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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Rassegna stampa - Parlano di noi › RASSEGNA STAMPA: NOSTRI

RASSEGNA STAMPA: NOSTRI COMUNICATI E ARTICOLI SU DI NOI

Riccardo R.
user 4172360
Torino, TO
Post #: 4,738
I Sindaci riuniti a Bussoleno il 29 giugno aderiscono alla marcia di Chiomonte di Domenica 3 luglio con l’intento di protestare contro il progetto di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lyone, di contribuire a mantenere la legalità ed il carattere non violento della manifestazione e la tutela della pubblica incolumità.


Bussoleno, 29/06/2011
Riccardo R.
user 4172360
Torino, TO
Post #: 4,765
PRIMO MORTO DELL’OPERAZIONE “TALPA”. BLINDATO DEI CC INVESTE PENSIONATA
(in http://www.notav.info...­ )
Ieri pomeriggio 29 giugno un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte ha investito e ucciso una pensionata a Venaria. (…) Dalle prime notizie l’autista dichiara di essersi fermato a fare rifornimento e poi essere ripartito per fermarsi dopo decine di metri al semaforo. Solo lì dice di essersi accorto di un corpo accasciato a terra dagli specchi retrovisori. (…) Poche parole redazionali in questo numero speciale. Le immagini e le brevi cronache parlano da sole, ci sembra. Lunedì 27 giugno non abbiamo assistito solo all’inizio della devastazione di una valle alpina che dovrebbe rimanere tutelata come patrimonio naturale; lunedì 27 giugno abbiamo visto la forza bruta del terrorismo di stato scatenarsi contro una popolazione inerme, nella migliore tradizione dei regimi dittatoriali, delle occupazioni militari di territori nemici, operato del tutto dissimile da quello che ci si dovrebbe aspettare da un governo democratico. A Chiomonte il governo ha agito assieme ad una parte dell’opposizione (che si trova al governo a Torino) ed in perfetta sintonia fassinomaronica è stata decretata guerra alla pacifica ma coraggiosa e resistente gente della Val Susa, che ci tiene alla propria terra, che sa che scavare in quelle zone porterebbe a rischio uranio ed asbesto, che si rende conto che l’alta velocità è solo una grande opera speculativa per succhiare soldi e contributi e non servirebbe assolutamente a migliorare la viabilità in Europa, ma l’unico risultato concreto che porterebbe sarebbe l’ennesimo scempio ambientale (il Mugello insegni). Poche parole: come si sono sentiti i duemila “normalizzatori” bardati come per andare in guerra, a gasare e caricare, picchiare e rincorrere gente disarmata che voleva solo difendere il proprio territorio? Come si sono sentiti dopo avere operato lo sfacelo, lo scempio, la vandalizzazione delle povere infrastrutture (tende e materiale vario) che avevano costituito il presidio della Maddalena?
Come si sentivano le SS dopo le devastazioni dei ghetti, i nazifascisti dopo i rastrellamenti dei villaggi nei territori occupati, come si sente chi non ha più nulla di umano in sé? Quando il sentimento di umanità scompare, il futuro si tinge di nero.
SOLIDARIETÀ CON LA VAL SUSA!
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,972
Dal giornale on line "La Repubblica"del giorno 03 Luglio sull'intervento di Beppe in Val di Susa:

BEPPE GRILLO A CHIOMONTE: "PROVE TECNICHE DI DITTATURA"

Come promesso, Beppe Grillo è arrivato a Chiomonte. "Queste sono prove tecniche di dittatura - ha detto - ho la stessa sensazione del G8 di Genova, lì hanno fatto l'addestramento con studenti e operai, qui inseguono pensionati e anziani. Devono capire che la nostra è una guerra civile, cittadini e movimenti hanno bypassato politici e partiti". Dopo il suo intervento Grillo ha lasciato la manifestazione.





Dal giornale on line "La Repubblica"del giorno 03 Luglio sulla reazione di Napolitano sull'intervento di Beppe in Val di Susa (distorto come se fosse a favore dei Black Block...):

NAPOLITANO: "NETTA CONDANNA ALLE VIOLENZE". SCOPPIA IL CASO GRILLO SU SCONTRI IN VAL DI SUSA.

Il capo dello Stato: "Ora intervenire con massima fermezza". Il comico-blogger ai No Tav: "Siete degli eroi". Ma per i partiti, dal Pd al Pdl, dall'Ugc all'Idv, le parole del comico sono state "irresponsabili" e hanno aggravato lo scontro. Casini: "Gli eroi sono poliziotti e operai". Pd: "Solidarietà alle forze dell'ordine"

ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano condanna gli scontri. Condanna nettamente la violenza di oggi, la protesta che ha reso la giornata di protesta no Tav, una giornata di guerriglia. "Quel che è accaduto in Val di Susa, per responsabilità di gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva, sollecita tutte le isituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna, e le forze dello Stato a vigilare e intervenire ancora con la massima fermezza", ha detto il capo dello Stato. "Non si può tollerare che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge".
"Manifestanti eroi". Macché: "Eroi sono polizia e operai". La polemica politica sugli scontri in Val di Susa è scoppiata con Beppe Grillo - e le sue parole - a fare da detonatore. Da Chiomonte nei pressi della centrale idroelettrica dove si sono radunati i no Tav in marcia contro la Torino-Lione, il comico-blogger ha detto: "Sono prove tecniche di dittatura. C'è uno scorpamento tra cittadini e istituzioni. Volevo esserci, è una battaglia che con voi stiamo conducendo da tanti anni" (audio).
Poi ha incitato i manifestanti ("Siete eroi") nonostante il corteo, o almeno una sua parte, si fosse staccata e avesse cominciato una guerriglia. Lanci di petardi, bombe carta contro la polizia che ha risposto con i lacrimogeni.
In Val di Susa "state facendo una rivoluzione straordinaria, siete tutti eroi, le campane suonano per tutta l'Italia che ci sta guardando attraverso la rete", ha continuato Grillo. "La Torino-Lione è la più grande truffa del secolo - ha affermato - pensare di fare viaggiare le merci a 300 all'ora è roba da anni Settanta, il futuro è fare viaggiare meno le merci, è il regionalismo". Grillo poi ha accusato le forze dell'ordine di usare gas lacrimogeni "che sono proibiti, armi da guerra cancerogene. E contro le sue dichiarazioni si sono scagliati tutti.
Le reazioni di maggioranza e opposizione contro le parole del comico-blogger sono unamini. "In Val di Susa gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti né tantomeno i delinquenti che tirano le pietre", ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, dal suo profilo su Facebook. "Una cosa deve essere ben chiara: dei feriti di questa giornata portano la responsabilità Alberto Perino, Lele Rizzo e i vari 'capi' dei comitati No Tav che hanno invocato l'assedio del cantiere e utilizzato parole d'ordine violente e insurrezionaliste, nonché Beppe Grillo e i suoi seguaci piemontesi", ha incalzato Stefano Esposito, deputato del Pd mentre il deputato Dario Ginefra si chiede se le dichiarazioni di Grillo possano essere considerate istigazione alla violenza: "In quel caso saremmo al cospetto di una fattispecie di reato che andrebbe perseguita senza esitazioni".
Contro la violenza, così come il segretario del Pd Pierluigi Bersani, anche il vicesegretario Enrico Letta: "Solidarietà piena ai rappresentanti delle forze dell'ordine impegnati in Val di Susa e oggetto di intollerabili gesti di violenza, dai quali ogni movimento politico è bene prenda le distanze, esprimendo una condanna senza se e senza ma". Oltre Grillo, per Maurizio Gasparri la situazione di oggi è stata causata dalla "demagogia della sinistra".
Per Daniele Capezzone, portavoce Pdl: "Beppe Grillo dice cose irresponsabili, e scherza col fuoco perfino in ore in cui alcuni malintenzionati stanno facendo divampare la violenza. Mi auguro che in questi frangenti tanti, comunque la pensino sulla Tav, si rendano conto dei pericoli e dei rischi legati a certe predicazioni. Ognuno può dire ciò che crede ma tutti dovremmo assumerci la responsabilità di ciò che diciamo, e valutare bene le possibili conseguenze delle nostre parole". Mentre per Enzo Ghigo, coordinatore regionale del Pdl del Piemonte, non si è trattato di diritto di protesta. Perché a protestare non erano i valsusini ma un gruppo di terroristi violenti e facinorosi che stanno utilizzando la scusa della Tav per mettere in atto una vera e propria guerriglia urbana".
Per il presidente dei senatori del Pdl "gruppi di violenti scendono in campo sfruttando la vicenda Tav per un chiaro disegno politico. E' l'Italia peggiore che mostra il suo volto violento. Che vuole bloccare ogni progresso, ogni opera pubblica, si tratti di una ferrovia o di un termovalorizzatore. Una sinistra estrema che condiziona tutta la sinistra".
Contro la violenza è anche la dichiarazione di Andrea Buquicchio, capogruppo Idv al consiglio regionale del Piemonte: "Piena solidarietà alle forze dell'ordine che hanno riportato ferite nello svolgimento del proprio lavoro. La condanna delle aggressioni contro polizia e carabinieri dovrebbe essere condivisa da ogni forza democratica". Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista ha aggiunto: "Il Governo dovrebbe capire che la popolazione della Val di Susa non è d'accordo con la Tav. E invece che occupare militarmente la vallata dovrebbe immediatamente interrompere i lavori e aprire la discussione con la popolazione. Gli stessi scontri avvenuti oggi - tuttora in corso - sono il frutto dell'occupazione militare del sito di Chiomonte e dell'aver trasformato una questione politica in una questione di ordine pubblico".

(SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,973
(...SEGUE DA SOPRA)

E mentre il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto si chiede come "se la Sel e i Verdi sono politicamente schierati contro la Tav è da capire come il Pd possa progettare una alleanza politica e organica con queste forze", l'appello ai Verdi e al Sel di sganciarsi da "chi difende l'estremismo violento e antagonista del nostro Paese" è arrivato anche da Giorgio Merlo, Pd, vice presidente commissione vigilanza Rai. "Il centrosinistra non può avere linee contrapposte al suo interno. Se Sel, Verdi e altri non riescono su questo terreno a sganciarsi, la conclusione politica è una sola: il centro sinistra è destinato a saltare perché non credibile. E' appena il caso di ricordare che il Pd sul terreno del rispetto della legalità è sempre stato intransigente. Senza se e senza ma".
Dal suo profilo Facebook, Nichi Vendola ribadisce però solo che "oggi Sel ha partecipato a una grande
manifestazione fatta di tante persone, con gli amministratori locali, e numerose famiglie con bambini. Continuiamo a ritenere che debba essere tenuta aperta la discussione con questo popolo che considera l'opera inopportuna. Nessuno cerchi di strumentalizzare questo movimento popolare. Perciò condanniamo chiunque si sia reso protagonista di atti violenti". E sottolinea il concetto da ufficialmente divulgato dalla segreteria nazionale di Sel: "Non strumentalizzare questo movimento popolare", scriveva in una nota condannando "chiunque si sia reso protagonista di atti violenti".
Anche i Verdi, che hanno partecipato alla manifestazione, continuano a difendere il corteo: "Alla manifestazione in Val di Susa di sicuro non c'erano né corrotti, né mafiosi, né pidduisti ma tante famiglie bambini, ragazzi, suore, agricoltori che hanno manifestato pacificamente", ha detto il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. "Condanniamo senza esitazione e con forza gli episodi di violenza ma vogliamo un'operazione verità su un'opera che costerà a tutti i cittadini italiani un'enormità", ha aggiunto.
Il cantiere è fermo, ma il governo è irremovibile e a spiegarlo è il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli: "Anche oggi va ribadito che la Torino-Lione è un'opera che genera sviluppo, crescita e occupazione e che pertanto è prioritaria. Non sarà un ristretto gruppo di violenti e delinquenti giunto nell'area del cantiere della Maddalena da tutta Italia e dall'estero a far cambiare idea al governo che intende realizzare la Tav nel rispetto degli accordi e degli impegni internazionali".





Dal giornale on line "La Repubblica"del giorno 04 Luglio sulla spiegazione dell'intervento di Beppe in Val di Susa che era stato "distorto":

SCONTRI IN VAL DI SUSA, E' POLEMICA. GRILLO: "I BLACK BLOC VANNO ARRESTATI"

Il comico genovese si difende attaccando tutto e tutti. "Ho chiamato eroi chi manifestava pacificamente", spiega nel suo blog. Poi parte all'attacco del media che, secondo lui, lo avrebbero frainteso.

ROMA- "Ieri in Val di Susa c'era la nebbia. Non era solo quella dei fumogeni. Era la nebbia della disinformazione". Beppe Grillo va giù pesante e dal suo blog attacca tutti e tutto dopo esser stato accusato di aver fomentato gli scontri. "Questo non è assolutamente vero", spiega l'ex comico prestato alla politica. "Ho chiamato eroi i valsusini che manifestavano pacificamente, come fanno da anni, per il loro territorio. Sono il primo a condannare e a voler sapere chi sono i black bloc annunciati dai media da giorni. Li trovino, li arrestino".
Poi parte all'attacco dei media, che chiama di Stato, sostenendo che qualsiasi gioranle pagato con finanziamenti pubblici diretti o indiretti lo è per definizione. "La nebbia dei media è calata sulle ragioni della protesta", scrive il comico genovese. "Sempre ignorate. Non ha speso una parola sui motivi per i quali un'intera valle è contraria alla Tav. Non ha spiegato le ragioni dei valsusini. La Tav, l'ho scritto decine di volte in 7 anni, non serve. Non è un treno ad alta velocità, ma un treno merci che dovrebbe trasportare in un lontano futuro carichi inesistenti e in diminuzione da un decennio. Un tunnel di 57 chilometri. L'opera sarà finita tra venti anni, un periodo infinito, in cui si prevede un'ulteriore diminuzione dei trasporti europei".
"A che serve la Tav? Ma soprattutto a chi serve? Chi ci guadagna?", domanda Grillo. "Il costo previsto è di 22 miliardi a carico
della collettività. La Ue ci darà solo 672 milioni (soldi nostri comunque, dato che diamo ogni anno circa 13 miliardi alla UE e ne riceviamo 9). Perchè nessuno confuta questi dati? Tremonti ha appena annunciato una manovra di 47 miliardi di tagli e di tasse per evitare il default, ma la ennesima Grande Opera s'ha da fare, come sempre a spese degli italiani".
Intanto stamattina il cantiere è stato riaperto.




Dal giornale on line "Il Resto del Carlino"del giorno 03 Luglio sull'intervento di Beppe in Val di Susa:

NO TAV ALLA GUERRA: 188 FERITI TRA LE FORZE DELL'ORDINE.
BEPPE GRILLO: "SONO PROVE TECNICHE DI DITTATURA"


Migliaia di persone scelgono la via dei boschi e "stringono d'assedio" l’area del primo cantiere dell'alta velocità Torino-Lione. Grillo: "Eroi", Napolitano: "Eversivi, massima fermezza". La nota dei centri sociali: "Fermare i violenti in divisa, uno di noi è grave"

Giaglione (Torino), 3 luglio 2011 - Il popolo ‘No Tav’ è tornato numeroso (almeno 50 mila, secondo gli organizzatori) alla protesta in Val di Susa. Si sono confermate però quasi subito le previsioni della vigilia sui rischi di scontri e violenze. Alcune migliaia di manifestanti già all’inzio dei due cortei partiti in mattinata da Giaglione e da Exilles hanno infatti scelto la via dei boschi e dei sentieri per raggiungere la zona off-limits del cantiere Ltf entrando in contatto con le forze dell’ordine.
Sono seguite ore di guerriglia, lancio di petardi, bombe carta, contro la polizia che era a protezione dell’area attorno al cantiere della tratta Torino-Lione e che ha risposto con i lacrimogeni. Una vera e propria giorbnata di guerriglia sui sentieri e tra i boschi. Secondo la Questura di Torino, il bilancio dei feriti negli scontri, per le forze dell'ordine, al momento è il seguente: - 1 Primo Dirigente della Polizia di Stato; - 5 Funzionari della Polizia di Stato; - 130 operatori dei Reparti Mobili; - 37 Carabinieri; - 15 Finanzieri. In totale, quindi, i feriti sono 188.
Il bollettino sarebbe destinato ad aumentare, tenuto conto che alcuni degli appartenenti alle Forze di Polizia che stamattina sono stati coinvolti negli scontri contro gli antagonisti in località La Maddalena, al termine del servizio si porteranno presso un nosocomio cittadino per le cure del caso. Cinque i ‘No Tav’ arrestati
L’ala dura e più violenta dei ‘No tav’, secondo la Questura di Torino, ha operato con “modalità paramilitari”. Tra i più aggressivi circa 300 antagonisti provenienti dall’estero, in particolare dalla Francia, Spagna, Austria e Germania. Lo riferisce l’ufficio stampa della questura di torino.
Dei circa 2000 aderenti a centri sociali presenti alla Maddalena, secondo la questura piemontese, circa 800 appartengono all’antagonismo radicale e resistente, che “rappresenta l’ala più dura di questo coagulo a livello europeo di professionisti della protesta, mentre circa 300 provengono dall’estero”.

(SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,974
(...SEGUE DA SOPRA)

TREGUA - Dopo quasi due ore di guerriglia nella zona della centrale di Chiomonte, all’imbocco dell’area di cantiere, la situazione è tornata calma. Una delegazione di manifestanti, a braccia alzate, ha incontrato dirigenti e funzionari di polizia sul ponte della valle Clarea.
All’incontro ha partecipato anche il consigliere regionale dei ‘grillini’ Davide Bono. Le forze dell’ordine hanno invitato i manifestanti a desistere dalla violenza, ricordando i 76 feriti che Polizia, Carabinieri e Gdf lamentano negli scontri della caldissima giornata No Tav. I manifestanti si sono lamentati per l’uso di lacrimogeni.
LE RAGIONI DEGLI ORGANIZZATORI - "La Tav non si farà mai - ha spiegato Alberto Perino, leader del movimento No-Tav - perché non ci sono i soldi, perché non hanno le idee chiare e perché ci siamo noi. L’unica cosa che riescono a fare è aprire cantieri per mangiare i soldi pubblici".
"Questa manifestazione - ha commentato invece Sandro Plano, presidente della Comunità montana - è il segnale che non esiste tutto questo consenso sbandierato, nella Valle di Susa ci sono migliaia e migliaia di persone contrarie e ci sono i sindaci di 23 Comuni che hanno deliberato la loro contrarietà all’opera".
RITROVATE BOMBE-CARTA - Un contenitore con 14 bombe carta è stato rinvenuto poco fa nell’area prospicente il cantiere Ltf in località la Maddalena. Il materiale è stato rintracciato e sequestrato da parte delle forze dell’ordine impegnate a monitorare l’area dove si stanno svolgendo le marce.
COTA - FASSINO - SAITTA: "AVANTI SENZA PAURA" - “Esprimiamo solidarietà e sostegno alle forze dell’ordine impegnate in un’azione a difesa della legalita’. Esprimiamo inoltre una ferma condanna per gli atti di violenza a loro danno, riaffermando nel contempo l’importanza strategica della Tav e la volonta’ di andare avanti senza farsi intimorire”. Lo dichiarano in comunicato congiunto il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, il sindaco di Torino Piero Fassino ed il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta.
"DOMANI RIAPRE IL CANTIERE" - "Oggi a Chiomonte le forze dell’ordine hanno respinto a prezzo di molti feriti l’attacco di bande teppistiche difendendo il cantiere della Maddalena che da domani riprendera’ la sua normale attività. Va detto con chiarezza che in questo caso i violenti non erano degli “infiltrati” nel movimento, ma degli “invitati” di cui era prevista la partecipazione ed auspicato il ruolo di testa d’ariete. La recinzione del cantiere ha retto bene: ciò che è andata in frantumi è la legittimazione morale dei NoTav come movimento pacifista”. Lo afferma il Presidente dell’Osservatorio sulla Tav Torino-Lione, Mario Virano.
NAPOLITANO - “Quel che è accaduto in Val di Susa, per responsabilità di gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva, sollecita tutte le isituzioni e le componenti politiche democratiche a ribadire la più netta condanna, e le forze dello Stato a vigilare e intervenire ancora con la massima fermezza”.
"La più ferma condanna" è stata espressa anche dal Presidente del Senato, Renato Schifani.
I CENTRI SOCIALI: FERMARE I VIOLENTI IN DIVISA - "Fermare i violenti in divisa, libertà immediata per gli attivisti fermatI": così titola una nota diffusa in tarda serata dai centri sociali Tpo di Bologna e Rivolta di Venezia e dal desk di globalproject.info sulla giornata in Val di Susa.
"Tre nostri fratelli - affermano - sono stati aggrediti, picchiati, feriti gravemente e sottoposti a torture. Jacopo, studente veneziano di 19 anni, è in ospedale con traumi gravissimi e in condizioni molto serie. Il poliziotto che gli ha sparato con una granata lacrimogena da guerra ad alzo zero ha sparato volontariamente e sapendo di poter uccidere. Fabiano, del Centro sociale Tpo ed attivista per la giustizia ambientale e sociale, è stato ferito gravemente riportando traumi lacero-contusi al capo, il setto nasale fratturato ed ha una mano fratturata. Agli arrestati - prosegue la nota - è stato riservato un trattamento violento con botte e con privazione delle cure mediche. Chi lo ha fatto e’ un torturatore in concorso con altri, che vestono la stessa divisa. Gianluca, attivista del Centro sociale Rivolta, è stato fermato e trasportato in ospedale per le botte ricevute. A distanza di 10 anni da Bolzaneto, le pratiche dei reparti mobili italiani non sono cambiate per nulla".
"Chi si dissocia da ‘comportamenti violenti’ - rilevano i centri sociali - si rivolga al ministro Maroni e reclami le sue dimissioni, invece di confondersi nel gioco di distinzione tra manifestanti buoni e cattivi. Ribellarsi ha significato costruire una giornata di indignazione generale, enorme e non ignorabile, con un assedio di massa di decine di migliaia di persone che hanno bloccato i cantieri accogliendo l’appello dei comitati no Tav. Noi eravamo a Chiomonte ed in Val Susa. E siamo felici di esserci stati. Perche’ ne’ Cota ne’ Fassino possono fermare il vento che e’ cambiato. Tutti liberi! Liberi tutti!’’.
Gli scontri in Val di Susa, con un gruppo di persone che staccatosi dal corteo è venuto in contatto con gli agenti schierati nell’area del primo cantiere della Tav Torino-Lione, fa discutere la politica. A scatenare la polemica sono soprattutto le frasi di Beppe Grillo che ha definito “prove tecniche di dittatura” i blocchi delle forze dell’ordine e “eroi” i manifestanti.
“In Val di Susa gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti né tantomeno i delinquenti che tirano le pietre”, gli ha risposto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. E Osvaldo Napoli, vice presidente del Pdl alla Camera, ha bollato il comico genovese come un “eroe di sciocchezze”.
Durissima replica del senatora del Pdl Andrea Fluttero alle parole di Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle viene definito "come Bin Laden" e "diversi storici ‘rivoluzionari miliardari’ " che "forse non amando il golf ed essendo stufi di riempirsi la pancia di ostriche, caviale e champagne, si divertono, giocando sulla pelle della gente, con il gioco del ‘piccolo rivoluzionario’". Secondo Fluttero "Anche oggi i manifestanti non sono riusciti a trattenersi dall'utilizzare in modo strumentale i bambini".

(...SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,975
(...SEGUE DA SOPRA)

Solidarietà a Beppe Grillo arriva dal leader di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero: "I politici che lo attaccano vogliono nascondere il significato della manifestazione a cui Grillo ed io abbiamo partecipato oggi e cioè che la popolazione della Val Susa è contraria alla Tav. Inoltre tutti sanno che gli scontri odierni sono dovuti alla militarizzazione della valle decisa dal governo".
"Io chiedo che ogni forza politica e ogni persona civile rifiuti non solo la violenza ma ogni parola di giustificazione della violenza, perché non è consentito mettersi su questa strada". Lo ha dichiarato questa sera il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervenendo alla festa Democratica di Seriate (Bergamo), commentando gli scontri in Val di Susa. "Siamo in democrazia, sono state prese delle decisioni e ci puo’ essere disaccordo - ha aggiunto Bersani - Tuttavia abbiamo assistito a cose che non sono accettabili. Che la polizia debba difendere un cantiere ed essere aggredita in questo modo non e’ accettabile".
Qualche sfumatura si coglie nelle parole di Angelo Bonelli, presidente del Verdi, che da una parte ha condannato “fermamente le violenze” ma dall’altra ha sottolineato anche come alla manifestazione non ci fossero “né corrotti, né mafiosi, né pidduisti ma tante famiglie bambini, ragazzi, suore, agricoltori che hanno manifestato pacificamente”.
Il governo, comunque, ha assicurato che l’opera sarà portata avanti. “Anche oggi - ha spiegato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli - va ribadito che la Torino-Lione è un’opera che genera sviluppo, crescita e occupazione e che pertanto è prioritaria. Non sarà un ristretto gruppo di violenti e delinquenti giunto nell’area del cantiere della Maddalena da tutta Italia e dall’estero a far cambiare idea al governo che intende realizzare la Tav nel rispetto degli accordi e degli impegni internazionali”.
La condanna arriva anche da Sel, che assicura di aver partecipato a "una grande manifestazione fatta di tante persone, con gli amministratori locali, e numerose famiglie con bambini” e chiede che "nessuno cerchi di strumentalizzare questo movimento popolare”. "Perciò - sottolinea - condanniamo chiunque si sia reso protagonista di atti violenti".





Dal giornale on line "Il Resto del Carlino"del giorno 04 Luglio sulla spiegazione dell'intervento di Beppe in Val di Susa che era stato "distorto":

DOPO LA GUERRA NO TAV SONO RIPRESI I LAVORI - GRILLO: "BLACK BLOCK DA ARRESTARE"

Il bilancio degli scontri: 223 i manifestanti rimasti feriti, contusi o intossicati dai gas lacrimogeni, 188 feriti tra le forze dell'ordine

Torino, 4 luglio 2011 - Notte tranquilla a Chiomonte, in Val di Susa, dopo la guerriglia di ieri quando gruppi di manifestanti hanno assalto il cantiere della Tav alla Maddalena. Gia’ nella notte gli operai sono tornati nel sito e hanno ripreso i lavori che proseguono tutt’ora. Regolare anche la viabilita, sia sull’autostrada A32 riaperta in serata dopo un’intera giornata di chiusura per motivi di sicurezza, sia lungo le statali.
Sono quattro le persone arrestate dalla Polizia ieri durante gli scontri con i No Tav in Val di Susa. I reati contestati vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale a violenza e lesioni. I quattro, insieme una quinta persona denunciata a piede libero, sono indagati anche per i reati di getto pericoloso di cose e possesso di materiale esplodente.
Ieri al termine degli scontri la Digos ha rinvenuto e sequestrato alcune bottiglie molotov in possesso dei manifestanti. Le forze dell’ordine hanno confermato la presenza di 6mila manifestanti ieri in Val di Susa, circa 3mila del Movimento No Tav aderenti ai cortei “istituzionali” mentre altri 3mila sarebbero i manifestanti violenti arrivati anche dall’estero. Per il Movimento invece, la partecipazione alla manifestazione e’ stata dieci volte superiore con oltre 50mila persone in marcia per dire no all’opera.
GRILLO: BALCK BLOC DA ARRESTARE - “Ieri ho chiamato eroi i valsusini che manifestavano pacificamente, come fanno da anni, per il loro territorio. Sono il primo a condannare e a voler sapere chi sono i black bloc annunciati dai media da giorni. Li trovino, li arrestino”. Beppe Grillo, con un intervento postato stamattina sul suo blog, precisa il senso delle sue dichiarazioni di ieri a Chiomento, che hanno innescato forti polemiche.
“La nebbia dei media - attacca il comico - e’ calata sulle ragioni della protesta. Sempre ignorate. Non ha speso una parola sui motivi per i quali un’intera valle e’ contraria alla Tav. Non ha spiegato le ragioni dei valsusini. La Tav, l’ho scritto decine di volte in 7 anni, non serve. Non e’ un treno ad alta velocita’, ma un treno merci che dovrebbe trasportare in un lontano futuro carichi inesistenti e in diminuzione da un decennio sull’attuale tratta ferroviaria della Val di Susa. Esiste gia’, infatti, una linea merci che collega Torino a Modane completamente sottoutilizzata. Un tunnel di 57 chilometri. L’opera sara’ finita tra venti anni, un periodo infinito, in cui si prevede un’ulteriore diminuzione dei trasporti europei”.
E ancora: “A che serve la Tav? Ma soprattutto a chi serve? Chi ci guadagna? Il costo previsto e’ di 22 miliardi a carico della collettivita’. La Ue ci dara’ solo 672 milioni (soldi nostri comunque, dato che diamo ogni anno circa 13 miliardi alla Ue e ne riceviamo 9). Perche’ nessuno confuta questi dati?” “Tremonti - conclude Grillo - ha appena annunciato una manovra di 47 miliardi di tagli e di tasse per evitare il default, ma la ennesima Grande Opera s’ha da fare, come sempre a spese degli italiani. Vedo in questo accanimento dei partiti per la Tav, che per primi sanno essere inutile, la disperazione di chi ha fallito, ma non puo’ tornare indietro. Se non ci fossero stati Fukushima e il referendum quante decine di migliaia di uomini avrebbero dovuto mobilitare per costruire le centrali nucleari che nessun italiano voleva, ma la politica assolutamente si’?”.
VENDOLA: MORTE DELLA POLITICA - "La violenza è la morte della politica", dichiara il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e liberta’, Nichi Vendola, commentando gli scontri in Val di Susa. "Io ho costruito un intero percorso politico sul principio assoluto della non-violenza. Oggi - ha spiegato Vendola - si mette in discussione la legittimità della contestazione a quel modello di alta velocità e questo non sta bene. Coloro che spostano sul terreno della violenza la battaglia legittima contro l’alta velocita’ in Val di Susa rischiano di dare una mano a quelli che vogliono tirar fuori dalla possibile interlocuzione civile il tema dell’alta velocita’. E’ un peccato perche’ un’intera popolazione si e’ ribellata".

(SEGUE SOTTO...)
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 1,976
(...SEGUE DA SOPRA)

IL BILANCIO - Lo slogan della manifestazione era “A mani nude, a mani pulite” e in migliaia vi hanno aderito da tutta la Val Di Susa, compresi anziani e bambini, alcuni in passeggino, per manifestare la loro contrarieta’ alla costruzione della Torino-Lione. Ma poi la manifestazione nazionale No Tav ieri si e`trasformata in una guerriglia con piu` fronti aperti sulle montagne di Chiomonte.
Una battaglia tra frange violente, rafforzate da black bloc provenienti dall`estero, e forze dell`ordine. Sassi e ammoniaca, contro lacrimogeni. E ancora si sta facendo la conta dell`arsenale trovato nei dintorni del piccolo borgo di Ramats. Gli amministratori della Valle urlavano alla loro gente ai megafoni di portare via donne e bambini e di non tagliare per i sentieri. “Chi lascia il corteo autorizzato fa una sua scelta e si prende le sue responabilita`”, urlavano sindaci della Valle.
A fine serata qualcuno di loro ha temuto che potesse andare peggio, di come è andata, visti i luoghi impervi e i precipizi che sono stati teatro di battaglia. Alla fine rimane un bilancio pesante: 223 i manifestanti rimasti feriti, contusi o intossicati dai gas lacrimogeni durante gli scontri con le forze dell’ordine in Valle di Susa, secondo fonti No Tav. 188 feriti tra le forze dell’ordine, alcuni a causa dello scoppio di bombe carta - ne erano state rinvenute 14, nascoste in un contenitore nei boschi poche ore prima degli scontri - molti per le sassaiole che partivano a ridosso della recinzione del futuro cantiere.




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 04 Luglio sulla manifestazione in Val di Susa:

DUE ANARCHICI DI FUORILUOGO ARRESTATI IN VAL DI SUSA

Ferito e denunciato un militante dei centri sociali. Oltre 200 bolognesi alle manifestazioni No Tav finite con con 188 agenti in ospedale. Il Tpo: "Ragazzi aggrediti e feriti, a dieci anni da Bolzaneto le pratiche dei reparti mobili non sono cambiate per nulla" TESTIMONIANZA "Io preso a manganellate"

Uno dei leader del circolo anarco-insurrezionalista Fuoriluogo, Roberto Nadalini, militante già conosciuto dalla Digos di Bologna, è stato arrestato dalla polizia per resistenza, violenza e lesioni, attorno alla "zona rossa" del cantiere Tav della Val di Susa, in una drammatica domenica fatta di assalti, cariche, lanci di lacrimogeni, fughe nei boschi e paura in cui sono rimasti feriti, secondo le notizie ufficiali, 188 agenti delle forze dell'ordine schierati a difesa del cantiere e decine di manifestanti che lo volevano conquistare. Un altro giovane sui trent'anni, Salvatore Soru, originario di Maranello ma politicamente attivo sotto le Due torri, considerato anch'egli vicino al mondo dell'anarchismo, è il secondo degli arrestati bolognesi.
I due arresti dei bolognesi costituiscono la metà dei fermati, quattro in tutto, per gli scontri, su una presenza stimata dalla questura di circa ottocento antagonisti più radicali confluiti in Val di Susa da mezza Italia e da paesi stranieri.
Arrestati e anche feriti nel plotone di vari gruppi bolognesi che si sono ritrovati nei cortei di protesta. Il ferito è Fabiano Di Berardino, esponente del Tpo che è stato denunciato a piede libero. Secondo quanto racconta un leader del centro sociale, Domenico Mucignat, prima di andare in ospedale a Torino a fargli visita, Fabiano sarebbe stato coinvolto negli scontri e colpito alla testa dai manganelli della polizia.
Secondo quanto raccolto dai cronisti dai medici, Fabiano avrebbe invece avuto la frattura di un braccio e del setto nasale che si sarebbe procurata cadendo dopo una carica e venendo calpestato da altri compagni in fuga.
"Le forze dell'ordine hanno reagito con mezzi spropositati, con un uso enorme di lacrimogeni contro una manifestazione fatta di determinazione della gente della valle - commenta Mucignat che si trova a Giaglione -. Ho visto persone ferite alla testa dai lacrimogeni. Volevamo riprenderci il cantiere. L'assalto è stato fatto da tre lati, il mio corteo è sceso da una pista di montagna".
I simpatizzanti del Tpo sono saliti nottetempo in Val di Susa con un pullman e una decina di auto. Una corriera è stata riempita anche dal laboratorio Crash, come racconta il portavoce Beppe, che è rimasto a Bologna per altre iniziative e che per tutto il pomeriggio non era riuscito a mettersi in contatto con i suoi compagni. In tutto, i gruppi del movimento antagonista hanno mandato in Val di Susa oltre duecento militanti, ai quali vanno aggiunti decine di "grillini" che hanno preso parte ad un corteo diverso, insieme al consigliere regionale Giovanni Favia.
Il Tpo: "Aggrediti e torturati". ''Fermare i violenti in divisa, libertà immediata per gli attivisti fermati" titola una nota diffusa in tarda serata dai centri sociali Tpo di Bologna e Rivolta di Venezia e dal desk di globalproject.info. ''Tre nostri fratelli - affermano - sono stati aggrediti, picchiati, feriti gravemente e sottoposti a torture. Agli arrestati - prosegue la nota - è stato riservato un trattamento violento con botte e con privazione delle cure mediche. A distanza di 10 anni da Bolzaneto, le pratiche dei reparti mobili italiani non sono cambiate per nulla''.
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna"del giorno 16 Giugno sulla richiesta di Giovanni di avere dei nuovi parcheggi in periferia e non in centro:

FAVIA: "NUOVI PARCHEGGI IN PERIFERIA, NON IN CENTRO"

Il leader bolognese del Movimento a 5 stelle: "Devono essere serviti in maniera eccellente da mezzi pubblici a basso impatto ambientale". Dai Verdi no al People Mover

I grillini contro i parcheggi in centro e i Verdi (ancora) contro il People mover. Da viale Aldo Moro arrivano critiche bipartisan ai programmi sulla mobilita’ della giunta Merola. Giovanni Favia, leader del Movimento 5 stelle, parla in una nota di idee “contraddittorie” a proposito del piano parcheggi della nuova amministrazione. “Questa non e’ la maniera di disincentivare l’auto”, avverte Favia. “I parcheggi scambiatori devono essere in periferia, prima accoglienza per chi arriva: serviti in maniera eccellente, veloce, frequente e puntuale da mezzi pubblici a basso impatto ambientale. Solo fornendo un’alternativa valida e comoda convinceremo i cittadini a rinunciare all’auto. Secondo noi i parcheggi interrati in centro dovrebbero essere solo pertinenziali, ovvero dedicati ai residenti delle vicinanze”.
Inoltre, “per ogni nuovo parcheggio sotterraneo si dovrebbero togliere stalli in superficie - liberando spazio per creare nuove piste ciclabili”. Infine Favia lancia una proposta: “Per togliere sempre piu’ macchine dal centro suggeriamo anche di escludere dai bandi per le case Erp situate dentro le mura storiche chi sia titolare di un autoveicolo”.
Ma si muove anche il centrosinistra in Regione, con la consigliera dei Verdi Gabriella Meo che presenta un’interpellanza all’assessore ai Trasporti Alfredo Peri sul People mover.
“Recentemente- ricorda Meo - il Consorzio cooperative costruzioni, che si e’ aggiudicato la concessione della nuova opera pubblica, ha dichiarato che le varianti sul progetto del People Mover richieste da Rfi e i ritardi dovuti ai cantieri per l’Alta Velocita’ avrebbero fatto lievitare i costi di circa 10 milioni di euro e, per compensare tali costi, ha proposto di allungare la durata della concessione dell’opera o di aumentare il prezzo del biglietto”. La consigliera del Sole che ride chiede se i lavori di completamento del nodo ferroviario di Bologna “possano causare ulteriori ritardi alla realizzazione del People Mover, rispetto a quelli gia’ evidenziati da Ccc, e se ritenga che un incremento dei costi finali del People Mover possa determinare anche un aumento della quota pubblica di finanziamento dell’opera in project financing e, in particolare, un aumento del finanziamento della Regione Emilia-Romagna, attualmente di 27 milioni di euro”.
Ma a Peri la consigliera chiede soprattutto se “non ritenga opportuno ripensare il progettato collegamento della stazione centrale con l’aeroporto, utilizzando le linee ferroviarie esistenti e collegandole al terminal aeroportuale, con un investimento decisamente inferiore, prima dell’approvazione del progetto esecutivo del People Mover”.




Dal giornale on line "La Repubblica di Bologna"del giorno 19 Giugno sulla richiesta di Giovanni ad IdV sui rimborsi elettorali per i referendum:

L'ORGOGLIO DELLE MAGLIETTE ROSSE. LA FIOM SI E' RIPRESA LA SCENA

Dopo il Santoro-show, ieri il dibattito pubblico con Bindi, Di Pietro e Vendola. Stasera l'appuntamento in piazza con Susanna Camusso. Poi, concerto finale in piazza 8 agosto con Mannoia, Turci, Barbarossa e Rivera

Quando un turno di notte ti regala emozioni così, è bello pure farlo gratis. Esauste ma felici le magliette rosse della Fiom il giorno dopo lo show di Santoro a Villa Angeletti, dove venerdì tutto è filato liscio, raccontano adesso di questi tre mesi in cui hanno preparato un evento che è rimbalzato in tutta Italia. E i metalmeccanici bolognesi ai quali era stato affidato tutto il pacchetto, possono ora tirare un sospiro di sollievo. Sono state lunghe settimane di riunioni, discussioni, incontri con Comune, questura, prefettura, briefing con lo staff di Annozero. Poi quando s´è iniziato a ballare davvero, hanno indossato la maglietta rossa che li ha identificati in questi giorni, dentro il Teatro Comunale per l´apertura della festa e nella notte di Villa Angeletti.
Sono stati la spina dorsale della quattro giorni: dal montaggio delle strutture in piazza XX Settembre sotto un diluvio, fino all´impeccabile servizio d´ordine di venerdì sera quando erano in 130 con la t-shirt targata «organizzazione» nel pratone alla Bolognina a vegliare sullo show che andava in diretta tv. È successo pure di andare a comprare ieri una camicia per il segretario Landini che aveva lasciato tutto a Torino, nel viavai estenuante da una città all´altra che il leader Fiom s´è sorbito nella quattro giorni.
Le magliette rosse l´altra notte se ne sono andate dopo le due di notte da Villa Angeletti. «Confesso che quando due settimane fa ci hanno detto "Ragazzi, arriva Santoro", ci siamo un po´ spaventati - diceva ieri Primo Sacchetti, in Fiom dal 1988, il responsabile dei 500 volontari -. Ma sapevo di poter contare sull´orgoglio della nostra organizzazione e anche su tutta la Camera del Lavoro». Sì, perché il compleanno della Fiom è stata pure l´opportunità per limare gli spigoli nati dagli scontri anche politici che l´ultimo congresso della Cgil bolognese aveva riservato alle varie anime del sindacato. Davanti alle tute blu sotto i riflettori, è stata la Cgil tutta a dare una mano perché lo «spettacolo» riuscisse. «Ci sono ragazzi che hanno fatto 20 ore filate di servizio senza mangiare e chi finiva il turno restava ancora per dare una mano» raccontava fiero Sacchetti. Insomma un taglio delle pause e delle mense, per il quale stavolta valeva però la pena. In piazza XX Settembre ogni giorno hanno stazionato almeno una sessantina di magliette rosse, mentre ai fornelli e al bar c´erano i militanti della Cgil.
Ieri sera, con il dibattito che ha riunito Rosi Bindi, Nichi Vendola e Antonio Di Pietro, i leader della Sinistra hanno affrontato il tema del lavoro e il rapporto con la politica. Assente Pierluigi Bersani, la Bindi ha scherzato con i cronisti: «Ma perché, io non vi basto?». Battibecco anche tra Di Pietro e il consigliere regionale grillino Giovanni Favia, che ha interrogato il leader Idv sui rimborsi elettorali. Pronta la risposta del leaader dell’Idv: «Per la campagna elettorale referendaria abbiamo speso tre milioni e incasseremo 900 mila euro: con questi faremo un nuovo referendum sui rimborsi elettorali e sulla legge elettorale».
Oggi si chiude la festa per i 110 anni: in programma c´è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che alle 20.30 sarà in piazza XX Settembre, intervistata dal vice direttore dell´Unità Rinaldo Gianola. E infine il concerto in piazza VIII Agosto con Fiorella Mannoia, Paola Turci, Luca Barbarossa, Andrea Rivera sul palco. Si inizia alle 21.30. Tutti gli artisti si esibiranno a cachet zero. E perché tutto fili liscio, fino in fondo, ci saranno anche stasera le magliette rosse.
Silvia Patini (.
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Bologna, BO
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Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna"del giorno 28 Giugno sulla vicenda delle scuole Carracci di cui si sta occupando Max:

EX CARRACCI PREDA DEI VANDALI. RIZZO NERVO: "IMPEDIREMO L'ACCESSO"

I cittadini segnalano che l'istituto, chiuso da un anno per problemi strutturali, è diventato oggetto di deturpamenti. L'assessore ai Lavori pubblici: "Presto bisognerà decidere sul da farsi"

Vetri rotti, schermi di computer lanciati sul pavimento della palestra, pavimenti semi-allagati, libri sparpagliati a destra e a manca e strumentazioni distrutte nell’aula di chimica. Questo lo scenario descritto dai residenti del comitato Carracci, che segue le vicende della scuola in zona Saragozza.
Chiusa da un anno per problemi strutturali, l’istituto e’ diventato l’obiettivo di atti vandalici, tanto che negli ultimi giorni i vigili urbani sono intervenuti piu’ volte e il quartiere ha posto l’argomento all’attenzione della giunta (occorre decidere cosa fare dello stabile) e dei settore Lavori pubblici, chiamato in causa perche’ metta in sicurezza al piu’ presto le ex scuole. “Siamo consapevoli che e’ necessario intervenire al piu’ presto per il ripristino, anche perche’ non e’ possibile tenerle sotto controllo”, spiega il presidente del Saragozza, Roberto Fattori. Si tratta infatti di un edificio pieno di finestre e le intrusioni sono piuttosto facili.
“La cosa piu’ opportuna e’ ripristinare il sistema di allarme, e’ molto meno oneroso che dover intervenire costantemente”. Il comitato Pro Carracci (“circa 500 firmatari”), che ha appena fatto un sopralluogo dall’esterno, attacca. “Un edificio scolastico abbandonato e’ segno di degrado, incapacita’ e inadempienza delle istituzioni a capo della comunita’ dove esso e’ collocato. Da qualche settimana, l’edificio abbandonato e’ visitato regolarmente da teppisti”, scrivono in una nota affidata al sito Controllocittadino.
Il comitato ha anche cercato di individuare i “responsabili” degli atti di vandalismo consultando un gruppo di ragazzi che giocavano attorno all’edificio. “Hanno tranquillamente raccontato che la scuola e’ sempre stata accessibile, e che piu’ o meno tutti sono entrati. Niente invece e’ sfuggito riguardo alle responsabilita’ degli atti di vandalismo veri e propri”. Della vicenda si sta occupando il capogruppo in Comune del Movimento 5 stelle Massimo Bugani. “Le abbandonate scuole Carracci ricevono la visita dei teppistelli”, si limita a constatare sul suo profilo Facebook.
L’intrusione nelle ex scuole Carracci “e’ oggetto di una forte e rapida attenzione, perche’ abbiamo avuto comunicazione di vandali all’interno della scuola. Stiamo facendo in modo di intervenire per interdire questa possibilita’ di entrata e verificare i danni che gia’ sono arrecati”. Parola dell’assessore ai Lavori pubblici, Luca Rizzo Nervo, sui ripetuti ingresso di vandali nella struttura del Saragozza. “Ovviamente su quella struttura - ha aggiunto Rizzo Nervo nel corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio dalla giunta - presto bisognera’ prendere una decisione sul da farsi, fra ristrutturazione o demolizione e ricostruzione, ovviamente con la garanzia che quello rimarra’ un plesso scolastico”.




Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna"del giorno 01 Luglio sulla richiesta di Giovanni alla Regione di dare parere sfavorevole alla riconversione della centrale di Porto Tolle:

CENTRALE PORTO TOLLE, FAVIA: "L'EMILIA ROMAGNA SI MANTENGA CONTRARIA"

Il portavoce regionale del Movimento 5 Stelle, assieme ad altri consiglieri di maggioranza della Regione, auspica che si perseguano altre strade

Il portavoce regionale del 'Movimento 5 Stelle', Giovanni Favia ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna di mantenere 'una netta contrarietà' al ‘rpogetto di riconversione della centrale di Porto Tolle, "attivandosi in tal senso in ogni sede competente". La risoluzione di Favia è appoggiata anche dai capigruppo di maggioranza Liana Barbati (Idv), Marco Monari (Pd), Gian Guido Naldi e Gabriella Meo (Sel-Verdi) e Roberto Sconciaforni (Fds).
Il documento tocca l’area di confine tra le due regioni dove, in localita’ Porto Tolle-Polesine Camerini, Enel vorrebbe riconvertire a carbone la propria centrale ad olio combustibile, realizzando un impianto da 1.960 Mw "in una delle zone - specifica Favia - gia’ piu’ inquinate d’Europa", interessando anche i vicini territori del Ferrarese e del Ravennate.
I firmatari, invece, auspicano un "piano alternativo per lo sviluppo economico della zona, rilanciando turismo, agricoltura e pesca, cercando quindi di preservare l’ecosistema del fiume Po e la qualita’ dell’aria, senza danneggiare, ed anzi favorendo, le attivita’ economiche, per investire esclusivamente, nell’area del Parco del Delta del Po, sulla produzione energetica da fonti rinnovabili non combustibili e soprattutto non fossili".
I consiglieri di maggioranza ricordano come il 10 maggio scorso, il Consiglio di Stato diede ragione al ricorso di comitati e ambientalisti: sostengono infatti che è "facilmente dimostrabile, anche utilizzando le normative europee, che il carbone inquina piu’ del metano".
La risoluzione presentata all’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ricorda che l’art.30 della legge della Regione Veneto 36/1997, istitutiva del Parco del Delta del Po, prevede che "all’interno del Parco del Delta per produrre energia e’ necessario utilizzare metano o combustibile di pari o inferiore impatto ambientale’’. Ma l’attuale amministrazione regionale del Veneto intenderebbe modificare quella norma, spianando di fatto ‘’la strada - si afferma - alla riconversione a carbone della centrale".
Silvia Patini (.
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Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna"del giorno 21 giugno sul'"attentato" alla salute negli uffici del nuovo comune:

LIBER PARADISUS, DENUNCIA 5 STELLE: "IN POCHI MINUTI OCCHI ROSSI E GOLA SECCA"

Dopo le denunce dei lavoratori, il consigliere 'grillino' si è presentato nella nuova sede del Comune per documentare la situazione: "Il Ccc non ha rispettato le norme ed è lo stesso consorzio che sta realizzando Civis e People Mover"

“Siamo stati qualche decina di minuti in Liber paradisus e ci siamo sentiti male anche noi”. La testimonianza non arriva da un dipendente del Comune di Bologna ma da Massimo Bugani, capogruppo del Movimento 5 stelle a Palazzo D’Accursio, che insieme a Marco Piazza, suo collega in Consiglio comunale, si e’ presentato con tanto di telecamera nella nuova sede del Comune per una video-inchiesta dopo le reiterate denunce dei lavoratori. A Palazzo Bonaccorso, ricorda Bugani, intervenuto ieri in apertura di seduta, “lavorano circa 1.500 dipendenti” e alle casse dell’amministrazione “costa circa 6,5 milioni di euro all’anno”. Rilevazioni fatte nei mesi scorsi dall’Ausl hanno evidenziato che “ci sono problemi di aria insalubre dovuta all’impianto di areazione. Anche noi, dopo alcune decine minuti che eravamo li’, abbiamo cominciato ad avvertire del malessere- afferma il grillino- bruciore agli occhi e gola secca”.
In inverno, aggiunge Bugani, “serve la stufa mentre in estate fa caldissimo e molti dipendenti hanno montato delle tende contro il sole”. Inoltre, denuncia il numero uno dell’M5s, “da aprile non arriva il premio di produttivita’ ai dipendenti in Liber Paradisus”. Molti di loro, afferma Bugani, “chiedono il trasferimento, ma vengono assegnati a ruoli umilianti. E se non accettano, devono firmare una liberatoria al Comune e alla proprietaria Newco Duc per sollevarli da ogni responsabilita’” riguardo ai malesseri.
In realta’, attacca il grillino, l’onere della situazione pesa sulle spalle del Ccc, che “ha costruito il palazzo senza rispettare il capitolato d’appalto ed e’ lo stesso consorzio che sta realizzando il Civis, per il quale sono indagati alcuni suoi funzionari, e che dovra’ realizzare il People mover su cui permangono molte ombre. A questo punto- sferza Bugani- per noi Ccc e’ diventato l’acronimo di: Come cavolo costruite”.




Dal giornale on line "Il Resto del Carlino di Bologna"del giorno 03 Luglio sulla risposta negativa di Max all'ipotesi di Bernardini di fare un'alleanza con noi:

IL GRILLINO MASSIMO BUGANI: "NIENTE ALLEANZE COL CARROCCIO"

"Manes è un leghista atipico, ma c'è un limite". Bernardini ha ipotizzato l'intesa con i Cinque Stelle

«Alleati della Lega? E come lo spiego ai miei...». I Cinque stelle smorzano gli entusiasmi di Manes Bernardini, che in un’intervista si diceva disposto a svincolarsi dal Pdl a Santo Stefano, nel caso in cui non venga eletta Ilaria Giorgetti, per sperimentare un nuovo connubio con i grillini. Ma Massimo Bugani, consigliere in Comune per i Cinque Stelle, esclude l’ipotesi: «Noi non facciamo alleanze con nessun partito politico, non è nel nostro dna. E per di più la Lega Nord non è certamente un movimento politico affine».
Ma a fronte del ‘no’ secco, Bugani confessa che qualche ammiccamento (personale, non politico) ci sia stato tra l’esponente del Carroccio e la lista dei Cinque Stelle: «Devo ammettere che Manes Bernardini è il leghista più atipico che abbia mai conosciuto — commenta sorridendo Bugani —. Noi abbiamo un ottimo rapporto con lui, è inspiegabile che rimanga all’interno della Lega Nord. È un bravo ragazzo, con cui mi trovo molto bene umanamente e che ha grande onestà nell’esprimere il proprio voto e la propria opinione».
Non nasconde il feeling Bugani, ma non ammette che lo si tiri per la giacchetta. D’altronde, che ci sia un’intesa, si era capito già con la presentazione condivisa del documento anti-riciclo per le nomine nelle società partecipate.
E gli alleati storici? La lotta intestina agli azzurri continua senza tregua, tra raccolte firme e accuse reciproche, e si combatte sul campo di Santo Stefano. Ma su questa ipotesi di alleanza Lega Nord-Grillini, il vice coordinatore provinciale del Pdl Galeazzo Bignami commenta secco: «Bernardini si vuole alleare con i Cinque Stelle? Buon lavoro, vorrà dire che noi faremo il pieno degli elettori della Lega Nord. La considero niente più che una boutade. Certo, il Carroccio ha tutto il diritto di cercare nuove alleanze e di fare le proprie scelte autonomamente, ma vedrei davvero male Bossi abbracciato a Beppe Grillo. Non sarebbe molto coerente con i suoi elettori».
Ma l’intesa in Comune tra Lega Nord e Movimento Cinque Stelle non è sfuggita agli occhi degli azzurri. Vero è che Pdl e Lega non si trovano assieme in nessun ruolo di governo (dove l’intesa sarebbe necessaria), ma secondo Bignami sarebbe un’altra la molla che avrebbe fatto avvicinare Lega Nord e Grillini: «Mi pare che il Carroccio abbia un po’ paura di essere risucchiato dal Pdl in Comune».
Intanto si aspetta la terza votazione nel Quartiere Santo Stefano, quella che stabilirà se la rottura tra il partito e la fazione (assolutamente minoritaria) di Lorenzo Tomassini sia davvero insanabile.
Ma prima di arrivare a votazione potrebbero volerci mesi e la ferita rimarrebbe aperta fino a questo autunno, in attesa di tornare di nuovo alle urne.
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