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Meetup GENOVA: Amici dell'Associazione GRAF Message Board POLITICA italiana e trasnazionale › Casaleggio, Grillo e la WEB-crazia

Casaleggio, Grillo e la WEB-crazia

A former member
Post #: 14
Corriere.it, 21.9.12: M5S, scoppia un caso Sardegna
POLEMICHE SUI SITI DEL MOVIMENTO DI GRILLO, contestata un'assemblea regionale: «È come un partito». http://www.corriere.i...­
«Piccoli Favia e Tavolazzi crescono anche in Sardegna». Comincia così un post polemico apparso sui siti del M5S realizzato da alcuni militanti che si schierano contro i membri delle liste che han partecipato alle scorse elezioni comunali. «Le 3 liste civiche della Sardegna (Alghero,Sennori,Quartucciu) -si legge sull’intervento postato ieri- han organizzato la 1^Assemblea Regionale del M5S. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di Regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente a porte chiuse». La polemica si appunta in particolare sul regolamento interno dell’assemblea. La costituzione del gruppo regionale è bollata come DIREZIONE POLITICA, gli STRUMENTI DI CONTROLLO DEGLI ATTIVISTI paragonati a METODI DEGNI DELLA GESTAPO, un Comitato Esecutivo è paragonato a un POLITBURO. «Incredibile, non è vero? -argomenta il post- Han fatto proprio le cose in grande. Han messo i piedi nel piatto in modo da aver una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decider le candidature alle prossime regionali».
Pietra dello scandalo, l'associaz.5S-Cagliari, creata da Emanuela Corda, candidato sindaco per il M5S alle recenti amministrative. «Han fatto proprio le cose in grande: han messo i piedi -si legge nella denuncia online- nel piatto in modo da aver una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decider le candidature alle prossime regionali». Logica conclusione, richiesta d'intervento rivolta a Grillo in persona, anche se alcuni,di nuovo,si dicono contrari anche quest'ultima ipotesi. «Non abbiamo bisogno di un nuovo partito personale, non siamo il Pdl e la Lega nelle mani di un padre padrone».
I diretti interessati non ci stanno e replicano con un post sul blog di Grillo in cui parlano di strumentalizzazione; secondo i grillini,i media avrebbero dedotto la polemica da un semplice commento in uno dei forum di discussione di un utente. "Ormai -scrivono gli esponenti del M5S Alghero,Sennori,LQuartucciu,Cagliari- anche il più piccolo sussulto del web trova spazio sui media: basta che il bersaglio sia il M5S". Commento ripreso da Grillo stesso su Twitter.

Giornalettismo, 21.9.12, Dario Ferri http://www.giornalett...­ E il M5S litiga in Sardegna. Sul forum del sito di Grillo una protesta contro "i piccoli Tavolazzi e Favia"
Nuova grana in stile emiliano per Grillo e Casaleggio (=Grilleggio). Ma ora viene dalla Sardegna, dove, secondo quanto denuncia un militante sui meetup, ci sarebbe qualcuno che vuol far come Favia e Tavolazzi, cioè organizzar meeting e incontri tra liste civiche in vista dell’organizzazione di un partito vero e proprio. La denuncia è dell’utente Lino eu-Amsicora e inizia subito con una bella requisitoria: Le 3 liste civiche sarde (Alghero,Sennori,Quartucciu) han organizzato la 1^Assemblea Regionale del M5S. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di Regolamento di partecipazione molto dettagliato, selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente A PORTE CHIUSE. Scopo dell’assemblea regionale è (udite udite): 1) costituzione del gruppo regionale (Direzione Politica?); 2) strumenti di controllo degli attivisti (Gestapo?); 3) creazione Comitato Esecutivo (Politburo?). Ma non finisce qui, la lista civica di Cagliari (con Emanuela Corda candidata a Sindaco) benché abbia perso le elezioni senza cioè aver eletti in consiglio comunale (unico es. in tutt'Italia) ha deciso d'incollarsi alle speranze di gloria e quindi con gli altri candidati trombati ha fondato una bella associazione (registrata) chiamata Ass.5s.Cagliari con tanto di Statuto (un NON statuto gli pareva poco) e organi dirigenti, insomma ha messo su una vera organizzazione politica con tanto di Logo e Sito. Ora dicono che l’Ass.5sCagliari, pur essendo un’entità autonoma, aderisce al M5S. Incredibile, no? Non sapevo che entità autonome potessero aderir al M5s: ma quanto vale un'entità autonoma UNO o di più? Ma non basta,evidentemente la città di Cagliari doveva sembrargli troppo piccola per le loro ambizioni politiche perciò han acquistato e registrato (a nome dell’Assoc.) uno spazio web intitolato: www.Sardegna5S.it. (ancora non operativo). Han fatto le cose in grande (han messo i piedi nel piatto in modo da aver una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decider le candidature alle prossime regionali). Inoltre,benché abbiano perso le elezioni,la Lista civica di Cagliari (ora Ass.5sCagliari) continua a gestir lo spazio web sul Blog del M5S per mezzo di suoi fidati adepti (Marco Pinna, Andrea Vallascas, Roberto de Santis...) senza produrre documenti di qualche rilievo politico: solo post d'opinionisti, mai veri e propri progetti concreti sulla città (quasi mai si parla dei problemi cittadini, forse non vogliono irritar il sindaco Zedda/SEL?). Mentre lo spazio web riservato alle Liste di Alghero,Sennori,Quartucciu son quasi desolatamente vuote.
Infine, arriva l’appello a Grillo e Casaleggio: Caro Beppe e Gianroberto,intervenite prima che sia troppo tardi,la libertà sta diventando anarchia. Che i consiglieri eletti si occupino piuttosto di realizzar il programma civico invece di crear orticelli elettorali e posizioni dominanti da CAPOBASTONE. Occorre invece dar fiducia ai meetup (vero braccio operativo del M5s) e rinforzar il Blog del M5s. Per i più esigenti,qui di seguito elenco nomi+cognomi+link ai documenti che ho citato. Buona lettura. Ass.5sCagliari: http://www.movimento5...­ Manifesto d'indizione dell'Assemblea Regionale http://www.m5salghero...­ Lista Civica Alghero: Giorgia Di Stefano Lista civica Quartucciu: Bruno Flavio Martingano Lista civica Sennori: Nicola Bianchi
Per il momento il post ha ricevuto 36 commenti. E la maggior parte sembrano approvarne il contenuto. Intanto,una delle persone nominate minaccia già una querela su Facebook: la risposta del M5S di Cagliari in un lancio Ansa: L’Ass.5Stelle Cagliari rigetta le accuse e falsità del post apparso nei giorni scorsi nel forum del M5s. E’ quanto si legge in apertura del sito del mov. di Cagliari in un post a firma Dafni Ruscetta. ‘Ricordiamo -si sottolinea- che in un forum aperto a tutti chiunque ha la possibilità di fornir una propria versione dei fatti. Gli attivisti (volontari) della nostra Assoc. -si puntualizza- come diversi altri esempi 5S sul territorio nazionale,da più mesi s'impegnano per il riconoscimento d'alcuni diritti fondamentali a difesa dei cittadini e la realizzazione e il sostegno a importanti attività nel territorio provinciale e regionale. Considerata la continua campagna di delegittimazione che il M5s sta subendo ormai da mesi,strategia peraltro ormai nota a tutti,non ci sorprende il risalto mediatico che è stato dato alla vicenda. Non intendiamo scender ulteriormente nel merito delle accuse riportate nel forum citato,anche perché la nostra versione è stata già ampiamente riportata in quel contesto,pertanto torniamo serenamente a occuparci delle tante problematiche del nostro territorio e a lavorar coi cittadini come sinora abbiamo fatto’.
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Post #: 22
ANCHE AD UDINE !!!

Ragazzi, la verità è molto semplice: qui si avvicinano le elezioni, ed essere candidati OGGI nel M5S è garanzia di andare in Parlamento (o, cmq, di essere eletti da qualche parte). Ergo, gli appetiti si innescano, le velleità si manifestano, le risse (non nuove fra i grillini) si scatenano!
NB: accadde pure nell'Idv (Italia dei Valori, quelli di Scilipoti...); con 18 preferenze diventavi perlomeno consigliere (caso Del Mut ad Imperia, poi transitato in SEL, sinistra senza libertà). La prossima primavera, se mia nonna riuscisse ad esser candidata nel M5S, perfino mia nonna mia nonna diventerebbe deputata! Da qui, l'accentuarsi della litigiosità grillina (peraltro non nuova)


Udine, un passo indietro: http://messaggerovene...­
Grillini contro Grillini la lite finisce dal giudice (Cristian Rigo)
L’ex candidato sindaco di Codroipo accusa di minacce il referente provinciale. La Procura ha aperto un fascicolo. Nel mirino della giustizia una telefonata
Anche i “grillini” hanno le loro gerarchie. E così un litigio tra il responsabile del Movimento 5 stelle per la provincia di Udine, Michelangelo Giumanini e l’ex candidato sindaco di Codroipo, Anthony Santelia, pure lui esponente del movimento di Grillo, rischia di finire davanti al giudice di pace. La Procura di Udine ha infatti aperto un fascicolo dopo che Santelia ha presentato una querela accusando di minacce l’Organizer del movimento Giumanini.
All’origine del dissidio ci sarebbe l’organizzazione di una riunione del meetup a Codroipo. Riunione che Santelia aveva organizzato via internet sul forum del m5s di Codroipo e che Giumanini, eletto organizer a febbraio al posto di Giorgio Cella, avrebbe invece voluto annullare. Per convincere Santelia a rinunciare all’incontro Giumanini non avrebbe esitato a minacciarlo al telefono. Il 26enne di Codroipo però, stufo delle continue pressioni ricevute, avrebbe registrato una telefonata dai toni particolarmente vivaci che risale al 19 giugno scorso. Pochi giorni dopo Santelia, allegando la registrazione, ha presentato una querela e così Giumanini rischia di finire davanti al giudice di pace con l’accusa di minacce. Per convincerlo ad annullare la riunione - che poi si è svolta comunque - il 47enne di Tavagnacco avrebbe detto: «Devi stare molto attento, usa il cervello, scrivi che hai preso cantonate altrimenti potrebbero esserci soluzioni pesanti per te, ti faccio chiamare da un’altra persona».
Lo scontro tra Santelia e Giumanini rientra nelle divisioni interne al M5S del Friuli Venezia Giulia, tra grillini e scissionisti che si raggruppano intorno a Enrico Mengotti. Secondo Santelia, l’assemblea riunita a Udine il 7 agosto scorso avrebbe anche “sfiduciato Giumanini” con 15 voti su 19, ma l’organizer si sarebbe rifiutato di lasciar l’incarico annunciato l’intenzione di mantenere la carica almeno fino a dicembre. Carica che, a detta dei suoi “avversari” politici, gli consentirebbe di escludere dalle discussioni sui forum persone a lui non gradite. Un altro problema che ha scatenato molte polemiche tra i militanti del movimento. Al pari delle riunioni di Palmanova disertate dagli organizer dei quattro comuni capoluogo, ma non dal gruppo che ritiene di lavorare per le regionali da più di un anno e mezzo e di avere tutto il diritto di continuare a farlo. Anche senza gli organizer, tutti peraltro regolarmente eletti. Le divisioni e le polemiche insomma non mancano nemmeno all’interno del M5s.

MESSAGGERO VENETO 21.9.12, Giacomina Pellizzari
http://messaggerovene...­
UDINE: grillini di nuovo nel caos; verso la seconda scissione
Un gruppo di militanti storici ha criticato duramente le regole del movimento. Domani il ritrovo a Udine, da Caucigh, possibile la costituzione del terzo Meetup
Grillini di nuovo nella bufera. Il nuovo Meetup, nato sulle ceneri della scissione dal gruppo storico coordinato da Michelangelo Giumanini, è nuovamente diviso. A meno di un mese dalla costituzione del “M5s Udine per le amministrative” i grillini udinesi vanno verso la costituzione di un 3°Meetup. La svolta sarà decisa domani, alle 10, quando un gruppo di militanti storici, che non condivide le regole severissime imposte dal nuovo Meetup, si ritroveranno al caffè Caucigh per «valutare -spiegano i dissidenti- la possibilità di dar vita al gruppo “Udine per le regionali”». In realtà si tratta di una scusa per staccarsi da chi impone regole troppo strette e per alcuni anche ingiuste.
I dissapori tra i seguaci di Grillo sono emersi, mercoledì sera, nel corso dell’elezione dei ruoli interni al Meetup. Elezioni dalle quali sono esclusi i militanti storici, tant’è che a dar fuoco alle polveri è stato proprio l’intervento di una grillina con diversi anni di militanza alle spalle, rimasta fuori dal gruppo degli aventi diritto al voto perché non vanta un certo numero di presenze alle assemblee. Da qui l’acceso botta e risposta concluso a mezzanotte quando la seduta è stata sospesa. «E’ stata una serata tristissima. Una delle peggiori a cui ho assistito in questi 6 anni di lavoro» si legge oggi sulla piattaforma on line del “m5s Udine per le amministrative” dove altri militanti aggiungono: «Alzata di scudi e discordia» oppure «Un gruppo non esclude altri».
In effetti, il malumore è tale da spingere i dissidenti (nuovi arrivati e componenti storici del M5s) a ritrovarsi, domani mattina, per dar vita a un nuovo Meetup. Insomma, a Udine, i grillini stanno andando verso la 2^scissione. E per farlo utilizzeranno la denominazione “M5s Udine per le regionali” anche se il Meetup originario, coordinato da Giumanini, è già impegnato sulle regionali. Impossibile chieder un commento all’organizer del Meetup “M5s Udine per le amministrative”, Simone Bettarini, perché si scusa e ricorda che il regolamento «impedisce all’organizer di parlar a nome dell’assemblea. Le comunicazioni avvengono attraverso comunicati stampa approvati dall’assemblea».
Ma non è ancora tutto perché, mercoledì sera, un militante della prima ora, dato da molti come possibile candidato sindaco di Udine, David Puente, è stato colto da malore mentre dalla sala riunioni del caffè Caucigh scendeva al piano di sotto. Si è reso necessario l’intervento del 118. Un epilogo triste di una serata altrettante triste. Così scrivono gli stessi grillini sulla piattaforma online.
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Post #: 6
"Purgato" pure Pallante, che noi ricordiamo con Grillo a "La scienza in piazza"....!

http://pubblicogiorna...­
Parla Maurizio Pallante: «Grillo mi ha tagliato fuori»
Pubblicato da: Federico Mello il 20 settembre 2012 alle 12:33
«È possibile che Casaleggio possa aver avuto un ruolo». Parla lentamente pesando le parole, Maurizio Pallante, 65 anni. Oltre 10 libri all’attivo, consulente del sindaco di Parma Pizzarotti, è considerato un guru da ambientalisti e movimenti civici. La “decrescita felice”, un’economia dove il Pil non segni la dittatura dello sviluppo, è il suo pallino da sempre. Normale che collaborasse da vicino con Grillo: se si cerca sul blog più letto d’Italia, si trovano almeno 10 pagine di contenuti legati alla decrescita.
Ora i rapporti tra i due si sono raffreddati e in questa intervista a tutto campo, Pallante dà i suoi consigli ai 5S («Più lavoro sui contenuti») e racconta due episodi finora rimasti inediti: lo “stop” di Grillo alla sua candidatura in Piemonte nel 2010 -anche se la richiesta era arrivata dai gruppi locali- e un episodio riferito al VDay2 di Torino quando Di Pietro era ministro, Casaleggio lavorava per l’Idv ed era meglio non affrontare la questione Tav.
Pallante, il vostro è un movimento politico?
No, è scritto nel nostro statuto che “Il movimento per la decrescita felice” non si presenta alle elezioni: siamo un pensatoio che produce proposte da portare nelle istituzioni.
Quando ha conosciuto Grillo?
Era il 1994, non era in campo come oggi ma nei suoi spettacoli stava già virando su contenuti politici.
Che rapporto avevate?
Io, come altri, gli davo dei consigli: ho elaborato per lui proposte su energia e rifiuti. A volte, durante qualche spettacolo, dava un piccolo spazio anche a me.
Avete continuato anche quando sono nati i meetup?
Sì, abbiamo fatto nel 2006 “La scienza in piazza”, una serie di iniziative in giro per l’Italia durante le quali Grillo dava la parola ad una serie di tecnici: cercavamo sempre di parlare anche della realtà locale.
Poi il primo Vday e la nascita del 5Stelle.
Ho fatto due o tre passaparola sul blog, ho partecipato a moltissime iniziative locali del movimento e sono intervenuto al primo vDay del settembre 2007.
Il 25 settembre 2008 arriva il secondo vDay e lei, seppur invitato, non parla. Cosa avrebbe detto?
Mi ero preparato sulle politiche amministrative e contro le grandi opere. Le due questioni hanno un legame molto stretto ed essendo a Torino non potevamo non parlare della questione Tav. Però nessuno affrontò l’argomento e il mio intervento slittò fino a saltare. A quanto mi risulta, venne fatto anche rimuovere uno striscione contro l’alta velocità.
Tra i 5Stelle gira la voce che lo stop venne da Casaleggio: ai tempi curava la comunicazione di Di Pietro, ministro delle Infrastrutture fino a pochi giorni prima e schierato per il sì alla Tav.
È un ragionamento plausibile. Ma io i retroscena non li so e preferisco mantenere un atteggiamento di servizio: non ho ambizione politiche e non mi sono posto la domanda. Ciò detto, può essere che sia andata così.
Nel 2010 arrivano le Regionali e dal M5S Piemonte le arriva la richiesta di correre come candidato governatore per la regione.
Venne a trovarmi un gruppo di ragazzi rappresentativi delle realtà piemontesi: avevano la stessa età dei miei figli e suscitarono in me una spinta etica a non abbandonarli. Ma visto che lo statuto del mio movimento non prevede nostre candidature dirette, presi tempo per riflettere.
Come andò poi?
Organizzai un incontro con la mia associazione che mi lasciò libero di decidere. Poi mi chiamò Grillo.
Per dirle cosa?
Che lui preferiva portare dei giovani nelle istituzioni e che, vista la mia età, sarebbe stato meglio tenere il mio ruolo di suggeritore. Accettai, anche perché questa richiesta si conciliava con i miei dubbi.
Le suonò come un aut-aut?
Ai tempi eravamo amici e quindi tra amici e si può parlare con chiarezza.
I suoi rapporti con Grillo come sono adesso?
Non più così frequenti come erano in precedenza: lui ha fatto una scelta più caratterizzata politicamente.
Cosa pensa del ruolo di Casaleggio?
L’ho visto solo una volta ma so che è molto presente nel movimento e che ha un rapporto privilegiato con Grillo. Eppure un partito che probabilmente avrà il venti per cento dei voti, deve avere un gruppo dirigente più allargato.
È d’accordo con le battaglie a 5Stelle?
Oggi in Italia c’è uno scollamento molto forte tra elettorato e politico e questo potrebbe portare a una deriva autoritaria. Grillo con tutti i suoi limiti suoi contenuti, sta dando un orientamento di carattere democratico a quello che potrebbe diventare autoritario. Ciò detto ho la convinzione che ci sia bisogno di maggiori sforzi sui contenuti che ora come ora appaiono insufficienti.
In che senso?
Quando si fa politica dall’opposizione si può anche essere molto tranchant, se invece si comincia ad entrare nelle istituzioni bisogna approfondire nel merito e dare gambe concrete alle proposte, un conto è quello che fa Pizzarotti e un conto fare quello che fa il consigliere piemontese Davide Bono: uno è al governo l’altro all’opposizione.
In questi giorni si è parlato molto di Giovanni Favia.
L’ho sempre trovato un ragazzo intelligente, brillante e capace di svolgere il ruolo politico che ricopre.
E l’esperienza di Pizzarotti?
Insieme a Loretta Napoleoni e altri abbiamo offerto la nostra disponiblità gratuita. Nel mio caso vado a Parma una volta a mese con altri amici del movimento della decrescita: stiamo cercando di realizzare progetti che mostrino la nuova politica all’opera a cominciare dalla razionalizzione energetica di alcuni edifici.
Un’ultima domanda. La decrescita ha fan che la vedono come una prospettiva inevitabile e detrattori che la giudicano luddista. Come risponde lei?
La Grecia per esempio è in piena decrescita ma per niente “felice”? Si confondono decrescita e recessione, ma non sono la stessa cosa. Per fare un esempio, se prendiamo due persone che non mangiano quanto vorrebbero, e uno lo fa perché non ha i soldi mentre l’altro perché ha bisogno di fare la dieta, non stiamo parlando della stessa cosa.

Da Pubblico del 20 settembre 2012
A former member
Post #: 9
Il Fatto Quotidiano, 23.09.2012
http://www.ilfattoquo...­
M5S, Grillo sul blog: “In Italia chi viene eletto diventa subito una star”
Un riferimento, probabilmente, all’arrivo ieri in piazza a Parma di Favia, il consigliere regionale dell'Emilia Romagna entrato in conflitto con il movimento dopo la denuncia di mancanza di democrazia all'interno del movimento. Il comico genovese ha poi postato due foto con la piazza piena di gente
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 23 settembre 2012

”In Italia chi viene eletto diventa subito una star”: Grillo sul suo blog, il giorno dopo il raduno di Parma, indirizza i suoi strali nei confronti dei rappresentanti del popolo offuscati dall’“ebbrezza” della visibilità. Un riferimento, probabilmente, all’arrivo ieri in piazza di Giovanni Favia, il consigliere regionale dell’Emilia Romagna entrato in conflitto con il movimento dopo che in uno sfogo ”rubato” in cui denunciava la mancanza di democrazia nel movimento. Quando Favia è arrivato, infatti, è stato subito attorniato da giornalisti e televisioni.

Grillo prosegue nella critica all’eletto-star: “Gli mettono dei microfoni sotto il naso, lo intervistano in televisione (ah, la televisione… sai ti ho visto in televisione…), piazzano la sua foto sui giornali e chi prima faceva tutt’altro (magazziniere, cameriere, fiorista, impiegato di banca… con tutto il rispetto dei magazzinieri e dei camerieri e dei fioristi e degli impiegati di banca) diventa un politico che si occupa di questioni come il concetto di democrazia, il principio di rappresentanza, l’eterogenesi dei fini, spesso con un piccolo accenno a Schopenhauer e Lev Trotsky, ai filososofi greci e a Paperoga”. “Gli sfugge, dimentica, nell’ebbrezza della raggiunta visibilità (ah… la visibilità), che l’unico compito che gli è stato attribuito – conclude – è di svolgere le sue funzioni in Comune, in Regione o in Parlamento in qualità di dipendente e di portavoce e applicare il programma concordato con i cittadini che gli pagano lo stipendio”. Sul blog compaiono anche due foto della piazza di Parma colma di gente con la seguente didascalia: “Ieri a Parma per la giornata contro l’inceneritore Ieri a Parma per la giornata contro l’inceneritore non c’era nessuno”. Frase in polemica con alcuni organi di stampa che avevano scritto che l’appuntamento era stato disertato e che la piazza cui parlava Grillo era vuota.
A former member
Post #: 17
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Elezioni, Di Pietro: “Non vogliamo Grillo nella coalizione di centrosinistra”
Il leader dell'Italia dei Valori alla festa del partito: "Io rispetto il Movimento 5 Stelle e soprattutto i suoi elettori. Ma ha fatto la scelta di andare da solo. Però il voto di protesta fa vincere quelli che vuoi mandare a casa. E' inutile che mi metta insieme a qualcuno che non la pensa come me"
Il Fatto Quotidiano | 22 settembre 2012
Elezioni, Di Pietro: “Non vogliamo Grillo nella coalizione di centrosinistra”

Qui a Vasto stiamo proponendo un programma di governo. E’ il programma alla base della coalizione e dentro il programma non ci possono stare i grillini che sono all’opposizione. Noi siamo per l’alternativa a Berlusconi e al ragionerismo di Monti“. Al Movimento Cinque Stelle alla fine chiude le porte anche il presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che, intervistato da TgCom24 durante la festa del partito a Vasto parlando delle coalizioni aggiunge: “Grazie a Dio non votano solo i leader dei partiti. Prima di decidere cosa fare abbiamo bisogno di conoscere le regole del gioco.

In merito ai rapporti col M5S di Grillo, insomma, Di Pietro dichiara: “Io rispetto il M5s e soprattutto gli elettori perché son persone incavolate per chi gli pesta i piedi. Il movimento ha fatto la scelta d'andar da solo. Io dico che il voto di protesta però fa vincere quelli che vuoi mandare a casa. E’ inutile che mi metta insieme a qualcuno che non la pensa come me. Nel Pd c’è chi vuol continuità con Monti e chi no: o fai il prete o il sacrestano. Casaleggio è una persona per bene, Casaleggio non fa politica, è un imprenditore. Se ho parlato con Casaleggio? No, non li tiro per la giacchetta. Anche a Bersani non ho detto di tornare, mica ci devo andar a letto insieme (!), ma di riveder le posizioni per poter riavvicinarsi alle fasce deboli del Paese”. Infine una battuta sull’ipotesi di un esecutivo Monti bis: “Monti bis? Si candidi altrimenti sarebbe un’idea antidemocratica e truffaldina”.
Si parla di legge elettorale ma ancora non si è fatto nulla. Ascoltiamo l’appello del presidente Napolitano“. Di Pietro aggiunge: “Quello che stanno decidendo a Palazzo non lo sappiamo. Noi riteniamo che bisogna dire prima ai cittadini quale programma e quale coalizione si schiera. Ai cittadini questa scelta va data dando la possibilità di scegliere, ma vietando la candidatura a chi ha problemi con la giustizia. Preferenze o collegi? Entrambi”. Sempre sulla legge elettorale continua: “In un Paese civile le preferenze(*) sono sinonimo di democrazia, da noi a volte sono invece merce di scambio”.
NB: Fiorito fu eletto con oltre 100.000 preferenz. Qualcosa non torna!!!

"Saranno le primarie -prosegue DiPietro- a stabilir nel Pd chi guiderà il partito; con chi vincerà mi confronterò sul programma". Nell’intervista c’è anche spazio per parlar di Fiat e Marchionne: "Marchionne dimostra d'esser Reo confesso e recidivo quando parla degli aiuti ricevuti dal Brasile. La Fiat è stata un importante veicolo industriale e ha ricevuto aiuti. Te ne vuoi andare? Ricacci prima gli aiuti. Il problema è il Marchionne, ha trasformato al Fiat in speculazione finanziaria”.
A former member
Post #: 25
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Grillo, Favia, DeSica e i segreti della spectre di Pubblico. LucaTelese 8.9.12
Qualche ora fa ho visto su beppegrillo.it un nuovo post che riguarda il caso Favia e,incredibilmente anche il giornale che stiamo fondando(persino le persone che ci lavorano,e anche il sottoscritto,sul piano personale). Se lo leggo pensando alla brutta vicenda che ha colpito Favia e il m5s il post di Grillo mi rattrista. Se lo leggo pensando alla parte che riguarda Pubblico mi vien da sorridere.
Ovviamente,dato ciò che succede in questi giorni,sorge un primo problema interpretativo: si tratta d'una nota scritta da Grillo e firmata da un giornalista freelance? O d'una nota firmata da un giornalista freelance e scritta dal ghost writer di Grillo,Casaleggio? Considerando Grillo più intelligente che paranoico son portato a propender per la 2^ipotesi,e quindi anche se rispondo al secondo farò finta che questo strano collage di gossip,deliri e fantasia l'abbia scritto lui.
Grillo,dopo esser rimasto per 3giorni colpito e silente sul caso Favia,e dalla denuncia rubata al consigliere regionale sui pasticci di Casaleggio,capisce che non può più tacere. Peccato che risponda nel modo più facile,non con l’afflato della nuova politica che predica,ma cercando di screditar sul piano umano e personale colui che fino a ieri era il più brillante e visibile dei suoi consiglieri. Non solo è falso ma è triste: giornalisti diversi che in queste ore han parlato con Favia(Mentana l'ha fatto la sera stessa,io dopo) sanno che è sotto un treno.
Ma invece scatta la teoria cospiratoria: come in una certa controinformazione di 3^classe anni 70(sará la biblioteca di Casaleggio?)si impastano(pochi)fatti reali e(tanti)fatti inventati o dedotti,ma contrabbandati per certi pur di sostener d'esser vittime d'un complotto demoniaco. Però Favia non è né Bucharin né Scilipoti. È un ragazzo per bene,fino a ieri adorato dai militanti del M5s e malsopportato da Casaleggio per la sua autonomia. Non merita la macchina del web fango anche se non si è d’accordo con lui.
E qui passiamo a Pubblico: anzichè creder alla cosa più facile,e cioè che ai giornalisti -alcuni giovanissimi- che lo stan fondando non piaccia la stretta autoritaria sul movimento che il loro lavoro li porta a raccontare,ecco di nuovo l’ombra d'una minacciosa Spectre. L’amministratore delegato,Tessarolo,diventa un infiltrato di Mediaset(il fatto vero è che,oltre che aver fondato Current,ha lavorato,per Mediaset). Un altro dei soci,MaurizioFeverati una longa manus dell’agente BeppeCaschetto(costui è molto più semplicemente il mio agente televisivo,Feverati è molto più semplicemente un mio amico da quando come legale m'ha assistito nella stesura di 2contratti).
Ma le paranoie son difficili da contenere: Grillolleggio cita FrancescaFornario,un’altra firma nota del giornale,e mi chiedo. Cosa dirà di lei? Gli ascoltatori la conoscono per le sue performances a Un giorno da pecora,i telespettatori per i monologhi a Annozero. Ecco cosa dice Grilloleggio:“Decretò la fine della carriera di Luttazzi” perché come decine di altri colleghi giornalisti ne denunciò i plagi(provati)sull’Unità.
Altro nome,MarioAdinolfi. Grillo l'inserisce addirittura nella società di Pubblico. Non so perché,non ne fa parte! All’inizio pensavo a lui come uno dei giornalisti della redazione -siamo amici,nella diversitá,da tanti anni- poi la fortuna lo ha fatto subentrar a un deputato del Pd: lui ama molto la Fornero(noi per nulla)e non se n'è fatto niente. Tutti conoscono Adinolfi per quello che è davvero:un caustico e brillante blogger,uno scaltrissimo giocatore di poker. Invece,nel pezzo di Grilloleggio,con un meraviglioso lavoro di ritaglio biografico diventa“un -orrore- giornalista saltato da radio vaticana al tg1″. La cosa che mi diverte molto,è che Adinolfi ha una vera e propria adorazione per il M5s e il suo guru,su questo abbiam di recente litigato in un dibattito pubblico. Povero Mario,e lui che difendeva Grillo!
Infine un piccolo schizzetto di fango: il 5%di pubblico appartiene a una societá di produzione mediale di cui è amministratore LorenzoMieli. Ovvio che per Grillo sia l’emanazione del padre,Paolo,e -addirittura- anello di congiunzione con ben 2 temibili poteri forti contro di lui: Rcs+Montezemolo. Qui mi son messo le mani nei capelli: perchè il giorno in cui lasciai il Fatto,CinziaMonteverdi,amministratrice di quel giornale,urlava nei corridoi:“Ho parlato con PaoloMieli,m'ha detto che se suo figlio mette un solo cent. in quel giornale lo prende a calci in culo”. Ciò per dire che padri e figli talora son persino in conflitto fra di loro,o più semplicemente han idee diverse. Come si fa a saperlo? Ecco,questa è la differenza fra il buon giornalismo e i collezionatori maldestri di ritagli che non sanno interpretare. Per me Lorenzo è semplicemente un geniale produttore con cui ho lavorato a inizio carriera. Infine lo schizzo di fango: la fidanzata di Lorenzo,Clementina,è la figlia di LucaCordero di Montezemolo(l’ho vista,purtroppo,una sola volta in vita mia). Ricapitolando: tutti appendici di poteri che si muovono per colpir Grillo. Boom!
Certo,era più difficile spiegar se Favia aveva detto cose vere su Casaleggio,e il suo ruolo rispetto agli eletti M5s. Ma ecco risolto il problema: anzichè entrar nel merito di ciò che dice Favia,si ripesca addirrittura il fatto che nel 2003 abbia seguito un corso audiovisivo(sarebbe la prova che non poteva non sapere!)per incastrarlo,dimostrando così che era in combutta con Piazzapulita. E siccome Pubblicogiornale.it ha messo in rete 2pezzi critici,ecco la spiegazione. Sapevamo già tutto,facciamo parte d'un complotto scientifico contro il M5s che,in un modo o nell’altro,grazie a un diabolico gelato,tiene insieme Mediaset,Montezemolo,Rcs,RadioVaticana,P­d e non so chi altro. Se questo è il prodotto delle “menti finissime”(anche Favia può sbagliare)figuratevi gli altri.
E infatti arrivan messaggi di gente che ci accusa di far un quotidiano foraggiato dal Pd e via delirando. Chi glielo dice a FedericoMello,salentino,30enne,ex fuorisede,direttore del sito,che ha usato i 10.000€ messi da parte per comprar una macchina usata per acquistar l’1%della società? (Pubblico è pubblico in tutto tranne nei finanziamenti). E che dire di LucaBussoletti,altro socio,e noto cantautore di Amnesty? Il povero Mello,però fa davvero parte del complotto: quella sera era con noi in studio col suo portatile. Quella sera io,Mentana e AndreaScanzi avevamo chiesto a Formigli:“Cos’è questo scoop di cui parli?”. Lui,scaramantico,non ci aveva detto nulla. Federico ha cucinato i lanci mandati alle agenzie subito prima della messa in onda del servizio,direttamente dallo studio. Tutto qui,e davvero non so se i timer eran sincronizzati o meno. In ogni caso a Grillo consiglierei di cambiar autore. Era meglio MicheleSerra.
Ma voglio fare un ultimo es. di come funziona la fantasiosa controinfornazione grillina. Un militante mi scrive via internet:“Cosa rispondi di fronte a tanti circostanziati dettagli?”. Con altri fatti. La madre di CristianDeSica si chiama MariaMercader,è spagnola. RamonMercader,suo fratellastro,era l’agente di Stalin che uccise LevTrotskij con una picconata in Messico. Dunque,applicando la raffinata logica casaleggina, ChristianDeSica potrebbe esser un agente infiltrato di JosifStalin nella commedia all’italiana. Chi glielo dice ora?
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Post #: 36
http://www.dagospia.c...­ BILDEBERG DIETRO GRILLO? FRECCERO TIRA IN BALLO UNO DEI SOCI DI CASALEGGIO, ENRICO SASSOON, LEGATO A ASPEN INSTITUTE E GRUPPO BILDERBERG. SASSOON SI DIMETTE E AZZANNA: LA TEORIA ASSUME I TONI FOSCHI DEL COMPLOTTO PLUTO-GIUDAICO-MASSONICO DI MEMORIA ZARISTA E HITLERIANA. L'ATTRIBUZIONE DI RAPPRESENTANTE DEI POTERI FORTI ORIGINA DA QUI, PER ASSUMERE CONTORNI DECISAMENTE DELIRANTI E RAZZISTI
VIDEO: http://www.youtube.co...­
1. FRECCERO SVELA da pubblicogiornale.it
Il M5s base la propria proposta politica su un assioma: la Rete internet è un media democratico grazie a cui tutti possiamo comunicar in maniera democratica e paritaria. Ma è davvero così? Ieri sera Piazzapulita(La7) ha approfondito e sviscerato la questione con un'inchiesta di Alessandro Sortino (v.video sopra) che,collegando tra loro le teorie utopiche(distopiche) di Casaleggio,la sua esperienza in marketing e manipolazione del consenso,le recenti dichiarazioni di Favia e la retorica di Grillo,s'è chiesto se proprio il leader del M5 non riesca a utilizzar la Rete in maniera gerarchica, sfruttando la sua capacità di INFLUENCER a discapito dei dissidenti.
Di gran interesse l'intervento di Carlo Freccero,direttore Rai4,massimo esperto di comunicazione di massa in Italia,che ha svelato come tra i soci di Casaleggio compaia anche Enrico Sasson,manager legato all'Aspen Institute e al gruppo Bilderberg. Strana coincidenza se si pensa che lo stesso Bilderberg è indicato da GAIA,video di riferimento d'una parte del network grillino,come emanazione dei POTERI FORTI che eserciterebbero una qualche forma d'influenza OCCULTA sul governo del Paese.
Questo il ragionamento di Freccero: non che questi POTERI FORTI si son costruiti anche una sorta di loro OPPOSIZIONE INTERNA grazie a Sasson,Casaleggio,Grillo?
Una provocazione. Ma che fa fragore proprio perché utilizza la tendenza al complotto molto in voga presso i SEGUACI di Grillo,per ribaltarla e rilanciarla nel M5s. Un dibattito,comunque,su Rete, cambiamenti sociali, politica e democrazia,che meritava una 1^serata tv.
2-LETTERA di ENRICO SASSOON al CorSera
Caro direttore, le vicende riguardanti Grillo,M5s e Casaleggio son riportate dai media da mesi,con una forte accelerazione nelle scorse settimane. Quest'attenzione,di norma scarsamente informata,quasi sempre maliziosa e ostile,m'ha toccato marginalmente ma non lievemente,in quanto socio della Casaleggio Associati. Poiché da oggi lascio la società, ritengo utile chiarirne i motivi per evitar ulteriori distorsioni dei fatti.
I motivi sono due. Il 1°riguarda la mia presenza,come socio di minoranza,nella Casaleggio Associati. I media han speculato in merito interpretando il mio ruolo come rappresentante di più o meno precisati POTERI FORTI intenzionati a infiltrar, tramite la Casaleggio Associati,il blog di Grillo e,tramite Casaleggio,il M5S. In breve,non rappresento alcun potere forte,né in generale né nello specifico,né ritengo che alcun potere forte si senta rappresentato da me. La prova del contrario la lascio ai maliziosi interpreti che si son finora beati nel richiamar fantasiose teorie complottistiche degne di romanzi d'appendice più che d'una stampa seria e informata. Non conosco Grillo,non ci siamo mai incontrati né scambiati telefonate,mail,sms. Non ho partecipato alla gestione del suo blog in seno alla Casaleggio Associati,ove non ho mai ricoperto cariche operative; non ho mai avuto a che far col M5S,con cui intrattiene relazioni il solo Casaleggio nelle forme e nei modi da lui stesso ripetutamente chiariti anche su questo giornale. Lascio la società perché i miei interessi personali e professionali sono altrove,ma anche per spezzar il filo delle speculazioni interessate.
Il 2°motivo,ben più grave,si sostanzia in una valanga apparentemente inarrestabile di diffamazioni e calunnie di violenta intensità, basate su ancor più farneticanti teorie del complotto,che son apparse e continuano a apparir in blog e siti di diversa connotazione: da quelli d'ispirazione esplicitamente nazi-fascista a quelli di tendenza diametralmente opposta(come i MeetUp di supporto a Grillo) passando per una varietà di blog e siti di varia natura che van dai circoli vegetariani a club politici o territoriali delle più diverse tendenze. In questi luoghi la teoria assume i toni foschi del complotto pluto-giudaico-massonico di memoria zarista e hitleriana. L'attribuzione di rappresentante dei poteri forti origina da qui,per assumer contorni decisamente deliranti e razzisti.
Dal mio cognome ebraico si è risaliti a una famiglia con lo stesso nome che operava 250anni fa nella Compagnia delle Indie che commerciava in droghe e spezie con Cina e India: tanto basta per vedermi associato,1/4 di millennio dopo,a una POTENTE DINASTIA DI NARCOTRAFFICANTI. E non si parla di un pazzo isolato: decine di siti riportano tali piacevolezze, associandomi volta a volta a Bilderberg, Massoneria,Mossad,Illuminati,Lobby delle multinazionali,circoli esoterici e altre amenità da far impallidire Dan Brown o l'Umberto Eco del CIMITERO DI PRAGA.
La cosa è seria,va avanti da anni senza che alcuno di questi luoghi d'indecenza ne sia mai stato chiamato a rispondere,sotto il profilo della controinformazione e della legge. La questione che va qui sollevata,al di là di quella strettamente personale,è quella della Rete. Luogo democratico per eccellenza,al quale chiunque può acceder per dar voce alle proprie opinioni,può diventar arena di violenza incontenibile, diffamazione incontrastabile, vera e propria delinquenza mediatica.
Il 1°punto è dunque come far in modo che si salvaguardi la libertà d'opinione e espressione con la necessaria tutela di chi,per un motivo o per l'altro,sia preso di mira con intenti diffamatori e,nel caso in specie,anche razzisti. Ma i fatti non si fermano qui,perché la teoria del complotto dei poteri forti,che va avanti in Rete da almeno 4anni,da 2anni a oggi è stata acriticamente assunta anche dai media UFFICIALI: radio,tv,carta stampata. Avevo erroneamente giudicato tutto sommato sgradevoli ma innocui quei siti e blog,prevedendone un progressivo declino in funzione della palese idiozia dei riferimenti e argomentazioni. Mi son dovuto ricredere quando 2 anni fa,nel numero 5/2010 di MICROMEGA è apparso un articolo di 20 pagine che riprendeva le elucubrazioni reperibili in Rete, rielaborandole in modo apparentemente neutrale e dando loro un crisma di credibilità. Da lì a filtrar nella stampa UFFICIALE il passo è stato breve. Il teorema dei poteri forti è stato da allora ossessivamente riproposto, sempre in totale assenza di verifica alla fonte,spesso senza nemmeno modificar espressioni e terminologia d'altri articoli e servizi,in un trionfo di COPIA-INCOLLA. Di recente ho avuto il dubbio privilegio di sentirmi associato su La7 dal direttore di Rai4 Carlo Freccero ai poteri forti e al Bilderberg,per la felicità degli ospiti presenti. Altri,come l'ex politico GianniDeMichelis, han dichiarato a Radio24 che certamente dietro al successo di Grillo si ritrova la DESTRA AMERICANA. Decine d'articoli e servizi tv han sostenuto e sostengono ogni giorno il teorema dei poteri forti dediti a infiltrar il M5s,non si sa bene se per legittimarlo o delegittimarlo. Un'informazione distorta e malata,che impone una seria riflessione.
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Post #: 10
http://www.giornalett...­
MEGLIO CHE GLI EBREI STIANO ALLA LARGA DAL M5S
25/09/2012 - I commentatori del blog di Grillo "salutano" Enrico Sassoon
di Alessandro D'Amato


Ieri Enrico Sassoon si è presentato a L’Infedele per parlar del suo addio alla Casaleggio, anticipato venerdì scorso da L’Espresso e raccontato dallo stesso Sasson in una lettera aperta al Corriere della Sera (http://www.giornalett...­ ). Sassoon ha incolpato le puttanate dei complottisti che da qualche anno, come da noi segnalato in tempi non sospetti (http://www.giornalett...­ ), lo iscrivevano ai Bilderberg, alla massoneria e a ogni complotto possibile e immaginabile. C’è da dire che ieri, quando intelligentemente Gad Lerner gli ha chiesto se si era accorto che tra i complottisti senza se e senza ma si potevano annoverare tanti, tantissimi fans di Grillo (ricordate, vero, la consigliera che credeva ad Haarp - http://www.giornalett...­ - per dirne una?), e Sassoon ha elegantemente evitato la domanda cambiando discorso. Forse però, per convincerlo della circostanza, potrebbero bastare i commenti al suo addio pubblicati nel blog di Grillo. Come ad es. questo:

Nessuno spiega. Però gli ebrei meglio che stiano alla larga dal M5S e dal potere in generale. Personalmente, con persone che si definiscono orgogliosamente ebree ho avuto pessime esperienze lavorative e personali: se la credono troppo, è la loro indole. Quando smetteranno di sentirsi ebrei e si sentiranno cittadini normali, allora saranno i benvenuti. Aboliamo queste etichette stupide. L'ebraismo è una religione, posso capire, sebbene sia tropo pretenziosa e discriminatoria verso gli altri (difatti non si può diventare di fede ebraica tanto facilmente). Se invece è considerata un'etnia, è una bufala incredibile, che giustifica solo circoli di potere. Va abolita: è un cancro uguale e contrario al nazismo.

E non c’è mica solo quello:
Il Sig. Sassoon non confuta nulla di ciò che si può leggere in ogni dove. Dunque, "excusatio non petita". La pezza, in aiuto di Grillo e compagnia cantante, è assai peggiore del buco. Lasciate stare, tornate ai vostri precedenti impegni, farete di sicuro meno danni. Baci e abbracci.
E se tra i commenti c’è chi ricorda anche alcune pure e semplici verità…

Grillo ha da sempre fatto del complottismo da 4 soldi la sua arma vincente per conquistar la massa critica di consensi: -la medicina “ufficiale” è brutta e cattiva, nelle mani di multinazionali senza scrupoli -i vaccini non servono -la diagnostica preventiva contro il cancro è inutile -il terremoto in Emilia era prevedibile, bastava dar ascolto a un cialtrone e finanziar qualche azienda per acquistar inutili ma costosi rilevatori da radon -il terremoto in Emilia è stato causato dalle trivellazioni.
Potrei andar avanti ore con un campionario da bar sport. In generale, a parte le giaculatorie contro i giornalisti cattivi, il tono su Sassoon è proprio questo:
1) Perché in questa lunga lettera Enrico Sassoon non smentisce chiaramente d'esser componente di Bilderberg o altre associazioni dello stesso tipo?
2) L’attacco alla Rete pubblicato senza nemmeno commento sul blog di Grillo?

Insomma, la madre dei cretini è sempre incinta. E soprattutto, bipartizan.
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Post #: 5
“Il M5S non è proprietà di Beppe Grillo”
25/09/2012 - Giovanni Favia riprende la sua battaglia nel movimento

“Purtroppo si è alzato un muro da parte di Grillo e dello Staff (?) e non posso farci nulla, io continuo il mio impegno in Regione con lo stesso impegno di prima”. Così Giovanni Favia, consigliere del M5S in Emilia Romagna, ha parlato del suo rapporto con Grillo nella trasmissione "24Mattino - l’Italia si desta" su Radio24 dopo il fuorionda in cui Favia stesso parlava di scarsa democrazia nel Movimento. Grillo domenica a Parma ha evitato Favia e non lo ha fatto salire sul palco: “Io non ho mai avuto informazioni certe della volontà di un mio allontanamento dal palco -ha detto Favia-, me l’hanno riferito dei giornalisti, ma non mi sono soffermato a commentare, non era una notizia importante.”

IL MOVIMENTO E' DI TUTTI - "Grillo è padrone del logo, ma non è padrone del movimento". Lo ha detto, in una intervista a Radio24, il consigliere dell’Emilia Romagna del M5s Giovanni Favia. “Il movimento l'abbiamo creato mattone su mattone sul territorio, io sono stato eletto da una lista civica -ha spiegato-. Nonostante BGrillo mi indicò come candidato presidente, io feci comunque le primarie nelle nostra Regione”. “Sono stato scelto dai cittadini -ha concluso- e sono stato votato dai cittadini e quindi rispetto quello che è il mio impegno con loro”. “Il livello territoriale, che è un progetto assolutamente spontaneista magari con problemi perché non essendoci livelli organizzativi si creano conflitti, è un progetto di democrazia diretta -ha aggiunto-.

PROBLEMA NAZIONALE - “Il M5S sul territorio è sicuramente il movimento politico più democratico che esista. C'è però un problema a livello nazionale che è partito 3 anni fa: all'inizio erano solo liste civiche federate con un simbolo unitario non modificabile, mentre una volta avevamo un logo che potevamo cambiare, quel che importava era la certificazione al blog. Questo movimento non ha introdotto nessun tipo strumento fisico o di democrazia digitale per decidere pianificazione, gestione, strategia, comunicazione del livello nazionale”.
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Post #: 22
"Pirati a 5 stelle" di Giovanni Favia: Vogliamo portare Grillo sulla democrazia liquida
Pubblicato: 26/09/2012 - http://www.huffington...­

La scissione di Giovanni Favia da Grillo? Non aspettatela. Non è questo il punto. Quello che è in corso nel M5S è un movimento carsico, magmatico, che scorre sotto la superficie mediatica: un movimento degli 'scontenti' di Grillo che non vogliono separarsi dal capo ma puntano ad 'allargare Grillo'. Cioè portarlo verso la nuova frontiera, quella della maturità, la democrazia liquida contenuta nel Liquid Feedback, piattaforma tecnologica usata dal Piratenpartei tedesco per prender decisioni su qualunque tema: dai punti programmatici alle candidature.
Il punto è che questo movimento carsico ha già un nome: ‘Pirati a 5 Stelle’. La notizia sta nel fatto che i grillini scontenti, dallo stesso Favia agli espulsi Valentino Tavolazzi e Gaetano Vilnò, si sono già iscritti al Liquid Feedback. Tutto è iniziato ben prima del fuorionda di Favia a Piazza Pulita, quello in cui il dissidente ha spifferato ai quattro venti i malumori sulla mancanza di democrazia nel M5S. L’origine del ‘virus’ risale all’ultimo weekend di agosto. Luogo: Pescara, ex Caserma di Cocco. E’ lì che un mese fa si è tenuto il ‘Moca’, ovvero il ‘Metro Olografix Camp’, raduno di hacker cui hanno partecipato attivisti del Partito Pirata italiano nonché molti grillini. Tre giorni di sessioni, dibattiti e scorazzate sul web, un paio di occhiate, qualche click ed è partita l’infezione: non virtuale bensì sociale.

Pirati e grillini. Movimenti diversi, ma che in passato si sono incrociati in alcune battaglie comuni, come quella contro l’Acta, per es., l’accordo tra multinazionali per difendere il copyright. Adesso la storia si ripete. Tanto da minare la posizione di Grillo e del guru Gianroberto Casaleggio nel M5S. Daniele Monteleone, nickname ‘Robotica’, 40 anni, tarantino trapiantato a Roma, è uno dei principali anelli di collegamento tra i grillini scontenti e il Partito Pirata. E’ lui che sta aiutando Favia e gli altri a impostar i parametri per entrare in Liquid Feedback. Ci racconta del Moca e di tutto il resto al Laboratorio Creativo Fusolab, l’associazione cui si appoggiano i pirati italiani per le loro riunioni. Siamo a Roma, Tor Tre Teste, profonda periferia est della capitale, in un palazzone di tre piani che il Fusolab ha appena preso in affitto, ancora spoglio da sembrare un edificio abbandonato per un attacco aereo, fili e cavi appesi ovunque ma l’ascensore funziona. All’ultimo piano c’è, appunto, una lezione di Liquid Feedback tenuta dal tedesco Carlo von Lynx, collegamento tra il Piratenpartei, forte alle ultime elezioni nei Lander, e i pirati italiani, che si stanno organizzando per correre alle prossime politiche. Irrorati dai grillini.

“E’ positivo che anche i grillini parlino del Liquid Feedback, è un bene che Grillo abbia annunciato che i loro candidati verranno scelti con votazioni online”, dice Robotica con sorriso soddisfatto. “E’ tutta pubblicità per noi, per il nostro progetto che è quello di creare un movimento davvero democratico e aggregar intorno a quest'idea più gente possibile. Il punto è che c’è una fortissima domanda di democrazia in giro ma l’offerta è povera. Facciamo il possibile…”. Secondo i pirati, il processo è irreversibile. “Liquid Feedback è un virus sociale: una volta conosciuto, nessun politico può sottrarsi. E una volta dentro, qualunque leader non è più tale perché le decisioni non le prende da solo o con la sua stretta cerchia: le prendono tutti a maggioranza”. Finora, l’unico politico di radice diciamo ‘tradizionale’ ad avvicinarsi al sistema è stato Claudio Fava, candidato della sinistra alle regionali in Sicilia. “Il nostro obiettivo -continua placido Robotica- è portar Grillo su questa piattaforma decisionale: finora ha solo fatto un annuncio sulla selezione dei candidati, ma non si è ancora iscritto”. Per paura di perdere potere, fa capire il pirata: e la sua non vuole esser l’ennesima cattiveria su Grillo.

Perché questo nuovo ‘parlamentino virtuale’ opensource, sviluppato da poco più di un paio d’anni dal Public Software Group di Berlino, fa paura a qualunque vertice di partito o movimento. In origine, anche agli stessi pirati. Robotica ci dice che le stesse reticenze di Grillo ce le aveva anche il direttivo del Partito Pirata Italiano, quando nell’autunno scorso qualche attivista ha avuto l’idea di entrar in Liquid Feedback come i tedeschi. Risultato? L’uso della piattaforma si è esteso comunque, il direttivo è stato di fatto scavalcato, alcuni dei suoi membri fanno ancora parte del partito ma con ruoli alla pari rispetto al resto, altri si sono ritirati a vita privata. Di più. Gli stessi problemi si stanno ripresentando ora che da Liquid Feedback i pirati stanno cercando di organizzare ‘Euroliquid’, che sarebbe la stessa piattaforma ma di livello europeo. Ostacoli e niet arrivano da diversi vertici dei partiti pirata in Europa. Nessuno scandalo: “E’ normale che chi ha il potere non lo ceda facilmente, nemmeno tra i pirati”, spiega con estremo pragmatismo Robotica che tra l’altro si sta occupando anche di questo progetto tutto targato Ue.

Perdere terreno e potere in favore della democrazia. E’ esattamente ciò che potrebbe succedere a Grillo, almeno negli intenti dei pirati, di Favia, degli altri dissidenti e di chi si è messo in testa di fare del M5S un movimento democratico. “Quello di Grillo -continua Robotica- è un movimento formato da tante liste civiche che sono come satelliti sparpagliati e desiderosi di partecipar veramente”. Tutto qui. E a conti fatti dai Pirati a 5 Stelle: o Grillo entra in Liquid e perde potere oppure non entra e verrà scavalcato comunque. Anche al netto del fatto che in Italia non c’è un alto livello di alfabetizzazione digitale. “Quel che conta è che un numero consistente di persone partecipino e per quello siamo sulla buona strada, abbiamo già centinaia e centinaia di persone. Il resto è pubblicità e va bene così: il virus sociale si diffonde lo stesso”, conclude il pirata. Non resta che attender l’annunciata riunione dei ribelli di Favia a Ferrara a fine settembre. Robotica sarà lì: a mettergli a punto il Liquid Feedback, moderna arma letale puntata contro potere e strapotere.
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