L’ultimo libro (e la memoria del carattere)
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È possibile che l’ultimo libro stampato a caratteri mobili rappresenti non la fine di un’epoca, ma l'inizio di un viaggio a ritroso nella memoria? Nel nuovo appuntamento del ciclo Testimoni di Carattere, il protagonista sarà Giacomo Leonardo Cecchetti, da oltre vent’anni Direttore Tecnico e Responsabile R&D di Pazzini Stampatore Editore a Villa Verucchio, storica realtà che unisce l'innovazione editoriale alla tutela della tradizione tipografica attraverso il proprio Museo della Stampa associato ad AIMSC.
Il dialogo prenderà il via da un’opera recente e suggestiva: un volumetto celebrativo di un viaggio, arricchito da incisioni d’arte del 2006, evocativamente ribattezzato per l'occasione “L’ultimo Libro”. Da questa riflessione sul valore attuale della stampa manuale e in Typo, la conversazione si snoderà tra le pietre miliari della casa editrice — riscoprendo capolavori come il corposo e raffinato volume di poesie del 1995 del padre di Pier Giorgio Pazzini — fino ad addentrarsi nella complessa e affascinante arte della riproduzione dei volumi e codici antichi.
Un incontro dedicato a chi ama la materia della carta, la precisione della matrice e il racconto di chi, ogni giorno, fa dialogare la tecnologia R&D con la memoria dei caratteri di piombo.
Profilo dell'ospite:
Giacomo Leonardo Cecchetti è Direttore Tecnico e Responsabile Ricerca e Sviluppo (R&D) presso la storica casa editrice e stamperia Pazzini Stampatore Editore Srl di Villa Verucchio (RN). Da oltre vent’anni guida l'innovazione tecnologica dell'azienda, coniugando lo sviluppo dei processi produttivi e digitali con la tutela delle radici tipografiche tradizionali.
Nel suo ruolo di responsabile R&D, si occupa dell'integrazione di sistemi software ed ERP aziendali avanzati, affrontando anche le sfide normative e ambientali del settore grafico ed editoriale contemporaneo. Parallelamente, affianca alla ricerca tecnologica un profondo impegno per la valorizzazione della memoria della stampa manuale, collaborando alle attività culturali del Museo della Stampa Pazzini, realtà associata ad AIMSC.
La sua figura incarna un ponte ideale tra ingegneria di processo e cultura artigiana: un professionista capace di far dialogare le tecnologie gestionali con il fascino della Linotype, delle macchine piano-cilindriche, della rilegatura manuale e della riproduzione di pregio dei volumi antichi.
