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Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 147
Martedì 1 Luglio 2008


VILLAFRANCA. Disagi per code nelle vie Sant?Eurosia, Molini, Trieste in città e in via Stazione a Dossobuono
Smog per motori accesi ai passaggi a livello
Spesso ignorato l?obbligo di spegnerli durante l?attesa Si lamentano gli abitanti delle case vicine ai binari






Luca Bolognesi
"Con passaggio a livello chiuso spegnere il motore". La regola c?è sulle quattro strade di Villafranca attraversate dai binari della ferrovia, ma quasi nessuno la rispetta. E così smog e rumore la fanno da padroni. Spesso, quando le sbarre scendono, gli automobilisti sono costretti a soste forzate di cinque-sei minuti, ma molti di loro non pensano a spegnere le macchine.
La situazione diventa più grave con il caldo, perché i conducenti faticano a rinunciare all?aria condizionata nell?abitacolo. E, nel frattempo, l?aria è arroventata dal calore sviluppato dai vari motori accesi. Eppure il cartello non è l?unico riferimento che dovrebbe indurre gli automobilisti a spegnere i veicoli. Lo scorso 14 novembre 2007, infatti, il commissario straordinario Elio Faillaci con l?ordinanza numero 142 aveva predisposto il divieto di mantenere acceso il motore per gli autoveicoli in particolari incroci ed ai passaggi a livello per combattere l?inquinamento.
Via Sant?Eurosia, via Molini e via Trieste a Villafranca, via Stazione a Dossobuono sono esempi lampanti del disagio per i residenti di queste zone e di come i deterrenti non funzionino. «Nessuno spegne la macchina», si lamenta Alice Pascoli, barista di Dossobuono, «e negli orari di punta le auto incolonnate possono diventare 20 o addirittura 30. Come se non bastasse, se per caso il treno è in ritardo, gli autisti suonano, come se servisse a smuovere la coda».
Rumore e tanto smog attanagliano le vie che danno sui passaggi a livello. «Già alle 6,30 non è possibile aprire le finestre di casa», spiega Antonella Bastianello, «perché le macchine della gente che lavora sono già rumorosamente incolonnate». «Inoltre», puntualizza, «quando le sbarre si stanno per abbassare non rallenta nessuno. Piuttosto capita di assistere a pericolose accelerate degne di Le Mans».
«Basterebbe», spiega Giorgio Bonizzato, «che i vigili passassero a controllare qualche volta». Ma per la polizia municipale eseguire verifiche di questo tipo è complesso. Servirebbero molti uomini e azioni mirate a contrastare i trasgressori. Inoltre, la norma che regola le infrazioni sul piano del diritto non è chiara. Il codice della strada non fa riferimenti a casi simili, se non al divieto di tenere il motore acceso in sosta forzata per mantenere in funzione il condizionatore. D?altra parte, i vigili hanno già provveduto ad invitare i conducenti a spegnere le auto ogni qualvolta si sono trovati vicino ai passaggi a livello. La sanzione per chi non rispetta questa norma è una multa da 36 euro, come il divieto di sosta. Ma in casi del genere, più che la repressione, basterebbe soltanto sensibilizzare gli automobilisti a mantenere un comportamento civile.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 151
Mercoledì 2 Luglio 2008

VILLAFRANCA. Raffica di polemiche nell?ultima seduta. L?unica votazione all?unanimità è stata sul bilancio ereditato dalla Giunta di centrosinistra e dal commissario
Il Consiglio s?infiamma sulla cittadella scolastica
L?opposizione denuncia «Manca la firma sull?atto tra Comune e Provincia per far decollare il progetto»

Fabio Tomelleri
Polo scolastico e bilancio accendono le polemiche in consiglio comunale. A far litigare il primo cittadino Mario Faccioli e l?ex sindaco Luciano Zanolli è stata l?interpellanza sulla cittadella degli studi presentata dalla minoranza. I cinque consiglieri di opposizione hanno scatenato la bagarre quando hanno invitato Faccioli a farsi sentire «in modo convincente affinché gli impegni con la Provincia vengano mantenuti». Gli hanno pure chiesto di «proporre iniziative in consiglio provinciale per allontanare i responsabili delle inadempienze». Poi sono andati oltre: hanno proposto che il consiglio comunale approvi un documento per sostenere l?abolizione della Provincia qualora «non si dimostri affidabile e non svolga alcun ruolo utile». Apriti cielo. Niko Cordioli che siede anche in consiglio alla Loggia di Frà Giocondo, non ci ha visto più:: «Dire che l?ex amministrazione ha fatto tutto e la Provincia nulla è un modo becero di esporre i fatti. Ricordo il mio impegno e quello di Mario Faccioli in Provincia per il polo e l?ampliamento del Medi».
Il sindaco ha ricordato che «l?accordo di programma tra Provincia e Comune non è mai stato firmato perché l?amministrazione Zanolli era caduta». Poi se l?è presa con il comportamento del preside del Medi, Mario Bonini, che aveva sollecitato la Provincia a trovare le nuove aule nell?ex distretto dell?Ulss, di proprietà della casa di riposo Morelli Bugna. «La trattativa», ha detto Faccioli, «era solo verbale e la commissione comunale, che ne era informata, non aveva poteri per decidere».
Poi, nuova scaramuccia tra l?ex sindaco Zanolli e il sindaco Faccioli. Ha iniziato il primo: «Non è il caso che il primo cittadino continui a entrare e uscire dalla porta quando si discutono questi argomenti». La reazione non si è fatta attendere. Dopo un?altra affermazione politica di Zanolli, Faccioli lo ha interrotto: «Continua con le balle». Zanolli ha quindi concluso: «Ritiro il mio intervento visto che la maleducazione sta imperando». E il sindaco è invece uscito dall?aula.
Ha fatto discutere pure la prima variazione del bilancio 2008, di 200 mila euro. È stata votata solo dalla maggioranza e l?opposizione si è astenuta. Zanolli ha criticato i 75 mila euro di spesa per una commissione che convaliderà i Piani di recupero urbanistico e ambientale (Pirue) presentati da Comune e privati. «Sono spesi per niente», ha osservato, «e la procedura mi sembra inadeguata».
Voto unanime, anche se per opposte ragioni, per il bilancio del 2007, che si è chiuso con un avanzo di 434 mila euro. Lucio Cordioli, del Pdl, al pari della "ragion di Stato", ha invocato la «ragion di Comune», per approvare un piano «che abbiamo sempre criticato negli anni scorsi». «Un risparmio sui costi c?è stato», ha detto Zanolli, «ma è stato assorbito dagli aumenti per lo smaltimento dei rifiuti».
Nicola Terilli, ha definito l?approvazione un voto di «buon senso». «Se l?amministrazione di centrosinistra fosse caduta prima», ha osservato Filippo Dalfini, della Lega Nord, «l?avanzo sarebbe stato doppio».
Graziano Tovo, del Partito democratico, ha chiesto perché nel 2008 sia stata introdotta l?addizionale Irpef «se i conti del 2007 si sono chiusi con un avanzo». «È assurdo»,ha aggiunto, «limitarsi a dire che si fa buona amministrazione risparmiando. Bisogna verificare se i servizi continuano a rispondere alle esigenze della popolazione». Enrico Ortombina, capogruppo del Pdl, ha definito quello della maggioranza «un voto tecnico». «Non condividiamo», ha detto, «le scelte dell?amministrazione Zanolli riguardanti le società partecipate Gsi e Morenica».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 152
Mercoledì 2 Luglio 2008

Lucio Cordioli attacca i piani urbanistici

I piani di riqualificazione urbanistica sono dei veri e propri piani di lottizzazione, anzi di «occupazione del verde». Lo ha ribadito in consiglio comunale Lucio Cordioli, del Pdl. «Ribadisco la mia convinzione», ha detto Cordioli, «che quelli approvati dall?ex sindaco Zanolli per la maggior parte non sono piani di riqualificazione ma lottizzazioni vere e proprie». Ha quindi citato la storia romana. «Non siamo affetti, come l?amministrazione precedente, dalla sindrome della "Delenda Cartago", ovvero della distruzione a tutti i costi come fecero i Romani con Cartagine. È proprio per questo che la giunta Zanolli si era conquistata il termine di "palazzinara"». Le dichiarazioni di Cordioli hanno scatenato la reazione di Zanolli.F.T.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 153
Mercoledì 2 Luglio 2008

E poi la serata di fuochi rischia di saltare per un guasto elettrico

Guasto alle centraline dei fuochi d?artificio. Per questo motivo, lunedì sera, la manifestazione conclusiva della sagra dei Santi Pietro e Paolo, è iniziata con un?ora di ritardo. Ma, fino a mezzanotte, l?inconveniente ha rischiato di mandare a monte il tradizionale spettacolo pirotecnico.
C?erano migliaia di persone ad attendere i fuochi e già qualche minuto dopo le 23 i vigili urbani hanno fatto sgomberare, per motivi di sicurezza, l?area intorno al castello. Gli organizzatori, preoccupati del possibile arrivo del maltempo, avevano infatti deciso di anticipare di circa mezz?ora lo show pirotecnico.
L?imprevisto è accaduto però dopo le prime esplosioni. L?alimentazione elettrica delle 46 centraline pirotecniche piazzate intorno al castello è andata in tilt, bloccando il lancio dei fuochi d?artificio e costringendo l?organizzazione ad un intervento d?emergenza. «Originariamente l?inizio dello show era previsto per le 23,45, ma avevamo ricevuto notizie meteorologiche che annunciavano brutto tempo», ha spiegato poi l?assessore alle manifestazioni Gianni Faccioli, «e abbiamo quindi deciso di iniziare lo spettacolo con un leggero anticipo». Intorno alle 23,30 infatti i primi coloratissimi fuochi artificiali avevano illuminato a giorno il castello. Dopo l?iniziale stupore, con il passare dei minuti tra i presenti ha iniziato a serpeggiare un certo fastidio, sfociato perfino in sonori fischi di disapprovazione. Alcune persone sono andate via. A mezzanotte e un quarto, finalmente, lo show è iniziato. Per un quarto d?ora circa, le migliaia di persone hanno ammirato a naso in su i fuochi artificiali che, a detta di molti, «così belli non se ne vedevano da anni».
«I tecnici intervenuti hanno svolto un lavoro esemplare», ha voluto precisare l?assessore Faccioli, «riuscendo a risolvere, al buio e in tutta fretta, un guasto che anche gli addetti ai lavori definiscono rarissimo. Un grazie particolare al sindaco Mario Faccioli, che si è dimostrato super anche in questa situazione, contribuendo in prima persona alla riparazione del guasto». «È solo una leggenda metropolitana», ribatte il sindaco ridendo. «Non ho fatto assolutamente nulla di straordinario».MA.VE.
A former member
Post #: 293
Giovedì 3 Luglio 2008

VILLAFRANCA. Annunciata una mozione da votare in Consiglio comunale per mettere fine ai ritardi e ai disagi
L?ospedale è incompiuto Il Comune alza la voce
La maggioranza chiede alla Regione e all?Ulss di riattivare il «Magalini» entro il prossimo autunno


Fabio Tomelleri
È un contenitore riempito solo a metà. Il suo ampliamento non è ancora iniziato. Per l?ospedale Magalini il ritorno alla normalità sembra un miraggio. Ma ora il Comune alza la voce. E, in una conferenza stampa, la maggioranza annuncia una mozione che sarà poi presentata al prossimo consiglio comunale. Il documento, qualora venisse approvato, darà mandato al sindaco e alla giunta di presentarsi sia alla conferenza dei sindaci dell?Ulss 22, sia dall?assessore regionale alla sanità Sandro Sandri per chiedere l?apertura completa dell?ospedale fin dal prossimo autunno. Nella mozione il Comune chiederà l?attivazione di tutti e 72 i posti letto e di tutta l?area medica, costituita dai reparti di medicina generale, cardiologia, gastroenterologia, pneumologia.
Il sindaco e i suoi delegati chiederanno pure l?adeguamento e il potenziamento della riabilitazione,della lungodegenza, del reparto di radiologia, che dovrà funzionare 24 ore su 24, con l?installazione di un apparecchio per la Tac, la riattivazione del centro trasfusionale e delle attività di laboratorio. Verrà chiesta l?attivazione del pronto soccorso con servizio di emergenza 24 ore su 24, per far in modo che venga garantita la sorveglianza notturna.
Inoltre, nei week end si chiederà l?applicazione di un coordinamento dei caposala e di una guardia medica condivisa. Per l?amministrazione comunale il progetto è sostenibile ed immediatamente attuabile per dare «ai cittadini la risposta immediata che attendono». «Non si tratta di un libro dei sogni», ha detto Maurizio Facincani, presidente del Consiglio, «ma di un percorso che ritengo rispettoso e in linea con quanto già programmato dalla Regione».
Una seconda fase della mozione riguarderà l?avvio della costruzione della piastra sanitaria che servirà a completare il polo sanitario, portandolo a 216 posti letto con l?attivazione di tutti gli altri reparti, compresa la chirurgia. Per il Comune si tratterà di riuscire ad arrivare, nel più breve tempo possibile, all?approvazione del progetto e al suo finanziamento da parte della Regione. Per questo il sindaco Mario Faccioli si è assunto l?impegno «di farmi portavoce sia nell?assemblea dei sindaci dell?Ulss 22 sia dall?assessore regionale alla sanità Sandro Sandri. Sarà un documento forte per un mandato altrettanto forte che dia una risposta concreta a questo territorio. Per questo sarà importante che tutte le parti politiche, comprese le minoranze, condividano la mozione». «Anche la seconda fase, quella che porterà al completamento dell?ospedale», ha ricordato Paolo Cerioni, «ha la sua priorità, i tempi sono stretti e la gente ha bisogno di un ospedale efficace».
«Compito dell?amministrazione», ha detto Alessio Adami, vicesindaco della Lega Nord, «sarà quello di fornire alla popolazione una fotografia di quello che si sta facendo e che si farà. Da parte nostra c?è l?impegno nel fare lavoro di squadra». «Faremo di tutto», ha spiegato Giovanni Codognola, segretario circoscrizionale della Lega Nord, «affinché l?impegno preso in campagna elettorale venga portato avanti». «Come consiglieri comunali», ha spiegato Lucio Cordioli, del Pdl, «stimoleremo la giunta affinché gli interventi di competenza del Comune su parcheggi e viabilità vengano inseriti nel piano di assetto territoriale».
Francesco Pennacchia, del Pdl, ha ricordato che «nel portare avanti la questione troveremo l?appoggio degli assessori regionali alla sanità e ai lavori pubblici Sandri e Giorgetti». «L?ospedale», ha ricordato Niko Cordioli del Pdl, «è uno dei temi cardini che ci siamo posti come obiettivo in questo mandato».
E se la Regione non ascolterà, il centrodestra di Villafranca sarà pronto a portare la gente in piazza? «Scendere e protestare in piazza non avrebbe senso», risponde il sindaco, «crediamo nella pianificazione. Se ci saranno cambiamenti di percorso rispetto a quanto stabilito ognuno si assumerà le proprie responsabilità».
A former member
Post #: 294
L'Arena - giovedì 03 luglio 2008 provincia pag. 21

LA PROTESTA. Il fronte dei primi cittadini pronti a scendere in piazza senza coinvolgere le altre regioni: «Se la nostra idea è condivisa, saranno gli altri ad accodarsi»
«Devolution», i sindaci veneti corrono da soli

di Paola Dalli Cani

Sono pronti a scendere in piazza con la fascia tricolore e il gonfalone del Comune come vessillo, ma vogliono che la protesta sia un?iniziativa esclusivamente veneta: «No al coinvolgimento di altre Regioni in ragione della difesa delle specificità venete. Se poi la nostra idea è condivisa, saranno gli altri ad accodarsi». E? così che, in municipio a Rubano, in provincia di Padova, i venti sindaci presenti hanno risposto alla proposta di Vanni Mengotto, presidente dell?Associazione dei comuni del Veneto, di allargare il fronte dei sindaci anche alle altre regioni.
Un no «bulgaro» da parte di sindaci che lamentano disparità di trattamento tra regioni e regioni, ma anche di quelli che guidano i Comuni di confine e che fanno le spese della cosiddetta «sperequazione regionale». La delegazione veronese, capitanata dal sindaco di Soave Lino Gambaretto, era composta anche dai colleghi Silvio Gandini (Legnago) e Alberto Martelletto (Colognola). Mario Faccioli (Villafranca) ha dovuto dare forfait per impegni in Consiglio comunale ma ha seguito da vicino l?incontro. «L?Anci regionale, pur avendo lamentato di essere stata poco coinvolta, sposa in pieno la protesta dei sindaci che chiedono la compartecipazione al 20 per cento del gettito dell?Irpef e una soluzione ai capestri imposti dal patto di stabilità», spiega Gambaretto. «Giusto non spendere più di quel che si ha nel portafoglio», gli fa eco Gandini, «ma non è possibile che il patto di stabilità sia stato definito su una spesa storica che non tiene conto delle nuove esigenze dei Comuni e della situazione attuale».
Su due questioni si stanno confrontando i sindaci che entro la fine del mese dovranno redigere un documento unitario da proporre al sottosegretario all?Economia Alberto Giorgetti: sarà poi lui, come si era impegnato a fare una settimana fa davanti ai sindaci veneti riuniti a Soave, a sottoporlo al Governo nella stesura della Finanziaria.
Due, come detto, le questioni, entrambe scaturite dal disagio quotidiano dei sindaci: la prima, quella con cui si chiede di poter disporre direttamente del 20 per cento del gettito dell?Irpef, era stata partorita da Antonio Guadagnini, sindaco di Crespano. La seconda, quella di trovare soluzioni che concilino il contenimento della spesa pubblica (che ispira il patto di stabilità) con l?esigenza di amministrare nell?interesse della popolazione, era stata sollevata da Gambaretto.
«La prima cosa da fare è creare un fronte compatto e il più rappresentativo possibile, e l?Anci si è già impegnata a mettersi a disposizione come propulsore delle nostre iniziative per avere autonomia e maggiore capacità di spesa», aggiunge Gambaretto.
Bisogno stringente, questo, per non incamminarsi sulla strada della riduzione dei servizi: Franco Bertaso, sindaco di Castel d?Azzano, è stato costretto a ridurre il servizio dell?ufficio anagrafe. Alcuni suoi colleghi veneti dei centri minori si sono detti pronti, se le cose non cambiano, a restituire le chiavi del municipio, «perchè le incombenze son sempre di più e le risorse sempre di meno».
Alberto Martelletto non si tira indietro, anzi, lancia la sfida ai parlamentari: «Noi siamo trasversalmente compatti e arrabbiati, questo è il banco di prova per i parlamentari. E? adesso che possono dimostrare se sono più attenti alle richieste del territorio o alle logiche della politica. Non c?è più spazio per la demagogia», tuona il sindaco di Colognola, «c?è il grido di dolore di 400 sindaci che si impone e ci aspettiamo una risposta corale da parte di tutti i parlamentari veneti, a prescindere dallo schieramento a cui appartegono».


Parla Faccioli, sindaco di Villafranca
Niente investimenti
e progetti: un disastro

«La più grande frustazione da sindaco? Non riuscire a fare investimenti proporzionati alle potenzialità di Villafranca». Mario Faccioli occupa da due mesi la poltrona di primo degli oltre 31 mila abitanti di Villafranca, e gli son bastate otto settimane per mandare in pezzi i suoi sogni di servizi per i suoi cittadini. «Son pronto a rinunciare ad un marciapiede o a una strada perchè le priorità sono servizi sociali, per i giovani e per le famiglie, ma la verità è che siamo costretti ad amministrare facendo zero investimenti e quindi zero progetti». Si appella ai colleghi veronesi perchè, dice, «Verona deve dimostrare di essere compatta come le altre province in questa mobilitazione trasversale e territoriale», e lancia l?appello forte ai colleghi ad ingrossare le file del movimento dei sindaci. Del resto lui era l?unico veronese presente all?incontro con cui, in Prefettura a Padova, era iniziata la crociata per la devoluzione del 20 per cento dell?Irpef. Se ci sono stati forfait nelle passate occasioni di incontro o nelle adesioni ai documenti di protesta e proposta «è solo perchè siamo oberati da mille impegni, ma l?esigenza è di tutti», aggiunge, e si aspetta di fare il pienone al prossimo incontro proprio a Villafranca. Da Legnago Silvio Gandini apre anche le porte di casa sua, «perché è prioritario coinvolgere il maggior numero di sindaci possibile». Del resto la posta in gioco lo richiede, «perché la situazione è insostenibile. Già non possiamo utilizzare in modo autonomo, tempestivo ed effettivo le risorse, e questo comporta lo slittamento delle opere pubbliche o il loro blocco parziale, ora ci si mette anche l?abolizione dell?Ici ad imporre una nuova dipendenza dal governo centrale». È ora, dunque, di federalismo, «perché la quota di trasferimenti pro capite del Veneto è tra le più basse d?Italia. Lo abbiamo scoperto con lo studio commissionato dall?Anci all?università Bocconi». Gandini parla da vice presidente dell?Anci Veneto quando ribadisce il «pieno appoggio all?iniziativa dei sindaci sulla compartecipazione al gettito dell?Irpef», ma parla da sindaco di oltre 25 mila legnaghesi quando spiega che «proprio da qui possono arrivare le risorse che i sindaci legittimamente reclamano».P.D.C.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 159
giovedì 03 luglio 2008 provincia pag. 25

VILLAFRANCA. Lettera di Sommaruga

Il geologo: «Mai
rilasciate interviste»

Cara Arena, martedì 24 giugno, nella pagina 27 dedicata al villafranchese, è comparso un articolo dal titolo: «Caluri, giallo alla discarica-Il geologo: «Sparite le carte». In esso si narra il furto, avvenuto nel mio studio, di mie relazioni tecniche relative agli studi da me effettuati in 15 anni sul fondo della cava-discarica di Caluri.
Vorrei chiarire qui alcuni punti, a scanso di equivoci con i locali Amministratori della cosa pubblica, dal momento che da vent?anni lavoro onestamente per quel Comune senza debordare dal mio ruolo di tecnico con atteggiamenti di valenza politica: 1) L?articolo non è frutto di una intervista da me sostenuta, ma racconta quanto da me esposto in una denuncia del fatto da me rilasciata ai carabinieri. 2) Il testo di tale denuncia non è stato da me rilasciato alla stampa, ma trasmesso a persona di mia fiducia affinché mi procurasse un abboccamento con un magistrato, sin qui mai avvenuto. 3) La foto che compare nella finestra a fianco dell?articolo è un?immagine di archivio. 4) Il fatto s?inserisce nelle vicende politiche veronesi relative alla molto discussa cava-discarica di Caluri, ma esso è, prima di tutto, mio personale.
Michele Sommaruga
Geologo
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 162
Sabato 5 Luglio 2008

VILLAFRANCA. Ancora una volta un fidanzato ha usato il monumento per dire «Ti amo»
Nuova scritta al castello Piaga per il Comune
Muro deturpato con lo spray Per farlo pulire serviranno mesi per avere il nulla osta e soldi per pagare la ditta
Installeremo telecamere anche sul lato che guarda verso l?ospedale
LUCA ZAMPERINI
ASSESSORE AL PATRIMONIO

Fabio Tomelleri
Sono l?incubo di tecnici e operai del Comune. Le scritte vandaliche sulle mura del castello, da sei mesi a questa parte, sono un fenomeno che si ripete in maniera preoccupante. L?ultima iscrizione, lunga una ventina di metri, era stata appena cancellata quando, a pochi metri di distanza, sulla torre d?angolo a sud, ne è comparsa subito un?altra. Molto più piccola ma altrettanto fastidiosa da togliere. Tracciata con uno spray di color fucsia è lunga un?ottantina di centimetri ed è alta circa mezzo metro. C?è scritto: «Mogue ti amo».
Per toglierla non basterà un semplice colpo di spugna. Il castello è, prima di tutto, un monumento e, come tutti i monumenti, quando subisce un danno per il ripristino occorre un restauro accurato. Ogni volta che accade un episodio del genere gli uffici tecnici comunali contattano un restauratore di fiducia che analizza il tipo di vernice con cui è stato imbrattato il muro. Poi manda l?incartamento con l?ipotesi di ripristino alla soprintendenza ai beni ambientali, che controlla e convalida il progetto. Quindi inizia l?intervento vero e proprio, con la cancellazione dei segni, la pulizia del muro e la stesura di una vernice protettiva. Dall?inizio della proceduta alla sua conclusione passano circa tre mesi.
Il restauro delle pareti, ovviamente, non è a costo zero, chi paga è sempre la collettività. Per cancellare la mega scritta tracciata mesi fa il Comune spese 1.200 euro. Per togliere quella nuova forse spenderà un po? meno. Ma si dovrà attendere almeno un mese e mezzo prima di poter rivedere il muro tornare com?era prima.
I vandali del castello non sembrano scoraggiarsi nemmeno di fronte alle denunce. Ogni volta che i responsabili comunali rilevano una scritta abusiva scatta immediatamente una denuncia contro ignoti, che viene inoltrata dai vigili urbani in Procura. Così è stato sia per la scritta grande già cancellata, sia per quella più recente. Gli autori di questi atti agiscono nell?ombra. Non a caso il luogo in cui colpiscono è quasi sempre lo stesso: il lato del castello che si affaccia su via Roma in direzione di Mantova. Un motivo c?è: è l?unico punto del monumento che non è sorvegliato dalle telecamere. Gli occhi elettronici, installati dal Comune qualche anno fa in cima alla torre principale per sorvegliare il patrimonio, non riescono a vedere oltre la cinta interna.
I segni tracciati con lo spray alla lunga possono rovinare le mura. Specialmente se vengono utilizzate sostanze di tipo diverso e se la vernice, anziché il sasso, intacca la calce che tiene unite pietre e mattoni. All?amministrazione comunale questo problema è noto da tempo, tanto che c?è già qualche soluzione in atto. «Dei quattro lati del castello», conferma Luca Zamperini, assessore al patrimonio, «quello verso il mantovano è l?unico che non è videosorvegliato e che ci crea problemi. Stiamo già pensando al rimedio. Installeremo telecamere su quel lato del castello. Oltre alle mura gli occhi elettronici, che saranno almeno due, ci permetteranno di sorvegliare pure l?area davanti all?ospedale Magalini».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 163
Domenica 6 Luglio 2008

VILLAFRANCA. Il capoluogo circondato da Comuni che non hanno raccoglitori nelle vie. Alle porte di Alpo immondizia lungo la strada
I cassonetti diventano discariche di paesi vicini
I cittadini che non seguono le regole della raccolta porta a porta vengono a scaricare i rifiuti in città
La scelta migliore per noi è la differenziata Ora si deve capire come farla

ALESSIO ADAMI ASSESSORE ALL?ECOLOGIA

Luca Bolognesi
Villafranca è circondata da paesi che hanno la raccolta di rifiuti porta a porta. Ma gli indisciplinati di questi comuni stanno sommergendo di immondizie i cassonetti della città. I problemi più grossi nelle frazioni di confine, costrette a sopportare il cosiddetto "nomadismo del rifiuto". In via Sant?Eurosia verso Povegliano, i cassonetti vicini al comune di Sommacampagna sono solo alcuni esempi di come non tutti i cittadini non villafranchesi si siano ancora adeguati al nuovo sistema di raccolta rifiuti che non prevede contenitori in strada. Emblematico da questo punto di vista è il caso di Alpo, unica frazione villafranchese impegnata in un progetto pilota di raccolta porta a porta. Proprio lì, un cassonetto che è a pochi metri dal paese, è costantemente inondato di rifiuti.
«Questo cassonetto stracolmo di immondizie», spiega Carlo Reggiani, abitante dell?Alpo e rappresentante del gruppo "Amici di Beppe Grillo", «rappresenta molto bene la situazione in cui verteva la nostra frazione fino a qualche tempo fa. Noi abitanti siamo molto soddisfatti di come il progetto stia procedendo, anche se ci sono difficoltà nel conoscere i dati sulla raccolta rifiuti. In Comune c?è poca trasparenza».
Agli abitanti di Alpo, infatti, vengono consegnati sacchetti diversi per ogni tipo di rifiuto. Per ciascun giorno della settimana, c?è la raccolta di immondizie diverse, che vengono lasciate dalla popolazione fuori dalla propria abitazione per essere prese. «Alla consegna dei sacchetti per i rifiuti», continua Reggiani, «il nome di ogni famiglia che riceve i contenitori viene annotato su un registro. In questo modo, chi non utilizza i sacchetti e quindi chi non si adopera per la raccolta porta a porta è facilmente individuabile».
Proprio il gruppo di Beppe Grillo ha esposto il problema dello smaltimento e delle possibili soluzioni all?assessore all?ecologia Alessio Adami. «Effettivamente», risponde lui, «il problema del nomadismo è reale nelle zone confinanti con altri comuni. Abbiamo chiesto agli amici di Grillo di portare pazienza perchè stiamo valutando quali possano essere le migliori soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti». Attualmente Villafranca utilizza una raccolta differenziata a cassonetti. «Non siamo uniformati ai comuni limitrofi», ammette Adami, «ma non vogliamo contestare le scelte del passato. La via è sicuramente quella della raccolta differenziata, ora bisogna capire quale sia il modo migliore per farla».
Dai dati di Legambiente del 2006 emerge chiaramente come i comuni interessati dalla raccolta porta a porta siano molto più avanti rispetto a Villafranca con la raccolta differenziata. La città fece registrare il 39 per cento di rifiuti differenziati (ora la quota è al 43) rispetto al 75 per cento di Sommacampagna ed il 64 per cento di Povegliano.
Uno dei grandi vantaggi del porta a porta è il numero di rifiuti ridotto per ciascun abitante. Per Villafranca, questo dato è di 557 chili di immondizie all?anno per abitante rispetto ai 315 di Sommacampagna ed ai 350 di Povegliano. «Il risparmio derivante dalla raccolta porta a porta», spiega Michele Bertucco, presidente di Legambiente, «è evidente per due motivi. Meno rifiuti vengono prodotti e meno ne vanno smaltiti in discarica. Inoltre, sono minori i costi di raccolta».
A former member
Post #: 109
Avanti così: sensibilizzazione, informazione e pressione per fare presto.
VIA SUBITO I CASSONETTI dalle piste ciclabili!!!

Incontri con i comuni confinanti per l'integrazione e la conoscenza delle modalità.

Ricordo i dati dell'ultimo Rendiconto 2007 degli oneri per la raccolta dei RIFIUTI:

TARSU del ns. Comune (Rendiconto 2006 e 2007):

2005 2006 2007 (incr. 2007/2006)
Gettito della tassa: 2.789.141,04 eu. 3.213.006,07 4.005.097,31 ( + 24.6% )
Costo del servizio 3.075.212.69 eu. 3.354.148,33 4.113.190,53 ( + 22.6% )
% di copertura 91,62% 97,79% 99,09%

Stiamo pagando preoccupanti incrementi della tassa, amici e Alessio Adami: MUOVIAMOCI!
Elìa
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