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Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 864
http://www.ilpassator...­



Aumento sistematico dei prezzi non accompagnato da un conseguente miglioramento dei servizi, abusi, prezzi gonfiati, casi di corruzione, servizi obsoleti e totale mancanza di trasparenza contabile; sono queste alcune delle motivazioni alla base di un trend oggi in continua evoluzione, quello della ri-municipalizzazione, nella gestione dell’acqua in Francia.
Ma facciamo un passo indietro.
La Francia è stato uno dei paesi pionieri in Europa per quanto riguarda il passaggio da una gestione pubblica ad una gestione privata dell’acqua; fu Jacques Chirac nel 1984, quando era sindaco di Parigi, a dare il via ad un percorso di privatizzazione delle acque parigine che per 25 anni ha segnato la gestione dell’oro blu francese da parte della grandi multinazionali come Veolia e Suez.
Oggi però, a fronte di un’espansione enorme dei costi e constatato che il livello dei servizi non è affatto migliorato, il Comune di Parigi ha deciso di procedere alla ri-municipalizzazione dell’intero servizio idrico che sarà effettiva dal 1° gennaio 2010. Parigi ha stimato così un risparmio di 30 milioni di euro l’anno che verranno reinvestiti per migliorare la rete idrica e per stabilizzare il prezzo dell’acqua fino al 2014.
Ma l’onda non si ferma qui; molte altre importanti città Francesi come Tolosa e Lione (Grenoble e Cherbourg hanno già terminato il passaggio) stanno seriamente valutando il ritorno alla gestione pubblica delle proprie acque in un trend (più di altre 40 comunità sono coinvolte) che sembra inarrestabile.
In Italia arriviamo, come spesso accade, 25 anni dopo senza nemmeno avere l’umiltà per imparare dagli errori altrui.

Beppe ha lanciato il prossimo V-day: sarà per l'acqua, per la nostra vita. In primavera, dopo le elezioni.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 867
L'Arena 29 Dicembre 2009
VILLAFRANCA. Assemblea a Dossobuono con esperti dell’Ulss 22 e di Acque Veronesi sull’emergenza di un mese fa causata dall’atrazina
Acqua, più filtri anti-inquinamento
Francesco Bommartini
Il sindaco Faccioli annuncia interventi per evitare i rischi di nuove infiltrazioni nei pozzi Gli ambientalisti: più garanzie

I filtri al carbonio dei pozzi di Dossobuono e Quaderni saranno cambiati una volta ogni anno e mezzo invece che ogni due anni per evitare che sostanze inquinanti superino i livelli consentiti. Lo ha dichiarato il sindaco Mario Faccioli a Dossobuono nell’assemblea pubblica “L’acqua...un bene comune da difendere”, organizzata da Legambiente Dossobuono, Wwf Villafranca e Avsa Villafranca.
Ezio Tomelleri, responsabile del circolo il Riccio Legambiente, ha aprto i lavori parlando dell’inquinamento dell’acqua: «Ultimamente gli abitanti di Dossobuono, Alpo, Rizza si sono dovuti misurare con l’inquinamento da atrazina. Noi vorremmo continuare a considerare l’acqua pubblica come migliore di quella in bottiglia. Ci si accorge delle nostre risorse solo quando vengono toccate o avvelenate. L’emergenza di inizio ottobre è stata gestita bene dal Comune anche se l’avviso dei vigili è stato udito da pochi». Il sindaco Faccioli ha risposto: «Nella fase iniziale dell’emergenza abbiamo contato sul passaparola pur avvisando i media. Non sono pessimista per quanto riguarda la nostra acqua, credo però che manchi cultura sul tema e che sia importante la responsabilità individuale nell’utilizzo delle risorse pubbliche. L’amministrazione sta facendo tutto il possibile. Prossimamente ne parleremo ancora con Acque Veronesi a un tavolo provinciale».
Poi è intervenuto Nicola Costantini, tecnico di Acque Veronesi: «I tipi d’inquinante che possono minacciare la nostra acqua sono l’atrazina e la termotilazina. Se il primo erbicida è vietato da anni il secondo no, ma dovrebbe essere bandito. Nel caso di Dossobuono il superamento c’è stato a causa dell’innalzamento del livello d’inquinamento unito al fatto che i filtri al carbonio fossero al termine del loro ciclo d’utilizzo». Giovanni Sandri, responsabile del servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ulss 22 ha detto: «Il limite di presenza di atrazina che i gestori devono controllare non sia superato è di 0,10 microgrammi per litro. Nel caso dell’emergenza di ottobre questa soglia era stata superata di 0,02 microgrammi. Anche fosse stata 10 volte superiore non ci sarebbero stati problemi per la nostra salute. Bisognerebbe bere almeno 7 grammi di sostanza perché questa sia dannosa per l’organismo. Informare su questi temi è importante. Credo che l’atrazina che ha inquinato il pozzo di Cadelora sia stata utilizzata di recente».
Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto, ha sottolineato: «I filtri sono importanti ma risolvono il problema a valle, non a monte. Dobbiamo rivolgere la nostra attenzione anche alle falde inquinate a livelli alti a causa dell’industrilizzazione e del contatto con metalli. Inoltre c’è una proposta di legge che permetterebbe, se accettata, di scavare anche in acqua e ciò sarebbe pericoloso». Bertucco ha poi attaccato: «Bisogna finirla con questo teatrino della politica sulla privatizzazione. Se davvero l’amministrazione è contraria dovrebbe proporre una legge modificativa: è l’unica via».
Alle lamentele di una signora che chiedeva di avere le analisi dell’acqua stampate sulla bolletta ha risposto Giandomenico Allegri, amministratore di Acque Veronesi: «È complicato riuscire a dare le analisi dell’acqua che serve la sua residenza o quella di altre persone. E si tratterebbe di analisi puntuali, non continuative. Comunque cercheremo di fare più controlli».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 874
L'Arena 04/12/2009

Acqua ai privati? «No» bipartisan
IN CONSIGLIO. Maggioranza e opposizione. All’amministrazione Tosi si chiede l’impegno di far recedere il Parlamento dal decreto Ronchi

E' polemica sulla privatizzazione dell'acqua
Verona. Tutti d'accordo: l'acqua è un bene comune e non va privatizzata. E così, in un'atmosfera pre-natalizia, nella seduta del Consiglio comunale di ieri sera, maggioranza e opposizione hanno approvato due distinti documenti, la mozione 414 presentata dall'opposizione, primo firmatario il consigliere del Pd Giancarlo Montagnoli, e l'ordine del giorno presentato da due esponenti della maggioranza, Barbara Tosi (Lega Nord) e Andrea Miglioranzi (Lista Tosi), entrambi passati con 27 sì e 11 astenuti, entrambi mirati a scongiurare la privatizzazione della gestione dell'acqua come previsto dal recente decreto Ronchi.
Nell'illustrare la mozione, il consigliere Montagnoli ha elencato i diversi punti deboli della normativa Ronchi, come, ad esempio, la mancanza di un'autorità che garantisca il cittadino che a maggior costi avrà maggiori benefici, il rischio del passaggio dal monopolio pubblico a quello privato nonchè la pericolosità della dismissione forzata che rischia di essere molto svantaggiosa per l'ente pubblico.
Il consigliere Barbara Tosi ha chiesto al sindaco all'Amministrazione «di mettere in atto tutte le attività necessarie per evitare la privatizzazione dell'acqua» e ha quindi auspicato la produzione di un documento unico che raccolga le istanze presentate dalla mozione quanto dall'ordine del giorno.
Polemico l'intervento del consigliere Stefano Valdegamberi (Udc):«Mi sembra molto strano che quelli che a Verona chiedono che l'acqua resti un bene pubblico siano della stessa parte di quelli che a Roma hanno votato per la sua privatizzazione. Vorrei ricordare che mentre il gestore pubblico ha a cuore il servizio all'utente, il privato è mosso solo dall'interesse. Perciò approvo la mozione».
Il consigliere Ivan Zerbato (Pd), che è stato tra i primi a sollevare il dibattito sull'acqua privatizzata, ha auspicato che «tutte le forze politiche abbiano un ripensamento su questa vicenda perchè a fine 2011, quando dovrebbe scattare la privatizzazione dell'acqua, vi sarà un assalto da parte delle multinazionali. E come estrema soluzione suggerisco il ricorso al referendum».
Il consigliere Luigi Pisa (Lega Nord), che è anche presidente dell'Aato, ha detto di condividere il contenuto di entrambi i documenti, ricordando che lunedì 14 dicembre, all'assemblea dei soci farà votare un documento contro la privatizzazione dell'acqua.E.C.
A former member
Post #: 650
Ormai siamo al peronismo (vedi argetina anni 50,peccato da gnocca Isabelita* a trans).

Si sguazza nel populismo ,interessa solo appariread handicap (appoggi una cazzata e poi fai dietrologia)
quindi si finisce nella politica tacòn peso del buso,senza approfondire il problema senza idealità progressista...
siamo all'avanspettacolo in politica.






* (Isabelita Peròn da popolana a presidente -amatissima- argentina)
A former member
Post #: 1,408
Abbiamo finalmente presentato l'istanza a presidente del consiglio di Villafranca con la proposta di modifica dello statuto comunale a difesa dell'acqua pubblica come da campagna dell'associazione dei Comuni Virtuosi e dei comitti Acqua Bene Comune:


  • riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  • confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà
  • riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Art. 31 e 114 del dlgs n. 267/2000


Diffondete il post sul blog: 2010: Ripartiamo con le nostre Stelle. ACQUA

E vediamo se si riesce a far discutere questo consiglio: sindaco, pdl e lega sono d'accordo (da dichiarazioni sui giornali, mozioni e contatti personali). Almeno a parole. Vediamo i fatti!

Un grazie a Simone per aver scritto e sollecitato l'istanza ancora mesi fa, ben prima della questione atrazina ad Alpo :(

Carlo
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 951
Tosi vuol dare da bere l'acqua del sindaco
Il Veneto promuove la rete idrica pubblica


20/01/2010e-mailprint
A

Parte la campagna per l'acqua del sindaco
Verona. Fa proseliti la campagna del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, con caraffa in mano e lo slogan “Anch'io bevo l'acqua del sindaco”. Molti primi cittadini provenienti da Veneto, Friuli ed Emilia Romagna, si sono dati oggi appuntamento in Laguna per una riunione in comune, insieme alle società municipalizzate, per lanciare una nuova offensiva contro le minerali in bottiglia: “Il manifesto dell'acqua del sindaco”. A favore della battaglia trasversale per l'acqua di rubinetto anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi che non è stato presente al meeting per un impegno in tv, ma fa sapere di avere in programma una campagna analoga a quella di Cacciari per la sua città. Il sindaco di Venezia, Cacciari, ha sottolineato l'aspetto culturale di questo nuovo modello di consumo che porta vantaggi indubbi all'ambiente per l'abbattimento della produzione e del trasporto delle bottiglie di plastica. Da Cacciari, poi, critiche alla privatizzazione del servizio idrico approvata da Governo e Parlamento.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 953
L'Arena
Acquedotti, fogne e bonifiche al via lavori per 11 milioni
REGIONE. Da Venezia i contributi per interventi al sistema idrico integrato e ai siti contaminati
Conta: «Avremo servizi migliori con un occhio all'ambiente»
20/01/2010

Giancarlo Conta
Sono in arrivo dalla Regione finanziamenti ai Comuni della provincia veronese per adeguare i sistemi idrici e fognari, ma anche bonificare territori inquinati; nel complesso una pioggia di oltre 11 milioni di euro.
L'assessore all'Ambiente, Giancarlo Conta, fa infatti sapere che la giunta regionale ha stanziato 13 milioni per il Veneto e di questi, cinque milioni e 500mila per interventi legati al ciclo integrato dell'acqua per interventi in provincia di Verona all'Autorità d'Ambito Territoriale. Si tratta di contributi per la sistemazione e dell'implementazione della rete fognaria di Monteforte d'Alpone (200mila euro), di Negrar (850mila euro), Ronco all'Adige (600mila euro) e Villafranca (950mila euro) e di un intervento significativo all'acquedotto del Comune di Palù per 897mila euro.
Vi è poi un finanziamento di due milioni di euro che servirà per il collegamento dell'acquedotto tra San Bonifacio e Almisano. «Saranno in questo modo apportate migliorie per rendere maggiormente efficienti impianti e infrastrutture assolutamente indispensabili per il territorio», spiega Conta, «una corretta gestione del ciclo dell'acqua permette ai cittadini di godere di un servizio sicuro per la salute, con un occhio di riguardo all'ambiente».
E uno sguardo alla «salute del territorio» arriva sempre da Venezia anche sotto forma di contributi a fondo perduto agli enti locali per le opere di studio della composizione chimico-fisica dei terreni inquinati al fine di progettare interventi di bonifica e ripristino ambientale. La Regione stanzia infatti ulteriori 700mila euro per interventi nel veronese: il Comune di Verona destinerà i 50mila euro stanziati per l'individuazione delle fonti di inquinamento, il Comune di San Bonifacio, invece, attiverà un'opera di ripristino ambientale nelle località Lionello e Tombole per un valore di 117mila euro. I Comuni di Belfiore, Caprino Veronese, Cerro Veronese, Cerea, Zevio avvieranno piani di caratterizzazioni di aree da bonificare per oltre 400mila euro, mentre partiranno i lavori di recupero di siti inquinati nei Comuni di Castelnuovo del Garda (100mila euro), San Giovanni Lupatoto (quasi 25mila euro) e Vestenanova (2mila euro).
L'assessore ricorda poi che, sullo stesso fronte, la Regione si è dotata di uno strumento finanziario come il «Fondo di rotazione» che la pone il Veneto all'avanguardia nella salvaguardia dell'ambiente.
Si tratta di un Fondo coperto con uno stanziamento di 30 milioni di euro per iniziative di bonifica di una serie di siti contaminati, in particolare a causa della presenza dei rifiuti industriali.
In particolare nel veronese arriveranno circa cinque milioni di euro che andranno al Comune di Pastrengo (97mila euro) per l'intervento a scolo Fosson, il Comune di Verona (785mila euro) per la discarica di Ca' di David, la Provincia di Verona (320mila euro) per l'area di Ponton a Sant'Ambrogio di Valpolicella, il Comune di Albaredo d'Adige (960mila euro) per l'area di via Rivalta, il Comune di Legnago (157mila euro) per l'area sud ovest dell'ex zuccherificio, il Comune di Cerea (709mila euro) per la zona di via San Vito e via Primo Maggio e i Comuni di Colognola ai Colli e Illasi (1 milione di euro ciascuno) per «Bocca Scalucce».
Giorgia Cozzolino
Marco
MarcoStaf
Mantova, MN
Post #: 777
Ciao a tutti.

sono del meet di Mantova. Abbiamo deciso di ottenere che su tutte le bollette della società che gestisce l'acquedotto siano pubblicate le analisi.
Un primo timido risultato c'è stato (a seguito dell'invio di non so quante email).
La bolletta di gennaio era accompagnata dalle analisi (a mio avviso molto superficiali).
Purtroppo non sembrano voler includere le analisi anche nelle prossime bollette.
Noi non ci arrendiamo.
Arpa lombardia ha pubblicato i dati della analisi delle acque dei loro pozzi ma quelle che ci interessano ovviamente sono quelle dell'ASL che però non le ha rese pubbliche e non risponde alle email.

Teneteci informati nel caso di sviluppi o idee su come sbloccare la situazione.

Ciao
Marco
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 988
Intanto grazie Marco, teniamoci in contatto con i meetup.....

poi vi segnalo questa.

http://www.ecoblog.it...­


Negli Usa la raccolta e riciclo dell’acqua piovana, sebbene non sia materia regolamentata in tutti gli stati, è una pratica parecchio diffusa. Dunque anche Los Angeles si mette in linea con questa pratica e il Department of Public Works ha recentemente approvato un decreto che impone la raccolta della piogge e che entro il 2011 diverrà Legge.

Il progetto oltre a incoraggiare l’uso di serbatoi di stoccaggio dell’acqua piovana promuove la gestione sensata delle acque con misure semplici quali le deviazioni delle precipitazioni in giardino, o una pavimentazione permeabile. Le novità coinvolgono diregttamente il settore edilizio e se i costruttori non rispettano le procedure richieste per il recupero dell’acqua piovana si beccano una multa da 13 dollari a gallone di acqua sprecata. Questa tassa servirà a finanziare i progetti del riuso sostenibile delle acque.

Paula Daniels a capo della Board of Public Works, che ha inizialmente redatto l’ordinanza lo scorso luglio, ha spiegato che grazie alle nuove soluzioni si andranno a risparmiare oltre 104 milioni di galloni di acqua che diversamente sarebbero sprecate finendo in mare.
A former member
Post #: 1,429
FINALMENTE ci hanno risposto ad una istanza!

E' arrivata a casa una lettera (di quelle di carta, dentro la busta... non mi capitava da tempo!) con la risposta del presidente del consiglio comunale dott. Maurizio Facincani. L'istanza era la proposta di modifica dello statuto comunale in difesa dell'acqua pubblica.

La mia risposta: http://pervillafranca...­

E adesso vediamo se mettono in odg la nostra proposta. Che tra l'altro nel frattempo il consiglio comunale di Torino ha approvato!

Carlo
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