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CIP6





CIP6 O CI FAI?!



Miliardi di euro sottratti illegalmente al sole,
al vento, all'acqua, alle vere energie rinnovabili.
Miliardi di euro regalati senza ritegno alla combustione
del carbone, del petrolio, dei rifiuti.
Nessun cittadino deve sapere. Tutti devono pagare.
Pagare in termini di soldi, aria per respirare e vite umane.
Abbiamo miliardi di ottime ragioni per chiedere il conto, oggi,
ai " ladri a norma di legge" che hanno bruciato il nostro futuro.

Il Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia"
e l'Associazione "Ricomincio da Grillo"
aderiscono alla vertenza legale promossa
dall'Associazione "Diritto al Futuro"
per chiedere il rimborso dei finanziamenti pubblici CIP6
dirottati dalle fonti di energia rinnovabili alle fonti "assimilate".


Anche ENEL riconosce la validità delle ragioni che muovono l'iniziativa!

Aderiscono:
Coordinamento Comitati Ambientalisti della Lombardia;
Cittadini per il riciclaggio; Comitato Ambiente Città di Brescia; EnergEtica;
Co.Di.S.A. - Comitato Difesa Salute Ambiente di San Polo;
Meetup "Amici di Beppe Grillo di Orzinuovi"; Comitato "L'acqua di Prevalle";
Comitato "No alla cava" di Prevalle (in aggiornamento).

A fondo pagina sono riportati luoghi e orari
in cui si terrà la raccolta delle deleghe dei cittadini.
Diffondi questa pagina: usa questo link!


In questa sezione:
- CIP6, un po' di storia;
- L'iniziativa: i soggetti coinvolti, i perché della vertenza;
- Come aderire: luoghi, orari e modalità di raccolta;
- Documenti e informazioni.



CIP6, un po' di storia
Dal 1992 lo Stato Italiano prevede una forma di finanziamento pubblico - il CIP6, equivalente a circa il 7% degli importi in bolletta pagati dai cittadini - da destinare ai produttori di energia elettrica da fonti energetiche " rinnovabili o assimilate". Due termini all'apparenza innocui, ma che negli anni hanno consentito di disperdere oltre 45 miliardi di euro.
L'incentivo si inseriva nel contesto europeo di promozione e sviluppo delle energie rinnovabili, ovvero il solare, l'eolico, il geotermico, l'idroelettrico ed altre fonti, in seguito definite in ambito comunitario dalla Direttiva Europea 2001/77/CE. Tuttavia, mentre in Europa veniva avviato un percorso giusto e lungimirante, orientato a favorire il progresso di nuove tecnologie in grado di portare benessere e attenzione all'ambiente, in Italia nasceva una distorsione normativa unica nel suo genere, che di fatto rispondeva ai più indegni interessi economici di petrolieri e trafficanti di rifiuti. Il concetto di energia "assimilata" alle rinnovabili, infatti, è nato e vissuto solo in Italia, ed ha attraversato senza traumi Governi di destra e sinistra. Rappresenta l'infame tentativo - riuscito, fino ad oggi - di accostare fonti energetiche pulite a sorgenti altamente inquinanti, dai combustibili fossili (tra cui petrolio e carbone) ai rifiuti inorganici.
In Italia, la Direttiva Europea viene recepita nel 2004. Sarebbe stata un'ottima occasione per cambiare direzione, aprire gli occhi al futuro. Invece si è scelto di proseguire nella violazione, garantendo proprio ai rifiuti la possibilità di accedere ai medesimi incentivi riconosciuti alle rinnovabili. Dal 2004 al 2007, anno in cui la Finanziaria ripristina temporaneamente le coordinate imposte dall'Europa, seppur con ulteriori deroghe - l'emergenza rifiuti in Campania ha difatti reso vano l'intervento -, l'Italia è fuori dalla legge comunitaria.
Il risultato è, oggi, una produzione di energia elettrica nazionale che per l'81% è generata da fonti inquinanti. Nessuna politica di incentivazione nellambito delle energie alternative, rinnovabili e "pulite", nonché del sempre meno considerato risparmio energetico. Un solo dato è sufficiente a comprendere l'entità della devastazione: nel 2006, il CIP6 ammontava a circa 6 miliardi di euro. Di questi, 5 miliardi e mezzo sono stati conferiti ad impianti per energie assimilate (inceneritori, centrali a combustibili fossili), il resto - 600 milioni di euro, meno di 1/10 del totale - ad impianti per energia rinnovabile. In ambito locale, l'azienda ASM (oggi A2A) ha percepito oltre 450 milioni di euro di finanziamento pubblico, a fronte di un impianto - il noto inceneritore di Brescia - costato circa 150 milioni.


L'iniziativa: i soggetti coinvolti, i perché della vertenza
L'8 novembre 2008, a Roma, si è costituita ufficialmente l'Associazione " Diritto al Futuro", una realtà apartitica e lontana da interessi privati e fini di lucro, nonché da condizionamenti ideologici. Cittadini liberi, da tempo impegnati in favore della tutela ambientale e della salute pubblica, e della promozione della strategia Rifiuti Zero.
L'Associazione si prefigge l'esclusiva finalità di "promuovere e gestire le vertenze nei confronti della Pubblica Amministrazione, delle Società ed Enti erogatori e gestori di energia elettrica, di gestione dei rifiuti e nei confronti di qualsivoglia altro soggetto, sia esso pubblico o privato, per la tutela, anche giudiziaria, degli utenti dei servizi pubblici e di pubblica utilità, locali e nazionali, contro gli incentivi alla combustione dei rifiuti e dei sottoprodotti industriali ed agricoli (CIP 6, Certificati verdi o altri incentivi), e con riguardo alle tariffe ed ai corrispettivi dei servizi suddetti (Tia e Tarsu)" (art. 3, comma 3 dello Statuto).
Sostenuta dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero e da enti internazionali quali G.A.I.A. ( Global Alliance for Incinerator Alternatives), l'Associazione Diritto al Futuro ha lanciato l'iniziativa di una vertenza legale, la quale si formalizzerà nella richiesta al GSE ( Gestore dei Servizi Elettrici) e al proprio fornitore di energia elettrica ( Enel, Asmea, Edison, ecc.) della restituzione della quota parte di quanto versato in bolletta e destinato al finanziamento dell'energia prodotta tramite la combustione dei rifiuti inorganici, anziché delle vere energie rinnovabili, tra il 2004 e il 2007.
La campagna, avviata il 31 gennaio 2009, mira ad attaccare e sopprimere uno dei principali sostegni, in Italia, dell'incenerimento dei rifiuti, ovvero quegli incentivi pubblici che rendono economicamente conveniente bruciare rifiuti all'interno di inceneritori, centrali elettriche, cementifici, acciaierie. A conferma di tale convenienza, è sufficiente constatare che prima della loro reintroduzione in via eccezionale per la regione Campania, in assenza di questi incentivi le gare d'appalto per la gestione degli inceneritori "d'emergenza" sono andate deserte.


Come aderire: luoghi, orari e modalità di raccolta
L'Associazione Diritto al Futuro, avvalendosi di un collegio di avvocati che ha preso a cuore la causa valutandone dettagliatamente ogni aspetto, promuoverà e gestirà direttamente la vertenza, assumendosi tutta la responsabilità civile del processo. Il cittadino che decide di dire basta! a questa truffa legalizzata e vuole richiedere la restituzione di quanto ingiustamente sottratto dalla sua bolletta energetica, pertanto, non corre nessun rischio.
A coloro che decidono di aderire è richiesto di contribuire alle spese giudiziarie necessarie tramite il versamento di una quota simbolica di 10 euro, (che sarebbe restituita insieme alle cifre recuperate nel caso molto probabile di un esito positivo della vertenza), e di firmare di fronte ad un avvocato:
- una delega;
- il consenso al trattamento dei dati personali;
- il contratto che scarica all'Associazione Diritto al Futuro tutta la responsabilità civile del processo.

Le azioni successive saranno gestite direttamente dall'Associazione.
Chiunque sia interessato a partecipare alla vertenza e/o collaborare attivamente per la raccolta delle deleghe (tramite banchetti, passaparola o altro) è il benvenuto.
Ogni euro raccolto sarà utilizzato per la promozione della campagna, e il suo bilancio economico, il materiale divulgativo e lo stato di avanzamento della vertenza saranno resi pubblici sul sito www.dirittoalfuturo.it.
PROSSIMI APPUNTAMENTI:
- martedì 15 (dalle 19:00 alle 22:00) e mercoledì 16 dicembre (dalle 20:00 alle 22:00), presso la Casa delle Associazioni in via Cimabue 16 a Brescia.
Vi ricordiamo che è necessaria la presenza del titolare del contratto di fornitura dell'energia elettrica, il quale dovrà avere con sé copia di un documento d'identità valido (fronte e retro) e di una bolletta.
Per informazioni, scrivete a grillo.meetupbrescia@gmail.com o info@ricominciodagrillo.it. Oppure, contattate telefonicamente Vito (349/2635257) o Adrian (320/6330080).



Documenti e informazioni
Per scoprire in dettaglio i passaggi istituzionali e normativi della vicenda CIP6, vi invitiamo a consultare il documento di seguito pubblicato:
- "CIP6, una vita $traordinaria - Storia non ufficiale della repressione italiana ai danni delle vere energie rinnovabili".
Al suo interno sono inoltre riportati i dati inerenti ai contributi erogati a livello nazionale dal 2001 al 2008, e nello specifico i finanziamenti percepiti dall'azienda locale ASM SpA, oggi A2A SpA. Il documento è stato realizzato dal presente Gruppo Meetup e della relativa Associazione, sotto l'importante opera di revisione di alcuni validi esperti del settore, dal Prof. Marino Ruzzenenti al Dr. Federico Valerio, all'ing. Massimo Cerani, al Dr. Celestino Panizza e al fisico giornalista Alessandro Iacuelli.
Il materiale diffuso dall'Associazione Diritto al Futuro per promuovere l'iniziativa:
- Approfondimento;
- Comunicato 01 - Conferenza stampa;
- Comunicato 02 - Risposta ad Enel;
- Contratto utenti;
- Pieghevole lato A;
- Pieghevole lato B;
- Scheda sintetica;
- Slides presentazione;
- Vademecum per i gruppi locali.


IMPORTANTE!
Se vi sono associazioni e comitati che intendono come noi sostenere l'iniziativa dell'Associazione Diritto al Futuro, facciamo RETE! Contattateci, così da dividerci il materiale e le disponibilità. Diffondiamo e uniamo le forze! Il principio che muove l'iniziativa è importantissimo!



E come sempre...

PARTECIPIAMO!!!!

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