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A former member
Post #: 253
Montanari a S. Pietro dichiara inutili e pericolose le agenzie di controllo ambientale come l'Arpav!

A riprova che non basta piu' un ambiente a norma di legge, soprattutto perche' le leggi non riescono a star dietro alla ricerca scientifica (leggere la successiva replica di Cunego, direttore dell'ARPAV di Verona).

Ma una volta non c'era il principio della precauzione e della prevenzione??? Almeno cosi' si fa (o si dovrebbe fare) nel campo della sicurezza sul lavoro: se un ciclo produttivo ha dei rischi e la tecnologia migliora, bisogna intervenire subito per eliminare il rischio PRIMA di avere il danno sui lavoratori!

Incredibile che il medesimo atteggiamento non ci sia quando si parla della salute di tutti i cittadini, bambini inclusi (la piscina di Fumane e' frequentata anche da bambini!).

karlo




L'Arena - Venerdì 20 Giugno 2008


SAN PIETRO IN CARIANO. Uno studioso ha illustrato gli effetti delle micropolveri sull?uomo
Le nanoparticelle? «Nessuno le cerca»
Montanari boccia l?Arpav: «Non dice le cose come stanno» Il cementificio di Fumane: «È in una posizione tremenda»



Giancarla Gallo
L?Arpav normalmente non dice le cose come stanno; per non creare allarmismi dice che va sempre tutto bene, deve andare tutto bene». E? stato durissimo l?attacco di Stefano Montanari, in Sala Lonardi a San Pietro in Cariano, presentando i danni causati dalle cosiddette nanoparticelle che vengono respirate e finiscono nel sangue e che, secondo lo studioso, sarebbero all?origine di molti tumori.
La serata è stata organizzata dall?associazione Valpolicella 2000 e dagli Amici di Beppe Grillo. Provocatorio il titolo: «Che ci fa un cementificio in Valpolicella?». L?intervento di Montanari è arrivato a pochi giorni dalla presentazione dei risultati del monitoraggio effettuato a Fumane dall?Arpav per valutare l?incidenza del cementificio sull?inquinamento. Risultati che non hanno evidenziato dati allarmanti.
«Ho chiesto più volte di chiudere queste Agenzie perché sono dannose con questo modo di fare», ha sostenuto Montanari, direttore scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, unico al mondo, e consulente, tra le altre, della Foundation for advancement of science and education di Los Angeles per i problemi sanitari legati alle nanopatologie dei sopravvissuti al crollo delle torri gemelle. «Infatti, è peggio ricevere informazioni fuorvianti che non riceverne. Farebbero bene lo stesso lavoro i carabinieri o la forestale».
Insomma, per lo studioso, un personaggio sicuramente scomodo, al centro delle critiche ma anche molto richiesto per le sue consulenze, «l?Arpav non sa e non vuole riconoscere le nanoparticelle». Molte delle ultime scoperte del dottor Montanari, effettuate tramite un sofisticato microscopio a scansione elettronica, sono state pubblicate nel libro «Il girone delle polveri sottili - viaggio nel mondo delle nanoparticelle tra inquinamento, patologie e interessi finanziari», stampato da Macroedizioni.
Inevitabile il riferimento al cementificio di Fumane. «Si trova in una posizione tremenda, in una stretta valle ventilata, sopra vigneti di pregio», ha spiegato Montanari. «Se qualche legislatore a Bruxelles facesse delle analisi senz?altro toglierebbe la denominazione di origine controllata a questi vini. Per quanto riguarda le piscine all'aperto, proprio sotto i camini del cementificio, siamo a livelli di pura follia. La gente può stare intere giornate in piscina a prendere le polveri sottili in ricaduta».
Lo studioso si è a lungo soffermato a parlare dell?effetto dei venti, gli stessi che portano sulle nostre case le sabbie del deserto: le polveri sottili prodotte da inceneritori e cementifici volano dovunque, nei comuni vicini a maggior ragione, all?interno di una situazione di polverosità e inquinamento generalizzata e grave. «I sacchetti di cemento non riportano la composizione vera di quello che c?è dentro», ha aggiunto Montanari, riferendosi a tutti i cementifici, «visto che per legge possono mescolare ceneri e gessi, contenenti nichel, antimonio e altri metalli. Sono decuplicati negli ultimi tempi i casi di allergie, prese in casa, nei bambini».
Le valutazioni di impatto ambientale, secondo Montanari, sono sempre parziali, perché non si tiene conto delle particelle secondarie risultanti dall?aggregazione delle polveri e dei gas della combustione con il vapore acqueo che si trova in atmosfera.
Lo studioso si è soffermato poi sulla descrizione delle patologie che sarebbero legate alle nanoparticelle, osservate al microscopio e proiettate in sala attraverso diapositive, illustrando ad esempio che un mesotelioma impiega 40 anni a manifestarsi. Sono stati anche proiettati i dati di una indagine francese effettuata vicino agli inceneritori, che ha dimostrato il significativo aumento di carcinomi (22 per cento), linfomi (12 per cento) e del cancro al fegato (16 per cento).


Venerdì 20 Giugno 2008


LA REPLICA. Il direttore dell?Agenzia per la protezione dell?ambiente rigetta le critiche
Cunego: «Misure sulla base delle leggi»




«Non capisco perché il dottor Montanari debba fare certe affermazioni», è la risposta del direttore dell?Arpav di Verona, Giancarlo Cunego, alle accuse dello studioso sulle nano particelle, che hanno subito acceso la polemica. «Basti guardare quante notizie di reato giriamo in Provincia per le emissioni in atmosfera fuorilegge. Non facciamo ricerca, perché ci mancano gli strumenti idonei, però siamo in possesso di un microscopio elettronico qui a Verona per i controlli sull?amianto, che è abbastanza sofisticato».
Anche sul microscopio utilizzato c?è polemica: secondo Montanari per vedere le nanoparticelle è necessario uno strumento a scansione elettronica; per questo il suo laboratorio e le sue analisi sono richieste in tutto il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti. «Un microscopio, quindi, molto diverso rispetto a quello in dotazione all?Arpav». La replica di Cunego è esplicita: «Ne abbiamo uno uguale ma noi dobbiamo solo misurare e rendere pubblici i dati e controllare che vengano rispettati i limiti di legge e, eventualmente, denunciare all?autorità giudiziaria i casi anomali», precisa il direttore. «Non ci compete la ricerca delle nanoparticelle, che riguardano più l?aspetto sanitario e la ricerca universitaria; non ci sono leggi che ci impongano di ricercarle. Quello che le normative di legge ci dicono di fare, noi lo facciamo».
La legge, oltretutto, indica di misurare solo le Pm 10: «Ma come Arpav rileviamo anche le Pm 2,5 in un paio di centraline a Verona, tra cui quella in corso Milano», conclude il direttore dell?Agenzia.
Anche nella relazione sul monitoraggio svolto a Fumane i dati riferiti dall?Arpav sono limitati alle polveri sottili, le Pm 10, con solo qualche indicazione sulle micropolveri, le Pm 2,5 appunto. Nel mirino, finora, sono state le particelle più grandi, mentre non esiste una statistica su quelle che si misurano in micro o nano.G.G.
A former member
Post #: 265
Per una volta che si mettono attorno ad un tavolo provincia e comuni della cinta urbana di Verona per attuare insieme politiche di monitoraggio e interventi di miglioramento della qualita' dell'aria, VILLAFRANCA NON C'E'???????

E che cavolo! Altra cosa da chiedere a sindaco e assessore!

Ma non e' possibile! Ma qualcuno a Verona si e' accorto che ESISTE VILLAFRANCA? O sono i nostri amminsitratori locali che si defilano volutamente per poi lamentarsi del fatto che siamo isolati (solfa sentita per tutta la campagna elettorale!).


karlo





Mercoledì 25 Giugno 2008


INQUINAMENTO. Accordo in Provincia fra Verona e i Comuni della cintura per realizzare piani di risanamento dell?aria. L?assessore critica il collega della Regione
E Coletto si vendica di Conta
«Non finanzia interventi antismog». Pochi giorni fa aveva ricevuto critiche per la gestione dei rifiuti



Ieri, alla Loggia Frà Giocondo, i rappresentanti dei Comuni della cintura metropolitana che partecipano al Tavolo tecnico zonale, si sono riuniti con l'assessore provinciale all'Ecologia, Luca Coletto, per stringere l'accordo sulle misure antismog da intraprendere. L?assessore provinciale ha criticato la Regione che, ha detto, «da due anni non finanzia interventi antismog».
Una critica aperta, da parte dell?amministratore leghista, al collega a Venezia Giancarlo Conta, di Forza Italia, che, nei giorni scorsi, aveva severamente criticato la Provincia di Verona sul piano dei rifiuti.
Entro 14 mesi, i Comuni che hanno aderito all?accordo dovranno realizzare i piani di azione per il risanamento della qualità dell?aria in collaborazione con i tecnici dell?Arpav e dell?Ulss e l?università di Trento. All?incontro c?erano i rappresentanti di Verona, Bussolengo, Buttapietra, Castel d?Azzano, Castelnuovo, Grezzana, Lavagno, Negrar, Pescantina, Sant?Ambrogio, San Giovanni Lupatoto, San Martino, San Pietro Incariano, Sommacampagna, Sona e Valeggio. Territorio che conta 500 mila veronesi su un totale di 800 mila.
La Provincia ha stanziato 54 mila euro per finanziare lo studio dei docenti dell?università di Trento. I Comuni raccoglieranno i dati necessari per avere una rappresentazione dettagliata del loro territorio (piani del traffico, centri di pressione atmosferica, presenze industriali), poi insieme ai tecnici verranno predisposte le misure di risanamento.
«È il più grande coordinamento di esperti mai realizzato finora», commenta l?assessore Coletto, che osserva: «La lotta allo smog si vince solo se si agisce su macroaree e insieme. È merito delle azioni comuni decise dal Tavolo zonale se, in fatto di polveri sottili, si è passati da 220 sforamenti dei limiti di legge sulle polveri sottili nel 2005 ai 146 del 2007. Ora ogni Comune farà la foto sulla situazione dell?inquinamento e insieme si decideranno le misure strutturali più efficaci. Ma per combattere efficacemente l?inquinamento atmosferico», sottolinea, «servono misure strutturali che però richiedono finanziamenti che competono allo Stato o alle Regioni». E denuncia: «La Regione Veneto, da due anni, non dà finanziamenti».
Coletto spiega che «i fondi regionali che variavano dai 200 mila ai circa 400 mila euro l?anno, servivano a finanziare interventi specifici, come il lavaggio delle strade. Ricordo», mette in chiaro Coletto, «che abbiamo avuto la delega dalla Regione a coordinare i piani d?azione per la qualità dell?aria e i risultati si sono visti. Dopo l?area metropolitana, proseguiremo nella pianificazione degli interventi per aree omogenee a Nord e a Sud».
Il piano, spiega Coletto, «prevede interventi strutturali, come l?incentivazione del trasporto pubblico, la sostituzione delle caldaie a gasolio con quelle a metano, l?installazione di pannelli solari, interventi di fluidificazione del traffico. In questo modo», assicura, «si incide sul miglioramento della qualità dell?aria e sulla salute pubblica, che è la cosa principale, ma», insiste Coletto, «servono finanziamenti perché senza risorse non si va da nessuna parte». E.S.
A former member
Post #: 106
Cari amici villafrancesi, Carlo ha ben inquadrato la penosa situazione del nostro comune.

Quest'ultima assenza del sindaco (tuttora consigliere provinciale) è grave: come temevo, la sensibilità dell'amministrazione comunale sull'inquinamento urbano non sembra sia cambiata (nonostante il dinamismo di Supermario) per ora (!?) siamo ancora assenteisti per inerzia nell'agire e mancanza di presenza nelle sedi di coordinamento provinciale e regionale.

Finora -nel periodo autunno-inverno- non si è provveduto neppure al lavaggio delle strade e ad acquistare una centralina per il monitoraggio frequente delle PM10 nel capoluogo (intasato dal transito di oltre 80.000 veicoli al giorno) e nei punti più intasati (Dossobuono e Pizzoletta) del comune.
Il peggio è che neppure il Procuratore Papalia -interessato da una denuncia del 2007 contro sindaco e Regione per inadempienze rispetto alle normative e per danni alla salute pubblica- non è ancora intervenuto!

Si muove qualcosa solo se si accentua lo scontro politico delle competenze/responsabilità tra poteri istituzionali e all'interno della maggioranza in provincia e in regione (e le opposizioni cosa fanno? Nulla o troppo poco).

Vi saluto con crescente disappunto
Elìa
A former member
Post #: 362
Strumenti nelle mani dei cittadini... CITTADINI!!!

Leggendo questo articolo penso avrete idee simili alle mie nei confronti dei nostri dipendenti! Considerate che a Verona (figuratevi a Villafranca!) abbiamo gia' ampiamente superato il numerno massimo di giorni di sforamento del PM10 per il 2008!

karlo






http://www.greenrepor...­

Sforamenti di Pm10? Ecco cosa un singolo cittadino Ue può pretendere
di Eleonora Santucci

LIVORNO. In caso di rischio di superamento dei valori massimi o delle soglie di allarme di particelle fini (Pm10), un singolo cittadino della Comunità europea può pretendere dalle competenti autorità nazionali, in forza del diritto comunitario, la predisposizione di un piano d’azione. Perché la direttiva comunitaria impone agli Stati membri un chiaro obbligo non solo di predisporre piani di azione (sia in caso di rischio di superamento dei valori massimi, sia in caso di rischio di superamento delle soglie di allarme) ma anche di adottare, a breve termine, le misure idonee a ridurre al minimo il rischio di superamento e di adottare le misure idonee per tornare gradualmente ad un livello inferiore dei valori.

A dirlo è la Corte di giustizia europea che con sentenza di oggi risponde alla domanda posta dal Bundesverwaltungsgericht (Corte federale amministrativa tedesca). E’ il signor Janecek, residente lungo la Landshuter Allee, sulla circonvallazione interna di Monaco di Baviera che in pratica solleva la questione. La stazione di controllo della qualità dell’aria a circa 900 metri a nord della Landshuter Allee dimostrava infatti, che, nel corso del 2005 e del 2006, il valore massimo per le emissioni di Pm10 veniva superato ben più di 35 volte, ossia il numero massimo autorizzato dalla legge tedesca sulla lotta all’inquinamento.

Dunque il cittadino chiese che fosse ordinato allo Stato di Baviera (Freistaat Bayern) di predisporre un piano di azione per la qualità dell’aria nel settore della Landshuter Allee,. Ma il suo ricorso venne respinto in primo grado. La palla dunque passò al Verwaltungsgerichtshof (Tribunale amministrativo di secondo grado) che giudicò: i residenti interessati possono pretendere dalle autorità competenti la predisposizione di un piano di azione, ma non possono chiedere che quest’ultimo contenga le misure idonee a garantire l’osservanza a breve termine dei valori massimi di emissione.

Così il cittadino di monaco si rivolse alla Corte federale che a sua volta coinvolse la Corte di giustizia. La direttiva comunitaria in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente (96/62/CE) infatti, enuncia l’obbligo della elaborazione dei piani d’azione e della loro attuazione per ridurre il rischio e limitare la durata del superamento dei valori o delle soglie di rischio.

Del resto l’obiettivo generale della direttiva è quello di definire i principi di base di una strategia comune volta a definire e stabilire obiettivi di qualità dell’ “aria ambiente” nella Comunità europea al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nel suo complesso. Ma volta anche a valutare la qualità dell’aria negli Stati membri in base a metodi e criteri comuni; a disporre di informazioni adeguate sulla qualità dell’aria e far sì che siano rese pubbliche, a mantenere la qualità dell’aria, laddove è buona e migliorarla negli altri casi. In Italia 8mila il numero dei decessi che ogni anno sono legati a incrementi di Pm10 sopra il limite di 20mcg/mc, un numero che corrisponde a circa il “nove per cento della mortalità totale”

A Firenze (dove presidente della Regione Toscana Claudio Martini e il sindaco di Firenze Leonardo Domenici insieme ad altri 12 amministratori locali dell’area fiorentina sono stati rinviati a giudizio per l’inchiesta per lo sforamento dei limiti delle polveri fini nei propri territori) il numero dei decessi si attesta su circa “250 all’anno per gli effetti a lungo termine delle Pm10” (malattie cardiorespiratorie e neoplastiche). Per gli effetti a breve termine, quelli cioè che si verificano nel giro di pochi giorni dal picco di inquinamento, i decessi si attestano tra 28 e 30.

Migliorare la qualità dell’aria quindi significa anche evitare malattie, migliorare la qualità dei nostri polmoni e del nostro cuore. Il tema dell’inquinamento dell’aria da Pm10 è un tema che riguarda tutti e a cui a pieno titolo tutti possono e devono dare il proprio contributo. Ed inoltre é una materia che investe vari ambiti: sanità, mobilità, interventi infrastrutturali e che necessità investimenti e incentivi su ferrovie, tramvie e servizi pubblici. Serve, quindi, una politica che orienti la mobilità verso la sostenibilità e non si limiti solo a far rispettare alla lettera le disposizioni della normativa nazionale, regionale o dei regolamenti comunali in materia, perché questo non è sufficiente.
A former member
Post #: 123
In proposito.
Ma in provincia di Verona c’è ancora GIUSTIZIA? Mi pare che non servano neppure le denunce-esposti alla Procura della Repubblica (presentati il 31 marzo 2007 e il 13 marzo 2008)!

Carlo,
hai letto i giornali, o visto i TG di questi giorni?
Il buon assessore Chisso se ne inventa un'altra, 105 km di superstrada a pagamento da Peschiera Padova. Sfruttando la tangenziali in parte esistenti (e quella a sud di Verona è già super-intasata ora)!

Ma ci vuol altro? MOSTROSITA'! Per noi ferrovia decadente, trasporti pubblici locali inesistenti e variante della SR n. 62 finanziata a metà e ferma i pali!
FORZA REGIONE continua così!

Ci resta l'unica speranza che il PETROLIO RAGGIUNGA i 200 EURO al barile!

Elìa
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 196
Non si puo' continuare a proggredire senza tenere conto dell'ambiente e dei suoi abitanti, bisogna anche saper fare un passo indietro, l'hanno capito subito i nostri amministratori dell'Enel che hanno inaugurato subito una bella centrale a carbone!
Fra un po' ritorneremo anche alle vecchie locomotive a vapore se continuiamo di questo passo basta utilizzare la stessa tecnologia pulita.

La favola del carbone pulito
di Marco Cedolin - 31/07/2008

Fonte: Cedolin Marco Blog [scheda fonte]

Bruttissima giornata quella di ieri per i cittadini di Civitavecchia, costretti ad assistere all’inaugurazione della nuova centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, nonché a subire le stonate parole del maldestro ministro Scajola che presenziando alla cerimonia è incorso in un’imbarazzante gaffe avente per oggetto gli operai morti durante la costruzione dell’opera, da lui trattati con sufficienza alla stessa stregua di un qualsiasi sopportabile effetto collaterale.

Esternazioni fuori luogo di Scajola a parte, il vero dramma è costituito dalla centrale Enel di TVN, entrata oggi provvisoriamente in funzione a metano anziché a carbone in quanto tuttora priva dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Un vero mostro destinato a bruciare 600 tonnellate di carbone l’ora, rilasciando 6.300.000 metri cubi di fumo carico d’inquinanti, nonostante l’Enel, la “buona stampa” ed un folto stuolo di esperti compiacenti le abbiano attribuito impropriamente la patente di “centrale a carbone pulito”. La centrale di TVN pulita non lo è affatto in quanto adotta il tradizionale sistema di Combustione del Carbone Polverizzato (PCC) che determina il rilascio di emissioni nocive costituite da metalli pesanti e nanopolveri, in grado di elevare il tasso di mortalità nella popolazione esposta fino a 300 km dal punto di emissione degli inquinanti, e non la tecnologia sperimentale di Ciclo Combinato di Gassificazione Integrata del Carbone” (IGCC) che una volta perfezionata potrebbe essere definita a basso impatto ambientale. Ed in quanto sporco, così come il carbone che utilizzerà, l’impianto di TVN metterà seriamente a rischio la salute delle popolazioni residenti nell’area soggetta alla ricaduta delle sostanze inquinanti (come numerosi studi medici stanno a dimostrare) danneggerà l’agricoltura compromettendo lo stato dei terreni e contribuirà allo sforamento del protocollo di Kyoto determinando un aggravio di circa 500.000 euro delle sanzioni a carico dell’Italia.

La favola della centrale a carbone pulito di TVN, pubblicizzata in TV e sui giornali come un capolavoro di tecnologia ed innovazione, ma in realtà priva di qualunque velleità ecologica e tecnologicamente non proprio all’avanguardia, non sembra comunque avere convinto molti fra i cittadini che saranno costretti a subire sulla propria pelle le conseguenze nefaste dell’impianto. Un folto gruppo di contestatori, costituito da coloro che da anni si battono contro la costruzione della centrale, ha infatti accolto la cerimonia d’inaugurazione organizzando un vero e proprio corteo funebre con tanto di bare e donne vestite di nero, per celebrare neppure troppo metaforicamente il funerale di un intero territorio e dei suoi abitanti, immolati sull’altare della sete di profitto dell’Enel e probabilmente giudicati dal ministro Scajola come l’ennesimo sopportabile effetto collaterale di un progresso che annerisce i polmoni, come il carbone.
A former member
Post #: 752
Ma guarda cosa si scopre leggendo L'Arena:

Si chiama biossido di azoto. Lo emettono le auto, le caldaie e le industrie. Ma c’è il sospetto che piova anche dall’alto, ogni volta che un aereo passa sulla città. È questo il gas inquinante che ha superato i limiti imposti dalla legge, così come ha comunicato l’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale del Veneto.
Hanno il sospetto!

Uniamo anche quest'altra chicca sempre sul giornale di due giorni fa. Si parla di rumore generato dall'aeroporto e di fasce di rispetto per le abitazioni:

Nei prossimi mesi verrà individuata la fascia di rispetto ecologico esterna all’aeroporto già prevista dalla Regione nel 1994, ma mai entrata in vigore perché il Comune non adottò la variante urbanistica per la sua istituzione.
La zona è quella limitata a ovest da via Capitel, a sud dalla strada regionale 62, a est da via Monte Baldo e a nord dall’aeroporto. In quest’area sorgono parte delle abitazioni di Caluri, quelle sul lato est di via Capitel, parte della località Capitello Le Ché, alcune abitazioni e industrie di Calzoni oltre a corti rurali come Cascina Pozzi, Cascina Morandini e Cascina Furia.

Sempre in questo illuminante articolo arriviamo alla dichiarazione di Supermario:

«Tra le misure», aggiunge il sindaco, «potrà essere previsto, nelle case in ristrutturazione o in quelle in costruzione che ricadono nella fascia di rispetto, l’inserimento di pannelli speciali per l’assorbimento dei rumori oppure la costruzione di solai e pavimenti con materiale in grado di attutire i rumori esterni. Prevederemo pure dei benefici economici».

Sul conto(!) aggiungiamo che a Caluri hanno appena costruito un intero nuovo lotto di case fronte discariche.
Per non parlare dell'intero quartiere di Madonna del Popolo costruito ad inizio pista dell'aeroporto, con aerei che sfiorano i tetti delle case durante l'atterraggio!

Ma ci rendiamo conto di come e' stato e come continua ad essere gestito il nostro territorio?????????

Qui mi scappa un post!


karlo
A former member
Post #: 14
Ieri ho assistito ad un intervento del dr.De Munari, responsabile dell'osservatorio sulla qualità dell'aria dell'emilia romagna (o di parma, non ricordo..). Dice che a Parma l'autostrada (A1) da un contributo all'inquinamento dello stesso ordine di grandezza della città intera! Dice che il 50% dell'inquinamento che noi misuriamo in un comune viene da fuori comune, poichè si forma come inquinamento secondario. Dice che l'Italia si sta dando un gran da fare per ottenere una deroga alla recente direttiva europea 2008/50/CE sulla qualità dell'aria a causa delle particolari condizioni meteo sfavorevoli del bacino padano. Dice che il ministero dell'ambiente (la Prestigiacomo, ci rendiamo conto??) ha unificato l'APAT (l'ARPA nazionale) con l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e l'Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare, nel nuovo ISPRA, un ente fantoccio a cui son stati bloccati i fondi. Intanto berlusconi dice che bisogna sospendere il protocollo di kyoto per via della crisi finanziaria....semo messi ben!!
A former member
Post #: 782
Oltre a cercare deroghe, rinvii rispetto agli impegni presi a livello internazionale per cominciare a diminure l'inquinamento, ecco i geni dei nostri dipendenti veronesi: hanno trovato la soluzione per far diminuire l'inquinamento a Verona!

Non ci crederete, ma sono riusciti a trovare delle scuse (nuove fermate dell'autobus) per spostare la centralina di rilevamento di Corso Milano (famosa in Italia per essere la piu' inquinata!) in uno dei pochi parchi che ci sono nel quartiere, con una diminuzione del 10% dei valori inquinanti rilevati rispetto al corso.

Che faccia tosta!

Noi a Villafranca del resto aspettiamo ancora che comincino a fare dei rilevamenti seri! L'assessore Adami mi ha confermato qualche giorno fa (l'ho incontrato per caso davanti al comune) che stanno procedendo ad acquistare delle centraline mobili da usare per fare rilevamenti a Villafranca. Ovviamente andremo a vedere dove posizioneranno queste centraline!


karlo





L'Arena - domenica 19 ottobre 2008 cronaca pag. 19

INQUINAMENTO. Il Comitato contesta la nuova dislocazione dell’impianto che «fiuta» lo smog

Aria più respirabile?
No, centralina spostata
di Giorgia Cozzolino


«Non si può parlare di miglioramento dell’aria se la centralina è in un parco anziché sulla strada». A sostenerlo è il comitato Viviamo Corso Milano, che si dice fortemente preoccupato dalle dichiarazioni dell’assessore comunale all’Ambiente, Federico Sboarina, che tendevano a rassicurare la cittadinanza sui livelli di inquinamento da polveri sottili, le cosiddette PM10, valori che sarebbero migliorati nonostante la decadenza dei provvedimenti di blocco del traffico.
«Il 3 aprile scorso abbiamo chiesto alle istituzioni competenti chiarimenti in merito allo spostamento della centralina Arpav da Corso Milano al parco di via Sesini e avevamo espresso perplessità per i miglioramenti (anche al di sopra del 10 per cento) che si stavano verificando dopo lo spostamento», spiega Elena Giacomin, presidente del Comitato. «Arpav ci rispose che lo spostamento si era reso necessario per adeguare la posizione alle linee guida Apat e che in particolare la stazione di Corso Milano «era troppo vicina a un incrocio e alle fronde di alcuni alberi» e, comunque, i miglioramenti che si stavano verificando erano pari ad appena il 10 per cento», prosegue il presidente. «Facciamo presente che la centralina è attualmente posizionata all’interno di uno spazio verde comunale, il parco di via Sesini, al di sotto delle fronde di un albero e attorniata da una siepe. Per questo noi cittadini riteniamo che i dati rilevati nei mesi successivi allo spostamento non siano più confrontabili con il passato».
Il Comitato si domanda quindi: «Come si può parlare di “miglioramento” se la centralina sta monitorando una situazione ambientale di “quartiere” e non di traffico urbano intenso qual è quello di Verona (ben rappresentato da Corso Milano)? In definitiva, la centralina è all’interno di uno dei pochi polmoni verdi di Borgo Milano, poco trafficato e protetto da alcuni alti condomini che lo circondano».
Il comitato non va per il sottile e chiede che «non si cerchino scorciatoie» per la risoluzione di problemi che creano ricadute gravi sulla salute della popolazione e ricordano che si tratta di fatti perseguiti dalla legge penalmente: «É di aprile la notizia del rinvio a giudizio del presidente della Regione Toscana e del sindaco di Firenze per non aver adottato misure di contenimento dei livelli di inquinamento», ricorda Giacomini, «la normativa europea recepita da quella regionale impone l’adozione di piani di risanamento dell’aria e piani di azione da parte delle amministrazioni locali, ben vengano le misure prospettate dall’assessore Sboarina, di divieto alle nokat, ma riteniamo che non siano sufficienti», aggiunge, «e soprattutto prive di valore se non accompagnate dai controlli da parte della Polizia municipale».
A former member
Post #: 5
Si tratta di Verona ma riguarda sicuramente anche noi e la nostra battaglia contro il traffico e la costruzione di nuove strade devastando le zone verdi della nostra cittaà, dal sito www.traforo.it, il sito del comitato contro il traforo delle Torricelle a Verona ho trovato queste due iniziative:

Giovedi 20 Novembre 2008 ore 21.00 presso il teatro Santa Maria Ausiliatrice Verona
assemblea pubblica per fermare il progetto del traforo delle torricelle ed il collegamento autostradale
Interverrà anche il sindaco Tosi

Domenica 23 Novembre 2008 - Piazza Bra "Dammi una mano che la fermiamo" ore 15.00
Assembleae Mani-Festa-Azione imbavagliata contro il Traforo con menestrelli, saltimbanchi, musicisti la “banda in bici”, cavalli e pony ...
Imbavagliati perché non possiamo dire la nostra.
I cittadini sono stati esclusi dal procedimento di valutazione dei progetti dell’autostrada delle Torricelle.
Dobbiamo essere in tanti per formare una lunga catena umana con l’ambizioso obiettivo di chiudere il grande anello attorno ai giardini di piazza Bra!

Dal sito è possibile anche firmare la petizione...

Grazie per l'attenzione
Francesca
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