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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Elettrosmog: parliamone

Elettrosmog: parliamone

Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 6,773
Elettrosmog, inchiesta su antenna a San Luca

­
Articolo tratto dal quotidiano l'Informazione del 28-08-09 pag. 8

Notate la foto, si parla di San Luca e si fa vedere l'immagine di un'altra antenna...
Per quale oscuro motivo??

Ecco la marea di antenne a San Luca







Le postazioni radiotelevisive di Bologna
A former member
Post #: 229
Allora Antonucci cosa facciamo?
Continuiamo a parlarne?
Poi quando ne abbiamo parlato?
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 6,780

Subject: antenne sbagliate: dei veri incopetenti

da:
cst.provincia.bologna.it/plert_schede/pagine_html/Indice.html­
PROVINCIA DI BOLOGNA
Piano Provinciale di Localizzazione dell'Emittenza Radio e Televisiva (L.R.
30/2000 - Art. 3)
Identificazione dei siti esistenti

----

Guardate le immagini.... che antenne sono?? sono delle normalissime antenne
per la ricezione dei normali canali televisivi
e qui vengono censite come antenne trasmittenti... siamo in mano ad dei veri
incompetenti:

Radio Evangelo 26 - Via F. Bolognese
cst.provincia.bologna.it/plert_schede/pagine_html/Sito213Pag3.html­



quelle che l'emittente utilizza per il trasferimento del dati ... dalla sede ai
ripetitori sono queste:



questi dormono tanto tanto...




Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,177
Coordinamento dei Comitati Romani contro l’elettrosmog

COMUNICATO STAMPA

ANCORA CASI DI LEUCEMIA INFANTILE A MILANO: NON SOTTOVALUTARE I DANNI DELL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO !

Roma, 16 febbraio 2010

Sta destando scalpore e preoccupazione la vicenda dei bambini colpiti da leucemia linfoblastica acuta a Milano. Appena due settimane fa la stampa ed i telegiornali si erano soffermati sui tre casi di piccoli alunni che frequentano tutti lo stesso istituto scolastico. Oggi il numero dei bambini colpiti è salito a 7, anche se pare non vi sia attinenza con la frequenza in quella determinata scuola.
Si tratta, tuttavia, di una percentuale elevata ed insolita, che ha fatto scattare l'allarme sanitario ed obbligato gli organi competenti ad istituire controlli serrati e meticolosi, per individuare le possibili cause e, soprattutto, evitare che il fenomeno possa ulteriormente diffondersi.
Ma quando ci si trova in presenza di episodi tali da poter generare allarme sociale, ecco intervenire puntualmente gli "esperti" della c.d. scienza ufficiale, i quali con argomentazioni - spesso false e tendenziose - tentano di tranquillizzare l'opinione pubblica!
Così, ad es., prima ancora di monitoraggi e verifiche puntuali è stata già categoricamente (e frettolosamente) esclusa l'esistenza di ogni rapporto tra l'esposizione umana ai campi elettromagnetici e patologie tumorali e leucemiche dell'infanzia!
Al riguardo, abbiamo raccolto la testimonianza, autorevole ed illuminante, del prof. Angelo Gino Levis, già Ordinario di Mutagenesi Ambientale presso l'Università di Padova, uno dei massimi esperti di effetti sanitari da onde elettromagnetiche in campo internazionale. Ecco cosa sostiene in merito alla vicenda di Milano:

"Chi sostiene affermazioni categoriche sulla mancanza di effetti cancerogeni da parte dei campi elettromagnetici (CEM) dimostra di non essere minimamente documentato.
Mi limito a ricordare che nel 2002 l'Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC), che opera a Lione in Francia sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha pubblicato una monumentale monografia sui CEM a bassissima frequenza (elettrodotti ecc.), nella quale riconosce che "per esposizioni residenziali superiori a 0,3-0,4 microTesla (valore del campo magnetico indotto dagli elettrodotti) i dati prodotti da un notevole numero di indagini epidemiologiche ben condotte (Ahlbom: Br. J. Cancer, 83:692-698, 2000: rianalisi di 9 studi con 3.203 casi di leucemia infantile; Greenland: Epidemiology, 11:624-634, 2000: rianalisi di 13 studi, 7 dei quali non compresi nel lavoro di Ahlbom) mettono in evidenza un raddoppio statisticamente significativo (al 95% di probabilità) e piuttosto costante del rischio di leucemia infantile....
Questo aumento del rischio non può essere dovuto al caso, anche se potrebbero esserci errori nella selezione dei soggetti in esame.... Se però la relazione osservata fosse di natura causale, il rischio associato all'esposizione potrebbe anche essere maggiore di quanto riportato".
In effetti i dati epidemiologici successivi hanno confermato questa relazione documentando aumenti anche più consistenti (fino a 3-5 volte) del rischio di leucemia infantile, anche a valori di campo magnetico inferiori a 0,3-0,4 microTesla. Ad es. Kabuto (Int. J. Cancer 119: 643-650, 2006) trova un aumento del 370% (quindi quasi quadruplicato) del rischio per la sola leucemia linfoblastica acuta (proprio il tipo di leucemia contratta dai 3 bambini di Milano), statisticamente significativo al 95% di probabilità, in bambini esposti a linee elettriche ad alta tensione.
La Magistratura Civile Italiana, dai Tribunali di 1° gado fino alla Corte Suprema di Cassazione, ha più volte riconosciuto il rischio di leucemia infantile in situazioni analoghe, imponendo misure cautelative nella gestione delle linee elettriche quando si superano 0,4 microTesla a tutela del solo rischio, anche in assenza di casi di malattia.
In conclusione: 1) medici, ricercatori e uomini di scienza, evitino di diffondere gratuitamente notizie falsamente tranquillizzanti e lascino che lo facciano solo i fin troppi personaggi stipendiati dai produttori e dai gestori delle tecnologie interessate; 2) se si vuole attribuire "al caso" il fatto rilevato a Milano, bisogna documentare qual'è la probabilità che su 400 casi di leucemia linfoblastica acuta distribuiti in tutta Italia, 7 si verifichino nella stessa città e ben 3 nella stessa scuola; 3) poichè questa probabilità risulterà estremamente bassa, il che dimostra che "il caso" non c'entra, date le sofferenze personali e i costi sociali che questo fatto comporta, se ne ricerchino con serietà le possibili cause e si verifichino anche i valori di campo magnetico presenti nelle aule della scuola in questione".

Prof. Angelo Gino Levis
già Ordinario di Mutagenesi Ambientale presso l'Univ. di Padova
Membro del Comitato Scientifico della International Society of Doctors fo the Environment (ISDE-Italia)


Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,206
Roma, 26 febbraio 2010

Riportiamo da www.corriere.it

Saluti

Cooridnamento dei Comitati di Roma Nord
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Corte d'Appello

«Tumore causato dal cellulare»

La Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che
per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno

MILANO — L'uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al
nervo trigemino: per questo la Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail
a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless
5 o 6 ore al giorno.

Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per
l'asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido
all'80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella
malattia e l'esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo
Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del
professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il
mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i
ragazzi»
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,223
IMPORTANTISSIMA SENTENZA CORTE APPELLO BRESCIA

La Corte d'Appello di Brescia ha emesso una esemplare sentenza con cui accoglie il ricorso di un lavoratore esposto alle onde elettromagnetiche di cordless e cellulari, riconoscendo la malattia professionale con invalidita'all'80%. E' un grande successo del lavoro di Angelo Levis, perito di parte in questa causa ed e' il primo caso in Italia in cui un tribunale afferma il nesso causale tra uso frequente di telefoni mobili o patologie tumorali. La causa e' stata intentata da un dipendente INAIL, che per motivi di lavoro e' stato costretto ad utilizzare cordless e cellulari e che si e' purtroppo ammalato di un neurinoma facciale. Ovviamente si tratta di una pronuncia importante che pone le basi anche per cause future.

SENTENZA BRESCIA: IL TESTO INTEGRALE
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,266

ONDE ELETTROMAGNETICHE: DIFFIDATE OTTO EMITTENTI PROPRIETARIE DI ANTENNE A SAN SILVESTRO


domenica 14 marzo 2010 19:32

Il sindaco Luigi Albore Mascia: in caso di accertamento di situazioni di persistenza dei superamenti dei limiti fissati dalla legge, verranno adottati dalle Autorità competenti i provvedimenti per la cessazione delle attività delle emittenti responsabili delle violazioni"

Di tratta dell’emittente radiofonica Rai-OM1, Radio California-Radio Parsifal, l’emittente televisiva Rete 4, Radio Studio 5, Radio Ketchup, Radio Delta 1, Radio Veronica e Radio Radicale

“Nuova diffida formale per otto impianti radiofonici che hanno superato i limiti di emissione di onde elettromagnetiche a San Silvestro colle. E’ il provvedimento emesso dall’amministrazione comunale di Pescara dopo aver ricevuto i risultati degli ultimi rilevamenti effettuati dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale. Le emittenti interessate dal dispositivo dovranno immediatamente effettuare quegli interventi necessari per l’abbattimento delle potenze di emissione, avvalendosi anche della stessa Arta per il necessario supporto. Nei prossimi giorni i tecnici dell’Agenzia torneranno sul posto per le verifiche e per coloro che non avranno ottemperato al provvedimento verranno adottati dalle Autorità competenti le misure necessarie per la cessazione dell’attività”. Lo ha ufficializzato il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia dopo aver firmato gli atti. “Da nove mesi – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – siamo impegnati in modo concreto per la tutela dei residenti di San Silvestro, aprendo un canale di dialogo diretto con la Regione Abruzzo per gli atti necessari tesi alla delocalizzazione degli impianti, iniziativa di non semplice realizzazione, ma che comunque stiamo perseguendo in ogni maniera, tra l’altro attivandoci anche presso il Ministero delle Telecomunicazioni per anticipare al 2010 l’introduzione, anche a Pescara, del digitale terrestre. Nel frattempo, però, proseguono anche i controlli e le verifiche sul territorio per continuare a monitorare e verificare il rispetto dei limiti di emissione di potenza elettromagnetica da parte delle emittenti che, complessivamente, come fissato dalla legge, non possono superare i 6 Volt per metro.
Gli ultimi rilevamenti eseguiti dall’Arta risalgono all’11 agosto del 2009 e ancora al primo e 2 settembre 2009 e, in entrambi i casi, sono stati accertati dei superamenti dei limiti di emissione da parte di otto impianti, tra cui sette emittenti radiofoniche e una televisiva. In particolare, nel corso dei rilevamenti dell’11 agosto è stato accertato un livello di emissione totale pari a 6,55 Volt per metro, sceso poi a 6,05 nei rilevamenti del 2 settembre, facendo dunque registrare un valore sicuramente più basso rispetto a due settimane prima, ma comunque più alto rispetto al limite di legge dei 6 Volt per metro. Nei giorni scorsi l’Arta ha inviato al Comune di Pescara l’esito di tali rilevamenti che tra l’altro hanno consentito anche di censire emittenti sino a oggi mai sottoposte a risanamento e che verranno ora fatte oggetto di ulteriori provvedimenti dedicati. L’amministrazione comunale, esaminati gli atti con l’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – ha firmato una diffida formale nei confronti delle otto emittenti, ossia l’emittente radiofonica Rai-OM1, Radio California-Radio Parsifal, l’emittente televisiva Rete 4, Radio Studio 5, Radio Ketchup, Radio Delta 1, Radio Veronica e Radio Radicale, provvedimenti già notificati alle rispettive società di gestione.
In sostanza tali impianti sono stati diffidati a continuare l’esercizio delle trasmissioni in condizioni di superamento dei valori di attenzione rilevati nelle varie postazioni d’esame, ossia ‘edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortil’, e sono stati diffidati a proseguire le emissioni superando anche i valori fissati come ‘obiettivi di qualità per le zone intensamente frequentate, superfici edificate o attrezzate permanentemente per il soddisfacimento dei bisogni sociali, sanitari e ricreativi’. L’amministrazione comunale ha anche ordinato ai gestori l’adeguamento immediato a San Silvestro colle dei propri impianti per ricondurre i valori dei campi elettromagnetici all’interno dei limiti di legge. I responsabili tecnici dell’Arta e della Asl di Pescara sono stati incaricati di fornire piena assistenza alle operazioni, anche mettendo a disposizione i rilievi tecnici effettuati. E l’Arta è ancora stata incaricata di ripetere in tutte le postazioni le misurazioni per assicurare la vigilanza dell’esecuzione dell’ordinanza stessa. Ovviamente – ha ribadito il sindaco Albore Mascia – in caso di accertamento di situazioni di persistenza dei superamenti dei limiti fissati dalla legge, verranno adottati dalle Autorità competenti i provvedimenti per la cessazione delle attività delle emittenti responsabili delle violazioni”.

Notizia tratta da:
http://www.leggimi.eu...­


(sempre aspettando la o le torri da 150 metri circa dove ubicare tutti gli impianti radiotelevisivi come stanno già provvedendo Torino ed Ancona)
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,425
Assessorati alla qualità ambientale e della salute
del Comune di San Lazzaro di Savena (Bo)

Tavola Rotonda

CAMPI ELETTROMAGNETICI
Il monitoraggio delle nuove tecnologie per salvaguardare il territorio e la salute dei cittadini

interventi di:

Giorgio Archetti – vicesindaco e assessore alla qualità ambientale

Maria Cristina Baldacci – assessore alla qualità della salute

Adelaide Corvaglia – Direttore provinciale ARPA

Claudio Dellucca – Presidente Legambiente Bologna

Fiorenzo Marinelli – Pyramis - CNR

Claudio Po – dipartimento di Sanità pubblica Ausl Bologna

Morando Soffritti – Direttore scientifico Istituto Ramazzini

Coordina
Giulio Dall’Olio - Ingegnere Pyramis

Lunedì 24 maggio ore 18
Sala Eventi - Mediateca
via Caselle 22 San Lazzaro di Savena
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,427


17-05-10
SALUTE: STUDIO, USO CELLULARE NON AUMENTA RISCHIO TUMORI CEREBRALI

(ASCA) - Roma, 17 mag - Nel piu' grande studio epidemiologico condotto finora, ''l'uso del telefono cellulare non risulta legato allo sviluppo di tumori cerebrali''. E' il dato principale che emerge dall'articolo pubblicato dal gruppo di studio Interphone sull'International Journal of Epidemiology e diffuso dall'Istituto Superiore di Sanita'.

Lo studio Interphone, promosso e coordinato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), e' stato realizzato tra il 2000 e il 2004 in 13 Paesi, tra i quali l'Italia. La direzione dello studio italiano e' stata affidata allo stesso Iss.

Nel contesto di Interphone, spiega un articolo pubblicato sul sito internet dell'Iss, sono stati condotti quattro studi caso-controllo, basati su interviste, sul rischio di tumori cerebrali (gliomi e meningiomi) e di alcune altre neoplasie (neurinomi del nervo acustico e tumori delle ghiandole salivari) in relazione all'uso del telefono cellulare. Oltre 10.700 persone tra i 30 e i 59 anni di eta' (2.708 casi di glioma, 2.409 casi di meningioma e 5.634 ''controlli'' non affetti da tumore cerebrale) hanno accettato di essere intervistate. Ai partecipanti e' stato chiesto se avessero mai usato un telefono cellulare, quando avevano iniziato, quante volte al giorno lo utilizzavano e quanto tempo duravano le telefonate.

Interphone, spiega ancora l'Iss, ''e' lo studio piu' informativo finora realizzato, non solo per le sue dimensioni''. L'omogeneita' delle procedure adottate nei diversi contesti locali permette di valutare quanto siano replicabili le osservazioni.

Inoltre, poiche' gli studi caso-controllo sono molto suscettibili a distorsioni, e' stata dedicata un'attenzione senza precedenti alla verifica dell'affidabilita' dei risultati. Gli studi supplementari, realizzati nel contesto di Interphone per verificare la presenza di distorsioni da partecipazione selettiva e da errori nella stima dell'esposizione e prevedere il loro effetto sulle stime del rischio, sono stati preziosi nell'interpretazione dei risultati.

Lo studio, chiosa l'Iss, ''non ha evidenziato nessun aumento del rischio di gliomi o meningiomi cerebrali tra gli utilizzatori di telefoni cellulari. Non e' stata osservata alcuna relazione tra durata dell'uso del cellulare e rischio di glioma e di meningioma, ne' e' stato evidenziato alcun incremento di rischio tra gli utilizzatori a lungo termine (10 o piu' anni). Inoltre, non e' stata rilevata alcuna tendenza all'aumento del rischio di tumore cerebrale all'aumentare del numero totale di chiamate e neppure all'aumentare delle ore cumulative d'uso. Nell'insieme, lo studio non ha rilevato alcun incremento del rischio di tumori cerebrali legato all'uso dei telefoni mobili''.


Notizia tratta da:
http://www.asca.it/ne...­
Elio A.
Bologna_la_dotta
Bologna, BO
Post #: 7,433
il caso
Bologna, la città ad antenna libera
In 18 mesi chiesti 21 nuovi impianti
Boom dopo la cancellazione del tavolo
con i cittadini decisa da Delbono



In un Paese dove ci sono 155 cellulari ogni cento abitanti c’è sempre bisogno di nuove antenne di telefonia mobile. O di potenziare quelle esistenti, per renderle in grado di supportare i servizi di ultima generazione. Bologna non fa eccezione: le richieste per realizzare nuovi impianti in un anno e mezzo sono state 21. Solo nel 2010 sono quindici le domande per pontenziare quelli esistenti o crearne di nuovi. Solo che stavolta non passeranno tra le forche caudine del controllo cittadino, visto che il tavolo di confronto sull’elettrosmog è stato cancellato in extremis dalla giunta Delbono. «Un errore che qualcuno deve ancora spiegare», accusa l’ex vicesindaco Giuseppe Paruolo, che suggerisce al commissario di riattivare il tavolo. Mentre i comitati contro l’elettrosmog denunciano: «Così si torna indietro di dieci anni».

Nel 2009 le richieste di lavori per impianti di telefonia mobile erano state poco meno di trenta: diciassette delle quali riguardavano nuove antenne da installare in città. Non tutte quelle domande, però, sono passate dall’esame del tavolo di programmazione sulla telefonia mobile istituito nel 2004. L’organismo creato dalla giunta Cofferati per coinvolgere cittadini e comitati antielettrosmog nelle scelte sulla telefonia mobile si è infatti arenato con la campagna elettorale delle amministrative e da allora non è più ripartito. Durante i sette mesi di breve mandato dell’ex sindaco Delbono il tavolo sulle antenne non è stato mai riconvocato, nonostante le richieste di nuovi impianti continuassero ad arrivare in Comune. Pochi giorni dopo che Delbono aveva annunciato le sue dimissioni in consiglio comunale, infatti, la giunta dimissionaria ha deliberato la sospensione del tavolo partecipato sulle antenne. Una decisione presa per «semplificare l’iter amministrativo», si legge nella delibera, passata quasi inosservata negli agitati giorni delle dimissioni di Delbono.

Le quindici richieste arrivate quest’anno dunque, quattro per nuovi impianti e undici per modifiche alle antenne esistenti, saranno dunque prese in carico dagli uffici del Comune direttamente. Senza discussioni preventive con Arpa, Ausl, gestori degli impianti e comitati di cittadini. «Quella della giunta Delbono è stata una scelta sciagurata, perché si è tolto uno strumento per evitare un approccio puramente burocratico alla questione dell’elettrosmog», accusa Giuseppe Paruolo. L’ex vicesindaco di Sergio Cofferati, che lavorò per l’istituzione del tavolo, aveva già denunciato il problema all’indomani della sospensione deliberata dalla giunta Delbono. «È logico che chi aveva delle antenne da rivedere approfitterà di questo periodo e della sospensione del tavolo per andare avanti», fa notare Paruolo di fronte alle richieste di interventi fioccate negli ultimi mesi. «Io sto ancora aspettando che chi sedeva in quella giunta spiega il perché della sua decisione», insiste Paruolo, che spera (ma non troppo) in un ripensamento da parte del commissario Cancellieri: «È stata la politica a fare marcia indietro sulla partecipazione, mi sembra difficile che adesso il commissario possa ribaltare la situazione». Anche i cittadini che hanno combattuto per anni contro i rischi dell’elettrosmog sono infuriati. «Cancellare il tavolo sulle antenne è un fatto parecchio grave, si rischia di lasciare la questione agli uffici comunali senza coinvolgere e informare i cittadini», dice Angela Donati del gruppo «Alberi non antenne». «Si tratta di un passo indietro di dieci anni rispetto ai risultati che erano stati raggiunti — aggiunge Donati — speriamo che in futuro arrivi un ripensamento».

Francesco Rosano
20 maggio 2010

notizia tratta da:
http://corrieredibolo...­
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