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Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna Message Board Forum di discussioni varie › Cosa vuol dire pari opportunità?

Cosa vuol dire pari opportunità?

alberto
user 48385412
Bologna, BO
Post #: 38
Io ho aderito ma mi piacerebbe che lo facessimo come gruppo visto che non accetterei di condividere un percorso politico e eteico con chi non si sente e non si dichiara non violento, quindi lo proporrei nelle varie ed eventuali del prossimo attivo.
Silvia Patini (.
sis74
Bologna, BO
Post #: 2,333
Ho aderito anche io come singola cittadina.
Nella prossima riunione mettiamo un punto relativo all'adesione del Movimento alla campagna.

Sotto trovate il materiale informativo da scaricare e stampare:

baloon
http://files.meetup.com/206830/balloon%20con%20logo.jpg­

manifesti/volantini
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20A.pdf­
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20B.pdf­
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20C.pdf­

Qui il link dove aderire personalmente:
http://www.noino.org/index.php?id=171­

A former member
Post #: 294
L’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna ha redatto un documento in cui invita a mettere al bando alcuni termini discriminatori usati correntemente dai media e ne propone altri con cui sostituirli.

Clandestino
: Questo termine,molto usato dai media italiani, ha un’accezione fortemente negativa. Evoca segretezza, vite condotte nell’ombra, legami con la criminalità. Viene correntemente utilizzato per indicare persone straniere che per varie ragioni non sono in regola, in tutto o in parte, con le norme nazionali sui permessi di soggiorno, per quanto vivano alla luce del sole, lavorino, conducano esistenze “normali”. Sono così definite “clandestine” persone che non sono riuscite ad ottenere il permesso di soggiorno, a rinnovarlo, altre che sono entrate in Italia con un visto turistico poi scaduto, alte ancora che sono entrate in maniera illegale in Italia. Spesso sono considerati “clandestini” anche i richiedenti asilo. E’ possibile identificare ogni situazione con il termine più appropriato ed evitare SEMPRE di usare una definizione altamente stigmatizzante come “clandestino”.
Alternative
: All’estero si parla di “sans papiers” (Francia), “non-documented migrant workers” (definizione
suggerita dalle Nazioni Unite) e così via. A seconda dei casi, e avendo cura che l’utilizzo sia il più appropriato, è possibile usare parola “irregolari”. Sono sempre disponibili e spesso preferibili le parole più semplici e più neutre: “persone”, “migranti”, “lavoratori”. Altre locuzioni come “senza documenti”, o “sans papiers” definiscono un’infrazione amministrativa ed evitano di suscitare immagini negative e stigmatizzanti.

Vu cumprà: E’ un’espressione che storpia l’italiano “Vuoi comprare” ed è usata da anni per definire lavoratori stranieri, specialmente africani, che esercitano il commercio ambulante. E’ una locuzione irrispettosa delle persone alle quali si riferisce e stigmatizzante, oltre che inutile sul piano lessicale.
Alternative: E’ possibile usare i termini “ambulante”, “venditore”.

Extracomunitario: Letteralmente dovrebbe indicare cittadini di paesi esterni all’Unione europea, ma questo termine non è mai stato usato per statunitensi, svizzeri, australiani o cittadini di stati “ricchi”; ha finito così per indicare e stigmatizzare persone provenienti da paesi poveri, enfatizzando l’estraneità all’Italia e all’Europa rispetto ad ogni altro elemento (il prefisso “extra” esprime un’esclusione). Ha assunto quindi una connotazione dequalificante, oltre ad essere poco corretto sul piano letterale.
Alternative: E’ possibile usare “non comunitario” per tutte le nazionalità non Ue, o fare riferimento – quando
necessario (spesso la nazionalità viene specificata anche quando è superflua, specie nei titoli) -
al paese di provenienza.
Parole-da-mettere-al-bando­
A former member
Post #: 1,258
Ho dato la mia adesione personale. Ora propongo l'adesione del Movimento di Bologna agli altri consiglieri.

come è andata a finire?

intanto posto questo articolo:

La violenza illustrata: parte il festival contro la violenza di genere

8 nov – Per il settimo anno consecutivo la Casa delle donne offre la possibilità di riflettere sulla violenza di genere in vista della giornata mondiale contro la violenza alle donne (25 novembre). Come? Con il festival “La violenza illustrata“. Dal 14 novembre al 5 dicembre, in diversi punti della città, mostre, dibattiti, proiezioni e molto altro, saranno lo spunto per riflettere sul tema e trovare possibili soluzioni.

Troppo poche sono le donne che denunciano le violenze subite, che spesso si consumano in ambienti domestici, familiari; per contro troppe sono ancora le sfumature che girano attorno al sopruso e alla prevaricazione di genere e che sfuggono, perché non esiste un database ufficiale sul tema, l’informazione è spesso inadeguata e molto poca è l’attenzione politica al problema.

Il festival punta dritto al cuore di tutti e con più di 40 iniziative in cartellone vuole aiutare le donne a reagire, gli uomini a conoscere e invitare le istituzioni a fare rete.

Le parole saranno al centro di diverse iniziative in programma: perché “quando diamo dei nomi le cose iniziano improvvisamente ad esistere”. Sono parole di Angela Romanin, della Casa delle donne.
http://radio.rcdc.it/...­
A former member
Post #: 1,263
Ho dato la mia adesione personale. Ora propongo l'adesione del Movimento di Bologna agli altri consiglieri.

come è andata a finire?

mentre aspetto una risposta, riporto una parte dell'ultimo mini post del blog di grillo, quello nella quale finora mi sono identificata di più....

"Le donne italiane lavorano, sono madri di famiglia, amministrano la casa e si prendono cura dei loro uomini. Questi ritmi rendono difficile avere spazi da dedicare alla vita privata, figuriamoci alla partecipazione politica. Il problema delle pari opportunità e dei diritti civili infatti, ha le sue radici nella struttura della società italiana e non ha una soluzione immediata ma deve essere affrontato proprio partendo da una ricostruzione delle basi etiche del nostro paese. Eppure le donne del MoVimento trovano il tempo di partecipare e sono ben liete di farlo con generosità e altruismo. Va detto che la Rete in questo aiuta (e non solo le donne!). Chi non può muoversi perché ha bimbi piccoli ad esempio può sempre scrivere le sue idee nel forum, che di fatto è una specie di riunione continua tra centinaia di persone. Si può partecipare a sondaggi e richiederli, convocare riunioni, fare proposte. Tutto si può dire fuorché che il MoVimento imponga limiti di partecipazione a chicchessia. Anzi forse oggi, per la prima volta, proprio grazie alla Rete e alla grande idea di utilizzarne gli strumenti per incentivare la democrazia diretta, tutti iniziamo ad essere più vicini alla politica e abbiamo un mezzo in più per partecipare.
http://www.beppegrill...­

in quest'ultimo periodo di tensioni, lascerei per un momento da parte critiche e dibattiti e spezzerei una lancia in più a favore di federica salsi. essere donna, moglie e mamma di tre figli ha sicuramente reso più difficile il suo impegno e i suoi sacrifici per il movimento e per questo il mio apprezzamento per il suo lavoro è ancora maggiore.
Cristiano R.
user 62424602
Bologna, BO
Post #: 268
Ho aderito anche io come singola cittadina.
Nella prossima riunione mettiamo un punto relativo all'adesione del Movimento alla campagna.

Sotto trovate il materiale informativo da scaricare e stampare:

baloon
http://files.meetup.com/206830/balloon%20con%20logo.jpg­

manifesti/volantini
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20A.pdf­
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20B.pdf­
http://files.meetup.com/206830/messaggio%20NoiNo.org%20C.pdf­

Qui il link dove aderire personalmente:
http://www.noino.org/index.php?id=171­

Fatto
A former member
Post #: 295
Luci e ombre su Extrabanca, l’istituto di credito nato per gli immigrati e condannato per “condotta discriminatoria”.

In un panorama di cattive notizie quando arriva quella buona suscita entusiasmi. E poi, si sa, Report è una trasmissione autorevole. Così molte persone, soprattutto straniere, si passano parola e vanno a vedere la puntata del 4 novembre a firma Giuliano Marrucci e intitolata «Extrabanca». Il servizio dura circa 8 minuti (più una manciata di pubblicità) ed è la classica inchiesta tecnicamente ben fatta. Guardatela anche voi se vi è sfuggita ma – mi raccomando – poi tornate qui.
Tutto bene? Forse no. Una trasmissione attenta come Report avrebbe dovuto, per dovere di cronaca, accennare al fatto che Extrabanca ha ricevuto una condanna “per razzismo” o meglio per «condotta discriminatoria» come si legge nella sentenza (datata 22 marzo 2012) del giudice milanese Fabrizio Scarzella.
Sono sorpreso da questa omissione.

Così scrivo a Report un messaggio:«Buondì, vedo che avete dedicato una puntata di Report a Extrabanca, il 4 novembre, e sul vostro sito la presentate così: “A pochi mesi dal crollo di Lehman Brothers, Andrea Orlandini ha avuto il fegato di investire tutti i suoi risparmi in una banca nuova di zecca. E i risultati gli hanno dato ragione. Si chiama Extrabanca, ed è la prima dedicata ai migranti. Perché non esiste crisi di mercato per le buone idee”. Bene. Ma sapevate che è stata condannata per razzismo? Mi potete spiegare? Grazie».

Preciso subito che nell’articolo citato (del 26 marzo 2012 a firma Elvio Pasca) c’è anche il link alla sentenza, così ogni persona può farsi un’idea. Nel giro di pochi minuti ricevo da Marrucci, l’autore del servizio, una gentilissima risposta che sintetizzo: «Effettivamente Extrabanca è stata condannata in primo grado per alcuni episodi di razzismo. La banca è ricorsa in appello e prima di arrivare a una sentenza definitiva le parti hanno trovato un accordo extragiudiziale. Quindi, tecnicamente, la banca ne è uscita pulita. Come puoi immaginare, noi non siamo persone che si accontentano di questi tecnicismi, allora ho a lungo cercato di capire nel merito di cosa si trattasse. La mia conclusione è che quelle accuse fossero del tutto inconsistenti, nate da alcuni dissapori interni (…) Alla fine credo di poter sostenere che la realtà sia esattamente quella che appare, cioè che è inverosimile si siano svolti gli episodi addebitati alla banca e al suo presidente in una banca dove quotidianamente convivono 30 persone di 15 nazionalità diverse e che ha come unico scopo, oltre al profitto, quello di servire la clientela straniera. Spero di essere stato esauriente».

Rimango perplesso soprattutto per quello che ho letto nella sentenza: esistono fatti precisi che fanno dubitare che in quella banca «con persone di 15 nazionalità» la convivenza fosse serena. Anche perché Extrabanca (d’ora in poi Eb) dopo aver giudicato «assurda» la sentenza ha deciso di ritirare l’appello e ha cercato un accordo extra-giudiziale.
Degni di interesse, in questo contesto, altri fatti accaduti successivamente: per esempio il co-fondatore di Eb e vice presidente, Otto Bitjoka, noto economista, ha dato le sue dimissioni ma i media non se ne sono interessati e non hanno collegato questo episodio con il precedente.

E ancora: se avete letto il link sopra, sapete già che il protagonista del processo si chiama Cheikh Tidiane Gaye. Essendo parte in causa non l’ho sentito per questo articolo (vale comunque, sino a prova contraria, la sentenza a suo favore) ma è interessante notare che ci sarà un processo per falsa testimonianza contro Giorgio Bono, un funzionario di Eb. Al processo infatti Bono aveva decisamente negato di aver detto a Tidiane Gaye frasi del tipo «vi abbiamo tolto dalla strada a voi stranieri» ma si era beccato una denuncia… visto che Gaye aveva portato in tribunale la registrazione (fatta con il cellulare).

Ci sono stati altri licenziamenti in Eb: cose che capitano, a volte, ma è curioso che un paio di persone fossero testimoni a favore di Tidiane Gaye. Il clima a Eb non sembra serenissimo neppure rispetto a italiani con più antica anagrafe (anche Gaye è italiano ma non “doc” essendo nato in Senegal): a esempio Simona Ettorre, entrata come Direttore Commerciale, se n’è andata dalla banca e anche il citato Bono è stato licenziato da Eb, insieme a un dipendente cinese, all’improvviso.

Infine la questione dei tassi differenziati dentro Eb: la banca ha siglato una convenzione con una società di intermediazione che commercializza prodotti a tassi differenziati, più bassi per italiani e più alti per stranieri. Si può obiettare che gli italiani presentano meno rischi (bancari): è tutto da dimostrare e soprattutto dipende dai casi ma a ogni modo il messaggio comunicativo (o pubblicitario se preferite) di Eb sostiene che vuole operare a favore degli “extra”: non sembrerebbe a vedere quei tassi.

Insomma la questione Eb meritava approfondimenti. Spiace che Report non abbia ritenuto di dover fare ulteriori verifiche.

Daniele Barbieri
Corriere immigrazione del 12.11.12
A former member
Post #: 1,273
10 nov. – “Come profugo sono una spesa, come cittadino sono una risorsa” recitava uno dei cartelli della manifestazione dei profughi dalla Libia a Bologna. I migranti hanno chiesto a gran voce di uscire dalla precarietà dell’ospitalità d’emergenza del Piano Nordafrica, di ottenere un permesso di soggiorno con il quale ricominciare, in Italia o altrove. Sono alcune centinaia le persone che hanno risposto all’appello lanciato dall’assemblea che si è svolta martedì scorso nella struttura dei Prati di Caprara, 130 di loro sono i migranti africani che vivono in quel luogo da un anno e mezzo, a cui si sono aggiunti una cinquantina di rifugiati ospitati a Reggio Emilia e un centinaio di cittadini solidali.

In testa al corteo ,che è partito alle 14 in piazza XX settembre, i migranti reggevano lo striscione “Rights, dignity, future. Bologna città di tutt*”, con loro gli attivisti del centro sociale Tpo e uno striscione dell’associazione sportiva Uisp. La manifestazione è passata per piazza Nettuno, via Rizzoli, via Castiglione e via Farini per passare sotto la Prefettura e, infine, tornare in piazza Maggiore di fronte a Palazzo d’Accursio. I rifugiati, con l’avvicinarsi dell’inverno, chiedono l’intervento del Comune per migliorare la situazione nella struttura dei Prati di Caprara dove io migranti vivono senza riscaldamento né acqua calda.
http://radio.rcdc.it/...­
Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 433
Buongiorno. Trovo questa discussione molto interessante ma parziale come indagine e come orrizonte.
Poste in questo modo le pari opportunità sembrano una strada unicamente diretta ad aiutare le donne, stranieri ed altri soggetti a non subire discriminazioni sociali ed economiche.

Troverei interessante ricondurre questo tema importante e strategico all'interno di una discussione più ampia che chiamerei, come per altro ho già fatto nel forum attivi:
Politiche sociali, famiglia pari opportunità.

Questo in quanto la dimensione famigliare, della famiglia intesa come entità mono o plurindividuale, socialmente, giuridicamente, costituzionalmente ed economicamente sembra essere il filtro più completo per un approccio alle problematiche di discriminazione sociale.

Purtroppo in Italia c'è la solita retorica ... tanto bla bla bla .. e pochi fatti. Tutti parlano di famiglia, spesso solo in campagna elettorale e pochi se ne occupano direttamente e concretamente.

Matteo V.
user 2456199
Bologna, BO
Post #: 434
Il problema della violenza sulle donne è un problema mal posto e parziale. In Italia - all'estero nei paesi occidentali già lo fanno da anni - si parla di violenza domestica.

La cultura retorica e veterocomuinsta che permea la nostra società parla invece solo di "violenza sulle donne" ... ed al massimo in pochi casi sui bambini. Esiste inceve anche una violenza femminile su uomini e bambini di cui in Italia si stenta a parlare. Questo non per difendere assolutamente gli uomini che commettono violenza o per sottovalutare o sminuire il grave fenomeno della violenza maschile sulle donne, ma solamente per riportare l'analisi del problema della violenza famigliare sotto un ottica più grande e complessiva ... direi migliore.

In merito allego un recentissimo studio fatto in Italia: Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile
All'estero tali studi - si veda in proposito l'aplia bibliografia allegata - sono diffusi da anni. In Italia proprio per colpa di questo approccio retorico e provinciale questo è il primo studio scientifico.

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