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Diskussionen Colonia LIbera Italiana - Les événements › Abolire i compiti delle vacanze!

Abolire i compiti delle vacanze!

leonello z.
Leozaquini
Organisator der Gruppe
Le Locle, CH
Eintrag Nr.: 3.483
Cari ragazzi,

sentitemi bene: NON FATE I COMPITI DELLE VACANZE!

Pero' la cosa va capita e spiegata ai vostri genitori ed agli inseganti. ( Farglielo capire risultera' probabilmente piu' difficile e impegnativo che non fare i compiti delle vacanze ... ).

Eliminare la nefasta consuetudine dei compiti delle vacanze e' un impegno importante per salvare LA CULTURA E L'AMORE PER LO STUDIO nel nostro disgraziato paese (parlo seriamente e non esagero affatto). Im Italia lo studio e' disprezzato e persino odiato per diverse ragioni ma anche e forse soprattutto perche' (diversamente che in altri paesi del mondo) esiste il rito sadico ed idiota dei "compiti delle vacanze" (all'estero non esiste).

Mi presento brevemente e poi vi passo qualche informazione su come difendersi dalla nefandezza dei "compiti delle vacanze".

- sono gia' piuttosto anziano, ho tre figli, tutti e tre gia' grandi. A scuola ero sempre piuttosto bravino, lo confesso. Sono laureato in Ingegneria (Politecnico di Torino) ho lavorato in Italia come manager dell'industria e poi sono stato nominato professore universitario in Svizzera, dove abito e da dove vi scrivo. Ora mi sono ritirato dall'insegnamento, sono pensionato e sono stato nominato Professore Onorario, a questo titolo proseguo l' attivita' di ricerca. Ho creato una ditta, qui dove vivo, con alcuni miei ex assistenti e lavoro in questa ditta. (Inoltre suono la chitarra come vedete dall'avatar del sito: anche quella l'ho studiata).

- So studiare e mi piace farlo. Lo ho sempre fatto in vita mia. Credo di amare lo studio proprio perche' NON HO MAI FATTO I COMPITI DELLE VACANZE, ai miei tempi nessuno mi imponeva una cosa del genere.

- Per molti anni ho cercato di vietare ai miei figli di fare i compiti delle vacanze, in quanto è assodato che impara a studiare solo chi puo' scegliersi l'argomento in liberta', e ha voglia di farlo.

Inoltre per ragioni famigliari spesso i miei figli passavano del tempo, in estate, in Germania, dai loro nonni (la loro madre e' tedesca) e frequentavano degli amici della loro eta' che avrebbero trovato strano vederli costretti a fare questa cosa bizzarra, e solo italiana, dei "compiti delle vacanze". Erano piccoli, ed erano alle elementari o alle medie per cui proponevo di accompagnarli io a scuola il primo giorno dopo le vacanze, spiegando agli insegnanti che ero io che avevo impedito che facessero i compiti delle vacanze per le ragioni che avrei spiegato. Ma non sono mai riuscito a convincere nessuno dei miei tre figli, perche' a loro non piaceva l'idea di essere "strani".

Il giorno della riapertura delle scuole volevano avere qualcosa in mano che somigliasse a dei "compiti delle vacanze".
Forse questa esigenza la sentite anche voi.
Se e' cosi', fate attenzione ai miei suggerimenti qui di seguito:

= = =
continua
leonello z.
Leozaquini
Organisator der Gruppe
Le Locle, CH
Eintrag Nr.: 3.484
Organizzavamo quindi un "il blitz compito" (tradotto: "il compito lampo"). Insomma i compiti delle vacanze, se proprio volevano farli, dovevano farli nel modo che fosse piu' rapido e meno ammorbante possibile. Ecco le regole fondamentali:

1° - copiare al massimo,
2° - usare sempre la calcolatrice per fare matematica,
3° - io e mia moglie dettavamo i temi di italiano, le traduzioni da atre lingue ... ecc ecc.

... tutti i mezzi erano ammessi pur di non martoriarsi coi compiti.
Le vacanze dovevano essere vacanze: basate sull'uso libero del tempo libero.
Mio figlio ha fatto il liceo in Germania e la mia figlia piu' piccola lo ha fatto qui in Svizzera. Di "compiti delle vacanze" non se ne parla. In questo modo mi pare di essere riuscito a salvare nei miei figli la capacita' di studiare e l'amore per lo studio. Tutti e tre sono laureati.

Se il fatto di difendere il vostro diritto di non fare i compiti delle vacanze vi pare troppo difficile, vi suggerisco di creare dei "gruppi" per la generazione il piu' automatica ed indolore possibile dei compiti delle vacanze. Facebook, blogs o altri stumenti informatici possono essere preziosi.

Ma oltre a questo occorre anche convincere insegnanti, parenti e l'opinione pubblica intera del fatto che i compiti delle vacanze sono veramente nocivi.

Innanzitutto occorre capire che nell'arco di una vita e' molto utile sapere studiare. In certi casi e' indispensabile.
Ho gia' detto che sono professore universitario. Insegno materie che quando ero studente non avevo studiato e nessuno mi aveva insegnato per il fatto, semplice, che quelle discipline non esistevano ancora. Le ho studiate mentre gia' lavoravo. Se uno non studia (anche quando lavora, dopo il lavoro) dopo pochi anni e' ignorante come una capra: il mondo e' in evoluzione.

Ma per imparare a studiare, la prima cosa da imparare e':

- decidere cosa studiare.
- organizzarsi per farlo.

E questo occorre imparare a farlo gia' da piccoli: alle elementari. E' li' che ci si forma veramente.
Ma questo non lo si impara se qualcuno ti dice cosa studiare, come e quando.

Inoltre, fondamentale: occorre amare lo studio.
I "compiti delle vacanze" lo fanno odiare.


Sono certo che i compiti delle vacanze siano una delle cause della decadenza (purtroppo anche culturale) del nostro paese.

Quando un insegnante ti impone un libro da leggere, in realta' ti sta impedendo di imparare a entrare in una libreria e sceglierti un libro da leggere. Ti sta impedendo di sceglierti un libro da uno scaffale, cosa che ho avuto la fortuna di imparare a fare fin da bambino.
Ecco infatti come mai gli italiani sono tra gli europei che leggono meno.

Tra cultura, intelligenza e liberta' esiste un legame molto stretto.

Ho detto che sono stato io stesso un insegnante. Il compito dell'isegnante e' piu' difficile di quanto alcuni cattivi insegnanti credono: consiste nel MOTIVARE.
Insegnare ed educare non significa "imporre che facciano", ma "fare in modo che vogliano".

Quando vi dicono che "le vacanze sono lunghe" e "poi, se no, ti dimentichi tutto ..." dicono una emerita ka**volata, ispirata da una assoluta ingoranza psicologica e pedagogica.
Imparare e' esattamente il processo seguente:

- imparare.
- dimenticare.
- recuperare la memoria della cosa imparata e dimenticata.
... e cosi' via.

Per assimilare qualcosa DEVI dimenticarla e poi ricordarla. Solo allora l' avrai imparata.

Sono sicuro che impedire questa idiozia dei compiti delle vacanze sia importante non solo per voi, ma per il nostro paese e per la sua vita culturale.

E poi e' una ingiustizia: gli inseganti, che "compiti delle vacanze" fanno?
I ragionieri delle banche, si portano forse i conti in sospeso in campeggio?
In Italia nessuno studia, nessuno legge ... tutti fanno le vacanze, ma torturano i ragazzi delle scuole.
Se la prendono coi piccoli !

Occorre liberare l'Italia da questa malattia dei compiti delle vacanze.

Ciao a tutti.

Leonello Zaquini

(Dr. Ing. Prof. University of Applied Sciences Western Switzerland)

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