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A former member
Post #: 68
Grazie Agnese. Oggi per me è una giornata meno pesante dopo aver visto il video che hai postato smile
A former member
Post #: 169
Come si fa solo a pensare che il procuraotre Luigi De Magistris non stava svolgendo un ottimo lavoro nella terra di Calabria.
La rabbia aumenta quando ogni tanto trovo stralci di articoli dove trovo l'ennesimo lavoro/indagine che il procuratore stava svolgendo in modo efficente, viene cosi anche questa lasciata al passato e ai giudizi dei liberi cittadini.


Vi espondo i fatti come da articolo tratto dal Gazzetta del Sud del 6 Marzo 2009 -


CROTONE - Era il gennzio 2005 quando gli investigatori della Squadra mobile di Cortone coordinati dall'allora sostituto procuratore della Dda Di Catanzaro Luigi De Magistrsi, dopo accuratore e complesseidnagini portanto alla luce l'operattzione denominata "Kafila" quel cridele e lucroso ingranaggio criminale che è nuovamente cenuto fuori dall'inchiesta della Dda di bari.
All'ioperazione "Salib" in cui vennero fermati 29 immigrati per la gran parte nordafricani accusati di aver messo su un'organizzazione dedita alla tratta di esser umani e al sequestor di perona a socpo di estorisone seguì nel febbraio del 2006 con 31 fermi, l'operazione "Abid" che in arabo cuol dire schiavi. Un nome sibolico e queanto mai azzeccato quello dato all'inchiesta coordianta anche quella da De Magistris che portò alla lice una vecenda del tutot analoga ai fatti delle precedente e tragicamente uguale alle vicende dell'operazione "Kafila" che risale al dicembre 2006.
Essere umani trattati come bestie.Immigrati appen giutni all'allora Centro di prima accoglienza di Sant'anno di Isola Capo Rizzuto aituati ad allontanarsi dal campo e uan volta fuori picchiati, sequestrati, ricattati e minacciati di morte se i perenti contattati dall'organizzaizone non pagavano quanto richiesto (da 500 a 700 euro).

P.s. - Loro non mollano io neppure.
A former member
Post #: 5,943
Nell'ultimo mio incontro con Salvatore Borsellino ho avuto modo di venire a conoscenza di una manifestazione che lo stesso Salvatore sta organizzando in vista del 19 luglio, giorno della morte di Paolo Borsellino.
Molti meetup ed associazioni hanno aderito a questa iniziativa e troverete alla fine del mio post tutti i dettagli e i contatti per poter aderire e partecipare attivamente.
Inoltre copio ed incollo parte di un'intervista fatta a Salvatore.smilewink

- Non ti capita mai di sentirti solo in questa battaglia?

- Ma io, probabilmente per il fatto che vado tanto in giro e incontro tanti giovani e tante persone che della lotta alla mafia hanno fatto un loro impegno ben preciso e costante - e io vengo invitato in tutta Italia non sicuramente dalle istituzioni ma da gruppi autonomi di ragazzi, da ragazzi dei licei, ragazzi delle scuole, dai meet up di Grillo - mi sento meno solo, cosa che forse se non avessi questi incontri costanti con questo tipo di persone probabilmente mi potrebbe succedere.

- Quale potrebbe essere il consiglio che ti sentiresti di dare alla gente che vive di televisione , alla gente che ogni 19 luglio prova una commozione autentica nel vedere al TG, se lo faranno quest’anno, il servizio sulla morte di Paolo? Qual è lo scatto che manca per avere veramente una nuova partigianeria, nel senso di prendere in modo deciso e netto e intellettualmente onesto una parte?


- Guarda, quando faccio questi incontri con i giovani e anche con gli adulti alla fine qualcuno mi viene a dire: “mi sono commosso”. Io forse in maniera troppo brusca gli dico che se si è commosso allora io non sono riuscito a fare quello che intendevo fare. Perché io in questi incontri con la gente intendo far indignare le persone, intendo fargli suscitare una rabbia contro quello che è lo stato del nostro paese. Quello che invece qualcun altro vuole fare è proprio di limitare le memorie di Paolo alla commozione una tantum in occasione delle cerimonie di commemorazione o altro. Questo è quello contro cui mi ribello, questa è una ben precisa strategia e proprio a fronte di questo io ho organizzato questa manifestazione quest’anno in via D’Amelio il 19 luglio per impedire che la gente vada lì a commuoversi, per impedire che i soliti avvoltoi vengano lì a celebrare la morte di Paolo Borsellino


Leggi il resto o ascolta l' intervista audio.

Potete contattare le persone organizzatrici tramite il gruppo FACEBOOK

Cercherò di aggiornare questa discussione ogni volta che Salvatore darà delle notizie sulla manifestazione.
Da quello che ho potuto ascoltare dalla sua voce sembra che stia organizzando tutto con estrema attenzione e precisione.wink
A former member
Post #: 173
Caro Omar da Bologna si stanno già organizzando per andare giù a Palermo la discussione si trova nel gemellaggio Bologna/Palermo.
Saremo tantisssimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii­iiiiiiiiiiii
A former member
Post #: 6,021
Ne sono contento. smile
Un saluto a tutti da Pordenone.wink
A former member
Post #: 182
GRAZIE DE MAGISTRIS-GRAZIE INGROIA per la vostra forza e la vostra costanza...le nuove generazione speriamo comprenderenno i vostri sacrifci e metteranno in atto i vostri insegnamenti voi siete degli esempi grazie per esserlo.



http://www.youtube.co...­
Francesco T
user 8454266
Cotignola, RA
Post #: 40
Lunga intervista a De Magistris. Punti SCOTTANTI, alcuni di riflessione, 'ndrangheta.
De Magistris dice che è sottovalutato il fatto che rischia la vita.

bellissima.

ecco tutte le parti:
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fatto da klauscondicio.
Francesco T
user 8454266
Cotignola, RA
Post #: 45
http://emiliogrimaldi...­

Il Corvo, Girolamo Alberto Di Pisa, l’ex pm del Pool Antimafia di Palermo passato alla storia per le lettere anonime intrise di veleno contro Falcone, Di Gennaro, Parisi e Ayala nella primavera del 1989, è tornato. Questa volta non si è nascosto dietro i caratteri anonimi di una macchina da scrivere “Triumph Adler”, ma ha stilato una segnalazione bene precisa e firmata alla Procura di Roma contro Gioacchino Genchi per violazione della privacy di alcuni cittadini nell’ambito dell’indagine sulla scomparsa di Denise Pipitone, a cui il consulente stava lavorando su mandato della Procura di Marsala.
La storia del “Corvo” merita alcune precisazioni. Alberto di Pisa fu processato a Caltanissetta per queste lettere. Condannato in primo grado per un’impronta rinvenuta a latere delle comunicazioni sommarie di collusione con i pentiti e i boss di Cosa Nostra a varie Istituzioni dello Stato, che corrispondeva a quelle rilevate sull’indice della sua mano sinistra, in Appello fu assolto con formula piena perché la prova fu giudicata inutilizzabile. Ristabilito all’Antimafia l’ombra del Corvo gli è rimasta cucita addosso lo stesso perché, nel settembre del 1989, davanti al Csm difendendosi dalle accuse che gli venivano mosse non si discostava molto dal tenore delle missive al vetriolo dell’uccello funesto: “Falcone portava i cannoli a Buscetta e Contorno (…) un rapporto troppo confidenziale”. E poi, eseguiva “una logica distorta tra inquirente e mafioso”. E ancora accusava Giovanni Falcone di condotte “di inaudita gravità”. Forse i cannoli li avrebbe voluti pure lui. Ma, probabilmente, si sarebbe accontentato anche di una tazza di caffè . Come quella che il pentito Buscetta in un interrogatorio con Falcone e Borsellino, e lo stesso Di Pisa, non gli offrì, diversamente che ai primi due, lasciandolo con l’acquolina in bocca. Così si lagnava con il giornalista Felice Cavallaro, quando fu assolto e si avviava al recupero dell’onore leso. Quello dell’immagine del corvo che svolazzava sinistramente sui futuri cadaveri di Falcone e Borsellino. Probabilmente, se Buscetta glie l’avesse offerto, Di Pisa non se lo sarebbe legato al dito. E non sarebbe successo tutto questo. Comunque l’inchiesta sulle impronte in cerca d’autore, come ha felicemente scritto il giornalista Enzo Migliosi, non si fermò. E si arrivò perfino a puntare l’indice verso lo stesso Capo dei Capi, Totò Riina, nel tentativo arduo, di quest’ultimo, di prendere due piccioni con una fava, spazzando via sia i pentiti che gli stessi magistrati, che gli stavano alle costole, con le lettere anomine, incunaboli dei successivi pizzini. O verso ambienti della polizia palermitana. Ancora niente, però. Le impronte sono ancora lì, alla ricerca d’identità, come nella famosa opera pirandelliana, e testimoni di una verità indicibile. Le spoglie del Corvo, a vent’anni di distanza, sembrano tornare alla ribalta grazie al risveglio del suo rappresentante più illustre, Alberto Di Pisa. Nel mese di luglio scorso il Csm lo ha promosso procuratore capo di Marsala. E lui che fa? Annota presunte violazioni alla privacy di Genchi alla procura di Roma. Un modo gentile e signorile per ringraziare il Consiglio superiore della magistratura per la promozione, a discapito di Alfredo Morvillo, cognato Falcone, e integerrimo rappresentante della sua eredità morale e istituzionale nella lotta alla mafia. Un gesto da galantuomini per riconoscenza verso il mondo della politica e della magistratura del giorno d’oggi che stanno disintegrando tutte le inchieste di Luigi De Magistris, con le avocazioni, con il trasferimento suo e dei procuratori della Procura di Salerno. All’appello è stato chiamato recentemente anche il suo ex consulente, Gioacchino Genchi, per violazione della privacy. All’invito a tavola adesso vuole partecipare anche Di Pisa. Solo con un caffè. Quel caffè che Buscetta non gli ha offerto, e che lui vuole restituire al mittente perché “amaro”, come nella favola di Esopo.
A former member
Post #: 6,205
I ragazzi di AltraBrescia hanno realizzato un intervista a Pino e l'hanno girata a Sabina Guzzanti che l'ha inserita nel suo BLOG.
Commentate l'intervista se ne avete voglia. smilewink Il sito di Sabina Guzzanti ha molti contatti al giorno ed è una opportunità in più per far conoscere la vicenda dei testimoni di Giustizia
Ovviamente l'intervista la trovate anche sul SITO di Pino.wink
A former member
Post #: 6,321
Veniamo alla partecipazione per il 19 luglio a Palermo. Innanzitutto non vorrei che quello che stiamo preparando venisse chiamato o inteso come "commemorazione". Le commemorazioni si fanno in Via D'Amelio a Palermo ormai da 17 anni e quello che io voglio fare è proprio spezzare questa catena che sta diventando ormai una abitudine. Per alcuni, i palermitani, forse gli stessi che parteciparono alla cacciata dei politici dalla cattedrale di Palermo il giorno dei funerali dei ragazzi della scorta e che oggi sembrano avere dimenticato quei momenti di indignazione e di rivolta, è un momento per risollevarsi dall'indifferenza e dall'assuefazione nelle quali sono ricaduti e per giustificare davanti alla propria coscienza, con una sempre più stanca partecipazione di qualche ora di quel giorno, il loro silenzio di oggi, Per altri, i complici morali o materiali di quella strage, è un periodico ritornare sulla scena del delitto ed assicurarsi che le vittime siano state effettivamente eliminate; il mettere corone e sentire suonare il silenzio è qualcosa che psicologicamente li rassicura, è proprio il silenzio che vogliono fare calare sui veri motivi e i veri mandanti di quella strage.
Ma quel giorno il buio che questo sistema di potere ha fatto calare su tutto quanto riguarda Via D'Amelio, il centro del SISDE sul castello Utveggio, l'agenda rossa sottratta e per cui viene negato anche un dibattimento in un pubblico processo, si deve necessariamente interrompere e per un giorno i riflettori sono accesi e illuminano tutta la scena. E' questo momento di pausa nelle tenebre che io voglio sfruttare per fare arrivare alla massa inerme dell'opinione pubblica il nostro grido di verità e di giustizia. E' perché questo grido sia abbastanza forte e faccia tremare gli avvoltoi che come ogni anno caleranno in via D'Amelio è necessaria una massa di gente, che, ognuno con la sua agenda rossa levata in altro a simboleggiare la nostra voglia di Giustizia, gridi a questi impostori, a questi sciacalli, la propria rabbia.Ma non si potrà esprimere per questa iniziativa una solidarietà di massima, dire che Palermo è troppo lontana, che non si ha il tempo. E' troppo spendere un giorno della nostra vita per chi ha dato la nostra vita per noi?: Questa non deve essere una manifestazione qualsiasi, deve essere quella scintilla che dovrà provocare un incendio nella massa amorfa di chi non sa, non si rende conto del baratro in cui è precipitato il nostro paese. Da Palermo è cominciato tutto e a partire da Palermo tutto deve cambiare. E' la nostra ultima occasione o dobbiamo rassegnarci a vivere in un paese di schiavi. E non basterà neanche partecipare, bisognerà che ciascuno di noi si attivi al massimo delle proprie possibilità perché questa manifestazione abbia il massimo della partecipazione e il massimo della risonanza. O sarà ancora una occasione sprecata. E non credo che possiamo permettercene ancora.

Salvatore Borsellino.
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