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Amici di Beppe Grillo di Villafranca Message Board › Risparmio energetico: cosa fare?

Risparmio energetico: cosa fare?

A former member
Post #: 278
Prendo spunto da un articolo su L'Arena di domenica per rilanciare un tema a noi molto caro e che abbiamo affrontato gia' nella conferenza dello scorso 14 dicembre: rispermio energetico e uso di fonti rinnoviabili.

In attesa che il nostro governo costruisca decine e decine di centrali nucleari (abbiamo gia' un thread aperto sulal questione), l'uso del sole puo' essere una realta' a partire dalla nostra amministrazione pubblica!

Per fortuna che il neo-assessore Adami e' un ingegnere che lavora in una azienda che fa impianti fotovoltaici: speriamo che porti competenze e progetti al pari di quanto sta facendo il comune di Sommacampagna (avete visto i pannelli sopra la nuova isola ecologica?).

Molto bene cominciare a pensare all'illuminazione pubblica delle strade e delle piazze: l'uso di lampioni solari con luce a led oramai e' diventata una soluzione percorribile e se ne vedono parecchi esempi anche nella nostra provincia.

Abbiamo parecchie proposte anche noi e il comune e' bene che cominci a fare la sua parte!

karlo




L'Arena domenica 29 giugno 2008 provincia pag. 34

VILLAFRANCA. Alti i costi delle bollette
Il Comune mira a risparmiare energia elettrica
di Irene Pasquetto

Risparmiare sulla bolletta dell?energia elettrica pubblica è possibile. Per farlo, una strada valida è l?utilizzo delle fonti rinnovabili da parte del Comune. Dal 2007 il Comune di Sommacampagna prima e il Comune di Povegliano dopo, hanno installato due impianti fotovoltaici da circa 20 kilowatt pico (è la potenza massima che può raggiungere un impianto) nelle rispettive scuole medie inferiori. Ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Gas Morenica srl e alla misura presa da parte dello Stato per regolarizzare queste installazioni denominata "Conto Energia?.
Oltre al risparmio energetico, un impianto da 20 kwp permette di evitare l?emissione di anidride carbonica per circa 16 tonnellate annue. Ma quanto spende il comune di Villafranca per fornire energia elettrica a scuole, edifici comunali, impianti sportivi, segnaletica stradale e manifestazione culturali? Nel 2006 la spesa complessiva per fornire illuminazione a questi edifici è stata di 686mila 88,17 euro mentre nel 2007 di 714mila 33,53 euro. Si è registrato un aumento del 4 per cento, giustificabile visto il crescente costo dell?energia. Nel 2007 tenere illuminato il castello scaligero è costato al comune 7.394,48 euro.
Le luci degli edifici comunali sono costate invece 59mila 838 euro. Ma a gravare pesantemente è il costo dell?illuminazione delle strade: 357mila 593,35 euro. In diversi comuni italiani vengono utilizzati lampioni fotovoltaici per illuminare le vie. Un esempio è il Comune di Rovigo, che dal 2006 ha installato 350 lampioni fotovoltaici in grado di produrre 33mila kilowatt. In totale, il comune di Rovigo produce energia elettrica mediante l?utilizzo di fonti rinnovabili fino a 417,5 kwp.
Alessio Adami, assessore l?ecologia a Villafranca, spiega: «Utilizzare energie rinnovabili come i lampioni fotovoltaici per l?illuminazione pubblica è una strada percorribile. Sono sempre stato favorevole all?energia alternativa, prima di diventare assessore lavoravo proprio in un?azienda che produceva e istallava pannelli fotovoltaici».
I lampioni fotovoltaici hanno un consistente ritorno economico, zero immissioni di anidride carbonica, non richiedono grande manutenzione e sono sicuri contro le folgorazioni. È possibile installarli recuperando vecchi pali e possono essere riposizionati in qualunque momento. Adami continua: «Tali lampioni utilizzano lampade led per aumentarne l?efficenza (lampioni con sistema chiamato switch-on), ma è comunque necessario affiancarli alla rete tradizionale che deve fare da supporto. Il problema è l?investimento iniziale. Investimento necessario è invece l?informazione della cittadinanza sulla possibilità di abbattere il costo dell?energia utilizzando semplici stratagemmi». Le lampadine, per esempio. Meglio quelle a basso consumo: costano di più, ma durano molto di più.
A former member
Post #: 124
BENE, andiamo avanti (anche con Alessio Adami).
Il nostro comune è sempre ultimo ed è incisivo e bello l'affondo di Morello sulla pagina di ieri "Villafranca ha fatto poker di DISGRAZIE".

Bene per la sensibilità di Irene Pasquetto (FORZA GIOVANI!).

Cari miei per convincere occorre pazienza, dialogo continuo e confronto insistente.

C'è molto da fare, confrontiamoci sui fatti con la redazione de L'Arena (spese elettorali NON TRASPARENTI, derivati finanziari comunali da CHIARIRE, Parco cittadino del Tione NON COMPLETATO, ecc....)

Elìa
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 197
Forse sembra banale ma questa cosa mi fa riflettere:
Quanti di noi sanno quanta energia stà consumando la propria casa durante la giornata.
Stiamo tanto attenti alla bolletta di fine mese ma non sappiamo alla fine dell'ammontare della spesa quale
apparecchio ellettrico ha influito di piu' e come si potrebbe ottimizzare il nostro consumo.
Buttare energia e' come buttare i rifiuti senza riciclarli e dobbiamo sicuramente stare piu' attenti a come consumiamo l'energia.

La gara delle case Green
di Marinella Correggia - 01/08/2008

Fonte: il consapevole [scheda fonte]

Bethany Lewis, nove anni, gioca bene a football. Ma non è per questo che l'inglesina è apparsa in foto e gesta sul Guardian. Negli ultimi sei mesi la sua vista acuta le è servita per controllare continuamente un monitor nella sua casa a Leeds; così è stata determinante nell'ottenere un taglio dei consumi di energia familiari di oltre un quarto.
Il monitor, in effetti, mostra il costo dell'energia consumata nella casa, minuto per minuto; e se la lancetta o chi per essa si spinge oltre i due pence l'ora, Bethany vuole sapere perché. La sua vigilanza è andata di pari passo con quella svolta in altre 63 case in otto strade che si chiamano Green (verde). Nel paese è infatti in corso - da gennaio - una sana competizione fra le Green Streets. Sulla base dei risultati, questa attenzione domestica ai consumi se estesa a tutto il paese potrebbe far risparmiare alla Gran Bretagna 4,6 miliardi di sterline in bolletta energetica. Il che fa pendant con un bell'aiuto dato al clima, con una riduzione delle relative emissioni di gas serra di un bel 20%.
Bethany ha spiegato che quando torna da scuola controlla i numeri, e «se mi sembrano troppo alti, vado a vedere se la tivù è stata lasciata inutilmente accesa, o se lo stereo è stato lasciato con lo stand-by acceso. E spengo tutto». Migliaia di piccoli atti di questo tipo hanno fatto sì che la strada in cui abitano i Lewis, la Green Lane nel sobborgo di Cookridge, stia guidando l'originale gara: cumulativamente queste case anni '70 hanno tagliato i costi energetici del 29,32% solo con il comportamento. Le sette rivali della via di Bethany se la stanno cavando bene, salvo la Green Street di Manchester che è ferma a una riduzione dell'8,56%. Ma l'Institute of Public Policy Research (Ippr), che sta monitorando la gara per la British Gas calcola una media di riduzione del 20%.
Ancor più bravo di Bethany è Cyrus, tre anni, della famiglia Neysari che conduce la classifica, dalla cima della sua collinetta. Grazie anche ai pannelli solari installati sul tetto, hanno tagliato di metà i consumi energetici globali; 500 sterline in sei mesi solo di gas. I pannelli sono una dotazione fornita dalla gara, insieme alle valvole termostatiche per i radiatori di ogni camera, e alle cisterne per l'acqua (si tratta di case individuali). Ma è soprattutto il comportamento ad aver giocato e in questo Cyrus c'entra parecchio: va in giro a verificare. Potere dei bambini, educatori una volta educati. Semplici gesti diventano abitudini: mettere i coperchi alle pentole, annullare le lucine rosse, lavare a pieno carico e a temperature più modeste, spegnere il forno 5 minuti prima, asciugare i capelli all'aria, abbassare di un grado il termostato, non usare i tagliaerba a motore per i giardinetti...
Il progetto comprende anche un «consulente per il risparmio energetico» ogni otto nuclei familiari. Alla luce dei buoni risultati l'Ippr formula due proposte. Primo, il Tesoro destini 4 milioni di sterline per avviare simili gare in molti altri contesati. Secondo: che si recluti una «forza nazionale di consiglieri energetici» simili agli esperti che la British Gas ha assegnato alle Green Streets della gara, insieme a 30.000 sterline per le attrezzature (pannelli, boiler ecc.). Ovviamente non una persona ogni otto famiglie, ma ad esempio uno ogni 20 vie inglesi: farebbero 10mila consiglieri. Il costo è stato calcolato in 500 milioni di sterline all'anno: poco più di un decimo rispetto a quanto il paese risparmierebbe in costi dell'energia. Il resto lo farebbero dei prestiti a basso tasso di interesse alle famiglie.
A former member
Post #: 392
Ottimo spunto Simone!

Quello del monitoraggio in tempo reale dei consumi e' la strada giusta per cominciare concretamente a parlare di minor consumi!!!

Aggiungo un altro tema: la geotermia a bassa entalpia! Sto anche io approfondendo l'argomento grazie a colleghi ingegneri che sono esperti in materia.

Ho trovato questo articolo per introdurre l'argomento.

karlo


Geotermia a bassa entalpia, questa sconosciuta

LIVORNO. Non solo dal sole, dal vento, dalle biomasse o dalle maree, l’energia può essere tratta anche da sotto i nostri piedi e senza andare a scavare troppo in profondità. Si tratta dell’energia geotermica a bassa entalpia, diversa dalla geotermia dei grandi impianti per produrre energia elettrica, perché sfrutta una temperatura relativamente bassa che può essere amplificata grazie alle pompe di calore. E con questa riscaldare o raffrescare la propria casa per tutto l’anno.

Quindi non serve essere sopra un giacimento geotermico per poter sfruttare questa energia, basta raggiungere con una pompa di calore la temperatura che verso i cento metri di profondità si aggira intorno ai ai 12°C. La pompa di calore sfrutta questa temperatura e la rende disponibile al sistema di riscaldamento comprimendola e portandola anche fino a 70°C. Un sistema che durante l´estate potrà essere semplicemente convertito in raffreddamento. La pompa di calore è paragonabile infatti al frigorifero, che raffredda all´interno ma riscalda all´esterno: in questo caso la funzione avviene nel senso opposto se si vuole riscaldare o nella stessa maniera se si vuole raffrescare.

L’uso di pompe di calore abbinato a sonde geotermiche può quindi essere utilizzato per uso domestico.
L´efficienza della pompa dipende dal lavoro che questa deve svolgere, quindi risulta essere più efficiente riscaldare a bassa temperatura per esempio sfruttando un sistema a distribuzione con pannelli radianti (a pavimento, parete o soffitto). Per migliorare l´efficienza il più possibile è anche importante isolare bene l´edificio.

In pratica si tratta di scambiare il calore naturale del terreno con l’edificio, in modo che la temperatura prelevata attraverso la sonda dal sottosuolo giunga ad una pompa di calore che ne aumenta la temperatura fino a quanto serve per alimentare una o più celle termiche che andranno a servire l´impianto di riscaldamento e l´acqua calda sanitaria.

Il coefficiente di prestazione è mediamente 4: questo significa che è necessario 1kw di energia elettrica per produrne 4 di energia in forma di calore, e questo può consentire un risparmio fino all´80% sulle spese di riscaldamento.

E’ energia perfettamente pulita, dato che la pompa di calore non emette fumi e quindi nessun particolato o polvere sottile viene immessa nell´atmosfera, se poi all´impianto geotermico viene abbinato anche un impianto fotovoltaico si può produrre tutto il calore e l´energia necessaria per il fabbisogno domestico in maniera totalmente autonoma e pulita. Ma se è così conveniente sia per l’ambiente che per il portafoglio perché è così poco diffuso il suo utilizzo?

Intanto perché non è così diffusa la conoscenza di questo sistema che invece ad esempio nella vicina Svizzera è un sistema convalidato e assai sfruttato.
C’è poi da evidenziare che mentre è un sistema relativamente semplice da applicare nel caso di una nuova abitazione, lo è già meno se la casa è già costruita.

Il sistema che sostiene l’uso della geotermia a bassa entalpia necessita di un impianto che corre lungo il pavimento e che può risultare difficile realizzare in caso di ristrutturazione, anche se le aziende che lo installano garantiscono che è anche in questo caso non vi è alcuna difficoltà.

Comunque sia almeno nelle nuove costruzioni dovrebbe diventare un sistema raccomandato, se non addirittura obbligatorio. Ma tanto per cambiare, dalle enunciazioni a passare ai fatti concreti c’è sempre un´enorme distanza.

Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 198
Ringrazio il mio collega Loris che ogni tanto mi passa qualche chicca.....

Sempre per la serie soluzioni per consumare e inquinare meno.

Energia solare per un intero gruppo di case.
pubblicato: giovedì 31 luglio 2008 da simona in: Energia Nord America Casa Solare
Nasce Drake Landing Solar Community, la prima comunità nord americana che utilizza energia solare, situata precisamente nella città di Okotoks, Alberta, Canada. Il progetto mostra come sia possibile condurre uno stile di vita sostenibile in ogni abitazione. Sono stati installati 800 pannelli solari posizionati sui tetti di case e garage che producono 1,5 mega-watt di energia termica in estate e forniscono calore per gli impianti di riscaldamento. L’intero sistema soddisfa il 90% del fabbisogno di acqua calda e riscaldamento di tutte le 52 abitazioni del complesso edile.

Una soluzione di etilenglicole scorre attraverso un sistema di tubature che unisce l’intero schieramento di pannelli solari. Questi ultimi assorbono l’energia solare e riscaldano la soluzione di glicol etilenico che raggiunge il centro energetico della comunità. Il calore viene quindi trasferito dal convertitore di calore ad un serbatoio d’acqua e, a questo punto, la soluzione di etilenglicole ritorna al gruppo di pannelli solari. Attraverso una serie di tubature l’acqua riscaldata viene trasferita nel sotterraneo sistema di immagazzinamento di energia termica, riscaldando il terreno circostante fino a 80 gradi centigradi. Tutto questo procedimento fornirà nei mesi invernali acqua calda e riscaldamento per l’intero complesso edile.

Le case, costruite una accanto all’altra per ridurre la lunghezza del sistema di tubature, sono tutte costruite utilizzando materiali prodotti localmente ma, cosa non meno importante, sono stati utilizzati anche materiali riciclati. Le case sono state certificate dallo Standard R-2000 della Natural Resources Canada per la razionalizzazione del consumo energetico e dal programma Built Green™ Alberta. L’esperienza della Drake Landing Solar Community può servire per qualsiasi complesso edile.

vi lascio il link dell'articolo.
Bernabe' S.
simone75
Villafranca di Verona, VR
Post #: 205
Ecco perchè applicare delle certificazioni energetiche, degli standard minimi che riqualificano la nostra abitazione lasciandole un valore aggiuntivo che dura negli anni avendo inoltre il vantaggio di essersi pagati una casa che costa poco mantenerla.

Certificazioni energetiche LEED
pubblicato: martedì 12 agosto 2008 da simone in: Informazione Risparmio energetico

leedLa storia è sempre la stessa, con il petrolio alle stelle cresce sempre più la percentuale di persone che optano per il miglioramento dell’efficienza energetica nelle proprie abitazioni.

Nonostante questo trend positivo, come già abbiamo avuto modo di leggere sull’Ecoblog, il governo Italiano sembra non cavalcare quest’onda e ha deciso di ridurre gli obblighi relativi alle certificazioni energetiche nelle abitazioni. Tuttavia fra le istituzioni pubbliche c’è chi va decisamente controtendenza.

In Trentino infatti è stato recentemente lanciato un sistema di certificazione internazionale chiamato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) con degli standard di eccellenza talmente flessibili da poter essere applicati a qualsiasi tipo di abitazione. Il sistema LEED, sviluppato dall’associazione americana Green Building Council, è una griglia di valutazione in 69 crediti, a loro volta suddivisi in 6 categorie: siti sostenibili, gestione delle acque, energia ed atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, progettazione ed innovazione.
L’obiettivo è fornire un riconoscimento di qualità in 4 livelli(”certified”, “silver”, “gold” e “platinum”) a tutti quegli edifici che garantiscono, con un aumento dei costi contenuto (in media +3% rispetto a un cantiere “convenzionale”), un “ciclo vitale” in grado di limitare al massimo l’impatto con l’ambiente e il consumo di energia. La differenza, poi, la fa il mercato: un edificio certificato LEED vede crescere il proprio valore fino al 7,5%. Il sistema è ormai diffuso in 41 Paesi.
L’assessore alla Programmazione della Provincia di Trento, Gianluca Salvatori , spiega che questo nuovo sistema di certificazione non varrà solamente per le case, ma sarà esteso anche ad altre strutture, tra cui una ventina di scuole che verranno costruite nella provincia. La gente – continua Salvatori - è oggi alla ricerca, nel momento in cui decide di investire nel mercato edilizio, di un valore aggiunto che si mantenga nel tempo e questo è sicuramente un sistema che può dare importanti risposte in questo senso.
A former member
Post #: 435
E per fortuna(!) che l'energia costa sempre di piu': adesso anche i sindaci veronesi cominciano a capire che bisogna eliminare gli sprechi di energia! Purtroppo solo perche' le'energia costa sempre di piu' e non perche' hanno capito che dobbiamo abbassare l'emissione di CO2 come previsto dagli accodi internazionali ai quali anche l'Italia h aderito.

karlo



L'Arena - domenica 24 agosto 2008 provincia pag. 29

LA SOLUZIONE. Il Veneto vanta una legge all’avanguardia, ma non è applicata: eppure basta poco per risparmiare

No all’inquinamento luminoso e impianti a basso consumo


Tutelare l’ambiente e risparmiare garantendo sicurezza si può: «Non serve spegnere la luce, basta illuminare meglio». Pochi lo sanno ma il Veneto è stata la prima regione, nel 1997, a promulgare una legge sull’argomento: peccato che da allora si stia ancora attendendo la stesura dei regolamenti ai quali pubblico e privato si sarebbero dovuti attenere. «Il Pat, nuovo strumento urbanistico intercomunale, affronterà anche questo tema con norme precise. Il Comune», ha detto il sindaco Dal Cero, «ha contattato alcune ditte per la sostituzione degli impianti di illuminazione con quelli a basso consumo».
Luca Zaggia, componente di Veneto Stellato, ha confermato: «In cinque anni, col risparmio, il nuovo impianto si ripaga. Ci sono anche ditte che rifanno la rete della pubblica illuminazione a costo zero per i Comuni ma tenendosi proprietà, e risparmio, per 10 anni».
Il problema della Val d’Alpone sta nelle parole di Luigi Giarolo, «gastrofilo»: «Da Campofontana in giù l’orizzonte non è stelle, ma una continua linea luminosa». E’ così dappertutto, anche se l’osservatorio di Cattignano dovrebbe godere di una fascia protetta, prevista per legge dai 10 ai 25 chilometri a seconda della natura dei siti. Il danno, secondo i Gastrofili, è immenso, «perchè l’inquinamento luminoso può propagarsi fino a 300 chilometri». Inquinare vuol dire «illuminare il cielo», ha detto Zaggia, «cioè un’idiozia per di più costosa». Tra buio e spreco la soluzione si chiama «cappello del prete», cioè i lampioni con la calottina. «La luce la mandano solo dove serve, e se sono posizionati bene, ne basta uno ogni 40 metri. Le palle luminose illuminano solo verso l’alto», ha aggiunto Zaggia. Basta fari sparati verso il cielo, servono lampioni col "cappello" o fari inclinati e con vetro piano: «Su 60 metri di strada l’impianto a palle (costo 20 mila euro) dà efficienza del 56 per cento, resa del 50 e perdita di 250 euro l’anno. Quello con lampade a calottina costa massimo 9 mila euro, rende l’80 per cento e perde 96 euro».
Fa differenza anche la potenza: «Più si illumina, meno ci si vede, è l’abbagliamento. La luce sufficiente in centro è quella che mi permette di leggere il giornale, ma se il centro sembra un casello autostradale, quando mi sposto in una via defilata e illuminata mi sento al buio. Basta poco per sposare risparmio e sicurezza».P.D.C.
A former member
Post #: 1,064
Raccolgo da Facebook una iniziativa a difesa degli sgravi fiscali del 55% per gli interventi a favore del risparmio energetico, incentivi appena eliminati da Tremonti (e forse ripristinati solo per il 2008).

L'appello della causa su FB invita a lavorare nei nostri comuni con istante per chiedere un impegno concreto ai sindaci di aiutare i propri cittadini ad eseguire interventi di riqualificazione energetica degli edifici, anche chiedendo al ministro di ripristinare gli incentivi.

Che ne dite se presentiamo anche noi una istanza del genere? Ecco una interpellanza a Cernusco: http://provavivere.bl...­


karlo



http://blog.libero.it...­
Difendiamo l'ambiente e le detrazioni del 55% anche nei comuni

Mentre Obama annuncia il New Deal americano impostato anche sul migliorare l'efficienza energetica degli edifici federali, mentre, al momento non vi sono emendamenti depositati per cambiare le norme dell'articolo 29 (l'articolo anti-ambiente del decreto anti-crisi) ma solo due impegni presi mezzo stampa (cancellare la retro-attivit� e cancellare il silenzio-diniego) la Catena dei Blog ha raggiunto quota 34 38 aderenti, e non deve fermarsi. (metti un post nel tuo blog con tutta la lista degli anelli, che trovi qui, e segnalalo nei commenti)

Adesso � il momento di uscire dal web e fare due azioni concrete:
- l''11 dicembre, per coloro che abitano nella capitale, l'appuntamento � a Piazza Montecitorio alle 11,00 per una manifestazione che chiede la cancellazione dell'articolo

- parlare con consiglieri, sindaci, presidenti provinciali e regionali perch� portino il tema nei rispettivi consigli. Sono gi� state presentate una mozione e un'interrogazione che possono essere prese ad esempio e replicate in tutte le amministrazioni locali:
� mozione presentata da Barbara Diolati (Verdi) a Ferrara
� interrogazione presentata da Daniele Fedeli (Vivere Cernusco) al sindaco di Cernusco.
E poi fate in modo che i giornali locali parlino della questione!

A breve inizieremo anche a mandare mail ai parlamentari dei vari schieramenti.

Suggerisco anche di iscriversi (per quanti hanno l'acount) alla causa su Facebook che ha gi� superato i 1.300 iscritti e di firmare la petizione su Firmiamo. Queste per� sono azioni simboliche, le mozioni e le interrogazio sono atti ufficiali.

Forse questa battaglia possiamo vincerla, non fermiamoci.

A former member
Post #: 1,065
Su L'Arena di oggi c'e' la nuova regolamentazione del comune di Lavagno: per costruire nuovo case si devono rispettare requisiti specifici legari al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili.

LAVAGNO. Approvato il Piano degli interventi, che programma lo sviluppo del paese per i prossimi dieci anni: tante novità «verdi» nel nuovo Regolamento edilizio
Un freno alle nuove case
e spazio all’eco-edilizia
Giuseppe Corrà
Sviluppo «dieci volte inferiore all’attuale» e norme innovative di qualità ambientale Prevista la circonvallazione di San Pietro

* Venerdì 02 Gennaio 2009
* PROVINCIA,
* pagina 28


Il municipio di Lavagno ha varato il Piano degli interventi
Il Consiglio comunale di Lavagno ha approvato a maggioranza il Piano degli interventi, cioè lo strumento che regola il territorio in armonia con il Piano di assetto del territorio intercomunale.
In pratica, si tratta dello strumento urbanistico che regolerà lo sviluppo nei prossimi dieci anni, anche se i vincoli che contiene (ad esempio, edificabilità e destinazioni d’uso) dureranno solo cinque anni.
I principi ispiratori si possono così riassumere: attenzione alle edificazioni in area agricola (le case dovranno davvero essere giustificate dalle esigenze della conduzione dei fondi); riqualificazione del territorio; realizzazione delle reti fognaria e idrica dove necessarie (ad esempio, la fognatura nella frazione di San Briccio, dove non esiste); individuazione di un’area accanto alle attuali scuole medie e al campo di calcio per la possibile creazione di un polo scolastico unico; adeguamento alle normative in materia urbanistica; spostamento della viabilità che attraversa la frazione di San Pietro con la creazione di una circonvallazione che prevede l’adeguamento di via Osteria e via Progni e il rientro sulla provinciale per Mezzane a nord della località Case Rosse.
La superficie agricola interessata dalle scelte del Piano degli interventi è di circa 150 mila metri quadrati: qui sarà possibile edificare alloggi e capannoni per un totale di 150 mila metri cubi, in cui sono comprese però anche le aree destinate ai servizi.
«Le nuove edificazioni dei prossimi dieci anni», spiegano all’ufficio tecnico, «si aggireranno sui 120 mila metri cubi, vale adire 12 mila metri cubi all’anno, cioè circa 40 appartamenti. Una realtà che è 8-10 volte inferiore all’edificazione che si è realizzata a Lavagno negli ultimi cinque anni».
Un’altra cosa ancora caratterizza questo Piano: il nuovo regolamento edilizio che lo accompagna. In esso sono contemplati una trentina di requisiti per le nuove abitazioni (materiali certificati, elementi costruttivi in legno, isolanti termici e acustici, orientamento della costruzione, nuove tecniche costruttive, utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, efficienza degli impianti, l’inserimento meno invasivo nell’ambiente, ecc.). Solo se le nuove abitazioni avranno almeno dieci di questi requisiti potranno usufruire di tutta la cubatura realizzabile che, in caso contrario, sarà ridotta al 70 per cento.
Questo «Prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale» che accompagna il Piano degli interventi ha ottenuto, dicono ancora all’ufficio tecnico comunale, «gli elogi dei responsabili dell’Ulss 20 perché si tratta di una novità quasi assoluta a livello comunale».
A former member
Post #: 1,172
Due proposte di legge interessanti per cercare di far decollare il concetto di casa di qualita' che consuma poco e inquina poco, oltre ad un ripensamento sulla normativa degli "oneri di urbanizzazione" che stanno facendo svendere il territorio ai comuni per fare cassa.

Teniamo d'occhio questi disegni di legge:

http://www.edilportal...­
Marchio di qualità per edifici in esame alla Camera
Incentivi per la riqualificazione energetica subordinati alla certificazione 1017 visite
di Rossella Calabrese


20/02/2009 - Si è svolto il 17 febbraio scorso il primo esame, da parte della Commissione Ambiente della Camera, del progetto di legge “Sistema casa qualità. Disposizioni concernenti la valutazione e la certificazione della qualità dell'edilizia residenziale”.

Il disegno di legge – ha spiegato il relatore – istituisce un sistema unico per la certificazione della qualità dell'edilizia residenziale, denominato «casa qualità», allo scopo di perseguire un moderno adeguamento qualitativo delle abitazioni, e di produrre un risparmio gestionale dell’edificio.

Leggi tutti i contenuti del disegno di legge
È inoltre previsto che gli incentivi economici e le detrazioni fiscali previsti dalle leggi statali o regionali per la riqualificazione energetica degli edifici, delle ristrutturazioni, nonché dell'edilizia sovvenzionata, convenzionata e agevolata, tengano conto della classificazione e della certificazione. Inoltre, ogni regione, provincia o comune può prevedere incentivi finanziari e premi in favore di privati o di consorzi pubblici e privati che intendono aderire al sistema volontario «casa qualità», con particolare riferimento alle giovani coppie che intendono costruire o ristrutturare la prima casa.

I regolamenti comunali dovranno definire lo spessore di coibentazione e il volume destinato a servizi interni all’abitazione che non verranno calcolati come cubatura urbanistica delle unità immobiliari certificate «casa qualità», sia per gli edifici di nuova costruzione sia per quelli ristrutturati ( leggi lo Speciale Premi Volumetrici per il Risparmio Energetico ).

I Comuni potranno vincolare l’edificabilità di parte delle aree del piano regolatore comunale all'edilizia residenziale certificata «casa qualità»; potranno inoltre ridurre gli oneri di urbanizzazione, le imposte e le tasse comunali, per chi venda o affitti gli alloggi costruiti, a prezzi concordati con il Comune.

Il firmatario del ddl, Guido Dussin, ha proposto un ciclo di audizioni con gli esperti del settore e del mondo della ricerca e con coloro che già hanno sperimentato un sistema di qualità nella costruzione delle abitazioni, come ad esempio il sistema delle «Casa-clima Oro» realizzato in provincia di Bolzano. Ha inoltre suggerito di cogliere l’occasione della discussione sul provvedimento per superare l’attuale quadro normativo in tema di volumetria degli edifici e di oneri di urbanizzazione, legando entrambe le tematiche all’innovazione tecnologica dei prodotti per l’edilizia, all’efficienza energetica e alla qualità certificata degli edifici, in linea con il federalismo fiscale.

La deputata Chiara Braga ha invece proposto di provare a superare l’attuale disciplina degli oneri di urbanizzazione, anche per liberare gli enti locali dalla necessità di continuare a consentire un indiscriminato consumo del territorio per far fronte all’esigenza di reperire risorse per lo svolgimento delle proprie attività.

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