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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › INTERPORTO: Il Comune dismette le sue quote (35%)

INTERPORTO: Il Comune dismette le sue quote (35%)

Marco P.
user 9268328
Bologna, BO
Post #: 386
Il Comune di Bologna ha il 35% della società interporto, le banche il 22% e la provincia il 18%.

Ora il comune vuole vendere la sua parte con un'asta (base attorno ai 20 milioni).

Di seguito link ad alcuni dei documenti principali. Se volete approfondire ulteriormente vi posso fornire altri documenti ancora più dettagliati.

Non si sa cosa il comune voglia fare con il ricavato. Oggi il comune elegge il presidente, dopo INTERPORTO sarà completamente fuori controllo pubblico e a controllo privato.

Che ne pensate?
Marco P.
user 9268328
Bologna, BO
Post #: 387
Presentazione (slide) illustrata dal presidente di Interporto nella commissione del 6 febbraio 2013:

http://files.meetup.com/206830/Presentazione%20IPBO%20Gennaio%202013.pdf­


Delibera aumento capitale e dismissione. Sarà discussa in commissione la prossima settimana e poi andrà in consiglio lunedì 18

http://files.meetup.com/206830/odg%2081-%2013-Aumento%20capitale%20e%20dismissione%20quota%20interporto%20del%20C.pdf­

Stefano T.
StefanoTurrini
San Pietro in Casale, BO
Post #: 383
E' una operazione che mi lascia perplesso. Il comune si vuole sfilare un attimo prima di un aumento di capitale e anche di un aumento pazzesco delle superfici e dei volumi dell'interporto. Mi lascia perplesso che di intermodale ci sia ben poco (circa il 20% del volume di merci movimentato) e che si preferisca cementificare la campagna avendo a Bologna San Donato uno dei più imponenti scali merci d'Europa (che mi risulta sottoutilizzato e in stato di abbandono)
LUISA P.
user 13682717
Bologna, BO
Post #: 29
Cari ragazzi,
ho letto questa discussione dove il Comune di Bologna vuole vendere le quote societarie che ha in INTERPORTO.
Purtroppo non sono in grado di dare un giudizio: non ho l'istruzione adeguata per farlo. Siete dei bravi ragazzi, volonterosi e preparati. Voglio che sappiate che appoggerò le vostre conclusioni a questa discussione. Purtroppo, data la mia poca istruzione, posso fare sono questo. Vi ringrazio per quello che fate.
Gianluigi A.
user 6473863
Bologna, BO
Post #: 60
L'aumento delle superfici disponibili c'è in parte già stato, bisogna vedere se ci sarà richiesta di questi spazi. All'interporto ho sempre visto molti camion arrivare (dall'autostrada) e altrettanti partire (verso l'autostrada) e il trasporto su ferro, come conferma Stefano con i numeri, in secondo piano. Leggendo le slide infatti, sembra che l'interporto sia un nodo di un sistema paneuropeo di smistamento merci, sembra quasi che il business sia "spostare le merci" da un interporto all'altro.
Mi chiedo: ma l'Interporto serve alla Città? Cioè, è ancora necessario un intervento diretto del comune in una struttura che mi pare smisti merce per altri lidi? La presenza del socio pubblico che vantaggi può portare nella gestione dell'Interporto?
Mi piacerebbe che si pensasse di investire anche in quelli che sono i Cityporto, seguendo i modelli di Padova o Aosta. Realtà con importanti ricadute positive sul territorio. Leggo nelle slide (asse4) che il Vansharing dedicato alle consegne urbane è nei piani di sviluppo, ma è in un capitolo assieme alla "ristorazione notturna", quindi, direi, non proprio prioritario.

p.s Lo scalo di San Donato credo che abbia il destino segnato se la politica di RFI non cambia: nato come scalo di smistamento si trova ad essere sottoutlizzato a causa della riduzione del trasporto merci su rotaia a carro singolo, in favore di quello a "treno completo" e/o mediante container per i quali questa tipologia di scalo è inutile.
Stefano T.
StefanoTurrini
San Pietro in Casale, BO
Post #: 384
L'aumento delle superfici disponibili c'è in parte già stato, bisogna vedere se ci sarà richiesta di questi spazi. All'interporto ho sempre visto molti camion arrivare (dall'autostrada) e altrettanti partire (verso l'autostrada) e il trasporto su ferro, come conferma Stefano con i numeri, in secondo piano. Leggendo le slide infatti, sembra che l'interporto sia un nodo di un sistema paneuropeo di smistamento merci, sembra quasi che il business sia "spostare le merci" da un interporto all'altro.
Mi chiedo: ma l'Interporto serve alla Città? Cioè, è ancora necessario un intervento diretto del comune in una struttura che mi pare smisti merce per altri lidi? La presenza del socio pubblico che vantaggi può portare nella gestione dell'Interporto?
Mi piacerebbe che si pensasse di investire anche in quelli che sono i Cityporto, seguendo i modelli di Padova o Aosta. Realtà con importanti ricadute positive sul territorio. Leggo nelle slide (asse4) che il Vansharing dedicato alle consegne urbane è nei piani di sviluppo, ma è in un capitolo assieme alla "ristorazione notturna", quindi, direi, non proprio prioritario.

p.s Lo scalo di San Donato credo che abbia il destino segnato se la politica di RFI non cambia: nato come scalo di smistamento si trova ad essere sottoutlizzato a causa della riduzione del trasporto merci su rotaia a carro singolo, in favore di quello a "treno completo" e/o mediante container per i quali questa tipologia di scalo è inutile.

A quanto vedo passando da li col treno le aree di sviluppo dell'interporto sono 2, una a nord e una a sud del corpo principale. L'area a nord (quella che prevede l'intermodalità ferro-gomma) non mi pare che sia stata ancora edificata, mentre invece in quella a sud i lavori sono ormai in stato avanzato (hanno eretto 2 capannoni mostruosamente grandi NON COLLEGATI ALLA FERROVIA e quindi riservati al solo trasporto su gomma).

Secondo me la componente pubblica in TEORIA dovrebbe appunto servire per promuovere l'attività sul servizio CITYPORTO (approvvigionamento delle merci per Bologna in modalità ecocompatibile) e spingere il rapporto di quantità di merci movimentate a favore del ferro. Mi pare ovvio che questi compiti il comune non li ha svolti, per cui a questo punto tanto vale uscirne e recuperare fondi da destinare ad altre attività.

Per quanto riguarda lo scalo di san donato, il problema è grave, perchè stiamo parlando di un'area vastissima lasciata al degrado. Il comune di Bologna che poteri ha su questa area? E' tutto di proprietà di RFI? Se fossi il comune di Bologna e volessi fare veramente un cityporto venderei le quote di interporto per investire nello scalo di san donato.

filippo b.
user 8564469
Bologna, BO
Post #: 14
Condivido le osservazioni ed i ragionamenti di Gigi e Stefano, vorrei aggiungere un altro elemento: il Comune ha sempre nominato Presidenti di Interporto con criteri tutti interni al Palazzo e senza mai verificarne l'operato. Anche questo spiega il perchè Interporto sia sempre stata al gioco delle lobby dell'autotrasporto (CNA in testa, ovvero PD), che chiedevano infrastrutture per la gomma e si disinteressavano del ferro, di fatto residuale.
Anche l'attuale Presidente di Interporto, Ricci, è l'ex Sindaco di Granarolo, Ricci, uno dei tanti 'ricollocati' del PD, nonchè uno dei primi ultrà del Passante Nord (anche questo spiega buona parte del presente...).
Uscire del tutto da Interporto per fare cassa, che subito sarà bruciata, per me significa abdicare a qualsiasi ipotesi di Interporto servito dalla ferrovia o che possa avere le funzioni già menzionate di Cityporto.
Il privato che ci ritroviamo a Bologna ed in Italia veste il colore grigio del cemento, giallo dell'oro facile e metallizzato dell'auto.
Un correttivo pubblico che si impegni a riequilibrare queste storture per me è ancora necessario, basta non rimanere sottomessi come i soci pubblici hanno fatto in questi anni.
Un'ultima cosa: giusto pensare di ridare un futuro allo Scalo San Donato, la cui unica vera funzione pubblica attuale è solo quella di discoteca estiva. Ma allora perchè non mettere a gara europea queste due infrastrutture moribonde? Esistono in altri Paesi fior di società che sanno come far funzionare il trasporto merci su rotaia ed integrarlo con lo smistamento non impattante verso la città.
Aspettando che su questo si muova il gruppo FS vuol dire consegnare Scalo ed Interporto al degrado, all'abbandono ed alla conseguente delinquenziale speculazione urbanistica.
Gianluigi A.
user 6473863
Bologna, BO
Post #: 61
Il dubbio mi rimane: mi sembra che l'attuale stuttura sia soprattutto un hub per lo smistamento delle merci, a mio avviso con scarse ricadute sulla città. Basti pensare al modesto (e sovraccarico) collegamento con Bologna: via Galliera e via Saliceto non mi sembrano assi stradali sufficienti ad un traffico sostenuto da e verso la città. Ecco perchè vedo l'Interporto (e lo vedono pure "loro") logisticamente poco appetibile come Cityporto: è troppo lontano e genererebbe troppo traffico locale.
Riguardo a San Donato, se ricordo bene (ne parlammo all'incontro con Sara Belluzzi e il prof. Giorgio Praderio), una parte dello scalo è stata affittata ad una società esterna ad RFI che puntava ad una intermodalità del traffico merci. Ecco, forse qui vedrei bene una struttura tipo Cityporto.
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