ha motivo di esistere: sono tutti d’accordo. Irrilevante.
Terzo Mondo, Svizzera rivoluzionaria, Arcipelago Calabrese, Sultanato di Bosnia: prima fetenti, poi sottomessi e infine alleati. Una sola bandiera, un solo pensiero, una società veramente umana. Niente più dottrine filosofiche, idee politiche: suppellettili dell’età della pietra, concezioni apocrife che nessuno può più spiegare. Auguri.
Ivan
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