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A former member
Post #: 316
Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso presentato nel 2008 da Comitato per il Parco “A. Cederna”, Italia Nostra Lombardia, Legambiente Lombardia e WWF Lombardia contro la concessione alla Sias che, dando in concessione 140 ettari di un Parco storico per 19 anni, tra l’altro, prevede:

. l’affidamento della concessione a trattativa privata senza il necessario svolgimento di una gara internazionale;
. un canone di locazione - 800.000 euro/anno, ovvero 57 centesimi al metro quadro – decisamente troppo basso rispetto alla consistenza delle strutture date in concessione e al loro utilizzo a scopo commerciale, provocando un grave danno erariale per i comuni di Monza e Milano. Il tutto senza l’obbligo da parte della Sias di fornire la dovuta cauzione finanziaria ai comuni;
. la non conformita’ alla legge quadro 447/95 sull’inquinamento acustico;
. il mantenimento con restauro delle fatiscenti sopraelevate malgrado ne fosse previsto l’abbattimento.

Dei 6 motivi di ricorso avanzati dalle Associazioni, il Tribunale amministrativo ha respinto i principali sostenendo la non legittimazione delle associazioni ambientaliste a intervenire su materie quali la gara d’appalto prevista dalla legge europea, la fideiussione, il canone d’affitto, come se le condizioni (gestionali ed economiche) alle quali viene affidata una concessione e i contenuti che vi sono al suo interno non avessero ripercussioni sul bene dato in concessione: in questo caso i 140 ettari di un Parco storico.

Al di là di ogni opinabile considerazione giuridica, la conseguenza dei criteri adottati dalla sentenza è che ai cittadini è impedita la possibilità di chiedere a un organismo giurisdizionale il controllo di legalità e di vigilanza sulle attività della pubblica amministrazione, lasciata dunque al libero arbitrio con tutte le conseguenze che ogni giorno leggiamo sui giornali.

E dunque i cittadini e le Associazioni vanno bene quando puliscono il Lambro e i Giardini, quando
raccolgono fondi per restaurare parti del Parco che altri distruggono (vedi il Roccolo), quando accompagnano bambini e ragazzi delle scuole a conoscere il Parco, fornendo loro gratuitamente i relativi materiali informativi, etc. , ma non vanno più bene quando cercano di svolgere la funzione vicaria per cui sono nate: quella di vigilare e intervenire per salvaguardare un bene collettivo sopperendo ai limiti e alle connivenze nefaste di cui siamo quotidianamente testimoni.

In generale poi gli ulteriori motivi di ricorso sono stati liquidati sulla base di argomentazioni stringate che non hanno neppure preso in considerazione dati oggettivi provati dalla copiosa documentazione presentata. In particolare:

. sulla questione del rumore e dell’inquinamento acustico non si è tenuto conto delle conclusioni
dei periti del Tribunale nella causa aperta dal Comitato Antirumore di Biassono circa i frequenti
sforamenti dei limiti di legge e si fa riferimento alla realizzazione di sistemi fonoassorbenti che
sarebbero stati da tempo introdotti ma dei quali non v’è traccia e che comunque, anche se ci
fossero, risultano del tutto inefficaci visto che il rumore continua a disturbare la quiete degli
abitanti e dei frequentatori del Parco;

. sulla questione dell’abbattimento delle sopraelevate, non si scioglie la contraddizione fra
strumento urbanistico e vincolo della Soprintendenza e non si è avuta alcuna volontà di
verificare se si era dato effettivo corso al restauro i cui tempi di realizzazione, lo ricordiamo,
sono scaduti. Il restauro infatti avrebbe già dovuto essere terminato, mentre è appena iniziato e, oltretutto, sarà, con tutta evidenza, una rinfrescatura di facciata, come conferma la dichiarazione rilasciata dai tecnici dell’autodromo al Giorno dell’11 giugno 2014, che parla di restauro del guard rail e dell’asfalto ma esclude l’intervento sulle strutture che sono pericolanti e costituiscono, anche
visivamente, un obbrobrio che il nostro Parco non si merita.

Il Tar ha anche condannato le Associazioni al pagamento di 2.000 euro di spese alla parte avversa
colpendo così le Associazioni di cittadini che volontariamente, gratuitamente, rimettendoci di tasca
propria, si impegnano per far conoscere, amare, rispettare e tutelare anche legalmente il bene monumentale rappresentato da Parco, Villa e Giardini Reale.

Pur nel rispetto della pronunzia e con la riserva di proporre l’ eventuale impugnazione , a questo
punto attendiamo che il comune faccia valere da subito i diritti derivanti dalle clausole contrattuali,
specie in ordine alle penali ivi previste, nonché un’ attività seria di controllo e verifica delle opere
sulle quali, nonostante tutto, intendiamo dire la nostra.



COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA
A former member
Post #: 323
Comunicato stampa dei consiglieri comunali Novi e Fuggetta.
Anche quest’anno i consiglieri comunali e regionali del M5S declineranno l’invito a partecipare al Gran Premio, restituendo i biglietti omaggio.
“Riteniamo infatti che queste regalie ai politici si configurino come un tentativo di corruzione. Il fatto poi che le si giustifichi come prassi per così dire legittimata persino dalla convenzione con la Sias, non fa che aggravare le cose” dichiara Gianmarco Novi.
“Sias è una società concessionaria del comune e come tale sottoposta al mio ruolo istituzionale di controllo e indirizzo e inoltre in questi anni ha dato prova di non essere affatto trasparente nella gestione dell'autodromo pertanto trovo assolutamente scontato declinare l’invito” sono le parole del capogruppo Fuggetta.
Siamo lieti di rilevare che anche quest’anno il consigliere di Cambia Monza ha a sua volta restituito al mittente i tagliandi per la gara e ci auguriamo che, in un prossimo futuro, anche gli altri politici locali ammettano che accettare biglietti omaggio per la manifestazione sia un vero e proprio tentativo di corruzione.
Diamo atto all’Amministrazione di avere organizzato un ottimo piano del traffico per i giorni del Gran Premio, in modo da ridurre i disagi per la cittadinanza, disagi che vengono segnalati in misura crescente da cittadini che non si fanno più abbagliare dalla manifestazione, valutandola in maniera più pragmatica e meno viscerale. Assistiamo infatti a una maggiore consapevolezza comune circa i problemi che, inevitabilmente, il Gran Premio porta con sé, soprattutto per quanto riguarda il contesto ambientale nel quale è inserito l’autodromo. Vi è infatti molta preoccupazione diffusa per il Parco e per le esigenze di una struttura dinamica come un circuito, esigenze che hanno portato, negli anni, a pesanti riduzioni del patrimonio arboreo.
Chiediamo dunque all’Amministrazione di ascoltare anche le voci dei cittadini e delle associazioni che non vedono con piacere danni permanenti e irreversibili al loro Parco. Siamo certi che sia ora possibile aprire un dialogo con la nuova dirigenza della Sias in modo da ridurre i danni al Parco. Notizie di stampa recenti parlano infatti di richieste di modifiche al tracciato da parte della società concessionaria, in modo da poter nuovamente ospitare le gare di superbike. Chiediamo formalmente all’Amministrazione di rendere pubbliche queste richieste, aprendo un dibattito costruttivo con la cittadinanza.
Visti gli spiacevoli eventi degli ultimi anni, ci auguriamo che l'Amministrazione Comunale di Monza, il Consorzio Parco Villa Reale e tutti gli enti coinvolti nella gestione del complesso architettonico-paesaggistico esercitino in futuro un maggiore controllo su quanto avviene nell'area del circuito, e che vi sia particolare attenzione ad evitare cariche dirigenziali che possano creare conflitti di interesse ( vedi Valli presidente Sias e Industriali Monza e allo stesso tempo nel CDA del Consorzio Villa e Parco)
"Valorizzare il Parco e la Villa Reale non significa finanziare l'Autodromo, per questo facciamo appello alla Regione Lombardia affinche’ non si utilizzino usino risorse pubbliche per sanare i buchi nel bilancio del gestore privato" aggiunge il consigliere pentastellato Gianmarco Novi.
Un dialogo aperto con la nuova dirigenza sarebbe sicuramente una buona base per evitare in futuro la possibilità che si possano commettere impunemente per anni reati che danneggiano per prima cosa l’immagine della città.
A former member
Post #: 352
LA REGIONE INTENDE ENTRARE NELLA PROPRIETA' DEL PARCO DI MONZA ATTRAVERSO UNO STANZIAMENTO DI 20 MILIONI DI FONDI PUBBLICI.
Leggi perche' non e' opportuno:
http://www.parcomonza...­
e il vodeo dell'interrogazione del Consigliere Corbetta con le NON-risposte di Sala:
http://youtu.be/pnvAv...­
Luigi P.
LuigiPiccirillo
Cusano Milanino, MI
Post #: 1,352
Brava Daniela che segui bene quest'argomento... per l'aiuto di altri metto i link della discussione sul MU di Monza e Brianza http://www.meetup.com...­

Continuiamo con l'approfondimento...
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