Proteggere i dati nell'era AI: il ruolo del consenso
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L'avvento dell'intelligenza artificiale generativa ha scardinato i paradigmi tradizionali di gestione della proprietà intellettuale e della privacy. Se fino a ieri il web era considerato una biblioteca aperta alla consultazione, oggi è diventato il dataset di addestramento per modelli commerciali di scala globale. In questo scenario, il tema del consenso emerge come l'unico vero argine per i creatori di contenuti, le aziende e le istituzioni.
L'incontro si propone di esplorare la frontiera del Preference Signaling: l'insieme di segnali tecnici (come il file `robots.txt` o i nuovi tag specifici per l'AI) e standard normativi che permettono ai detentori dei dati di dichiarare esplicitamente se e come i propri asset possano essere utilizzati per il training.
Analizzeremo perché il semplice "opt-out" non sia più sufficiente e come si stia evolvendo il concetto di "consenso granulare". L'obiettivo è fornire una panoramica critica sugli strumenti attuali e sulle prospettive future per riequilibrare il potere tra chi produce valore informativo e chi lo aggrega attraverso gli algoritmi.
Profilo dell'ospite:
Stefano Maffulli è un esperto di fama internazionale in ambito tecnologico, con una profonda specializzazione nella governance dei dati e negli ecosistemi aperti. Attualmente ricopre il ruolo di Chief Revenue Officer presso Grist, una piattaforma innovativa che combina la flessibilità di un foglio di calcolo con la potenza di un database relazionale per la creazione di applicazioni no-code.
Prima di approdare in Grist, ha guidato per anni la Open Source Initiative (OSI) in qualità di Executive Director, l'ente globale custode della Open Source Definition. La sua carriera vanta collaborazioni di rilievo con organizzazioni pioniere come OpenStack e la Free Software Foundation Europe, consolidando la sua reputazione come uno dei massimi esperti nelle dinamiche tra software libero, business e policy digitali.
Oggi, Maffulli è una delle voci più lucide e critiche nel dibattito sulla regolamentazione dell'Intelligenza Artificiale. Il suo lavoro si concentra sulla ricerca di nuovi standard di trasparenza e sulla definizione di modelli di consenso che permettano una convivenza equa tra lo sviluppo tecnologico e la tutela dei diritti dei creatori di contenuti.
