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Archivio vecchio blog Grilli Attivi

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Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 373
9 Marzo 2009


Stop al consumo di territorio




L’Italia è un paese meraviglioso.
Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio. Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

La Terra d’Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata. Curiamola!

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Scatenare gli “spiriti animali” della speculazione edilizia più forsennata e rozza per dare uno choc all’economia, un colpo alla burocrazia e un volano enorme all’edilizia: questo, secondo le sue parole, il progetto di politica urbanistica dell’uomo che gli italiani, aiutati da una legge elettorale balorda, hanno scelto per governare. Si potranno aumentare del 20% le cubature di tutti gli edifici residenziali esistenti e della stessa quantità le aree coperte dagli edifici ad altra destinazione. Si potranno demolire e ricostruire, con il 30% in più, gli edifici costruiti prima del 1989. Tutto questo in deroga ai piani regolatori e ai pareri degli uffici: basta la certificazione di un tecnico.

Siamo alla follia. Si cancellano non pochi decenni, ma alcuni secoli di tentativi di regolare un mercato (quello dell’utilizzazione del suolo a fini urbani) che, lasciato alla spontaneità, stava distruggendo le città e rendendone invivibili le condizioni per gli abitanti e le attività.

La regolamentazione del territorio nell’interesse collettivo non nasce nei paesi del socialismo reale, e neppure in quelli del welfare state, ma agli albori del XIX secolo nei paesi del capitalismo maturo. Arrivò più tardi nei paesi in cui le debolezza dell’imprenditoria moderna lasciava ampio spazio alla rendita, come l’Italia. Qui la regolamentazione urbanistica venne introdotta, nell’epoca fascista, dopo un conflitto che vide, all’interno di quel mondo, la vittoria delle forze del profitto su quelle della rendita: fu nel 1942, quando la legge del fascista Gorla fu approvata contro le resistenze dei difensori del privilegio indiscriminato della proprietà privata.

Aumentare le cubature e le superfici delle costruzioni esistenti in deroga a piani (per di più già spesso sovradimensionati) significa compromettere tutte le condizioni della vivibilità: peggiorare le condizioni del traffico, il carico delle reti dell’acqua e delle fogne, ridurre l’efficienza delle scuole, del verde, dei servizi sociali, peggiorare le condizioni dell’aria e dell’acqua, ridurre gli spazi pubblici, rendere più difficile la convivenza.

Significa privilegiare, nell’economia, le componenti parassitarie rappresentate dalla speculazione immobiliare rispetto a quelle della ricerca, dell’innovazione dei sistemi produttivi, dell’utilizzazione delle risorse peculiari della nostra terra. Non dimentichiamo che scatenare l’attività edilizia indiscriminata provocherà la distruzione di paesaggi, di beni artistici e culturali, di testimonianze storiche e di bellezza: insomma, di tutte le componenti del patrimonio comune, già così debolmente tutelati nel nostro paese.

E riflettiamo sul fatto che affidare le decisioni delle demolizioni e ricostruzioni e degli ampliamenti edilizi al parere tecnico di professionisti pagati dagli stessi operatori immobiliari interessati significa sottrarre ogni decisione non a una parassitaria burocrazia, ma ai pareri di qualificati funzionari pubblici e alla possibilità dei cittadini di concorrere, mediante le procedure della pianificazione urbanistica e l’intervento diretto di partecipazione, alle scelte di trasformazione dei territori sui quali vivono.

Da quale palazzo o palazzetto della politica nascerà il segnale di una protesta che fermi la marcia verso la devastazione?
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 374
3 Marzo 2009


Io penso differente




Questa la risposta dell’assessore all’ambiente del comune di Ostuni Cosimo Moro al nostro comunicato emesso qualche giorno fa:

“«Differenziata? Già dato» – Caro Paolo Mariani, registro con stupore la tua richiesta di riscontro alle proposte effettuate all’amministrazione comunale; non comprendo, infatti, come mai tu abbia scelto questo impegnativo strumento del comunicato stampa quando invece telefonandomi come hai fatto più volte in passato avresti ricevuto la dovuta attenzione, la stessa di quando, non più tardi di due mesi fa, mi hai chiesto un incontro per discutere di problemi relativi alla raccolta differenziata, ricevendo la più completa disponibilità. A quell’incontro, che tu hai anche filmato, mi sono presentato accompagnato dal responsabile dell’ufficio ambiente del comune , dal direttore dell’Enerambiente e da altri dipendenti della stessa azienda per dare a te e ai tuoi e miei amici tutte le delucidazioni richieste. Il nostro impegno e il nostro entusiasmo, in quella circostanza, non furono condizionati dall’eseguità del numero dei “grillini” presenti. Nasce forte, quindi, il sospsetto che a motivarti non sia tanto l’impegno civico quanto il bisogno di visibilità sostenuto da una buona dose di protagonismo. Del resto questo del confronto-scontro a mezzo stampa deve essere una novità introdotta dopo il tuo insediamento visto che fino a pochi mesi orsono gli incontri li tenevamo molto più modestamente e sommessamente nella sala da the di un bar per discutere di energia, rifiuti, pulizia dei litorali, come quando nel giugno scorso decidemmo di aderire alla iniziativa di Legambiente “Spiagge e fondali puliti”; é appena il caso di ricordare che quella mattina sulla spiaggia di lido morelli non c’era ombra ne di te ne di altri grillini. A proposito del tuo progetto che tu definisci a costo zero perchè evidentemente conosci il sistema per non pagare i contenitori, opuscoli divulgativi e straordinario per i dipendenti dell’Enerambiente, mi sembra che possa costituire un buon riferimento per una delle prossime campagne di sensibilizzazione alla raccolta differenziata. Perchè probabilmente ti sfugge il fatto che di queste iniziative ne abbiamo già realizzate in gran numero (mi piacerebbe mostrarti il fantastico filmato realizzato alcuni mei fa dai ragazzi delle scuole medie di Ostuni nell’ambito di uno di questi progetti promossi dalla nostra amministrazione). Nel caso tu non dovessi sentirti appagato dal momento di gloria vissuto e volessi continuare un civile e costruttivo confronto con l’amministrazione comunale io e il mio ufficio siamo a tua completa disposizione.

Giusto per sgombrare il campo da qualsivoglia equivoco, l’utilizzo del tu associato ai riferiti incontri e telefonate nel comunicato di cui sopra può far sembrare che tra il sottoscritto e/o l’associazione Grilli Attivi e il Dr Moro ci sia o ci sia stata una assidua e costante frequentazione fino a poco prima del nostro comunicato stampa, cosa che francamente non mi risulta. Aggiungo in oltre che i giudizi espressi sulla mia persona, sul mio senso civico, sul mio desiderio di visibilità e protagonismo evidenziano, a mio avviso, la scarsità delle argomentazioni a disposizione dell’assessore.

Si è citato la visita all’isola ecologica. Bene, nulla di più significativo in merito a come ci si dovrebbe comportare. Il sottoscritto si presenta agli uffici comunali e consegna all’addetto una richiesta scritta per poter svolgere una visita guidata all’isola ecologica. Dopo un paio di settimane una telefonata da parte dell’ufficio ecologia che, dopo aver fornito necessario recapito, mi invita a contattare l’assessore per definire i dettagli. Detto e fatto.

17 Gennaio isola ecologica, il sottoscritto consegna nelle mani dell’assessore all’ambiente un progetto per la raccolta differenziata nelle scuole superiori sviluppato in collaborazione con l’unione degli studenti, anch’essi presenti, invitandolo dopo averne preso visione a comunicarci via mail o telefono le sue considerazioni in merito soprattutto sulla fattibilità dello stesso. Segue silenzio.

12 Febbraio biblioteca comunale, il sottoscritto invitato a partecipare ad un incontro con l’amministrazione comunale, SOLLECITA pubblicamente al Dr Moro una risposta sul progetto presentatogli. L’assessore, presente insieme al resto dell’amministrazione proprio per fornire risposte alle domande poste, che fa? Tace.

Allora perchè oggi ci si chiede come mai è stato utilizzato il comunicato stampa per avere risposta? Forse bisognerebbe chiedersi il motivo per cui la risposta sia arrivata ora, solo dopo che la notizia è apparsa sui giornali; evidentemente devo ipotizzare che se il quotidiano non avesse riportato il nostro comunicato oggi saremmo ancora in attesa di una qualsivoglia risposta. A proposito, le chiedo scusa assessore per l’esiguità dei partecipanti alla visita ecologica, ma sa com’è, noi siamo un’associazione costituita da gente che lavora (alcuni anche a 1000 Km da qui) e studenti fuori sede, d’altronde non credo sia cosa che le capita tutti i giorni di trovare una quindicina di persone che, di loro spontanea volontà, decidono di passare un sabato pomeriggio a visitare l’isola ecologica per capirne funzionamento ed organizzazione.

Si è citato la manifestazione “spiagge e fondali puliti” evento realizzato, forse vale la pena anche ricordarlo, molti mesi prima (fine maggio) che codesta associazione si costituisse (fine settembre). Detto ciò ribadisco quanto già espresso a quei tempi (potete verificare sul nostro forum): la manifestazione di Legambiente è istituita per sensibilizzare la cittadinanza ma soprattutto le amministrazioni pubbliche sulle condizioni in cui versano le spiagge italiane affinché prendano gli opportuni provvedimenti e il fatto che ad organizzarla fosse proprio l’amministrazione comunale mi risultò francamente ridicolo. Il luogo in cui era organizzata poi mi faceva ipotizzare una strumentalizzazione dell’evento per dare ulteriore visibilità al neonato parco di Lido Morelli.

Se poi andiamo a leggere quanto indicato nel capitolato d’appalto del servizio di Igiene ambientale (art 36 pulizia delle spiagge): “L’esecuzione di questo servizio consiste nel matenere pulite e sgombre dai rifiuti e dalle alghe tutte le aree …. in modo che vengano garantite la pulizia e l’igiene delle spiagge libere e del litorale non dati in concessione nonché la pulizia alle vie di accesso …. Il servizio comprenderà le seguenti prestazioni: pulizia iniziale da svolgersi dal 20 al 31 maggio di ogni anno ….spiagge libere …. zone rocciose …. dune sabbiose …. vie d’accesso …. da tutti i rifiuti di vario genere …. depositatisi durante il periodo invernale e primaverile …. Dal 1° giugno al 19 settembre di ogni anno entro le ore 8.00 di ogni giorno, festivi compresi…. ” ci sarebbe da chiedersi come mai l’assessore all’ambiente, invece di richiamare la ditta appaltatrice ai suoi doveri contrattuali pagati con soldi pubblici, chiede ai cittadini di andare a pulire le spiagge.

Continua...
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 375
Cpntinua da sopra.

Nonnostante ciò, ritenendo comunque tali manifestazioni di alto valore educativo, caro assessore IO C’ERO!!! Si c’ero, perchè sono un padre, sono un educatore e, a dispetto di quanto sostiene lei, ho un forte senso civico, perchè ho due figlie piccole e farle partecipare a questi eventi, fargli constatare di persona quanta poca considerazione ha l’uomo per l’ambiente, per questi straordinari ed incantevoli luoghi che la natura ci ha regalato, ritengo abbia un valore educativo di notevole portata ed effetto indifferentemente dai motivi politici e propagandistici che ci stanno dietro. Non ho sbandierato ai quattro venti la mia presenza proprio perchè non soffro di protagonismo, ero lì a fare il mio dovere di cattadino e di padre, non mi sono interessato molto al cameraman presente come invece ha fatto qualcun altro. D’altronde dopo aver assistito ad una passeggiata di un quarto d’ora sulla spiaggia a raccogliere qualche bottiglia non posso che aver avuto conferma di quanto ipotizzavo. A proposito a Maggio stiamo organizzando la stessa manifestazione a Torre Pozzelle, se vuole darci due mani è il benvenuto.

Caro assessore noi non abbiamo mai preteso un SI indiscusso o incondizionato al progetto presentato, solo e semplicemente una risposta. Oggi prendo finalmente visione della sua risposta e l’accetto così com’è, anche se in merito ai costi noi abbiamo indicato nello specifico la situazione ed il perchè riteniamo il tutto a costo zero: nessun miracolo e nessuna magia, solamente quanto già indicato nel capitolato d’appalto.

Estratti dal capitolato d’appalto attualmente in vigore:

“presso tutte le scuole del territorio e nei pressi di tutti i pubblici uffici e presso un numero limitato di studi privati e dei supermercati, si provvederà a impiantare, oltre i normali cestini portarifiuti, appositi contenitori, anche di ridotte dimensioni, per la raccolta differenziata di carta, plastica, pile e batterie”

“Per la raccolta differenziata è prevista la sistemazione di contenitori, anche di ridotte dimensioni per ampliare la distribuzione nel territorio, curandone la sistemazione anche nelle aree di pertinenza delle scuole e di edifici pubblici al fine di facilitarne l’accesso diretto da parte degli utenti.”

“Nessun aumento del corrispettivo sarà riconosciuto in favore dell’appaltatore per l’espletamento dei servizi …. anche se si dovessero verificare aumenti di superficie …. e fosse necessaria l’installazione di altri contenitori oltre a quelli previsti nel presente progetto di igiene ambientale, in misura inferiore al 5% del volume installato ….”

“Eventuali modifiche alla ubicazione dei contenitori, durante il corso dell’appalto, dovranno essere preventivamente concordate con l’amminitrazione comunale che, comunque, si riserva il diritto di disporre una diversa ubicazione, senza oneri aggiuntivi per il comune.”

Quindi, assessore, forse si trattava di qualche contenitore e di spostarne qualcun’altro, per gli straordinari poi non si capisce: forse ad oggi non vengono già ritirati i rifiuti dalle scuole? Gli unici a cui forse si chiedeva un lavoro in più era eventualmente il personale scolastico. Per quanto riguarda l’opuscolo informativo, noi avevamo indicato un opzione non è possibile, bastava dirlo e avremmo provveduto, cosa che stiamo già facendo, a reperire le risorse altrove.

Siceramente caro assessore, io avrei voluto occupare il mio tempo sul problema rifiuti piuttosto che in questo botta e risposta poco utile al problema. Ritengo doveroso, infatti, riportare l’attenzione su quello che è il nocciolo della questione, cioè la raccolta differenziata. E allora ci si domandi questo:

E’ vero o non è vero che la percentuale di raccolta differenziata ad Ostuni in media è inferiore al 9% (picco 11%)?
E’ vero o non è vero che l’assessorato all’ambiente regionale ha diffidato l’ATO BR1, di cui Ostuni fa parte, proprio per gli scarsi risultati sulle percentuali di raccolta differenziata?
E’ vero o non è vero che nel 2008 la percentuale di differenziata ad Ostuni è stata inferiore rispetto al 2007?
E’ vero o non è vero che il nuovo capitolato d’appalto prevede il servizio porta a porta SOLO per quelle zone, quali il centro storico e la zona ottocentesca, dove per problemi estetici e tecnici (vicoli stretti) non è possibile installare i cassonetti?
E’ vero o non è vero che la discarica di Brindisi è quasi al massimo della sua capacità e quindi prima o poi bisognerà individuare, in uno dei comuni della ATO BR1, un nuovo sito dove impiantarne una nuova?
E’ vero o non è vero che il comune di Ostuni nella conferenza ATO ha dato parere favorevole alla realizzazione di un gassificatore dei rifiuti? (quanto costerà?)
E’ vero o non è vero che sono stati stanziati milioni di euro per l’impianto di compostaggio di Brindisi che potrebbe trattare tutta la frazione umida prodotta (35% del totale dei rifiuti) e lo stesso risulta ancora non operativo e non si comprende quando lo sarà?

In conclusione, questa raccolta differenziata, QUELLA VERA, quella PORTA A PORTA con tariffa commisurata alla quantità di rifiuti prodotti che, come dimostrano numerosi studi ed esperienze attuate in diversi comuni, è l’unica in grado di:

diminuire la produzione dei rifiuti,
garantire elevate percentuali di differenziazione (oltre l’80%),
creare posti di lavoro (necessita di più addetti),
diminuire i costi di gestione e, conseguentemente, gli oneri a carico dei cittadini,

A OSTUNI S’HA DA FARE O NO?
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 376
1 Marzo 2009


Buon compleanno meetup




Può essere che siamo pazzi a pensare che, oltre che doveroso, sia possibile cambiare la strada che questa Italia sta percorrendo ormai da diversi anni. Saremo pazzi, ma di sicuro convinti. E siamo convinti che tale cambiamento non possa venire dall’alto, ma dal comportamenteo di ognuno di noi. Siamo noi i responsabili della situazione economica e sociale in cui viviamo, la classe politica è li solo a RAPPRESENTARCI. Siamo noi a determinare le loro scelte e non viceversa. D’altro canto se noi ci limitiamo a scegliere se fare l’abbonamento a sky o mediaset, se il nostro desiderio di informazione si limita a ciò che accade nelle case dei vari reality, se le nostre discussioni si limitano al rigore negato o concesso ingiustamente, se il nostro tempo lo impiegamo per fare straordinari o il doppio e triplo lavoro, se ciò che abbiamo guadagnato consumando la maggior parte del nostro tempo e delle nostre energie lo utilizziamo per il telefonino di ultima generazione o il megaschermo a 60 pollici che tra qualche mese considereremo vecchi e da cambiare. Ecco se tutto questo evidentemente nessuno si preoccupererà della qualità dell’aria che respiriamo, del cibo che mangiamo, dell’acqua che beviamo, dei 1300 nostri fratelli, sorelle, padri, madri, parenti e amici che ogni anno muoiono o si ammalano lavorando, della qualità e della finalità della ricerca scentifica, della qualità dell’istruzione e della formazione professionale, di quelle persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese e di quelle che non arrivano neanche alla fine della prima settimana, dei disperati che attraversano il mondo per lasciare i propri cari, la propria terra e le proprie usanze per andare in quei paesi “civili” responsabili della loro miseria e che non li vuole, nessuno si preoccupa della salute tutt’al più del curare, nessuno si preoccupa delle cose importanti.

Il delegare tutto ai politici, ai partiti ha fatto si che si formasse da una parte la casta con tutti suoi privilegi e poteri che per essere mantenuti necessitano di cittadini silenti che gli lascino fare quello che vogliono, quello che interessa loro, piuttosto che quello che interessa tutti. E allora è indispensabile che ognuno di noi si riappropi del proprio ruolo di cittadino attivo, partecipe ai problemi della società, che fornisca il proprio contributo, le proprie competenze, parte del proprio tempo all’interesse comune. Questo impegno deve partire dal comportamento quotidiano di ognuno di noi, dal nostro piccolo, ognuno per quello che può nel luogo dove vive, dove può impegnarsi con costanza.

Ad Ostuni c’è un gruppo di persone convinto che una società diversa è possibile e intendono offrire in modo del tutto gratuito e disinteressato il proprio contributo a questa possibilità. Questo gruppo costituitosi in associazione (Grilli Attivi – Ostuni) vorrebbe che nel proprio territorio si presti attenzione e si dedicassero energie e risorse su alcuni aspetti che invece paiono essere completamente ignorati. Vorremmo che fosse realizzato un efficiente servizio di raccolta differenziata, quella vera, quella porta a porta con tariffa commisurata alla quantità di rifiuti prodotti piuttosto che ai mq della propria abitazione il tutto non solo per evitare discariche e inceneritori che nessuno vuole vicino a casa e che servono solo a sotterrare e bruciare materie ncora utilizzabili, ma perchè rispetta l’ambiente, necessita di più addetti, quindi crea posti di lavoro e se tutto ciò non bastasse costa meno. Vorremmo che si ampliassero ed ottimizzassero i servizi alla zone rurali piuttosto che continuare a costruire palazzi che rimangono inesorabilmente vuoti. Vorremmo un servizio di refezione scolastica che nutra i nostri figli con prodotti sani, biologici, prodotti localmente, che siano rigorosamente controllati piuttosto che semplicemente dargli da mangiare. Non ci interessa mollto vedere sventolare la Bandiera blu, ci interessa di più non vedere la schiuma nei nostri mari ed organizzare un efficiente servizio di pulizia del litorale e magari anche a maggio ed ottobre perché il mare non è solo dei turisti, ma anche degli Ostunesi. Non ci interessa avere piccoli ed inefficienti ospedali in ogni paese, ci interessa di più che si faccia tutto il possibile per garantire la salute dei cittadini con aria, acqua, cibo pulito, condizioni di vita e di lavoro dignitose e, se proprio ci dobbiamo ammalare o fare male ci interessano centri in grado di assisterci con le migliori tecniche e performance possibili. Vorremmo avere spazi pubblici dove poter portare i nostri bambini a giocare per qualche ora, non ci interessano uno scivolo messo li tra traffico e cassonetti della monnezza. Non ci interessano scuole che fanno mille progetti, che fanno mille attività, ci interessano molto di più scuole in grado di offrire una istruzione di alta qualità. Ci interessa salvaguardare veramente i vecchi saperi, i vecchi mestieri, le colture tipiche realizzate nel rispetto della tradizione, i piccoli produttori locali, il piccolo artigianato, non ci interessa sfruttare questa ricchezza solo d’estate per accontentare i turisti. Siamo interessati al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili quali sole e vento, non certo al nucleare, alle biomasse o al carbone che tutto è fuorché pulito.

Cerchiamo di darci da fare per tutti queste ed altre tematiche e lo facciamo con passione ed impegno trovando, tra le faccende quotidiane di tutti, quel pò di tempo che possiamo dedicarci. Facciamo tutto questo tramite piccole azioni concrete: ad Aprile dello scorso anno abbiamo realizzato un dibattito pubblico sull’informazione e raccolto centinaia di firme a sostegno di un referendum nazionale, lo scorso Dicembre abbiamo realizzato un ulteriore dibattito pubblico sul drammatico tema delle morti ed infortuni sul lavoro che ha avuto un discreto successo e notevole apprezzamento, abbiamo creato un blog tramite cui confrontarci con gli altri, abbiamo un forum informatico a cui chiunque può partecipare, abbiamo un canale video col quale condividiamo con tutti le nostre esperienze, abbiamo presentato al Comune un progetto del tutto gratuito per la raccolta differenziata nelle scuole (che è stato completamente ignorato). e numerose altre sono le inziative intraprese e in corso d’opera.

Continua...

Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 377
Continua da sopra.


A fine Marzo è previsto un dibattito pubblico su un tema importantissimo per la nostra società: le modalità di misurazione del benessere di un popolo oggi basato sul PIL capace di misurare solo la quantità di merci prodotte. A fine Aprile inizieranno i “20 giorni per l’ambiente” con diverse iniziative che partendo con un mercatino dell’usato culmineranno con un appuntamento nella zona di Torre Pozzelle per ripulirla dai vari rifiuti e schifezze lasciate dall’uomo sia in mare che nella macchia mediterranea. Ad Agosto è in programma una manifestazione per valorizzare e dare visibilità alle piccole produzioni locali, ai piccoli artigiani, alle produzioni tipiche e a tutto ciò che nel nostro territorio non si trova sulle grandi vie del turismo di massa. E’ in fase di completamento un opuscolo informativo sulla questione rifiuti urbani e loro gestione, opuscolo che sarà distribuito gratuitamente sia in formato elettronico che in formato cartaceo. E’ in cantiere un progetto per il recupero dei computer vecchi ed obsoleti al fine di destinarli ad organizzazioni no profit e famiglie meno abbienti e la realizzazione di corsi gratuiti di alfabetizzazione informatica. Infine si sta cercando di realizzare una rete tra le varie associazioni presenti sul territorio per poter essere più efficienti sui temi ed obbiettivi comuni.

Come vedete le cose sono tante e ralizzabili solo con l’entusiasmo e l’impegno costante di questi pazzi convinti che si fanno chiamare Grilli Attivi. Ora che vi è sicuramente più chiaro che cos’è questa associazione l’invito è a conoscerci ancor meglio, magari interagendo con noi sul nostro forum o sul blog, e poi a partecipare. Come? Ci sono diversi modi per farlo, il metodo migliore è sicuramente quello di partecipare alle iniziative di questo gruppo e fornire il vostro contributo attivo dedicandoci un pò del vostro tempo sia tramite il computer sia dal vivo partecipando agli incontri e contribuendo alla realizzazione delle attività. Per fare ciò basta iscriversi quale socio ordinario. Oppure sostenendoci con costanza, versando annualmente una quota sociale più alta per sostenere le attività del gruppo senza però avere un costante ruolo attivo nelle stesse, iscrivendosi quale socio sostenitore. O ancora fornendo un contributo economico una tantum tramite donazione, contributi che verranno utilizzati esclusivamente per la realizzazione delle attività programmate al fine di raggiungere gli obbiettivi stabiliti. Oltre a tutto questo potete richiederci uno spazio pubblicitario sulle nostre piattaforme web visitate quotidianamente in prevalenza da ostunesi o, che ne so, se avete un attività che può esserci utile offrirci i servizi a prezzi di costo (penso ad esempio ai sevizi di stampa). Qualunque di questi modi scegliate è sufficiente inviarci una mail e vi daremo le semplici istruzioni per realizzarlo.

Ecco dove voleva andare a parare, direte adesso, voleva chiedere soldi. Non è proprio così, quello che vi chiedo e sostenere degli obbiettivi e delle idee che riteniamo nobili. Purtroppo, e ribadisco purtroppo, realizzare le varie attività comporta dei costi, facciamo di tutto per ridurli all’osso ma non basta, se l’entusiasmo ci fa trovare il tempo da dedicarci spesso non è altrettanto così per le risorse economiche. Se pensate ad un dibattito c’è da pagare per il locale, stampare le locandine, pagare le tasse di affissione, etc il tutto per somme che variano dai 100 ai 150 € ad evento. Nessun grillino riceve denaro dall’associazione, qualsiasi introito è regolarmente registrato così come lo sono le uscite, il tutto, a fine anno, viene minuziosamente riportato nel bilancio consuntivo che dopo essere passato al vaglio dell’assemblea di tutti i soci viene pubblicato su internet e visualizzabile da chiunque.

Comunque la pensiate in proposito, qualsiasi cosa decidiate di fare vi chiedo però di unirvi a me nel fare gli auguri di compleanno a questo gruppo che ha avuto la sua origine dall’apertura di un forum sulla piattaforma meetup il 1 Marzo 2008 e che mano a mano è cresciuto, si è evoluto in associazione e, almeno secondo me, realizzarà grandi cose. Se poi decidete di attivarvi o sostenerci basta che ci contattiate.
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 378
16 Febbraio 2009


Tale e quale




Ostuni 17 Gennaio 2009 durante lo svolgimento di una visita guidata presso l’isola ecologica di Ostuni, i Grilli Attivi – Ostuni e l’Unione degli Studenti consegnarono nelle mani dell’assessore all’ambiente del Comune di Ostuni Cosimo Moro (a destra nella foto) un progetto per la raccolta differenziata negli istituti superiori di Ostuni. L’ambizioso progetto prevedeva una serie di momenti formativi e di sensibilizzazione nonchè l’organizzazione di un efficiente servizio di raccolta differenziata che si proponeva la totale e corretta differenzazione dei rifiuti ivi prodotti (carta, aluminnio, vetro, toner, pile), il tutto naturalmente offerto dalle due associazioni e quindi a COSTO ZERO per l’amministrazione comunale. Non è cosa di tutti i giorni, in una società come quella attuale dove nessuno si muove se non si intasca qualcosa, trovare un gruppo di ragazzi che a titolo completamente gratuito dedicano parte del proprio tempo libero per migliorare le perfomance del proprio comune nella raccolta differenziata. Chi vuole leggersi nei dettagli il progetto proposto lo trova qui.

La collaborazione col comune per la realizzazione del progetto era evidentemente indispensabile sia per i momenti formativi e di sensibilizzazione a cui gli addetti ai lavori avrebbero certo dato un competente e profiquo contributo, sia per la realizzazione della raccolta differenziata per la quale erano necessari appositi contenitori e l’organizzazione del ritiro da parte della ditta che al momento gestisce il servizio nel nostro territorio comunale.

Bene. Di fronte di questo progetto a costo zero, di fronte di un gruppo di persone che gratuitamente fornivano il loro tempo e il loro entusiasmo, in un comune che certo non brilla in termini di raccolta differenziata con una media del 2008 che non arriva al 9% in discesa rispetto al 2007 (vedi dati ufficiali), in un comune appartenente alla ATO BR1 diffidata dall’assessorato all’ambiente della regione Puglia proprio per le scarse prestazioni in questo campo, come risponde l’assessore all’ambiente?
CON ASSOLUTO E RIGOROSO SILENZIO

Ostuni 12 Febbraio 2009 auditorium biblioteca comunale incontro pubblico dal titolo “Dialogare per decidere” organizzato dall’associazione Tutti insieme. Un incontro con il Sindaco Domenico Tanzarella (a sinistra nella foto) e amministrazione comunale in cui le varie associazioni, movimenti e cittadini potevano porre domande, problemi, etc. Presenti il sindaco, quasi tutti gli assessori, numerosi dirigenti del comune, diverse associazioni e cittadini.

Quando è stato il turno dei Grilli Attivi – Ostuni, il presidente, ovvero il sottoscritto, ha fatto TRE richieste ben precise, tutte realizzabili senza costi ed in tempi brevi, anzi direi brevissimi. Cosa chiedevo?

1 – messa on line sul sito ufficiale del comune di tutti gli atti pubblici del comune: delibere, regolamenti, capitolati d’appalto, verbali sedute consiliari, etc. In pratica tutti quegli atti ottenibili in copia facendone richiesta scritta al comune.

2 – indicazione, sempre sul sito ufficiale del comune, degli indirizzi email di tutti i consiglieri ed assessori comunali, in modo che qualunque cittadino potesse avere un canale di facile utilizzazione per poter contattare direttamente, senza bisogno di passare da amici e conoscenti, i propri rappresentanti istituzionali.

3 – una risposta da parte dell’assessore all’ambiente, presente in platea, sul progetto sopracitato essendo passato quasi un mese dalla sua presentazione.

Tre semplici e concrete richieste a cui non sono seguite altrettanti tre semplici e concrete risposte.

La risposta, infatti, è arrivata solo per il primo quesito a cui il sindaco ha risposto con un “lo faremo” a cui è seguita una dichiarazione sulla trasparenza dell’amministrazione comunale che mai ha negato copia di atti pubblici a nessuno. E chi mai l’ha messo in dubbio? Ci mancherebbe, è un loro preciso dovere. Chiedevamo solo di rendere il tutto molto più semplice. Vai sul sito clicchi ed hai il documento, il tutto in pochi minuti, in qualsiasi giorno dell’anno, a qualsiasi ora e senza muoverti da casa. Invece con la procedura classica devi andare in comune, nei giorni ed orari previsti, presentare richiesta scritta, tornare dopo una trentina di giorni, pagare i diritti di segreteria (50 cent. a foglio) e finalmente leggere i documenti magari accorgendoti che fanno riferimento ad altra documentazione che se vuoi visionare devi richiedere in copia nei modi che già sai. Oggi tutti i documenti vengono realizzati al computer in formato elettronico, ci vogliono due minuti per trasformarli in pdf e pubblicarli su un’apposita pagina web, ed il tutto senza spendere nulla. Quindi, VOLENDO, tale pratica si potrebbe iniziare anche da domani.

Per gli altri due quesiti invece il nulla, nessuna risposta neanche da parte dell’assessore all’ambiente Cosimo Moro seduto in platea in religioso silenzio. Forse non c’è stato abbastanza tempo per rispondere a tutte le domande poste? Eppure alla fine dell’incontro il Sindaco si è soffermato parecchio sull’attività dell’attuale amministrazione comunale andando a toccare argomenti che nessuno aveva posto, ma l’incontro non prevedeva proprio che i rappresentanti istituzionali rispondessero alle domande dei partecipanti?

Noi rimaniamo in attesa, non sia mai che questi nostri rappresentanti istituzionali (il Beppe nazionale li chiamerebbe dipendenti) si decidano a fornire una benchè minima risposta, se non altro ai ragazzi dell’unione degli studenti che data la loro giovane età un po di fiducia e speranza ancora ce l’hanno.
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 379
15 Febbraio 2009


Gli sciacalli




Finalmente la stampa ha smesso di parlare di Eluana dopo averle portato via poco a poco quella dignità che le era rimasta, prendendo ognuno un pezzettino per sé fino a lasciarla nuda davanti al mondo. Ma se oramai si può non essere stupiti dalle quotidiane dichiarazioni del capo dell’esecutivo, il quale in queste settimane è riuscito ad essere più volte fuoriluogo e opportunista anche di fronte alla morte, stupiscono ancora i vari tentativi di sciacallaggio da chi non te l’aspetti, ultimo di questi giovedì scorso ad annozero; una giornalista, amica di Eluana per giunta, non ha potuto fare a meno di descrivere per filo e per segno l’oramai deturpato aspetto della ragazza, divenendo immediatamente su youtube un video fra i più cliccati. Non bastava aver discorso delle sue mestruazioni, non bastava aver chiamato il padre assassino.

Pochi si sono chiesti se il caso Englaro non fosse stato strumentalizzato per distogliere l’opinione pubblica dai fatti ben più importanti, tutti i telegiornali per 2 settimane hanno smesso di trattare la legge sulle intercettazioni, la crisi economica risultava essere una notizia detta e ridetta, e quindi relegata a 60 secondi di servizio, ma c’è dell’altro.

Mentre per strada e tv scoppiava il dibattito popolare riguardo un argomento in cui, ha dichiarato Saviano da “El Pais”, «chi non condivide la decisione di Beppino (e che Eluana aveva confidato a suo padre) ha il diritto e il dovere di manifestare la propria opposizione ma in seguendo la coscienza di ognuno e non provando ad intervenire mettendosi al di sopra della Corte di Cassazione», Berlusconi approfittava della grande ombra fornitagli dai media per agire di nascosto per i propri affari. Il 6 febbraio la Corte costituzionale stabilisce che le sentenze definitive «valgono» come prova nei processi in corso. Il 7 febbraio il governo infila nel ddl Alfano-Ghedini sulla giustizia un codicillo che dice il contrario: salvo che nei processi di mafia e terrorismo, le sentenze definitive non valgono più. Ciò che ha accertato irrevocabilmente la Cassazione dev’essere ridimostrato ogni volta, richiamando tutti i testi già sentiti nel processo chiuso. E così ciò che sarebbe potuto essere facilmente dimostrabile dopo la sentenza prossima ventura del 19 riguardo il processo per corruzione Mills-Berlusconi (sempre che essa condanni Mills), cioè giudicare Berlusconi come corruttore di Mills, ora dovrà passare da un nuovo processo, e richiamare tutti i testi messi in discussione.

L’altro giorno ho sentito dire : “non permetterò che la vita di una ragazza si lasci andare così”; qualcuno gli vada a spiegare che di vite, quelle di persone che mangiano, lavorano, si innamorano, se ne spengono in media 2 al giorno sul lavoro; nessuno fa nulla per loro però, vero?

Pubblico questa lettera di Giuseppe Gatì, ventenne morto sul lavoro poco meno di 2 settimane fa

Io ho deciso di rimanere qui, perchè non devo essere io ad emigrare per non “sporcarmi le mani” per cercare un lavoro, ma deve andare via chi questa terra l’ha martoriata.
Ho creato un piccolo spazio cartaceo che periodicamente metto in giro (volantini e manifesti) al quale ho dato il nome di QUI CAMPOBELLO LIBERA (il mio paese infatti si chiama Campobello di Licata in provincia di Agrigento).
Ancora sono il solo ad occuparmene, ma confido di risvegliare qualche bell’anima. Il mio spazio si occupa di informare i cittadini di ciò che i media nazionali oscurano o censurano: condannati in parlamento, leggi vergogna, inciuci ecc.
Ho già avuto i primi commenti negativi, ma non mi fermo qui. Questa è la mia terra e io la difendo.”
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 380
31 Gennaio 2009


Latte: la cruda verità




Si riporta un comunicato stampa di Slow-Food Italia

Latte, mangiarlo crudo e in sicurezza è il risultato delle moderne tecnologie. Ricercatori, nutrizionisti e produttori oggi a convegno all’Università di Scienze Gastronomiche.
La recente bufera mediatica scatenatasi sul latte crudo ha causato ingenti perdite agli allevatori che avevano investito su questo nuovo prodotto, creando un ingiustificato allarme e un diffuso disorientamento tra i consumatori. Il punto sulla situazione è stato fatto questa mattina da ricercatori, nutrizionisti, produttori ed esperti del settore in un convegno dal titolo “Latte: la cruda verità”. Il latte crudo, i suoi vantaggi, i suoi pericoli, organizzato da Slow Food Italia e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, tenutosi presso l’Aula Magna dell’ateneo piemontese.
A seguito dei casi di tossinfezione oggetto delle cronache, il 10 dicembre 2008 il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza che introduce l’obbligo di riportare sugli appositi distributori la dicitura “da consumarsi solo dopo bollitura”. Tuttavia le statistiche dimostrano che non ci sono state variazioni nella casistica di SEU (Sindrome emolitico-uremica) una malattia molto rara causata da tossinfezioni di Escherichia Coli, da quando si sono diffusi in Italia gli erogatori di latte crudo.
«Il latte crudo è un prodotto nuovo e diverso – ha affermato Roberto Burdese presidente di Slow Food Italia, introducendo il convegno. Consumarlo non vuol dire tornare indietro, ma servirsi delle moderne tecnologie per usufruire in tutta sicurezza di un prodotto nutrizionalmente valido ed economicamente conveniente per il consumatore, che rappresenta un’opportunità di differenziazione delle entrate per le aziende zootecniche»
«Si tratta di un alimento integro e vivo che contiene elementi nutrizionali fondamentali per l’alimentazione umana a tutte le età – ha dichiarato Giorgio Calabrese, docente di Nutrizione Umana presso l’Università di Torino e consulente del Ministero della Salute. È necessario mettere in atto tutte le iniziative utili a prevenire patologie e controllare il livello di rischio. Per questo – ha aggiunto Calabrese – sarebbe utile trovare nuove
strumentazioni che permettano di distribuire latte pastorizzato garantendo la catena del freddo senza interrompere tuttavia il rapporto diretto tra produttore e consumatore.»
«L’atto di spillare il latte crudo da un distributore – ha continuato Cinzia Scaffidi, direttore del Centro Studi Slow Food e moderatrice dell’incontro – è la sintesi perfetta del buono, pulito e giusto: questo latte ha proprietà nutritive superiori a quelle del prodotto pastorizzato ed è più gradevole al palato; percorre pochi chilometri per giungere al consumatore e non produce rifiuti in packaging; infine, la filiera diretta consente una politica di prezzo più rispettosa del lavoro degli allevatori.
Roberta Lodi, responsabile della sede di Milano del CNR – ISPA (Istituto di Scienze delle Produzioni Animali), ha raccontato la pionieristica esperienza lombarda: i primi distributori sono nati nel 2004 dalla volontà di alcuni produttori che vendevano direttamente il loro latte crudo di grande qualità. Già alla fine di quell’anno una circolare della Regione Lombardia fissava rigidi livelli di sicurezza igienico-sanitaria. Da quelle prime esperienze, gli erogatori di latte crudo si sono diffusi in tutta Italia e oggi se ne contano oltre 1100.
Una goccia di latte contiene tutti gli elementi nutrizionali necessari all’alimentazione in un equilibrio perfetto quanto precario. Per questo il latte deve subire il minor numero possibile di trattamenti e alterazioni. Il
latte prodotto in una stalla sana, in cui si rispettano tutte le norme igieniche, filtrato, refrigerato a 4° e mantenuto in stato di blanda agitazione conserva inalterate le proprie caratteristiche. «L’esperienza
lombarda – ha concluso Lodi – ci ha permesso di costruire le regole per una gestione sanitaria del latte crudo: l’allevatore garantisce che la sua stalla è sana, grazie anche agli strumenti per ridurre il rischio di
proliferazione di elementi patogeni forniti da veterinari e tecnici del latte; il consumatore, infine, conserva correttamente il prodotto prelevato dall’erogatore.»
Per Roberto Rubino, ricercatore del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura, i “latti” non sono tutti uguali: «Si differenziano, oltre che per l’animale che li produce, per il tipo di allevamento e alimentazione e, infine, per il
trattamento che subiscono. È necessario che il produttore differenzi l’offerta per offrire al consumatore possibilità di scelta tra i latti, anche quelli crudi, così che il prodotto sia legato direttamente al produttore e al suo territorio.»
Jean Claude Le Jaouen, giornalista esperto del settore lattiero-caseario, ha raccontato l’esperienza francese, dove si punta sulla sicurezza assoluta per i consumatori e la responsabilizzazione dei produttori. Sulla base di questo già nel 1999 è stata realizzata una guida delle buone pratiche, ripresa poi nel 2006 con il cosiddetto “pacchetto igiene”.
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 381
28 Gennaio 2009


La società “civile”


I licenziamenti della Telcom non sono il problema, sono un problema anzi sarebbe più corretto definirlo un sintomo. Un sintomo di una società malata dove la scala dei valori è stata abbattuta per assumere quali prioritari ed unici riferimenti gli aspetti economici, i profitti e l’interesse personale indipendentemente da quali possano essere le conseguenze. Lo vediamo ormai quotidianamente e in diversi aspetti, non si può pensare a tutelare l’ambiente perché i costi sono elevati e si danneggerebbe la competitività, poco importa se acqua, aria e suolo sono tanto inquinati da causare malattie, ci penseranno le aziende sanitarie a curarci sempre se il loro bilancio lo permette; la ricerca è finanziata quasi esclusivamente da fondi privati e solo se ne intravedono margini di business e così, ad esempio, le malattie rare che evidentemente hanno poco mercato non le fila nessuno; per non parlare dell’istruzione che oggi è interessata da un profondo processo di ristrutturazione partito dalla necessita di risparmiare danaro, e questi sono solo alcuni esempi.
Non dobbiamo quindi meravigliarci se poi un imprenditore dichiara pubblicamente di considerare la propria azienda come una grande famiglia e un mese dopo licenzia 49 figli giustificandosi col fatto che serve a salvare gli altri e che comunque si impegna a riassumerli se e quando le cose andranno meglio. Come se parlasse di un oggetto qualunque, che mo non mi serve e lo getto e se poi sarà necessario lo ricompro. Sono 49 PERSONE, 49 famiglie con tanto di mogli, figli ed anziani!!! Se a questo associamo il fatto che, come hanno dichiarato i sindacati, la ditta non versa in stato di crisi e che sono stati fatti investimenti in Romania dove ha un grosso stabilimento possiamo avere un buon quadro generale della situazione.
Chi è il responsabile di questa società “civile”? Dei politici che hanno approvato leggi che consentono tutto ciò e dei sindacati che silenziosamente lo hanno permesso? No, o almeno non solo loro. I responsabili siamo tutti noi che abbiamo girato la testa, che abbiamo guardato solo al nostro orticello, ai nostri interessi personali, che ci siamo limitati a mettere la crocetta sui soliti simboletti pensando che tanto non cambia nulla, tanto sono tutti uguali, che abbiamo lasciato soli tutti i nostri concittadini che protestavano per qualcosa che non ci toccava direttamente, che abbiamo fatto la parte degli spettatori passivi piuttosto che degli attori attivi perché sicuramente più semplice, meno faticoso. E così abbiamo lasciato che facessero le riforme del lavoro, togliendo diritti in nome della competitività, abbiamo lasciato che trasformassero le ASL e gli ospedali in aziende in nome dell’economia statale e per gli stessi motivi stiamo lasciando passare silenziosamente la riforma della scuola e dell’università, per non parlare delle altre nefandezze fatte e che stanno facendo per difendere interessi di potere. Ogni tanto qualche protesta, qualche manifestazione lasciata all’iniziativa e alla partecipazione di pochi cittadini coscienziosi e di quelli direttamente coinvolti, ogni volta lasciati soli dalla stragrande maggioranza degli Italiani che, pur indignati e concordi, hanno fatto la parte degli spettatori stando seduti comodi nei loro salotti, l’importante è stato pensare a sistemare se stessi, i propri parenti e i propri amici, degli altri chi se ne frega. Ma purtroppo gli altri prima o poi siamo noi e di questo adesso ne son ben coscienti i dipendenti Telcom.
Non mi rimane che aspettare e sperare che gli Italiani si alzino dai loro divani e aggiungano la loro voce a quella delle migliaia di cittadini, delle centinaia di associazioni che ogni giorno lottano e si impegnano per costruire una società veramente CIVILE.
Paolo M.
Paolone
Group Organizer
Ostuni, BR
Post #: 382
25 Gennaio 2009


Oltre il ponte: Blood for Oil


E’ davvero finito il governo di George W. Bush; c’è chi ancora non vuole crederci; c’è anche chi non ci crede fermamente e ha previsto nel governo Obama non poche ombre, ma questa è un’altra storia.
Ciò che è certo, è che un capitolo nero della storia moderna si è concluso. Ma i dubbi su ogni fatto accaduto in questi 8 anni non sono stati per nulla risolti, persino la colpevolezza di Al Qaeda riguardo l’attacco alle Twin Towers sembra essere insicura .

Oggi parliamo dei forti dubbi sulla guerra in Iraq, per la precisione la seconda, ma prima volevo mostrarvi questa foto, sta girando per le caselle mail di tutto il mondo ed è gia diventata un caso; storie come queste credo ce ne siano a centinaia, ma nel vedere una foto evidentemente amatoriale di una bambina sparata alla testa, il cuore gioca brutti scherzi.

L’intera famiglia della bambina è stata brutalmente uccisa dai guerriglieri i quali non volendo risparmiare neanche lei, non hanno avuto pietà. Dopo essere stata soccorsa dal soldato americano, è stata curata, miracolosamente è ancora viva, ma la sua vita non sarà più la stessa.

Il 19-03-03 USA e UK decidono di attaccare Saddam Hussein e il suo stato bypassando totalmente l’opposizione del segretario ONU, dei membri del Consiglio di Sicurezza e di quasi tutta l’opinione pubblica mondiale, adducendo come principali motivazioni un insieme di supposizioni date per certe: la presenza di armi di distruzione di massa, contatti fra Iraq e gruppi terroristici, violazioni di no-fly zones ecc; non cito fra le motivazioni le sistematiche violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra perchè mi sembrerebbe ipocrita: erano e sono più di 60 le guerre nel mondo, la maggiorparte delle quali condotte nel continente africano da guerriglieri che, sistematicamente stuprano torturano e debellano intere fazioni opposte; perchè non intervenire anche in queste?
Benchè la guerra vera e propria si è risolta in meno di un mese, hanno continuato a lanciare bombe al fosforo e al napalm per molto tempo ancora, in più non si sono riscontrate né le armi di distruzione di massa né i contatti con i terroristi. In cambio le Morti violente (marzo 2003-agosto 2007), sono state 1.221.000 praticamente tutte Iraqene; solamente gli USA hanno sorpassato da tempo la quota 500.000.000.000$ spesi per la guerra.
Mi chiedo: c’è ancora qualcuno che pensa che siamo andati lì per preservare i diritti umani?
La verità è ben diversa: il contingente aveva come compito salvaguardare la sicurezza dei pozzi petroliferi, la nostra presenza era voluta da Lobby come Bechtel e Halliburton che intendevano appropriarsi delle risorse di uno Stato, dopo aver messo un governo fantoccio da poter controllare. Anche l’Italia ha fatto la sua parte: un reportage di RaiNews24 ha svelato l’esistenza di un dossier del governo italiano riguardo l’entrata in guerra stilato ad Agosto 2002, 6 mesi prima della crisi! Tutti i documenti evidenziano il chiaro obiettivo di proteggere oleodotti e raffinerie destinate all’ENI, la quale aveva stimato le risorse petrolifere Iraqene superiori a quelle Saudite! Lo stesso dossier parla di un affare da 300 miliardi di dollari, da spartire fra le nazioni intervenute per prime.
Le vittime sono stati come sempre gli innocenti, le bambine come quella nella foto, i giovani ragazzi che disoccupati, si sono arruolati di fronte ad un ghiotto stipendio. E poi stupri, torture non ufficiali e torture praticamente ufficiali come Guantanamo, assassini e complotti al di là di ogni immaginazione. Si potrebbero, e in effetti lo hanno fatto, scrivere libri su libri.
Grazie presidente Bush e grazie a chi ti ha seguito

fonti: http://www.rainews24....­
http://www.unponteper...­
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