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incontro con CHIARA LALLI scrittrice di "A. LA VERITA' VI PREGO SULL'ABORTO "

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Vi segnalo questo incontro e vi allego il comunicato stampa di seguito. Magda Andreola

A. La verità, vi prego, sull’aborto

di CHIARA LALLI

Mercoledì 27 marzo ore 18

Libreria Feltrinelli

Corso Buenos Aires, 33 – Milano

Interviene insieme all’autrice

Guia Soncini

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“A. La verità, vi prego, sull’aborto ci dà la possibilità di guardare all’interruzione volontaria di gravidanza da un’angolatura mai esplorata prima,

ci consente di calarci nei panni delle donne che compiono questa scelta”. Monica Ricci Sargentini, Il Corriere della Sera

A. rompe uno dei più forti tabù della società contemporanea con lucida e chirurgica precisione

Di aborto non si parla quasi mai. Quando succede si abbassa lo sguardo e il tono della voce.

A meno che non ci si trovi di fronte a un dibattito politico e allora i toni sono infuocati e i termini apocalittici: strage degli innocenti, genocidio legalizzato, donne assassine. Anche chi è a favore della legalità dell’aborto e della possibilità di scelta della donna difficilmente è a proprio agio. Spesso ci si affretta a compilare un elenco di attenuanti per giustificare la scelta di abortire, per poi aggiungere: “Tutti sanno che è un trauma”. Ma lo è davvero? E lo è necessariamente? Chi sceglie di abortire subisce, nella maggioranza dei casi, un giudizio morale negativo. Abortire è sempre sbagliato. Il non soffrire, poi, è inconcepibile: sarebbe una forma di negazione e di rifiuto per un dolore troppo grande da essere intollerabile. È stata perfino inventata una nuova patologia per questa sofferenza: la sindrome post-abortiva (SPA) che colpirebbe tutte le donne che decidono di interrompere la gravidanza. A. racconta come la vergogna, il silenzio, la paura intorno all’aborto vengano quotidianamente costruiti attraverso un potente sistema culturale e con la complicità della religione, del cinema e della tv. Se il dolore dell’aborto è esasperato, la depressione post-partum, il rifiuto nei confronti di un figlio o i vissuti conflittuali materni sono spesso taciuti, nascosti dietro a una retorica della maternità concentrata unicamente sul miracolo della riproduzione. Chiara Lalli indaga lo stigma dell’aborto in un paese dove, nonostante ci sia una legge che prevede l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78), è sempre più difficile abortire a causa dell’aumento vertiginoso del personale obiettore e del peso di una condanna opprimente.

L’inferno (dell’aborto) sono gli altri

Chiara Lalli è filosofa e giornalista. Ha scritto: Libertà procreativa, Dilemmi della bioetica (2004; 2007, Liguori), Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay ; C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza (2009; 2011, Il Saggiatore). Ha una rubrica su Il Mucchio Selvaggio e collabora con La Lettura delCorriere della Sera. https://twitter.com/chiaralalli

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