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Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 166
Su una discarica siamo d'accordo, a questo punto speriamo di esserlo anche per Caluri

martedì 08 luglio 2008 provincia pag. 24

Continua la battaglia legale tra Comune e Provincia per impedire
l?apertura della discarica di Gazii
di Fabio Tomelleri

Continua la battaglia legale tra Comune e Provincia per impedire l?apertura di una discarica di fanghi di marmo a Gazii. Mario Faccioli, che è sia sindaco di Villafranca sia consigliere in Provincia, annuncia che stavolta è schierato da una parte sola, quella del Comune e dei villafranchesi, contrari all?avvio dell?impianto della Marmo Ambiente.
La nuova puntata è questa: Giancarlo Biancardi, dirigente del servizio legale della Provincia, il 24 giugno scorso ha incaricato gli avvocati Riccardo Ruffo di Verona e Andrea Manzi di Roma di difendere l?amministrazione provinciale nell?appello presentato dal Comune al Consiglio di Stato il 21 aprile scorso. Il municipio di Villafranca aveva infatti chiesto ai giudici romani di sospendere il permesso per la discarica, firmato il 3 settembre 2007 dal dirigente del settore ecologia provinciale Ferdinando Cossio. Il ricorso al consiglio di Stato era stato deciso dal commissario prefettizio, Elio Faillaci, dopo che il Tribunale amministrativo regionale di Venezia aveva respinto la stessa richiesta.
La patata bollente è poi finita sul tavolo del sindaco Mario Faccioli che ha dovuto scegliere se continuare il duello contro la Provincia. E lui ha scelto di portare avanti la battaglia iniziata da Faillaci. Non vede nessun "conflitto di interesse" nel fatto di essere sia nell?amministrazione comunale sia nel consiglio della Loggia di Frà Giocondo. Dice: «Ero contrario alla discarica quando ero solo consigliere provinciale e lo rimango adesso che sono anche primo cittadino. Non c?è conflitto, ma equilibrio».
Ma il legale che difenderà la Provincia contro il Comune verrà pagato con i soldi del bilancio approvato dal consiglio provinciale di cui anche lei fa parte, mentre la scelta del difensore del Comune è in capo al sindaco, che è sempre lei: non rischia di esserci una confusione tra i ruoli?
Non bisogna farne una questione politica. Il procedimento del Comune è iniziato prima che diventassi sindaco. Il dirigente provinciale, invece, decide ciò che è giusto in piena autonomia secondo le competenze che gli sono attribuite dalla legge Bassanini. L?autorizzazione della discarica da parte del settore ecologia provinciale è una scelta tecnica che non ho condiviso e che continuo a non condividere. Non c?è quindi nessun conflitto, si tratta solo di questioni di natura tecnica.
Non pensa che, dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato non sospenda l?autorizzazione?
Aspetto le decisioni dei giudici, vedremo come andrà a finire, quello che so io è che l?ufficio provinciale si dovrà assumere le proprie responsabilità così come noi ci siamo assunti le nostre. Personalmente sono convinto che abbiamo ragione noi, ma sarà il tribunale a dire chi avrà torto.
In che modo aveva manifestato la propria contrarietà alla discarica quando era in consiglio provinciale?
L?anno scorso presentai un ordine del giorno in cui invitavo la Provincia a sospendere la pratica e a rivederla.
Fu poi votato quel documento?
No. Lo ritirai perché molti consiglieri di minoranza avevano osservato che mi addentravo in questioni tecniche che non erano di competenza del consiglio, creando un precedente.
E ora, da sindaco, farà quello che non ha potuto fare in consiglio provinciale?
Io non mi fermo. Continuo a pensare che la valutazione degli uffici provinciali sia sbagliata.
A former member
Post #: 319
L'Arena - Lunedì 14 Luglio 2008


CIRCOLO PINK. La domenica del secondo centro della provincia «animata» dalla manifestazione contro la discriminazione. Con musica, slogan e attacchi al Comune
Protesta gay «blindata», ma tutto fila liscio
Gran spiegamento di forza pubblica a Villafranca. E il sindaco contestato segue tutto seduto a un bar


Morello Pecchioli
Anche se, alla fine, non è accaduto nulla di quello che si temeva, quella di ieri non è stata una domenica come tutte le altre per Villafranca. La protesta del Circolo Pink contro il divieto dell?amministrazione Faccioli al "Sunday gay pride", la festa dell?orgoglio omosessuale prevista al circolo Arci Kroen in località Parà, nei campi oltre gli impianti sportivi, ha animato il passeggio domenicale dei villafranchesi e dirottato un gran numero di curiosi, attirati dalla musica dei Pink e dallo spiegamento delle forze dell?ordine, in via Garibaldi.
I manifestanti, una quarantina di persone, si sono piazzati davanti all?ex teatro Verdi, stendendo striscioni, poster e cartelloni sui gradini e sulla facciata dell?edificio e sugli antistanti marciapiedi. Sull?altro lato della strada, tra il municipio e il bar Garibaldi, a cavallo dell?incrocio con via Rinaldo, si sono sistemati gli uomini e i mezzi inviati dalla questura per prevenire disordini: 60 uomini tra poliziotti in tenuta antisommossa, carabinieri del battaglione mobile di Mestre, vigili urbani di Villafranca; camionette, pantere, gazzelle.
Il Circolo Pink ha affidato ai manifesti, alla musica diffusa da un impianto stereo alimentato da un generatore di corrente, e alle parole di Giovanni Zardini, presidente del circolo, i motivi della protesta. Appeso alle serrande abbassate del Verdi un grande striscione rosa recitava: «Uccisi dalle barbarie, sepolti dal silenzio. Circolo Pink Verona». Altri erano diretti contro l?amministrazione: «Non ci avete dato la festa ci prendiamo la strada» «Meglio froci che fascisti» «Meglio froci che Faccioli» «Siamo sbarcati a Villafranca grazie a Faccioli» «We love Villafranca». Nessun incidente. Un signore, transitando in macchina davanti al Verdi, ha urlato qualcosa contro i manifestanti che hanno contraccambiato con un «vaffa».
«Che venga proibita una festa è un paradosso», ha sottolineato Zardini, «il circolo Arci Kroen ha organizzato altre feste e non gli è stato detto niente. Solo la nostra è stata negata. Villafranca ha una giunta fascista. Denunciamo la presa di posizione omofoba e razzista dell?amministrazione Faccioli. Avevamo le carte in regola ma abbiamo rinunciato per non mettere nei casini il circolo che ci ospitava, l?Arci Kroen. Ma non potevamo rassegnarci a nasconderci. Ecco perchè abbiamo scelto questa manifestazione di visibilità».
«Ringraziamo il sindaco Faccioli», ha aggiunto Zardini ironicamente, «per la botta di visibilità che ci ha regalato. Guardate che spiegamento di forze dell?ordine: migliaia di euro spesi inutilmente. Se ci lasciavano fare la nostra festa in campagna non sarebbe successo niente. E invece abbiamo dovuto trasferirci qui. È triste pensare che proprio domani (oggi per chi legge) ricorre il 13° anniversario della vergognosa mozione del comune di Verona, sindaco Michela Sironi, che rigettava la risoluzione di Strasburgo che parificava i diritti degli omosessuali a quelli degli etero. Dopo 13 anni siamo ancora costretti a rivendicare i nostri diritti».
Laurella Arietti, vicepresidente trans del Circolo Pink, candidato sindaco alle ultime amministrative di Verona, aggiunge: «Il nostro è un sit-in variopinto e pacifico. Dimostriamo con la musica, i balli e i discorsi che non vogliamo mollare nè scomparire. La presa di posizione della Fiamma Tricolore che ha cercato di farci passare per gente pericolosa, era falsa. Alla festa era prevista la partecipazione di tre-quattrocento persone: omo, etero, trans. Il nostro è un circolo molto traversale».
Pochi metri più in là. seduto a un tavolino esterno del bar Brasil, il sindaco Faccioli è insieme all?assessore Riccardo Maraia. «La decisione di proibire la festa al circolo Arci Kroen è stata presa dalla giunta all?unanimità. Perchè? Questioni urbanistiche: quell?area è agricola, c?è una casa dove si è fatto un circolo privato in attesa di condono. Non sono previste manifestazioni pubbliche. In luglio erano in programma tre feste, due sono state fatte, una si farà. Questa non era in programma. L?Arci è riservato a soci, questi non lo sono. E non è vero che abbiamo minacciato il proprietario. Sì, lo so che in passato quando c?era il circolo Adrian, l?area fu concessa per feste di estrema destra, ma io non c?entro con quel passato. Sono il sindaco di adesso, rispetto le regole e le faccio rispettare. E mi dispiace che questo rispetto sia stato strumentalizzato».


«No a discriminazioni» «Faccioli ha ragione» E Villafranca si divide


Matteo Venturelli
Diversi i pareri dei villafranchesi (e non) che hanno assistito alle tre ore e 40 minuti- dalle 18 alle 21,40- di protesta. Curiosi venuti apposta per vedere «quello che succedeva», cittadini e famigliole in passeggio, altri di passaggio. Qualcuno ha espresso ai manifestanti la propria solidarietà, uno passando in auto li ha insultati, altri hanno detto al sindaco Mario Faccioli, presente per tutto il pomeriggio, che erano d?accordo con la sua scelta.
Pro manifestazione era una signora, M.C. (quasi tutti hanno preferito dare soltanto le iniziali), sui 40 anni presente con la famiglia di fronte al municipio: «Non permettere ai membri del Circolo Pink di organizzare la festa è stato sbagliato: non è giusto fare differenziazioni in base alle tendenze sessuali. Vedendo questa pacifica manifestazione sono convinta che l?amministrazione abbia commesso un errore». «Ho sentito che il sindaco non ha concesso l?autorizzazione», ha aggiunto Giuliano G., «per motivi di sicurezza. Temo che in realtà si tratti di discriminazione sessuale. E credo che bisognerebbe tornare subito a votare». «Hanno tutti diritto a manifestare le proprie idee», ha aggiunto Paola B., «e trovo ridicolo un tale spiegamento di militari. Di che cosa avevano paura in Comune, di risse e sommosse?».
Valerio T., diciottenne, in compagnia di amici, ha detto: «Secondo noi Villafranca non è una città fascista, ma amministrata con fermezza. Crediamo che feste gay e transessuali non dovrebbero esserci per nessun motivo. Troviamo ridicola una protesta con parrucche e travestimenti». Francesco R., mostrando orgoglioso un fazzoletto con croce celtica nel taschino della camicia, ha elogiato la decisione dell?amministrazione: «Il sindaco ha fatto bene a non autorizzare una festa del genere. Trovo una vergogna che uomini e donne omosessuali pretendano di avere tutti gli stessi diritti delle altre persone».
Un signore sui cinquant?anni, contrario alla manifestazione, se l?è presa con Faccioli: «Se avesse concesso la festa non avremmo avuto questo circo in strada». Il riferimento era per Giovanni Zardini che indossava una parrucca fucsia alla Marge Simpson. Uguale il parere di Carlo Ferrarese, ex coordinatore di Forza Italia e ora del Ppe: «Sono del tutto contrario a questa manifestazione. Che si sarebbe evitata se fosse stata autorizzata la festa. Così il Circolo Pink ha avuto il suo momento di notorietà».
A former member
Post #: 327
L'Arena - Mercoledì 16 Luglio 2008


VILLAFRANCA. Il direttivo provinciale del Carroccio usa la mano pesante nei confronti dei suoi iscritti dopo l’annuncio della nascita di un movimento senza permesso
Bufera nella Lega, Dalfini espulso
E altri cinque militanti sono stati sospesi La colpa? Aver partecipato alla conferenza di presentazione del gruppo giovani padani
Il vice sindaco Alessio Adami aveva chiesto di soprassedere «Ma hanno voluto fare di testa loro»

Fabio Tomelleri

Terremoto in casa della Lega Nord: il consigliere comunale Filippo Dalfini, il candidato padano più votato, è stato espulso dal partito. Cinque altri militanti, Luigi Scarazzai, Maria Stella Orlando, Stefano Scandola, Catia Atzei e Luca Magalini, sono stati sospesi per sei mesi. La loro colpa: aver dato vita a un movimento di "giovani padani" contro le direttive del partito.
A tre mesi dalla vittoria elettorale una profonda frattura divide il partito di Umberto Bossi tra Villafranca e Verona. L’espulsione di Dalfini e la sospensione degli altri cinque leghisti sono state, infatti, votate all’unanimità dal direttivo provinciale, che si è riunito domenica mattina nella sede veronese di via Dell’Alpo. È stato Giovanni Codognola, commissario del Carroccio villafranchese, a chiedere di adottare i provvedimenti. Dalfini e gli espulsi avevano organizzato una conferenza stampa per presentare il gruppo di giovani anche se non avevano l’autorizzazione del movimento veronese dei Giovani Padani né della federazione provinciale del Carroccio. «Chi l’ha organizzata», spiega Codognola, «è stato espulso e quelli che hanno partecipato sono stati sospesi. Avevo avvisato io stesso tutti gli iscritti con un sms invitandoli a non partecipare a quella riunione. Chi c’è andato si è assunto le proprie responsabilità».
La cacciata di Dalfini e la sospensione degli altri iscritti è il risultato di un rapporto che si è andato sempre più deteriorando nella Lega negli ultimi mesi. Alessio Adami, vicesindaco leghista di Villafranca, rivela: «Avevamo pregato Dalfini e gli altri di attendere qualche mese prima di presentare il gruppo, invece hanno voluto fare di testa loro. Nell’ultima riunione avevo chiesto di fare un passo indietro, io ne avevo già fatti più d’uno in passato, ma mi avevano risposto che avevano le loro ragioni. Da parte mia c’erano tutte le intenzioni di salvare il gruppo ma qualcuno, evidentemente, ha voluto fare da solo e si è bruciato».
Alcune schermaglie c’erano già state già in campagna elettorale. «Volevano affossare la candidatura di Faccioli a tutti i costi», dice Adami, «ma poi tutto è sembrato rientrare». Fino al 5 luglio scorso, quando Dalfini ha presentato, in una conferenza stampa alla Sala Mirò, il suo gruppo, del quale fanno parte pure tre giovani provenienti da Forza Italia. I leghisti hanno usato il pugno di ferro anche perché i nuovi iscritti che Dalfini voleva portare nel Carroccio non avevano seguito i normali canali. «La Lega», ricorda Codognola, «a differenza degli altri partiti, ha un regolamento preciso: prima di essere iscritti si devono svolgere almeno sei mesi di militanza attiva. Per i giovani, poi, è previsto che siano i responsabili provinciali a provarli e valutare se possono entrare nel movimento». È da escludere che Dalfini possa rientrare nel Carroccio. Per i cinque militanti sospesi se ne riparlerà tra sei mesi. A meno che non sia accolto il loro ricorso. Dalfini, rimasto senza gruppo in Consiglio comunale, finirà in quello misto di cui fa già parte Nicola Terilli dell’Udc che, alla prima seduta, si era autosospeso in contrasto con Riccardo Maraia entrato in giunta al posto suo. Adami, comunque, è ottimista e non pensa che questo scossone possa mettere in crisi la giunta, né tantomeno minare le basi della Lega a Villafranca. «La Lega», dice Adami, «rimane fedele a Faccioli. Sono convinto pure che Dalfini, nel gruppo misto, rimarrà in maggioranza per rispettare un principio di coerenza con lo schieramento in cui è stato eletto».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 185
Mercoledì 16 Luglio 2008

«Ero l’unica luce, ora me ne andrò con mille voti»

Alle elezioni comunali del 14 aprile scorso Filippo Dalfini prese 212 preferenze. Fu il più votato nella lista del Carroccio. Il secondo, Massimo D’Alto, ebbe 166 voti. Alessio Adami, allora commissario del partito e oggi vicesindaco, ne ebbe "solo" 128. Gianni Faccioli, chiamato poi a fare l’assessore alle attività produttive, ne ebbe 89. Sono questi i «numeri» che Filippo Dalfini e gli altri leghisti scomunicati non accettano. Dalfini ora minaccia, uscendo dalla Lega Nord, di portare con sé mille voti.
Il consigliere ex leghista, 31 anni, figlio di uno dei titolari dell'omonima catena di supermercati, non si sente per nulla in colpa per aver dato vita al movimento dei "giovani padani" villafranchesi contro le direttive del suo partito. Tanto che per far sapere come la pensa ha telefonato all’Arena dal luogo di vacanza in cui si trova, Tanca Manna, la località sarda dove è in ferie dal 9 luglio. «Hanno aspettato che andassi in vacanza per cacciarmi», sbotta Dalfini, «se fossero stati corretti lo avrebbero fatto fin che ero a casa. Si vede che ho oscurato qualcuno che era già in ombra. Luci, lì dentro, non ce n'erano. L'unica luce ero io, con i miei voti raccolti in soli quaranta giorni durante la campagna elettorale perchè mi hanno comunicato che ero in lista soltanto dieci giorni prima delle presentazioni. Poi ho saputo raccogliere un attorno a me un bel gruppo di giovani, che porterò con me. Quando ce ne andremo sposteremo mille voti».
Dalfini non chiede scusa a nessuno per quello che ha fatto. «La mia correttezza», ricorda, «e la mia fedeltà li ho sempre dimostrati nei confronti della Lega. Sono stato espulso perché ho lavorato troppo bene, è il colmo». L'ex leghista ora entrerà nel gruppo misto, anche se non passerà all'opposizione. «Sono un uomo di destra e non la tradirò. Non sono più un uomo della Lega». Il consigliere comunque promette di non rimanere in silenzio durante le prossime sedute, così come non rimarrà fermo nella sua azione politica. «Ci sarà da divertirsi, ne vedremo delle belle».
Attorno a lui hanno fatto muro i militanti sospesi dal partito anche se per il momento non vogliono parlare. Luigi Scarazzai si limita a dire: «Eravamo in buona fede, pensavamo di fare un buon lavoro portando nuovi leghisti nel partito. Abbiamo sempre agito per il bene della Lega».
La rottura, all'interno del partito, si era già consumata lo scorso anno, quando a giugno la sezione di Villafranca fu commissariata. Il commissario, Alessio Adami, divenne poi il candidato di punta del partito alle elezioni. La sua candidatura a vicesindaco fu considerata da molti un’autocandidatura. Ci fu poi la rottura sugli assessorati e sulle nomine.F.T.
A former member
Post #: 342
Tosi resta fuori da Patto del Piave... Supermario insiste e va con gli altri sindaci veneri a sfilare a Roma il primo ottobre...




L'Arena Sabato 19 Luglio 2008

LA PROPOSTA. A Palazzo Barbieri i sindaci che chiedono di trattenere sul loro territorio il 20 per cento dell’Irpef
«Federalismo fiscale subito». Ma Tosi frena
In Veneto 400 le adesioni Ma il sindaco leghista boccia l’idea: «È poco realistica»


Enrico Giardini
Il bello è che sono giunti nel municipio di Verona per coinvolgere anche il sindaco Flavio Tosi nell’aderire alla proposta di legge per trattenere il 20 per cento dell’Irpef dei propri concittadini. Solo che Tosi, pur condividendo, non aderisce, come una cinquantina (ma il numero dovrebbe salire a 60) di suoi colleghi della provincia di Verona (98 Comuni). Parte di una schiera di 400 di tutto il Veneto, di tutti gli schieramenti politici. I quali, in nome della madre di tutte le battaglie, il federalismo fiscale, il primo ottobre sfileranno a Roma con la fascia tricolore per chiedere appunto il federalismo.
Insomma, nella battaglia leghista antistatalista (in principio era anche secessionista, poi non se n’è più parlato), in particolare quando si tratta di non destinare a Roma tutto il gettito fiscale, il sindaco leghista Tosi adotta la linea della prudenza, quasi a non voler creare troppi grattacapi ai suoi amici ministri, a Roma. «Bisogna arrivare al risultato del federalismo fiscale su una strada percorribile, realistica», dice, nonostante i due colleghi trevigiani gli sbandierino la prospettiva che Verona potrebbe avere, dal gettito Irpef, 100 milioni, riferiti al 2007. Capito? Circa 200 miliardi delle vecchie lire. Vale a dire un quarto della spesa paventata per costruire il traforo delle Torricelle o per pagarsi la tramvia su gomma.
Nella sala Arazzi del municipio scaligero Tosi ha comunque invitato il vicesindaco di Crespano del Grappa (Treviso) Antonio Guadagnini (Udc) e quello di Asolo (Treviso) Daniele Ferrazza (Partito democratico), promotori della proposta di legge. Erano presenti all’incontro i sindaci di di Villafranca Mario Faccioli (An), di Valeggio sul Mincio Albino Pezzini (Forza Italia), di Colognola ai Colli Alberto Martelletto (Fi), anche assessore provinciale, di Fumane Mirko Frapporti (Pd-centrosinistra) insieme al coordinatore provinciale del Pd Giandomenico Allegri, e il vicesindaco di Soave Massimo Soriolo, che porta avanti anche la battaglia sul patto di stabilità.
«Con una compartecipazione del 20 per cento all’Irpef i Comuni otterrebbero risorse da quattro a cinque volte superiori a quelle attuali», dicono Guadagnini, primo promotore dell’iniziativa di legge, e Ferrazza. «In questo modo verrebbero compensati delle risorse perse con il taglio dell’Ici e all’abolizione dei trasferimenti statali attuali».
Degli 11 miliardi di euro di Irpef pagati dal Veneto, come hanno aggiunto i promotori della proposta, oggi soltanto il 48 per cento viene investito sul territorio regionale. «Con questa proposta», aggiungono i due sindaci del Trevigiano, «verrebbero riequilibrati i flussi di trasferimenti a vantaggio delle regioni più virtuose, basti pensare che l’Irpef in Campania è un quarto di quella del Veneto».
D’accordo i sindaci scaligeri presenti ieri in municipio, a cui se sono aggiunti altri in serata, convocati nel municipio di Villafranca dal sindaco Faccioli.
Tosi, come detto, frena. « La spinta che questa proposta porta con sè è sicuramente positiva», dice Tosi, «perché l’obiettivo di tutti i sindaci è il federalismo fiscale. Magari arrivasse domani il 20 per cento dell’Irpef, ma per realizzare il federalismo fiscale servirà una certa gradualità perché ci vorranno anni per riconvertire certe tipologie di spesa, riducendo drasticamente gli sprechi di certe Regioni. Basti pensare che la Sicilia ha 15mila dipendenti, di cui 2.200 dirigenti, il Venero ne ha 2.500».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 189
Mercoledì 30 Luglio 2008


VILLAFRANCA. Approvato dal Comune
Arriva il primo regolamento sui fertilizzanti
Stabiliti orari e modalità per evitare i cattivi odori
Nei mesi caldi spargimento consentito soltanto di notte Misure anche contro gli insetti



Il Comune dichiara guerra ai cattivi odori e alle mosche. Le lamentele dei cittadini e le direttive europee hanno spinto l’amministrazione ad adottare il regolamento che disciplina lo spandimento del letame e di altri fertilizzanti naturali sui terreni agricoli.
La necessità di mettere ordine in questa materia era impellente. Il problema si è infatti accentuato nel corso degli ultimi anni con l’aumento dei residenti sul territorio comunale. Molti abitano vicino ai terreni agricoli e, di conseguenza, l’uso di fertilizzanti da parte dei contadini senza alcuna regola ha provocato anche proteste.
L’accumulo eccessivo di concime sui campi spesso determina forti cattivi odori e proliferano gli insetti, molto fastidiosi per i residenti. Lo ha ricordato in Consiglio comunale anche Lucio Cordioli, presidente della commissione ambiente e territorio, che ha presentato il regolamento per farlo approvare dall’assemblea. «I cittadini villafranchesi», ha detto, «sopportano sempre meno gli odori che derivano dalle attività di spandimento agricole. Per questo abbiamo deciso di fissare regole ben precise». Che la concimazione dei campi avesse bisogno di una normativa, lo dimostra anche il fatto che lo scorso settembre, nella falda al di sotto dell’ex discarica di Caluri, sia stata trovata ammoniaca. «È derivata con ogni probabilità», ha ricordato Alessio Adami, vicesindaco e assessore all’ecologia, «da un uso eccessivo di fertilizzanti». Il Comune di Villafranca è tra quelli ad elevata vulnerabilità ai nitrati di origine agricola, oltre ad essere zona di ricarica delle falde acquifere. La normativa è stata approvata dal consiglio all’unanimità. Gli agricoltori non potranno spargere i fertilizzanti liquidi e solidi degli allevamenti dal 15 novembre al 15 febbraio. Dal primo aprile al 31 ottobre lo spargimento sarà consentito di notte, da mezzanotte alle otto del mattino. Dalle otto alle 10 gli agricoltori dovranno poi interrare le sostanze sparse, per evitare i cattivi odori e la proliferazione degli insetti. Dal primo al 14 novembre e dal 16 febbraio al 30 marzo lo spandimento sarà consentito da mezzanotte alle 10, l’interramento dalle 10 a mezzogiorno.F.T.
A former member
Post #: 375
Elia ha aperto un thread specifico, ma vale la pena avere qui tutto l'articolo:

L'Arena - Giovedì 31 Luglio 2008

VILLAFRANCA. Il sindaco Faccioli fa votare nell’assemblea dei soci dell’azienda del gas Bruno Frustoli residente nel Comune di Verona
Morenica, ora comanda il fratello del consigliere
I sindaci di Povegliano e Sommacampagna «Non ci hanno neppure presentato il suo curriculum». Polemiche in Forza Italia

Fabio Tomelleri

Bruno Frustoli, 51 anni, ex dipendente dei Magazzini Generali e fratello del consigliere comunale Franco, è stato designato dall’assemblea dei soci di Morenica, la società che vende il gas nel territorio villafranchese, nel consiglio di amministrazione di Agsm Energia, la società in cui Morenica è entrata il 20 giugno scorso. L’organismo è composto da cinque membri (quattro saranno nominati da Agsm) e dovrà essere convocato entro il prossimo 24 agosto.
È stato Mario Faccioli, il sindaco di Villafranca, a proporre agli altri colleghi sindaci la candidatura di Frustoli, residente a Madonna di Dossobuono in comune di Verona. Lo ha fatto, ufficialmente, nel corso dell’assemblea che si è tenuta pochi giorni fa a Sommacampagna, nella sede di Morenica. Non è stato un voto all’unanimità: Frustoli, iscritto a Forza Italia a Verona, è stato votato dai sindaci di area di centrodestra: oltre che da Faccioli, anche dai sindaci di Valeggio, Sona, Mozzecane e Caprino. Povegliano e Sommacampagna hanno votato per Maurizio Facincani, amministratore unico di Morenica che, fino al giorno prima, era l’unico candidato alla poltrona nel cda di Agsm Energia.
La candidatura di Frustoli ha colto di sorpresa più di un sindaco alla riunione. Per qualcuno dei presenti, anche per chi lo ha votato, era un illustre sconosciuto. Anche perchè ai soci non era stato sottoposto un curriculum del candidato. La scelta di Frustoli non ha solo scontentato Anna Maria Bigon, sindaco di Povegliano e Gianluca Mengalli, vicesindaco di Sommacampagna. Rischia di creare anche una spaccatura interna alla maggioranza tra la componente di Forza Italia e il sindaco Mario Faccioli. Ai rappresentanti villafranchesi del partito di Berlusconi non va giù il fatto che Villafranca si sia piegata ancora ai diktat di Forza Italia di Verona.
«La designazione di Frustoli», dice Mirco Cordioli, segretario della sezione villafranchese di Fi, «è stata avanzata dal sindaco a nostra insaputa, mentre avrebbe dovuto rapportarsi con la segreteria locale. Ci deve una spiegazione. Non ha voluto porre fine agli strascichi della campagna elettorale e si è piegato a Verona». Lucio Cordioli, consigliere comunale del Pdl rincara: «Esprimiamo le nostre riserve su questo modo di procedere del sindaco. Non metto in dubbio la professionalità di Bruno Frustoli, ma anche noi, in lista, avevamo persone che, non essendo state elette, potevano essere coinvolte. Ancora una volta sono stati invece accontentati gli amici degli amici».
Come mai non è stato candidato un villafranchese? È vero che Frustoli è stato imposto da Forza Italia di Verona? Mario Faccioli al telefono ascolta ma non risponde. Anna Maria Bigon non nasconde il rammarico per la mancata designazione di Facincani: «Prima di votare avrei preferito avere informazioni tecniche in più sul candidato proposto da Villafranca. Sarò un buon controllore sull’operato di Frustoli». Gianluca Mengalli afferma: «Ero pronto a discutere altre candidature, ad arrivare a una nomina condivisa. Prendo atto che si è trattato di un voto politico. Non mi scandalizzo ma temo che sia il primo passo per la fine di Morenica. È evidente che i sindaci che hanno votato per Frustoli non sono in grado di sottrarsi al centralismo dei partiti»,
«Dovevamo», dice Albino Pezzini, sindaco di Valeggio, «tenere presente l’indicazione del Comune di Villafranca, proprietario di più di un terzo di Morenica. È stata una scelta politica che ha tenuto conto dei cambiamenti avvenuti, dopo le ultime elezioni, nelle amministrazioni di Villafranca e Sona. Mi sono sentito a disagio, ma non potevo ignorare le volontà villafranchesi».


Giovedì 31 Luglio 2008

È pure all’Amt «Ma il partito non c’entra»

Abita nella fattoria di famiglia in via Mantovana, a Madonna di Dossobuono, in Comune di Verona. Bruno Frustoli, 51 anni, il consigliere che rappresenterà Villafranca e gli altri sei comuni soci di Morenica nel consiglio di amministrazione di Agsm Energia, è consigliere anche nell’Azienda municipalizzata trasporti (Amt) di Verona.
Ex dipendente dei Magazzini Generali di Verona, ora, è lui stesso a dichiararlo, non ha un impiego. «Mi dedico a tempo pieno a fare il consigliere di amministrazione all’Amt». Il fatto che non è nè villafranchese nè cittadino di uno degli altri Comuni soci di Morenica, ha sollevato polemiche. «E perchè? Mi sento dossobuonese», spiega, «visto che nella frazione di Villafranca sono stato battezzato, cresimato, ho frequentato le scuole e le compagnie di amici».
Bruno Frustoli ha due figli, Hermes, di 13 anni e Roberta di 16. Fino a tre anni fa sedeva nel consiglio di amministrazione di Agsm, carica che ha ricoperto per due anni, in quota a Forza Italia. Deve al partito di Berlusconi anche la nomina in Agsm Energia? «Assolutamente no, sono chiacchiere. Penso invece di essere stato scelto visto la mia esperienza passata in Agsm. Spero di dare un aiuto e di rappresentare al meglio tutti e sette i comuni soci di Morenica». F.T.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 195
Polo unico? Polo a due gambe? Io direi polo con il buco e la menta intorno!
(buco dei soldi che mancano per poter avere l'ospedale in una città che possiede un'aeroporto e siamo ancora qui a discutere sprecando continuamente denaro pubblico a destra e a manca).

Martedì 5 Agosto 2008

VILLAFRANCA. L’assessore regionale ai lavori pubblici sostiene che l’ospedale a due gambe è «uno spreco di denaro pubblico»; se ne sta discutendo in Regione
Giorgetti: «Polo unico a Villafranca»
La richiesta di autorizzare l’acquisto da parte dell’Ulss 22 dell’ex casa di riposo di Bussolengo ha innescato la miccia
Le «due gambe» ospedaliere reggeranno bene per vent’anni
SANDRO SANDRI
ASSESSORE ALLA SANITÀ

Fabio Tomelleri
«Il polo ospedaliero unico si deve fare a Villafranca. Quella del polo a due gambe è una forzatura che porta a uno spreco di denaro». Lo afferma Massimo Giorgetti, assessore regionale ai lavori pubblici. L’ipotesi di un ospedale unico per l’intera Ulss 22 al posto delle «due gambe» (Bussolengo e Villafranca), è circolata nei giorni scorsi nei palazzi della Regione. L’ idea di Giorgetti dovrà però scontrarsi con quella del collega di giunta, Sandro Sandri, assessore alla sanità, che sostiene: «Il polo a due gambe può rimanere in vita per altri vent’anni».
A innescare la discussione la richiesta, arrivata nei giorni scorsi sul tavolo della giunta regionale, di autorizzazione per l’acquisto da parte dell’Ulss 22 dell’ex casa di riposo di Bussolengo per ampliare l’ospedale. «Se guardiamo a quanto costano gli ospedali già attivi», dice Giorgetti, «allora penso che si spenda meno a farne uno nuovo che a continuare a mantenere gli attuali».
A favore del polo di sud-ovest giocherà anche il futuro progetto dell’autodromo di Vigasio-Trevenuzolo, che sposterà inevitabilmente il baricentro dell’Ulss 22 più a sud. «La sede del polo», dice, «dovrà essere necessariamente a Villafranca. Che poi sorga accanto all’attuale ospedale Magalini, dove è già prevista la nuova piastra, o a due chilometri dal centro, in un sito servito dalla Grezzanella, dovranno essere i tecnici e il sindaco a indicare la soluzione più giusta». Un’idea di come potrà essere realizzato il futuro polo di Villafranca, Giorgetti ce l’ha: «È l’ospedale Dell’Angelo a Mestre. Una struttura realizzata con il project financing: una collaborazione tra privato e pubblicoed è all’avanguardia, presa come modello in tutta Europa».
Sui tempi di realizzazione Giorgetti spiega che «ci vorranno 4-5 anni, come per realizzare la piastra da 216 posti, basta solo individuare l’area giusta». Per l’assessore veronese, quindi, il ripristino del Magalini come seconda "gamba" del polo «è solo una forzatura del direttore generale dell’Ulss. Mi sembra che le schede regionali, già nel 2002, indicassero il polo unico. Chi vuole proseguire su questa strada dovrà spiegarci anche perché i conti non tornano. Con il nuovo polo dovremmo invece arrivare a spendere gli stessi soldi che spendiamo adesso, o anche meno, incrementando la qualità del servizio».
Sandro Sandri bolla le critiche verso il polo a due gambe: «Semplici punzecchiature: pensare di tornare all’ipotesi di polo unico per costruire un nuovo ospedale è semplicemente una follia. Non vogliamo svincolarci dalle decine e decine di milioni investite sugli ospedali di Bussolengo, la cui programmazione è appena ripartita e Villafranca, in cui i tempi di riattivazione e ampliamento non subiranno modifiche». All’esempio del nuovo ospedale di Mestre, Sandri contrappone quello dei due ospedali di Camposampiero e Cittadella, in provincia di Padova. «Sono strutture che offrono servizi di eccellenza integrati tra loro. Sono pragmatico, penso che prima bisogna finire i lavori in corso e, una volta terminati, fare nuove valutazioni. Per l’ampliamento di Bussolengo ci sono i presupposti perché venga approvato, in quanto gli atti sono già stati approvati dalla commissione e dal consiglio regionale». Ci saranno scontri in giunta? «Assolutamente no. Penso che risolveremo ogni questione parlando tra colleghi».
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 29
La settimana scorsa al rientro dal mare sono quasi rotolata giù dalle scale (di mia suocera!!). Pensavo ad una semplice slogatura, ma più passava il tempo e più mi faceva male......verso le due di notte non riuscendo a dormire ho buttato giù dal letto Simone e gli ho chiesto di cercarmi il numero del pronto soccorso di Villafranca visto che avevo i bimbi a letto e non postendo andarci proviamo almeno a telefonare per sentire cosa mi dicono. Insomma non riusciamo a trovare il numero, guardiamo bussolengo anche lì niente....che fortuna
mi viene in mente di aver ricevuto per posta un opuscolo con tutti i numeri utili dell'ULSS 22 e così riesco a telefonare, mi passano un infermiera perchè il medico stava dormendo e mi dice di mettere del ghiaccio e poi della pomata e di recarmi la mattina alle 8.00 per una radiografia, e che se fossi andata al pronto soccorso non avrebbero fatto altro che darmi un antidolorifico poichè le radiografie le fanno solo dalle 8.00! In conclusione la mattina dopo sto già meglio e rimango a casa anche se zoppa.
PER FORTUNA CHE AVEVO L'OPUSCOLO!
PER FORTUNA CHE NON AVEVO NIENTE DI ROTTO!!!!!!

L'Arena - mercoledì 06 agosto 2008

SANITÀ. Sulle nuove Pagine Bianche non ci sono i numeri telefonici relativi ai nosocomi pubblici dell’Ulss 22

Elenco senza gli ospedali
Telefonare è un’impresa
di Luca Bolognesi

Ancora polemiche sulla mancata pubblicazione, sul nuovo elenco telefonico, degli ospedali pubblici dell’Ulss 22. Sfogliando le pagine di Villafranca, Bussolengo, Caprino, Isola della Scale e Malcesine, non si trovano più le voci (centralino, reparti, servizi...) relative agli ospedali dei cinque paesi. Gli unici nosocomi della 22 che sono in elenco telefonico sono le strutture private convenzionate di Negrar e Peschiera che mantengono i loro spazi con i numeri per ogni reparto.
L’Ulss 22 aveva promesso che avrebbe realizzato un opuscolo di otto pagine a colori con tutti i numeri relativi agli ospedali dell’azienda da distribuire porta a porta. Ma questo libretto non è ancora arrivato alle famiglie del territorio della 22.
«Avevo bisogno di contattare l’ospedale di Isola della Scala», racconta Gianfranco Negrini, pensionato villafranchese di 74 anni, «ma ho scoperto che sull’elenco non esiste nessun riferimento alla voce "ospedale". Ho pensato avessero cambiato nome, ho cercato alla voce "Ulss", ma anche in questo caso non ho trovato riscontri. Quando sono riuscito a mettermi in contatto col centralino di quell’ospedale mi hanno informato che l’Ulss aveva scelto di non pubblicare i numeri per risparmiare. Credo sia una cosa demenziale.
Il libretto? È una cosa fuori da ogni limite di buonsenso perché un opuscolo del genere, con tutta la pubblicità che ci viene rifilata ogni giorno, può finire tranquillamente nella spazzatura». «Non ho ricevuto alcun libretto», testimonia Valeria Martari, casalinga di 67 anni. «L’idea di non pubblicare i numeri degli ospedali mi sembra bizzarra. L’elenco è a portata di tutti, così come deve essere il numero dell’ospedale. A qualcosa l’indicazione sulla rubrica servirà sempre. Scherziamo? L’ospedale è l’ospedale». «Fortunatamente non ho avuto bisogno del numero», afferma Angelina Tumicelli, casalinga di 62 anni, «e comunque a casa non ho ancora ricevuto nulla. Non credo sia una cosa positiva per i cittadini non trovare sull’elenco l’ospedale». Non sono casi isolati. Il centralino dell’ospedale di Villafranca è tempestato di chiamate da parte di cittadini alla ricerca di informazioni, infuriati perchè non trovano i numeri sull’elenco. L’unico posto, a Villafranca, dove si possono trovare gli opuscoli dell’Ulss è il municipio.
«Gli opuscoli sono in distribuzione dalla scorsa settimana», assicura Alessandro Dall’Ora, direttore generale dell’Ulss 22, «sono già stati consegnati nelle sedi comunali e ad alcune famiglie, e saranno a disposizione di tutti entro una settimana. È ovvio che durante un cambiamento come quello che stiamo affrontando bisogna tener presente un periodo di assestamento. La decisione, è stata presa per contenere i costi. Il distretto sanitario deve infatti fronteggiare un passivo di 46 milioni di euro, e con questa operazione risparmierà 170 mila euro». La domanda che sorge è: cosa può fare chi, non residente nel comune ed in necessità di chiamare l’ospedale, si trovi di fronte alla rubrica senza ospedali e senza avere in mano, ovviamente, l’opuscolo? «I numeri principali sono rimasti tutti», spiega Dall’Ora, «e si possono trovare a pagina 5 dell’elenco telefonico, sotto la voce "numeri utili". Ciò che non è più rintracciabile è lo spaccato con i numeri dei singoli reparti».

Sara
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 30
.... e Franco Bonfante secondo me la pensa giusta......

L'Arena - venerdì 08 agosto 2008

VILLAFRANCA. Presentata un’interrogazione sulla riapertura dell’impianto di rifiuti speciali

Martari: «Faccioli fermi la discarica di Caluri»

di Luca Bolognesi

«Se la discarica di Caluri verrà riaperta la responsabilità sarà dell’amministrazione Faccioli». Paolo Martari, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, ieri nella conferenza stampa organizzata al Caffè Fantoni, attacca di brutto il sindaco. Martari e i consiglieri di opposizione hanno presentato una mozione sulla discaric; «Nella prima seduta dopo l’insediamento di Mario Faccioli il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione urgente presentata dall’opposizione, nella quale ci si impegnava a ripristinare la variante al Paqe (Piano d’area Quadrante Europa) per tutelare il sito di Caluri. La variante tesa a salvaguardare il territorio dal rischio di riattivazione della discarica, emanata dal sindaco Luciano Zanolli, è stata eliminata dal commissario prefettizio Elio Faillaci. Perchè? «Ci ha contestato», spiega Zanolli, «un vizio procedurale. E Faillaci sosteneva che le spese legali a cui saremmo andati incontro sarebbero state ingenti. Non possiamo nemmeno prendercela con lui che ha valutato solo dal punto di vista tecnico la norma, senza conoscere il territorio».
Il sindaco Faccioli, da quanto si legge sulla nuova mozione, aveva manifestato la volontà di una pronta riadozione della variante al Paqe, a seguito di uno studio della materia da eseguire con urgenza. «Studiano la situazione e non agiscono», incalza Martari, «chiediamo al sindaco di attivarsi per fermare questo scempio. D’altra parte, Provincia e Regione si sono sempre mostrate contrarie alla riapertura del sito, considerato rischioso a partire dal 2000».
Ora però a palazzo Balbi sembrano aver cambiato idea, e la commissione di Valutazione impatto ambientale ha approvato l’ultima richiesta di apertura della Rope srl. «La Regione deve spiegarci», chiede Graziano Tovo del Pd, «come fa a smentire se stessa. D’altronde se nel ’93 la magistratura non avesse eliminato l’unica amministrazione che aveva fatto qualcosa contro questa vergogna, oggi non parleremmo di questi problemi».
I rappresentanti dell’opposizione chiedono a Faccioli di dar battaglia. «Il Comune non deve fidarsi di nessuno», attacca Martari, «deve investire per i controlli dell’area necessari e deve farsi valere anche con il presidente di Regione Galan.
Manca ancora il sì definitivo della giunta regionale, ma la situazione, a detta di Franco Bonfante, consigliere regionale del Pd, appare compromessa. «Il centrodestra dirà sì a Caluri. Il Comune fingerà di essere contrario. Ma sarà solo un "no" formale».
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