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Meetup Carrara Message Board Marmo e Apuane › Tariffazione progressiva in percentuale basata sul valore di mercato compren

Tariffazione progressiva in percentuale basata sul valore di mercato comprendente la legge sugli agri marmiferi e l'addizionale regionale, fino ad un massimo del 10% del valore di mercato, al fine di aumentare il gettito dagli attuali circa 15 milion

Meetup Carrara - M...
user 5473787
Group Organizer
Carrara, MS
Post #: 154
Questo spazio è dedicato alle discussioni sull'argomento:
Tariffazione progressiva in percentuale basata sul valore di mercato comprendente la legge sugli agri marmiferi e l'addizionale regionale, fino ad un massimo del 10% del valore di mercato, al fine di aumentare il gettito dagli attuali circa 15 milioni di euro ai possibili 35/40 milioni di euro all'anno..

le discussioni dovranno essere finalizzate al come raggiungere l'obiettivo.
Saranno fondamentali gli esempi di Mozioni e Delibere Comunali, già adottate o presentate, dal Movimento 5 Stelle in altri Comuni, e non solo.

Dai il tuo Contributo!
Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 280
Giacomo G.
user 2444419
Carrara, MS
Post #: 1,626
accordi 2009
accordi 2008
accordi 2004/11
accordi 2004/01
accordi 2002
Depa puoi spendere 2 righe per spiegare di cosa parli ai profani? Facci vedere la luce o Gran Maestro di 90°! :-)
Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 282
Sono gli accordi che in questi anni i sandaci hanno sottoscritto con le organizzazioni del marmo, su tariffe e altro. Quelli del 2004, in particolare sono conseguenti alla sentenza della Corte europea che ha dichiarato illegittima la tassa marmi: un certo nr di imprese ha accettato di non vedersela rimborsata, in cambio di tariffe di favore (l'à ammesso il sindaco nel CC di nov. o primi di dicembre). Le aziende che non hanno sottoscritto qst accordi hanno fatto ricorso in Commissione Tributaria Provinciale, hanno ovviamente vinto e siamo ancora a restituire il dovuto (vedi delibera CC del 19/12 per una cifra intorno agli 800.000€. Gli accordi del 2008/9 sono quelli che l'amministrazione Zubbani ha disdettatato ma che il Tar ha dichiarato validi. Ai cittadini qst facoltà di contrattare quanto pagare (tra l'altro su beni indisponibili del COmune) non è concessa.
Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 330
Svolta storica o nuovo pastrocchio in arrivo?

la delibera di giunta
vaira p.
user 46978242
Carrara, MS
Post #: 256
Ragazzi spero la prima , scusate se entro cosi nella discussione ..
<Stiamo cominciando ad affrontare il tema anche su Fivizzano , e volevo chiedere al Depa che sta facendo un lavoro eccezionale ., (grazie ) se vi era la possibilità di organizzare una giornata di studio congiunta, per potere avere delle dritte per sapere come muoversi , per arrivare ad avere un quadro ben completo , e magari organizzare anche in valle del lucido , una giornata legata anche alla tematica delle estrazioni , visto che su fivizzano , l'impatto delle cave , incide , e non poco , sia sul territorio , ricco di siti di importanza naturale altissima , come le grotte di equi , e sulle attività tutte in valle , grazie e buon lavoro raga.
<potete dire a michele se mi reinserisce con la nuova mail ., in list.......
Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 345
Mozione per il ritiro della delibera di giunta succitata

Al Presidente del Consiglio Comunale

OGGETTO: Mozione inerente la proposta di ritiro in autotutela della delibera di Giunta n.112 del 14/03/2014 Atto ricognitivo oneri marmo e della proposta di delibera conseguente

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARRARA

PREMESSO CHE
- In data 14 Marzo 2014 la Giunta comunale ha deliberato l’”atto ricognitivo in materia di attività di estrazione nelle cave di marmo dei bacini marmiferi carraresi, con particolare riguardo alla determinazione dei relativi oneri a carico dei soggetti interessati”
- Nel 2008 e 2009 l’attuale sindaco ha sottoscritto accordi con le associazioni di categoria del marmo
- L’art.10 del REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEGLI AGRI MARMIFERI COMUNALI prevede la determinazione di una tariffa unitaria per “i concessionari” che aderiscono agli accordi

CONSIDERATO CHE
Nelle premesse della delibera si parla di “concessionari” e di “imprese concessionarie” mentre nel testo della delibera si parla di “soggetti imprenditoriali interessati”, senza alcun riferimento al rilascio di titoli concessori (che questo Consiglio comunale ha deliberato in soli 3 casi)

RILEVATO CHE
-La Giunta intende applicare gli accordi 2008 e 2009 alle sole aziende che li hanno sottoscritti
-La Giunta intende dare “integrale attuazione a tutte le disposizioni di cui ai menzionati accordi del 2008 e del 2009”

DATO CHE
-L’applicazione di oneri diversificati, a prescindere dalla qualità del materiale estratto, è in contrasto con l’art. 97 della Costituzione italiana e con l’art.1 della Legge 241 del 7/8/90, norme che prevedono l’imparzialità della Pubblica Amministrazione
-L’”integrale attuazione a tutte le disposizioni di cui ai menzionati accordi del 2008 e del 2009” prevede il riconoscimento dei cosiddetti Beni Estimati (in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale n.488 del 1995, ancora disattesa); il rilascio di concessioni ventinovennali con rinnovo automatico (in contrasto con le più recenti normative); il “commissariamento” dell’attività di bilancio relativa agli introiti del marmo

IMPEGNA
il Sindaco e la Giunta a ritirare immediatamente in autotutela la delibera in oggetto e li invita a prestare maggiore attenzione a tali aspetti della attività amministrativa del Comune.
Carrara, 16/04/2014


Il Gruppo Consiliare
MoVimento5Stelle Carrara

Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 416
Al Presidente del Consiglio Comunale



OGGETTO: Relazione illustrativa di proposta di deliberazione sul recepimento della sentenza Corte Costituzionalen.488/95 nel Regolamento comunale Agri Marmiferi


La problematica della distinzione tra agri marmiferi comunali e beni estimati è, più che annosa, secolare, trovando la sua origine da un editto di Maria Teresa Cybo Malaspina, principessa di Carrara, del I Febbraio 1751, che qui riportiamo dalla pubblicazione a stampa che ne fece l’amministrazione del sindaco Emilia Contigli.

Nell'essere stata portata avanti di Noi certa controversia insorta fra certi Ufficiali della vicinanza di Torano, e alcuni particolari sopra il diritto di aprire negli Agri di quella, Cave di marmo, siamo venuti nella deliberazione di fissare un Regolamento, il quale decida essa controversia, e dia insieme norma a tutte le altre, che in rapporto degli Agri delle altre vicinanze di Carrara, eccitare si potessero in qualsivoglia tempo avvenire su consimile soggetto.
Distinguiamo in primo luogo le Cave già aperte negli Agri delle vicinanze di detto Nostro Principato, da quelle che sono per aprirsi nell'avvenire. Quanto alle prime nuovamente distinguiamo le Cave già descritte negli Estimi dei Particolari, da quelle che descritte non vi sono.
Per le descritte, vogliamo, che se l'allibrazione delle medesime è seguita venti anni prima della presente Nostra ordinazione niun diritto pretender mai più possa sopra di esse, o sopra i loro Possessori, la vicinanza ne' di cui Agri sono situate non altrimenti che se a favore dei possessori medesimi militasse l'immemorabile, o la centenaria, o concorresse a prò loro un titolo il più legittimo che immaginare si possa.
Se poi sarà seguita la suddetta allibrazione da minor tempo d'anni venti in qua', vogliamo che la vicinanza, ne' di cui Agri sono situate, abbia il diritto di interpellare i possessori ad allegare, e procurare il titolo del di loro acquisto, ed in caso che dentro il termine di un mese, se proseguire vogliano a possederle, o rilasciarle, dimodoché eleggendo eglino il rilasciarle, altro non possa contro
loro pretendere la rispettiva vicinanza; ma per l'opposto eleggendo di ritenerle debbano obbligarsi a favore della vicinanza per pubblico istrumento in forma di Livello ad una certa annua prestazione discreta però e moderata, da concordarsi coi di lei Uffiziali e da determinarsi in caso di discordia fra le parti, da Noi; nel qual caso dovranno esse Cave levarsi dal rispettivo Estimo, non essendo ragionevole che lo stesso fondo sia gravato dalle collette ed insieme dal canone a favore della vicinanza.
La quantità di tal canone non dovrà però misurarsi dallo stato presente della cava, della quale accadrà trattarsi, ma sul merito di quella porzione di Agri sulla quale sarà stata aperta, e la quale sarà di pertinenza della cava della quale accadrà trattarsi, anzi, medesima, avuto però insieme qualche riguardo all'uso per cui è destinata.
E quantunque la promessa di tale annua prestazione debba farsi come si è detto, in forma di livello, il possessore nondimeno avrà sempre l'arbitrio e la facoltà di ritirarsene, con rilasciare qualunque volta a lui così piacerà, eziandio dopo cento anni, la cava, o vogliam dire l'occupata porzione di Agri alla vicinanza, ben inteso che a questa o ai suoi Uffiziali ne faccia la Giudiciale disdetta.
Per altro le cave tutte allibrate agli estimi dei particolari avranno la presunzione di esservi state descritte prima del decennio, e sarà incombenza delle rispettive vicinanze, di mostrare il contrario, volendo Elleno porre in pratica la premessa provvidenza.
Per le cave aperte poi negli agri suddetti ma non descritte negli estimi dei particolari avranno le rispettive vicinanze assolutamente il diritto d'interpellare, e costringere i possessori a quanto abbiamo
disposto per le allibratevi da tempo di anni venti a questa parte, e volendo eglino ritenerle, dovranno assumere l'obbligo di detta annua prestazione, seppure non giustificheranno altro titolo, giustificando
il quale dovrà farsene l'allibrazione all'estimo loro, non potendosi dar mai alcun titolo, il quale esenti di tale allibrazione per l'effetto di non doversene pagare le collette. In ordine a che dichiariamo per maggior intelligenza della Nostra Mente, che le cave titolo, rimarranno gravate del peso delle collette, ma non di canone veruno, e che viceversa le gravate di qualche canone non riceveranno onere alcuno rispettivamente alle collette.
Resta a trattarsi delle Cave non ancora aperte, e per questo ordiniamo, che chiunque vorrà negli Agri della sua Vicinanza cercarvi coi suoi lavori all'azzardo delle Cave, possa farlo con piena libertà, purché osservi la giusta moderazione di farla in luogo ove non possa derivarne pregiudizio all'altrui. Esso luogo, se avrà la Marca di quel particolare medesimo, se vorrà goderne il vantaggio, dovrà dare al Deputato della Vicinanza nota del sito in cui vorrà impiantare i suoi lavori, per tentare la sorte di una qualche Cava.
Cessando egli per lo spazio di sei mesi continui dal travaglio, potrà lavorarvisi coli' istessa idea, e collo stesso fine da un altro, che dovrà osservare le stesse condizioni. Chi poi arriverà ad aprirvi la Cava (ed aperta si dirà la Cava, quando tale sarà il giudizio dei Periti, da eleggersi ad istanza del Deputato dal Commissario di Carrara) godrà per lo spazio di anni due dal giorno di tal Perizia i comodi tutti della Cava medesima, ma dopo tal termine dovrà essere interpellato a dichiarare se voglia proseguire, o rilasciarne il prezzo, per dovere, nel caso di volerlo proseguire, incontrare a favore della Vicinanza l'obbligazione di una certa annua corrisposta in tutto e per tutto a tenore della premessa dichiarazione.
Ed affinchè meglio si evitino le questioni, dichiariamo, che i siti i quali a quest'ora sono stati marcati da alcun particolare, e nei quali han già questi incominciato a tentare coi loro lavori la sorte di qualche Cava, non devono riferirsi nella Classe delle Cave già aperte, ma sì bene di quelle, che sono per aprirsi nell'avvenire, dimodoché dandone eglino la menzionata nota al Deputato, osservare per esso si debba quanto venghiamo adesso di ordinare per rapporto alle Cave non ancora aperte.
Con tutto il fin qui disposto non intendiamo di derogare né di fare innovazione veruna su i precedenti Nostri Editti proibitivi del pascolo, dell'incendio e del taglio nei Beni Comunali del predetto nostro Principato, e vogliamo adesso anzi che restino onninamente, ed in tutte le parti ed annessi loro, nel loro pieno vigore.
In tal guisa apprendiamo di avere nel tempo istesso posto in cauto l'interesse del Pubblico, e dei Particolari, e di avere inoltre senza pregiudizio delle Vicinanze assicurato e favorito il commercio dei Marmi, sicché altro non resta se non che ognuno, cui spetta, eseguisca il presente Nostro Regolamento, a tenore del quale, sarà parte dei nostri Giudici di amministrare a chiunque siasi la giustizia; e, pubblicato che sia ed affisso nei luoghi soliti, dovrà essere registrato al solito libro dei Bandi e della Riforma, a perpetua memoria, ed affinchè sia inviolabilmente osservato come legge perpetua, non ostante ecc.

Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 417
II PARTE
Con questo editto si stabiliva, per le cave “già descritte negli Estimi dei Particolari” da almeno venti anni “niun diritto pretender mai più possa sopra di esse” e concludeva con “altro non resta se non che ognuno, cui spetta, eseguisca il presente Nostro Regolamento” che sia “registrato al solito libro dei Bandi e della Riforma, a perpetua memoria, ed affinchè sia inviolabilmente osservato come legge perpetua”.
Come si può notare, la terminologia del testo parla chiaro: si dice espressamente che si tratta di un “Regolamento”, che si rivolge ai “Possessori” di cave (non proprietari) aperte nei terreni di proprietà pubblica “la vicinanza ne' di cui Agri sono situate”. Già questo basterebbe a risolvere la questione in esame. Bisogna poi aggiungere che un Regolamento (pur con valore di “legge perpetua”) non può “scavalcare” la normativa dello Stato unitario e tantomeno la sovranità dello Stato repubblicano, tanto più che la cosiddetta Legge mineraria cioè il Regio_Decreto_29_luglio_1927_n.1443 ha normato la materia, prevedendo (art. 45) che “Le cave e le torbiere sono lasciate in disponibilità del proprietario del suolo.” (nel nostro caso le Vicinanze e quindi il Comune). A ulteriore conferma il legislatore dello Stato Unitario, al Titolo VI della Legge mineraria (DISPOSIZIONI GENERALI E TRANSITORIE) ha fatto tabula rasa della normativa previgente con l’art.64 che stabilisce perentoriamente “Sono abrogate tutte le disposizioni delle leggi e dei decreti fino ad ora vigenti riguardanti le materie contemplate dal presente decreto.”. A chiosa poi dell’art.64 la Legge mineraria prevedeva che “Entro un anno dalla pubblicazione del presente decreto, i comuni di Carrara e Massa emaneranno un regolamento, da approvarsi dal Ministro per l'economia nazionale, per disciplinare le concessioni dei rispettivi agri marmiferi.”. Si vede bene che tale legge non specifica “agri marmiferi comunali” perché tutti gli agri dai quali è estraibile marmo sono tali non solo di fatto ma anche ope legis.
Verrebbe quindi da dire: “di cosa stiamo parlando”, eppure le resistenze, già all’epoca devono essere state fortissime se il regolamento anziché essere emanato nel 1928 ha visto “la luce” solo nel 1994, cioè ben 66 anni dopo, mentre per il Comune di Massa è ancora oggi di là da venire.
Dopo tutti questi anni di resistenze il primo sindaco donna della città (e finora unico) è riuscito a fare quello che nessuno aveva avuto il coraggio di, o era riuscito a, fare (prima di lei il tentativo sotto il sindaco Fausto Marchetti era stato letteralmente insabbiato).
Tale Regolamento è poi stato accompagnato dalla Legge regionale n.104 del 05-12-1995 “Disciplina degli agri marmiferi di proprietà dei Comuni di Massa e Carrara” che, secondo l’interpretazione di Assindustria locale, riguarderebbe soltanto gli agri marmiferi comunali e non i beni estimati. Questa posizione si basa sul fatto che tale legge, all’art.1 comma 1 così recita:
“La ricerca e la coltivazione degli agri marmiferi di Massa e Carrara, se di essi il Comune risulti proprietario ai sensi delle normative in atto all'entrata in vigore della presente, è disciplinata con regolamento dei Comuni stessi, ciascuno per il rispettivo territorio, ai sensi del III comma dell'art. 64 della RD 29.7.1927, n. 1443”. È evidente che, avendo il Comune di Carrara approvato il proprio regolamento antecedentemente all’entrata in vigore di tale legge regionale, il dettato dell’art.64 della Legge mineraria” è completamente adempiuto e quindi (sempre per l’art.64) “Sono abrogate tutte le disposizioni delle leggi e dei decreti fino ad ora vigenti riguardanti le materie contemplate dal presente decreto.”, come già summenzionato. Tanto che la Legge regionale al comma 2 dell’art.1 prevede che “Gli agri marmiferi nei Comuni di Carrara e di Massa mantengono la loro condizione di beni del patrimonio indisponibile comunale.”: “gli agri marmiferi nei”: cioè i terreni da cui si estrae il marmo nei comuni…
Se fosse vera la posizione di Assindustria locale (ma anche del nostro “dirigente” del settore marmo”) non si capisce perché l’allora presidente del Consiglio Berlusconi, a nome del Governo avrebbe fatto ricorso alla Corte Costituzionale sollevando questione di legittimità costituzionale della Legge regionale 104/95 (facendosi tra l’altro un “autogol” clamoroso).
A seguito di questo ricorso la Suprema Corte ha emesso la sentenza n. 488 dell’8 Novembre 1995 con cui si rigetta la questione di legittimità costituzionale della LR 104/95 e si afferma, a pag.5: “L'art. 64 (della Legge mineraria cioè il Regio Decreto 29/7/1927 n.1443) ha mantenuto in vigore la legislazione preunitaria solo in via transitoria, fino al giorno dell'entrata in vigore dei detti regolamenti” (cioè il succitato Regolamento per la Concessione degli Agri Marmiferi Comunali): quindi, per meglio chiarire a chi ha difficoltà a capire, la legislazione preunitaria (cioè l’editto di Maria Teresa Cybo Malaspina del I Febbraio 1751) è stata abrogata con la delibera n.88 del 29/12/1994. Più chiaro di così!
Non solo, sempre a pag.5 della sentenza si legge: “ai Comuni di Massa e Carrara è attribuito un potere regolamentare autonomo, con efficacia analoga a quella della legge - e quindi abilitato anche a incidere sui rapporti privati - in funzione di un rinnovamento della disciplina della coltivazione delle cave in conformità della legge mineraria e nei limiti della legislazione regionale protettiva del territorio e dell'ambiente.”. A ulteriore chiarimento, la sentenza della Suprema Corte (pag.5) riporta: “l'art. 32, comma 8, della legge 23 dicembre 1994, n.724, ha disposto che, ‘a decorrere dal 1 gennaio 1995, i canoni annui per i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dei comuni sono, in deroga alle disposizioni di legge in vigore, determinati dai comuni in rapporto alle caratteristiche dei beni, ad un valore comunque non inferiore a quello di mercato, fatti salvi gli scopi sociali’. A questa regola i Comuni di Massa e Carrara devono fin d'ora uniformarsi, indipendentemente dall'entrata in vigore dei regolamenti più volte ricordati.”. Quindi tutte le concessioni devono essere onerose e temporanee, non come adesso che i beni estimati godono di esenzioni percentuali.
Francesco D.
user 3932969
Carrara, MS
Post #: 418
III PARTE
Ma siccome ci sono voluti 66 anni per arrivare al Regolamento (anziché un anno), c’era da aspettarsi ulteriori resistenze, che si sono indirizzate su due filoni. Uno è stato l’indebolimento della struttura del Regolamento stesso, perpetrato a più riprese sotto le amministrazioni Segnanini e Conti. L’altro è stato la mancata modifica dell’art.1 del regolamento stesso, laddove si fa riferimento al “catasto estense del 27/11/1824”. Se la formulazione originaria del Regolamento poteva avere un senso, essendo ancora in vigore la normativa preunitaria, rappresentando cioè un atteggiamento di prudenza (dopo 66 anni di immobilismo), le modifiche degli anni successivi avrebbero dovuto essere incentrate sull’art.1 anziché a stravolgerne, in taluni casi, l’impostazione. Con le scuse le più varie (in realtà per tutelare gli interessi dei “titolari” di beni estimati o forse per pavidità), anziché attivarsi per rendere onerose e temporanee le concessioni di tutti gli agri marmiferi, le amministrazioni Segnanini, Conti e Zubbani hanno commissionato pareri a esperti di discipline giuridiche che si sono espressi, pur con varie sfumature, sulla questione: l’avv. Piccioli il 25/01/1999, il prof. avv. Barile 9/4/1999, il prof. avv. Batistoni Ferrara il 14/03/2002 e da ultimo il prof. Conte il 14/2/2014.
Ovviamente tutti hanno ritenuto superati i cosiddetti “beni estimati”, ma oggi ancora nessuno ha mosso un dito per rendere giustizia ai nostri concittadini e mettere in pratica il dettato della Suprema Corte, tanto più che, così facendo, permettono di sottrarre alle casse comunali 4 milioni di euro ogni anno, secondo le stime di Legambiente Carrara (si tenga conto che la superficie di Beni estimati, ad oggi è di 2.293.802 m2.
È pertanto l’ora di assumersi le proprie responsabilità e di comportarsi, nella gestione di un patrimonio così significativo come gli agri marmiferi, come farebbe un “buon padre di famiglia” e, per par condicio come una buona madre di famiglia, per ristabilire un più giusto equilibrio tra i numerosi “figli”, oggi vergognosamente sbilanciato verso un ristrettissimo gruppo di beneficiari.
È per questo che intendiamo dare il via al procedimento di cui alla proposta di delibera allegata alla presente, non prima però di dare informativa ai colleghi consiglieri di coloro che fino ad ora hanno opposto e nuovamente opporranno resistenza a questa modifica. L’elenco propone solo le aziende escavatrici, dato che l’elenco degli intestatari catastali dei mappali (compresi i titolari di rendite parassitarie) sono troppo numerosi e, in vari casi, non sono nemmeno noti all’ufficio marmo. La superficie di bene estimato sotto indicata è da mettere poi in relazione alla superficie totale del complesso estrattivo, e può variare da percentuali minime fino a valori ben più importanti, prossimi al 100%. Solo le cave in totale regime di Bene estimato sono state evidenziate.

N.Cava Denominazione Cava Ditta Escavatrice Bene Est. m2
7 Boccanaglia "B" Marmi Pregiati Apuani 29274
9 Pratazzolo "B" Dell'Amico Michele Srl 47428
10 Calacata Guido M.Fabbricotti fu B.Succ. Srl 47764
13 Pescina A Calatatta Pescina S.r.l. 30074
17 Ruggetta A Calacata Crestola Srl 91531
22 Lorano Coop.Cavatori Lorano Società Cooperativa 186541
24 Vasaro II Escavazione Marmi Canalbianco Alto Srl 17520
25 Canalbianco A Escavazione Marmi Canalbianco Alto Srl 42839
36 Rutola A Bardini Sandro 11742
40 La Facciata La Facciata Srl 129806
41 Collestretto Conserva Dante 31828
42 Amministrazione Cave Amministrazione Srl 85735
45 Ravalunga A Società Apuana Marmi Srl 4000
46 Polvaccio Escavazione Polvaccio Srl 107537
50 Battaglino A Esc. Marmi Battaglino Srl 4922
52 Tecchione Escavazione Marmi Tecchione Srl 116306
55 Torrione Coop. Cavatori Canalgrande società cooperativa 8752
58 Crestola C Dante Tedeschi Export Srl 22718
64 La Madonna Cave di Sponda Srl 63608
66 Poggio Silvestro A Poggio Silvestro Marmi Srl 123152
67 Bettogli Zona Mossa Vanelli Aldo di Giorgio Vanellì 78875
68 Bettogli B Bettogli Marmi Srl 96210
70 Bettogli A Ferdiando Vanelli di Giorgio Vanelli srl 8046
73 Fiordichiara A Caro & Colombi Spa 3803
78 Tagliata Caro & Colombi Spa 17056
79 Carbonera B Vennai Guglielmo Spa 32379
89 Strinato B Fantiscritti Marmi Srl 33002
92 Fantiscritti B Figaia Cave Spa 48260
94 Valbona Brunella Marmi Srl Unipersonale 17942
95 Canalgrande B Coop. Cavatori Canalgrande società cooperativa 28120
102 Calocara A Gemignani e Vanelli Marmi Snc 13258
103 Calocara B F.B. Cave Srl 17559
105 Calocara C Società Apuana Marmi Srl 90404
106 Carpevola B Società Apuana Marmi Srl 34962
113 Vara Bassa Cremomarmi Srl 64630
115 Vara Alta Finestra Marmi di Spadoni Elio 37843
120 Belgia C Coop. Cavatori Canalgrande Società Cooperativa 113967
121 Novella A Esc. Marmi Venati Srl 23039
150 Fossaficola A Coop. Cavatori Canalgrande Società Cooperativa 4070
152 Vetticcicaio Alto Escavazìone Marmi Campanili Srl 2680
155 Fossacava Cava Z Srl 1120
156 Fosso Cardellino A Etc Società Cooperativa 16080
158 Trugiano-Olmo Escavazione Marmi Lochi SAs 129204
159 Fosso Cardellino C Beran Srl 25628
161 Venedretta C Ricci Ugo e Sergio Srl 5683
162 Calagio Succ. Adolfo Corsi Carrara Srl 19374
167 Venedretta A Nuova Gioia Srl 20328
171 Gioia Cancelli F.lli Antonioli Srl 3613
172 Pianello Gioia Società Apuana Marmi Srl 10918
173 Gioia Piastrone Cooperativa fra Cavatori di Gioia Società Cooperativa 14287
175 La Piana A In.Gra. Srl 51779
177 Artana B Bernacca Luigi 25430
181 Fossa Combratta Tonarelli Piero Escavazioni 1176

Carrara, 9/12/2014

Per il Gruppo consiliare MoVimento5Stelle Carrara
Francesco De Pasquale
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