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Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 211
Domenica 17 Agosto 2008

VILLAFRANCA. Da settembre pugno duro del Comune contro le famiglie che non versano i soldi per il servizio mensa
Bimbi, niente minestra a chi non paga la retta
In aumento le famiglie morose; dopo due mesi d’insolvenza piccoli a casa
E a Isolalta è vietato il pallone nel parco

Fabio Tomelleri
I genitori non pagano la retta? I figli non potranno mangiare alla mensa dell'asilo. È l’ordinanza comunale per scoraggiare le famiglie che non pagano le rette nelle scuole materne statali Collodi del capoluogo e Santi Angeli Custodi di Caluri. In municipio assicurano che «nessun bimbo verrà messo in un angolo a guardare gli altri compagni mentre mangiano», ma la delibera approvata dalla giunta parla chiaro: «Da settembre le famiglie che non pagheranno per due mesi consecutivi la retta dell'asilo non potranno far partecipare i propri figli alla ristorazione e alla frequenza scolastica dal mese successivo».
L’amministrazione è arrivata a questa ordinanza perchè sono sempre di più coloro che, per difficoltà economiche o per pigrizia, non versano quanto dovuto per il servizio di mensa a scuola. Sono una trentina le famiglie che, negli ultimi anni, non hanno pagato quanto dovuto agli asili. In alcuni casi hanno accumulato debiti di una certa entità, pari a 4-500 euro. Il Comune per riavere le quote non versate si affida da diversi anni a una ditta di recupero crediti. Ma dalla spedizione degli avvisi di pagamento all'incasso delle rette arretrate spesso passano anni. Il fenomeno di chi non paga in questa maniera, anziché diminuire si è diffuso ulteriormente, scatenando una vera e propria emulazione tra le famiglie.
La giunta ha approvato le nuove regole per evitare di trovarsi di fronte a nuovi buchi di bilancio e per accelerare i tempi di recupero delle somme non versate. Oltre alla norma che impedirà ai figli di recarsi in mensa se i genitori non pagheranno, sindaco e assessori hanno stabilito che i bambini di quelle famiglie che hanno rette da pagare arretrate «possano iscriversi per il nuovo anno scolastico, ma che non possano frequentare la scuola se prima non abbiano versato la quota dovuta per la frequenza e la ristorazione di cui hanno usufruito negli anni precedenti». Il Comune ha anche ritoccato la mora da applicare per chi pagherà in ritardo. Passerà da tre euro a tre euro e mezzo per il primo mese di ritardo. Da quattro euro e mezzo a cinque euro dal secondo mese di ritardo in poi. Nel caso in cui più figli di una stessa famiglia utilizzino il servizio mensa, la mora sarà maggiorata di un euro e mezzo in più per ogni figlio. In municipio si ribadisce che chi non paga non sarà lasciato a digiuno. Piuttosto si cercherà di contattare direttamente i familiari. Mamme e papà in difficoltà nei pagamenti si potranno pure rivolgere ai servizi sociali comunali per trovare una soluzione.
La sospensione del servizio viene applicata con efficacia già da diversi anni a chi non paga il trasporto scolastico. Il Comune l'anno scorso ha pagato in media 99,29 euro per garantire il servizio ristorazione a ogni bambino iscritto alle scuole materne statali.
A former member
Post #: 429
Ecco il ritorno di SUPERMARIO e il suo impegno per la battaglia dei "Sindaci del Piave"!

Rimaniamo curiosi di vedere cosa ne pensa la Lega villafranchese soprattutto dopo aver sentito la sonora bocciatura del progetto dei sindaci durante un nostro consiglio comunale.

karlo



L'Arena - giovedì 21 agosto 2008 provincia pag. 22

LA PROTESTA DEI COMUNI. Il 1° ottobre manifestazione a Roma e incontro con il presidente Berlusconi, mentre il 15 settembre è in programma un vertice a Padova
Federalismo, i sindaci marciano su Roma

LINO GAMBARETTO

di Paola Dalli Cani
I sindaci veronesi e quelli veneti che reclamano il federalismo preparano la loro «marcia in tricolore» su Roma: appuntamento alla stazione Termini il 1° ottobre per sfilare, con addosso la fascia di primi cittadini, fino a Palazzo Chigi e incontrare il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
«E’ l’occasione determinante per dimostrare che siamo convinti di ciò che abbiamo fatto fino ad ora: federalismo è anche il territorio che si muove», dice il sindaco Lino Gambaretto, capofila, assieme ai colleghi Silvio Gandini di Legnago, Mario Faccioli di Villafranca e Alberto Martelletto di Colognola, del fronte dei sindaci veronesi. E spiega: «Conteremo anche poco, ma con l’adesione al documento con cui si chiede la devoluzione del 20 per cento del gettito Irpef e con quello che chiede che i Comuni virtuosi non siano più ostaggio del patto di stabilità, abbiamo dimostrato di avere voce. Ci siamo contati, in Veneto siamo un fronte di 480 sindaci, 60 dei quali veronesi e credo che il movimento dell’85 per cento dei sindaci veneti abbia il suo peso».
Gambaretto parla a nome dei colleghi con cui da mesi sta lavorando perchè chi ha scelto di fare il sindaco venga messo in condizione di amministrare nell’interesse del proprio territorio: è questa, del resto, la traduzione che fanno gli stessi primi cittadini della parola federalismo. Per diffondere in maniera capillare le iniziative Gambaretto, Gandini e Faccioli si sono suddivisi il territorio provinciale ricalcando i comprensori delle tre Ulss, rispettivamente 20, 21 e 22.
Loro stessi, proprio in questi giorni, stanno inviando ai colleghi dei 98 Comuni veronesi una lettera con cui li invitano «a dare consistenza alla proposta di federalismo fiscale» partecipando alla manifestazione nella capitale ma anche, il 15 settembre, a una prima iniziativa istituzionale a Padova. «Sindaci e parlamentari veneti saranno seduti gli uni di fronte agli altri al salone della Ragione a Padova per discutere le nostre proposte anche alla luce delle nuove linee del Governo», spiegano i tre sindaci nelle loro lettere. Il gran parlare che proprio in questi giorni si è acceso attorno ai temi dell’Ici e delle misure certe da adottare nei confronti dei Comuni che sforano il patto di stabilità rinfranca i sindaci veronesi e veneti: «Non è semplice scardinare un sistema, ma queste recenti posizioni pubbliche sono un segnale», aggiunge Gambaretto. Certo è che Irpef, Ici e patto di stabilità sono questioni nazionali, «e se anche l’Anci Veneto, cioè l’associazione dei Comuni della nostra regione, sostiene l’iniziativa inviando essa stessa ai primi cittadini un invito simile alla partecipazione, l’Anci nazionale deve sempre tener conto le realtà degli altri Comuni italiani». Insomma, i non virtuosi che fanno spallucce al patto che evita l’indebitamento e fanno buchi contabili confidando che qualcuno li chiuderà hanno pur sempre il loro peso. Alla faccia di quelli ossequiosi, costretti a non spendere a favore dei cittadini le risorse che hanno ma che hanno deciso di dire basta.


giovedì 21 agosto 2008 provincia pag. 22

LE RICHIESTE. I sindaci di Villafranca e Legnago invitano i colleghi alla mobilitazione
Faccioli e Gandini: «Vogliamoessere autonomi in tutto»

La credibilità dei sindaci si gioca adesso: ne sono convinti Silvio Gandini e Mario Faccioli, sindaci rispettivamente di Legnago e Villafranca e capofila della mobilitazione dei primi cittadini. «Esserci è fondamentale per un motivo semplice, cioè sostenere una iniziativa che può portare maggiori risorse da spendere sul territorio. Una partecipazione massiccia può rappresentare il primo passo serio e decisivo verso il federalismo vero, quello che non ha senso senza risorse», si appella Silvio Gandini. E’ lui stesso che sottolinea, assieme al collega Gambaretto, che la protesta è trasversale, non ha colore politico perchè i problemi che i sindaci sono chiamati ad affrontare sono gli stessi, indipendentemente dal loro colore politico. «I Comuni veneti, e tra questi i veronesi, hanno sempre rispettato il governo centrale e i vincoli del patto. Il Veneto ha dato sempre risorse e questa è l’ora per alzare la voce manifestando un malessere ma facendo anche una proposta. Insomma, vogliamo che sia restituita dignità ai Comuni, piccoli e grandi che siano: il fine di queste iniziative, del resto, è solo uno, e cioè che ognuno di noi sia autonomo in tutto, senza chiedere continuamente o andare a piangere. E’ questo che dico ai colleghi veronesi che sino ad ora sono rimasti in silenzio.
«Diciamo basta alla regola del furbo che vince», si infiamma Mario Faccioli, «siamo stanchi di essere quasi di serie B perchè costretti a dare senza ricevere. Credo che il Governo debba qualcosa a chi ha sempre rispettato le regole, in primis il diritto a essere riconosciuti: ci muoviamo con rispetto, trasversalmente e con forza perchè siamo anche disposti a dare ma dobbiamo avere la possibilità di fare per il nostro territorio». L’invito conclusivo è un coro: «Andate a prenotare il posto sul treno».P.D.C.
A former member
Post #: 430
Il tema dell'asilo nido a Villafranca: citata anche l'interpellanza di Ivo (numero 3):

karlo



L'Arena - giovedì 21 agosto 2008 provincia pag. 26

VILLAFRANCA. Le minoranze chiedono che il Girotondo nel capoluogo sia ampliato
L’asilo nido è piccolo le liste d’attesa lunghe
di Fabio Tomelleri

Pochi posti a disposizione e liste di attesa troppo lunghe. L’asilo nido comunale "Il Girotondo" è sempre più piccolo per le esigenze delle famiglie che abitano nel capoluogo.
Lo scorso anno scolastico il nido ha registrato il tutto esaurito, ospitando 68 piccoli e lasciando in lista d’attesa decine di bimbi. In vista della ripresa delle attività di settembre gli uffici comunali stanno facendo il conteggio delle famiglie che aspettano di poter iscrivere il proprio figlio al nido. Il mese scorso il loro numero superava la trentina. Spesso i genitori, per non attendere, si rivolgono agli asili integrati delle frazioni, dove i tempi di attesa sono più brevi. Oppure a qualche struttura privata, come i "baby parking", dove i bambini vengono accuditi per varie ore al giorno.
Il problema della carenza di posti al nido del capoluogo è stato sollevato pure in consiglio comunale. Renzo Piazzi, consigliere di minoranza della lista Dossobuono Insieme, ha osservato: «L’asilo nido del centro è ancora quello risalente alla mia prima esperienza amministrativa. Mi pare strano che quanto meno non si pensi a raddoppiarne la capienza. L’assessore alla scuola si attivi perché la lista dei bambini esclusi sia ridotta il più possibile».
Gli ha fatto eco Lucio Cordioli, consigliere di maggioranza del Pdl: «In parte condivido quello che ha detto Piazzi. Di fatti la nostra amministrazione si è preoccupata di raddoppiare il nido a Dossobuono che sarà inaugurato a settembre. Bisogna però dire che a Villafranca ci sono altre realtà di nidi integrati convenzionati che non permettono sostanzialmente a nessuno di essere escluso».
Nicola Terilli, del gruppo misto, ha ricordato: «Il problema delle liste di attesa non riguarda soltanto i nidi, ma anche le scuole materne. È partito anche un progetto sperimentale regionale che è quello del nido di famiglia che porta a formare dei genitori affinché possano accudire dei bambini direttamente a casa. Invito l’amministrazione a dare l’opportuna diffusione a tale iniziativa».
Anche il gruppo Grillo per Villafranca si è occupato dei problemi del "Girotondo", presentando un’istanza al sindaco. Ivo Mondini, esponente del gruppo, ha chiesto all’amministrazione «di approntare al più presto un progetto per la realizzazione di un nuovo asilo nido da edificare su terreni comunali, utilizzando i contributi regionali stanziati annualmente. Nel frattempo si attivino forme alternative di sostegno alle famiglie che non possono iscrivere il figlio al nido comunale per mancanza di posti disponibil i».
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 230
Sabato 23 Agosto 2008

VILLAFRANCA. Incidente tra un motorino e un furgone ieri mattina sulla curva dell’incrocio tra via Ganfardine e via Barco al confine con Sommacampagna
Scontro, muore sedicenne di Sona
Omar Cordioli abitava con la mamma a Mancalacqua Ferita una coetanea rumena che viaggiava in sella con lui
La ragazza è all’ospedale di Bussolengo per una frattura esposta: ne avrà per 60 giorni
È un incrocio maledetto e mal segnalato: negli ultimi due mesi ci sono stati sette incidenti

Luca Bolognesi
Fabio Tomelleri
Stava tornando verso casa in sella al suo Piaggio Zip, ma la vita di Omar Cordioli, spensierato sedicenne, si è schiantata ieri mattina alle 10,50 contro un furgone all’incrocio tra via Ganfardine e via Barco, al confine tra Villafranca e Sommacampagna. Il ragazzo abitava con la mamma in via Isarco a Mancalacqua di Sona. Nello scontro è rimasta seriamente ferita Tania Borodi, 16 anni, di origine rumena abitante a Lugagnano in piazza Don Brunelli. La ragazza, che era seduta sul motorino dietro ad Omar, ha riportato una frattura scomposta e parzialmente esposta alla gamba destra ed un versamento pleurico. Soccorsa, è stata trasportata all’ospedale di Bussolengo dove si trova ora ricoverata nel reparto di ortopedia.
I due giovanissimi provenivano da via Ganfardine e, probabilmente, volevano svoltare in via Barco. Sulla stessa strada, che in quel punto fa una curva stretta, ma dalla direzione opposta arrivava il Fiat Iveco condotto da L.P., 62 anni, artigiano di Caprino, anche lui diretto in via Barco. Per cause in corso di accertamento da parte della polizia stradale di Verona, intervenuta sul luogo dell’incidente, il motociclo si è scontrato con il furgone all’altezza della portiera sinistra. L’urto è stato violento: i due ragazzi sono stati sbalzati sull’asfalto.
Sul posto, oltre alla pattuglia della stradale di Verona, sono arrivate un’ambulanza e un elicottero di Verona emergenza. I soccorritori hanno cercato di rianimare Omar Cordioli apparso subito in condizioni disperate, ma non c’è stato niente da fare. Tania Borodi, trasportata e curata all’ospedale di Bussolengo, ne avrà per un paio di mesi. L’autista del camion non ha riportato ferite.
La notizia dell’incidente ha gettato nello sconforto il padre di Omar, Gianmario Cordioli, 41 anni, titolare di un’azienda che lavora ferro a Lugagnano e la madre, Annalisa Fasoli, operaia di 36 anni. I due sono separati: il figlio viveva con la madre a Mancalacqua. Tania Borodi è la figlia della attuale compagna, una donna rumena, di Gianmario Cordioli. Anche se non lo erano, Omar e Tania, a detta di molte persone, si consideravano fratelli ed erano felici di stare insieme. Il che li ha portati a viaggiare su uno scooterino che non poteva portare due persone. Forse è anche per questo che stavano percorrendo, nella splendida giornata di sole di ieri, strade secondarie. Non volevano incappare in un controllo dei vigili urbani.
Non è il primo incidente che accade all’incrocio tra via Ganfardine e via Barco. Un incrocio infame: la strada fa un’ampia curva, dove si immettono altre due strade, dopo due rettilinei che non invitano certo ad andare piano. «Negli ultimi due mesi ci sono stati ben sette incidenti», afferma una residente. «I veicoli corrono. Fino a due settimane fa, poi, la visibilità era ulteriormente impedita da altissime piante di polenta».
«È una curva stretta e non c’è un’ottima visibilità e nemmeno una segnalazione adeguata», afferma Giuliano Sartori, abitante a località Casella Bassi, che si trova a poche centinaia di metri dall’incrocio, «chi è del posto come noi non ha problemi, ma chi percorre la strada per la prima volta non riesce a capire a chi tocchi la precedenza».
A former member
Post #: 439
Quella di oggi e' un rassegna stampa "pesante"! Mitico Simone per il suo post sull'ecomostro!!!!!!!!!
Ci sono anche le foto!!!

karlo




L'Arena - martedì 26 agosto 2008 provincia pag. 24
VILLAFRANCA. Il gruppo "Amici di Beppe Grillo" attacca il centro di riciclaggio di rottami ferrosi che sta sorgendo sulla strada provinciale che va a Sommacampagna
«Costruito un ecomostro alle porte della città»

di Luca Bolognesi

La lista «Amici di Beppe Grillo» lo ha definito «ecomostro» e ha denunciato sul suo sito (pervillafranca.wordpress.com) «la muraglia» che non c’entra niente con l’ambiente circostante. Dopo essersi chiesti «come può essere stato approvato un progetto del genere e una struttura così invasiva», i grillini attaccano pesantemente la Sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici: «È solerte a bloccare gli impianti fotovoltaici in provincia di Verona e su questo ecomostro non ha nulla da dire».
L’«ecomostro» è quell’edificio enorme di nuova costruzione che si trova appena fuori Villafranca sulla strada che va a Sommacampagna. L’edificio diventerà un centro di riciclaggio di rottami. La struttura è visibile già dalla rotonda di via Sommacampagna. È di proprietà della ditta Colfer di Roberto Cobelli, che possiede un altro centro di raccolta del ferro in località Coronini, ai piedi del colle di Custoza in un luogo delicato dal punto di vista ambientale. Un centro contestato a suo tempo dagli ambientalisti e, oltrettutto, diffidato dalla Provincia per il superamento dei limiti di stoccaggio. Il nuovo impianto rimpiazzerà quello vecchio.
Il cartello del cantiere è illeggibile. «I cittadini non sanno nulla di ciò che succede», accusa Carlo Reggiani, candidato sindaco della Lista di Beppe Grillo, «vediamo sorgere la struttura senza sapere cosa sia». Il progetto per il deposito per il trattamento di rottami ferrosi a Villafranca è stato approvato dalla Provincia nell’ottobre 2005, tra polemiche.
«Avevamo espresso parere contrario», ricorda Luciano Zanolli, allora sindaco, «ma queste decisioni le prende la Provincia. Il parere del Comune non è vincolante. Ma se la Regione decide sulle cave e la Provincia su questi insediamenti il Comune quando dice la sua?». «Forse Zanolli ha la memoria corta», ribatte Luca Coletto, assessore provinciale all’ecologia, «perchè come Provincia non avremmo mai preso una tale decisione senza il benestare di Villafranca. Se non bastasse, i primi progetti di quel centro sono stati fatti da Zanolli stesso».
«Cobelli ha scelto la zona tra Villafranca e Sommacampagna perchè era in stato di abbandono», spiega Graziano Tovo, che ha seguito l’iter amministrativo del progetto ed è consulente per la sicurezza sul lavoro della Colfer, «ed inoltre ha migliorato il discorso di impatto ambientale. Mentre nel sito di Coronini i rifiuti ferrosi venivano depositati all’aperto, nel nuovo sito i rifiuti saranno al coperto, in un edificio con pavimentazione regolare per questo tipo di operazioni e con delle barriere antirumore».
«L’impatto visivo è notevole», continua Tovo, «ma Cobelli si era sempre detto disponibile a spostare il fabbricato qualora gli fosse stato chiesto. D’altra parte il Comune non può nemmeno impedire certi tipi di costruzioni senza motivazioni ambientali ragionevoli».
Quando entrerà in funzione l’impianto? «Abbiamo dei problemi», spiega Roberto Cobelli, padrone della Colfer, «ma l’inizio dell’attività è previsto per gennaio 2009. Speriamo di farcela per quella data».
«Questo Comune non sa scegliere», attacca Reggiani, «una struttura del genere in mezzo ad una zona agricola non ha senso. Cose del genere sono la dimostrazione di come il denaro conti molto di più dei bisogni della comunità».


aspettate che c'e' anche il sindaco:

«Rispettino le leggi o il Comune interverrà»

Il sindaco di Villafranca Mario Faccioli è perplesso riguardo il centro di raccolta dei rottami ferrosi della Colfer: «Mi auguro che rispettino tutte le norme stabilite».
I dubbi del primo cittadino riguardano il luogo dove la struttura sta sorgendo: «Sin da quando ero assessore si parlava di questo centro di raccolta e non ne sono mai stato convinto. Ho posto delle obiezioni perchè il sito doveva essere allontanato dalle case. E fino al 2004, il progetto non ha fatto passi avanti».
Poi, sono arrivate modifiche al progetto e l’approvazione nell’ottobre del 2005. «L’impatto ambientale non mi convince», critica Faccioli, «ed in particolar modo parlo della viabilità e dell’acustica. Con tutti i camion che viaggeranno con il ferro il traffico crescerà sicuramente». Il rumore è ciò che preoccupa maggiormente il sindaco: «Le abitazioni sono troppo vicine. Spero abbiano fatto modifiche tali da insonorizzare il loro lavoro, altrimenti avranno dei problemi con quest’amministrazione.
Ma non per questione personale. Non c’entra la mia volontà. È il rispetto dei cittadini e delle leggi che voglio salvaguardare ».LU.BO.


e anche la risposta di Cobelli:

«Sarà il miglior impianto della provincia»

«Non capisco l’accanimento nei miei confronti». Così si sfoga Roberto Cobelli, padrone della Colfer. «Il nuovo impianto sarà il migliore della provincia dal punto di vista della sicurezza e del modo di lavorare i rifiuti», spiega, «chi critica l’impatto visivo forse non si ricorda l’immondizia che c’era prima nella zona per la bonifica della quale ho speso 100 mila euro». «Ci sono impianti che riciclano in zone molto più centrali», continua Cobelli, «ma sembra che il problema sia solo con il mio impianto».
«Ho sempre dato la massima disponibilità per assecondare le richieste dei vicini,», conclude, «e dell’amministrazione, per non creare disagi a nessuno».
A former member
Post #: 454
Con tanto di locandina davanti alle edicole di tutta la citta'!




karlo
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 33
MITICI!!!!!!!

Bravo anche Bolognesi......questa si che è informazione.
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 39
L'Arena - martedì 02 settembre 2008

VILLAFRANCA. Cittadini, negozianti ed esercenti la vogliono con più verde, più panchine e meno sporcizia

Una piazza più bella?
Sì, ma solo dopo il 2010
di Fabio Tomelleri

Piazza Giovanni XXIII è spoglia e va abbellita. Lo dicono villafranchesi che la frequentano per lavoro o semplicemente per fare due passi. Ma dovranno passare due anni prima che il Comune sistemi il centro della città. La riqualificazione della piazza è prevista nell'elenco delle opere pubbliche solo nel 2010.
Basta dare un'occhiata intorno e ascoltare i commenti dei clienti seduti fuori dal barbiere o che escono dall'edicola per capire che, così com'è, la piazza non è un bel biglietto da visita per la città. «Ci vogliono più aiuole e una fontana nel mezzo», dice Dario Squassoni, 61 anni, pensionato,«servono più panchine, perché le tre che ci sono adesso non sono sufficienti. Bisognerebbe piazzare anche un vespasiano, perché spesso c'è chi fa pipì nell'angolo tra la parete della chiesa e il muro di recinzione del cortile della canonica». Per Giuseppe Dalfini, 55 anni, agente di commercio: «Servono più alberi e vanno e sistemate le facciate degli edifici che si affacciano sulla piazza. Bisogna togliere anche l'ammasso di fili e prese elettriche appese al muro del duomo. Non sono belli da vedere e sono pericolosi perché un ragazzino può arrampicarsi sulla recinzione e toccare i cavi, fulminandosi. Villafranca ha bisogno di una piazza degna di una città».
Pietro Figura, 60 anni, pensionato, sottolinea: «Occorre anche un isola pedonale, in modo da chiudere al traffico una parte del centro. Serve un vigile fisso, come deterrente per i malintenzionati».
Giancarlo Bellesini, 43 anni, titolare dell'edicola che si affaccia sulla piazza, osserva: «Un intervento di riqualificazione è necessario. Bisogna aumentare il verde sul lato della chiesa e togliere il vecchio tabellone fatiscente sul quale venivano appesi i manifesti dell'ex cinema Verdi. Anche i cartelloni pubblicitari mobili che vengono collocati di tanto in tanto vicino all'incrocio andrebbero eliminati. Bisognerebbe tenere la piazza più pulita. Gli operatori passano per pulirla la mattina alle 7, ma alle 10 è già piena di rifiuti gettati dai passanti».
Del decoro della piazza si era interessato nei mesi scorsi pure il commissario prefettizio Elio Faillaci. «Mi ero preoccupato», ricorda, «della sistemazione del verde. Sollecitavo gli operai a intervenire tutti i giorni». Se per la piazza del capoluogo il Comune non interverrà nell'immediato, lo farà invece a Rosegaferro, dove verrà realizzata la nuova piazza. La giunta ha già approvato il progetto preliminare-definitivo della nuova area, che includerà parcheggi e area verde, aumentandone la spesa da 220 mila a 320 mila euro.
Avere un sindaco di Rosegaferro ha premiato i cittadini della frazione nell'accelerare l'intervento? «Assolutamente no», dice Francesco Arduini, assessore ai lavori pubblici, «abbiamo solo rispettato l'elenco delle opere, che prevede l'intervento di Rosegaferro per il 2008. Per noi non esistono cittadini di serie A e di serie B, così come non facciamo distinzioni tra residenti del capoluogo e delle frazioni. Il progetto di Rosegaferro è già stato approvato perché gli abitanti della frazione negli ultimi due anni hanno fatto pressing perché gli uffici comunali dessero seguito alle loro richieste».
Sulla piazza del capoluogo Arduini assicura: «Esamineremo attentamente la sua sistemazione. Sarà un intervento consistente, di 400 mila euro. L'amministrazione prenderà in considerazione lo studio di fattibilità, già esistente, prima di stendere il progetto definitivo».
Vallan S.
user 6458500
Villafranca di Verona, VR
Post #: 41
L'Arena - sabato 30 agosto 2008

VILLAFRANCA. Viaggio tra i problemi degli istituti superiori della città che si preparano ad accogliere gli studenti

Scuola, fischio d’inizio
con l’emergenza aule
di Luca Bolognesi

Anno nuovo, ma niente buone nuove per le scuole superiori di Villafranca. Continuano infatti i disagi per le classi senza aula fissa e per gli istituti senza una sede adeguata.
Il liceo Medi è in difficoltà per il sovraffollamento della scuola. «Siamo ancora in predicato con la Provincia», spiega Mario Bonini, preside del Medi, «per ottenere le aule nell’ex distretto sanitario».
«L’accordo tra me e il sindaco era quello di ricavare dalle quattro alle sei aule in quegli spazi. Confido di riuscire ad utilizzare le nuove stanze a partire dalla fine dell’anno». Con le nuove iscrizioni, il completamento di alcuni corsi (quest’anno il liceo classico avrà per la prima volta una classe quinta), gli alunni sono diventati 903 contro gli 867 dell’anno scorso.
«Saranno 40 classi», ammette Bonini, «e ufficialmente abbiamo 36 aule. Utilizziamo altri spazi come gli spogliatoi per sistemare qualcuno, ma uno spogliatoio non è certo un’aula. Abbiamo anche riesumato un’auletta piccolissima, ma comunque qualche classe sarà costretta a girare».
«Cerchiamo di sfruttare al meglio gli spazi che abbiamo», ribadisce Mariangela Icarelli, vicepreside del Medi, «non c’è chi ha più o meno dignità nella scelta delle aule. Dobbiamo però farci bastare quello che abbiamo».
Se si parla di “classi rotanti”, costrette a cambiare più volte l’aula dove seguire le proprie lezioni, l’istituto Carlo Anti di via Magenta è quello che negli anni ha tribolato di più. «Avremo ancora qualche classe che ruota», dice Claudio Pardini, preside dell’Anti, «ma meno disagio. Dalle cinque dello scorso anno, quest’anno sono due». Il numero di studenti iscritti è circa equivalente a quello dell’anno scorso: 1.200 alunni.
«C’è un incremento di iscrizioni al tecnico e al liceo scientifico tecnologico e un calo all’indirizzo grafico», spiega Pardini, «gli alunni sono gli stessi, ma ci saranno due classi in meno e quindi più aule a disposizione per gli altri».
Un altro problema per gli studenti dell’Anti è quello del cantiere aperto e contiguo alla scuola. Il cartello di cantiere indica come data di fine lavori il 31 dicembre 2008. «Speriamo ce la facciano», auspica il preside dell’Anti, «anche con la palestra, in modo da poterla utilizzare già a partire dal secondo quadrimestre».
Il cantiere in via Magenta riguarda anche l’istituto tecnico commerciale Ettore Bolisani, ora “parcheggiato” nelle aule delle scuole medie Cavalchini Moro. «La situazione della sicurezza qui non è per niente rosea», ammette Luigi Santillo, preside del Bolisani, «e inoltre quest’anno due classi utilizzeranno aule staccate dal corpo principale, che prima erano laboratori».
I 400 studenti del commerciale dovrebbero traslocare nel nuovo edificio in via Magenta il prossimo anno scolastico. «Questi sono gli accordi», afferma Santillo, «con i quali dovremmo avere a disposizione 15 aule, 3 laboratori, gli uffici per la segreteria e la palestra». Già, la palestra, un altro punto dolente. «Ora come ora i nostri studenti», ammette Santillo, «come altri dell’Anti e dello Stefani sono costretti ad usare quella di Quaderni».
Dunque saranno 15 aule nel nuovo edificio per il Bolisani, ma le classi quest’anno sono già 16. Dove finirà la sedicesima?
A former member
Post #: 144
Cara Sara,

per me è veramente scoraggiante leggere quell'articolo, dopo 8 anni passati quasi inutilmente nelle rappresentanze dei genitori nella scuola.
Ti riporto le mie considerazioni inviate ai miei amici della scuola:

<< Da tempo si sta propagando il "polo delle scuole superiori", ma -senza una programmazione degli spazi per aule, edifici e strutture sportive- i problemi restano gli stessi!!

E' DESOLANTE leggere il ripetersi dell'elenco dei ripieghi adottati dai presidi (v. articolo riportato nel blog amici di beppegrillo>).

Mi chiedo "si muove qualcuno per agire in modo deciso"? Neppure dagli utenti della scuola e le rappresentanze dei genitori?

Sabato avremo a Villafranca la "notte bianca" (come a Roma, Torino e Milano) e il tripudio per "passaggio delle Frecce tricolori" (forse non avevamo abbastanza disturbo da rumore) ad imitazione di quanto avviene il 2 giugno a Roma sui fori imperiali!
Vi va bene?
Mi attendo che qualcuno vinca l’inerzia e faccia qualcosa di concreto e decisivo! >>

Elìa
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