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Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 50
VILLAFRANCA. Il piano finanziario salva i contribuenti che non subiranno ricadute dei continui esborsi per il servizio

Costi più alti per i rifiuti
ma la tassa non aumenta
di Fabio Tomelleri

Il Comune spenderà più soldi per lo smaltimento dei rifiuti, ma la tassa rimarrà invariata. È quanto emerge dal piano finanziario sulla Tarsu approvato dal commissario Elio Faillaci per il 2008. La spesa per svolgere la raccolta e smaltire i rifiuti quest?anno sarà di quattro milioni 384 mila euro. Si conferma un trend che ha visto i costi aumentare sensibilmente negli ultimi anni. Nel 2006 il municipio aveva speso molto meno: 3 milioni 553 mila 660 euro. Aumenti si erano già registrati l?anno scorso. Inizialmente erano previsti tre milioni 688 mila euro di spesa ma, al momento di assestare il bilancio, le spese sono aumentate fino quattro milioni 224 mila 296 euro.
Parecchie le voci nei costi che quest?anno sono state ritoccate verso l?alto rispetto al piano finanziario del 2007. Per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, quest?anno, sono stati previsti un milione 792 mila 600 euro contro il milione 428 mila euro dell?anno scorso. Calerà di 9 mila euro la spesa per la raccolta e il trasporto dei rifiuti (un milione 290 mila euro per il 2008). Ritocco pure sulla quota per l?adesione al Consorzio di bacino Verona Due: da 59mila a 89 mila euro.
Per prestazioni di servizi in economia e pulizia il Comune prevede di spendere 258 mila 721 euro. L?anno scorso questa voce non esisteva: al suo posto c?era quella dello svuotamento di cestini e della pulizia strada, pari a 140mila euro. Sono previsti incrementi di spesa anche nella sorveglianza per gli ecocentri che passerà dai 35 mila 399 euro dell?anno scorso ai 38 mila 289 euro di quest?anno.
Anche le entrate aumenteranno. Già lo scorso anno il gettito della tassa era stato superiore al 2006 (quattro milioni 257 mila euro contro i tre milioni 326 mila 170 euro del 2006). Quest?anno il Comune conta di incassare quattro milioni 470 mila euro, a cui si aggiungeranno 45 mila euro di entrate per contributi sullo smaltimento differenziato. Dai soldi incassati, tuttavia, il Comune dovrà restituire alla Provincia 200 mila euro per addizionali varie. La tassa permetterà di coprire il 98,43 per cento dei costi, mentre l?anno scorso li aveva coperti per il 97,95 per cento.
La raccolta differenziata nel territorio comunale viene effettuata con il doppio cassonetto con la sola esclusione di Alpo e Rizza, dove c?è il porta a porta. La percentuale di rifiuti differenziati l?anno scorso è aumentata. Nel 2006 erano stati il 41,29 per cento del totale, l?anno scorso il 43 per cento. Per il 2008 l?amministrazione comunale ha rivisto il regolamento per la gestione della tassa sui rifiuti. Sono state introdotte alcune integrazioni e modifiche «per agevolare il cittadino e ottimizzare le procedure amministrative», è scritto nella delibera.
È stato inoltre precisato che saranno assimilati ai rifiuti urbani anche quelli industriali come imballaggi, sacchetti di plastica, ritagli di tessuto in fibra naturale e sintetica, stracci e juta, moquettes, nastri abrasivi, scarti della produzione alimentare non liquidi, scarti vegetali ed altro. Per gli alloggi non allacciati ai servizi di rete l?esistenza di almeno un utente attivo comporterà l?assoggettamento alla tassa. Tra le aree non tassabili sono state aggiunte le aree di transito e manovra dei veicoli nei magazzini all?aperto e le aree che servono all?ingresso.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 54
Morire d'incenerimento in Francia
di Patrizia Gentilini - 06/05/2008

Fonte: stefano montanari

http://www.ariannaedi...­

Il 2 aprile u.s. http://www.cniid.org/...­ sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l?esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell?esposizione; in particolare nelle aree più esposte l? aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4%. Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi:

sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.
Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). Lo studio di Forlì, ricordiamo, aveva valutato l?esposizione a metalli pesanti (altro inquinante tipico degli inceneritori) e non può non destare particolare attenzione il fatto che studi indipendenti, condotti con metodi diversi, abbiano comunque portato a risultati fra loro così paragonabili. La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.

D? altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell? Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l? 8 marzo 2008, è dell? 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l? immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell? ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a ? monitorare? i danni che si continuano a recare.

Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i ?rifiuti? (o meglio i ?materiali post-consumo?) sono risorse, ma, se anche fossero una ?malattia?, come viene costantemente propagandato, la ?cura? che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.

Sul sito http://ec.europa.eu/r...­ dell?UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l? altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all? ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell? inceneritore di Brescia, secondo tale software che ?si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro!
Che altro resta da dire? Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta ?porta a porta? al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali, che altro non sono che mini discariche all? aperto, e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l? incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che si inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica?preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio.

Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano ? tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il ?secco non riciclabile? che prima andava alla discarica o all? incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese, per la precisione presso ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV). Qui, senza sovvenzioni pubbliche, si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l?ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali e, fortunatamente, in diverse parti del nostro paese amministratori accorti hanno già imboccato questa strada virtuosa.

Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell? Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.
Ma ancora una volta, proprio all? interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare.

Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l? Italia riconosce ai ?fuochisti? di turno?
Patrizia Gentilini


Portavoce per l? Emilia Romagna del Coordinamento Nazionale dei Medici per l? Ambiente e la Salute
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 18
Da L'Arena dell' 11/05/2008

SOMMACAMPAGNA. L?«Os 3» è aperta ogni martedì dalle 18 alle 22
Riciclano i computer per non creare rifiuti
Associazione ritira i vecchi monitor, pc e stampanti per evitare che finiscano nelle discariche speciali.

Marta Chiaramonte
È partita martedì a Sommacampagna l?iniziativa di riciclaggio dei computer dismessi messo in atto dall'associazione Os3, ossia "Officina per una società sostenibile e solidale". Il gruppo è nato circa un anno fa con scopi di conservazione, tutela e salvaguardia dell'ambiente attraverso la diffusione di una conoscenza e cultura informatica attenta al risparmio energetico e al recupero dei rifiuti tecnologici.
«Questa iniziativa», spiega Mirco Gasparini, socio fondatore dell?associazione, «nasce dal desiderio di evitare che vecchi computer, stampanti, scanner ed altre apparecchiature informatiche, magari ancora in buono stato o almeno in parte recuperabili, finiscano in discarica e vengano eliminati come rifiuti speciali, quando potrebbero benissimo essere riassemblati e messi a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Siano essi associazioni, scuole, gruppi informali o privati ed aziende. Tutto questo fatto in modo assolutamente gratuito. Ci stiamo anche occupando di formare dei ragazzi perché imparino non solo a sistemare le parti meccaniche ed elettroniche dei Pc, ma anche ad installare i software liberi di cui noi li dotiamo».
I software e i programmi che vengono installati su questi "nuovi" computer infatti non sono quelli commerciali coperti da brevetti ma sono invece scaricabili gratuitamente da internet e perfettamente compatibili con i primi. «Parliamo per esempio di Linus», spiega Mirco Gasparini, «sistema operativo pochissimo conosciuto, ma che si può scaricare direttamente dalla rete internet in modo assolutamente gratuito e funziona perfettamente. Noi insegnamo ai ragazzi ad installarlo e a farlo funzionare, mostrando loro la filosofia no profit e i benefici economici di questo programma».
Chiunque, privato o azienda, potrà consegnare i suoi "rifiuti tecnologici" nella sede dell'associazione in via Carlo Alberto 25/A a Sommacampagna il martedì dalle 18 alle 22 e sempre qui potrà accedere ai vari corsi formativi, convegni e consulenze organizzati dai tecnici volontari dell'associazione. Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi al Comune di Sommacampagna.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 76
Una città che ricicla molto ma vuole fare di più
di Felicity Barringer - 15/05/2008

New York Times, 7 maggio 2008


Il Sindaco Gavin Newsom ha uno spiccato spirito di competizione per molte cose, e tra queste vi è l'immondizia.

Quando nelle scorse settimane le statistiche hanno dimostrato che San Francisco sta continuando a tener fuori dalle sue discariche il 70% dei rifiuti, lui si è vantato dei dati così come altri sindaci si vantano delle vittorie delle squadre sportive o per miglioramenti nella media delle valutazioni scolastiche o nei tassi di criminalità.

Ma la città vuole fare di più.

Infatti, il Signor Newsom invierà presto una proposta al Consiglio dei Supervisori della Città che renderebbe il riciclaggio di lattine, bottiglie, carta, rifiuti organici e vegetali da coltivazione...

obbligatorio invece che volontario, pena la sospensione della raccolta del nero indifferenziato.
?Senza questo, non crediamo che si possa arrivare al 75%,? ha precisato il Sindaco. I suoi collaboratori hanno dichiarato che ci sono buone possibilità che la proposta venga accettata.

Come ci descrive la sua fissazione nell'arrivare a livelli record di raccolta differenziata? ?Potrebbe sembrare una mania di grandezza, ma in realtà questo ha un preciso scopo?, ha detto Newsom. ?Desideri che la tua città sia all'avanguardia. Che sia vincente. Io ci tengo molto.?

Con toni più da uomo d'affari, Jared Blumenfeld, il direttore dei programmi ambientali della città, ha parlato di una delle ragioni principali che spinge la città a riciclare molto. ?La carta riciclata è il bene più esportato dalla Costa Occidentale degli Stati Uniti,? ha detto Blumenfeld, spiegando che la carta viene mandata in Cina e ritorna come involucro per le scarpe, per i prodotti d'elettronica ed i giocattoli venduti nei grandi negozi.

Non che il Signor Blumenfeld manchi di spirito di competizione. San Francisco può far pagare di più la sua carta riciclata, ha detto, per i suoi bassi livelli di contaminazione da vetro. Questo perchè circa il 15% dei 1,200 camion per la raccolta rifiuti sono dotati di due scompartimenti, di cui uno è per i materiali riciclabili. Questa parte ha un compattatore che può ridurre la dimensione di carichi misti di carta, lattine e bottiglie senza rompere queste ultime. (Questi camion speciali, che vanno a biodiesel, costano circa 300,000$ l'uno, oltre 25.000$ in più di un camion normale, ha precisato Benny Anselmo, che gestisce i mezzi per la Norcal.)

Un'altra fondamentale innovazione dello scorso decennio è stato lo sviluppo di infrastrutture per trasformare i rifiuti organici ? la maggior parte della massa di rifiuti in una città con migliaia di ristoranti ? in concime che viene poi impacchettato per l'utilizzo nei vigneti della California e nelle vaste fattorie della Central Valley.

L'immondizia dei 750,000 residenti di San Francisco viene ritirata sul principio del ?paghi quanto butti? - più bidoni dell'immondizia ti servono, più paghi al mese. (Il consumatore medio paga 23,58$ mensili.). Inoltre, negli scorsi anni, sono state vietate le buste per la spesa di plastica ed è stato agevolato il riciclo dei giocattoli di plastica.

La città ha 12 impianti e programmi di riciclo dedicati a materiali differenti, tra cui rifiuti generici, rifiuti edilizi, mobili e vernici.

?Per noi l'immondizia non è un rifiuto, capisce?? ci ha detto Robert Reed, un portavoce della Norcal Waste Systems, la società capogruppo della Sunset Scavenger and Golden Gate Disposal and Recycling Company, il principale raccoglitore di rifiuti della città. ?Quando vediamo dei sacchi di immondizia, vediamo cibo, carta, metallo, vetro...?

Il tasso di riciclaggio per la raccolta porta a porta presso le case, gli alberghi ed i 5000 ristoranti della città è considerevolmente minore della media generale, ha detto Reed, in parte perché la media dei rifiuti raccolti dagli altri impianti ? rifiuti edilizi o materiali come batterie e lampadine che la gente porta negli appositi centri ? è molto superiore.

Gran parte del cemento proveniente dagli edifici demoliti, per esempio, viene riciclato per fare dei nuovi marciapiedi. Un altro impianto per la raccolta è nato a causa dello spirito creativo della comunità. ?Le persone si danno un gran da fare da queste parti,? ha detto Reed. ?Rimodellano e pitturano. Giovedì, Venerdì e Sabato vengono a fare la fila per consegnarci la vernice? presso un impianto costruito appositamente.

?Separiamo le vernici al lattice e quelle opache, le setacciamo alla ricerca dei pezzi grossi, e le misceliamo in betoniere da 55 galloni?, ha detto.

I tre colori risultanti ? bianco sporco, beige e verde ? vengono versati in recipienti da 5 galloni ed inviati ad organizzazioni senza scopo di lucro, scuole e istituzioni caritatevoli in Messico.

Le aziende affiliate alla Norcal gestiscono 3,545 tonnellate di rifiuti al giorno a San Francisco, su un totale di circa 7,800 prodotte nell'intera città, ha dichiarato il Signor Reed. Circa il 55% del totale raccolto dalla Norcal va in discarica; il resto viene riciclato. Questi dati fanno parte del calcolo totale che attesta il tasso del 70% di diversione dei rifiuti, riportato nel 2006.

Come ha detto John Sitts, membro del Consiglio di Stato per la gestione integrata dei rifiuti, ?il tasso di diversione include il riciclo, il compostaggio e la riduzione alla fonte? - dove con l'ultimo termine si intende ?qualsiasi cosa venga riutilizzata dai negozi e dai cittadini invece di venire buttata via.?

La zona di Los Angeles ha recentemente riportato un tasso di diversione del 59%, un numero che sta tuttora venendo esaminato dalle agenzie di controllo. San Jose, al 62%, reclama il primato di città migliore tra quelle con 900,000 o più abitanti. In tutto lo Stato, il tasso nel 2006 è stato del 54%.

Con l'eccezione di Chicago, che ha raggiunto il 55% nel 2006 ? l'anno più recente per il quale sono disponibili i dati per fare raffronto a livello nazionale ? le città negli altri Stati degli Usa hanno conseguito dei risultati molto più modesti di quelle Californiane. Secondo i più recenti dati del magazine specializzato Waste News, nel 2006 New York City si è fermata al 30,6%, Milwaukee al 24%, Boston al 16%, e Houston al 2.5%.

Il sistema di San Francisco sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. L'agenda del Signor Blumenfeld è piena di incontri con ufficiali provenienti dalla Germania e dalla Cina, la maggior parte dei quali vanno personalmente a visitare le strutture della Norcal, inclusi i centri di compostaggio.

I suoi visitatori stanno imparando, ha sottolineato Blumenfeld, che ?si può riciclare praticamente tutto.?
A former member
Post #: 188
Per lo smaltimento dei rifiuti tecnologici c'e' la possibilita' per i comuni di avere un riconoscimento economico importante (300 euro +IVA a tonnellata).

Cercheremo di tenere sotto osservazione la nostra amministrazione per vedere se aderisce. Da monitorare anche la gestione delle isole ecologiche: in campagna elettorale Faccioli parlava di una riqualificazione del servizio con del personale non piu' volontario ma priu' professionale.

Altro argomento che mi viene in mente: non so' quanto sia il riconoscimento per le altre tipologie di materiale recuperato (carta, vetro, plastica, latta/alluminio): qualcuno ha dei dati di riferimento?

Vediamo se al prossimo consiglio (qualcuno ha info su quando sara'?) verranno dati dei dati sulla situazione rifiuti a Villafranca.

karlo



http://www.ilsole24or...­

Il Sole 24 ore del 20 maggio 2008
Rifiuti elettronici: accordo Anci-Anie sui rimborsi ai Comuni
di Alessandra Tibollo

Offrire un'opportunità per i comuni di tagliare i costi di gestione dei rifiuti, partendo da quelli elettronici. È questo l'obiettivo dell'accordo sullo smaltimento di questo tipo di rifiuti raggiunto fra l'Anci, l'Anie, il Centro di Coordinamento Raee, la Federambiente e la Fise Assoambiente. Ai Comuni verrà riconosciuta una quota fissa di 300 euro (più Iva) per ogni tonnellata di Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) smaltita dopo il 1° gennaio 2008. A questo contributo si aggiunge, per le isole minori, un ulteriore corrispettivo di 20 euro. Per accedere ai contributi, però, i Comuni devono iscriversi entro il 30 settembre 2008 ai centri di raccolta Raee, attraverso il portale www.centrodicoordinamentoraee.it .

Il 1° gennaio 2008 si configura come una data di passaggio da un regime transitorio, durante il quale i municipi avevano ricevuto un rimborso forfetario per le spese sostenute dal 1° settembre al 31 dicembre 2007, a un sistema di gestione dei rifiuti elettronici affidato per legge (DM 185/2007) agli stessi produttori di questi apparecchi. Tuttavia, non è ancora stata realizzata una sufficiente copertura nazionale e sono molti i comuni a doversi occupare a spese proprie della raccolta e del trattamento di questa particolare immondizia. L'accordo raggiunto fra i comuni, i produttori, il Centro di coordinamento Raee e le associazioni ambientaliste serve proprio a rimborsare i costi sostenuti dagli enti locali. In attesa che sia operativo in tutta Italia il nuovo sistema. Secondo questo metodo sono i produttori a doversi fare carico dei rifiuti elettronici domestici, attraverso degli appositi Sistemi Collettivi, che si occupano del ritiro dell'immondizia elettronica dai Centri di raccolta degli enti locali e del successivo trattamento dei Raee.

Per Filippo Bernocchi, delegato all'Ambiente dell'Anci, e per Giorgio Arienti, presidente del Centro di Coordinamento Raee, l'accordo è un volano per «accelerare il processo di adesione dei comuni al nuovo sistema», che permetterà loro di risparmiare ulteriormente sulla gestione dei rifiuti. I produttori di apparecchiature elettroniche rappresentati dal presidente dell'Anie, Guidalberto Guidi, sottolineano come l'impegno di riconoscere ai comuni un rimborso sia una scelta volontaria, a fronte di un obbligo di legge che impone loro il compito di gestire i Raee purché siano gli stessi enti locali a farne richiesta.
20 maggio 2008
A former member
Post #: 192
Qualche anno fa sono stato in Canada.
Girando per le citta' (Toronto, Vancouver, Montreal) non ho potuto notare i vari personaggi (giovani, anziani, unomini, donne, un po' di tutto insomma) che raccoglievano bottiglie di vetro e lattine... anzi se ero su una panchina a bermi una lattina di coca, arrivavano a chiedermi se avevo finito e se potevano prenderla!

Evidentemente quello che per era diventato un rifiuto, per loro era una fonte di reddito!

Ecco qui che anche in Italia, parecchi anni dopo, proviamo a copiare un modello intelligente:




http://incredinews.my...­

A Torino il negozio che acquista i vostri rifiuti !


Di questi tempi si fa un gran parlare dei rifiuti che il nostro paese accumula. L?emergenza rifiuti di Napoli ci insegna che una buona differenziazione della nostra spazzatura ci permetterebbe di risolvere in parte questo problema. Per questo a Moncalieri, in provincia di Torino, è nato l?Ecopunto Informativo, il primo negozio che acquista rifiuti.





Il negozio verrà inaugurato venerdì. Qui potrete vendere alcune tipologie di rifiuti, che vi verranno pagate a seconda del loro valore sul mercato. Lattine, bottiglie di plastica e carta saranno acquistate dal negozio. L?idea è venuta al centro di conferimento Recoplastica, un?azienda che vuole diffondere la cultura della raccolta differenziata dei rifiuti, dando a chi si impegna in questa campagna un riscontro economico effettivo e tangibile immediatamente!
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 96
Inceneritori e discariche non risolvono il problema rifiuti in Campania
di redazionale - 26/05/2008

http://www.fareverde....­

Fare Verde mercoledì 21 maggio scorso ha commentato a caldo le decisioni del Consiglio dei Ministri relative all'emergenza rifiuti in Campania evidenziando come discariche ed inceneritori non potessero essere considerate soluzioni definitive.

Il giorno dopo, Giovedì 22 maggio è stata diramata la notizia secondo la quale la Commissione Europea ha espresso dubbi sull'efficacia delle misure decise dal governo italiano per affrontare la crisi dei rifiuti a Napoli. La portavoce dell'esecutivo comunitario, Barbara Helfferich, ha detto che i provvedimenti non risolvono "i problemi strutturali": considerazioni perfettamente coincidenti con le valutazioni di Fare Verde.

Non ci voleva molto a capirlo: chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la gestione integrata dei rifiuti sa che un piano serio parte dalla testa e non dalla coda, cioè dalla riduzione a monte dei rifiuti e non dal loro smaltimento. Allo stesso modo, qualsiasi esperto di rifiuti sa che gli inceneritori hanno bisogno di discariche speciali dove stoccare ceneri tossiche.
Solo i politici e i giornalisti italiani sembrano non saperne nulla...

Incontrando i giornalisti a Bruxelles, la portavoce della Commissione Europea ha spiegato: "Speriamo molto che le misure applicate finora risolvano il problema contingente, ma i problemi strutturali ancora non li ha risolti e speriamo che l'Italia decida al più presto misure per piani di gestione adeguati". Helfferich ha detto anche che la Commissione valuterà se le nuove misure decise dal governo "rispettano la legislazione europea".

Fare Verde, quindi, continua a chiedere misure urgenti per uscire definitivamente dall'emergenza: provvedimenti per la riduzione a monte dei rifiuti, raccolte differenziate spinte fino all'80%, piattaforme di riciclaggio come quella di Vedelago (Treviso), centri di compostaggio.
A former member
Post #: 210
La nostra visita a Vedelago con gli amici friulani e' stata davvero utile! Abbiamo prodotto del gran bel materiale: http://pervillafranca...­

Vedelago non e' la sola realta': nel bergamasco esiste una societa' che completa il ciclo dei rifiuti anche con l'organico e la produzione di materie prime-seconde PET dalle bottiglie: http://www.corepla.it...­
Anche a Torretta, oltre alla discarica, c'e' un centro di riciclo da 20.000 tonnellate... ma dobbiamo ancora capire cosa fanno a Torretta visto che sul web non c'e' molto.

Ma solo Vedelago sta evitando di mandare in discarica o all'inceneritore gli scarti della plastica riciclata (i pezzi troppo piccoli per essere lavorati). E produrre con questi "scarti" altra materia prima-seconda da vendere sul mercato.

Ieri sera il sindaco ha detto le prime parole chiare sulla questione rifiuti: critiche a Ca del Bue perche' e' un sistema costoso! Un primo passo... vediamo se riusciamo ad incontrare assessore e sindaco: http://pervillafranca...­


karlo
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 99
Chi semina raccoglie.... questa è una buona iniziativa.
Si poteva anche far presente Vedelago per le scuole.

Mercoledì 28 Maggio 2008

VILLAFRANCA. Hanno aderito 6500 ragazzi
Oggi al castello alunni alla festa di Scuolambiente
Il progetto per sensibilizzare uno stile di vita più ecologico

Il castello ospita oggi la festa conclusiva del progetto Scuolambiente 2008. L?iniziativa è promossa dal Consorzio di bacino Verona Due in collaborazione con la società Serit, la Regione, la Provincia, gli assessorati alla pubblica istruzione ed ecologia dei Comuni aderenti e l?associazione Achab Triveneto. Il progetto ha coinvolto gli iscritti alle scuole materne, elementari e medie di ventuno Comuni per la promozione tra i più giovani di uno stile di vita ecosostenibile.
La festa al castello inizia alle 10,30 con l?apertura dei laboratori didattici dedicati a carta, plastica ed umido organico. Contemporaneamente prenderà il via una divertente caccia al tesoro che metterà alla prova il senso dell?orientamento dei ragazzi e le loro conoscenze sulla raccolta differenziata. Si svolgeranno, poi, le Ricicliadi, ovvero le "Olimpiadi del Riciclaggio" che impegneranno gli alunni in attività di squadra. La festa sarà animata dal Mago del Riciclo che intratterrà gli alunni con animazione e giochi sulle tematiche trattate. La giornata si concluderà con le premiazioni dei lavori in materiale riciclato realizzati durante le attività di laboratorio di Scuolambiente 2008. «Il progetto», spiega Elena Bordignon, presidente del Consorzio, «ha visto l?adesione e la partecipazione entusiasta degli alunni che hanno partecipato a laboratori didattici che avevano l?obiettivo di sensibilizzare i ragazzi nella conoscenza della raccolta differenziata».
A Scuolambiente 2008 hanno aderito 6500 alunni di scuole dell?infanzia, elementari e medie dei comuni associati al Consorzio di Bacino. I Comuni aderenti al progetto sono Bardolino, Brentino Belluno, Brenzone, Bussolengo, Caprino Veronese, Castel d?Azzano, Castelnuovo del Garda, Costermano, Dolcè, Garda, Lazise, Pescantina, Peschiera del Garda, Povegliano Veronese, Rivoli Veronese, Sant?Ambrogio di Valpolicella, Sant?Anna d?Alfaedo, Sona, Torri del Benaco, Valeggio, Villafranca.F.T.
A former member
Post #: 214
Ok, mandiamo in Germani i treni di rifiuti campani pagando 200 euro a tonnellata. Cosi' i tedeschi bruciano nei loro fantastici inceneritori i nostri rifiuti.... SBAGLIATO!!!

E lo dice il portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia... leggete l'ultima frase! Oltre il danno LA BEFFA! Come del resto ci ha confermato la signora Carla Poli a Vedelago sabato scorso.


karlo




http://www.peacelink....­

La beffa tedesca e la cieca ottusità della nostra politica
Riciclati in Germania i rifiuti campani
Mentre i giullari di corte provano a convincerci che non esiste altra soluzione al problema rifiuti, oltre a discariche ed inceneritori, si scopre da un'agenzia che i rifiuti spediti in Germania sono stati riciclati.
24 maggio 2008 - Vittorio Moccia

- Mentre i giullari di corte provano a convincerci che non esiste altra soluzione al problema rifiuti, oltre a discariche ed inceneritori, un'agenzia ANSA del 21 maggio ci racconta che i rifiuti campani spediti in Germania sono stati riciclati mediante impianti di trattamento meccanico biologico. Solo una parte minore è stata conferita all'incenerimento. E l'italia è uno dei paesi che fa maggior uso di materie prime secondarie, ottenute dal riciclo.

Qualcuno è in grado di spiegare perchè in Italia, per questi stessi rifiuti, non vi sia altra alternativa che l'incenerimento? Perchè da noi non si vuole ricorrere a differenziata ed impianti di vagliatura del tal quale residuo, come ad esempio l'ArrowBio di Tel-Aviv, e le soluzioni a recupero totale del rifiuto, come avviene a Vedelago (dove l'impianto serve un milione di cittadini)?

Quali irriferibili connivenze industriali e malavitose hanno condotto alla disastrosa situazione attuale della Campania, con la devastazione di interi territori trasformati in discariche a cielo aperto, anche quando le valutazioni idreogeologiche sconsigliavano vivamente l'operazione?

BERLINO, 21 MAG - I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all'industria. Il 'percorso dell'immondizia italiana in Germania lo ha spiegato all'ANSA una portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica. «Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori, ha detto la portavoce.

Anzitutto, ha spiegato sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, «una parte minore - ha proseguito - è statotrattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia. Ma il grosso dei rifiuti campani diventa materia prima secondaria. E l'Italia, oltre a fornire l'immondizia, svolge anche un ruolo importante nella fase successiva del percorso di quest'ultima. Il Paese, infatti, è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie.(ANSA).
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